L’INTERVISTA PIU’ BELLA DEL MONDO (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Novembre 2019)

Ripropongo oggi uno scritto risalente, addirittura, all’anno 2005, anch’esso utilissimo al giorno d’oggi perché attuale ed illuminante circa il meraviglioso mondo degli squallidi comunisti.

Ora come allora, infatti, questa feccia esibisce la propria miseria storica e culturale cercando non di contrastare l’altrui pensiero (e come potrebbero, poveri decerebrati), ma falsificando documenti e diffamando il prossimo, ovvero le uniche cose nelle quali sono maestri!

Vi immaginereste qualcuno così squallido da inventarsi una falsa intervista al solo scopo di insultare e denigrare il sottoscritto, ed i Fascisti in genere? Eccolo a seguire; tale giornalista comunista Riccardo Castagneri, non avendo il coraggio di contattarmi realmente, né di confrontarsi, preferì scopiazzare alcuni brani di una vera intervista rilasciata al Dott. Enrico Oliari, all’epoca leader dei gaylib (i gay di destra, tanto per essere chiari), incollandogli sopra delle domande mai fatte e, dulcis in fundo, aggiungendo alle mie presunte risposte insulti, volgarità ed errori di ortografia e sintassi, per avvalorare la tesi tanto cara al pattume comunista del Fascista volgare ed ignorante!

Ovviamente, dato che comunisti lo si è fino in fondo, anche nella riparazione al torto fattomi, riuscì ad imbrogliare le cose, promettendo una vera intervista da pubblicarsi su un giornale cartaceo e su un sito di poveretti comunisti come lui. Ebbene, l’intervista cartacea non venne ami pubblicata, mentre quella sul sito dei trinariciuti restò visibile per soli 5 giorni!

Potenza della serietà comunista.

Purtroppo per il “giornalista” questione, quello che rimase vero e reale fu il bonifico di 1500 Euro che dovette inviarmi, per evitare un processo per diffamazione!

Carlo Gariglio

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Quella che vi presento in questo articolo è un’intervista che mi riempie di soddisfazione, non tanto per le cose in essa contenute, ma per la sua genesi e realizzazione; chi avrà la fortuna di visitare dal 31 ottobre al 4 novembre questo link:

http://www.rivistaonline.com/Rivista/ArticoliPrimoPiano.aspx?id=6063

la potrà vedere direttamente ospitata sul sito della rivista online che l’ha pubblicata…

Ma gli altri non temano, perché la troveranno inserita in fondo a questo articolo, nonché rappresentata fotograficamente nella stessa veste in cui è uscita online.

Qualcuno comincerà a chiedersi che cosa si celi dietro questa strana intervista e perché la sua pubblicazione online è stata limitata a soli 5 giorni, ed io, per soddisfare la sete di conoscenza dei miei (pochi) lettori, mi accingo ad informavi a proposito di questa strana e, per certi versi, squallida storia di giornalismo comunista.

Nel lontano 2005, cercando casualmente sul motore di ricerca Google qualcosa che riguardasse la mia persona, mi imbattei in una “intervista a Carlo Gariglio”, rilasciata ad un giornalista che non avevo mai sentito nominare e pubblicata su una rivista online a me sconosciuta… Preso dalla curiosità mi precipitai ad esaminarla e, con mia somma sorpresa, scoprii che era un’intervista inventata di sana pianta dal solito mitomane e malato di mente comunista, ovvero uno dei tanti che campano cercando di diffamare e rovinare il prossimo nel nome dell’antifascismo militante.

Costui, essendo privo di argomenti come tutti i comunisti della storia, invece di contattarmi ed intervistarmi sul serio, preferì inventarsi una serie di assurdità, condite con scurrilità varie, da mettermi in bocca per giustificare la sua paranoia comunista; dulcis in fundo, terminava la sua porcata incollando un pistolotto firmato dalla solita “partigiana che scende dai monti”, comunista, divenuta dopo la guerra deputata pagata a peso d’oro per raccontare ai gonzi le solite storielle resistenzialiste. Più precisamente, data la scarsa fantasia fornitagli da Madre Natura, il compagno giornalista copiò integralmente una vera intervista rilasciata dal sottoscritto al Dott. Enrico Oliari, leader dei cosiddetti gay-lib, ovvero quella parte del mondo gay che parteggia per la destra; tale intervista è ancora oggi visibile sul sito del Dott. Oliari: http://www.oliari.com/interviste/gariglio.html.

Ma essendosi la suddetta intervista svolta su binari di assoluta correttezza e non potendo così additare al pubblico ludibrio il Fascista tanto odiato, il compagno giornalista decise di taroccarla nel peggiore dei modi, ossia inserendo qua e là dei termini volgari che non ho mai pronunciato in vita mia, tipo “culattoni”, ed inventando del tutto domande e risposte dalle quali si evinceva che il sottoscritto avrebbe definito i Giudici “tutti bastardi, ebrei e comunisti”, ovvero una definizione che neppure un demente oserebbe dare in una pubblica intervista, al di là di quello che dovesse realmente pensare a proposito. A mo’ di ciliegine sulla torta il compagno scribacchino aggiunse anche, sempre a nome mio, qualche insulto e minaccia ai danni degli elettori di AN, nonché un discorso sconnesso volto a difendere uno dei tanti nazisti accusati di avere compiuto stragi ai danni della popolazione italiana durante la guerra, benché io mai avessi parlato di quel caso specifico…

Credeva così il partigiano giornalista di essersi guadagnato l’assunzione presso “Repubblica”, nonché di avere messo nei guai il sottoscritto, descrivendolo come un rozzo ignorante capace solo di pronunciare discorsi sconclusionati, volgari e minacciosi… Magari nella sua fantasia malata di povero comunista sognava una denuncia ai miei danni da parte di qualche suo compagno importante o di qualche toga rossa offesa dai “miei” insulti… Ma aveva fatto i conti senza l’oste, dato che non appena mi accorsi della falsa intervista, mi precipitai a denunciare il fatto alla Magistratura.

Francamente temevo che tutto sarebbe finito come al solito, ovvero con qualche solerte PM rosso di Asti pronto ad archiviare la mia denuncia, ma stranamente, almeno per una volta, alle toghe rosse astigiane sfuggì la mia querela ed il compagno giornalista venne rinviato a giudizio!

Accortosi che per una volta il “soccorso rosso” giudiziario stava venendo meno, l’eroico giornalista comunista decise di venire a patti con l’odiato Fascista da abbattere: mi fece contattare da un avvocato, che mi propose di ritirare la denuncia in cambio di ben due interviste riparatrici, una da pubblicarsi sul periodico telematico che già pubblicò quella falsa, probabilmente ad insaputa del direttore, ed una su un periodico cartaceo non meglio identificato.
Divertito dalla cosa, risposi al partigiano che avrebbe dovuto pagare ben di più per il suo squallido comportamento… E così, fra un’offerta ed una richiesta, dopo alcuni mesi di trattative ed udienze in Tribunale, il giornalista rosso (di rabbia, questa volta) si decise a pagare al sottoscritto 1500 Euro e si impegnò a fare pubblicare un’intervista vera sul periodico telematico incriminato… La promessa di pubblicare anche su un giornale cartaceo, come ogni promessa di comunista, svanì nel nulla.

E siamo arrivati all’intervista che segue, che il direttore del periodico, probabilmente per non farsi troppo sporcare il sito dalla presenza di un Fascista, ha deciso di limitare a 5 soli giorni di pubblicazione… Errore mio quello di fidarmi della parola di un comunista senza farmi mettere in forma scritta l’impegno a tenere l’intervista sul sito in archivio per sempre… Ma la soddisfazione di vedere il compagno giornalista partigiano rifugiarsi sulle montagne con le pive nel sacco ed il portafoglio alleggerito è impagabile, così come è impagabile vedere i salti mortali di quanti prima ti offrono un intervista e poi, per paura ed odio politico, la limitano a 5 giorni di pubblicazione.

Qualora qualcuno di noi avesse mai dei dubbi a proposito della necessità di estirpare dalla faccia della terra il cancro comunista per permettere a tutti di vivere sereni ed in pace, certe esperienze non fanno che fortificare le nostre convizioni: non si può lasciare campo libero a questi sudici personaggi, campioni di vigliaccheria, immoralità, falsità e cattiveria allo stato puro, che purtroppo nel corso degli anni si sono annidati come batteri nei settori più importanti della vita quotidiana, quali magistratura, giornalismo, scuola ed università.

Carlo Gariglio

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[Primo Piano – interni]
Intervista a Carlo Gariglio
di Riccardo Castagneri
31/10/2009

Dopo una richiesta di rettifica arrivata al nostro giornale, pubblichiamo un’intervista a Carlo Gariglio, rappresentante del movimento politico fascismo e libertà. L’intervista, di Riccardo Castagneri, riporta il pensiero politico e le opinione del dottor Carlo Gariglio che lasciamo alla valutazione dei lettori di rivist@. In un precedente articolo, sempre ad opera di Riccardo Castagneri, le opinioni riportate non erano conformi a quanto sostenuto dal movimento politico fascismo e libertà e dal suo rappresentante.

RC: Dottor Gariglio, nelle ultime consultazioni lei ha invitato gli iscritti e i simpatizzanti di Fascismo e Libertà all’astensione al voto. Come pensa di poter sostenere le vostre rivendicazioni e di poterle rappresentare democra-ticamente?

CG: E quale alternativa avevamo? Quando si vive in una società mafiosa, ove si scontrano una coalizione di mafiosi antifascisti di sinistra ed una coalizione di mafiosi antifascisti di destra, che alternativa hanno quelli che, come noi, amano definirsi fascisti ed antimafiosi? Dovremmo forse scegliere di votare per il meno antifascista? Un fascista con un minimo di amor proprio non può votare per chi si vanta di essere antifascista, anche a costo di non essere rappresentato in alcun modo nella politica odierna.

RC: Per quale motivo ritiene che oggi sia possibile essere fascisti e quali sono i motivi che vi portano a prendere drasticamente le distanze dagli altri movimenti dell’estrema destra?

CG: Potrei ribaltare la domanda: per quale motivo non dovrebbe essere possibile oggi essere fascisti? Se la sua obiezione riguarda la data di nascita della ideologia, le ricordo che comunismo, socialismo, liberalismo e dottrine varie sono tutte più antiche del fascismo; se, invece, voleva sottintendere qualcosa a proposito dei risultati ottenuti, Le ricordo che il tanto vituperato fascismo prese in mano un’Italia ferita da una I Guerra Mondiale vinta senza godere dei riconoscimenti promessi dagli alleati, nonché sconvolta dal cosiddetto “biennio rosso” (il periodo storico in cui socialisti e comunisti misero a ferro e fuoco l’Italia nel tentativo di trasformarla in un soviet sull’esempio della rivoluzione bolscevica in Russia), e la seppe trasformare in un Paese moderno, con una legislazione sociale a tutela delle classi deboli che ci invidiò il mondo intero, con istruzione e sanità gratuite, con diritto alla proprietà della casa per tutti i lavoratori e con un’espansione di infrastrutture mai più eguagliata. Oggi molti hanno la faccia tosta di dirsi comunisti, benché il comunismo ovunque sia giunto al potere ed in qualsiasi epoca storica, non ha mai prodotto altro all’infuori di Gulag, stermini, privazioni della libertà, guerre e miseria… Circa l’estrema destra, la risposta è molto semplice: non abbiamo nulla a che fare con lorsignori perché il fascismo non è mai stato di destra, ed anzi, se va a leggersi il primo programma fascista del 1919, lo si potrebbe collocare persino a sinistra! La favoletta del fascismo al soldo di borghesi e capitalisti per soggiogare le classi operaie deriva dai soliti cialtroni che hanno mistificato tutta la storia degli ultimi 90 anni; il fascismo non fu altro che una forma di socialismo nazionale, ovvero un socialismo epurato dalle tante cretinate internazionaliste del marxismo… Non a caso il fascismo legiferò un Ventennio a favore delle classi umili e meno abbienti, limitando notevolmente le pretese della borghesia rapace e sfruttatrice ed arrivando persino a socializzare le imprese. Sarà forse per questo motivo che i migliori alleati dei sedicenti “partigiani” furono proprio gli industriali del Nord Italia, i quali vennero ripagati dai loro compagni di merende del CLN con l’abolizione immediata della Legge sulla socializzazione?

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RC: Ci sono state in passato o ci saranno in futuro delle intese con il PDL di Berlusconi e Fini?

CG: Dato che, come accennavo prima, noi non abbiamo nulla a che fare con la destra, sia essa estrema, sociale, moderata o come diavolo la vogliono chiamare, non abbiamo mai avuto, né mai avremo, qualcosa a che fare con il PDL o con i suoi alleati occulti dei vari Forza Nuova, Fiamma Tricolore, Azione Sociale ed altri, ovvero con quanti fingono di rifiutare il berlusconismo per poi venire a patti con il duo Berlusconi – Fini in cambio di qualche sgabello ed un piatto di lenticchie. Senza contare la pregiudiziale antifascista che costoro amano sbandierare… Certo, a volte non possiamo fare a meno di notare che a fronte del rischio di essere governati da personaggi come Prodi, Di Pietro, Veltroni, Franceschini ed altri, persino un uomo come Berlusconi possa apparire un salvatore della Patria ed assurgere al ruolo di statista… Ma da questo a sostenerlo ce ne passa!

RC: Pur condividendo gli attacchi a mafie, massonerie, scandali e malapolitica, davvero è convinto che il ventennio sia totalmente immune da colpe ed errori?

CG: L’ho mai detto? Se il fascismo viene guardato con occhi onesti e non con l’ottica menzognera dei vecchi stalinisti che lo combatterono non per amore di democrazia, ma per trasformare la nostra povera Italia in una colonia dell’URSS, il bilancio di 20 anni di governo non può che essere largamente in attivo. Le opere pubbliche ancora oggi in piedi ed i pochi diritti rimasti ai lavoratori ed ai poveri provengono tutti dal fascismo, mentre 64 anni di “democrazia” cosa hanno portato? Scandali, ruberie, tangenti, mafia (estirpata dal fascismo e riportata dagli “alleati” al potere in tutto il sud Italia fin dal primo giorno del loro sbarco), tasse astronomiche, ticket sulle medicine e sulle prestazioni sanitarie, pensioni da fame, corruzione in ogni campo della vita sociale… Devo continuare?

RC: Converrà che nelle amministrative di giugno 2009, avete raggiunto un risultato significativo in due soli paesini dell’astigiano. Come pensa che possa essere recepito il messaggio che Fascismo e Libertà è, come dire, un movimento nazionale?

CG: Noto con piacere che si è informato sui nostri risultati elettorali… Bene, ma come al solito l’informazione è lacunosa, perché dimentica di ricordare che siamo stati sì presenti in 4 piccoli comuni (3 dell’astigiano ed uno del torinese), ma che saremmo anche stati presenti con pieno diritto alle elezioni Provinciali di Torino (cioè di una provincia con 2 milioni e mezzo di abitanti), nonché ad un’altra comunale di un piccolo paesino del milanese… Dico saremmo perché, essendo l’Italia una finta democrazia ed un vero regime mafioso – partigiano, un gruppuscolo di magistrati torinesi della Corte d’Appello (le solite toghe rosse in servizio permanente ed effettivo) ha pensato bene di cacciare via la nostra lista dalle provinciali ritenendo il nostro simbolo illegale… E questo nonostante sia lo stesso simbolo che è stato consacrato del tutto legittimo da un’apposita Sentenza del Consiglio di Stato del 1994… Nonché lo stesso simbolo che è stato ritenuto legittimo per il Comune di Brozolo, che sempre in provincia di Torino è!

