CARO COMPAGNO… (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Febbraio 2019)

Come capita a tutti gli esseri umani di questo mondo, non posso sapere quanto tempo mi resterà ancora da campare, mentre con maggiore approssimazione, credo che la mia carriera di Segretario Nazionale di questo movimento durerà ancora poco.

Per entrambi i motivi di cui sopra, proseguo nella ricerca e nella pubblicazione di miei vecchi scritti, sperando quanto meno di lasciare una traccia a generazioni future che, certamente, si riveleranno più degne di proseguire un discorso seriamente Fascista e Nazionalsocialista, dei tanti cialtroni con i quali ho avuto a che fare in questi anni.

E non sto parlando solo dei cialtroni di sinistra, sui quali è facile sparare quanto sulla Croce Rossa, ma soprattutto dei tanti infami, buoni a nulla, sottoculturati, traditori, che infestano la nostra  cosiddetta “area” politica.

Gente che rinnega le scelte del Duce giocando a fare gli antinazisti, personaggi che idolatrano i giudei di Israele, veri e propri coglioni che hanno scelto come nuovo eroe un comunista padano, fedelissimo di Israele, che governa con un branco di comunisti travestiti, e che rappresenta quanto di più lontano possa esistere dalle nostre idee.

Fare politica oggi in Italia è quanto di più inutile si possa pensare, specialmente se si cerca di erudire dei caproni ignoranti che si dicono Fascisti rinnegando tutto quanto fu fatto e detto dai Fascisti veri; personalmente ci ho provato per molti anni, ma gli italioti che si fingono Camerati hanno sempre preferito sbavare dietro traditori della Patria e lacchè assortiti del giudaismo, dal MSIDN di Almirante (ancora oggi idolatrato da molti idioti che del Fascismo non hanno capito nulla), al nuovo idolo leghista, passando per le vaie fiammelle, le forze “nuove”, i gestori di centri sociali occupati di “destra”…

AlmiranteGodetevi i vostri ducetti, cari finti Fascisti, e speriamo che il futuro ci riservi una generazione di uomini con gli attributi al loro posto, e soprattutto capaci di studiare la Storia ed il percorso di leaders veri, quali Mussolini ed Hitler.

Tornando a noi, devo dire che l’idea di riproporre questo mio vecchio scritto, che fu la prefazione ad un libro su Nicola Bombacci, mi è venuta leggendo i soliti sproloqui dei sinistri nostrani, che hanno tuonato contro un politico (del quale mi sfugge il nome) che aveva osato sostenere che il Fascismo fece anche cose buone…

Ora, a parte il fatto che il Fascismo fece solo cose buone e proprio per questo motivo cadde, salvando la vita a numerosi oppositori anti italiani che arrivarono vivi, vegeti ed splendida forma alla fine della guerra, celebrando la loro vittoria appendendo per i piedi chi li aveva salvati, c’è da dire che la stupidità di tutti i sinistri italiani è ottimamente evidenziata dai loro stessi scritti e comportamenti, tanto più se più o meno segreti, come evidenziato nello scritto che segue.

Ad esempio, a sinistra pochi ricordano la figura di Bombacci, benché fu uno dei fondatori del PCI… Questi, dopo avere vissuto un periodo in URSS, a differenza dei criminali come Togliatti, tornò in Italia e si mise a disposizione del Duce per raccontare la verità su quello che i rossi descrivevano come il Paradiso dei lavoratori.

Ma persino chi criminale ed assassino restò durante e dopo il Fascismo, riusciva ad ammettere quello che i coglioni drogati della sinistra odierna trovano oltraggioso, ovvero il fatto che il Fascismo fece “anche” cose buone.

