PRIMA INTERVISTA DI ANTONELLA RICCIARDI A CARLO GARIGLIO (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Ottobre 2020)

Proseguendo nel mio personalissimo amarcord, ripropongo su questo numero una lontana intervista del 2007, concessa alla giornalista Antonella Ricciardi, l’unica, come ho spesso ribadito, ad essere interessata a dare spazio a tutti senza pregiudizi, e soprattutto l’unica a pubblicare esattamente quanto dichiarato dall’intervistato, invece di operare tagli ed utilizzare mezzucci patetici per stravolgere il significato di quando detto.

Come già detto, era il 2007; venivo da un interessante tour di interviste televisive rilasciate a varie emittenti, soprattutto a seguito della storica partecipazione del MFL (ancora non avevamo aggiunto la dicitura “PSN”) alle elezioni comunali di Torino, che ci permise di riportare il glorioso simbolo del Fascio su una scheda elettorale di un grosso Comune del nord Italia.

Quel 2006 credo che abbia segnato un punto di svolta nella nostra vita politica; iniziò la rivolta del regime criminale partigiano, che da quell’anno non ci concesse più di presentare una lista con nome e simbolo completi. I mafiosi del ministero dell’Interno e delle varie prefetture, dopo avere tollerato le nostre liste con simbolo completo e dicitura “Fascismo e Libertà” nei piccoli Comuni, iniziò a mettersi di traverso in occasione delle elezioni di Torino; quello che era andato bene nel torinese e nell’astigiano dal 1999 al 2006, improvvisamente divenne vietato (chissà da quale Legge e chissà da quando approvata) nel Comune di Torino. Dopo un lungo braccio di ferro con le autorità, ci concessero il Fascio, ma ci imposero di censurare la parola fascismo; e fui proprio io a commettere l’errore di coprire quella parola con la parola “censurato”, mossa che consentì alle TV di regime più importanti, tipo RAI 3 Piemonte, di presentarci allegramente come Movimento Censurato e Libertà… Per fortuna le piccole TV locali non si unirono alle manovre mafiose e continuarono a chiamarci con il nostro nome.

Ma il danno era fatto; l’unica possibilità di avere un minimo di visibilità erano proprio le TV con ampio ascolto, come appunto la RAI, mentre l’ascolto delle piccole TV era ed è del tutto trascurabile.

Chi ci segue sa che dopo il 2006, pur essendo sempre in vigore le stesse Leggi, ogni Prefettura cominciò a sabotarci, chi contestando la parola Fascismo, chi il logo del Fascio repubblicano, chi addirittura la “F” della sigla MFL, finendo poi, in anni recenti, con il proibirci persino il simbolo di riserva senza Fascio né parole che potessero richiamare il Fascismo. Ultimo esempio del potere mafioso fu proprio la Prefettura di Asti, dove il nostro simbolo venne accettato per la prima nel lontano 1999, anno in cui al primo tentativo venni eletto al Comune di Dusino San Michele; qui addirittura si arrivò all’aberrazione di impedirci l’uso del simbolo dell’aquila repubblicana.

PSN

In tutto questo schifo di regime, una parte non trascurabile la ebbe la cosiddetta “area”, ovvero quelli che molti coglioni nostri iscritti si ostinano a definire “camerati”. Spero di avere più fortuna con i giovani che stanno ultimamente aderendo al movimento, visto che molti dei vecchi iscritti non hanno imparato questa regola elementare: i nostri peggiori nemici, oltre ai mafiosi di regime, sono proprio i falsi Fascisti, gli amici dei giudei ed i tanti infami che vanno in brodo di giuggiole quando si nomina qualche leader della cosiddetta destra nostrana.

Come mi riferirono alcuni ex iscritti, il  famigerato MSIDN (AN non era ancora nata) in una riunione ad Asti, ci definì “i loro peggiori nemici”… Ed avevano più che ragione, perché dove si affermano i Fascisti veri, quelli finti non possono che sparire!