Dunque è bene tenere presente che le liste MFL presenti alle elezioni sono solo una piccola parte di quelle presentate, dal momento che ogni anno prefetti e vice prefetti corrotti, nonché magistrati partigiani, si divertono a sabotare le nostre liste per guadagnarsi benemerenze da parte del mafioso regime antifascista. In ogni caso, nonostante l’artiglieria pesante utilizzata dal regime, dal 1999 ad oggi il MFL è riuscito ad essere presente in varie elezioni amministrative delle province di Asti, Torino, Como, Pavia, Brescia, Roma, Isernia, Campobasso, Sassari, Cosenza, ottenendo anche l’elezione di vari consiglieri comunali (alcuni tuttora in carica) in provincia di Asti, Torino, Isernia, Campobasso e Sassari. Non saremo il PDL o il PD, ma ci siamo… E questo nonostante i sabotaggi da “Repubblica delle Banane”, il cui resoconto è puntualmente riportato sul mio blog:

www.lavvocatodeldiavolo.biz

RC: Molto spesso denunciate pubblicamente atti di sabotaggio nei confronti delle vostre liste elettorali e limitazioni dei vostri diritti politici: a cosa vi riferite?

vignetta comunismo 2CG: Un primo accenno lo ha già avuto a proposito dell’illegittima esclusione dalla provinciali di Torino. Un altro esempio, di rara gravità, posso farlo a proposito del Comune di Nosate (MI). Lì, in occasione delle ultime elezioni, la Commissione Elettorale ha correttamente valutato la legittimità della lista MFL e del relativo simbolo, approvando entrambi ed inserendoci nel sorteggio per il numero d’ordine della lista. Ma ben 15 giorni dopo, su sollecitazione addirittura del Prefetto di Milano (il quale non ha un simile potere, è bene saperlo), la commis-sione si è nuovamente riunita stracciando la precedente decisione ed eliminando dalle elezioni la nostra lista! Tutto questo, mi ripeto, accade in spregio a Leggi e Sentenze stesse della giustizia penale ed amministrativa, in quanto fin dal 1992 le Procure della Repubblica Italiana interpellate, hanno sancito che il MFL è un movimento del tutto legittimo, con uno Statuto ed un programma democratici e che nulla abbiamo a che fare con i reati previsti dalla XII Disposizione Transitoria della Costituzione e dalla cosiddetta “Legge Scelba”, mentre i TAR di Lazio e Sicilia hanno sancito, imitati poi dal Consiglio di Stato, la nostra piena legalità anche dal punto di vista del contrassegno elettorale. Ciò nonostante, ogni nostra apparizione alle elezioni mobilita l’apparato dello Stato con il solo ed unico fine di limitare il più possibile la presenza elettorale e propagandistica del MFL, azioni che non esito a definire attuate con modalità mafiose… Presenza che, è utile sottolineare, ci sarà sempre impedita per quanto riguarda le elezioni nazionali ed europee, in quanto, nei modi a parer mio non democratici degli apparati del Ministero, che decidono a proposito dei contrassegni che vengono depositati in quelle occasioni, hanno sempre respinto il nostro simbolo, incuranti persino della già citata Sentenza del Consiglio di Stato del 1994, la quale venne promulgata proprio su richiesta dello stesso Ministero dell’Interno! E questo perché accade? Perché le decisioni del Ministero in tema di contrassegni elettorali sono inappellabili! Ovvero, non esiste organo superiore a cui proporre appello, cosa che è largamente anticostitu-zionale… Persino i TAR sono stati prezzolati a questo squallido fine, infatti dal 2005, su indicazione del Consiglio di Stato, tutti i ricorsi pre-elettorali di piccoli partiti o liste scomode come la nostra vengono bocciati con la motivazione che vanno riproposti DOPO le elezioni, al fine di chiederne l’annullamento e la ripetizione… Si può Immaginare da solo quante possibilità ci sono per un piccolo movimento di vedersi riconoscere giustizia tramite l’annullamento e la ripetizione di un’elezione nazionale, europea, regionale o anche solo provinciale! Ovviamente, se a ricorrere è il PDL, il TAR finge di non ricordare la direttiva del 2005 e riammette la lista, come accaduto per le provinciali di Savona del giugno scorso! E vi stupite ancora se qualcuno, di fronte alla scelta fra un regime all’acqua di rose come quello del Ventennio ed un regime mafioso – partigiano impostoci dalle baionette straniere, osa preferire il primo, ove almeno nessuno si riempiva la bocca di vuote parole tipo “libertà”, “democrazia” e “diritti costituzionali”?

RC: Il suo è comunque un attacco a ministeri, magistratura, alte cariche dello Stato. Un attacco senza quartiere alle istituzioni.

CG: La cosa le pare strana? Noi non facciamo altro che denunciare cose tristi e reali, che chiunque può verificare anche solo visionando sul nostro sito le varie Sentenze disattese che legittimano la nostra esistenza (http://www.fascismoeliberta.info/phpf/viewpage.php?page_id=6).

Dovremmo forse accettare supinamente, come fa la maggior parte di questo popolo di rimbecilliti dal Grande Fratello e Face Book, di vivere in una dittatura illiberale camuffata da democrazia?

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MUSSOLINI E LA CULTURA (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Ottobre 2019)

E dopo la breve pausa dello scorso numero, ritorniamo a viaggiare nella memoria dei miei articoli, sempre più che attuali, data la squallida stagnazione della situazione socio – politica in Italia.

Lo scritto che segue risale all’agosto del 2008, ovvero quasi dodici anni fa… Trattasi di un commento che dedicai ai poveri ritardati di mente comunisti, specie a quelli che, dal basso del loro Q. I. prossimo allo zero, e dei ridicoli titoli di studio ottenuti solo grazie ai docenti sessantottini ed ai loro metodi tipo “6 politico” e 30 politico in versione universitaria, si permettono di parlare di Benito Mussolini come se fosse stato un povero mentecatto con un diplomino da maestro elementare.

Ebbene, ora come 12 anni fa (e come sempre, temo), questi ridicoli residui tossici della sinistra italiana, continuano a non capire ed a rendersi ridicoli con i loro atteggiamenti di superiorità distribuendo (specie grazie a quelle fogne a cielo aperto dette “social), insulti ed offese gratuite a chi è ancora vivo ed apprezzato 75 dopo il suo omicidio… Mentre loro, poveri compagnucci, saranno dimenticati persino dai parenti più stretti pochi minuti dopo la loro morte!

Buona lettura, specialmente ai poveri disagiati mentali fieri di dirsi antifascisti!

Carlo Gariglio

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Agosto è solitamente il mese dedicato al riposo ed al divertimento, almeno per quanto riguarda la maggior parte degli italiani. Dovendo il sottoscritto rinunciare al riposo per motivi di lavoro e di gestione politica, ho deciso quantomeno di dedicarmi ad una ricerca divertente, con la quale credo di riuscire a contribuire a ridicolizzare ulteriormente i tanti compagnucci orfani del comunismo ed i tanti caproni ignoranti che si beano nel definirsi antifascisti…

L’idea che mi ha portato a realizzare l’articolo che segue me l’ha data, qualche anno fa, un anonimo utente di forum e newsgroup di internet, che firmava i suoi interventi “donquixote”; costui, con perizia di particolari ed estrema precisione, umiliava i tanti cretini comunisti presenti sugli stessi newsgroup, rispondendo a tono quando costoro trinciavano i soliti giudizi antifascisti sulla persona di Benito Mussolini, definito spesso un ignorante in possesso di un misero diploma di Maestro Elementare…

Ironia su ironia, gran parte di questi giudizi viene esposta da decerebrati di sinistra, completamente privi di cultura storica e politica, ed abilissimi soltanto nello scimmiottare senza costrutto giudizi di antifascisti idioti quanto loro.
Solitamente il compagnuccio – tipo è un povero ignorante convinto che il Fascismo sia stato un movimento al soldo di borghesi e proprietari terrieri, nato per difendere i loro interessi e danneggiare il popolo lavoratore; ovviamente basterebbe una rapida occhiata alla legislazione sociale del Fascismo per smentire questa (ed altre) cretinata, ma per i cervelletti di quanti ancora oggi si proclamano fieramente comunisti senza accorgersi di seguire una dottrina politica che in ogni luogo ed in ogni tempo ha collezionato solo fallimenti, regimi dittatoriali e milioni di morti, l’informarsi su dati e fatti reali sarebbe uno sforzo troppo grande… Così come informarsi sulla caratura culturale del nostro amato Duce, il quale ha lasciato così tanti segni nella cultura italiana da non potere essere dimenticato.

Ecco dunque, a seguire, una breve raccolta di interventi di quel “donquixote”, raccordati ed arricchiti dal sottoscritto, che dimostrano con dovizia di particolari quale sia stato il ruolo di Mussolini nella cultura della sua epoca, nonché quanto siano coglioni i compagnucci della parrocchia antifascista e quanto valgano i loro luoghi comuni.

Carlo Gariglio

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Mussolini è stato certamente un grande scrittore, ed ha fornito direttamente e indirettamente, immensi contributi alla cultura. Fino a poco tempo fa, vigendo accanto al tradizionale motto: “Non si può parlare male di Garibaldi”, il motto antifascista: “Non si può parlare bene di Mussolini”, erano in pochi ad avere il coraggio di dirlo, ad esempio Francesco Grisi e Augusto Simonini, che aveva scritto il saggio: “Il linguaggio di Mussolini”. Ora le cose stanno cambiando, e persino critici letterari illustri come Carlo Fruttero (”Fu un grande prosatore sia quando era socialista che all’epoca del fascismo”) o Giovanni Mariotti possono affermarlo senza suscitare scandalo.

Sottolineo che il presente articolo non ha alcuna pretesa di esaustività riguardo al tema trattato: in effetti, parlando dei contributi diretti e indiretti di Mussolini alla cultura, troppo ci sarebbe da dire. Mi limiterò ad alcuni cenni.

Come è noto, Mussolini iniziò la sua attività politica nel campo socialista: nel 1908, trovandosi in Liguria, fondò, a soli 25 anni, un settimanale socialista, “La lima”. L’anno seguente, trasferitosi nel Trentino irredento, diresse “L’avvenire del lavoratore” e collaborò al “Popolo” diretto da Cesare Battisti. In quel periodo Giuseppe Prezzolini, il direttore della “Voce”, la più prestigiosa rivista filosofico – letteraria del primo anteguerra, alla quale collaborarono i più illustri intellettuali dell’epoca (Croce, Gentile, Papini, Slataper, Boine, Serra ecc.) scoprì il talento di Mussolini e insistette perché pubblicasse articoli sulla stessa. Prezzolini aveva infatti intuito, attraverso il semplice dialogo epistolare, sia il genio politico, sia quello letterario di Mussolini .

In una lettera scritta il primo ottobre 1909, Mussolini già delineava e prefigurava quell’opera politica e spirituale che egli stesso avrebbe portato a compimento pochi anni dopo: “Ottima l’ultima iniziativa della “Voce”: far conoscere l’Italia agli Italiani. Accanto all’unità politica che va lentamente, sì, ma progressivamente consolidandosi, bisogna formare l’unita’ spirituale degli italiani. Opera difficile data la nostra storia e il nostro temperamento, ma non impossibile. Creare l’anima “italiana” è una missione superba. E’ necessario conoscersi, dal nord al sud, per temperare, armonizzare le nostre differenze, e amarci.”
In seguito, tornato in Romagna Mussolini fondò il settimanale “La lotta di classe” e cominciò a collaborare all”Avanti!” divenendo presto il leader dell’ala rivoluzionaria del Partito Socialista Italiano. Nel 1913 fondò la rivista “Utopia” e divenne direttore dell’”Avanti!” (grazie alla sua direzione ed ai suoi articoli, l’”Avanti!” passò dalle 30.000 alle 80.000 copie giornaliere nel giro di poche settimane) e l’anno seguente fu uno dei principali organizzatori del celebre moto rivoluzionario, sorto ad Ancona, noto come “La settimana rossa”.
Mussolini fu, tra l’altro, il primo a valorizzare politicamente in Italia le teorie filosofiche di Georges Sorel, di William James, di Henri Bergson, di Vilfredo Pareto, ed a fornire una acuta interpretazione del pensiero di Nietzsche.

Passato all’interventismo, fondò il quotidiano “Il popolo d’Italia”, cui affiancò in seguito la rivista teorica “Gerarchia”, la cui direzione fu affidata a una donna, Margherita Sarfatti.
In seguito Mussolini scrisse diversi libri (”Diario di guerra”, “Vita di Arnaldo”, “Parlo con Bruno”), drammi teatrali (in collaborazione con Gioacchino Forzano, “Campo di maggio”, incentrato sulla figura di Napoleone, ebbe un clamoroso successo internazionale), saggi (tra i quali spicca il “Preludio a Machiavelli”), innumerevoli discorsi (alcuni dei quali ormai celeberrimi, raccolti in vari volumi; il grande Francesco Carnelutti rilevava: “Mussolini è un uomo d’azione e un oratore nello stesso tempo e, per suo merito,l’eloquenza è assurta a dignità senza precedenti”), la fondamentale “Dottrina del fascismo” (in collaborazione con Giovanni Gentile), le parti essenziali della “Carta del lavoro” (che divenne la carta costituzionale del regime fascista) e espose le sue idee nel libro – intervista “Colloqui con Mussolini” .

Per sottolineare la profonda e costante attenzione che Mussolini riservava alla cultura basterebbe ricordare un episodio verificatosi in un periodo della seconda guerra mondiale, dal punto di vista bellico, difficile e decisivo: nel 1942, in Germania, l’Ufficio Rosenberg, diretto da Alfred Baeumler, pose il veto all’inserimento di un saggio di Heidegger (che molti considerano il più grande filosofo del XX secolo e che proponeva nei suoi scritti teorie fasciste implicitamente antinaziste) nell’annale “Geistige Uberlieferung”. Tale veto fu rimosso solo in seguito alla ferma (e assai significativa) presa di posizione di Mussolini che, pur essendo impegnatissimo a gestire la difficile situazione politica e bellica, trovò il tempo di intervenire ufficialmente in tale senso presso le autorità tedesche, tramite lo ambasciatore Alfieri.