Guardate l’articolo riportato del bandito partigiano e criminale Sandro Pertini; persino lui, nel 1984, riuscì ad ammettere la grandezza dell’opera di bonifica delle paludi pontine; e di criminale in criminale, leggetevi un po’ cosa diceva l’uomo di Stalin, Palmiro Togliatti:

Cattura

TOGLIATTI: ‘MUSSOLINI? HA FATTO DEL BENE PER I LAVORATORI’

RITROVATI A MOSCA 25 DISCORSI INEDITI DEL LEADER DEL PCI

Roma, 28 set. – (Adnkronos) – Gli elementi di forza del fascismo? ”Non stanno solo nella violenza e nell’apparato. Questa dittatura ha fatto qualcosa – non solo tramite la violenza, ma anche a favore di determinati strati della popolazione”, come ad esempio gli operai e le giovani generazioni. Questa sorprendente quanto clamorosa affermazione e’ di Palmiro Togliatti, all’epoca nemico numero uno di Benito Mussolini, pronunciata a Mosca nella seduta del 7 marzo 1941 del Segretariato del Comintern. L’intervento fa parte di uno dei 25 documenti inediti provenienti dagli ex archivi sovietici di Mosca scoperti dal professor Aldo Agosti, docente di storia contemporanea all’Università di Torino, e da lui raccolti nel volume ”Togliatti negli anni del Comintern (1926-1943)”, pubblicato dalla casa editrice Carocci nella collana degli Annali della Fondazione Gramsci.

Gli inediti non offrono rivelazioni di particolare interesse sull’atteggiamento di Togliatti negli anni del ”terrore sovietico”, cioè durante le purghe staliniane. Il leader del partito comunista italiano in tutti i suoi interventi finora sconosciuti al Comintern, di cui era uno dei massimi dirigenti, si allineò alle direttive, denunciando come particolarmente pericolosa l’influenza del trotzkismo, combattendo le idee socialdemocratiche e richiamando tutti alla piu’ severa intransigenza.

La vera novità è considerato tuttavia l’intervento di Togliatti su Mussolini, quando ormai l’Italia era già in guerra da quasi un anno. La dittatura fascista, riconosceva il compagno Ercoli, ”ha fatto anche qualcosa per i lavoratori e per i giovani. Non possiamo negare il dato di fatto dell’introduzione della assicurazione sociale”. ”E’ vero che i salari della maggior parte dei lavoratori sono un po’ piu’ bassi rispetto a quanto non fossero prima della dittatura fascista. Ma c’e’ una differenza. I salari dei lavoratori qualificati non sono poi cosi’ male. Prima della dittatura fascista non esisteva nessuna legislazione sociale fuorché l’assicu-razione per la disoccupa-zione”. (segue)

(Pam/Idb/Adnkronos)

http://www1.adnkronos.com/Archivio/AdnAgenzia/2000/09/28/Cultura/TOGLIATTI-MUSSOLINI-HA-FATTO-DEL-BENE-PER-I-LAVORATORI_161200.php

Capito quanto sono coglioni i drogatelli della sinistra nostrana? Arrivano a negare quello che ammettevano persino i loro degni padri spirituali e politici!

E quindi, una volta tanto, trasformiamo l’indignazione e lo schifo per queste persone, in un qualcosa di divertente ed ironico, come volli fare nel pezzo che vi ripropongo a seguire, giusto per farsi quattro risate (benché amare), sul livello mentale e culturale dei tanti compagnucci che ancora oggi infestano la nostra Patria.

La loro ignoranza è solo pari alla loro vigliaccheria ed al loro odio per tutto quanto è italiano!

Carlo Gariglio

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Caro Compagno,

Io non ho vissuto l’epoca della guerra, mi sono formato le mie opinioni politiche sui libri, come molti di quelli che mi leggeranno, e sulla dura realtà vissuta tutti i giorni sulla mia pelle. Ma a differenza di tanti di Voi, cari compagni, non mi sono fermato al primo libro letto, né mi sono lasciato convincere dalle lusinghe di qualche anziano apparentemente ben informato ed interessato a formare la mia opinione.

