PERCHE’ NOI SIAMO MIGLIORI DI LORO (E LO SAREMO SEMPRE) – Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Settembre 2020

Spero che i miei lettori più affezionati mi perdonino (per fortuna sono rimasti in pochi!) se ricorro ancora una volta a questo vecchio articolo, peraltro già riproposto in passato, ma credo che un buon ripasso di esperienze di vita politica vissuta faccia molto bene, soprattutto ai nuovi iscritti arrivati di recente, che comprensi-bilmente non hanno ancora ben capito l’unicità del MFL-PSN nel panorama politico italiano, né hanno ben chiaro il ruolo criminale e mistificatore della sinistra italiana.

Quello che si racconta nell’articolo è accaduto veramente, ed accadrà ancora molte volte, almeno finchè non riusciremo a mettere gli squallidi sinistri in condizioni di non nuocere e non avvelenare il panorama politico italiano.

Ovviamente molti dei nomi citati non fanno più parte del MFL-PSN, così come molti dei link evidenziati non riportano più agli articoli citati, in quanto molti siti sono stati chiusi, o spostati ad altri indirizzi.

Ma giusto per limitarsi ai rilievi del Dott. Oliari dei Gaylib, del quale ho riproposto sul numero scorso l’intervista fattami molti anni fa, ecco un paio di link ad articoli recenti e ben documentati, che saranno utili sia ai tanti coglioni gay che si illudono di avere l’appoggio della sinistra, sia ai tanti coglioni nostrani che, per sentirsi più rivoluzionari (da tastiera), idolatrano il criminale comunista Che Guevara:

https://www.mag24.es/2017/10/06/che-guevara-morte-ai-gay/

CheE non volendo fermarci all’idolo dei cerebrolesi con evidenti pecche storico – politiche, ecco altre perle che ci giungono direttamente dall’Unione Sovietica, cioè il “paradiso” dei lavoratori e della giustizia sociale:

“Negli anni Trenta, sotto Stalin, iniziò però un periodo di repressione generale della sessualità (il «Termidoro sessuale») ed articoli contro l’omosessualità furono introdotti in tutti i codici penali delle repubbliche sovietiche.

Nikolai Krylenko, commissario del popolo (cioè ministro) per la giustizia, annunciò che «l’omosessualità è il prodotto di decadenza delle classi sfruttatrici, che non hanno niente da fare» e che «in una società democratica fondata su sani principi, per tali persone non c’è posto».

L’omosessualità venne così ad essere considerata «controrivoluzionaria» e una «manifestazione della decadenza della borghesia», tanto che nel 1952 venne scritto nella Grande enciclopedia sovietica: «L’origine dello omosessualismo è collegata alle circostanze sociali quotidiane; per la stragrande maggioranza della gente che si dedica all’omosessualismo, tali perversioni si arrestano non appena la persona si trovi in un ambiente sociale favorevole… Nella società sovietica con i suoi costumi sani, l’omosessualismo è visto come una perversione sessuale ed è considerato vergognoso e criminale. La legislazione penale sovietica considera l’omosessualismo punibile, con l’eccezione di quei casi in cui lo stesso sia manifestazione di profondo disordine psichico». (…) Anche se per la condanna degli omosessuali era previsto un internamento di pochi anni, di molti di essi non si ebbe più notizia. (…) Dal 1934 ai primi anni Ottanta vennero condannati, in base all’articolo 121, circa 50.000 maschi omosessuali. La cifra dei gay incriminati cominciò a calare gradualmente solo negli anni Novanta. Ancora nel 1992 si ebbero, nel primo semestre, le ultime 227 condanne in base alle leggi sovietiche. (…) L’omosessualità era vista, oltre che come un reato penale e controrivoluzionario, soprattutto come una patologia psichiatrica: l’individuo era visto come soggetto a una vera e propria perversione, con infantilismo psichico, difetto organico e disordine ormonale.”

http://www.storico.org/russia_comunista/gay_urss.html

Quindi, buona lettura, soprattutto agli “amici” della sinistra!

Carlo Gariglio

 ***********

Diciamo la verità, chiunque abbia una minima parte di cervello funzionante, sa bene che fra noi ed i tristi epigoni del comunismo ci sono anni luce di distanza. Ovviamente, parlando di “noi” mi riferisco ai pochi veri fascisti e nazionalsocialisti rimasti, non certo alla teppaglia della cosiddetta “estrema destra” che tanto assomiglia alla teppaglia di sinistra, sia nei comportamenti assolu-tamente incivili, sia nella totale mancanza di argomentazioni politiche, nonché nella vergognosa mania di strumentalizzare le disgrazie altrui per farsene falsi portavoce.

