Caro Renzi, sono una bestia. E ne sono fiero (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Settembre 2015)

Uno dei tormentoni di questo mese di settembre è stato la fotografia del bambino immigrato morto sulla spiaggia; la sinistra italiana, disgustosa e doppio pesista come di consueto, si è liberamente esibita in tutte le sue litanie antirazziste, antifasciste e chissà cos’altro, sfruttando biecamente l’immagine di quel povero corpicino per i suoi scopi propagandistici ed elettorali.

Sappiamo bene che per i nipotini di Stalin i morti contano solo quando portano fieno in cascina alla sinistra, mentre nulla importa loro di quei morti che potrebbero mettere in ombra le azioni criminali della loro parte politica.

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Storicamente li abbiamo sempre sentiti piagnucolare per ogni loro singolo morto (o per ogni morto del quale riescono ad appropriarsi), salvo poi fare spallucce (o parlare di “danni collaterali”) di fronte ai bambini morti della scuola elementare di Gorla, per non parlare di quelli di Dresda, Hiroshima, Nagasaki e, più di recente, di Baghdad, Belgrado, Kabul, Tripoli, Damasco, Gaza… Ma si sa, i morti hanno un diverso peso specifico e soprattutto se arabi, extracomunitari in genere o negri, diventano importanti solo quando servono a criminalizzare una certa parte politica.

In apertura di uno dei troppi TG italiani, mi sono addirittura dovuto sorbire il pistolotto della solita baldracca chiamata a dirigerlo, la quale lanciava un ardito paragone fra il povero bambino morto sulla spiaggia ed il bambino ebreo protagonista di uno dei tanti polpettoni olocaustici tipo Schindler’s listi, ovvero un paragone fra un vero bambino morto ed un’invenzione cinematografica che nulla ha a che vedere con la Storia!

Ma per fare piangere il tipico coglione benpensante, la ricetta è estremamente semplice: mettiamoci un bambino morto, ricordiamo la favola dell’olocausto, agitiamo lo spauracchio di Hitler e dei razzisti, aggiungiamo un tono greve e lo sguardo severo… Ed il piatto è servito!

Ma se tutta la sinistra e tutti i coglioni benpensanti sono disgustosi ed ipocriti, il peggiore di tutti è stato il novello Togliatti, cioè il cialtrone che oggi dirige il cadavere di quello che fu il PCI, e che governa il Paese senza mai avere vinto un’elezione e senza mai avere avuto un mandato degli italiani per farlo… Un mentecatto che vanta il solo merito di essere più giovane dei relitti a cui ha fatto le scarpe, e che pretende di riscrivere la Costituzione senza avere neppure il sostengo di tutto il suo partito… Bei tempi quando (s)governava Berlusconi; lui, almeno, pur con tutti i suoi limiti ed i suoi difetti, ha sempre governato in virtù dei milioni di voti ricevuti dagli italiani… Ed a volte non ha potuto farlo solo grazie agli immancabili brogli elettorali dei quali la sinistra è maestra.

A questo infame cialtrone, dedico i giudizi raccolti qua e là in rete da diverse parti politiche… Giornalisti, leghisti, grillini: tutti concordi nel definire costui uno sciacallo ed un pagliaccio. Ci voleva Renzi per mettere d’accordo tutti!

Carlo Gariglio