Ho sempre rifiutato il ruolo di “carne da cannone” che molti mascalzoni della sinistra (ma anche a destra non mancano analoghi esempi) riservano ai giovani, cercando di capire da solo se quanto mi raccontavano era la verità, oppure era un modo per “caricarmi” ed utilizzarmi per i loro scopi. Tu, invece, caro compagno, che cosa hai fatto in tutti questi anni? Quante baggianate hai bevuto, quante persone hai discriminato o addirittura aggredito perché ti avevano insegnato che “uccidere un Fascista non era reato”? Ti hanno sempre detto che i Fascisti hanno preso il potere con la violenza, uccidendo centinaia di pacifici uomini del popolo, ma non ti hanno mai parlato del “biennio rosso”, vero? Non ti hanno detto che subito dopo la rivoluzione leninista del 1917 in Italia scoppiarono tafferugli e scontri, voluti proprio dai “rossi” che aspiravano a fare diventare la nostra amata Patria un Soviet sul modello dell’URSS, con le tragiche conseguenze sotto gli occhi di tutti… E non ti hanno detto che in questo periodo, dal 1919 al 1922, i rossi trucidarono più di 850 persone in nome della loro tentata rivoluzione, la maggior parte delle quali simpatizzanti per il neonato Fascismo! Così come non ti hanno detto che il numero dei caduti per mano dei rossi superò i duemila, se si considera anche l’anno 1918, ovvero quando il Fascismo non era ancora nato.

Così come ti hanno raccontato che le squadre Fasciste furono il braccio armato della borghesia e del padronato, senza però mai spiegarti come mai il Fascismo, nei suoi primi anni di Governo, legiferò soltanto a favore della classe lavoratrice e dei meno abbienti in genere, dando al popolo italiano pensioni, cassa integrazione, assistenza agli invalidi, sanità e scuole gratuite, colonie estive per i figli dei meno abbienti… Lo sai, caro compagno, che il lavoratore Fascista fu il primo al mondo a beneficiare della riduzione della settimana lavorativa a 40 ore, mentre in tutti gli altri Paesi, soprattutto nelle cosiddette “democrazie”, i lavoratori avevano un orario di 48 ore settimanali?

Già… Però mancava la libertà! Almeno così ti hanno insegnato… C’erano i Tribunali Speciali, le condanne a morte, mancava la libertà di pensiero… Però nessuno ti ha mai fatto vedere le nude cifre: venti anni di “dittatura” portarono a “ben” 42 condanne a morte, di cui solo 31 eseguite… E per reati di terrorismo e di sangue compiuti da individui di etnia slava, che comportarono morti e feriti fra la popolazione! Quei “cari” compagni che ti hanno istruito, ti hanno mai detto quante condanne a morte ci furono in 20 anni nell’URSS di Lenin e poi di Stalin? Eppure da Stalin prendevano ordini, e si batterono per fare entrare l’Italia nell’orbita dell’ex URSS… Vuoi un solo dato, tanto per fare un raffronto? Nei dieci giorni che seguirono il 25 aprile 1945, nella sola zona di Torino, corsero alcune voci che quantificavano in 8000 (ottomila) i “fascisti e presunti tali” trucidati dalle orde partigiane…

La Prefettura di Torino (Prefettura in mano ai partigiani, naturalmente) emise un comunicato ufficiale per smentire e sminuire queste cifre: i trucidati non erano 8000 ma “soltanto” duemila! In dieci giorni… E nella sola zona di Torino! Anche a volere credere alle cifre “partigiane”, fanno pur sempre 200 uccisioni al giorno, vero compagno? Per non parlare delle altre zone ancora più cruente, con il famigerato “triangolo rosso” dell’Emilia Romagna… Come dici compagno? Stai obiettando che i dissidenti venivano condannati al confino? Sì, certo, nessuno lo ha mai negato… Chi tramava contro il Fascismo veniva spesso condannato al confino, in località tipo Ponza, Ventotene, Ustica, Ventimiglia… Tutte località ancora oggi note per il loro clima mite e per le bellezze naturali… Non come la Siberia o i Gulag di “papà” Stalin, o le foibe dell’altro vostro illustre alleato, il Maresciallo Tito…!

