UN SONORO E MERITATO CEFFONE (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Dicembre 2016)

Esatto, mi riferivo nel titolo proprio a Matteo Renzi ed alla sua corte dei miracoli, usciti non solo sconfitti, ma demoliti dal recente risultato del referendum sulle cosiddette “riforme”.

Certo, come già ampiamente scritto sul numero scorso, in questa Italia di merda noi non possiamo vincere, e dobbiamo accontentarci di ridere davanti alle facce di quelli che perdono, dato che i pochi veri Fascisti e Nazionalsocialisti non hanno posto in questa Nazione (ma neppure in questa Europa)… Ovviamente, sottolineando la parola “veri” intendiamo evidenziare la differenza fra noi e certi scarafaggi della cosiddetta area, sempre pronti nell’esibirsi in ridicoli saluti romani davanti allo specchio di casa propria, ma altrettanto pronti nel prostituirsi davanti ad un centrodestra orgogliosamente antifascista e filo-giudaico, nella speranza di ottenere qualche sgabello (poltrona sarebbe eccessivo) su cui poggiare il deretano, illudendosi così di fare parte così della cerchia degli uomini politici che hanno il  “potere”.

Ma ancora più ovviamente, intendiamo differenziarci da certi finti Fascisti, dei quali abbiamo già parlato sempre sullo scorso numero del mensile, che per mostrarsi duri e feroci nei confronti del centrodestra, si sono ridotti a leccare le scarpe di Matteo Renzi e, indirettamente, di tutto il patetico teatrino che fa capo a questo ridicolo personaggio, il quale, sulla breccia da anni, non ha mai saputo comunicare agli italiani un qualsiasi suo pregio, al di fuori dell’avere circa 40 anni… E va bene il voler svecchiare la politica e rottamare molti vecchi personaggi, ma per farlo ci vorrebbero anche altre qualità oltre all’età!

Tornando al ceffone subito, il buon Renzi forse ha imparato che non si può sempre cambiare le regole del gioco a piacere, come amano fare i sinistri di tutto il mondo, bloccando le riforme con toni apocalittici quando le proposero gli altri (che pur avevano vinto le elezioni con largo margine), ma pretendendo di portarle a termine loro, con un Capo del Governo mai eletto da nessuno, ed una maggioranza parlamentare tanto traballante da essere sorretta dai transfughi del Nuovo Centro Destra di Alfano.

Ma forse ancora più soddisfacente della faccia di Renzi dopo l’esito del voto referendario, sono state le altre due facce che tanto si sono spese per convincere il popolo a votare SI… Facce che hanno  brillato per la loro arroganza e per la mancanza di rispetto nei confronti di chi annunciava di volere votare NO; e tanto per volere fare nomi, non possiamo non citare per prima la “ministra” Maria Elena Boschi, altrimenti detta “Miss conflitto d’interessi”. Di lei, oltre al look da passeggiatrice esibito molto spesso, ricordiamo le centinaia di apparizioni in TV, nelle quali esibiva un’aria saccente da maestrina che credeva di dare lezioni a bambini un po’ deficienti, lanciando frasi oltraggiose del tipo: “Chi vota NO vota come quelli di Casa Pound”.

Ora, cara maestrina scosciata e con tacchi a spillo, per quanto il sottoscritto disprezzi quelli di Casa Pound, ancora di più disprezza i sinistri del PD di tutte le correnti, ed in special modo quelli che usano le amicizie di chi governa per salvare la banca di famiglia ed il padre dalle decine di inchieste che hanno travolto quella stessa banca… Quindi, invece di offendere una larga parte del popolo italiano con certe battute da Bar, dovrebbe pensare ai risparmiatori truffati da paparino e famiglia!

Non vi annoierò riparlando di Banca Etruria e del ruolo della famiglia Boschi, ma vorrei comunque dare un mio contributo di ricerca al fine di fare meglio comprendere da dove nasce questa “onesta ed integerrima” famiglia della “nobile sinistra” italiana.

Boschi

Il nonno della Boschi, Licio Gelli, la Banca Etruria e la P2.

Recentemente, mi è capitato per caso di rimettere mani negli atti della Commissione Parlamentare di inchiesta sulla P2 e, mentre cercavo altro, mi è capitato di leggere (Doc. XXIII n 2-ter/13  Vol XIII pp. 234 e segg) il verbale stenografico della seduta del 22 novembre 1983 dedicata all’audizione del generale Siro Rossetti del SID e membro della Loggia P2 (in questo verbale indicato sempre come Rosseti, ma in altre parti della documentazione come Rossetti che ci sembra la versione più corretta).

Ad un certo punto della seduta si sviluppa un contraddittorio fra il Presidente, che, contesta a Rossetti una data di affiliazione risalente al giugno 1970 e lo stesso generale che, in un memoriale, sosteneva di aver conosciuto Gelli solo nel 1971 (la questione dei pochi mesi di distanza ha senso ove si tenga presente che il golpe Borghese avvenne nel dicembre 1970).

Il Presidente, Tina Anselmi, dice:

<<PRESIDENTE. Nello stesso memoriale, lei riferisce che conobbe Gelli agli inizi del 1971, presentatole da Francesco Boschi; da dati in possesso di questa Commissione, risulta che Gelli era certamente già attivo nella P2 alla data del 28 novembre 1966 e che lei vi era entrato alla data dell’8 giugno 1970>>.

ROSSETTI. << Adesso, se 1970 o 1971, mi può sfuggire; certo, io ho conosciuto Gelli soltanto quando sono entrato nella P2, dopo questo contatto, su invito di Salvini, al quale ere stato presentato da Francesco Boschi. Può darsi che sia stato nel 1970.>>

Dunque, Francesco Boschi che, salvo un improbabile omonimia, dovrebbe essere il nonno dell’attuale ministro, era persona molto introdotta ai massimi vertici della massoneria, al punto di frequentarne i due massimi esponenti: il Gran Maestro di Palazzo Giustiniani ed il Maestro Venerabile della più importante loggia. Questo ovviamente non è in sé un reato, ma la circostanza diventa curiosa dove si consideri che, nel suo discorso autodifensivo davanti alla Camera, il ministro Maria Elena Boschi ha sostenuto di appartenere ad una famiglia di origini contadine di cui Ella sarebbe la prima ad aver conseguito una laurea.

Laurea a parte, incuriosisce questa insolita frequentazione, dato che non si sa di contadini introdotti in ambienti massonici così altolocati, ma forse il ministro intendeva parlare di possidenti terrieri, che, però, sono altra cosa. Il contatto peraltro, potrebbe spiegarsi anche in altro modo, ad esempio con una amicizia occasionale o un qualche vincolo parentale, se, poco dopo, nella stessa audizione non si leggesse un altro piccolo passo.

Rossetti aveva detto di essere rimasto ben impressionato, in un primo momento, del gruppo umano della P2, perché molto coeso nella sua aspirazione a migliorare l’Italia, al di là delle personali appartenenze partitiche ed ideologiche. Richiesto dall’on Bellocchio (Pci) di fare alcuni esempi, citava Francesco Boschi e l’onorevole Luigi Mariotti.

Dunque, Boschi sarebbe stato organico alla Loggia, anche se il suo nome non risulta nel suo piè di lista. E la cosa incuriosisce ancor di più, perché, come si sa, l’elenco completo degli affiliati non è stato mai ricostruito, dunque sarebbe uno dei nomi restati coperti. Ed anche questo è fonte di interrogativi che andrebbero chiariti. Non risulta, peraltro, che il signor Francesco Boschi abbia mai smentito il generale Rossetti.