Ricordo ai cialtroni immemori che già nel 2001 a Torino eravamo in procinto di presentare la lista elettorale, in un’alleanza con il Fronte Nazionale di Tilgher… Ma finì che i cialtroni di quella infima sigla dopo avere sottoscritto patti e contropatti, ed avermi fatto pagare interamente la sala di un hotel affittata per presentare alla stampa la nostra lista, si tirarono indietro, sostenendo che il loro Tilgher aveva dichiarato di non volersi “sputtanare” affiancando il suo simbolo (rubato senza autorizzazioni all’organizzazione giovanile del Front National di Le Pen) con un Fascio! Suppongo sia lo stesso Tilgher che, in anni recenti, non si è sentito affatto sputtanato dall’avere partecipato alla giunte Polverini, nel Lazio!

Ancora nel 2006 a Torino, i pagliacci del cavolfiore tricolore (che non assomiglia neppure lontanamente ad un fiamma!) presentarono la loro lista, con candidato Sindaco un avvocato che ebbe la faccia tosta di dichiarare alla stampa: “Ho atteso fino all’ultimo giorno la candidatura di AN al Parlamento, ma non essendo arrivata, eccomi qui candidato del MSFT”!

Vogliamo poi parlare di certi personaggi, passati dalla delinquenza comune e dal carcere alla politica “fascista”, che invece di mettersi a disposizione preferirono fondare l’ennesimo movimentino che aveva, quale unica attività politica, quella di infamare il sottoscritto ed il MFL tutto!

Se ne accenna nell’intervista che segue a questo clan di banditi… Clan che dopo essersi coperto di ridicolo e di infamia, in anni recenti è definitivamente scomparso… Più o meno come i tanti che nel corso degli anni hanno cercato di danneggiarci, creare movimenti clone, improbabili associazioni “culturali” e merda similare.

Quindi, cari giovani Camerati, quando sentite parlare di legaioli, fratelli d’Israele, fiammiferi più o meno colorati, fronti e “forze” di vario genere, legioni, comunità e chissà cos’altro, ricordatevi che questi signori lavorano per il regime, chi per favorirsi una carriera da infame, chi semplicemente per aumentare la confusione e la frammentazione in quella che viene chiamata ancora oggi “area”.

Molti vecchi non l’hanno voluto capire; confido nei giovani!

Carlo Gariglio

***********

Carlo Gariglio, piemontese, dal 2001 segretario nazionale del Movimento Fascismo e Libertà (e già esponente del Fronte Nazionale di Franco Freda), esprime nella seguente intervista le vicende e le posizioni del suo partito che, soprattutto per avere riportato nell’utilizzo legittimo della politica il termine fascismo, è diventato piuttosto famoso. Per saperne di più sull’argomento, in particolare si può consultare questo sito:

www.fascismoeliberta.info

R.: Cosa differenzia il suo partito, Movimento Fascismo e Libertà (M.F.L.) dalle altre formazioni nell’ambito della destra estrema italiana?

G.: Curiosamente, tutte le interviste che mi vengono rivolte cominciano sempre con la stessa domanda, e mi costringono a rispondere sempre allo stesso modo: ci differenzia il fatto di non essere affatto di destra, estrema, moderata o sociale che dir si voglia. Noi abbiamo l’ambizione di rifarci al Fascismo del 1919, quello di San Sepolcro, che nacque proprio come “Terza Via” fra socialismo e destra liberale. Dunque, né destra, né sinistra, ma solo e semplicemente Fascismo.

R.: Quali sono i vostri rapporti con gli altri partiti di area? In particolare, le chiedo se ci sono gruppi coi quali potresti allearvi, ed altri con cui, almeno attualmente, la cosa non sia fattibile, e per quali motivi….

G.: Rapporti ce ne sono pochi e spesso conflittuali, sia per i motivi di cui sopra, sia perché la cosiddetta “area” non è altro che un’indegna accozzaglia di personaggi ambigui che nulla hanno a che vedere con il Fascismo, pur tentando di raccattare voti fra noi con il fine di portarli poi alla casa madre di Berlusconi, cioè colui che ispira e spesso finanzia la cosiddetta “area”.

Più in generale, potremmo anche analizzare la possibilità di allearci con qualche piccolo gruppo al di fuori dei Poli, ma con l’esclusione di quanti (tanti!) sono da noi ben conosciuti per essere infiltrati al soldo di Procure e Questure, o per essere rancorosi e falliti “ex” allontanatisi dal MFL per vari motivi negli anni scorsi.

R.: Personalmente lei è per un’alleanza con uno dei due grandi Poli, o pensa vi sia invece da perseguire una via autonoma?