Non per altro, quando i tuoi compagni riesumano la fola della violenza Fascista e delle uccisioni, si devono ridurre a citare il caso Matteotti… Ma anche qui, come sempre, non te la raccontano giusta, caro compagno. Ormai chiunque si sia preso la briga di leggere qualche libro sa che Giacomo Matteotti fu rapito ed ucciso perché aveva scoperto una rete affaristica sulla gestione del petrolio e dell’apertura di case da gioco, rete che pareva toccare addirittura la Casa Savoia… Altro che violenza Fascista! Il cadavere di Matteotti venne poi gettato fra i piedi di Mussolini nel vano tentativo di fare cadere il suo Governo, e di questo si convinse persino il suo più feroce accusatore ai tempi del processo, il socialista Carlo Silvestri, il quale aderì alla RSI dopo avere visionato i documenti riguardanti i veri mandanti dell’omicidio…

Documenti che, guarda caso caro compagno, scomparvero dopo il fermo di Mussolini da parte dei tuoi compagni partigiani, nell’aprile del 1945. Non credi alle parole di un Fascista, compagno? Allora leggiti il libro scritto dal compagno giornalista de “L’Avanti” Franco Scalzo: “Il caso Matteotti – Radiografia di un falso storico” – Edizioni Settimo Sigillo, Roma 1996.

Anche all’epoca, caro compagno, ci furono dei trinariciuti pronti a non credere ai Fascisti… Ed infatti, il 12 settembre 1924, per “vendicare” Matteotti, i comunisti uccisero il sindacalista e deputato Fascista Armando Casalini, che spirò fra le braccia della sua bambina…

Guareschi

Ma immagino la tua risposta, compagno, a proposito di questo episodio: “Mai sentito nominare”.

Come dici compagno? Oltre a Matteotti ti hanno parlato dei fratelli Rosselli e di Gramsci, che sarebbe morto in carcere nel 1938 grazie ai Fascisti?

Bè, se posso darti un consiglio da “Camerata” a compagno, studiati bene quali furono le attività dei fratelli Rosselli ed il loro ruolo negli attentati terroristici anarcoidi degli anni che vanno fra il 1919 ed il 1937… E leggiti meglio la storia di Gramsci, il quale venne sì arrestato, ma venne anche liberato nel 1934 e graziato nel 1937… Tornò libero e morì in una clinica privata di Roma, ma non certo a causa della “violenza Fascista”! Ma se su tutte le cose sopra descritte sei stato male informato, caro compagno, di quanto sto per dirti non ne avrai mai e poi mai sentito parlare… E’ troppo imbarazzante per i tuoi compagni affrontare questo discorso, benché sia tutto abbondantemente conosciuto e documentato dai tuoi “capi”… Il Fascismo fu solo violenza, olio di ricino, privazione delle libertà individuali? Ed allora come mai i tuoi più illustri compagni nel 1936 lanciarono il famoso “Appello ai fratelli in Camicia Nera”? La decisione di pubblicare il famoso appello nacque nel clima di sfiducia che pervadeva la dirigenza comunista in esilio alla metà degli anni 30. Essa si rendeva ormai conto che il consenso del popolo italiano nei confronti del fascismo era pressoché totale, anche se oggi te la raccontano molto diversamente, e che persino le masse operaie ormai appoggiavano il fascismo in blocco. I comunisti di allora, che conoscevano perfettamente la situazione italiana, riconobbero ciò che gli ignoranti di oggi si rifiutano di ammettere…

Nel giugno del 1936, sulla rivista “Stato operaio”, la rivista teorica del PCI, i dirigenti comunisti tentano un primo approccio: “Noi tendiamo la mano ai fascisti nostri fratelli di lavoro e di sofferenze perché vogliamo combattere insieme a essi la buona e santa battaglia del pane, del lavoro e della pace. Tutto quanto noi vogliamo, fascisti e non fascisti, possiamo ottenerlo unendoci e levando la nostra voce, che è la voce del popolo”.