Lasciando da parte l’estrema destra, che non ci interessa affatto, la sinistra, ovunque ha avuto modo di applicare le teorie criminali della quale si fa portatrice, non ha creato nulla al di fuori di oppressione, gulag, stermini di oppositori e regimi politici retti esclusivamente da carri armati e cumuli di menzogne. Il Fascismo, al contrario, ha lasciato dietro di sé una traccia di conquiste sociali e Leggi alla avanguardia che nessun menzognero storico di sinistra riuscirà mai a cancellare del tutto; nonostante si affannino a definire il Fascismo come “braccio armato della borghesia e del capitale”, venti anni di Leggi sociali a favore dei meno abbienti e dei lavoratori sono là a dimostrare le infami menzogne dei “vincitori”.

Come mi è capitato più volte di dire, il Fascismo realizzò in un solo Ventennio (in Italia, perché in Germania lo realizzò in ancora meno tempo!) tutto quello che la sinistra ha sempre promesso e mai realizzato in nessuna parte del mondo ed in nessuna epoca storica.

Ma nonostante le prove di quanto dico siano scritte nella Storia, a disposizione di chiunque sappia leggere dei libri cartacei o delle informazioni virtuali disponibili in rete, ci sono ancora tanti idioti benpensanti convinti che il Fascismo sia il male assoluto, mentre la sinistra, in tutte le salse, sia l’unica vera difesa per le classi umili. Lorsignori, pur avendo sulle spalle qualcosa come 200 milioni di morti causati dai dittatori comunisti, riescono a spacciarsi per difensori della libertà di espressione, così come fanno i vigliacchi partigiani d’Italia, ovvero quelli che volevano sostituire al regime umano e moderato voluto da Mussolini, il regime criminale ed inumano di Stalin… Ed il bello è che pretendono anche di accusare gli altri di essere illiberali e di volere negare la libertà di espressione al popolo!

Per vedere quanto questi sudici figuri della sinistra italiana (e non solo) amino la libertà di espressione e siano tolleranti con chi non la pensa come loro, basta guardare i loro comportamenti attuali ed i loro slogan… Per loro uccidere un Fascista continua a non essere reato, e cercare di imporre la volontà di poche migliaia di pidocchiosi dei cosiddetti centri sociali a milioni di cittadini, continua ad essere cosa del tutto normale, specie se tentano di ottenerla con i loro assalti alle forze dell’ordine ed alla cosa pubblica. Di recente abbiamo toccato con mano quale sia il loro concetto di dialogo: sprangate, bottiglie molotov, bombe carta e tutto il resto dell’armamentario del perfetto terrorista pidocchioso, allevato a suon di “resistenza”, antifascismo e indegne porcate simili.

Lo scopo di questo articolo è, però, un altro… Infatti, quanto detto poc’anzi è di pubblico dominio, disponibile, come dicevo, per chiunque abbia una porzione di cervello ancora attiva, mentre alcuni episodi che mi ripropongo di rendere pubblici, mettono in luce impietosamente la squallida ipocrisia della sinistra e dei suoi vari epigoni appartenenti a sigle e siglette di ogni tipo, basandosi sull’esperienza diretta e su fatti sconosciuti ai più.

Una breve premessa è d’obbligo: noi Fascisti, ed il sottoscritto primo fra tutti, siamo caratterizzati da una forte onestà intellettuale e dall’assenza di preconcetti; chiunque può dire cose giuste, anche se appartiene ad una corrente politica diversa dalla nostra, e dovere di ogni persona onesta è riconoscere la giustezza di certe posizioni. Così ho ed abbiamo sempre fatto, ma in ogni occasione questa onestà si è scontrata con la stomachevole tendenza dei sinistri ad appropriarsi arbitrariamente di tematiche e problemi vari non per contribuire a risolverli realmente, ma semplicemente per strumentalizzarli e piantare le loro bandierine rosse sul tutto.

