IL PEGGIOR GOVERNO DELLA REPUBBLICA (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Giugno 2018

A qualcuno il titolo parrà eccessivo, ma temo di non sbagliare; è certamente vero che dal 1945 ad oggi al Governo di questa repubblichetta si sono alternati malfattori di ogni tipo, traditori della Patria, mafiosi… Ma anche fra questa feccia del passato si poteva trovare qualche statista con delle capacità, con successi nelle loro professioni, con abilità oratorie, con un minimo di classe.

Oggi, il cosiddetto governo gialloverde, rappresenta il peggio del peggio; dilettanti senza arte, né parte, finiti al Governo grazie alla stupidità ed all’ignoranza di chi li ha votati fidandosi del pagliaccio Beppe Grillo, o dell’urlatore ex comunista padano, Matteo Salvini.

Personaggi che non sanno neppure parlare in un italiano quanto meno corretto, che non hanno mai lavorato un giorno della loro vita, che non sanno neppure leggere il testo delle Leggi che propongono, gridando contro le “manine” che lo avrebbero corretto, naturalmente a loro insaputa… Senza contare un illustre signor nessuno assurto al ruolo di Presidente del Consiglio dei Ministri, giusto per non fare ombra al duo delle zecche Salvini e Di Maio.

E la cosa più grave è che molti traditori che si dicono e fingono Fascisti, sostengono a spada tratta questa immondizia antifascista, filo giudaica e soprattutto espressione di un elettorato che va dalle zecche dei centri sociali, ai parassiti conniventi con le varie mafie e che attendono dai nuovi padrini il cosiddetto “reddito di cittadinanza”!

Qualcuno parla di Governo voluto dagli italiani… Ma quando mai? Gente senza un programma, che ha fatto leva su slogan irrealizzabili, che ha giurato per tutta la campagna elettorale che mai avrebbe trovato accordi di governo con la controparte, oggi si trova a governare a braccetto, rinnegando quasi tutto quello che aveva promesso.

Anche se le suddette promesse cambiavano da un giorno all’altro; chi volesse farsi quattro risate, vada a guardarsi il ridicolo filmato dove gli esponenti dei 5 zecche tuonano contro l’Euro nei giorni pari, salvo poi smentire tutto in quelli dispari:

https://www.ilpost.it/2018/02/14/euro-movimento-5-stelle-grillo-di-maio/

 “Da quando sono entrati in Parlamento, nel 2013, le posizioni dei parlamentari e dirigenti del Movimento 5 Stelle sull’euro non sempre sono state concordi: il partito ha promesso a lungo di uscire dalla moneta unica europea, sostenendo che sia l’unico modo per risollevare l’economia italiana, ma contemporaneamente ha detto anche che l’Italia dovrebbe restare nell’euro e che sarà organizzato un referendum per far decidere la questione ai cittadini (in realtà è impossibile, e la pagina web che descriveva questa promessa è stata rimossa). Ascoltare le parole dei parlamentari e dirigenti del M5S non aiuta, come mostra questo video”.

Capito con che razza di “statisti” abbiamo a che fare?

Anche una volta ottenuto l’agognato potere, queste mezze calzette non cambiano stile, tuonando un giorno contro l’Europa, e mettendosi in ginocchio l’indomani (forse pensando a quanti altri parassiti loro pari potranno sistemare nel Parlamento europeo la prossima primavera).

Ma vogliamo parlare di altri esponenti di “spicco” dei 5 zecche? Avete presente l’avanzo dei centri sociali chiamato Fico, che è diventato la terza carica dello Stato in questa repubblica delle banane? Un ridicolo comunista fallito, insediatosi con un delirante discorso antifascista che ci ha fatto rimpiangere Laura Boldrini… Una zecca, nei toni e nell’aspetto, che ancora non ha capito che il Fascismo non governa più (purtroppo) dal 1945, e che quindi non può avere alcuna colpa dello schifo che ci circonda, soprattutto grazie ai suoi degni compari di sinistra?

