CIAO KATIA! (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Settembre 2016)

Questa volta devo proprio dirtelo: mi hai giocato proprio un tiro mancino; dopo tanto tempo passato al telefono programmando il futuro, soprattutto per quanto riguardava il congresso nazionale del prossimo 30 ottobre, te ne sei andata così, rapidamente ed improvvisamente, appena due giorni dopo avermi sentito al telefono per parlare, per l’ultima volta, del futuro.

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Mi avevi telefonato martedì 30 agosto; stavi bene, avevi la solita voce battagliera, ma mi hai detto che quasi certamente non saresti stata presente al congresso. Il tumore era cresciuto ancora, ed a breve avresti dovuto ricominciare un ciclo di chemioterapia, cosa che a tuo dire ti avrebbe ridotta molto male, così come tutti i cicli precedenti. Ma come sempre pensavi al futuro e mi hai chiesto di informarmi se avresti potuto essere presente al congresso almeno in videoconferenza, per potere assistere e dire la tua anche da lontano; ci siamo lasciati con la speranza che la chemioterapia non ti avrebbe ridotto così male e con la promessa che mi sarei informato sulla videoconferenza.

Ti ho richiamata per darti notizie venerdì 2 settembre e mi hai risposto con un filo di voce… Stavi uscendo dal Pronto Soccorso; dopo una notte di continue emorragie che ti avevano ridotta come uno straccio, ti avevano portato lì e sottoposta a numerose trasfusioni… Avrebbero dovuto ricoverarti, ma dato che “non c’era posto”, ti rimandavano a casa ridotta così…

Ancora una volta mi hai parlato di futuro, eri contenta che il locale del congresso avesse il Wi-Fi per poterci collegare con un qualsiasi notebook, attendevi l’inizio della settimana successiva per essere ricoverata, ed infine avevi in programma per i primi del mese, quando sarebbe tornato dalle ferie, una visita con un nuovo oncologo di Roma conosciuto da poco.

Lunedì 5 settembre, intorno all’ora di pranzo, te ne sei andata, accorgendoti che di futuro non ne avevi più.

Ed ancora una volta, quella coppia di incapaci della tua zona che frequentavi e che avevi addirittura fatto diventare consiglieri comunali del nostro movimento pur senza essersi presi lo sciupo di tesserarsi, non hanno comunicato nulla a noi del movimento, esattamente come fecero nei quasi sette mesi di carcerazione che avevi subito. In questo ci assomigliavamo: entrambi ottimi maestri, ma sempre circondati da discepoli indegni ed incapaci!

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E così qualcuno ha saputo la notizia da alcuni infami ex tesserati/infiltrati, che dopo essere stati cacciati dal MFL-PSN si sono distinti per il loro passaggio al NON e per le “eroiche” azioni di sabotaggio alle nostre pagine Yuotube e Wikipedia… Gente che oggi, non potendo tu più smentirli, si spacciano per “camerati” e “intimi”; peccato non averli potuti incontrare ad un funerale tenutosi troppo presto, cioè circa 24 ore dopo la tua morte, altrimenti credo che qualcuno si sarebbe guadagnato un secondo funerale, e qualcun altro un lungo soggiorno in galera, questa volta meritato!

Ma lasciamo infami ed incapaci al loro destino, non è questa la sede adatta per parlare di escrementi.

Quello che ti ho sempre invidiato è stata proprio la tua fiducia nel futuro, senza mai abbatterti; mi parlavi sempre delle cause per il risarcimento che avresti ottenuto dallo Stato per averti sequestrata per quasi sette mesi, nonostante la tua malattia e l’assoluta mancanza di qualsiasi reato; mi parlavi del congresso e dei “cazziatoni” che avresti voluto fare ai tanti incapaci buoni solo a sproloquiare su Facebook, ma incapaci di svolgere anche la minima attività politica per il movimento, così come mi parlavi della tua volontà di fare finire in galera un certo Sindaco ladro e corrotto… E ancora progettavi la partecipazione alle prossime elezioni, e mi comunicavi spesso, con ingenuità disarmante, l’imminente tesseramento di qualche cialtrone locale che, dopo mille promesse, si dileguava senza mai iscriversi.