G.: Come accennavo sopra, non siamo né mai saremo disponibili ad alcuna alleanza con i grandi Poli, anche a costo di dovere rinunciare per sempre alla “grande” politica. Una “Terza Via” che si allea con uno dei due Poli cessa immediatamente di essere un’alternativa e diviene una delle tante ed inutili appendici del sistema… Oltre tutto, sarebbe interessante comprendere dai vari FT, FN, FSN, AS, come si possa gridare tutto l’anno contro il liberal-capitalismo, contro la destra borghese, contro le abiure di Fini, contro lo strapotere della lobby ebraica, per poi finire a sostenere la coalizione più sfacciatamente filoameri-cana, filoisraeliana e borghese che la storia d’Italia ricordi…

R.: Grazie ad una sentenza del T.A.R. siete riusciti ad usare la parola “fascismo” nella denominazione del vostro partito, con l’argomentazione che ciò non violasse la disposizione transitoria della Costituzione che vietava la ricostituzione del Partito Nazionale Fascista (P.N.F.), in quanto la vostra formazione, appunto, non si definiva esattamente con quella sigla. Dopo di allora, altri hanno seguito il vostro esempio (con la nascita di un partito della Rifondazione fascista a Latina, di un Partito Fascista Repubblicano). Tali pronunciamenti dei T.A.R. hanno però valore solo regionale, essendo ad esempio diversi dalla sentenze della Cassazione, valide per tutto il territorio nazionale e che fanno giurisprudenza. Ritenete tuttora che sia conveniente seguire tale via per legittimare certe idee?

INTERVISTAGARIGLIOG.: Noto una certa confusione sull’argomento e mi permetto di fare un po’ di chiarezza. Innanzi tutto, il TAR non può legalizzare nessuno, ma al massimo può giudicare se un provve-dimento amministrativo di ricusazione di una lista sia legittimo o meno. Chi può sancire la legalità o l’illegalità di un movimento politico è la Magistratura, organo giurisdizionale che dal 1991 ad oggi, con varie Sentenze e/o decreti di archiviazione, ha sancito la piena legittimità del MFL… Dalla nostra nascita ad oggi si sono pronunciate le seguenti Procure della Repubblica: Milano (2 sentenze), Oristano (3 sentenze), Siena, Alessandria, Caltanissetta, Terni, Arezzo, Vicenza, Genova (tre sentenze), Brescia, Brindisi, Ancona, Asti, Torino, Trieste, Pordenone, Mantova, Novara, Pisa, Teramo, Sondrio, Cremona, Alba, Padova. Tutte queste Procure hanno chiaramente riconosciuto il nostro diritto non solo ad esistere, ma anche e soprattutto ad esporre i nostri simboli e le nostre idee in ogni ambito… Tanto è vero che nessuno ci contesta in caso di volantinaggi, affissioni elettorali e non, convegni, riunioni, congressi, nonché pubblicazioni di giornali cartacei e telematici… Ma, mentre la Legge ci legittima, il potere mafioso che fa capo al Ministero dell’Interno e che vede le sue appendici fra i vari capobastone delle Prefetture locali, tenta di sabotarci in ogni modo, violando i nostri diritti costituzionali e l’articolo 294 del Codice Penale che tutela i diritti politici del cittadino. A livello nazionale, questa repubblica di Pulcinella si è garantita la possibilità di boicottare i non allineati inventandosi una Legge secondo cui le decisioni del Ministero in materia elettorale sono inappellabili! Dunque, per assurdo, il Ministero dell’Interno potrebbe anche eliminare dalle elezioni un partito perché il suo leader è troppo grasso o troppo magro, senza che ci sia la possibilità di ricorrere ad un’autorità superiore contro questo abuso… E così, incurante della nostra legalità, il Ministero boccia sempre il nostro simbolo elettorale per le elezioni nazionali ed europee, costringendoci a scegliere fra il non partecipare alle elezioni o il partecipare con un logo che non ha nulla a che fare con noi… Persino la sigla MFL ci è stato detto che non verrà mai approvata, in quanto la lettera “F” potrebbe richiamare alla mente la parola Fascismo! Dunque, un movimento del tutto legale, avente come simbolo un Fascio repubblicano, denominato Movimento Fascismo e Libertà con sigla “MFL”, secondo i mafiosi del Ministero non può usare il suo simbolo, né il suo nome e neppure l’acronimo che lo contraddistingue! Alla faccia della Costituzione e delle balle che ci raccontano da 62 anni circa le “riconquistate” libertà.