Proviamo a leggere qualcosa sul conto di questo ridicolo personaggio:

“(…)Quando Fico «insieme a un gruppetto di amici del Vomero» quartiere borghese della città, si mette in testa di fondare la prima cellula grillina napoletana. Il Meetup «Amici di Beppe Grillo» all’epoca sembrava una creatura visionaria prodotta dalla mente un po’ annoiata di un trentunenne laureato in Scienze della Comunicazione nella lontana Trieste. I viaggi, l’Erasmus a Helsinki, i lavori saltuari nel campo della Comunicazione, ma anche un’esperienza nel «commercio di tappeti con il Marocco». Un bagaglio tutto messo al servizio del «sogno» di Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo. Nel mondo di oggi, tredici anni sono un’era geologica, ma «Roberto», in apparenza, è rimasto più o meno lo stesso di quando vaticinava di ambientalismo, terzomondismo e democrazia diretta, nelle zone del salotto buono di Napoli. Tra Posillipo, dove è nato da una famiglia della borghesia medio – alta, e il Vomero «ancora oggi il cuore dell’attività politica dei suoi fedelissimi».

«Roberto è un estremista – racconta un grillino del centro storico – ma non soltanto nelle idee, anche nei metodi». Il Meetup che aveva contribuito a fondare era il suo regno incontrastato. «Non alza mai la voce – dicono da Napoli – ma se non sei d’accordo con lui ti punisce, come ha fatto con i primi 23 espulsi napoletani poi reintegrati dalle sentenze dei tribunali». E un’altra voce partenopea racconta, avvalorando la fama del Fico playboy incallito: «Si è fatto mezzo meetup di Napoli (ride)» [E poi stupitevi se uno non ha molta considerazione per l’universo femminile! N. d. D.]

http://www.ilgiornale.it/news/politica/grillino-comunista-col-titolo-studio-gonfiato-1508812.html

Parlando poi di “uomini” competenti, con un  curriculum importante e meritevoli dei Movimento 5 zecche, come non dedicare un po’ di attenzione al mitico ex del Grande Fratello (Sigh!), Rocco Casalino?

“(…) La svolta comunque nella vita di Rocco Casalino avviene però nel 2000, quando viene scelto per partecipare alla prima edizione del Grande Fratello, giungendo quarto nella classifica finale ed emergendo come uno dei personaggi più interessanti della Casa.

Finito il reality, per diverso tempo inizia così a essere una presenza quasi fissa nei vari talk targati Mediaset.

Proprio in quelle circostanze, viene tirata in ballo la propria vita personale con l’accusa di non voler ammettere la propria omosessualità.

In seguito comunque Casalino ha dichiarato di essere bisex e, al momento, è fidanzato con un ragazzo cubano con il quale è arrivato assieme al Quirinale il giorno del giuramento del governo Conte [Ammirateli nella foto pubblicata in questa pagina! N. d. D.]

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(…) In qualità di portavoce e di capo ufficio stampa del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, come si può vedere dalla tabella pubblicata da L’Espresso Casalino percepisce nel complesso esattamente 169.556,86 euro l’anno”.

https://www.money.it/Rocco-Casalino-chi-e-biografia-5-Stelle-Grande-Fratello

Visto al cospetto di quale altro “statista” ci troviamo? Un pagliaccio reduce dalla trasmissione TV più disgustosa e volgare degli ultimi decenni, che si presenta al Quirinale con il fidanzatino cubano (speriamo almeno non sia clandestino!) e che viene stipendiato 170 mila Euro l’anno proprio da quelli che volevano accreditarsi come i talebani dei tagli ai privilegi! Chissà se lo sanno che in Italia ci sono migliaia di bravi ragazzi, con un titolo di studio ed una moglie femmina, che sarebbero felici di svolgere questo cosiddetto “lavoro” per 2 mila Euro al mese. E chissà come mai, dato il tipo di persone di classe e cultura cui sono interessati, non hanno reclutato nella squadra del cambiamento (in peggio!), anche il mitico Fedro, noto come lo scorreggione del Grande Fratello! Sarebbe stato più che adatto a rappresentare questo Governo, fra uno scoreggio e l’altro!