C’è poi un altro punto di contatto fra Gelli, la P2 e la famiglia Boschi: la Banca dell’Etruria. Leggendo l’elenco della P2 troviamo due membri del consiglio di amministrazione dell’Etruria (Mario Lebole e Renato Pellizzer) ed il suo direttore generale Giovanni Cresti. Una curiosità: nell’asset della Banca fa bella figura di sé anche la collezione privata (oltre 10.000 pezzi fra monete, libri antichi, mobili di pregio, tele ecc.) lasciata in donazione da un importante antiquario aretino, Ivan Bruschi, anche lui iscritto alla P2. Non solo: è proprio presso la banca Etruria che la P2 aprirà il suo conto “primavera” sul quale affluivano le quote associative, per cui occorreva essere ben sicuri che non ci fossero fughe di notizie che avrebbero svelato i nomi degli iscritti.

E proprio presso questa banca Pierluigi Boschi, padre di Elena, avrà una brillante carriera che lo porterà sino alla vicepresidenza, così come è presso questa banca che lavorerà anche Francesco, suo figlio e fratello del ministro.

Certo, Arezzo è una città piccola dove tutti si conoscono, così come (eventuali) colpe di padri e di nonni non ricadono su figli e nipoti, però, non sarebbe il caso di capirci qualcosa di più, magari in un nuovo confronto parlamentare?

Aldo Giannuli

http://www.aldogiannuli.it/la-famiglia-boschi-e-la-p2/

Capito da quale nobile schiatta discende la nostra splendida “ministra”?

Quello che resterebbe da capire è, in primis, per quale motivo i sinistri definiscono Berlusconi “pdiuista di Arcore”, mentre glissano sulla questione P2 quando i suoi membri (palesi o occulti) sono schierati dalla loro parte, e secondariamente come mai quella stessa sinistra consideri la Legge sul conflitto di interessi questione primaria quando governa Berlusconi, mentre non ne parla mai quando è al governo e potrebbe vararla senza grossi impedimenti…

Misteri italici!

BoschierbeneMa per concludere questo mio viaggio fra i personaggi più lerci e deleteri fra i lacchè di Renzi, non poteva mancare quel pietoso caso umano di nome Emanuele Fiano, anch’egli fra i maggiori protagonisti delle scorribande televisive a sostengo delle ragioni del SI… Già l’aspetto di questo personaggio è degno dei fumetti di Topolino; avete presente quando, per rappresentare un macellaio o un salumaio, costui veniva disegnato con il corpo da essere umano e la faccia da suino? Ebbene, abbiamo descritto alla perfezione il buon Fiano!

Costui non è un essere disgustoso perché ha sostenuto a spada tratta il SI, né perché è divenuto molto presto un leccapiedi di Renzi… Il disgusto che provoca nelle persone per bene provocato da ben altri atteggiamenti, tipici di coloro i quali sono nati ebrei e divenuti comunisti; leggiamo, intanto, alcune righe della sua biografia da Wikipedia:

“(…) Dal 2005 è segretario nazionale di Sinistra per Israele, associazione politica, che insieme a Piero Fassino e Furio Colombo, che la presiede, si propone di sviluppare la conoscenza delle posizioni della sinistra israeliana e contrastare i pregiudizi anti israeliani, che ritiene albergare anche in una parte consistente della sinistra italiana. In questo modo ha promosso iniziative che riguardano la convivenza interculturale ed il confronto, come iniziative per il dialogo tra israeliani e palestinesi (…)”.

Capito? Fiero sostenitore dello Stato pirata, genocida e terrorista denominato Israele e addirittura segretario nazionale di “Sinistra per Israele”.

Costui, sempre in prima linea nel difendere i suoi compagni di merende con il vizietto di sterminare donne e bambini, praticare l’apartheid contro i palestinesi, deviare il corso dei fiumi per fare morire di sete gli arabi ed ottenere una produzione agricola di prim’ordine, ha invece una mania: quella di chiedere a gran voce la galera per quanti vendono o acquistano gadget del Ventennio Fascista!

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Chiunque capirebbe che solo una persona seriamente disturbata di mente potrebbe arrivare a tanto, dato che vendere o acquistare un busto del Duce dovrebbe essere cosa “leggermente” meno grave dello sterminare palestinesi bombardando abitazioni civili e campi profughi… Ma non per lui!

“Proposta di legge alla Camera: “Illegali i gadget del Duce”

(…) Gadget, cimeli e saluti (romani) fascisti potrebbero presto finire fuori legge: è questo il senso di una proposta di legge depositata alla Camera dal deputato del Pd, Emanuele Fiano (…)

(…) Il PD sembra, dunque, confermare il suo “vizietto” di mettere a tacere e censurare la libertà di pensiero. Un vizietto questo tipico dei regimi illiberali, proprio quelli che Emanuele Fiano sembra intenzionato a combattere”.

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/proposta-legge-camera-illegali-i-gadget-duce-1213792.html

Già, persino quelli del Giornale, che di solito non paiono molto svegli, riescono a capire che l’ebreo piddiota soffre di un vizietto diffuso fra la sua gente, cioè quello di volere mettere a tacere qualunque forma di libertà di pensiero, ad eccezione, naturalmente di quella espressa dalla sinistra più o meno estrema.

Questo individuo con la sua espressione suinesca, si è anche spesso reso ridicolo da solo, commentando da suo pari episodi del cosiddetto “olocausto” e facendo crescere i morti ad Auschwitz fino alla clamorosamente ridicola cifra di quasi 9 milioni!

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Riuscite a capirmi quando festeggio la sonora sconfitta di questi individui indegni del genere umano, sebbene non mi interessi assolutamente chi ha invece vinto al referendum?

Pur di fare danni a questi escrementi, ho persino rotto la mia astinenza da voto, recandomi al seggio di prima mattina insieme a mia moglie, per gettare sul grugno di “lorsignori” il nostro sonoro NO!

No alle nullità illuse di essere grandi statisti come Renzi, no ai giudei comunisti che credono di potere sbattere in galera chiunque non la pensi come loro, e no alle passeggiatrici che fingono di lavorare per gli italiani, mentre il realtà sfruttano gli incarichi di governo per salvare la banca di papà!

E’ vero, siamo stati in brutta compagnia, dato che per il NO hanno votato gli assassini e stupratori partigiani, così come gli infiltrati di Casa Pound… Ma se ogni volta dovessimo guardare la compagnia di quanti votano come noi, probabilmente ci dovremmo astenere a vita.

E dato che abbiamo iniziato questo scritto con la voglia di ridere, chiudiamolo con lo stesso spirito, guardando ad alcune reazioni del tipico italiano medio; abbiamo letto da più parti, infatti, che questo 60 a 40 del referendum sarebbe, in fondo, una vittoria per Renzi, poiché lui da solo avrebbe il 40% del consenso dell’elettorato, mentre gli altri tutti uniti avrebbero il 60%!

Ora, a parte il fatto che se fosse vera questa ridicola tesi, Renzi avrebbe non il 40% dell’elettorato, ma il 40% di quanti si sono recati a votare, cioè circa il 70% degli aventi diritto… Indi il consenso di Renzi nel Paese sarebbe al massimo del 28%.

Ma il ridicolo che emerge da questa tesi è confermato dalla banda di mentecatti che hanno sostenuto il referendum di Renzi, dato che, per poco che contino, anche i traditori del Nuovo Centro Destra, i Cosiddetti Verdiniani ed altri poveracci, si sono spesi quanto meglio potevano per sostenere le ragioni del SI.

Quindi Renzi ha preso ceffoni da quasi tutto il Paese, e persino da ampi gruppi di dissidenti del suo stesso partito. Un po’ poco per chi si è arrogato da anni il diritto di cambiare l’Italia senza il consenso degli italiani!

Carlo Gariglio

RITORNO AL VOTO (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Settembre 2016)

Quasi quasi mi dispiace, ma il prossimo dicembre mi toccherà sporcare la tessera elettorale che, rilasciatami agli inizi del 2008 in occasione del mio cambio di residenza, è sempre stata chiusa in un cassetto e mai utilizzata per partecipare a stupide ed inutili elezioni e/o referendum.

