MARCIARE… O MARCIRE? (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Ottobre 2017)

Dispiace dovere sempre parlare degli stessi argomenti, a scapito oltre tutto di temi che potrebbero essere molto più interessanti, ma evidentemente in questa accozzaglia indegna di personaggi in cerca d’autore che qualcuno definisce pomposamente “area”, non si può fare altrimenti

Abbiamo già parlato lo scorso mese del triste spettacolo dei tanti sedicenti Fascisti e delle loro bizzarre collocazioni politiche, ma in questo mese di ottobre, come accade ogni anno, mi tocca ritornare sull’argomento, dopo avere visto l’ennesima inutile e ridicola “marcia” su Predappio.

Ebbene sì, come ogni anno, all’approssimarsi del 28 ottobre, convergono su Predappio migliaia di sedicenti Fascisti, pronti a celebrare con la solita marcetta l’anniversario della Marcia su Roma; quest’anno, addirittura, si è parlato di 3 mila “fascisti”, lievitati poi, a seconda della fonte, fino a 15 mila… Evidentemente non sono solo i nipotini di Stalin del PD a giocare con le cifre dei presenti alle loro deprimenti manifestazioni antifasciste!

Ora, al di là dell’esatta cifra, giova ricordare come i nostri “camerati” assomiglino sempre di più a quei giocattoli della nostra infanzia, che si caricavano tramite una molletta sulla schiena, e subito dopo cominciavano a marciare fino alla fine della carica… Poi il procedimento si ripeteva all’infinito, ovvero fino a quando il robottino non si rompeva!

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Dico la verità, mi fanno quasi pensa… Una marcia per ricordare il 28 ottobre, una per ricordare il compleanno del Duce, una per l’eccidio ed il carnaio di Piazzale Loreto… Per non parlare delle innumerevoli marcette organizzate per ricordare i tanti ragazzi trucidati negli anni 70 dall’odio comunista, o da quello di qualche sbirro di regime.

E qui mi fermo, per una doverosa precisazione: lo scopo del mio scritto non è quello di mancare di rispetto ai Camerati caduti di tutte le epoche, ma se mai di mancare di rispetto a chi, fingendo di commemorarli e rispettarli, in realtà li ridicolizza con comportamenti (parlo di quelli oltre alle marce) vergognosi e degni di un antifascista.

Già, perché in realtà per ricordare qualcuno come si deve, si dovrebbe rendergli onore tutti i giorni con un comportamento adeguato, non soltanto per uno o due giorni l’anno… I Fascisti che hanno combattuto fino all’ultimo giorno a fianco dell’alleato germanico, ad esempio, andrebbero commemorati non certo dai rinnegati che straparlano di barbarie nazista e di alleanza sbagliata, né tanto meno dai cialtroni d’area che invece di impegnarsi per una rinascita seria del nostro ideale, si sono ridotti a militare in partiti e partitini che hanno più volte rinnegato sia il Fascismo, sia il Nazionalsocalismo.

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I nostri robottini sono praticamente tutti uguali: una bella marcia, poi un pranzo al ristorante, magari una Messa ed infine la birreria serale… Poi, al termine, ognuno torna alla sua triste vita, chi militando nella Lega Nord dell’ex leader dei comunisti padani, tale Salvini, chi nei Fratelli d’Italia della Meloni, nota sostenitrice delle farneticazioni dell’ebrea Oriana Fallaci, che ha di recente smentito qualunque sua vicinanza al Fascismo (e chi mai ne poteva dubitare?), chi continuando ad andare dietro ai vari badogliani del passato, cioè gli ex delfini di Fini, che si affrettarono a passare dal “Fascismo del duemila”, alla svolta di Fiuggi, ove il Fascismo divenne “male assoluto” e si riconobbero persino i valori (??) della resistenza!

Tanto per farci 4 risate, li possiamo anche vedere litigare sul Fascismo e sui loro “valori” del passato; avete presente un tizio chiamato Storace? Sì, quello che non ha mai lavorato un giorno della sua vita grazie al “Fascismo” millantato dal fu MSIDN, che abbandonò di corsa a Fiuggi, e che ebbe l’ardire, dopo avere fondato “La Destra”, di vantarsi in TV di essere stato lui il primo a recarsi in Israele con il cappello in mano e lo zuccotto in testa per rendere omaggio al popolo eletto… Lui, non Fini!

Ecco le sue parole del marzo 2016, reperibili a questo indirizzo:

http://www.secoloditalia.it/2016/03/la-meloni-e-il-fascismo-storace-giorgia-rispetto-per-la-storia/

“Nessuno chiede a Meloni di mettere oggi la camicia nera perché non avrebbe senso, ma un po’ di rispetto per una storia che si è vissuta, che si è tramandata di padre in figlio credo che sia una cosa che nessuno deve negare (…) Occorre spiegare agli altri perché siamo migliori di chi ha tradito le proprie idee”.

Capito da che pulpiti parlano i leader amati nella cosiddetta “area”? Loro sono migliori di chi ha tradito le nostre idee! Evidentemente starà parlando della fedeltà al giudaismo, che ha caratterizzato quasi tutti i movimenti politici che hanno finto di rifarsi al Fascismo, dal MSI all’ultima arrivata denominata Casa Pound.

Ma cosa scrivo a fare, mi verrebbe da dire, dato che tutta questa spazzatura sommerge il poco Fascismo rimasto fin dalla nostra nascita? Mi limito ad un misero dato: considerando la stima più bassa e realistica, se i 3 mila robottini di Predappio si fossero tesserati nel MFL-PSN, avremmo visto arrivare in cassa 150 mila €… Cifra ridicola se paragonata agli introiti dei partiti che vanno per la maggiore (comprese certe formazioni d’area finanziate con soldi dei servizi ed altri oscuri poteri), ma che ci avrebbe consentito di affrontare una volta per tutte, l’annosa questione della legalità del nostro simbolo, che continua ad essere boicottato da Prefetti mafiosi e schifezze varie.

Già, perché ricorrere alla Cassazione costa, e anche andare contro il Ministero dell’Interno… E non poterlo fare ci lascia in un limbo che favorisce più che altro una certa area… Pensateci!

Carlo Gariglio