Molto altro ci sarebbe da dire sui cialtroni in quota 5 zecche, tipo il Ministro del Lavoro che non ha mai lavorato in vita sua, o il ridicolo Toninelli, anch’egli con un look da zecca dei centri sociali, ma non vorrei dimenticare quello che mi disgusta più di tutti, e che è diventato l’idolo dei rincoglioniti che si fingono, o credono, Fascisti. Costui, diciamolo subito, è il massimo responsabile della sopravvivenza del movimento 5 zecche; perché? Semplicemente perché dopo il fallimento dei primi contatti di Governo, e dopo che i 5 zecche si erano sputtanati agli occhi del loro elettorato mendicando accordi persino con il PD, questa banda di pagliacci aveva perso fra il 50 ed il 70% dei voti ottenuti a marzo… In tutte le Regioni ed i Comuni ove si è votato successivamente, i risultati indicavano una sparizione pressoché totale di questo movimento. Era già pronto il Governo tecnico guidato da Cottarelli, che sarebbe durato solo fino a settembre.

Bastava attendere, ed a settembre ci saremmo tolti forse per sempre questo movimento di scioperati, di zecche, di fannulloni e comunisti falliti. Ma il comunista padano, forse terrorizzato dalla riabilitazione politica di Berlusconi che rischiava di farlo tornare nell’ombra, o forse dall’idea di dovere andare a lavorare, ha pensato bene di tradire i suoi alleati del centrodestra, riuscendo a formare un Governo in extremis con i 5 zecche!

Naturalmente, dato il personaggio, nonostante questo tradimento sfacciato, continua a dirsi alleato del resto del centrodestra e pronto a candidarsi in futuro nella vecchia coalizione!

Ho trovato in rete un articolo che descrive perfettamente Matteo Salvini, e lo condivido volentieri con voi:

“Dai 16 ai 19 anni Matteo Salvini è un assiduo frequentatore di un Centro Sociale, quello di Leoncavallo a Milano: “Là stavo bene – dirà – mi ritrovavo in quelle idee, in quei bisogni”.

E’ di sinistra-sinistra. E nella Lega Nord fonda la corrente dei “Comunisti Padani”. Ma non è un ragazzino confuso. Nel 1997 Salvini non ha più 16 anni, ne ha già 24, è già consigliere comunale di Milano, il suo primo discorso pubblico lo fa per difendere il centro sociale dallo sgombero, ed è ancora comunista convinto: tanto che in quell’anno, per la lista “Comunisti Padani,” viene eletto nel Parlamento Padano.

L’Europa gli fa schifo. Ma nel 2004 si fa eleggere nel Parlamento europeo. Gli fanno schifo i raccomandati, ma prende come assistente Franco, il fratello del suo capo Umberto Bossi. Roma è ladrona, ma nel 2008 si fa eleggere alla Camera. Quindi, dopo nemmeno un mese, manda a farsi benedire chi lo ha eletto al Parlamento italiano, e se ne torna al Parlamento europeo. Il cui bonifico a fine mese, evidentemente, gli fa un po’ meno schifo.

Nel 2013 si fa eleggere di nuovo nel Parlamento italiano. Ma è un’altra finta. Perché dopo un solo giorno, manda di nuovo a cagare i suoi elettori e torna all’amato bonifico di fine mese dell’odiata Europa. Dove non spicca per la costante presenza. Lui che predica l’odio contro i meridionali parassiti che non lavorano e rubano i soldi al Nord.

Nel frattempo però si scopre che la sua Lega Nord, con i soldi dei contribuenti, ci compra diamanti, lingotti d’oro, la laurea in Albania al figlio del capo, e così via. La Lega sprofonda a percentuali insignificanti. Rischia di scomparire. E Matteo rischia seriamente di dover andare a lavorare.