Nel periodo della Repubblica Sociale Italiana il governo deliberò il trapasso in proprietà a favore degli inquilini di tutti gli appartamenti degli Istituti per le case popolari, come attuazione del principio inserito da Mussolini nell’articolo 15 del Manifesto di Verona (la carta costituzionale della RSI):
“Quello della casa non è soltanto un diritto di proprietà, è un diritto alla proprietà”.

duce prefetto

L’enunciazione di questo principio colpì profondamente Ezra Pound, il più grande poeta di lingua inglese del ventesimo secolo (insieme a Eliot) che aveva aderito entusiasticamente alla Repubblica Sociale Italiana, da lui simbolicamente definita “la città di Dio ce, le cui terrazze hanno il colore delle stelle” (nel dopoguerra pagò per questa coraggiosa scelta più dell’oncia di carne di Shylock, diventando per l’America un capro espiatorio o, come scrisse Pasolini, “l’Agnello sacrificale”); egli, nei suoi “Canti pisani”, riconobbe nell’articolo 15 lo stile inconfondibile di Mussolini, lo statista-artista:
“Alla” non “della” nel Programma di Verona la vecchia mano dello stilista conserva ancora la sua abilità e l’acqua che rifluiva da quella parte del lago è silenziosa come non mai a Sirmione sotto le arcate Foresteria, Salò, Gardone a sognare la repubblica…”

Quando, subito dopo il barbaro e vile assassinio di Giovanni Gentile, avvenuto il 15 aprile 1944, alcuni collaboratori di Mussolini gli suggerirono di inviare dei sicari a Napoli, al fine di uccidere, per rappresaglia, Benedetto Croce, egli condannò immediatamente tale progetto. Eppure Croce, appena sopraggiunti gli angloamericani, non aveva risparmiato gli insulti nei suoi confronti. Quel medesimo Croce che aveva dato il proprio appoggio al fascismo persino dopo il delitto Matteotti. Quel medesimo Croce che, in occasione delle sanzioni contro l’Italia per l’intervento in Etiopia, aveva deciso di donare alla Patria, oltre che la sua fede matrimoniale, anche la sua medaglietta di senatore. Quel medesimo Croce che, da oppositore al regime fascista, aveva comunque potuto svolgere tranquillamente sotto di esso la sua attività intellettuale e culturale.

Quando, durante il periodo della RSI, fu chiesto a Mussolini di commentare gli insulti che gli rivolgeva Croce, egli rispose: “Anche uomini come Benedetto Croce appartengono alla schiera di coloro che credono di dovermi combattere; ma Croce si sbaglia se crede che io lo ripaghi con eguale sentimento. Io infatti conosco molto bene l’importanza che Croce ha per l’Italia nel campo spirituale e apprezzo moltissimo la sua intelligenza e la sua energia”.

Credo che queste parole bastino a rimarcare l’abisso culturale e umano che separa Mussolini da Croce..…

E’ noto che, nel periodo della Repubblica Sociale Italiana, Mussolini occupava il poco tempo libero leggendo i “Dialoghi” di Platone e ritraducendo dall’italiano al tedesco il “Messia” di Klopstock (che gli stessi tedeschi considerano un vero e proprio “mattone”….). Un aspetto importante della notevole cultura di Mussolini è costituito in effetti dalla sua versatile e, purtroppo, assai poco italiana predisposizione all’apprendimento delle lingue straniere: egli parlava infatti correntemente il francese, l’inglese, il tedesco e il russo (lo aveva appreso in gioventù, nel corso di una relazione sentimentale intrattenuta con la rivoluzionaria russa Angelica Balabanoff, coniugando così l’utile col dilettevole…).

Questa conoscenza delle lingue gli fu più volte utile in ambito politico. Georges Bonnet, giornalista presente al convegno di Monaco (che fu voluto da Mussolini per salvare la pace europea, già vacillante, nel 1938), descrive Mussolini sempre pronto e sicuro nell’esprimersi in tre lingue senza l’aiuto dell’interprete (Chamberlain parlava soltanto inglese, Daladier solo francese e Hitler solo tedesco) e rapido nell’interporsi tra i tre per riassumere, contestare, precisare. Bonnet nota l’ascendente di Mussolini su Hitler, “presso il quale sembra svolgere un compito di moderatore, proponendo formule conciliative nei momenti in cui il Cancelliere, cedendo a uno dei suoi improvvisi momenti di collera, rimetteva tutto in discussione”. La stessa impressione riferisce Francois-Poncet, che mostra Mussolini comodamente affondato in una poltrona, mentre Hitler, in piedi al suo fianco, non interviene mai senza prima averlo consultato con un’occhiata.

Ormai da tempo Mussolini è stato riconosciuto come un grandissimo giornalista (Indro Montanelli, ad esempio, lo aveva recentemente definito “un maestro di giornalismo”). In realtà è stato certamente uno dei più grandi scrittori italiani del nostro secolo. Lo aveva già autorevolmente rilevato l’illustre critico letterario, di origine ebraica, Giacomo Debenedetti (che nel dopoguerra scoprì improvvisamente di essere comunista!) in un saggio pubblicato nel 1937.
Egli inserisce Mussolini nella storia letteraria italiana e assicura ai suoi scritti la gloria eterna che spetta ai grandi capolavori. Debenedetti afferma che la sua prosa “esige i corpi grandi”, come si conviene a uno scrittore “sintetico, lapidario, diatonico”, e che il suo stile stabilisce “un’identità nuova e originale tra se medesimo e la realtà operando, se così si può dire, una “risustanziazione”.

Riguardo alla capacità di Mussolini di coniare nuovi vocaboli, egli non può fare a meno di definirlo “un poeta-scienziato”. Quindi passa a analizzare le immagini e i movimenti linguistici di Mussolini “scrittore autentico”, che ha “gusto per i grandi modelli della geometria e della meccanica”, sicché nel suo “organismo sintattico” le parole “si agganciano, si addentellano l’una all’altra come ruote di un ingranaggio. La frase non ha quasi bisogno di punteggiatura, tanto esatte, istintivamente calcolate sono le relazioni che, dentro di essa, collegano i singoli termini”. Commentando i brani di un discorso di Mussolini Debenedetti afferma:

“La formula pare deflagri sull’intersezione della intelligenza, che ha compreso, con la passione attiva, che comincia a lievitare il dato. L’intelligenza mette la lucidità, la passione mette il movimento. Con l’inesauribile creazione di siffatte formule, aggiornando di continuo e stringendo la propria cultura in sintesi icastiche e fulminee, Mussolini ha dato e va dando una nuova cultura al popolo italiano”.

Questa obiettiva analisi è stata autorevolmente confermata, ad esempio, dall’illustre critico letterario Giovanni Mariotti che, commentando recentemente la notizia dell’inserimento degli scritti di De Gaulle nella collezione della “Pleiade” (una serie di volumi che raccoglie le opere dei più grandi scrittori francesi) ha affermato che l’unico politico della storia d’Italia che meriterebbe l’inserimento delle sue opere in una ipotetica “Pleiade” italiana è proprio Mussolini.…

Particolarmente significativo è poi l’indirizzo che Mussolini volle dare alla politica artistico – culturale del fascismo. In quegli stessi anni nella Germania nazista si bruciavano i libri e si distruggevano le opere d’arte delle avanguardie, in quanto “degenerate”, e nella Russia sovietica, dopo un inizio promettente, l’arte veniva rigidamente ridotta entro i canoni del “realismo socialista” (praticamente identico al “realismo nazista”!), mentre gli artisti indipendenti e creativi andavano incontro a un destino tragico, come il povero Majakovskj, che fu costretto a suicidarsi. Il regime fascista adottò invece un totale pluralismo in campo artistico, nel quale era possibile spaziare liberamente dall’architettura tradizionale e monumentale, allo stile novecento, al razionalismo, al futurismo, fino all’astrattismo.

Il gruppo degli astrattisti, in particolare, divulgò e attuò una concezione artistica del fascismo inteso come “grecità” contrapponendosi alla “romanità” imperante e ripropose quindi una teoria dell’arte fondata “sull’armonia che fece grande la Grecia di Pericle e la Firenze medicea” (Carlo Belli).
In particolare, nel campo architettonico, Mussolini decise di intervenire personalmente per vincere l’opposizione degli ambienti tradizionalisti, legati a un’arte accademica e superata che godevano però di una grande influenza politica ed economica, e che avevano suscitato violente polemiche in relazione ai progetti architettonici di stile “razionalista”.

Egli, ricevendo a Palazzo Venezia i due Gruppi razionalisti Piccinato e Michelucci, li elogiò senza riserve, dichiarando: “Darò ordine a tutti gli enti e a tutti i ministeri perché si facciano costruzioni del nostro tempo. Non voglio vedere Case Balilla e Case del Fascio con architetture del tempo di Depretis”.

Fu grazie al suo appoggio che Terragni poté realizzare le Case del Fascio di Como e di Lissone, che a Michelucci (che in seguito progetterà l’avveniristica “Chiesa dall’Autostrada” nei pressi del casello di Firenze) fu affidata la realizzazione della stazione di Firenze e a Piccinato quella di Sabaudia; che a Luigi Moretti fu assegnata la Casa delle Armi al Foro Mussolini e a Ridolfi, De Renzi e Samona gli edifici postali principali di Roma; che Piacentini chiamò Pagano, Aschieri Michelucci e altri, a collaborare alla costruzione della città universitaria di Roma, che fu tanto cospicua la presenza dei razionalisti alle Triennali milanesi e alle mostre celebrative del regime, a cominciare da quella stessa della Rivoluzione fascista.
Fu personalmente Mussolini, tagliando le piaggerie monumentalistiche interpretate e sostenute da influenti ambienti intellettuali, a bocciare il demenziale progetto brasiniano di demolizione e ricostruzione del centro di Roma in forme accademico – classicheggianti; fu lui in pieno parlamento a stroncare il palazzo dell’INAIL, sempre di Brasini, a via IV novembre, definendolo “un infortunio al palazzo degli infortuni”; ad impedire alle mire speculative dei “Beni Stabili” di costruire l’immancabile palazzo sulle rovine appena dissepolte dei templi repubblicani di Largo Argentina e, nientedimeno, all’Accademia di San Luca di riedificare la sua sede sui resti,da poco riportati alla luce, del Foro di Cesare a Via dell’Impero; a neutralizzare gli intenti della Confindustria di erigere la sua nuova sede immediatamente ai piedi della cordonata michelangiolesca del Campidoglio.

Il migliore interprete italiano dello stile razionalista fu Giuseppe Terragni (al quale è stato recentemente dedicata una retrospettiva antologica a Milano, nel palazzo della Triennale, altro capolavoro architettonico costruito durante il Ventennio) che, dal punto di vista politico, fu fascista non per opportunismo, ma per profonda convinzione (destinato al fronte russo, nonostante la fama e il prestigio che gli erano riconosciuti, chiese di combattere in prima linea senza alcun tipo di privilegio; tornato in Italia gravemente ammalato, morì nel 1943, lasciando gli schizzi per la costruzione di una avveniristica cattedrale).
A Como è possibile ammirare alcune delle sue opere più importanti: tra le altre l’edificio “Novocomum” di via Sinigaglia 1; l’asilo infantile “Sant’Elia” di via Alciato 15; il Monumento ai Caduti (rielaborazione di un progetto di Antonio Sant’Elia, architetto futurista morto giovanissimo nella prima guerra mondiale, autore di studi e progetti avanguardistici e stupefacenti) in viale Peucher, sul lungolago, nei pressi del tempio voltiano; e soprattutto, la celeberrima Casa del Fascio, in piazza del Popolo 4, unanimemente riconosciuta come un capolavoro architettonico. L’edificio, che è stato in parte “epurato” nella parte decorativa originale (immagini stilizzate e astrattizzate di Mussolini è, come ricorda il critico David Watkin:

“impostato su una pianta perfettamente quadrata, in asse con l’abside del Duomo, situato sul lato opposto di piazza dell’Impero (…) Una fila di 16 porte in vetro, funzionanti elettricamente per permetterne l’apertura simultanea, consentiva alla milizia di riversarsi scenograficamente nell’arena politica della piazza, offrendo una perfetta espressione di convergenza della mentalità futurista con quella fascista”.
Persino un critico parziale come il comunista Cesare De Seta dopo avere acrimoniosamente osservato che Terragni “compone ossessivamente in facciata, col disegno delle finestre, il tema astrattamente semplificato del fascio”, riconosce che l’opera è “raffinata, colta, sapientemente proporzionata e modulata nel suo secco volume così da risultare elemento insostituibile e dialettico rispetto alla piazza del Duomo”.

Il dato più interessante è comunque il fatto che, ad ispirare a Terragni la realizzazione del suo capolavoro, fu una frase di Mussolini: “Il fascismo è una casa di vetro”. Terragni riuscì genialmente a tradurre in opera d’arte l’affermazione di Mussolini come spiega il critico Marco De Michelis:

“L’edificio è infatti formato da un semicubo in cui le quattro facciate, tutte diverse, sono costruite nel rapporto fra la maglia della struttura e l’articolazione delle bucature, esaltando così la trasparenza delle superfici e accentuando il rapporto tra esterno e interno”.

Mussolini stesso fu spesso motivo di ispirazione per grandi artisti. Come non ricordare, ad esempio, la celebre “Ballata dell’Arci-Mussolini” di Malaparte (”Spunta il sole/canta il gallo/Mussolini monta a cavallo”)?
Come è noto, Luigi Pirandello aderì esplicitamente e pubblicamente al fascismo nel momento in cui questo subiva la sua crisi più grave: quella seguita all’assassinio di Matteotti (in relazione al quale Mussolini non aveva alcuna responsabilità, nemmeno indiretta). Mentre numerosi fascisti (alcuni sinceri, altri divenuti tali per opportunismo abbandonavano la nave coinvolta nella bufera e ormai prossima ad affondare, Pirandello gettò sul piatto della bilancia tutto il peso del suo nome e del suo prestigio, inviando a Mussolini questo telegramma: “Eccellenza sento che questo è il momento più proprio di dichiarare una fede nutrita e servita in silenzio. Se l’Eccellenza Vostra mi stima degno di entrare nel Partito Nazionale Fascista, pregierò come massimo onore tenervi il posto del più umile e obbediente gregario. Luigi Pirandello”.

intellettualiNel corso di un’intervista-fiume (che divenne poi un famoso libro) concessa eccezionalmente al giornalista ebreo Emil Ludwig, Mussolini fece, riguardo all’arte di Pirandello un’osservazione acuta e originale: “Pirandello fa, in fondo, senza volerlo, un teatro fascista: il mondo è quale vogliamo farlo, è la nostra creazione”.

In realtà l’intuizione di Mussolini era suffragata dall’interpretazione autentica dello stesso Pirandello, che dichiarava: “Per me Mussolini è un uomo eccezionale. Forse pochi come me sono in grado di ben comprendere la forza e la sostanza della sua azione politica. La sua azione è fatta di attivismo, che crea continuamente la sua realtà e non subisce quella che creano o tentano di creare gli altri. Mussolini sa benissimo che la realtà non c’è data, ma che siamo noi a crearla, con una continua attività del nostro spirito. E con tenacia straordinaria quest’uomo grande,che il destino ha dato fortunatamente all’Italia, svolge la sua opera poderosa per la grandezza della Nazione”.

Mussolini fu spesso oggetto di rappresentazione pittorica e scultorea, non solo da parte di artisti “tradizionali”, ma anche da parte di artisti d’avanguardia come i futuristi. Ecco come lo descrive il fondatore del movimento, Filippo Tommaso Marinetti: “Mascelle quadrate stritolatrici; labbra prominenti sprezzanti, che sputano con spavalderia e aggressività su tutto ciò che è lento pedante analitico piagnucoloso. Gli occhi corrono ultradinamici. Lampeggia a destra e a sinistra la cornea bianchissima di lupo”.