Diversi mesi fa, tanto per fare un primo esempio concreto, ci imbattemmo in una petizione online voluta da uno dei tanti oscuri gruppuscoli della sinistra italiana… Tale petizione aveva come scopo dichiarato quello di sensibilizzare l’opinione pubblica italiana sulle condizioni di vita dei residenti di Gaza, ovvero la prigione a cielo aperto voluta dai macellai dello Stato – pirata detto Israele. Ovviamente, come avrebbe fatto qualsiasi essere umano dotato di raziocinio (quindi NON di sinistra!), ci siamo precipitati a firmare la petizione, chi sottolineando la sua appartenenza al MFL, chi qualificandosi semplice-mente con la propria professione… Ebbene, anche se non ci crederete, abbiamo constatato, poco tempo dopo, che dall’elenco dei sottoscrittori erano stati eliminati tutti i nominativi collegabili al MFL, mentre erano stati lasciati quelli dei Camerati che non avevano indicato la loro appartenenza partitica!

Ora, non vorrei violentare l’intelligenza di nessuno sottolineando cose lapalissiane, ma quando si ha veramente a cuore una causa e si lancia una petizione, così come una proposta referendaria o di Legge popolare, l’obiettivo unico è raccogliere quante più firme possibili, fossero anche quelle di Belzebù e Lucifero…

Arrivare alla ignobile bassezza rossa di sabotare la propria iniziativa pur di fare torto a dei Fascisti, dimostra meglio di ogni altra cosa quanto questi sudici essere se ne infischino della sorte dei Palestinesi; per loro, l’unica cosa importante è trovare qualcosa su cui piantare le loro bandierine rosso sangue, fosse anche un cadavere.

Più di recente, abbiamo avuto prova del fatto che questi comportamenti criminali non sono affatto casuali, bensì abituali per il lerciume che si nasconde dietro alla vuota parola “sinistra”.

Prima di scendere in particolari, un piccolo inciso. Mesi fa mi imbattei per caso nel blog di un certo Andrea Carancini: http://andreacarancini.blogspot.com/; tale blog è incentrato sul revisionismo olocaustico, ed è molto ben documentato e completo, ragion per cui, senza neppure chiedermi chi fosse l’autore ed a che corrente politica appartenesse, lo segnalai subito fra i collegamenti consigliati da siti e blog facenti capo al MFL-PSN. Inoltre, gli dedicai un breve articolo, inserendo a seguire uno dei tanti articoli revisionisti pubblicati dal Carancini: http://www.lavvocatodeldiavolo.biz/?p=486. Come spiegai nell’articolo suddetto, aldilà dell’appartenenza politica del singolo individuo, l’unico mio intento era: “contribuire a rendere un servizio alla libertà di pensiero ed a svegliare i cervelletti intorpiditi da decenni di lavaggio delle menti operati dai diffusori di menzogne olocaustiche”.

Non ebbi mai alcun contatto con il Carancini, fino a quando, il 18 aprile scorso, il Camerata Pier Giorgio Basile inviò questo comunicato al gruppo Yahoo riservato ai Militanti MFL-PSN:

“Ave camerati, sul blog di Andrea Carancini ho trovato questo articolo: http://andreacarancini.blogspot.com/2011/04/il-conto-della-freedom-flotilla-paga\to.html
In fondo si parla di una manifestazione nazionale il prossimo 7 Maggio a Roma per la fine dell’assedio di Gaza, per il diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese, per il sostegno alle lotte dei popoli arabi per la libertà e la giustizia sociale. Ho pensato ad una nostra eventuale partecipazione come MFL-PSN; con il consenso del Segretario Nazionale scriverò agli organizzatori manife-stando una nostra volontà di partecipazione. Vi terrò aggiornati; intanto, se qualcuno offre la propria di disponibilità a partecipare
a tale evento mi faccia sapere che ci si inizia ad organizzare.

Cameratescamente, Pier Giorgio Basile – MFL Abruzzo – Capo Provincia L’Aquila”

Memore dei fatti raccontati poco sopra, anticipai chiaramente al Camerata Basile come sarebbe finita, ma lo autorizzai a provare comunque a contattare gli organizzatori. Nel frattempo, svariati Camerati, specie quelli più vicini a Roma, si mettevano a disposizione del Basile per partecipare alla manifestazione…

Ed ecco la prova di come è finita:

“Cari camerata, vi incollo qui di seguito il mio messaggio di richiesta di adesione alla manifestazione di cui vi parlavo nonché la risposta ricevuta. Mio messaggio: “Salve, parlo a nome del Movimento Fascismo e Libertà – Partito Socialista Nazionale (MFL-PSN); vorremmo aderire a tale alla manifestazione indetta per il prossimo 7 Maggio a Roma dal Coordinamento Nazionale della Freedom Flotilla Italia, su un link abbiamo visto che per aderire bisognava scrivere a questo indirizzo mail. In particolare, come si svolgerà tale manifestazione? Orari, luoghi etc.. Vi ringraziamo.