Capisce che o si cambia aria o si muore, che la gente li abbandona e che per rimanere a galla i voti dei Padani non bastano più. Serve carne fresca. E guarda caso, ma è solo una coincidenza, proprio in quel momento ha una illuminazione, si accorge che quegli schifosi terroni, i parassiti meridionali, quegli italiani del Sud contro cui il suo partito è nato, e per cui lui ha fatto politica tutta la vita, in fondo, non sono poi tanto male. I maligni penseranno che lo ha fatto perché gli conviene, ma no: si è sinceramente pentito. Si è sbagliato. Per un quarto di secolo, ma si è sbagliato.

Ovviamente sembra una mossa patetica e disperata. Ai limiti della fantapolitica. Non funzionerà mai, pensano tutti. Ma Matteo ha imparato a conoscere gli italiani. Anche quelli del Sud, che tutti immaginano pieni di senso dell’onore e di orgoglio. Lui invece ha capito che esistono meridionali che all’onore ci rinunciano su due piedi, se gli dai ciò che desiderano veramente: un capro espiatorio, qualcun altro a cui addossare le proprie colpe. Vogliono sentirsi come i padani che scaricavano tutto su Roma ladrona e sui terroni. Vogliono anche loro la loro Roma ladrona e i loro terroni. E Salvini glieli da: Bruxelles e gli immigrati. Meglio se dalle tinte epidermiche forti.

In pochi anni Matteo Salvini passa dal vivere i centri social a scrivere “Ora le ruspe anche per i centri sociali”. Passa dall’essere il leader dei Comunisti Padani a essere uno dei leader dell’estrema destra europea. Passa dal cantare, ancora nel 2013, “senti che puzza, scappano i cani, stanno arrivando i napoletani” a gridare “Prima gli italiani”; passa dall’additare i meridionali come causa di ogni male, ad assolverli da ogni male.

La sua carriera politica si rivela completamente fondata sull’incoerenza, su una contraddizione clamorosa, continua e patologica. Quasi comica ed assurda. Da romanzo. Prima delle elezioni promette che non governerà mai con i 5 Stelle ma con Berlusconi. Pochi mesi dopo tradisce Berlusconi ed è al governo con i 5 stelle. Rastrella voti e applausi in tv promettendo che nel suo primo Consiglio dei Ministri abolirà le accise sulla benzina. Non lo farà mai: né al primo, né al cinquantesimo Consiglio. Nel frattempo, nel 2017, scrive in un post che il Qatar fiancheggia i terroristi islamici. Un anno dopo si fa una foto in auto con il premier del Qatar, che definisce “un Paese rispettoso, tollerante, che ha allontanato l’estremismo (in un anno?), che ha voglia di investire in Italia e che apre le porte ai nostri imprenditori”.

Sembra il teatro dell’assurdo ma è la realtà. Tutto ciò per cui è stato votato nei decenni lui lo ha sempre, tranquillamente e beatamente disatteso e rinnegato. In maniera sistematica. Come se niente fosse. E non su questioni di lana caprina, ma su questioni ideologiche e politiche inconciliabili. Da comunista a fascista, da Padania Libera a Prima gli italiani, da abbasso i meridionali a viva i meridionali, da mai con i 5 Stelle a governare con i 5 stelle, da Qatar terrorista a Qatar paese amico e tollerante.

Salvini è un politico che o sbaglia sempre e clamorosamente, il che sarebbe grave; o è talmente disonesto da non cambiare idea per convinzione, ma per convenienza, che è perfino peggio.

Ma a milioni di italiani non importa. Non vogliono coerenza o onestà. Vogliono solo un padrone che dica loro chi è oggi il cattivo di turno. Sanno che mente, che lo fa per convenienza e che cambierà ancora radicalmente idea. Ma che importa? Potrebbe andare peggio. Potrebbe piovere.

http://www.lavocedilucca.it/post.asp?id=68118

Ma dato che abbiamo parlato all’inizio della vergognosa ambiguità dei 5 zecche nei confronti dell’Europa e dell’Euro, andiamo a vedere cosa diceva Salvini, cioè la stessa persona che ora predica di restare nell’UE e nell’area Euro:

“Salvini e il referendum sull’euro. Bene, le parole di Salvini? Eccole: “Abbiamo iniziato a sostenerlo tre anni fa e ci davano dei matti. Non serve un referendum perché sarebbe un massacro e un’agonia per il sistema economico italiano. O stai dentro o stai fuori. Quello che posso dire è che se la Lega andrà al governo noi usciamo. Ma sono cose che fai in fretta, altrimenti i Soros della situazione, se fai tre mesi di campagna referendaria sull’euro, ti massacrano e ti lasciano in mutande”.

http://www.ilgiornale.it/news/se-andiamo-governo-usciamo-dalleuro-1534543.html

In estrema sintesi, un vero pagliaccio disposto a promettere e negare tutto nel giro di pochi giorni, ma che tanto piace agli italioti privi di cultura e memoria storica.

Ed in questo possiamo dire che leghisti e 5 zecche sono praticamente della stessa famiglia, dato che la qualifica di fannullone buono a nulla e voltagabbana si adatta perfettamente anche a Salvini; fatevi altre quattro risate:

“(…) Avete letto bene, potete tranquillamente dire ai quattro venti che Matteo Salvini, leader della Lega Nord, non ha mai lavorato in vita sua, perché il fatto non costituisce reato di diffamazione: a dirlo è il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bergamo, che ha accolto la richiesta di archiviazione del pubblico ministero in merito alla querela effettuata dal politico nei confronti di Davide Vecchi, giornalista de Il Fatto Quotidiano, e nei confronti dello stesso giornale (…).

https://www.vesuviolive.it/ultime-notizie/132562-salvini-non-ha-mai-lavorato-gridatelo-ai-4-venti-non-e-reato-lo-dice-il-giudice/

E per finire, diamo uno sguardo alle varie dichiarazioni dell’una e dell’altra parte nei confronti degli odierni alleati, compresa da dichiarazione d’amore nei confronti dell’altro partito di zecche e comunisti falliti guidato da Grasso e dalla Bolrdini:

“(…) Prima nemici, ora amici. Che cosa succederà poi? Di Maio sceglie la Lega come alleata per le prossime elezioni. Facendo due calcoli e senza giri di parole il candidato premier 5 stelle è pragmatico e spiega così la decisione: «Dobbiamo essere pronti a tutto e so che per noi sarebbe più facile allearci con Liberi e Uguali ma li avete visti i sondaggi? Li danno al 6%». Addio alla possibilità di stringere un accordo con Grasso. Ma come sono stati i rapporti tra il M5s e Lega nell’ultima legislatura? Basta riprendere le dichiarazioni di una parte e dell’altra risalenti agli ultimi mesi. Da settembre dello scorso anno fino a qualche settimana fa, in base alle accuse, bordate e battibecchi raccolti dalla stampa tra i due partiti era quasi impensabili la nascita di un amore. Ecco cosa Salvini e la Lega dicevano di Di Maio e M5s, e i grillini dei leghisti. Quanto durerà l’«idillio»?.

https://www.lastampa.it/2018/01/24/italia/prima-nemici-poi-amici-e-ora-chiss-ecco-cosa-si-dicevano-lega-e-ms-E80F2uvLQwQI1aeEFO9EHN/pagina.html

Ultima prova provata dello squallore del movimento 5 zecche la possiamo trovare nell’assurdo tentativo di fare un Governo persino con il PD! PD che, bisogna ammetterlo, ha dimostrato quanto meno un briciolo di dignità, rifiutando un accordo con personaggi che fino a pochi giorni prima li avevano accusati di ogni malefatta e seppelliti sotto ogni sorta di insulto.

“(…) Tutti quelli che dal 4 marzo fanno pressioni, decisamente indebite, sul Pd perché offra i propri voti a Di Maio, hanno letto questa lista? E per quale ragione il Pd – parole di Di Maio pre-voto – “impresentabile”, “assassino”, il Pd “con cui qualsiasi alleanza è categoricamente esclusa”, il Pd che Di Maio si augurava di ignorare, ora dovrebbe offrire il proprio sostegno per un governo 5 Stelle? Perché l’unico partito cui verrebbe chiesto un presunto atto di responsabilità, mentre gli altri lanciano diktat e insulti, sarebbe proprio il Pd? (…).

https://www.huffingtonpost.it/michele-anzaldi/accordo-con-m5s-ecco-la-lista-degli-insulti-che-abbiamo-ricevuto_a_23380232/

Eccolo, signori, il Governo del cambiamento che tanto piace anche a molti sedicenti Fascisti… Zecche reduci dai centri sociali e zecche reduci dal Leoncavallo e dai Comunisti Padani, alleate per l’occasione in nome di un potere per il quale sono disposti a fare e rinnegare qualsiasi cosa!