Gabriele D’Annunzio invece era particolarmente ispirato dai celebri discorsi mussoliniani: “La parola di Dante ti s’attaglia… Ti ho ammirato e ti ammiro in ogni tuo atto e in ogni tua parola… Tu non sai ancora che io mi sono messo a tradurre la tua orazione stupenda alle genti d’Irpinia nel latino dei Commentari, non senza qualche acerbità sallustiana.”

Lo stesso D’Annunzio (con un procedimento simile a quello utilizzato per “La sera fiesolana”) dedicò a Mussolini una poesia ispirata al “Cantico delle creature” di San Francesco D’Assisi:

Sii laudato, Tu che riesci a infondere nella nostra gente per troppo tempo inerte la volontà di questo compimento. Sii laudato, Tu che tanti secoli senza gloria guerriera compisci con la composta bellezza di questo assalto e di questo acquisto! Per te oggi la Nazione trae un respiro dal profondo. E tutto è vivo, tutto respira… Sii laudato, o capo improvviso dell’Italia acefala, Tu che restituisci Roma alla predestinata Italia… O Benito Mussolini, oggi abbraccio in te il tuo coraggio impavido e la tua fede intemerata”.

Tra i tanti, immensi, meriti culturali di Mussolini, bisogna certamente ricordare il fatto che egli “lanciò” personalmente e in seguito aiutò e appoggiò, due grandi geni artistici: Giuseppe Ungaretti e Mario Sironi.
A scrivere la prefazione del “Porto sepolto”, la prima significativa raccolta di poesie di Ungaretti, fu infatti proprio Mussolini, che aveva ispirato al poeta la poesia “Popolo”: “Insorse in mezzo ai forsennati richiamando ciascuno a dura voce e mutò in giorni audaci un fatto triste nella casa provata portò la calma rinfrancò i piangenti”.

Riferendosi ad essa Ungaretti scrisse, anni dopo: “Sono lieto e fiero, dopo tanti anni, nel vedere che in un punto il mio animo non muta, né potrà mutare: suggerita nel 1914 dall’Uomo che si affacciava allora per la prima volta al mio cuore, nell’edizione del 1919 e in questa d’oggi intitolata a Lui, pure essendo cosa futile davanti alla grandezza delle sue parole, è per me l’immagine della fedeltà,e, per questo, fra tutte le mie poesie la più cara.”

Collaboratore del “Popolo d’Italia” e “sansepolcrista”, Ungaretti elaborò nel 1924 “il primo programma fascista organico per la diffusione del nostro spirito e della nostra cultura”, e sottoscrisse, l’anno seguente, il Manifesto degli intellettuali fascisti di Giovanni Gentile, al quale si contrappose il Manifesto degli intellettuali antifascisti promosso da Croce. Proseguì quindi ininterrottamente la sua milizia, propagandando il fascismo in Italia e all’estero, e scrivendo il suo capolavoro, la poesia “Epigrafe per un caduto della Rivoluzione fascista”:
Ho sognato, ho creduto, ho tanto amato. Che non sono piu’ di quaggiù. Ma la bella mano che pronta Mi sorregge il passo già inerme, Mentre disanimandosi Mi pesa il braccio che ebbe volontà Per mille, E’ la mano materna della Patria. Forte, in ansia,ispirata, Premendosi al mio petto, il mio giovane cuore a sé immortala.

Apre in seguito vistose polemiche per difendere la sua fede politica: nel corso di una di esse se la piglia con Guido Piovene, e risolve ogni dubbio concludendo la diatriba con esclamazioni sacrali: “Il Duce mio! Il mio Duce!”.

A Marco Ramperti, che aveva tacciato i suoi versi di incomprensibile ermetismo, replica: “La mia poesia la capivano i contadini, miei fratelli in trincea; la capisce il mio Duce, che volle onorarla di una prefazione (…) Potrei dirgli che una vita durissima come la mia,fieramente italiana e fascista,sempre davanti a stranieri e connazionali, meriterebbe almeno di non vedersi accrescere le difficoltà da parte di giornali italiani e fascisti”.
E’ tale il suo fideismo che, indirizzando una lettera a una rivista francese, la firma: “Joseph Ungaretti, fasciste”. Riguardo all’impresa etiopica, sollecita “l’urgenza per gli italiani di riconquistare la propria potenza autoctona e universale, per la quale il popolo d’Italia è corso al fuoco nel ‘15 e nel ‘19, sicché oggi il Fascismo è uno dei grandi fattori della nuova civiltà basata sul lavoro e sul popolo”.

Sull’”Italia letteraria”, quando Mussolini pubblicò, per la morte del fratello, quella “Vita di Arnaldo” che Ungaretti definì “il segreto della sua grandezza”, scrisse, tra l’altro: “C’è un uomo ch’io venero tra i vivi, la cui presenza non si stacca mai dalla mia mente, nelle mie giornate, e nel silenzio delle mie lunghe veglie. Lo vedo lontano, solo, che riedifica la grandezza di un popolo. Sento la forza tremenda che gli ci vuole, e sento questa forza che passa in ciascuno di noi, e ci trasforma. Ma quale ricchezza di sentimenti ha dunque quest’Uomo, per essere così forte? C’è una parola di Arnaldo che egli ha sottolineato: “Abbracciare i fratelli che soffrono, e coloro che sperano.” Non è questa anche la sua parola? Quella che l’ha illuminato sin dagli anni più lontani della sua azione politica, e sino dall’infanzia, sempre! Non sentiamo noi che solo per il costante pensiero di alta pietà che regola ogni suo atto, tanta devozione, e tanta fede, e tanta ubbidienza è sempre stata attratta dalla sua persona? Così lontano! E così vicino al nostro cuore. Un uomo già da vivo circonfuso dalla luce del mito; ma che arriva a sé dai più semplici affetti.(…) E’ questo il segreto di Benito Mussolini, è questo il segreto di ogni grandezza: egli si è sempre chinato sulla sofferenza, essa è sempre stata fuoco alimentatore della sua volontà e della sua fede. Tutti gli italiani amano e venerano il loro Duce come un fratello maggiore”.

Riguardo a Sironi, bisogna rilevare anzitutto che la sua grandezza è stata riconosciuta solo in tempi recenti per ragioni esclusivamente e bassamente politiche: essendo egli sopravvissuto alla caduta del fascismo, senza peraltro mai rinnegare nulla del proprio passato, è stato particolarmente colpito, fino a poco tempo fa, dalla subdola e vergognosa censura, una sorta di tacita “damnatio memoriae”, decretata dalla incultura antifascista.

Per cercare di fare comprendere la sua grandezza mi limiterò a descrivere brevemente le vicende relative a uno dei suoi numerosi capolavori: il mosaico murale “L’Italia corporativa”, attualmente visitabile a Milano nel “Palazzo dei giornali”(ex sede del “Popolo d’Italia”) di Piazza Cavour. Tale opera fu presentata all’Esposizione universale di Parigi del 1937 e gareggiava, nel concorso artistico, con la celeberrima “Guernica”di Pablo Picasso. La situazione ambientale non poteva essere peggiore per l’artista italiano: si era nel pieno della guerra civile spagnola che vedeva la Francia schierata con i repubblicani (anarchici + comunisti) e l’Italia schierata con i nazionalisti di Franco; in Francia era al potere il Fronte Popolare(sinistre unite) violentemente antifascista; si era da poco conclusa l’impresa etiopica avversata dalla Francia; l’Italia non nascondeva le proprie rivendicazioni sulla Corsica e sulla Tunisia. Ebbene, LA GIURIA ASSEGNO’ IL GRAND PRIX ALL’OPERA DI SIRONI, nonostante tutti i tentativi di condizionamento da parte del governo e degli “intellettuali”, nonostante il suo soggetto apertamente e orgogliosamente ideologico, perché l’eccezionale contenuto artistico dell’opera non consentiva altra decisione Tale capolavoro corse il rischio di essere distrutto, al termine della guerra, dall’ignoranza e dalla barbarie antifascista: la persona incaricata della distruzione dell’opera, saggiamente, fece costruire delle impalcature, ma non eseguì l’ordine che gli era stato impartito. Solo per questo ci è ancora possibile ammirare quest’opera incredibile, il cui soggetto multiforme fonde mirabilmente temi politici, giuridici, economici e sociali con temi epici, mitici, religiosi e culturali, e nella quale il genio artistico fonde stili antichi (bizantino, romanico, rinascimentale – masaccesco) e contemporanei (soprattutto il cubismo e lo stile novecento).
Le ragioni della fedeltà di Sironi a Mussolini credo possano essere comprese anche riportando il ricordo del loro primo incontro (avvenuto a Milano, poco dopo la fine della prima guerra mondiale: Sironi sarebbe diventato il disegnatore del “Popolo d’Italia”) che rivela nel futuro Duce una bontà innata e una spiccata sensibilità ecologista ante-litteram. Ricorda Sironi:
“Chiesi senza avere risposta il permesso di entrare, poi mi decisi e lentamente avanzai. Un uomo curvo sulla scrivania con cappello e cappotto dal bavero rialzato (sembrava non mi avesse notato) scriveva assorto, ma evidentemente aveva avvertito la mia presenza. La stanza era gelida; la finestra del balcone aperta lasciava penetrare nebbia e freddo. Un improvviso frusciare d’ali mi fece alzare la testa; due o tre passeri con rapido volo entrando nella stanza dal balcone si posarono su di un grande armadio situato proprio alle spalle di Mussolini. Egli allora mi disse: “Non si meravigli del freddo, lascio la finestra aperta per dare la possibilità agli uccellini di venire a nutrirsi; d’inverno non hanno molte risorse in questa città’..”

«Eccellenza, sento che questo è il momento più proprio di dichiarare una fede nutrita e servita in silenzio.Se l’Eccellenza Vostra mi stima degno di entrare nel Partito Nazionale Fascista, pregierò come massimo onore tenervi il posto del più umile e obbediente gregario» Questa è una parte del messaggio, datato 17 settembre 1924 (pubblicata su « L’Impero » il 19) che Luigi Pirandello inviò a Mussolini nel periodo di massima incertezza e di massima debolezza del regime che stava instaurando e realizzando, stravolgendo le istituzioni nazionali. Tre mesi prima (il 10 giugno), Giacomo Matteotti era stato rapito e poi presumibilmente subito dopo assassinato da un gruppo di squadristi capitanati dal tristamente noto fascista fiorentino Amerigo Dumini. Pirandello nel 1924 arriva per il Fascismo al momento giusto; non è il salvatore della patria fascista, ma la sua fama e il suo essere personaggio ormai internazionale vengono sfruttati in maniera profonda, tuttavia il rapporto di Pirandello con il fascismo sarà sempre tormentato e contraddittorio. E a questo proposito Leonardo Sciascia afferma che L’arte pirandelliana non ha nulla a che fare col fascismo, ma l’uomo sì! , distinguendo opportunamente l’artista dall’uomo. Ma è una distinzione che comunque non soddisfa pienamente, perché quando Pirandello si presenta in camicia nera alle parate fasciste non è solo l’uomo che fa atto di presenza lasciando a casa il Pirandello-artista.

«Eccellenza, sento che questo è il momento più proprio di dichiarare una fede nutrita e servita in silenzio.Se l’Eccellenza Vostra mi stima degno di entrare nel Partito Nazionale Fascista, pregierò come massimo onore tenervi il posto del più umile e obbediente gregario» Questa è una parte del messaggio, datato 17 settembre 1924 (pubblicata su « L’Impero » il 19) che Luigi Pirandello inviò a Mussolini nel periodo di massima incertezza e di massima debolezza del regime che stava instaurando e realizzando, stravolgendo le istituzioni nazionali. Tre mesi prima (il 10 giugno), Giacomo Matteotti era stato rapito e poi presumibilmente subito dopo assassinato da un gruppo di squadristi capitanati dal tristamente noto fascista fiorentino Amerigo Dumini. Pirandello nel 1924 arriva per il Fascismo al momento giusto; non è il salvatore della patria fascista, ma la sua fama e il suo essere personaggio ormai internazionale vengono sfruttati in maniera profonda, tuttavia il rapporto di Pirandello con il fascismo sarà sempre tormentato e contraddittorio. E a questo proposito Leonardo Sciascia afferma che L’arte pirandelliana non ha nulla a che fare col fascismo, ma l’uomo sì! , distinguendo opportunamente l’artista dall’uomo. Ma è una distinzione che comunque non soddisfa pienamente, perché quando Pirandello si presenta in camicia nera alle parate fasciste non è solo l’uomo che fa atto di presenza lasciando a casa il Pirandello-artista.

In conclusione, vorrei ricordare che innumerevoli personaggi storici, molti dei quali protagonisti dello universo culturale, hanno espresso, nei confronti di Mussolini giudizi, come dire, non del tutto negativi: Pio XI lo ha definito “l’uomo della Provvidenza” (giudizio condiviso da Angelo Roncalli, il futuro Giovanni XXIII, il “papa buono”) Pio XII “il più grande uomo da me conosciuto, e senz’altro tra i più profondamente buoni” Gandhi “un superuomo”, Thomas Mann “un semidio”, Sigmund Freud “un eroe della Civiltà” (Kultur), Churchill “il più grande legislatore vivente”, Thomas Alva Edison “il più grande genio dell’età moderna”, Massimo Gorky “un uomo di intelligenza superiore”, Lloyd George “il Genio del dopoguerra” e “un uomo che desta ammirazione anche tra i suoi nemici, e che ogni giorno detta leggi circa il modo di governare i popoli in momenti difficilissimi”, Eden ha affermato che “le leggi del Duce e dei Suoi fedeli sono una pietra miliare nella evoluzione mondiale”, Baldwin che “non vi sono in Europa uomini di eccezione come Mussolini”, Hoare che “Mussolini è il massimo statista dell’Europa moderna”, Stalin che “con la morte di Mussolini scompare un grande uomo politico cui si deve rimproverare di non aver messo al muro i suoi avversari”, Stravinskij che “Mussolini è un uomo formidabile. Non credo che qualcuno abbia per Mussolini una venerazione maggiore della mia. Per me Egli è l’unico Uomo che conti nel mondo intero”, George Bernard Shaw che “Mussolini non è soltanto un uomo, ma una situazione storica”, Ezra Pound che “Jefferson fu un genio, e Mussolini un altro genio”, H. G. Wells che “Mussolini ha lasciato il suo segno nella storia”, Kipling “Vogliategli bene sempre, con un affetto ideale costante pensate che per l’Italia Egli è tutto”, Amundsen che “Soltanto Napoleone può paragonarsi a lui”, Alexis Carrel che “Cesare, Napoleone, Mussolini: tutti i grandi conduttori di popoli crescono oltre la statura umana”, l’Arcivescovo di Milano Ildefonso Schuster (di recente beatificato dalla Chiesa) “Mussolini è il simbolo della Nazione, dello Stato, della Cristianità; Egli porta la Croce di Cristo, spezza le catene degli schiavi, spiana le strade ai missionari del Vangelo” e che “A Benito Mussolini Gesù Cristo figlio di Dio Salvatore ha accordato un premio che ravvicina la sua figura storica agli spiriti magni di Augusto e Costantino”, Piero Mascagni “Più che a qualsiasi cosa, credo con assoluta convinzione a quella fede che il Duce ha espresso agli italiani con parola ferma e sicura”, Guglielmo Marconi “Rivendico l’onore di essere stato in radiotelegrafia il primo fascista, il primo a riconoscere l’utilità di riunire in fascio i raggi elettrici come Mussolini ha riconosciuto per primo in campo politico la necessità di riunire in fascio le energie sane del Paese per la maggiore grandezza d’Italia”, D’Annunzio “Io ho avuto da te, tra tanti altri benefizii portentosi, quel di vedere un uomo vivo creare il suo Mito sempiterno”, Pirandello “Mussolini recita, da protagonista, nel teatro dei secoli”, eccetera, eccetera, eccetera..