Nell’agosto si arriva a un documento solenne, rivolto ai “fratelli in camicia nera”, che ha come base la riconciliazione tra fascisti e non fascisti: “Noi proclamiamo che siamo disposti a combattere insieme a voi e a tutto il popolo italiano per la realizzazione del programma fascista del 1919 e per ogni rivendica-zione che esprima un interesse immediato, particolare o generale, dei lavoratori e del popolo italiano”.

Tra i firmatari dell’appello figurano: Togliatti, Grieco, Gennari, Di Vittorio, Marabini, Montagnana, Longo, Ciufoli, Lampredi, Valiani e moltissimi altri.

I comunisti sono costretti a riconoscere i risultati conseguiti dal fasci-smo. Greco afferma che “Dobbiamo specificare che lotteremo per una democrazia nuova che tenga conto dell’esperienza fascista.”; Montagnana che “L’attività degli antifascisti, degli stessi comunisti, è pressoché nulla. Gli elementi attivi sono fascisti” e che “Noi dobbiamo avere il coraggio di dire che non ci proponiamo di abbattere il fascismo”; Longo che “Noi siamo dei pigmei e nulla possiamo ancora contro le organizzazioni avver-sarie”; Ciufoli che “Il PCI, facendo suo il programma del 1919, colmerà il vuoto che esiste ancora tra noi e le masse”;Gennari che “L’attività svolta dalle masse nei sindacati fascisti e i risultati ottenuti dimostrano che già i sindacati fascisti possono essere uno strumento di lotta contro il padronato e perciò essi debbono essere considerati come i sindacati operai nella attuale situazione italiana”.

Capito compagno? Nel 1936, dopo la conquista dello Impero, non eravamo poi così male agli occhi dei tuoi dirigenti. Addirittura il programma Fascista del 1919 volevano adottare! E non si proponevano di abbattere il Fascismo, considerando addirittura i sindacati fascisti come strumenti di lotta operaia contro i padroni!

Chissà quando è che i tuoi compagni hanno scoperto che il Fascismo era solo violenza, che fu il braccio armato di borghesi e padroni, che privava il popolo della libertà… Fino al 1936 (dopo 14 anni di “dittatura Fascista”, compagno, è bene ricordarlo) parevano non pensarla così…

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Avrà influito il fatto che l’appello rimase inascoltato dai Fascisti?

Avrà influito il fatto che dopo il periodo delle vittorie cominciò quello dei sacrifici e delle sconfitte?

Tutto può essere, caro compagno… Tutto, tranne il fatto che i tuoi compagni raccontino le cose per quello che sono e che furono!

Anche nel breve periodo della RSI, mentre i Fascisti si sforzavano di favorire le classi lavoratrici, i tuoi compagni erano schierati con i “liberatori”, curiosamente alleati degli stessi “padroni” che questi compagni dicevano di combattere… Fascisti Repubblicani che creavano la cogestione e la socializzazione delle imprese, e comunisti italiani alleati delle famiglie padronali (una fra tutte: gli Agnelli), poiché entrambi sabotavano lo sforzo Fascista per favorire l’invasione della Patria da parte degli “alleati”… Credi a noi, Compagno… Ti hanno preso per il deretano per decenni, e tu li hai accontentati, aiutandoli a prendersi il potere, ad uccidere quanti, come noi, potevano sbugiardarli ed inchiodarli alle loro responsabilità.

Ti hanno fatto diventare “partigiano” per difendere i loro interessi e le loro trame con Mosca, gli USA e gli industriali italiani.

Ti hanno convinto a continuare ad uccidere anche dopo la guerra, fino agli anni 50 almeno, per paura che qualcuno potesse un giorno tornare per smascherarli e dare a loro quello che meritavano… E ti hanno educato all’odio per quelli come noi sempre per lo stesso motivo: il sacro terrore di doverla un giorno pagare.