L’unico momento in cui esprimevi qualche dubbio era quando pensavi a tua madre ed ai tuoi cani: come se la sarebbero cavata nel caso in cui tu non ce l’avessi fatta?

Sommessamente, aggiungo anche una mia domanda: come me la caverò ora senza il mio migliore Vice Segretario Nazionale, nonché unico militante del Sud Italia ad avermi dato qualche soddisfazione politica?

Staremo a vedere; comunque, ho avuto modo di verificare che anche tua madre ha una tempra eccezionale… L’ho chiamata al telefono, e fra comprensibili scoppi di pianto, è riuscita a rammaricarsi per il fatto di non avere ancora imparato ad usare il tuo cellulare, onde potere contattare i Camerati del movimento ed altri tuoi contatti… Altra tempra rispetto a certi smidollati che conosciamo, no?

Cosa resta da dirti prima del saluto finale, cara Katia?

Certamente spero di campare abbastanza per vedere sottoterra il maiale in toga che ti ha portato ad una morte anticipata, dato che possiamo accusarlo di averti fatto venire il tumore, ma possiamo certamente accusarlo di averti impedito di continuare a curarti, ed insieme a lui, nella stessa fossa comune, spero di vederci anche il famoso medico che per mesi ha ritenuto compatibile la tua detenzione in una carcere di massima sicurezza (che diamine, eri un pericolo per la Nazione, vogliamo negarlo?), nonostante fossi già stata più volte operata e sottoposta a chemioterapia.

Non solo ti hanno incastrata per stupide frequentazioni via Fecebook e ridicole chiacchierate in salotto, rigorosamente registrate da uno dei tanti escrementi dell’umanità in divisa da carabiniere (una divisa che a molti idioti della nostra area politica piace, dato che non sanno distinguere fra la divisa di un metronotte ed una da SS, considerando chiunque sia in divisa un “camerata”); ti hanno praticamente ammazzata, tenendoti in carcere senza motivo per quasi sette mesi, cioè molto di più di quello che ha subito lo psicopatico ex carabiniere (sarà un caso?) che avrebbe dovuto essere il capo del “golpe”, e che si è affrettato, dopo pochi giorni di carcere, a dissociarsi da sé stesso e da qualsiasi ideale Fascista!

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Non sono, in conclusione, uno di quegli idioti che credono al paradiso voluto dal Dio buono per ricompensare i giusti, ma ti auguro che almeno ci sia un aldilà dove non ci siano divinità sadiche che si divertono ad infierire contro le persone migliori, come capita di qua, dove abbiamo un Dio antifascista che infierisce sulle nostre vite, facendo invece arrivare ai 90 e più anni vissuti bene e felicemente, personaggi stomachevoli quali Ciampi, Dario Fo e molte altre sedicenti “vittime” del nazifascismo.

Spesso ce lo chiedevamo insieme: come mai tutte queste merde rosse e giudaiche arrivano sempre a campare quasi cento anni in buona salute, nonostante le favole che raccontano sulle torture e sugli abusi subiti?

Ora ti saluto veramente Katia; riposati e riguardati. Ora i dolori dovrebbero essere finiti ed i maiali in toga non possono più farti nulla.

Copio a seguire anche i saluti che ti ha voluto dedicare il tuo avvocato, Paolo Vecchioli, che ho recuperato da vari siti internet. Addio Katia.

Carlo Gariglio

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“In Italia solo i bimbi, i pazzi ed i magistrati non rispondono dei loro crimini“

Ciao Katia!

Circa alle 13.00 oggi si è spenta a Lanciano la Camerata Katia De Ritis esponente di Fascismo e Libertà, già perseguitata politica e militante dell’Idea.