A dicembre, però, si tratterà di una questione di principio, non di scegliere da quale ladro farsi rapinare, o da quale pidocchioso stile centri sociali farsi manipolare per rifiutare questa o quella opera necessaria allo sviluppo del Paese; voterò, di conseguenza, un bel NO.

Ma non mi addentrerò all’interno di tecnicismi vari e di punti da analizzare per tentare di giustificare il mio NO, in quanto esso è, come ho già detto, derivante da questioni di principio.

Certamente ci sono anche motivi più pratici per votare NO, ma questi mi interessano così poco da lasciarli riassumere da un breve articolo che ho fortuitamente reperito su Internet:

“Ci sono una infinità di motivi per votare No al prossimo referendum-truffa e, citandone solo alcuni,  cominciamo con quello che in pratica è il quesito su cui votare. Ebbene non è vero che il bicameralismo viene superato perché il Senato resta con poteri analoghi, anche se i componenti sono ridotti ad un centinaio dai 325 attuali. Non solo ma il minor costo dei senatori si riduce a soli 50 milioni di euro l’anno a fronte di oltre trecento milioni di spese di funzionamento: forse era meglio ridurre della metà tutti i parlamentari da 945 a 450!  Se poi si considera che la funzione legislativa viene in pratica monopolizzata dal governo, si ha un motivo in più per dire NO. Lasciando stare la variazione sul numero di firme necessarie per i referendum, i premi di maggioranza, il fatto che la stragrande maggioranza di senatori sarà di centrosinistra e non sarà stata eletta ma nominata e tanti altri motivi essenzialmente legati alla formulazione della riforma, ci sono altri motivi, pregiudiziali, che impongono il NO. Non si tratta di “pregiudizio” nel senso che non ti voto contro perché la riforma la fai tu ma per motivi di ordine generale che sono almeno quattro: Intanto per dare una misura corretta della rappresentatività delle formazioni politiche presenti nel Paese la cosa più giusta e corretta sarebbe stata la nascita di una “COSTITUENTE”, In secondo luogo una riforma costituzionale deve vedere la partecipazione di tutti gli schieramenti politici e in questo caso è la sola formazione al governo che la impone agli italiani; in terzo luogo questo è un Parlamento sostanzialmente incostituzionale e la benedizione della Corte Costituzionale è la dimostrazione dell’asservimento dei supremi giudici; ancora il fatto che vengano cambiati ben 47 articoli ed altri soppressi stravolge fa di questa non una Riforma ma uno Stravolgimento della “Costituzione più bella del mondo” (secondo quell’altro guitto in servizio permanente effettivo – il primo se n’è andato giusto qualche giorno fa). Dimenticavo, a proposito del guitto e della “Costituzione più bella del mondo”, tale Roberto Benigni: ebbene, il solo fatto che questo guitto voti SI è sufficiente perché l’Italia voti NO.                             Elio Bitritto”

http://quiquotidiano.it/2016/10/16/perche-no/

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Detto e letto questo, devo però dire che voterei NO anche se questa fosse la migliore riforma costituzionale che si potesse desiderare, in quanto proposta da loschi personaggi che non hanno alcuna legittimazione per proporla.

E qui mi tocca ricordare i “bei” tempi (sono ironico, ma non del tutto, dati i tempi presenti) nei quali governava Berlusconi… I più svegli ricorderanno che uno dei tanti cavalli di battaglia del Cavaliere era proprio la riforma costituzionale, per adeguare quella Carta (in massima parte mai applicata) alle necessità di un Paese moderno, così come ricorderanno l’opposizione delle sudice sinistre parlamentari ed extraparlamentari, le quali recitavano come dei mantra le stesse due frasi: 1) La Costituzione si cambia solo con le “larghe intese”; 2) La Costituzione non si può cambiare a colpi di maggioranza.

Quindi, dato che ci troviamo di fronte ad un Governo mai eletto dal popolo, retto da una cosiddetta maggioranza che comprende anche gli infami del Nuovo Centro Destra, ovvero individui eletti con i voti della destra riciclatisi poi a sostenere un Governo di centrosinistra, non si capisce bene per quali misteriosi motivi si debba lasciare a questi “signori” il compito di modificare la Costituzione!

Ora, immagino già che il cerebroleso medio si stia indignando per quella che percepisce coma una difesa di Berlusconi, ma lo tranquillizzo subito: per quanto mi riguarda, Berlusconi ed i suoi compari, mi fanno quasi altrettanto schifo di Renzi e compari, dal momento che gli uni come gli altri si vantano da sempre di essere “antifascisti”, ovvero persone disturbate mentalmente che ritengono utile ribadire la loro contrarietà ad un qualcosa che non esiste più dal lontano 1945… Tuttavia, nonostante l’odio profondo nei confronti di quelli che così si qualificano, ritengo importante nella vita di un uomo la coerenza, e questa mia coerenza mi porta a non accettare che una sinistra figlia degli assassini partigiani, possa fare il bello ed il cattivo tempo nella politica italiana, trattando la cosiddetta destra allo stesso modo di come tratta i Fascisti (ed i presunti tali).

Già, perché questo schifo di sinistra che ancora va a braccetto con l’ANPI (associazione che rappresenta  i condannati da una Sentenza del Tribunale Supremo Militare del 1954), fin dai tempi di Tangentopoli ha utilizzato contro il Cavaliere, leader del centrodestra, lo stesso armamentario vecchio e stantio usato da sempre contro Fascisti, Nazisti, Razzisti e chi più ne ha più ne metta… Si sono persino inventati il ventennio Berlusconiano, ovvero un periodo di tempo nel quale hanno governato più a lungo loro di Berlusconi e soci. Ed hanno mobilitato per impedirgli di governare (nonostante lui le elezioni le avesse vinte veramente), il clan delle toghe rosse, i pidocchiosi dei centri sociali, le maggiori testate giornalistiche e televisive, docenti delle scuole di ogni ordine e grado, femministe…

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Quindi, benché abbia poca simpatia per Berlusconi, ne ho ancora meno per chi è peggiore di lui, ma pretende di avere una sorta di diritto “divino” sulla politica italiana. Lo sappiamo, questo schifo di Nazione voluta dagli invasori del 1945 e dal connubio mafia (al sud) e partigiani (al nord), non è uno Stato sovrano ed è governata da poteri forti ed oscuri, più che dai politici… Ma il doppiopesismo  praticato dai più di fronte a comportamenti analoghi ha ormai raggiunto vertici inaccettabili. Noi ne sappiamo qualcosa, dato che ad ogni nostra manifestazione politica, per quanto lecita, subiamo attacchi stomachevoli da parte di quelli che ci vorrebbero in galera per avere affisso (pagando le tasse) quattro manifesti, ma che nel contempo assolvono le bravate terroristiche dei loro compari No TAV, No Global e letame simile… Ma allo stesso modo l’opinione pubblica drogata dai soliti noti, si comporta allo stesso modo nei confronti di Berlusconi e soci.

Fateci caso; i primi a tentare di dare più spazi all’universo femminile in politica furono proprio i berlusconiani… Ma per i nipotini di Stalin le elette e nominate dalla destra erano semplicemente delle baldracche volute (e magari scopate) da Berlusconi… Oggi vediamo i nuovi comunisti dei 5 Stelle osannati per avere fatto eleggere delle Sindache giovani e più o meno avvenenti, così come si osanna il PD per lo spazio dato a delle tristi figure tipo la Ministra Boschi, che sia per certi abbigliamenti esibiti, sia per certi insulti ai danni di chi non la pensa come lei, ricorda più una passeggiatrice degli anni 70/80, che non una persona di cultura dedita alla politica.