Negli anni 70 hanno trovato una generazione facilmente malleabile, e l’hanno mandata in piazza a scannarsi con altri giovani come loro, “colpevoli” di conoscere la verità… E tu compagno hai sfondato il cranio a colpi di chiave inglese a sedicenni come Sergio Ramelli, hai bruciato vivi i fratelli Mattei nel rogo di Primavalle a Roma, perché ti avevano detto che uccidere i Fascisti (ed i loro figli, in questo caso) non era reato, hai “sprangato” e spesso ammazzato dietro loro ordine ed incitamento, mentre loro si godevano le prebende parlamentari…

LerciRossiNon è ora di aprire gli occhi, compagno? I documenti ci sono tutti, basta sapere cercare e sapere leggere… Un ultimo esempio prima di salutarti? La prossima volta che qualche vecchio assassino ti inviterà a celebrare il suo 25 aprile, o la prossima volta che qualcuno di loro ti parlerà degli “eroi” partigiani “trucidati” dai Fascisti, sbattigli sotto il grugno una copia della Sentenza del Tribunale Supremo Militare del 26 aprile 1954… In essa, senza ombra di dubbio, troverai scritto che i militari della RSI erano legittimi combattenti belligeranti a tutti gli effetti, nonché rappresentanti di uno Stato riconosciuto ed operante… E troverai scritto anche che i cosiddetti “partigiani” non avevano alcun titolo legale per essere definiti “belligeranti”… In altre parole, militari legittimi contro banditi in borghese che sparavano a tradimento. Questo è scritto in una Sentenza di un Tribunale della Repubblica Italiana, scritta ben 9 anni dopo la caduta del Fascismo (http://www.laltraverita.it/documenti/sentenza_tribunale_militare.htm).

Come dici compagno? Non ne avevi mai sentito parlare? Al partito non te lo avevano mai detto?

Lo so compagno, lo so…

Carlo Gariglio

 

A volte ritornano (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Ottobre 2015)

Una delle tante sensazioni che contribuiscono e rendermi sempre più depresso è quel senso di “deja vu” che provo quando ho a che fare con le attività quotidiane del nostro movimento; un continuo ripetersi di esperienze già vissute nel passato con altri “camerati”, che evidenziano la triste constatazione dell’inutilità dei propri sforzi e delle proprie parole.

In questa sede mi riferisco, in particolare, ad un paio di fatti recenti; in primis, il 10 ottobre scorso si è tenuto il consueto incontro a Predappio, convocato in quella data giusto per essere sicuri di non incontrare la pletora di pagliacci che si fingono Fascisti in occasione del 28 ottobre, salvo poi tornare per il resto dell’anno ad essere dei vigliacchi missini, forzanovisti e destrorsi vari… E ancora una volta abbiamo dovuto assistere alla triste litania dei fanfaroni che prima si riempiono la bocca via mail, anticipando “urbi et orbi” la loro immancabile presenza, ma che poi brillano per la loro assenza e per la sana cafonaggine che impedisce persino di avvisare il sottoscritto, inventandosi almeno la solita miserabile scusa; del resto, nel corso degli anni, ne ho sentite così tante (dal matrimonio della cugina al nonno ammalato, passando per gli inderogabili impegni di lavoro), da non potermi più stupire di nulla.

Per non parlare dei soliti noti, i quali, pur risultando sulla carta dirigenti locali del movimento, non si degnano di dire alcunché circa la loro presenza, e si limitano ad ignorare la cosa ed il sottoscritto. Tutto questo nonostante abbia la cortesia di comunicare la data della riunione con almeno un mese di anticipo.

Unica consolazione (si fa per dire), è stata la scoperta di un nuovo ed assurdo comportamento da parte di un Camerata… Senza fare nomi,per carità, c’è stato un nuovo iscritto e dirigente che vedevamo per la prima volta, il quale era così felice di conoscere i suoi nuovi Camerati e di porre le basi del suo attivismo, da essere scomparso nel nulla dopo una mezz’ora di riunione! Contattatolo al telefono per sapere che fine aveva fatto, mi sono sentito rispondere: “Sono andato a mangiare con degli amici a Rocca delle Caminate”!