E poi c’è ancora qualcuno che si stupisce perché in un sondaggio popolare promosso pochi anni dal “Corriere della Sera” per designare “l’italiano del millennio”, Mussolini si è piazzato tra i primi 5 classificati, accanto a Leonardo, Dante, Michelangelo e Cristoforo Colombo…

 

COERENZA INTERMITTENTE (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Settembre 2019)

Da quando l’imbecille buono a nulla conosciuto come “il capitano” (ma di che?) ha deciso di fare cadere il Governo illudendosi di ottenere i “pieni poteri” (forse a forza di sentirselo dire si sta convincendo anche lui di essere il nuovo Duce!), abbiamo visto spuntare ovunque moralisti d’accatto pronti a tuonare contro la mancanza di coerenza dei Piddioti e dei 5 zecche, i quali non avevano fatto altro che scambiarsi insulti e veti a qualsiasi ipotesi di collaborazione.

Salvini, che è tanto idiota quanto loro, si è fidato di queste dichiarazioni, non ritenendo possibile una alleanza fra chi si era insultato (e pure con toni pesantissimi) fino al minuto prima; e possiamo dire idiota due volte, in quanto in primis ha trascurato il fatto che piddioti e 5 zecche non hanno dignità, né ideali che vadano oltre la voglia di restare attaccati alla poltrona, ma, cosa ancora più grave, non ha pensato che proprio lui è il peggiore voltagabbana della storia d’Italia, avendo tradito tutto e tutti da quando ha avuto un minimo di visibilità.

ghisberto-m5s-conte-salvini-conte-bis-1Non voglio ripetermi troppo, avendo già descritto più che bene questo voltagabbana padano in un recente articolo che potete rivedere qui: http://lavvocatodeldiavolo.biz/?p=319, ma giusto per un promemoria, ricordiamo che il mitico “capitano” (o capitone? Mah!), iniziò la sua triste carriere politica nella succursale lombarda del PCI, ovvero la Lega dell’ex comunista Bossi, frequentando anche il cesso sociale Leoncavallo, i cui esponenti difendeva persino da consigliere comunale di Milano:

“Nel 1994, il suo primo intervento da consigliere è addirittura dedicato al Leoncavallo. Un breve discorso in difesa dello storico centro sociale milanese a rischio sgombero. Quasi uno scherzo del destino. «Fu così che i primi titoli di giornale della sua vita, Salvini se li guadagnò rivelando di essere uno che come parecchi altri suoi coetanei frequentava il Leoncavallo»

https://www.linkiesta.it/it/article/2018/03/01/tutte-le-giravolte-di-salvini-il-militante-padano-che-si-e-scoperto-it/37287/

Proseguendo sulla squallida strada del comunismo, il nostro capitone si mise alla testa dei comunisti padani, sostenendo a gran voce a droga libera:

«Noi ci rapportiamo alle tematiche classiche della sinistra, dalla forte presenza statale alla liberalizzazione delle droghe leggere». Correva l’anno 1998 e quello che sarebbe diventato il leader della Lega Nord parlava così al giornale Il Sole delle Alpi. Un giovane Matteo Salvini, poco più che ventenne, che aveva appena concluso l’esperienza da consigliere comunale a Milano nella giunta Formentini. Pochi sanno, però, che ricopriva anche l’incarico di capolista dei comunisti padani, gruppo di cinque indipendentisti del «parlamento» di Chignolo Po, in provincia di Pavia”.

https://www.lastampa.it/politica/2015/07/16/news/quando-il-compagno-salvini-voleva-lo-spinello-1.35241981

Ovviamente, oltre al vizietto del comunismo, il nostro capitone del passato aveva quello della Padania libera, e dell’odio nei confronti dell’Italia e persino della sua unificazione:

Lega

“Alla fine degli anni Novanta il giovane leghista esordisce su Radio Padania conducendo la trasmissione “Mai dire Italia”. Un format evidentemente lontanissimo dal messaggio leghista odierno. Nel 2002 dà vita a una celebrazione alternativa del 4 novembre, ricorrenza trasformata nella festa dell’orgoglio padano. «Tutti i programmi dalle 8 alle 20 – annuncia ai microfoni di via Bellerio – saranno dedicati alla storia, alla cultura, alle tradizioni e alle lingue padane. Saranno trasmesse soltanto canzoni delle nostre terre e nei nostri dialetti».

La provocazione piace, evidentemente. Da eurodeputato Salvini arriverà a chiedere l’abolizione del 2 giugno, festa della Repubblica. Rifiutandosi di celebrare il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia”.

https://www.linkiesta.it/it/article/2018/03/01/tutte-le-giravolte-di-salvini-il-militante-padano-che-si-e-scoperto-it/37287/

E per concludere la poco edificante storia del degno antenato di Badoglio, ricordiamo l’ultimo (ma solo in ordine di tempo) tradimento di Salvini, il quale dopo essersi orgogliosamente presentato alle elezioni politiche in coalizione con il centrodestra, ha pensato bene di tradire (tanto per cambiare) gli alleati, per correre a governare insieme alle zecche rosse (come Salvini da giovane) di Grillo e soci… Ovviamente dopo avere giurato e spergiurato che mai avrebbe avuto qualcosa a che fare con i 5 Stelle, e che mai avrebbe tradito gli alleati elettorali per andare al governo con loro:

Salvini: “Di Maio è un democristiano, mai al governo con i Cinquestelle”

https://www.lastampa.it/politica/2018/02/02/news/salvini-di-maio-e-un-democristiano-mai-al-governo-con-i-cinquestelle-1.33974949

E ora ditemi, banda di idioti che sostenete un simile personaggio, spesso spacciandovi per Fascisti, con quale faccia vi permettete di criticare la coerenza altrui, in special modo quella dei Piddioti e dei 5 zecche? Pensate di avere il monopolio del diritto di tradire la parola data, gli ideali millantati e gli incauti alleati che si sono fidati di voi?

Intendiamoci, Piddioti e 5 zecche sono senza dubbio dei pagliacci senza parola, senza ideali e senza vergogna, ma questo lo possono dire i pochi italiani per bene rimasti, non certo i fans del capitone pronti a giustificare ogni tradimento perpetrato da costui ai danni di chiunque.

Gli altri, poveretti, si rendono ridicoli da quando sono sbarcati in politica, sia i fans del pagliaccio genovese, sia i nipotini orfani di Stalin e del PCI, ma il solo a non potere pretendere di dare lezioni di coerenza e di rispetto della parola data è proprio Salvini.

Gli altri? Giudicate voi:

Quando M5S diceva “Mai con la Lega” e “Salvini fa più schifo di Renzi e Berlusconi messi insieme”

L’accordo di governo tra Lega e Movimento 5 Stelle sembra ormai essere in dirittura d’arrivo. Ma quante volte i pentastellati, Di Maio e Fico in testa, nel corso degli anni hanno dichiarato: “Mai con la Lega”? Molte, moltissime. Ecco una breve carrellata di dichiarazioni ormai contraddette dai fatti”.

“(…) Luigi Di Maio che nel luglio 2017 diceva:  “Ma le pare possibile che un meridionale come me possa fare un’alleanza con uno che canta ‘Vesuvio lavali col fuoco?'”.

“(…) Dello stesso avviso, l’attuale presidente della Camera Roberto Fico, che nel gennaio 2018 dichiarò: “La stampa ogni tanto si lancia in certe cose, ma vi garantisco che mai noi saremo alleati con la Lega anche dopo il voto: siamo geneticamente diversi”.

“(…) In un post pubblicato sul Blog il 13 ottobre 2017 e intitolato “Matteo Salvini, il grande bluff”, i pentastellati attaccarono pesantemente il leader della Lega definendolo “un traditore” e sottolineando che “Salvini fa più schifo di Renzi e Berlusconi messi insieme”. 

https://www.fanpage.it/politica/quando-m5s-diceva-mai-con-la-lega-e-salvini-fa-piu-schifo-di-renzi-e-berlusconi-messi-insieme/


Quindi, cari legaioli d’accatto, prima di pensare ai tradimenti altrui, che certamente ci sono stati e ci saranno (siamo un popolo di voltagabbana, non possiamo che esprimere politici voltagabbana), pensate un po’ ai vostri ed a quelli del vostro capitone!

Carlo Gariglio

PULCINELLA AL REFERENDUM (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista – Agosto 2019)

Nel mio personalissimo viaggio all’interno dell’inutilità di fare politica e di scrivere, eccoci tornare al giugno 2011, data in cui si tennero i seguenti referendum abrogativi:

  • Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Abrogazione.
  • Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma.
  • Abrogazione delle nuove norme che consentono la produzione nel territorio nazionale di energia elettrica nucleare.
  • Abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010, n. 51, in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale.

Ora, lasciando da parte i referendum meno interessanti, quello sul nucleare dimostrò senza ombra di dubbio la stupidità e l’ignoranza del popolo italiano, chiamato, come spesso accade, a pronunciarsi su questioni delle quali non capisce una parola.

Guardatevi in giro: oggi va di moda la “mitica” Greta, e soprattutto i vari “gretini” che le scodinzolano intorno, chi per interessi nelle lobby della cosiddetta green economy, chi per pura stupidità, chi alla ricerca di visibilità politica.

Ora come allora, l’argomento “ecologia” finisce nelle mani di completi idioti che non capiscono nulla di energia pulita e che si muovono, tanto per cambiare, obbedendo agli ordini dei soliti partiti, in special modo quelli dei falliti della sinistra,  che spesso hanno cercato di nascondere il loro rosso sangue dietro una patina di verde.

E già allora scrissi l’articolo che ripropongo, al quale non c’è nulla da aggiungere, né tanto meno da rettificare…

Anzi, in calce a questo articolo del 2011, ho deciso di aggiungere altro interessante articolo recuperato in rete, molto più recente (2019) e che conferma le tesi che esponevo alla fine del mio scritto del 2011.

Non so se sono un veggente, ma di sicuro sono uno che si è rotto le balle di rivivere all’infinito certe questioni!

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Anche questa è fatta! Il belante popolo di Pulcinella, dopo avere votato alle elezioni del mese scorso, si è nuovamente recato a pascolare presso i seggi elettorali, questa volta per dimostrare tutta la sua ignoranza referendaria, dopo avere mostrato al mondo intero la sua assoluta e totale ignoranza politica.

No, non chiamateci sostenitori di Berlusconi, siamo semplicemente fra i pochi italiani che tentano ancora di mettere in moto il cervello prima di parlare ed agire, e facendo questo, abbiamo compreso che se è il caso di liberarci da Berlusconi e soci, non è certo il caso di cadere dalla padella nella brace, sostituendo costoro con scimmie urlatrici e volgari quali Di Pietro e Grillo, oppure con residuati bellici dell’epoca sovietica come Bersani, Fassino, Ferrero, Pisapia… Certi italiani (e soprattutto certi finti camerati) mi ricordano quel marito del famoso detto popolare, il quale, per fare un dispetto alla moglie, pensò bene di evirarsi da solo!
Questo è accaduto alle ultime elezioni, ma ancora di più è accaduto con la celebrazione dei referendum di questo mese, ove abbiamo assistito alle tristissime e squallide scene offerte da certi sedicenti camerati, i quali hanno avuto l’ardire di trasformarsi negli Ascari di Di Pietro e soci, dapprima favorendo la raccolta di firme, poi recandosi disciplinatamente a votare come tanti pecoroni, ed infine celebrando la vittoria (dei rossi) con grida di giubilo e farneticanti comunicati sui loro inutili giornali ed ancora più inutili siti.

Una cosa sia ben chiara: noi del MFL-PSN non abbiamo fatto alcuna campagna pro o contro i referendum, semplicemente perché non amiamo trasformarci in lacchè ed Ascari di altre formazioni politiche, le quali gradirebbero i nostri sforzi sottobanco, ma sarebbero pronte a sputarci addosso, come di consueto, davanti alla stampa ed al grande pubblico.

Inoltre, non vedo perché dovremmo partecipare a dei riti cartacei dai quali le stesse forze che dovremmo sostenere, con il SI o il NO, fanno di tutto per eliminarci utilizzando tutto l’apparato burocratico – mafioso del quale dispongono… Viviamo un sistema elettorale marcio e corrotto, dove non abbiamo pieno diritto di elettorato passivo: perché mai dovremmo batterci per l’una o per l’altra casta di mafiosi antifascisti, seppure in un semplice referendum?

I Fascisti veri e seri quando non possono esprimersi e sostenere idee e candidati Fascisti, si astengono… Anche se, nel caso dei referendum, ciò non è un dogma, in quanto finché i quesiti non interessano i punti fermi della nostra ideologia e/o del nostro programma, ciascuno è libero di recarsi o meno a votare, purché non si faccia coinvolgere direttamente nella propaganda. Detto questo, e sottolineato che dal MFL-PSN non è mai arrivata altra indicazione di voto al di fuori dell’astensione, a giochi fatti, posso permettermi di dire che l’esito del referendum ha chiarito una volta di più quanto ignorante, incolto, disinformato e manovrabile sia il cittadino medio.

Vi dirò la verità: prima di questo referendum non ero un grande sostenitore del nucleare, ma dopo avere visto gli argomenti di quanti si sono prodigati per fare trionfare il SI, lo sono diventato… Già, perché al sottoscritto piace informarsi e ragionare sulle cose, invece di correre a votare come un cretino per fare dispetto a Berlusconi, o per fare una favore a Di Pietro e Bersani…

Così, mentre legioni di indegni sinistri strumenta-lizzava la tragedia del terremoto e del conseguente tsunami in Giappone, milioni di coglioni italici, da buoni Pulcinella, correvano a votare per difendersi dalla truce energia nucleare che tante vittime miete… Ma i lettori (e mi riferisco soprattutto ai tanti camerati sensibili alle sirene di certi ecologisti alla amatriciana) si sono mai presi la briga di documentarsi? Se lo avessero fatto, avrebbero scoperto che la prima centrale nucleare ad entrare in funzione nel mondo fu la centrale di Calder Hall, in Inghilterra, che venne inaugurata nel lontano 1956. Sono, dunque, trascorsi 55 anni… In questo lasso di tempo, quanti disastri nucleari che hanno generato morti e feriti ci sono stati nel mondo? La risposta è uno: Chernobyl, nella odierna Ucraina, all’epoca facente parte del criminale impero Sovietico…

E questo disastro, ripeto, unico, venne causato dall’idiozia di ottusi burocrati comunisti ed ampliato dalla criminale volontà comunista di nascondere il tutto, lasciando così morire migliaia di persone inviate nei pressi della centrale… Senza dimenticarsi quanti morirono in seguito a causa delle radiazioni.