E già che ci siamo, perché non ricordare i comportamenti della magistratura rossa a proposito dei cambi di casacca di alcuni parlamentari? Come ricorderete, il Cavaliere è stato inquisito e condannato per avere pagato il Senatore De Gregorio per convincerlo a passare con il centrodestra. Ma quante inchieste e quanti processi sono stati fatti nei confronti dei vari Bossi (attirato da D’Alema che aveva definito la Lega “costola della sinistra), Casini, Fini ed in ultimo Alfano, che erano stati eletti con i voti della destra, salvo poi mettersi di traverso per fare cadere Governi legittimamente votati ed in carica? Ve lo dico io: nessuna inchiesta e nessun processo, così come nessuno indagò contro Prodi per scoprire cosa aveva promesso ai vari Senatori a vita che per un bel pezzo tennero in piedi un suo Governo privo di maggioranza al Senato! Leggete e ricordate:

“(…) Quelli che oggi sembrano ricordare ogni gesto o parola del senatore Sergio De Gregorio, come possono aver dimenticato le luminose figure del senatore Franco Turigliatto e del senatore Luigi Pallaro? (…) Il governo Prodi nacque con una maggioranza al Senato a dir poco risicata (di fatto si reggeva sui voti dei senatori a vita: ebbe la prima fiducia con 165 sì e 155 no). (…) All’epoca De Gregorio, eletto nelle fila dell’Italia dei Valori di Di Pietro e forse, chissà, già a libro paga di Berlusconi, votò contro il governo, ma in compenso ci fu il passaggio da destra a sinistra (ovviamente motivato da nobili ragioni politiche) di Marco Follini. (…) Ma nel complesso – visti i numeri ballerini al Senato e l’eccessiva eterogeneità politica della maggioranza di centrosinistra – si trattò di un Vietnam parlamentare quotidiano. Nel quale sicuramente, come ci hanno ricordato i giudici di Napoli, s’inserì Berlusconi con la sua “Operazione Libertà”, consistente nel convincere qualche parlamentare ballerino a cambiare casacca. Una prassi che nell’ultimo ventennio è stata la norma nel Parlamento italiano, oltreché un fenomeno politicamente trasversale: dalla sinistra alla destra passando per il centro, e viceversa. Salvo scoprire oggi che si tratta non solo di una prassi certamente deplorevole, ma di un reato. De Gregorio in effetti ha ammesso di aver avuto dei soldi da Berlusconi per finanziare il suo effimero movimento politico, una volta lasciato Di Pietro. Ma fidatevi, se questa è corruzione, le carceri italiane dovrebbero essere piene di parlamentari voltagabbana. (…) Il 24 gennaio, al momento della fiducia al Senato, avrebbero votato contro il governo, mandandolo definitivamente a casa, due dei senatori dell’Udeur (tra cui lo stesso Mastella), due dei senatori dei Liberal Democratici di Dini, Domenico Fisichella (già di An ma nel 2006 eletto con la Margherita di Rutelli), Franco Turigliatto e buon ultimo anche Sergio De Gregorio. Quanto al mitico Luigi Pallaro, che per il suo appoggio a Prodi aveva drenato risorse a tutto spiano per gli italiani all’estero che lo avevano eletto, il giorno della fiducia – chissà come, chissà perché – aveva preferito restarsene a Buenos Aires. La batosta in numeri fu la seguente: 161 contrari, 156 sì e un astenuto. E così finì l’avventura del secondo governo Prodi.

Ora si può anche dire – e scrivere sui libri di storia – che Prodi cadde per colpa di De Gregorio, se proprio abbiamo deciso che la verità sulla politica italiana è quella che ormai si forma nelle aule dei tribunali e grazie alle sue sentenze. Peccato solo che le cose siano andate diversamente”.

Editoriale apparso sul Giornale dell’Umbria dell’11 luglio 2015

http://www.istitutodipolitica.it/wordpress/2015/07/13/la-verita-e-le-bugie-sulla-caduta-del-secondo-governo-prodi/

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Visto, cari privi di memoria e doppiopesisti?  Dopo avere concesso tutte queste libertà agli infami sinistri, vogliamo oggi aiutarli a smentire quanto da loro stessi dichiarato, ovvero che la Costituzione non si tocca, che andrebbe cambiata solo coinvolgendo tutte le forze politiche per mezzo di larghe intese? Vogliamo farglielo fare con un Governo illegittimo, una maggioranza raccogliticcia che comprende transfughi eletti con i voti della destra, e che non comprende larga parte degli esponenti dello stesso partito di Renzi?

Poco mi importa sapere che votando NO mi ritroverò in compagnia di indegni figuri quali quelli dell’ANPI o dei traditori falsi Fascisti di Casa Pound… Una cosa va fatta quando è giusta, indipendentemente da quanto fanno gli altri. Sarebbe ora di capirlo, invece di ragionare come gli ultrà da stadio!

Carlo Gariglio

 

ELEZIONI, REFERENDUM E VOTI VARI (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Giugno 2016)

In queste ultime settimane si sono svolte, in Italia ed Europa, varie votazioni interessanti, sulle quali vorrei soffermarmi per una breve analisi; come al solito, lo squallore peggiore si è visto nelle elezioni amministrative italiane, che hanno confermato come in Italia le cose non possono che peggiorare, data l’immonda stupidità del popolo… Ma andiamo con ordine e diamo prima un’occhiata alle elezioni presidenziali austriache, ove “madama” democrazia si è espressa al meglio delle sue possibilità; infatti, è accaduto che per evitare l’attesa vittoria del candidato di estrema destra, il quale aveva vinto con buon margine al primo turno, gli “illuminati” locali abbiano dapprima deciso di attendere il voto postale dei non residenti, ed infine di truccare miseramente l’esito finale del voto, dato che non trovavano modo di fare vincere il candidato dei cosiddetti “verdi”.

Onde evitare di essere tacciati di partigianeria, lasciamo parlare fonti non sospette:

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“Una risata amara sta seppellendo l’elezione presidenziale più drammatica della storia austriaca. Le udienze del ricorso presentato dai populisti della Fpö per annullare il voto del 22 maggio scorso si stanno rivelando una via di mezzo tra un romanzo di Gogol e Fantozzi. I presidenti dei seggi e gli scrutatori stanno raccontando da tre giorni dettagli dello spoglio finale che ha regalato la vittoria ad Alexander Van der Bellen che gettano un’ombra inquietante sul voto, vinto con appena 30 mila voti di differenza. Tanto che ieri uno dei quattordici giudici costituzionali che stavano ascoltando a bocca aperta le testimonianze si è complimentato ironicamente con un uno dei pochi responsabili dei seggi che aveva fatto tutto secondo le regole.

Il contenzioso riguarda il voto per corrispondenza, circa 600 mila schede che per legge si sono potute aprire e contare soltanto lunedì 23 maggio, quando il voto nei seggi era già chiuso e dava, peraltro, il candidato della Fpö Norbert Hofer in vantaggio. Quelle ultime schede hanno rovesciato clamorosamente il risultato finale a vantaggio di Van der Bellen. Ma ora sta emergendo che negli uffici dove si contavano quei voti arrivati per posta non tutto è andato secondo le regole, per usare un eufemismo. E se i giudici dovessero ritenere eccessive le irregolarità che stanno emergendo, l’Austria rischia di dover tornare nuovamente alle urne. Sarebbe la prima volta nella storia. Peraltro, le udienze andranno avanti fino al 6 luglio. Due giorni prima del giuramento di Van der Bellen. Sempre che ci si arrivi.

Da un seggio in provincia di Vienna uno scrutatore ha raccontato che i conti non tornavano, che mancavano all’appello tre schede, ma che i colleghi si sarebbero rifiutati di ricontarle: “Erano sfiniti e volevano andare in pausa pranzo”. Le schede sono state annullate. A un giudice incredulo è scappato: “E certo, bisognava andare in pausa pranzo!”. Ma racconti così si stanno moltiplicando. E uno dei problemi maggiori riguarda i tempi.