Immagino che gli amici fossero troppo “fascisti” per aggregarsi al gruppo del MFL-PSN, e magari cogliere l’occasione di tesserarsi e dimostrare finalmente di essere dei veri attivisti Fascisti, e non i soliti poveracci di destra che usano la scusa della visita a Predappio per riempirsi di Sangiovese e tagliatelle.

Se non altro, come già detto, questo Camerata ha avuto il potere di stupirmi, dato che una cosa simile non mi era mai capitata in circa 25 anni di attività politica.

E per finire questa galleria degli orrori, poteva mancare il ripresentarsi dello spettro del fascista all’amatriciana?

Eh già, perché successivamente alla riunione, è accaduto che qualcuno mi riferisse certi dubbi di un altro nuovo Camerata (anche qua niente nomi, anche perché pare che il Camerata sia rinsavito a posteriori!), il quale, utilizzando i classici stereotipi dei malati di mente antifascisti, non tollerava l’accostamento del nostro movimento al Nazionalsocialismo ed alla figura di Hitler in particolare.

Come vedete, anni di articoli, di dichiarazioni, di espulsioni per indegnità e di lezioni di Storia e politica, non sono serviti a nulla, se non a tornare al punto di partenza!

Persino il decalogo ben evidenziato sul sito, prima del modulo di tesseramento, al fine di evitare di incappare in qualche fascista alla amatriciana, si rivela totalmente inutile…

Stupitevi, poi, se sono depresso e sfiduciato!

Ora, tanto per dare ampia dimostrazione di quanto siano antichi questi problemi e di quante volte il sottoscritto abbia tentato (invano) di spiegare alcune basilari nozioni di Storia, incollo a seguire parte di un mio articolo risalente addirittura all’anno 2008, scritto dopo una riunione a Predappio, durante la quale un gruppetto di sottoculturati con tessera MFL si indignarono perché avevo deciso di fare aderire il movimento al WUNS (World Union of National Socialists).

Buona lettura e speriamo che qualcuno impari qualcosa!