Ed invece, parlando di forme di energia non nucleari? Quanti disastri e morti possiamo contare?

Anche in questo caso, con una breve ricerca su Google si ottengono informazioni interessanti:

“Il disastro ambientale della piattaforma petrolifera “Deepwater Orizon” della BP è stato uno sversamento massivo di petrolio nelle acque del Golfo del Messico in seguito ad un incidente riguardante il “Pozzo Macondo”, posto a oltre 1.500 metri di profondità.
Lo sversamento è iniziato il 20 aprile 2010 ed è terminato 106 giorni dopo, il 4 agosto, con milioni di barili di petrolio che ancora galleggiano sulle acque di fronte a Louisiana, Mississippi, Alabama e Florida, oltre alla frazione più pesante del petrolio cheha formato ammassi chilometrici sul fondo marino. Ha causato undici morti. E’ il disastro ambientale più grave della storia, avendo superato di oltre
dieci volte per entità quello della petroliera “Exxon Valdez” del 1989. Pertanto, spesso ci si riferisce a questo disastro con l’espressione “Marea nera”. Esso avrà nel breve e medio periodo gravi effetti sulla numerosa popolazione locale: intensificazione di malattie respiratorie, patologie della pelle e tumori di vario tipo. Inoltre avrà conseguenze nefaste nella catena alimentare per l’accumulo di idrocarburi. Milioni di animali sono morti: pesci, squali, tartarughe marine, delfini, capodogli, tonni, ecc. ma anche molte specie di uccelli delle rive, migratori e pellicani. Questo è l’ultimo grave incidente petrolifero. Altri incidenti gravi sono stati ormai dimenticati, eppure hanno causato migliaia di vittime. Come quello di Warri, in Nigeria, nel 1998, dove la perdita di un oleodotto provocò una enorme esplosione ed un incendio che costarono la vita di oltre 500 persone. O a Seul, nel 1994, quando nell’incendio e successiva esplosione di diversi serbatoi di carburante morirono altre 500 persone. O a Durunkha, Egitto, sempre nel 1994, dove un fulmine colpì un deposito di petrolio facendolo saltare in aria e uccidendo oltre 600 persone. O ad Asha Ufa, in Siberia, nel 1989, con l’esplosione di un oleodotto che causò più di 600 vittime. Analogo incidente era accaduto a Cubatao, in Brasile, nel 1984, con paragonabile bilancio di morti. E altri disastri gravissimi ancora, caduti nel dimenticatoio, che si sono ripetuti anche con una certa frequenza. Nessuno, in questi disastri, si è però curato di controllare le sostanze cancero-gene emesse nell’atmosfera, né di calcolare le vittime presunte a distanza di tempo.

Anche il carbone è responsabile di gravi incidenti. Se ne parla poco o nulla, ma il carbone, in assoluto, è la fonte di energia che provoca più morti: circa 10.000 l’anno, senza contare le vittime differite che si ammalano di silicosi e che sono molte centinaia di migliaia. Sono soprattutto incidenti che si verificano nelle miniere e che, naturalmente, coinvolgo-no solo gli addetti ai lavori, non la popolazione generale. Per l’estrazione del carbone, nella sola Cina, circa 5mila lavoratori muoiono ogni anno.

E il gas naturale? Nel 1984 a San Jaunito, in Messico, esplosero diversi serbatoi di gas liquido uccidendo sul colpo 550 persone e ferendone 7 mila. Ben 300 mila abitanti furono evacuati. Un enorme serbatoio venne scagliato a oltre un chilometro di distanza. Tuttavia nessun rilevamento venne eseguito nella zona del disastro e nell’atmosfera, per misurare le sostanze cancerogene sprigionate dalla combustione incontrollata di milioni di metri cubi di gas e di altri materiali presenti(metalli, plastica, vernici, solventi ecc.). Neanche sono state valutate le vittime differite o presunte per aver inalato dosi dei micidiali fumi dell’incendio. E dopo poco più di 25 anni, nessuno si ricorda dell’incidente di San Juanito, anche se come numero di morti fu 10 volte superiore a quello della esplosione della centrale nucleare di Chernobyl nel 1986 (che invece tutti ricordano benissimo).

Anche nelle energie rinnovabili, come l’idroelettrico, ogni tanto succede qualche catastrofe. Un esempio che vale per tutti e che ormai fa parte della storia del nostro Paese: la tragedia del Vajont con quasi 2 mila morti. Quello del Vajont è stato uno dei disastri più gravi nella storia degli impianti idroelettrici. La terribile catastrofe dell’ottobre 1963 fu provocata non dal cedimento della diga, che invece tenne bene, ma da una frana che cadde nel bacino pieno d’acqua. L’onda, alta più di 200 metri, sollevata dal pezzo di montagna scivolato, a 100 chilometri orari, nell’acqua, scavalcò la diga e precipitò sui paesi a valle, in particolare su Longarone, radendoli al suolo. Incidenti alle dighe continuano a verificarsi in tutto il mondo, di uno all’anno in media. (…) Se poi dobbiamo parlare di inquinamento dovrebbe essere assai noto il ruolo devastante (gas serra, buco dell’ozono, variazioni climatiche, atmosfera tossica irrespirabile per gli elementi inquinanti) dei combustibili fossili, soprattutto petrolio che con i suoi derivati da’ energia al gigantesco traffico automobilistico e dei trasporti a livello mondiale (circa 3miliardi di veicoli circolanti), causando direttamente e/o indirettamente milioni di morti l’anno nel pianeta per malattie polmonari, cardiocircolatorie e tumori”.

Ordunque, miei cari Pulcinella italioti, dato che i morti si contano a centinaia di migliaia nei disastri causati da centrali idroelettriche, carbone, pozzi petroliferi e gas, come mai tremate di paura davanti ai possibili effetti di un disastro nucleare? E come mai tuonate contro lo inquinamento relativo, senza neppure sapere che il nucleare è una forma di energia assolutamente pulita? Lo dico io? Nossignore!

“Comunque anche Moore, fondatore di GREENPEACE ed ecologista convinto, in occasione dell’incontro a Roma con Chicco Testa ha dichiarato: “L’energia nucleare è importante dal punto di vista ambientale perché non produce inquinamento atmosferico”. Inoltre “costa meno rispetto al solare e all’eolico ed è sostenibile”.

Ecco quindi che i profeti di sventura che vanno per la maggiore in Italia e quelli che oggi esultano per l’esito del referendum non meritano altro che l’appellativo di coglioni! Coglioni che si fanno terrorizzare dal disastro di Fukushima senza arrivare a capire che un simile evento è accaduto per la prima volta nella storia del mondo, ma soprattutto che a tutt’oggi i problemi avuti dalla centrale nucleare hanno creato un paio di morti, mentre il crollo della diga che alimentava la limitrofa centrale idroelettrica ha causato migliaia di morti!
Già il primo referendum sul nucleare speculò su Chernobyl per convincere i Pulcinella nostrani a rifiutare il nucleare, creando così i presupposti per una Nazione assolutamente incapace di rendersi autonoma dal punto di vista del fabbisogno energetico, e costretta ad essere schiava dei Paesi vicini, come la Francia, che ci vendono la loro energia nucleare a caro prezzo. Non a caso la bolletta dell’energia elettrica costa agli italiani dal 30 al 50% in più di quanto costi ai francesi…

Ma se anche per un attimo volessimo dare credito alle nostre Cassandre rosso – verdi, che piagnucolano sulla pericolosità del nucleare, vi basterà guardare la prima cartina che propongo.

centrali nucleari

Ebbene, l’Italia è stretta fra ben 439 centrali nucleari presenti in quasi tutti i Paesi civili d’Europa, molte delle quali sono addirittura a ridosso dei nostri confini, come le centrali francesi e slovene! Già il fatto che quasi tutte le Nazioni abbiano optato per il nucleare da decenni, mentre gli oscurantisti nostrani pensano ancora a petrolio e carbone, la dice lunga sull’eterna mania degli italioti di sentirsi i più furbi di tutti… Eh già, siamo così furbi da rifiutare il progresso ed un’energia pulita ed a basso costo per paura di non meglio precisate conseguenze, ma non ci rendiamo conto che siamo sottoposti comunque a quelle stesse conseguenze, in quanto eventuali scorie nucleari derivanti da un’improbabile incidente non si fermerebbero certo alla frontiera per esibire i passaporti!

Ed ecco, in estrema sintesi, l’imbecillità dell’italico Pulcinella: ci godiamo allegramente tutti i rischi del nucleare, mentre lasciamo che siano solo i nostri vicini più lungimiranti a godere dei profitti!

Il massimo danno con il minimo sforzo, è proprio il caso di dirlo! La seconda cartina che pubblichiamo è ancora più illuminante: le centrali nucleari francesi sono a circa 180 chilometri dal confine con l’Italia, indi, in caso di catastrofe nucleare, è molto più probabile che crepino gli abitanti di Torino e dintorni che non i parigini…

cartinaPiemonte

Ma ciò non turba i sonni di Di Pietro, Vendola, Bersani e dei tanti cialtroni della cosiddetta “area”, ridottisi al ruolo di noglobal di complemento pur di fare dispetto alla destra berlusconiana!

E dire che il Fascismo lasciò la sua impronta indelebile sull’Italia proprio grazie al progresso ed alle opere pubbliche create…

Il Ventennio Fascista fu un periodo irripetibile nel quale sorsero come funghi strade ed autostrade, porti e stazioni ferroviarie, stadi ed impianti sportivi, ponti ed infrastrutture varie, nonché città e terreni coltivabili dalle malsane paludi pontine… Ed oggi, certi loschi individui che fingono di essere Fascisti senza esserlo, si appiat-tiscono sulle posizioni oscurantiste ed antiprogresso dei soliti comunisti che dicono NO a tutto, dal nucleare alle discariche, passando per ferrovie e ponti!

Oltre tutto, trovarsi fianco a fianco con un infame individuo come Bersani, che arriva smentire le sue stesse idee per danneggiare Berlusconi, è cosa oltremodo stomachevole… Già, perché sapete cosa scriveva Bersani sul suo inutile libro “Per una buona ragione” a pagine 89?

bersani“L’Italia, per risolvere i problemi dell’energia, deve smantellare il vecchio nucleare e partecipare allo sviluppo del nuovo nucleare pulito, avvicinando la quarta generazione”.

Ed ancora, a proposito dell’altro referendum sull’acqua che ha visto i rossi terrorizzare i Pulcinella italici, convinti di essere depredati dal diritto ad usare l’acqua:

“Il pubblico deve avere il comando programmatico dell’intero processo di distribuzione e le infrastrutture essenziali come le dighe, i depuratori, gli acquedotti devono essere sotto il pieno controllo pubblico ma ciò non vuol dire che il pubblico non possa affidare ai privati parti di gestione del ciclo, ovviamente dopo regolare gara e con un’autorità indipendente che vigili costantemente sul rapporto tra capitale investito, tariffe per il consumatore e remunerazione”

Capito, cari sedicenti Camerati, chi è il vostro nuovo alleato? L’ennesimo alfiere del “contrordine compagni”!

Ma c’è ancora un pensiero che mi tormenta quando si parla di nucleare: come mai questo popolo di coglioni e di Pulcinella ha tanta paura del nucleare “buono”, ovvero quello usato per scopi civili, per spezzare le catene che ci legano ad una dipendenza energetica vergognosa da altri Paesi e da fonti di energia altamente inquinanti, mentre nulla ha da dire a proposito del nucleare militare, ovvero quello usato dai criminali USA sul nostro suolo patrio all’interno delle ben note basi di occupazione presenti?

Eh già, perché caso mai qualcuno non lo sapesse, in Italia ci sono ben 113 basi di occupazione USA o NATO (gestite comunque dagli USA), in molte delle quali stazionano più o meno segretamente armamenti nucleari, pericolosissimi in sé, ed altrettanto pericolosi in quanto legittimi bersagli di altre potenze in caso di guerra. Eppure, nessun Pulcinella italico si strappa i capelli, né scende in piazza per chiedere la chiusura di queste basi; sarà forse vero quello che mi hanno detto molti amici sardi, cioè che le basi USA sono una manna perché portano “lavoro” (ai becchini?) in Sardegna? E dire che proprio i sardi si sono rivelati i più contrari alla presenza di centrali nucleari italiane sul loro suolo… Sì, dunque, agli USA, no all’Italia: perché non facciamo in modo che gli USA si annettano la Sardegna? Con quello che costano a tutti gli italiani le Regioni autonome, non sarebbe una brutta idea!

Carlo Gariglio

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ESCLUSIVO TPI: Nessuno lo sa ma in Italia ci sono bombe nucleari Usa. Ecco tutti i dati e i documenti

Tra le 65 e le 90 testate presenti nelle basi militari di Aviano e Ghedi. E ne stanno arrivando di nuove

Pubblicato il 17 Lug. 2019 alle 18:04

Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 01:55

150 bombe nucleari Usa pronte ad essere schierate sul territorio europeo. “Nel contesto della NATO, gli Stati Uniti stanno schierando circa 150 armi nucleari in Europa, in particolare le bombe libere B61, che possono essere schierate sia dagli aerei statunitensi che da quelli alleati. Queste bombe sono immagazzinate in sei basi americane ed europee. Kleine Brogel in Belgio, Büchel in Germania, Aviano e Ghedi-Torre in Italia, Volkel in Olanda e Incirlik in Turchia”. Lo afferma un documento dello scorso aprile diffuso dalla Commissione per la Sicurezza e la Difesa dell’Assemblea parlamentare Nato.

Il documento adesso è stato rimosso nella sua versione originale e l’11 luglio è stato ripubblicato con il titolo “A New Era for Nuclear Deterrence? Modernisation, Arms Control and Allied Nuclear Forces”, senza i riferimenti alle bombe nucleari. Nella seconda versione si parla soltanto di aerei capaci di trasportare bombe nucleari e utilizzati da “alleati europei come Belgio, Germania, Italia, Olanda e Turchia”. Il documento originale è stato però conservato dal quotidiano belga De Morgen che in un articolo del 17 luglio riporta alcuni estratti della versione integrale.

Un ufficiale della Nato ha riferito al Washington Post che il documento non era ufficiale, sottolineando che era stato scritto dall’assemblea parlamentare: “Non commentiamo i dettagli sulle dotazioni nucleari della Nato”, ha aggiunto.

La notizia della presenza di bombe nucleari sul territorio europeo non è nuova. Nel 2005 per la prima volta un’ampia indagine dello studioso Hans M. Kristensen del Natural Resources Defense Council e del Fas (Federation american scientists), dal titolo “U.S. Nuclear Weapons in Europe”, documentava la presenza di bombe nucleari in tutta Europa.