A Bregenz tre scrutatrici hanno aperto 1500 buste delle 9523 arrivate prima delle 9 di lunedì mattina – vietato, in teoria – e hanno giustificato la decisione con le esortazioni arrivate direttamente dal ministero di fare in fretta. Un responsabile ha raccontato “mi hanno detto che il ministro dell’Interno voleva annunciare il risultato”. Sono molti gli scrutatori che stanno riportando pressioni subite dal ministero per accelerare la conta dei voti.

In alcuni comuni l’apertura delle buste è cominciata addirittura giorni prima, venerdì, sabato e nella domenica del voto. Come ha ammesso candidamente un presidente di seggio, “altrimenti ci avremmo messo dei giorni”. Un altro ha gettato i giudici nella disperazione riconoscendo che “abbiamo sempre fatto così”. Un terzo ha rivelato anche che i protocolli erano redatti un po’ alla buona, e di essere arrivato al seggio a mezzogiorno mentre dai documenti ufficiali risultava lì dall’alba. E via pasticciando (…)”.

http://www.repubblica.it/esteri/2016/06/23/news/austria_le_presidenziali_di_maggio_si_trasformano_in_farsa-142641971/

Notate la delicatezza dei “media” di regime, ovvero amici e sodali degli stessi che abitualmente truccano le elezioni ovunque per favorire i candidati di sinistra, o comunque amici della lobby giudaica… Nessuno sdegno, nessuna parola di fuoco, ma un tono ridanciano tendente ad evidenziare non la volontà occulta di non fare vincere il candidato dell’estrema destra, ovviamente contrario all’immigrazione ed alle assurde pretese della cosiddetta Europa unita (nel depredare i poveri Cristi), ma se mai l’incapacità degli scrutatori e le pressioni del Ministero per accelerare le operazioni di scrutinio… Non una parola su altri tipi di “pressione”!

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Vi immaginate se le cose fossero andate all’opposto, ovvero se un candidato di estrema sinistra fosse stato defraudato della vittoria ad opera degli immancabili fascisti, nazisti, razzisti, xenofobi e chissà cos’altro?

Come minimo avremmo visto manifestazioni di no global e pidocchiosi assortiti dall’Alaska al Sud Africa, accompagnate da articoli roboanti in difesa della democrazia violata.

Ma in questo caso il nulla, o quasi; scarne notizie asettiche nei vari TG, qualche articolo ipocrita come quello riportato e nulla più… Del resto, si potrebbe ipotizzare che anche qualche austriaco non comunista e non schiavo della giudeocrazia europea abbia cercato di truccare le elezioni per evitare all’Austria ulteriori sanzioni… Qualcuno dei coglioni fedeli all’Europa unita ricorda cosa accadde nel 2000?

Haider, cosiddetto xenofobo, vinse le elezioni e partecipò, con il suo partito, al Governo presieduto da Wolfang Schuessel; quella immonda cloaca chiamata Unione Europea si affrettò a sanzionare l’Austria, rea di avere votato in libere elezioni un partito di estrema destra!

La scusa ufficiale fu il volere bloccare Leggi ed iniziative “razziste”, ma ovviamente nulla di tutto ciò si era mai verificato, dato che il Governo si era appena formato e nessuna Legge nuova era stata varata. Rinfreschiamo la memoria ai coglioni di sinistra ed ai loro emuli di certa “area” che tanto difendono l’Europa unita:

“ROMA – Come annunciato ieri al Senato dal ministro degli Esteri Lamberto Dini, anche l’Italia applicherà contro il nuovo governo austriaco le misure stabilite dal comunicato della presidenza di turno portoghese dell’Unione. Le misure decise dall’Ue sono di tre tipi: “la rinuncia a promuovere o accettare contatti ufficiali bilaterali a livello politico” con il governo austriaco guidato da Wolfang Schuessel con l’appoggio di Jeorg Haider; “il rifiuto di sostenere candidature austriache nelle organizzazioni internazionali”; “la limitazione a livello tecnico dell’accesso degli ambasciatori austriaci nelle capitali europee”.

http://www.repubblica.it/online/mondo/haider/sanzioni/sanzioni.html

Aderirono immediatamente a queste immonde sanzioni, oltre ai lacchè dei giudei che governavano l’Italia, Francia, Portogallo, Spagna, Germania, Svezia, Gran Bretagna, Belgio, Lussemburgo (Sic!), Irlanda, Olanda e Danimarca.

Inutile fare notare che di recente, dopo la vittoria in Grecia di un pagliaccio di estrema sinistra con reminiscenze marxiste, nessuno ha osato lamentarsi e/o protestare… Ma gli scodinzolanti media si sono affrettati a preoccuparsi per la piccola avanzata del partito di estrema destra chiamato Alba Dorata… Come dire: in democrazia il popolo è sovrano e libero di votare, ma solo dal centro a sinistra… In caso contrario bisogna reagire contro chi ha osato votare a destra!

Giusto per evidenziare lo squallore dei ragionamenti di certi miserabili, ritorno ad un articolo del 2000, che parlava delle “democratiche” proteste contro il voto degli austriaci:

“VIENNA – Oltre 150.000 persone, ma gli organizzatori dicono 300 mila, hanno manifestato oggi a Vienna per protestare contro Joerg Haider e il governo di centro-destra che ha portato al potere il suo Partito liberale xenofobo con i popolari di Schuessel (…) Presenze non solo austriache: “Sono venuto da Parigi per manifestare contro il razzismo e la xenofobia e rimarrò qui fino a quando la coalizione rimarrà al potere”, ha detto Henri- Samuelle Friedmann, un artista francese che ha decorato i marciapiedi con simboli antinazisti”.

http://www.repubblica.it/online/mondo/haider/corteo/corteo.html

Capito? 150 mila idioti, compresi i cialtroni stranieri dal cognome curiosamente ebraico (Friedmann), che invece di essere arrestati per avere imbrattato il suolo pubblico (se a farlo è un giudeo diventa una “decorazione”!), vengono anche intervistati e rilasciano dichiarazioni, dovrebbero invalidare i risultati un voto che all’epoca vide ben 1.243.672 austriaci, pari al 26,91%, votare per Haider… Ma si sa, la matematica nelle mani dei giudei e dei loro reggicoda assume contorni favolistici!

Come dicevamo all’inizio, non si è votato solo in Austria; in Gran Bretagna il 23 giugno scorso si è votato per il referendum che doveva decidere se fare uscire il Paese dall’Unione Europea, oppure se farlo restare… Un restare sui generis, a dirla tutta, in quanto i britannici, che stupidi non sono, si sono sempre ben guardati del privarsi della sovranità monetaria a beneficio di banche private gestite da giudei e massoni, come invece fece a suo tempo l’indegno Governo presieduto dall’ancora più indegno Romano Prodi, Massone del Grande Oriente d’Italia, legato a filo doppio con le elite (Bilderberg, Trilaterale) che stanno portando il mondo verso il uovo Ordine Mondiale giudaico, mercantilista e massonico (lo ricordo a beneficio dei coglioni che gridano sempre contro Berlusconi definendolo Piduista). Prodi e so(r)ci truccarono i conti dello Stato, accettarono di fissare un cambio Lira/Euro assurdo, e ci portarono in quella rovina economica, sociale e politica chiamata Unione Europea, ovviamente senza degnarsi di consultare i cittadini in alcun modo; oggi i britannici quanto meno hanno dato la possibilità al popolo di esprimersi, benché questa opportunità fosse solo un paravento. Si pensava, infatti, che con tutte le forze politiche maggioritarie schierate a favore della permanenza nella UE, con tutti i maggiori “media” a fare propaganda per il “restare”, con i vari sondaggi che davano ben poche speranze ai sostenitori della “Brexit”, il voto sarebbe stato poco più di una formalità, utile solo a mostrare al mondo quanto sono democratici i sostenitori del nuovo ordine mondiale. Però, a volte le ciambelle non riescono col buco, quindi, ad un settimana dal voto, qualche sondaggio iniziava a dare il “Brexit” molto vicino al “Leave”… Che fare? Qualcuno ha avuto una brillante pensata per orientare maggiormente il voto: ammazzare una deputata laburista poco dopo un comizio a sostegno della permanenza britannica nella UE… O meglio, farla ammazzare dal solito ed immancabile neonazista, il quale avrebbe anche gridato “Britain First” (Prima la Gran Bretagna), stando a sentire il solito falso testimone… Quale occasione migliore per tentare di orientare ulteriormente il voto? I barbari Nazisti che uccidono innocenti di sinistra per sostenere l’uscita dall’unione europea!