Movimento Fascismo e Libertà – Partito Socialista Nazionale”

Ed ecco qui di sotto la pronta risposta:

“Adesione non gradita. Non fatevi vedere nemmeno dipinti”.

L’immenso fetore antifascista a quanto pare arriva ovunque! A quanto pare decidono loro chi può partecipare e chi no ad una manifestazione nazionale, questa si che è libertà!
Cameratescamente,

Pier Giorgio Basile – MFL Abruzzo – Capo Provincia L’Aquila.

Giusto per non lasciare nulla al caso e verificare con certezza se anche il Carancini avesse questa infima statura morale, inviai direttamente al suo blog, come commento all’articolo che reclamizzava la manifestazione, una durissima nota di protesta, allegando la risposta ricevuta dalle masse di sterco rosse con le quali il Carancini mostrava di essere “culo e camicia”… Ovviamente il compagnuccio di merende Carancini copriva l’operato di questi ammassi di letame in camicia rossa, cancellando senza pubblicarlo il mio commento di denuncia!

Solita storia quando si ha a che fare con il sottosviluppo mentale dei sinistri di tutte le risme: gridano contro il regime che boicotta chi difende i palestinesi, ma boicottano loro per primi quelli che li difendono realmente e da sempre perché ci credono, e non per mettere in mostra le loro bandierine rosso sangue; tuonano contro la religione olocaustica, ma se il revisionista non viene da sinistra lo chiamano “sporco nazista”; blaterano a vanvera di libertà di espressione e pensiero, ma se qualcuno non esprime tristi pensieri di sinistra, gli impediscono di parlare e manifestare…

Qualcuno conosce una parola che descriva meglio gli appartenenti a tutte le sinistre del mondo, oltre a MERDE?

Potrei terminare qui, ma priverei i Camerati lettori di una buona dose di risate da farsi alla faccia dei più ridicoli e disinformati sostenitori della sinistra, ovvero l’arcipelago del mondo Gay – Trans – Lesbo denominato Arcigay… Intendiamoci, non è affatto mia intenzione esprimere concetti omofobici od offensivi sulla sessualità di lorsignori, in quanto il mio considerarli ridicoli non è riferito alla loro condizione di gay, bensì a quelli di estimatori della sinistra!

Se costoro, infatti, si fossero presi la briga di leggere anche qualche libro, oltre che perdere tempo ad urlare contro le presunte discriminazioni che subireb-bero, saprebbero bene che se ci furono dei regimi veramente repressivi e criminali nei confronti dei gay furono proprio quelli rossi… Ed a sostenerlo non sono io, bieco Fascista, ma addirittura il Dott. Enrico Oliari, uno dei leader del gruppo “Gaylib”, ovvero quella piccola parte del mondo gay che quanto meno non ha svenduto la propria dignità alla sinistra in cambio di un minimo di sostegno e visibilità:

“Benché, tendenziosamente, spesso vengano ricordati solo gli omosessuali perseguitati dal nazi-fascismo, in realtà l’omosessualità è stata condannata, anche duramente, in molti paesi comunisti, quasi a dimostrare che l’omofobia non ha colore. Cinquantamila gli omosessuali scomparsi nei Gulag sovietici, senza contare quelli internati in Cina, a Cuba ed in molti altri paesi soggetti a regime comunista. Nonostante fu lo stesso Che Guevara ad inventare i campi di concentramento (UMAP) per i gay cubani, durante ogni gay pride è possibile vedere centinaia di giovani con il suo volto ritratto su bandiere e maglie, quasi le sofferenze e gli orrori patiti dalle vittime non abbiamo nessuna importanza. Ipocrisia, dovuta all’ignoranza, dovuta alla svendita della dignità propria e di tutti ai partiti”. (http://www.oliari.com/storia2/comunismo.html).