Le testate nucleari B 61 in Italia

In Italia, in particolare, sono presenti le bombe nucleari B-61: 50 bombe si troverebbero nella base aerea dell’aeronautica militare italiana del Comune di Aviano, in Friuli-Venezia Giulia, dove è presente anche l’aviazione statunitense. Altre 40 bombe si troverebbero nella base aerea dell’aviazione italiana a Ghedi, vicino Brescia. In totale ci sarebbero nelle due basi 90 ordigni. Secondo quanto riportato nello studio di Kristensen, le bombe B61 hanno una capacità esplosiva minima di 0,3 kilotoni, mentre il loro massimo varia dai 45 kilotoni della B61-4 a ai 170 kilotoni della B61-3. Quella sganciata su Hiroshima era di 16 kilotoni. La Stampa dette notizia del lavoro di Kristensen in un articolo del 2007.

Le nuove bombe in arrivo e il programma LEP

Il governo italiano non ha mai ammesso la presenza di queste testate nucleari. Tuttavia, il 20 giugno 2018 il Ministero della Difesa ha pubblicato un documento relativo al nuovo programma dei Tornado con capacità aerea non convenzionale. Nel documento si parla dell’acquisizione di un supporto ingegneristico dell’Agenzia governativa U.S.A, necessario alla integrazione sui Tornado dell’armamento LEP. L’importo dell’ordine è di 1,5 milioni di euro.

Documento-nucleare-Difesa-Italia

La sigla LEP sta per Life Extension Program, e si riferisce in particolare a un programma della amministrazione per la sicurezza nucleare nazionale (NNSA) del Dipartimento Energia del governo degli Stati Uniti. Il programma fa parte dello Stockpile Stewardship and Management Plan (SSP), un piano esistente da dieci anni per il mantenimento e lo ammodernamento dello arsenale nucleare statunitense. Le vecchie bombe nucleari saranno sostituite con nuovi modelli più sofisticati. Anche in Italia, nelle basi di Aviano e Ghedi, le bombe nucleari B61 saranno sostituite dalle B61-12 LEP, per questo è necessario adeguare anche velivoli come i Tornado a questa nuova tipologia di armamento. Secondo la descrizione dell’ NNSA la prima produzione delle nuove bombe sarà completata entro il 2020.

Secondo lo studio di Kristensten nel 1997 c’erano in Europa 249 depositi detti “WS3” con 996 testate. Al momento della pubblicazione del suo nuovo lavoro nel 2015 i depositi sarebbero scesi a 204, con una capacità massima di 816 testate. I Weapon Storage and Security System (WS3) sono un sistema diffuso in tutta Europa che prevede la collocazione delle armi in magazzini a volta detti Weapons Storage Vaults (WSV). Stando ai dati riportati nella ricerca del 2005, di queste zone-magazzino ad Aviano ce ne sarebbero 18 con la possibilità di contenere fino a 72 bombe, mentre a Ghedi ce ne sarebbero 11 con la possibilità di contenerne 44. La base di Aviano nel 2015 sarebbe stata sottoposta a dei lavori, riferisce lo studioso. I lavori servivano alla messa in sicurezza delle testate, ma solo una parte dei WSV (magazzini a volta) sarebbero stati sottoposti al programma di sicurezza. Questo potrebbe significare che negli altri non ci sono più le testate. Kristensen calcola quindi che ad Aviano le testate potrebbero essersi ridotte a 25-30. A Ghedi invece il segno più evidente della presenza di ordigni nucleari, sempre secondo Kristensen, sarebbe il 704esimo “squadrone munizioni”, in inglese Munitions Support Squadron (MUNSS), un’ unità che si trova a Ghedi dal 1963. “Il MUNSS non sarebbe nella base se non ci fossero bombe nucleari. Ci sono infatti soltanto 4 Squadroni munizioni (MUNSS) nella aviazione statunitense e si trovano tutte nelle basi europee dove sono destinati gli ordigni nucleari”, scrive in un articolo del Fas del marzo 2014. La presenza di bombe nucleari a Ghedi Torre sarebbe relativamente recente e successiva alla guerra fredda. Il campo di aviazione avrebbe infatti ricevuto a metà degli anni Novanta le testate in precedenza schierate a Rimini.

https://www.tpi.it/esteri/bombe-nucleari-usa-italia-dati-documenti-20190717372685/

 

LA LETTERA SEMISERIA DI GARIGLIO (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Luglio 2019)

Proseguendo nel mio personalissimo amarcord, ripropongo un articolo nuovamente datato 2008, ovvero circa 12 anni or sono… Anche in questo caso, come il lettore potrà constatare, questo scritto pare redatto oggi, ovviamente escludendo alcuni nomi citati, ma che potrebbero benissimo essere sostituiti dai nomi ancora oggi circolanti di politici e gruppuscoli della cosiddetta area. Eh sì, perché, tanto per cambiare, anche questo articolo è dedicato ai tanti infami infiltrati nell’area Fascista, ma che divulgano pensieri ed idee tutt’altro che Fascisti, quando non addirittura opposti al pensiero Fascista.

NEOFASCISMO

E questo è il vero dramma, ieri come oggi, di un’ideologia come la nostra, presa in mano fin dal dopoguerra da cialtroni di destra, abilissimi nel fingersi Fascisti, ma con il solo ed unico scopo di liquidare le nostre idee per traghettarle in aree antifasciste, giudaiche, filoamericane, di “destra”, cattoliche, o chissà che cosa.

Proprio questo fatto, ovvero la necessità di condurre una battaglia storica e politica non contro i soliti nemici della sinistra e della destra liberale e capitalista (che, lo ricordo ai coglioni, furono e sono nemici del Fascismo allo stesso modo), ma contro quelli che si dicono, a vario e falso titolo, “Fascisti”, la dice lunga sul tempo e sulle energie perse grazie a queste canaglie.

Avremmo potuto essere non dico al potere, ma quanto meno contare qualcosa nella politica italiana ed essere degnamente rappresentati, ed invece eccoci qua a litigare con i nostri falsi camerati e con quanti si fingono Fascisti per contribuire a ridicolizzare idee ed ideali che ancora oggi terrorizzano gi indegni nemici della Patria, che hanno tradito per servire e restaurare ideologie che erano ormai sconfitte e superate.

Quindi, signori miei, godetevi questi mascalzoni che avete contribuito a rafforzare (si fa per dire, ovviamente), sostenendoli, votandoli, contribuendo economicamente alla esistenza dei loro insulsi movimenti (i quali, essendo finanziati da oscure mafie, non ne avevano certo bisogno); noi, che con questa feccia non abbiamo, né mai avremo, nulla a che fare, siamo riusciti a campare senza sostegni, senza soldi e senza appoggi fino ad oggi.

E possiamo vantarci di essere gli unici a non avere mai cambiato bandiera per schierarci con i peggiori nemici del Fascismo – Nazionalsocialismo, come fatto dai vari Almirante, Fini, Salvini e letame simile.

Buona lettura e buoni ricordi!

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Chi ha un minimo di dimestichezza con le scuole superiori non avrà difficoltà nello individuare l’opera di Giovanni Berchet a cui mi sono ispirato per intitolare e redigere questo mio articolo… Degli altri, francamente, me ne infischio! Il fatto è che ho deciso, in questo mio ultimo scritto, di rendermi particolarmente antipatico e di dire, una volta per tutte, cosa penso dei tanti idioti che mi circondano in questo “meraviglioso” mondo dei “camerati” Fascisti… Ci avevo già provato con un recente articolo, “Fascisti all’Amatriciana”, ma probabilmente sono stato troppo “soft” nello stigmatizzare le tante incongruenze e le tante deficienze presenti nella cosiddetta “area” e nello stesso MFL… Ci riprovo oggi, decidendo di infischiarmene del rispetto per i presunti Camerati, conscio del fatto che dopo questo articolo sarò ancora più odiato dentro e fuori il MFL. Ma chi se ne frega! Sarà il bisogno di sfogarsi una volta per tutte, sarà il bisogno di reagire alle tante insolenze digerite negli ultimi tempi, sarà la triste consapevolezza del basso livello culturale e mentale dei tanti che si spacciano per “camerati”, sarà la voglia di contrastare l’ondata di melassa buonista con la quale veniamo ricoperti ogni qualvolta si avvicina il periodo natalizio, sarà la stanchezza generata da un trasloco che mi vedrà cambiare residenze (e sede della segreteria nazionale MFL) entro la fine di gennaio, ma questa volta dirò tutto! E se qualche Fascista all’Amatriciana si offenderà , pazienza, cavoli suoi! Ho visto cose che voi umani non potete neppure immaginare, diceva più o meno il protagonista di un noto film… Ho visto e sentito tante cazzate contrabbandate come fascismo dalle tante “Amatriciane” che infestano il nostro ambiente che voi non Fascisti non potete neppure immaginare, dico io…

FNCRSIMa prima di cominciare questo viaggio semiserio all’interno delle zucche vuote che popolano l’area, ritengo doverosa una premessa; essendo amante delle metafore e delle similitudini, mi piace paragonare il Fascismo ad un libro composto da mille pagine. Per comprenderlo appieno sarebbe necessario leggere tutte queste pagine o quanto meno, per farsene un’idea abbastanza precisa, sarebbe necessario conoscerne un buon numero. Io, benché oggi mi sia ripromesso di rendermi odioso, saccente e sferzante, non ho la pretesa di conoscere tulle le mille pagine, ma ho la certezza di averne lette molte (ma molte!) di più dei tanti che si atteggiano a novelli “duci” del Fascismo o a feroci critici degli altri Camerati… Chi, al contrario, pur avendo letto poche decine di queste mille pagine, si costruisce un “fascismo” tutto suo e personale, saltando quello che non sa e non considerando quello che non gli piace, non merita il titolo di Fascista ma solo e semplicemente quello di cretino! Se così non fosse, non si capirebbe come mai esistono tanti idioti convinti di professare idee Fasciste ma che, in realtà, professano idee proprie e vere distorsioni della storia, spacciandole per dottrina Fascista… Abbiamo i Fascisti “di destra”, quelli convinti che il vero Fascismo debba essere cattolico, quelli che pensano di dovere insultare i negri che incontrano per strada per essere dei veri Camerati, quelli che rinnegano l’alleanza con il nazional-socialismo, quelli che pretendevano la neutralità in guerra dell’Italia Fascista, quelli che rifiutano la svolta antiebraica del regime, quelli che negano la validità delle Leggi razziali, quelli convinti che il razzismo nazional-socialista volesse al potere individui di carnagione color latte e con capelli biondi ed occhi azzurri… Ognuno, in base alle sue preferenze ed alle sue scarse letture, getta nella pattumiera la parte di Fascismo che non approva (o che non capisce) ed esalta quanto a lui (ma solo a lui!) piace. Si costruiscono così mille “fascismi”, ciascuno dei quali vero in minima parte, ma menzognero nella stragrande maggioranza dei suoi postulati. E non sono certo io a dire che varie cose sono menzognere e non hanno nulla a che fare con il Fascismo… E’ la storia a farlo! Qualcuno obietterà che il Fascismo vide unirsi sotto la stessa bandiera individui provenienti dalle più diverse esperienze: cattolici e mangia preti, liberali e socialisti, repubblicani e monarchici… Ed è certamente vero, ma è altrettanto vero che all’epoca tutti si consideravano in primis Fascisti, e solo secondariamente qualcosa d’altro… Mentre oggi, all’opposto, ci si considera prima cattolici o filo islamici, monarchici o repubblicani, di destra o di sinistra, ma solo dopo “fascisti”. Non a caso, il livello di litigiosità fra quelli che dicono di ispirarsi al Fascismo è maggiore di quello fra Fascisti e non Fascisti! Tanti sono i responsabili di questa deriva, che ha portato, dopo 62 anni di disinformazione e di personalismi spacciati per dottrina Fascista, ai tristi livelli odierni, ove ragazzotti senza arte né parte si divertono ad inventarsi un Fascismo personale, lanciando strali nei confronti di quanti chiedono solo un minimo di aderenza alla realtà storica. Le nuove generazioni (e ce ne accorgiamo, purtroppo, anche guardando alle polemiche interne che nascono nel MFL), traviate dalla falsa storia messa in giro dall’antifascismo e dallo altrettanto falso indottrina-mento operato dai tristi epigoni del neofascismo, si ritrovano con la testa zeppa di cretinate, costruendosi un Fascismo, un nazionalsocialismo ed un razzismo che nulla hanno a che fare con quanto accadde nel periodo 1919 – 45. Oggi ci troviamo spesso di fronte a borgatari ignoranti, senza cultura storica né generale, proclamare di essere Fascisti perché odiano “Er negro”, o perché considerano gli islamici come dei nemici ed i giudeo americani come alleati… Alcuni pretendono di difendere il cattolicesimo dalle aggressioni islamiche, dimenticando che il mondo islamico fu il maggiore alleato del Fascismo e del Nazionalsocialismo, mentre la Chiesa ci ha da decenni relegati al ruolo di “male assoluto”. Altri si richiamano ad un paganesimo che neppure conoscono, confondendolo con manifestazioni di satanismo all’Amatriciana derivante dal mondo musicale del Black Metal. Questa stomachevole situazione di ignoranza e di negazione della storia vede molti colpevoli, in primis proprio quel mondo di ex combattenti della RSI che avrebbe dovuto fungere da faro per quanti, come me, non hanno vissuto direttamente neppure un giorno dell’epopea Fascista. Perché dico ciò?

traditoriSemplicemente perché fra molti ex RSI è in auge la moda di rinnegare le alleanze dell’Italia Fascista e della stessa RSI… Oggi, su molta pubblicistica dei reduci possiamo leggere frasi oltraggiose nel confronti dell’alleato nazionalsocialista tendenti a dividere le responsabilità fra tedeschi e Fascisti… Non è raro trovare scritti di ex combattenti che dichiarano di non avere saputo nulla dell’olocausto (come se questo fosse possibile!) e che rinfacciano ai Nazisti di avere sterminato 6 milioni di ebrei mentre loro erano distratti! Così come è facile trovare scritti che lamentano le ingerenze dei nazisti nelle questioni della RSI, come se fosse tanto difficile immaginare il perché di una certa sfiducia nei loro confronti, dopo il 25 luglio e l’8 settembre! Eppure anche gli analfabeti sanno che il PFR e la RSI nacquero principalmente per riscattare il Fascismo e l’Italia dal tradimento operato nei confronti del Duce e dell’alleato Nazista, e che i Fascisti rimasti fedeli cambiarono persino il loro simbolo (dal Fascio littorio a quello repubblicano) per rimarcare la loro differenza dai traditori del 25 luglio. Dunque un’alleanza rivendicata e non tradita mentre sulle teste dei Fascisti rombavano le fortezze volanti dei terroristi anglo-americani, viene oggi rinnegata per paura del giudeo di turno e del Mastella che minaccia decreti Legge contro i revisionisti!Altra strana mania degli ex RSI, che ha fortemente contribuito alla disinforma-zione delle nuove generazioni circa il periodo Fascista, è quella di identificare il Fascismo, che nacque nel 1919 e prese il potere nel 1922, con il solo periodo repubblicano…

Certo, è cosa lodevole il ricordare la socializzazione delle imprese pensata durante la RSI, ma ridurre il Fascismo a questo, cioè ad un qualcosa che rimase spesso sulla carta e che vide ben poche realizzazioni pratiche, è quanto meno riduttivo e fuorviante. Perché non parlare ai giovani dello Stato sociale del Ventennio, delle Leggi a tutela delle classi meno abbienti, delle realizzazioni nel campo della scienza e della tecnica, dei primati nello sport, delle città costruite dal nulla ove prima esistevano solo paludi e desolazione?