BORSELLINO

Diverso è il discorso in ambito amministrativo, ove esistono autorità cui appellarsi contro gli abusi dei Presidenti delle Commissioni elettorali, ovvero i capobastone prefettizi cui facevo cenno sopra… Esistono i TAR ed esiste il Consiglio di Stato, oltre al fatto che esistono anche funzionari onesti, che non si piegano ai “pizzini” mafiosi inviati dal Ministero per convincere le Prefetture a cacciarci dalle elezioni… Così, molte volte le nostre liste passano senza problemi, una volta verificata la nostra legalità tramite le Sentenze della Magistratura, come accaduto poche settimane fa alla lista che candidava il sottoscritto a Sindaco di Valfenera (http://amministrative.interno.it/amminis/amm070527/G0071120.htm). Altre volte, passano con il logo di riserva privo del sostantivo “Fascismo”, in stretta osservanza di una Sentenza del Consiglio di Stato, sollecitata proprio da quel Ministero dell’Interno che si ostina ad ignorarla, che ha sancito la piena legittimità del simbolo del Fascio, purché disgiunto dalla parola “Fascismo” (http://amministrative.interno.it/amminis/amm070527/G0190700.htm). Ma ci sono casi in cui i presidenti di Commissione, per guadagnarsi benemerenze mafiose ed antifasciste, violano allegramente Leggi e Sentenze, cacciandoci dalle elezioni, come accaduto a Barni (CO) grazie alla Commissione di Erba (CO), che ha respinto entrambi i nostri simboli costringendoci ad un nuovo ricorso al TAR, che verrà presentato a giorni… Oltre ad una denuncia contro il presidente di questa commissione.

Giusto per fare capire ai lettori in che razza di Repubblica delle banane viviamo, vorrei ancora ricordare il caso di Torino. Dal 2001 al 2005 ci siamo presentati dieci volte alle elezioni amministrative di piccoli comuni di quella provincia, ottenendo anche, nel 2005 ad Osasio, l’elezione di ben 4 consiglieri comunali. In tutte le elezioni suddette fummo presenti con simbolo e nome del movimento integrali. Ma quando nel 2006 mi presentai a Torino città il Prefetto, allarmato dalla crescita del MFL, impose alla Commissione Elettorale di ricusare la nostra lista, attivandosi anche, in spregio ad ogni Legge e consuetudine, per fare pressioni sulle Commissioni elettorali delle province di Como, Roma ed Isernia al fine di fare ricusare le liste presentate in quelle province! Per riuscire a salvare la nostra presenza, soprattutto a Torino, accettammo di oscurare la parola “Fascismo” con un “Censurato”, il che diede a questi mafiosi la possibilità di aggiungere abuso ad abuso, dato che le nostre liste vennero presentate come “Movimento Censurato e Libertà”!

In sostanza, siamo nelle mani di mafiosi che si permettono di violare le Leggi, vietandoci i nostri diritti costituzionali e addirittura cambiando il nome ad un ad movimento politico riconosciuto del tutto legittimo dalla Magistratura!

Circa gli altri “movimenti” cui fa riferimento, preferisco non pronunciarmi… Meglio occuparsi di cose serie!R.: In ambito interno, avete proposte particolari in materia di politica sociale e sui temi della giustizia?

G.: Noi siamo per il ripristino di quello Stato sociale voluto dal Mussolini e creato dal Fascismo durante il Ventennio ed in parte anche nella RSI… Quello Stato sociale che l’italiano medio di oggi neppure conosce, talmente è imbevuto dalla patetica propaganda resistenzialista ed antifascista. Il Fascismo diede agli italiani le pensioni, le assicurazioni ai lavoratori, la settimana lavorativa di 40 ore e 5 giorni con l’istituzione del sabato festivo, la mutua e l’assistenza sanitaria gratuita, l’assistenza per poveri, orfani e classi disagiate in genere, il diritto di proprietà della casa (l’affitto durante il Fascismo costituiva titolo d’acquisto della casa), le esenzioni fiscali per i meno abbienti, la socializzazione delle imprese… E tutto questo venne creato in un’Italia appena uscita da una guerra mondiale sanguinosa e pervasa dalle velleità rivoluzionare dei banditi rossi, eccitati dalla rivoluzione d’ottobre sovietica, che tentavano di trasformarla in un soviet… Oggi, dopo 62 anni di “pace e democrazia”, abbiamo i mutui più cari d’Europa, gli affitti alle stelle, la sanità a pagamento grazie a ticket e balzelli vari (ma rimane gratuita per i clandestini extracomunitari!), tasse, imposte e gabelle che gravano anche sui redditi minimi e sulle prime case, nonché lavoratori che dopo avere versato contributi per 35 anni si sentono dire che le loro pensioni sono in forse!