Carlo Gariglio

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(…) Ma a conclusione di questo resoconto, mi permetto una riflessione storica e politica; non credo ci voglia una particolare intelligenza per leggere gli avvenimenti, seppur complessi, che vanno dal 1919 al 1945… Da quanto ho studiato e capito, nel 1919 nacque, grazie al genio di Benito Mussolini, una grande intuizione politico – sociale che venne chiamata “Fascismo”. Essa si sintetizzava in una nuova specie di socialismo che, abbandonando le illusioni internazionaliste marxiste, si preoccupava di realizzare la rivoluzione socialista nella propria Patria, pur non disdegnando di dare esempio alle altre Nazioni. E proprio grazie a questo esempio, nacquero in molti altri Stati dei movimenti fascisti, o simil-fascisti, o nazionalsocialisti, che dalla creatura di Benito Mussolini presero ispirazione e dottrina di base, aggiungendo, come è ovvio che sia, ciascuno qualcosa di tipico della propria Patria. Qualcuno si limitò a copiare dottrina, nomi e divise, come le camicie nere britanniche di Sir Oswald Mosley… Altri, come il Rexismo belga o la Legione dell’Arcangelo Michele in Romania, incentrarono la loro lotta politica sulla religione cristiana; altri ancora, come il Falangismo spagnolo ed il nazionalsocialismo in Germania, inserirono nella piattaforma politica dei problemi (come l’influenza ebraica) che in Italia non erano presenti… Ma quello che resta e che i tanti fascisti all’Amatriciana non vogliono capire è che quello fu il mondo dei nostri alleati, mentre i nemici che ci avversarono fin dagli inizi erano ben chiari e visibili: il comunismo, il liberalcapitalismo e le lobbies giudaico – massoniche che da sempre governano il mondo.
Discutere circa le differenze fra i vari movimenti nazionalsocialisti europei e dimenticarsi di quali sono gli eterni nemici è una cosa oltraggiosa per l’intelligenza di chiunque. Oggi molti fascisti alla amatriciana fanno proprio questo: pontificano sulle differenze che ci furono fra Fascismo e nazionalsocialismo, andando a cercare benemerenze e possibili alleanze con quanti, ora come allora, ci odiano e ci identificano come il nemico assoluto, in quanto il Fascismo ha in sé il potenziale per sconfiggere sia il comunismo, cui contrappone una collaborazione fra le classi alla sua tipica proposta di lotta di classe, sia quel mondo liberalcapitalista che fa dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo il suo caposaldo. Purtroppo, mezzo secolo di MSI e 62 anni di menzogna storiche hanno prodotto confusione anche nelle teste di quanti dovrebbero lavorare a nostro fianco per la rinascita del Fascismo e del nazionalsocialismo; sempre più spesso si leggono dotti imbecilli sostenere che Mussolini avesse in cuor suo un’alleanza con Churchill (e quindi, per estensione, con Stalin!), che nei suoi discorsi gridava contro il mondo ebraico, salvo poi nascondere ebrei dappertutto per impedire al “folle” alleato di abusarne… Per non parlare delle litanie varie sul Duce pavido e tremebondo che si faceva imporre dal dittatore germanico le leggi razziali e la politica da seguire… Personalmente, se scoprissi che il Duce era veramente un vigliacco privo di personalità terrorizzato da Hitler, se scoprissi che era veramente un traditore doppiogiochista che fingeva di stare con la Germania ma intratteneva rapporti segreti con Churchill e nascondeva i nemici dell’Asse ai suoi alleati, cesserei immediatamente di essere Fascista. Io mi sento fiero di essere Fascista in quanto so che il Fascismo fu il faro da cui nacquero tutti i movimenti nazionalsocialisti europei e mondiali; sono fiero di essere Fascista in quanto il Fascismo si accorse per tempo (anche se non immediatamente) del ruolo di mortale nemico esercitato dalla lobby giudaico – massonica e dagli Stati che da questa lobby erano governati, USA e G. Bretagna in primis; sono fiero di essere Fascista in quanto il Fascismo seppe scegliersi come alleato il mondo islamico, in chiave antimperialista ed anticoloniale.

Se qualche fascista alla amatriciana si ritiene fiero di mendicare alleanze con il mondo giudaico, magari sostenendo i crimini di Israele, se si ritiene fiero di scodinzolare intorno alle gambe di coloro i quali rasero al suolo la nostra Patria lasciandoci in eredità 113 basi di occupazione, se si ritiene fiero di “festeggiare” il 25 aprile insieme ai macellai che trucidarono decine di migliaia di Fascisti (e presunti tali…) a guerra finita, se si ritiene fiero di considerare l’Islam un nemico, magari per prostrarsi a quel cattolicesimo che per primo sfruttò il Fascismo ed il nazionalsocialismo, relegandoli poi al ruolo di “male assoluto” quando non avevano più nulla da donare alla Chiesa, ebbene, si accomodi pure in AG, AN, FSN, FT (il cui ”leader” Romagnoli ha di recente dichiarato di essere lieto che la II Guerra Mondiale l’abbiano vinta gli alleati ed ha definito i revisionisti “patetici”), AS (capitanata dall’ex attricetta porno da sempre apertamente solidale con USA ed Israele), Nuovo MSIDN (che ha come leader un massone dichiarato, amico e collaboratore di USA ed Israele, nonché nemico di fascisti e nazionalsocialisti), FN (il cui leader, dal brillante passato di “galantuomo”, si dice integralista cattolico, avversa l’Islam e definisce i nazionalsocialisti come una setta di pagani)…
Ed ovunque sarà accasato, si dimentichi per sempre del MFL, del suo sforzo e del vero Fascismo storico, che non è di destra, non avversa l’Islam, non ha timore di allearsi con i Camerati di altri Paesi, e che soprattutto ha abbastanza dignità per non prostrarsi di fronte a quelli che lo considerano da sempre il “male assoluto”.

Carlo Gariglio