Ricordatevi della Lega che ostentava la sua ridicola bandiera padana, che invitava gli italiani e mettere il tricolore “nel cesso”, che accostava il nome del partito alla dicitura “per l’indipendenza della Padania”; una Lega che oggi cerca di prendere per il culo gli italiani ostentando tricolori dappertutto, ripetendo come un mantra lo slogan “Prima gli italiani”, e mostrando il cosiddetto leader sempre con “divise” da agente di Polizia, vigile del fuoco e chissà cos’altro.

Continuate, cari falsi Fascisti, a non sostenere movimenti come il nostro, che non possono garantire poltrone e stipendi da decine di migliaia di Euro; continuate ad oltraggiare la memoria dei nostri caduti sfoggiando simboli e slogan Fascisti e nazionalsocialisti per sostenere Salvini e soci.

Noi continueremo a sbugiardarvi ed rendervi ridicoli, fieri  e felici dei nostri slogan come questo: “E buon per me se la mia vita intera mi frutterà un sasso che porti sopra scritto: non cambio mai bandiera”!

Carlo Gariglio

 

Ciao Zecche!

Volevo dedicare i saluti di riapertura di questo mio blog a quegli esseri disgustosi che noi definiamo ZECCHE, ovvero i parassiti della sinistra che campano succhiando il sangue delle persone oneste e laboriose, nonchè sabotando le altrui iniziative. Infatti, questo blog esisteva già anni fa, con lo stesso identico nome, ed ospitava tutti gli articoli scritti dal sottoscritto in una vita, ma un bel giorno, quei mucchi di pattume che nascondono la loro faccia di cazzo dietro una ridicola mascherina bianca, decisero di hackerarlo, con la complicità delle autorità che ben se ne guardano dall’identificare e sbattere in galera il loro braccio armato…

FacciaDiCazzoSi sa, sbirri e maiali in toga sono troppo occupati ad arrestare “pericolosi” Fascisti che fanno il saluto romano, o “golpisti” sanguinari come la nostra Katia De Ritis, finita in galera per ben 5 mesi nonostante fosse malata di cancro, perchè un giudice desideroso di pubblicità e benemerenze antifasciste decise che un gruppetto di mattacchioni che blateravano su Facebook, meritasse le sue attenzioni…

Pidocchiosi e criminali della loro parte politica, invece, possono continuare allegramente ad hackerare i siti altrui, occupare pubbliche proprietà, aggredire le forze dell’ordine ed i “nemici” politici, senza mai meritarsi una condanna, o anche solo un processo.

Ma per quanto si impegnino queste zecche, non potranno mai combinare nulla di buono nella loro squallida vita, nonostante i potenti appoggi ed i mezzi a loro disposizione. Quindi, dedicandolo a questi sudici maiali sinistri ed ai loro protettori, risorge questo blog, che ospiterà un qualcosa che “lorsignori” non potranno mai avere: delle idee.

Certo, ormai gestire un blog al tempo dell’umanità trasformata in un esercito di cerebrolesi che non sanno fare a meno di Facebook, credendo che in esso si esaurisca tutta la rete internet, è assolutamente inutile; i cervelli all’ammasso non consultano più blog e siti internet, a meno che non siano gestiti da altri cervelli all’ammasso ma famosi, come insegna il caso di Beppe Grillo.

Ma se nella mia vita avessi preferito la massa amorfa senza cervello, sarei diventato di sinistra, non Fascista e Nazionalsocialista; benvenuti, quindi, i pochissimi che mi seguiranno e che saranno interessati alle idee.

 

Carlo Gariglio