Chissà, forse se non dovessimo mantenere i lussi, le prebende ed i vitalizi di una classe politica di parassiti, che divorano le risorse di una Nazione dal Parlamento all’ultima delle circoscrizioni cittadine, potremmo ripristinare lo Stato sociale del Fascismo?

Circa la giustizia, vorremmo una cosa semplicissima: che le Leggi fossero applicate. Invece di inventarsi indulti ed amnistie per svuotare le carceri, i nostri politici farebbero bene a costruirne di nuove ed a mettere in funzione quelle costruite negli anni a caro prezzo ma mai inaugurate (ricordate un servizio di Striscia la Notizia di qualche tempo fa?). Abbiamo intere categorie di persone esentate dal rispetto delle Leggi: pidocchiosi dei centri sociali, noglobal, ultras del calcio, clandestini, autonomi e “disobbedienti” vari… Tutta gente che delinque sotto gli occhi di tutti e non paga mai pegno grazie a protezioni politiche dal colore rosso vivo… Perché se io entro abusivamente in casa altrui vado in galera per violazione di domicilio, mentre nuclei di pidocchiosi possono occupare case ed edifici pubblici ottenendo addirittura acqua, luce, gas e telefono pagati dalla collettività?

Perché se un anziano che non arriva a fine mese ruba un tozzo di formaggio in un supermercato finisce sotto processo, mentre se un gruppo di cialtroni figli di papà che giocano a fare i proletari rapinano un supermercato si parla di “esproprio proletario” e la giustizia non si muove?

Perché se io contesto una contravvenzione rischio la denuncia per oltraggio e resistenza, mentre se un gruppo di delinquenti rossi aggredisce le forze dell’ordine con armi e bastoni non accade nulla?

Perché i cittadini esasperati che si riducono a pattugliare i loro quartieri per sopperire alle manchevolezze dello Stato vengono identificati e sorvegliati, mentre clandestini, drogati e prostitute continuano imperterriti le loro attività sotto gli occhi di tutti?

E tutto questo accade mentre indegni politici come il Ministro Mastella studiano nuovi sistemi per mandare in galera chi osa dubitare di certi episodi olocaustici, o come i tanti comunisti che pretendono di perseguire chi fa il saluto romano in pubblico!

R.: Quali sono i vostri punti fermi sulla politica estera?

G.: Immediata uscita dell’Italia dalla NATO e dalla cosiddetta “Europa unita”. Ripristino della nostra sovranità territoriale e militare con conseguente chiusura delle 113 basi di occupazione gestite dagli USA sul nostro suolo Patrio. Ritiro immediato di tutti i contingenti militari italiani attualmente impegnati nel sostenere le imprese criminali di USA ed Israele in giro per il mondo. Abbandono della moneta Euro e ritorno immediato alla nostra Lira. Sviluppo di relazioni ed alleanze con i Paesi islamici, arabi e non, e con tutti quei Paesi che, pur avendo governi non in linea con la nostra visione politica, si oppongono al dominio planetario degli imperialisti di USA ed Israele (alludo a Venezuela, Bolivia, Libia e tanti altri).

vIDEOGRUPPO

R.: Può tracciare un bilancio il più possibile obbiettivo del periodo di tempo da cui è alla direzione del M.F.L.?