Nel Dicembre del 2014 Katia è stata arrestata insieme a numerosi altri sciancati della politica non omogenea al sistema, vittime facili da sacrificare alla carriera di inquirenti di passaggio presso la Distrettuale con sede a L’Aquila, che utilizzano i citati sciancati della politica e della storia, per carriera ed idem per il seguito di starnazzanti toghette rossastro/griffate pronte a “sbranare“ –  complici i media di regime – gli indifesi e indifendibili, in parte infami e pronti a leccare la mano (Patteggiare… Sic!) di chi li indaga perché innocui fascistucoli masturbatori senza seguito e futuro, ed in parte perché poveracci che istintivamente non omogenei al sistema, ma non essendo nessuno (leggasi Sofri, Pietrostefani, Bompressi, ecc. ecc.), possono essere impunemente massacrati come la nostra.

Katia è malata oncologica in chemioterapia già a dicembre 2014, ma alle toghette rosse/griffate per carriera starnazzanti non pare vero di seppellirla impunemente nel carcere di Lecce, senza più cure e come se fosse malata di tonsille, per quasi sette mesi con la complicità di toghe rosse menefreghiste e sempre giudicanti per oltre venti anni a L’Aquila nella stessa funzione o quasi, e che solo dopo due denunce del sottoscritto difensore per palese incompatibilità del regime carcerario imposto alla De Ritis con il suo stato di salute, unito ai colpevoli ritardi/omissioni del carcere di Lecce, dicevo questo eroica toghetta rossastra, preoccupata della carriera, improvvisamente resipiscente, convoca il medico legale cui il problema di Katia non poteva non essere già noto, che altrettanto improvvisamente racconta, finalmente da medico (però dopo sette mesi), come il tumore deve essere curato a casa e/o in idonea struttura perché di tale male si muore .

Ciò, evidentemente, troppo tardi come da letteratura in materia di sospensione della chemioterapia e delle cure oncologiche ma, sullo argomento, torneremo ed idem per i ritardi e le omertà del Carcere di Lecce, dal quale Katia esce per essere ricoverata in Ospedale perché aggravatasi e non più gestibile in vinculis.

Dopo le denunce a Katia prima sono concessi i domiciliari e poi dal Tribunale di Pescara la libertà (Sic!); riprende la chemioterapia, subisce più ricoveri ed interventi chirurgici, torna a lavorare ma… Ormai è troppo tardi… Qualcuno le ha tolto una parte della sua vita fatta di militanza per l’Idea e non di statistica e di carriera da toghetta rossa/griffata, in un sistema che dopo due anni in un giudizio sedicente “immediato” mai iniziato, ha smesso di starnazzare dell’operazione degli sciancati di “Aquila Nera“, di indagini in tutta Italia con una cinquantina di indagati ma un solo difensore d’ufficio nominato a L’Aquila per tutt’Italia, con sequestri di… Nessuna arma, nessun esplosivo, una nuova Costituzione redatta dal novantatreenne prof. Rutilio Sermonti, arrestato ed indagato ma nel frattempo deceduto in attesa di giudizio, agende, PC, telefoni ecc. ecc.

I sedicenti terroristi di Aquila Nera preparavano attentati, sempre e solo a parole, mediante destabilizzazione del sistema (Equitalia… Sic!) preparando liste alle votazioni, progettando rapine per procurarsi armi per il “golpe” (doppiette e fucili da caccia… Sic!) e tutto quant’altro oggetto di indagine e inchiesta, sequestri di documenti, libri, foto, intercettazioni di cene e… Tarallucci e vino… Quindi arresti telegenici, comunicati stampa delle toghette rossastre antiterroriste e… Via discorrendo senza che adesso qualcuno, morta la povera Katia, dica finalmente quando facciamo il processo ai golpisti se neanche riescono a notificare i decreti di giudizio immediato andati a… Puttane…
Probabilmente le due denunce da me già fatte sono state archiviate… Dalle toghe rosse irresponsabili per legge, ma qualcuno dovrà dirmi, anzi dire a noi potenziali golpisti perché non omogenei al sistema e sempre più incazzati sicuramente con Equitalia ma non solo, chi ha privato Katia De Ritis di una parte della sua vita da militante dell’Idea e se qualcuno ha sbagliato e qualcun altro è premorto ma, soprattutto, siccome non un sinistro, nessuno paga…

Paolo Vecchioli, orgoglioso ed onorato avvocato di Katia De Ritis.

L’Aquila 05.09.2016