Leggiamo, a proposito, l’opinione di qualcuno che ha ancora cervello ed occhi al loro posto:

“La vita di una donna in due parole: Britain first. Peccato che il killer non le abbia dette e sia matto.

Primo, di fronte alla morte di una donna di 41 anni, madre di due figli, bisognerebbe applicare la regola di un dignitoso silenzio. Ma non è stato così, perché la deputata laburista Jo Cox è stata uccisa una seconda volta dall’infame propaganda filo-Ue quando ancora si trovava tra la vita e la morte in un ospedale di Leeds. Già, perché solo due parole hanno da subito caratterizzato la sua tragedia, fin dal compimento: “Britain first”. Ovvero, prima la Gran Bretagna, piccolo partito nazionalista ma, soprattutto, motto molto usato da chi fa campagna per il Brexit. Bene, stando a un testimone – uno solo – l’uomo che l’ha uccisa, il 52enne Thomas Mair, avrebbe detto queste due parole prima di accoltellarla e finirla con due colpi di pistola. Bene, immediatamente, essendo la Cox una fervente oppositrice del Brexit, l’omicidio è diventato il frutto malato dell’odio anti-europeista. E magari anche anti-immigrazione, visto che sempre la Cox si era spesa molto per la causa dei profughi ed era stata per anni militante della onlus Oxfam. Il delitto politico perfetto con un timing ancora migliore.

Certo, perché ai media italiani, cialtroni e straccioni, servi del potere tali da tramutare Emilio Fede nel martire della libertà d’informazione, è bastato questo per imbastire titoli e servizi dei TG. E non oso immaginare cosa leggeremo domani sui quotidiani. Io ho preferito usare l’informazione inglese, seguendo unicamente la cronaca. Il primo testimone dell’accaduto intervistato da Sky News è stato Hichem Ben Abdallah, il quale era vicino al luogo dell’aggressione, nelle vicinanze della biblioteca di Birstall, nel West Yorkshire. Ecco le sue parole: “L’uomo la stava prendendo a calci e lei era stesa a terra. Quando un passante, un uomo molto coraggioso che lavora nella lavanderia vicino, è intervenuto, lo aggressore ha estratto una pistola, ha fatto un passo indietro e le ha sparato due volte”. La Cox si trovava lì perché aveva in programma un incontro con i suoi elettori proprio presso la biblioteca comunale del piccolo centro vicino a Dewsbury. Sempre stando al signor Abdallah, il tutto sarebbe durato tra i 15 e i 20 minuti. Un po’ tanto come aggressione, tanto più se si tratta di un omicidio politico.

Un altro testimone è Clarke Rothwell, titolare di un bar vicino alla biblioteca, che ha detto alla BBC News come ci fosse in atto un alterco tra un uomo armato di pistola e la Cox: “Ha sparato alla donna e poi le ha sparato ancora. Lei è caduta, qualcuno stava lottando con lui e allora ha preso un coltello e lo ha brandito contro di lei. Le ha sparato tre volte. La gente cercava di aiutarla, a quel punto l’assalitore è scappato lungo una strada a senso unico. Io e il mio amico abbiamo corso per cercare di trovarlo”. Per Sky News, un altro testimone: “All’improvviso è saltato fuori questo tipo con un cappello da baseball che ha tirato fuori una pistola. Sembrava una pistola della Prima Guerra Mondiale o una pistola artigianale. Ha sparato il primo colpo e allora io sono scappato via, come hanno fatto tutti. Di colpo, poi, abbiamo sentito il secondo colpo”. Ed ecco il punto cardine: sempre stando a una testimone di Sky News, l’assalitore avrebbe gridato “Britain First”. Bene, in un video andato in onda sulla tv inglese si vede quel testimone smentire questa ipotesi, visto che alla domanda del giornalista risponde: “Non gliel’ho mai sentito dire”. Cazzarola, cade tutto il castello infame e rimane solo la tragedia di una vita spezzata. Spezzata da chi? Da Thomas Mair, 52 enne che lavora come volontario nel parco cittadino, essendo amante del giardinaggio. Ma c’è qualcosa d’altro che lo riguarda e che nessuno ha avuto la decenza di dire: che l’impegno con il volontariato Mair lo ha scoperto frequentando il Pathways Day Centre di Mirfield, un centro per adulti con problemi mentali (…). Insomma, è matto. E’ come Kabobo, quello che picconava la gente per strada nel quartiere di Niguarda a Milano, però nessuno lo ha detto: per tutti è quello che ha ucciso la giovane deputata filo-europeista gridando “Britain First”. Il mio senso di schifo ormai sta toccando vertici mai visti in 43 anni di vita. Resta un dubbio: il testimone parlava di una pistola vecchia o costruita artigianalmente. Quindi, senza matricola, un’arma di cui non si può risalire alla paternità o al possesso iniziale. L’ha fatta lui, tra una siepe potata e l’altra, oppure qualcuno gliel’ha messa in mano, magari mettendogli in testa anche cosa farci? E poi, al di là del coltello che c’è e non c’è in base ai testimoni, così come il cappellino da baseball, due cose non tornano. Primo, qualcuno parla di un uomo uscito fuori all’improvviso, qualcun’altro di un uomo che stava già litigando con la Cox. Secondo, i colpi sono stati due o tre? Perché magari un matto non addestrato può sparare due volte senza ferire mortalmente ma se qualcuno con più mire ed esperienza spara di nascosto il terzo colpo fatale, allora il piano funziona. Lo so, vedo complotti ovunque ma visto in che condizioni siamo finiti grazie a troppa gente che vede gli unicorni, ci crede e si sente anche furba, preferisco continuare a pensare male. Ma con la mia testa. Anche perché di fronte a reazioni del mercato come queste di fronte all’omicidio di una deputata pro-Ue a una settimana esatta dal referendum e con il Brexit al 48%, uno se non è del tutto lobotomizzato qualche domanda se la pone (ovviamente saranno dipese da reazioni tecniche al trilione di opzioni sullo Standard&Poor’s che scadono oggi, ci mancherebbe). Peccato che quando un’agenzia seria ed establishment come la Reuters spara un titolo del genere: Sterling rises after pro EU Britisch lawmaker killed, anche la pista della scadenza tecnica alla Borsa di New York perde un po’ di smalto e i dubbi tornano. Cattivi e insistenti. Attenti, da qui in avanti la “libera stampa” si lancerà su questa vicenda come un avvoltoio ancora di più, dipingendo il Brexit come l’anticamera a un futuro di paura, violenza e instabilità. E Jo Cox verrà immolata sull’altare dell’europeismo, senza alcuna vergogna. Riposi in pace”.

Mauro Bottarelli

http://www.rischiocalcolato.it/2016/06/la-vita-donna-due-parole-britain-first-peccato-killer-non-le-abbia-dette-sia-matto.html

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Eppure, come già dicevo, non sempre le ciambelle riescono con il buco, ed il popolo britannico ha comunque votato, in maggioranza, per lasciare la “graziosa” compagnia dell’unione europea, in barba alla propaganda ed ai delitti di Stato… Evidentemente, e mi duole ammetterlo, da quelle parti è rimasta qualche testa pensante in modo indipendente, cosa che difficilmente si potrebbe incontrare nella nostra Italia.