G.: Guardi, con l’obiettività sfonda una porta aperta. Il sottoscritto non è come certi biliosi e rancorosi “ex” che inventano fatti e circostanze per coprire le loro manchevolezze e per tentare di diffamare chi ha il torto di realizzare quanto a loro non è mai riuscito. Sappiamo che esistono in giro personaggi del genere, che vivono rilasciando dichiarazioni sul conto del MFL, clonando i nostri siti al fine di dirottare potenziali militanti su improbabili “movimenti” alternativi, spuntando su forum e gruppi di discussione per diffamare il sottoscritto e tutta la dirigenza MFL, inventando persino delle “storie nascoste”… Ma a noi bastano le storie palesi e dimostrabili per zittire questi mentecatti! Il MFL, da quando il sottoscritto ha deciso di curarne la presenza elettorale fino ad allora carente, è in forte espansione ed ha ottenuto records che neppure ai tempi di Giorgio Pisanò, nostro fondatore, si avvicinarono. Infatti, fino alla morte di Pisanò (1997), il MFL era stato presente alle elezioni solo varie volte in Sicilia, alcune volte a Corigliano Calabro (CS) ed un’unica volta a Roma (1994).

Nel 1999, da Vice Segretario Nazionale e dal 2001 come Segretario, ho fatto sì che il MFL si presentasse alle elezioni in vari comuni delle seguenti province: Asti, Torino, Como, Brescia, Isernia, Roma, Sassari e Campobasso, toccando il vertice con la partecipazione alle elezioni del Comune di Torino, come già accennato, nel 2006. Partecipazioni che ci hanno riservato anche delle soddisfazioni, tanto che io stesso venni eletto Consigliere Comunale a Dusino S. Michele (AT) nel 1999, mentre nel 2004 eleggemmo Marco De Simone a Montenero Val Cocchiara (IS), nel 2005 addirittura 4 consiglieri ad Osasio (TO) e lo scorso 2006 altri 4 consiglieri a Borutta (SS). Dunque presenze nelle istituzioni che, seppur minime in assoluto, tanti rancorosi “ex” neppure si sognano!

Aggiungiamo il fatto che il nostro lavoro costante ha fatto sì che anche le TV si accorgessero di noi, invitando lo scorso anno il nostro Vice Segretario di Roma, Alberto Mazzer, alla trasmissione di Italia 1 “L’incudine” condotta da Claudio Martelli e ad Omnibus week end di La 7, mentre il sottoscritto veniva invitato da Tele Lombardia alla trasmissione “Prima serata”, oltre che a tutte le trasmissioni delle TV piemontesi che si occuparono delle elezioni di Torino del 2006: Rai 3 Piemonte per ben tre volte, GRP, Video Gruppo, Tele City, Tele Subalpina, Primantenna. Sempre in Piemonte, il nostro capolista Stefano Caramello fu ospite di GRP dopo la sua elezione ad Osasio (TO) nel 2005, mentre vari giornali, soprattutto locali, si sono occupati di noi più volte con interviste varie. Infine, vari siti e giornali telematici, anche di parte politicamente avversa alla nostra, mi hanno intervistato personalmente, dando molta visibilità al MFL.

Aggiungiamo, infine, che durante la mia segreteria è stata anche decisa la rifondazione della confederazione sindacale CULTA (Confederazione Unica del Lavoro, della Tecnica e delle Arti – www.sindacatoculta.com), diretta dal Segretario generale Alberto Mazzer e dal sottoscritto, Vice segretario Vicario… Confederazione sindacale che, tanto per cambiare, ha scatenato l’invidia e la bile dei soliti ex, che hanno prima tentato di impadronirsene dall’interno, per poi ridursi a clonarla con una falsa CULTA il cui “segretario” si è già visto recapitare sul “grugno” ben due ordinanze dal Tribunale di Perugia che respingono le sue pretese di gestire la falsa confederazione.

Indi, benché molto distanti dall’essere un movimento di massa e con limitatissime risorse finanziarie ed umane, siamo riusciti a toglierci molte soddisfazioni, alla faccia di quanti diffondono in giro sul nostro conto le loro falsità da falliti invidiosi. E certamente ce ne toglieremo tante altre!

Ringrazio per lo spazio e per l’attenzione salutando la Sig.na Ricciardi ed i lettori che avranno avuto la pazienza di arrivare al fondo di questa intervista!

********

[Questo articolo è stato pubblicato sui giornali Caserta24ore, Corriere di Aversa e Giugliano, Qui Calabria, Italia Sociale, Ciaoeuropa]

Antonella Ricciardi, 8 giugno 2007.

http://www.antonellaricciardi.it/interviste.asp?id=67

 

Lascia un commento