Ma, francamente, potevamo aspettarci di più da un mondo, quello degli ex combattenti RSI, ancora oggi diviso in mille sigle in rotta fra loro, alcune delle quali ancora indissolubilmente legate ad AN, cioè ad un partito che fin dal giorno della sua fondazione si propose come partito antifascista? Almeno il MSIDN, che pur si comportò nei fatto come un partito antifascista, ebbe l’astuzia di presentarsi all’esterno come movimento nato allo scopo di non disperdere l’eredità del Fascismo, anche se servì soltanto a traghettare i pochi Fascisti rimasti nel sistema, facendone dei mezzi democristiani fedeli all’alleanza Atlantica, al giudaismo di Israele ed all’imperialismo americano. Se questi dovrebbero essere i nostri “maestri”, figuriamoci i discepoli! In più, aggiungiamoci circa 40 anni di MSI ed una dozzina d’anni di AN, MSFT, FSN, FN, nuovo MSIDN… Cosa otteniamo? Lo schifo e la confusione che abbiamo oggi sotto gli occhi! A ben guardare il nostro mondo non è tanto diverso da quello dei cosiddetti “rossi”; anche fra loro, migliaia di decerebrati si divertono ad inneggiare a cose e persone che neppure conoscono, con esiti a metà fra il drammatico ed il comico… Comunisti che difendono i gay, quando chiunque abbia studiato sa bene che “miti” come Che Guevara o Stalin sbattevano nei gulag i gay dell’epoca, oppure che lanciano strali contro i “crimini” del Fascismo, dimenticando di conoscere i milioni di morti causati dai vari Lenin, Stalin, Mao, Pol Pot, nonché dagli italici partigiani. Ma non è su questo mondo dei “rossi”, marcio ed immondo per definizione, che voglio concentrarmi oggi. Preferisco parlare del mondo “nero”, che dovrebbe rappresentare l’elite della politica, ma che a ben vedere è altrettanto marcio ed immondo, quanto meno nella maggioranza dei suoi esponenti. Faccio politica attiva da 1990 ed ho ormai visto e sentito di tutto, aiutato in questo dai contatti Internet che si hanno tramite il forum ufficiale di discussione del MFL, i gruppi Yahoo e le tante mail private che ricevo da Camerati e presunti tali… Così, in questo mio articolo semiserio e volutamente provocatorio, proverò a riassumere e catalogare il cretinismo con cui mi sono scontrato da quando (ahimè!) mi sono messo in gioco diventando Segretario Nazionale dell’unico partito (veramente) Fascista esistente oggi in Italia.Una canzone degli anni 70 degli “Amici del Vento” diceva, più o meno: “Compagni facciamo un girotondo, mostriamo un po’ alla gente com’è che state al mondo”… Oggi il girotondo lo facciamo fare ai “camerati” per lo stesso motivo. Cominciamo con quelli che chiamerei Fascisti  anti-fascisti… Questi sono i più cretini del panorama politico italiano; disadattati con tendenze delinquenziali che credono a tutte le balle storiche messe in giro dagli storici di regime a proposito del Ventennio e della guerra, ma che proprio per le loro smanie criminali gradiscono ed approvano questa parodia di Fascismo… Gli idioti di cui sopra li troviamo spesso a riempire gli stadi di calcio, sventolando bandiere con celtiche, svastiche e ritratti del Duce… Cantano slogan del tipo: “10, 100, 1000 Auschwitz” o “Ebrei ai forni”… Per costoro il revisionismo non esiste ed anzi, se sospettassero che qualche serio studioso ha dimostrato che l’olocausto e le camere a gas non sono mai esistite, avrebbero dei seri traumi… Dimenticavo: molti di questi coglioni, per dimostrare meglio la loro “cattiveria”, si prodigano nella messa in scena di parodie di “messe nere” mutuate da certi deliranti cantanti di black metal in auge nella cosiddetta “area” (dei disadattati!). Unica nota positiva: difficilmente gli idioti di questa risma si avvicinano ai movimenti politici, dato che le loro “idee” si realizzano ghettizzandosi in qualche branco di falliti simili a loro; è più facile trovarli negli stadi o rovesciati sotto i tavoli di qualche birreria. Abbiamo poi i fascisti invasati, quelli cioè che pretendono di imporre all’ideale Fascista una loro personalissima convinzione religiosa: di solito sono cattolici integralisti, ma di recente abbiamo conosciuto anche un gruppo di pecorai sardi, allevati in un ovile, che esigevano la creazione di un MFL anticristiano… E per rafforzare questa loro “tesi”, sull’esempio dei “fascisti” descritti prima, si dilettavano durante le ore notturne in simpatici passatempi tipo percuotere statue del Cristo o crocifissi! A parte i pastorelli sardi, cacciati dal MFL prima che potessero coinvolgerci in danni molto gravi, gli invasati mistificano la realtà del Fascismo cancellando completamente le correnti anticlericali e lo stesso programma di S. Sepolcro del 1919… Per loro valgono solo le poche decine di pagine del Fascismo che collaborò con la Chiesa Cattolica, ma diventano ciechi e sordi quando si tratta di parlare del tradimento operato dalla Chiesa stessa ai danni del Fascismo e di Mussolini. Fanno parte dei tanti che si limitano a leggere dieci pagine su mille, magari strappando le cinque che non gli piacciono. Anche con costoro non c’è possibilità di fare una politica seria, a causa della loro disonestà intellettuale e della totale incapacità di comprendere che il Fascismo ebbe varie sfaccettature ed evoluzioni, nonché varie correnti interne che andavano dai “mangiapreti” ai filo-clericali convinti. Inoltre, mai nessuno di questi invasati è riuscito a spiegarci come risolvere un enigma degno di “Arlecchino servo di due padroni”, dato che pretendono di essere contemporaneamente seguaci di un’ideologia politica Fascista e di una religione il cui capo, supremo ed infallibile per definizione, bolla questa ideologia politica come “male assoluto”.Altra categoria simile alla precedente è quella dei fascisti arroganti e saccenti… Lorsignori, pur non avendo studiato poco e capito ancora meno del Fascismo, passano il loro tempo a lanciare anatemi contro quelli che definiscono “pseudofascisti” (e che in realtà sono Fascisti più veri di loro); non paghi della loro ignoranza e della loro cecità, si costruiscono un fascismo del tutto personale e scomunicano chiunque cerchi di riportarli sulla retta via della verità storica. Appartengono a questo gruppo quelli che cercano di dimostrare che il Fascismo avrebbe dovuto allearsi con Churchill e gli USA, che il Duce fu obbligato da Hitler a fare determinate scelte, che l’avversione per la lobby ebraica è sbagliata, che il nazismo è incompatibile con il Fascismo e tante altre cretinate simili. Questa gente, per fortuna, riempie i partiti della cosiddetta “area”, ma purtroppo qualche infiltrazione sgradita si fa sentire qualche volta anche nel MFL, benché il sottoscritto vegli affinché questi signori si dirigano verso i lidi a loro più adatti: AN, FT, nuovo MSIDN di Gaetano Saya, La Destra di Storace… Quelli che fanno più tenerezza sono i Fascisti inconsapevoli… Costoro si fanno in 4 per mostrarsi Fascisti; vanno a Predappio più volte l’anno, si slogano il braccio destro a suon di saluti romani, espongono il busto del Duce nel loro studio…

GiudeoPound

Ma finiscono per militare senza accorgersene in partiti e movimenti antifascisti! L’esempio più eclatante sono i tanti idioti ancora in AN, senza avere compreso che quel partito, fin dal giorno della sua nascita a Fiuggi, si è dichiarato contrario al Fascismo ed ha riconosciuto il contributo della “lotta” partigiana per il ritorno di democrazia e libertà in Italia… Ma non sono messi meglio i “fascisti” di FT, i quali si dannano l’anima per salutare Berlusconi come il lodo nuovo “duce”, mentre il leader Luca Romagnoli in TV, ospite dell’ebreo Mentana a “Matrix”, non trova di meglio da fare che attaccare i revisionisti della conferenza di Teheran e riconoscere che la vittoria degli alleati nella II Guerra Mondiale è stato un bene! E che dire dei tanti fessi che militano in Forza Nuova esponendo svastiche e celtiche, mentre il loro capoccia, Roberto Fiore, lancia strali contro il nazismo, definendolo una setta pagana? Non parliamo poi dei seguaci della Alessandra Floriani, convinti di essere Fascisti ma al servizio di una gentile signora che non si è mai definita Fascista in pubblico e che ha sempre e solo dichiarato di volere difendere la memoria del nonno, non del Fascismo, o infine dei neonati seguaci della Destra di Storace… Camerati duri e puri che non si accorgono di avere come leader, a fianco di Storace, un certo Salerno, ebreo torinese ex AN che diffida chiunque a presentarsi con celtiche e svastiche in quanto lui, oltre ad essere ebreo, è anche riservista dell’esercito israeliano! E’ proprio il caso di dire: “Signore perdonali, perché non sanno quello che fanno”!Ma vogliamo negare una citazione ai “mitici” Fascisti di destra?Per questi signori, che non hanno capito nulla delle origini socialiste e delle posizioni sociali, proletarie ed anticapitaliste del Fascismo, i veri fascisti sono quelli del quotidiano “Libero”, cioè ebrei e massoni stipendiati dalla CIA e dal Mossad, tanto per intenderci… Loro odiano gli islamici in quanto “terroristi”, amano gli USA ed Israele, sono anticomunisti e berlusconiani… Un esempio di questa idiozia lo abbiamo avuto anche nel MFL, tal Alberto C. di Isernia, il quale dopo essersi stufato di un Segretario Nazionale come il sottoscritto, che tentava di erudirlo su cosa fosse il Fascismo, si è lanciato nella fondazione del “Partito Fascista Repubblicano”… Partito con un solo iscritto la cui seconda tessera venne regalata dall’Alberto C. al giornalista Marcello Veneziani il quale, non essendo mai stato Fascista ma se mai di destra, ringraziò il buon Alberto con una raffica di insulti contro i Fascisti dalle pagine di Libero! Che dite cari lettori, dobbiamo ridere o piangere di questa gente? Tanto ci sarebbe ancora da dire su questo “meraviglioso” mondo “fascista”, ma il mio viaggio sta volgendo al termine… Rimangono ancora da citare i “fascisti” della nuova generazione, ovvero quelli che vanno dai 15 ai 25 anni. Certo, molti di loro sono catalogabili nelle categorie precedenti, ma alcune “perle” meritano una classificazione separata… Infatti, a causa dell’esagerata diffusione di Internet e del modo demenziale di usare questa risorsa, da un po’ di tempo stanno nascendo i fascisti “virtuali”, ovvero quelli che esistono solo sulla rete e che tolti dalla tastiera del loro computer perdono ogni forma di vita. Costoro, abituati a fare sesso virtuale con le chat ed a fare politica tramite i forum ed i gruppi di discussione, si creano un’identità telematica stile “Second Life” e, nascosti dietro uno pseudonimo spesso ridicolo, lanciano strali contro questa società, invocano il manganello contro immigrati e comunisti, si riempiono la bocca di slogan e paiono pronti a morire in battaglia per le loro idee… Peccato che quando qualcuno chiede loro di dare un senso alle lagne virtuali facendosi conoscere e dandosi da fare nella politica attiva, questi bamboccioni spariscono semplicemente! Si scopre così di avere a che fare o con bambini di 15 anni che si nascondono dietro ai “paparini” che non li vogliono vedere frequentare Fascisti, oppure con emeriti vigliacchi che trovano il coraggio di parlare solo nascosti dietro ad un monitor… Del resto non ci si può aspettare molto di più da una generazione di personaggi senza valore e senza attributi, capaci solo di passare ore al computer di papà senza neppure immaginarsi come utilizzarlo per migliorarsi… Quelli come il sottoscritto alla loro età si pagavano con sacrifici i libri che parlavano di Fascismo e revisionismo, spesso introvabili; loro, pur avendo a disposizione la rete Internet, che offre gratuitamente decine di migliaia di siti e pagine utili per crearsi una cultura, si limitano ad usare questa risorsa per chattare (vocabolo che si può tradurre come masturbarsi davanti ad un monitor mentre si parla con un individuo del sesso opposto) e per scrivere cazzate sui forum di discussione o sugli immancabili “blog”. Ovviamente, sono talmente disabituati al contatto con l’essere umano reale ed all’impegno concreto, che si volatilizzano non appena si tenta di farli trasferire dal mondo virtuale a quello reale. Meglio campare di illusioni telematiche e di sms insulsi scritti con l’immancabile cellulare di ultima generazione… Se questo è il futuro che ci attende e questi sono i giovani che dovranno riportare in auge il Fascismo, meglio ritirarci tutti a vita privata!Assenza di valori, cultura generale a livelli da terzo mondo, paura del mondo reale, conoscenza della storia e della politica prossima allo zero, indulgenza verso mode e modi di vivere che nulla hanno a che fare con la nostra realtà… Se poco c’era da aspettarsi dalla generazione del sottoscritto, nulla c’è da attendersi da quelle successive! Oramai i giovani “fascisti”, oltre alla mancanza di cultura storica e politica, non fanno altro che esibire le proprie frustrazioni ed i propri desideri, camuffandoli da ideologia politica… Abbiamo i giovani (di entrambi i sessi) che si deturpano il corpo con tatuaggi e buchi vari (detti “piercing” da quelli che vogliono fare gli americani!), senza rendersi conto che così facendo si dimostrano peggiori di quei negri che tanto dicono di disprezzare…

CurtisAllgier

Almeno i negri si comportano allo stesso modo per conservare usi e costumi della loro razza! Abbiamo ragazzini immaturi ed insicuri che spesso si scoprono “razzisti” solo perché invidiano il successo che gli extracomunitari hanno con le donne (o che le extracomunitarie hanno con gli uomini!); ragazzine senza arte né parte che si dicono “camerate” perché hanno il vizio di andare a letto con bambocci che si dicono “camerati” (a ben vedere, nel letto delle giovani camerate si realizza la tanto agognata “unità dell’area”, dato che per molte di loro farsi scopare da uno di FN o di FT o del MFL poco cambia: basta trovare qualcuno che le degni di un minimo di attenzione!)… Per non parlare dell’estetica del vestiario, ormai ridotta a puro voltastomaco, con idioti di entrambi i sessi che circolano, credendosi belli e “sexy”, con pantaloni allacciati poco sopra il sedere, tasche posteriori all’altezza dei polpacci e naturalmente mutande in vista! Da gente di questo calibro potremo aspettarci mai qualcosa di buono? Dalle “camerate” che esibiscono salami e salsicce dai loro pantaloni a vita bassa, convinte di essere Dee della bellezza, e che saltano da un letto all’altro, possiamo aspettarci che diventino mai madri e mogli affidabili? Mah! Quello che è sicuro è che certi personaggi entrati abusivamente nel nostro ambiente umano mi fanno capire come sia sbagliato il concetto di razzismo biologico… Infatti, davanti a questa gente nostrana, anche l’ultimo dei negri diventa elegante, bello e preparato culturalmente!

Carlo Gariglio