Tutto finito? Nemmeno per sogno, dato che i democratici, come già dimostrato per l’Austria, accettano il risultato delle elezioni e dei referendum solo quando è loro favorevole, trovando mille scuse miserabili per non accettarlo quando non gli sorride… Poteva, quindi, mancare la miserabile ed inutile protesta di piazza ed addirittura quella tramite gli ancora più inutili e deleteri “social”?

Leggete qui sotto e fatevi 4 risate… Persino i minorenni senza diritto di voto vengono mobilitati per dare voce ai cialtroni antidemocratici che non sono abituati a rispettare un voto che non siano riusciti ad orientare!

“25 giugno 2016 – 08:08

Brexit, la protesta dei giovani contro i loro padri anti-Ue corre sui social: #notinmyname

Due generazioni allo scontro sul referendum britannico: la nuova, favorevole al “Remain”, e la vecchia, tutta per il “Leave”. E su Twitter anche lo sfogo dei minorenni senza diritto di voto.

Lo scontro generazionale tra giovani e anziani, tra futuro e passato, in Gran Bretagna si è consumato nel segreto dell’urna nel giorno del referendum che ha sancito l’uscita del Paese dall’Unione Europea. Non è stata solo la statistica a misurare il divario delle età tra chi ha votato “Remain” e chi ha votato “Leave”: un termometro della protesta è stato soprattutto Twitter. Per tutto il giorno si sono susseguiti cinguettii con gli hashtag #notinmyname (Non nel mio nome, ndr) e #whathavewedone (Cosa abbiamo fatto). Ad alzare la voce sui social contro la decisione della Brexit soprattutto i minorenni, che non hanno diritto di voto ma che a restare nell’Ue con i fratelli maggiori, a quanto pare, ci tenevano molto.

Ma il colmo dell’indecenza, a mio parere, si raggiunge enfatizzando una presunta petizione popolare, che avrebbe raggiunto “quasi” 3 milioni di firme, per chiedere un nuovo referendum!

Brexit, quasi tre milioni di firme per un nuovo referendum sulla Ue.

LONDRA – Una petizione per chiedere un nuovo referendum sulla Brexit sta avendo un enorme successo in Gran Bretagna: ha raccolto oltre due milioni e 900mila firme. Anche se si ritiene che sarà improbabile un secondo ricorso al voto popolare, costringerà comunque il parlamento inglese a pronunciarsi e terrà aperto il dibattito tra ‘Brexit’ e ‘Remain’ che ha diviso in due l’Inghilterra. Dalla Scozia, invece, arriva l’annuncio di una seconda consultazione popolare per l’indipendenza, mentre il governo scozzese chiede di avere “discussioni immediate” con Bruxelles. Continua, in Gran Bretagna, la fibrillazione politica scatenata dal voto del 23 giugno che ha decretato l’uscita dalla Ue.
Petizione per nuovo referendum. La petizione per una nuova consultazione ha quasi raggiunto tre milioni di firme. È pubblicata sul sito del parlamento britannico, che, a un certo punto, è andato in tilt a causa dei troppi accessi. I firmatari chiedono la promulgazione di una nuova legge che consenta la ripetizione del referendum in caso di un risultato del ‘Leave’ o del ‘Remain’ inferiore al 60%. E che abbia come condizione minima un’affluenza alle urne non inferiore al 75%. Insomma, sarebbe un
escamotage per poter ripetere la consultazione: in molti ritengono che difficilmente la petizione avrà seguito, tuttavia è eccezionale la quantità di firme a sostegno che in breve tempo ha ottenuto. Va precisato che le petizioni inviate al Governo e al Parlamento che raccolgono almeno 100mila firme vengono automaticamente considerate per un dibattito parlamentare.

http://www.repubblica.it/esteri/2016/06/25/news/brexit_un_milione_di_inglesi_per_un_nuovo_referendum_sulla_ue-142779184/

Capito? Quasi 3 milioni di firme, raccolte chissà come, chissà dove, chissà quando, chissà da chi e chissà perché, dovrebbero rimettere in discussione una consultazione referendaria regolare, vinta dai sostenitori della “Brexit” non con 3 milioni di voti, ma con più di 17 milioni di voti (17.410.742 per la precisione)!

Ancora una volta viene da dire che la matematica giudaica, tipo quella dei famosi “sei milioni”, segua regole molto diverse dalla matematica universalmente riconosciuta!

Lasciando da parte i voti esteri, che confermano esattamente quello che abbiamo sempre detto dei regimi “democratici” e dei loro reggicoda, diamo un piccolo sguardo in casa nostra, analizzando le elezioni amministrative appena svolte.

Ovviamente in Italia non si corre il rischio di trovare cittadini pensanti che tentano (magari senza riuscirci, ma almeno provandoci) di cambiare le cose che ormai si ripetono tristemente uguali dal dopoguerra ad oggi.

Intendiamoci: non credo alle favole, così come non credo alla buona fede e all’onestà di nessuno dei candidati italiani (e ben poco ci credo riguardo ai candidati di altre Nazioni), ma vedere un popolo che quanto meno tenta di cambiare le cose, invece di continuare stancamente a votare per gli stessi individui che li prendono per il deretano da decenni, dà l’idea di un malato che possa guarire, mentre l’Italia dà l’idea di essere uno di quei malati in coma irreversibile con encefalogramma piatto!

In Francia vediamo di tanto in tanto gli scontenti che provano a votare per il FN, in Grecia abbiamo visto l’elettorato dei partiti tradizionali spostarsi in parte verso l’estrema destra di “Alba Dorata”, ed in larga parte verso l’estrema sinistra di Tsipras… Dell’Austria abbiamo appena parlato, nell’Europa dell’est si stanno affermando sempre più spesso formazioni politiche nuove e contrarie alle porcherie europee ed alla invasione extracomunitaria favorita proprio da queste istituzioni giudaiche e senza Patria… Persino nella Germania dell’indegna Merkel vediamo molto spesso, seppure in elezioni locali, piccoli partiti di estrema destra affermarsi sui partiti storici.

E in Italia cosa accade? Stancamente i soliti coglioni si trascinano ai seggi per votare l’ex PCI, Forza Italia e magari (massimo della rivoluzione che riescono a concepire i decerebrati elettori italiani), i comunisti falliti nascostisi dietro il simbolo dei 5 Stelle e la faccia da pagliaccio di Beppe Grillo!

Eh già… L’unica “novità” emersa da questa tornata elettorale amministrativa in Italia è la vittoria dei pagliacci a 5 Stelle in varie località, ma soprattutto a Torino ed a Roma, dove si sono insediate 2 cerebrolese di estrema sinistra; la candidata di Torino, addirittura, è stata eletta grazie ai voti raccolti fra la feccia dei centri sociali e dei No Tav in primis, ed ha ricompensato questo pattume umano con nomine di peso:

“La sindaca Appendino sceglie un No Tav per guidare il Consiglio.

I Cinque Stelle nominano un contestatore dell’Alta velocità come numero uno della Sala Rossa. Ma a Torino è polemica sulle cariche: per alcuni militanti c’è poca condivisione. Di Marco Bardesono.

L’abbraccio tra Guido Montanari, vice sindaco di Torino, con Alberto Perino, leader storico del movimento No Tav, sarebbe stato solo il prologo. Lunedì, infatti, un altro esponente del gruppo che si oppone all’Alta Velocità, Fabio Versaci, 30 anni, eletto in Comune tra i pentastellati, sarà nominato presidente del Consiglio e siederà sullo scanno più altro della Sala Rossa. Chiara Appendino non si è smentita e ha tenuto fede alle sue posizioni ampiamente espresse in campagna elettorale, sintetizzate «nell’opzione zero per una decrescita felice», concetti racchiusi nello slogan tanto caro a Guido Montanari, autentico ideologo dei grillini a Torino. Nominati anche i presidenti delle commissioni. Fabio Versaci le lotte No Tav le ha fatte tutte: da Venaus, alla Libera Repubblica della Maddalena, passando per i momenti più caldi dell’estate 2011. Versaci l’ha spuntata sul suo competitor Viviana Ferreo, alla quale Chiara Appendino ha affidato la commissione Pari Opportunità (…)”.

http://www.corriere.it/politica/16_luglio_16/sindaca-appendino-sceglie-no-tav-guidare-consiglio-torino-movimento-e9d46e86-4b3c-11e6-8c21-6254c90f07ee.shtml

Del resto, siamo un Paese ove si manda in galera i cittadini onesti che tentano di difendersi dalla tracotanza dei delinquenti, mentre ai criminali come Carlo Giuliani viene dedicata un’aula parlamentare… Possiamo stupirci se i compagni 5 Stelle nominano ai vertici di un’amministrazione comunale dei briganti distintisi per la loro partecipazione a blocchi stradali, sassaiole contro le forze dell’ordine e minacce di ogni genere a chiunque rifiutasse la “lotta” No Tav?

5stelle

E vogliamo parlare della gentildonna eletta a Roma?

Roma, Raggi alle Fosse Ardeatine: “Atto dovuto nel primo giorno da sindaco. Eredità importante”

“Mi impegno a raccogliere questa importante eredità per la nostra amata città e il nostro paese”. È questo il messaggio lasciato dalla sindaco di Roma Virginia Raggi nel registro autorità delle Fosse Ardeatine. La sindaco ha reso omaggio, con la deposizione di una corona d’alloro presso il Mausoleo ardeatino, alla memoria dei Caduti delle Fosse Ardeatine.

Roma, dall’Altare della Patria alla Sinagoga, corone d’alloro per le cerimonie di insediamento della Raggi.

(…) A Porta San Paolo la Raggi è stata invece accolta da alcuni membri dell’Anpi (…)  Dopo le Fosse Ardeatine Virginia Raggi ha raggiunto il Tempio Maggiore. Accompagnata dal Rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni e dalla presidente della Comunità ebraica della Capitale, Ruth Dureghello, la sindaca ha deposto una corona d’alloro all’esterno del Tempio rendendo così omaggio alle vittime della Shoah. Prima della cerimonia la neoeletta si era intrattenuta alcuni minuti a parlare con il Rabbino Di Segni e la presidente Dureghello. “E’ stato un incontro molto piacevole e familiare. Non eravamo abituati. I suoi predecessori non si erano trattenuti così a lungo, per manifestare un interesse particolare”, ha commentato Ruth Dureghello al termine dell’incontro (…)”.

http://www.casamartinezroma.com/roma-raggi-alle-fosse-ardeatine-atto-dovuto-nel-primo-giorno-da-sindaco-eredita-importante/

Ecco il “nuovo” che avanza in stile 5 Stelle: delinquenti dei centri sociali nelle istituzioni, inchino davanti a partigiani e giudei… Ed il bello (si fa per dire) è che certi coglioni italici (alcuni dei quali, purtroppo, sedicenti Fascisti), vanno dietro a questa sudicia armata Brancaleone costituita da falliti dell’area verde e comunista, riciclatisi come “grillini”!

Ora, non ho la pretesa che tutti siano Fascisti, anche perché per esserlo sono indispensabili cultura, intelligenza e capacità di non farsi condizionare dalla falsa vulgata storica che accomuna sinistri vari, giudei e pattume assortito (con la straordinaria partecipazione anche di quella destra che in privato finge di condividere i nostri valori, mentre in pubblico si vanta di essere antifascista), ma da un movimento politico veramente alternativo, che punti alla rottura con il passato, ci si aspetterebbe quanto meno alcuni passi importanti, primo dei quali la netta chiusura con quella malattia mentale che viene definita antifascismo. Già, perché un politico onesto dovrebbe sottolineare in primis che il Fascismo è caduto, manu militari, nel lontano 1945, e che da allora non ha più governato un solo giorno in Italia ed in Europa; secondariamente, che tutti i politici di centro, destra e sinistra, hanno coperto le loro porcherie nascondendosi dietro la favola dello antifascismo, per confondere la massa dei beoti, sempre felice di scendere in piazza contro un nemico che non esiste e trascurando quelli ben noti ed attivi. Infine, questo politico onesto e veramente nuovo, dovrebbe dire che se oggi l’Italia è nelle mani della mafia, della camorra e di tutti i tipi di criminalità organizzata, il “merito” è di quegli americani che ci hanno “liberati” (dalla civiltà) alleandosi con la mafia per sbarcare più agevolmente, e che l’hanno ricambiata imponendo a capo delle varie città siciliane “liberate” vari esponenti mafiosi costretti dal Fascismo ad emigrare.

Se e quando nascerà un politico onesto di questo calibro, capace di chiudere le porte alle varie pagliacciate storico – politiche a base di ANPI, 25 Aprile ed olocausti inventati, forse potrò votarlo anch’io, sebbene non dovesse dichiararsi Fascista… Ma fino a quando ogni nuova merda prestata alla politica cercherà facile pubblicità e visibilità insultando quei Fascisti che non hanno alcuna responsabilità nel malgoverno, nella corruzione, nelle infiltrazioni mafiose e nella corruzione che dilagano proprio grazie alla sconfitta dei Fascisti, l’unico comportamento mentalmente equilibrato dovrebbe essere non votare per nessuno di questi escrementi, destra, sinistra o centro che siano.

Votare dovrebbe essere un diritto, cioè il diritto di scegliere i migliori governanti… Ma se diventa il dovere di scegliere chi sarà il meno disonesto nel rapinare il popolo e nel privarlo dei diritti fondamentali, io continuerò a mantenere intonsa la mia tessera elettorale.

Del resto, persino quel centrodestra che in generale mi risulta meno disgustoso del centrosinistra e dei “grillini”, sceglie oggi di farsi rappresentare dall’immondo Parisi, cioè quel candidato che a Milano, per rubare la scena ai sinistri, ha pensato bene non solo di sfilare per celebrare il 25 Aprile, ma addirittura di farlo inquadrato nelle fila della cosiddetta “brigata ebraica”… Chissà quanti coglioni della destra milanese che si radunano a Predappio per oltraggiare la memoria del Duce nelle consuete date storiche, avrà votato per il candidato della sinagoga, magari con la convinzione di essere “fascista” perché contrario al candidato della sinistra? Il modo di ragionare di certi sedicenti Fascisti mi ricorda la nascita del “mitico” MSI divenuto poi DN… Un partito che fingeva di essere Fascista, ma che si collocava volontariamente a destra e che era fiero sostenitore degli USA, della NATO e persino dello Stato pirata chiamato Israele! Ci sarebbe quasi da diventare antifascisti, dato che molti di questi cerebrolesi hanno almeno il buon gusto di non essere lacchè degli USA e di sostenere il diritto dei Palestinesi a riavere le proprie terre!

Vogliamo chiudere un discorso stomachevole sulla politica scendendo ancora più in basso? Ed allora parliamo del costante e ripetitivo fallimento di quei poveracci della “estrema” destra italiana, eccitati dai tanti successi di formazioni a loro simili in varie parti d’Europa… Costoro, come al solito, hanno fallito miseramente alle ultime elezioni, sia dove si presentavano da soli spacciandosi per movimenti contro il sistema, sia dove si sono accomodati sulle poltrone offerte loro dal centrodestra boccheggiante. Traditori del Fascismo, che scelgono di schierarsi con gli antifascisti nella speranza di avere qualche sgabello (poltrona sarebbe eccessivo!), e che ottengono la giusta paga: l’oblio ed il disprezzo degli elettori… Tanti auguri a loro ed ai vermi che li votano!

Carlo Gariglio