Ma torniamo al discorso principale; alcuni mesi or sono, con mia somma sorpresa, all’indirizzo mail della Segreteria Nazionale MFL cominciarono ad arrivare periodicamente i comunicati stampa dell’Arcigay, tutti firmati da tal Stefano Bolognini, responsabile dell’ufficio stampa.

Inizialmente pensai allo scherzo di qualche mattacchione, dato che in molti siti è possibile richiedere l’invio di newsletter inserendo l’indirizzo mail di qualsiasi sconosciuto… Ma visitando i siti dell’Arcigay e non trovando alcun modo per richiedere l’invio della loro rassegna stampa, capii che l’inserimento dei nostri recapiti era stato volontario, ovvero opera se non proprio del suddetto responsabile, quanto meno di qualcuno molto vicino a lui, magari addetto ad aggiornare le liste di indirizzi cui inviare i comunicati.

Francamente fui quasi contento della cosa: finalmente questi signori, pensavo, hanno messo da parte il loro ridicolo antifascismo e ci considerano interlocutori politici e sociali al pari degli altri… Quanto mi sbagliavo!

Fra un comunicato e l’altro, alcuni quasi condivisibili, altri semplicemente farneticanti, mi sono presto reso conto che gli esponenti dell’Arcigay hanno ben presto acquisito la mentalità dei comunisti che ipocritamente fingono di appoggiarli; infatti, esattamente come i loro maestri, si riempiono la bocca di paroloni quali tolleranza, rispetto, libertà, citando la Costituzione un giorno sì e l’altro anche, ma se qualcuno osa contraddirli con qualsiasi semplicissima osservazione, sono pronti a vomitare parole d’odio e persino a pretendere Leggi a loro tutela… L’uguaglianza fra tutti i cittadini che dicono di pretendere è la tipica uguaglianza alla maniera comunista: per loro tutti i diritti, per gli altri ostracismo e repressione.

Tanto per fare capire il loro modus operandi, e forse anche il perché dei comunicati inviati al MFL, riporto a seguire un breve passo di un comunicato stampa del 28 aprile:

“Comunicato stampa. Europride Roma 2011. I Gladiatori si amano? Ecco le prove. Il bacio sulle labbra tra due gladiatori nello spot di Europride Roma 2011 (visibile al link: http://www.youtube.com/watch?v=ujy-1KTbht0) ha suscitato l’indignazione di Pdl e della Fiamma tricolore.
In particolare Fabio Sabbatani Schiuma, componente dell’esecutivo romano del PdL ha dichiarato: “L’ennesima e inutile pagliacciata lo spot dei due gladiatori che si baciano in bocca: non aiuta di certo la condivisibile da tutti battaglia sui diritti civili delle persone”. Lo ha seguito nello sfoggio di pregiudizio anche Stefano Tersigni, il Segretario Romano e Dirigente della
Fiamma Tricolore Destra Sociale che, in un comunicato stampa, ha detto: “Vergognoso il video ufficiale di Europride Roma 2011. La predetta manifestazione, che celebrerà l’orgoglio lgbt italiano ed europeo a Roma, sarà come il suo spot: una pagliacciata (…)”.

Ecco dunque la discriminante; liberi loro di pretendere i matrimoni gay, l’adozione di figli, le Leggi speciali a loro tutela e certe squallide manifestazioni che hanno quale unico scopo quello di oltraggiare il comune senso del pudore, ma se altri osano dissentire anche solo con un semplice scritto, si scatenano tuoni e fulmini, accompagnati dallo sputtanamento degli autori, citati con nome, cognome e partito di appartenenza.

A riprova di quanto sopra, ecco un altro illuminante brano tratto da un comunicato dell’Arcigay datato 29 aprile:

“Con un comunicato diffuso nella serata di ieri il Partito democratico ha aderito ufficialmente a Europride Roma 2011, la manifestazione dell’orgoglio lgbt europeo.
Nel comunicato si legge: “Il Partito Democratico sostiene Europride 2011, manife-stazione europea per i diritti e l’uguaglianza delle persone GLBT che si terrà a Roma nel mese di giugno 2011.

Il valore dell’uguaglianza sostanziale tra tutti i cittadini – affermato solennemente dalla Carta Costituzionale – e la rimozione di ogni discriminazione, incluse quelle basate sullo orientamento sessuale e sull’identità di genere, sono parte integrante del patrimonio e dei valori del nostro partito e dei partiti socialisti e democratici europei. L’Italia sconta peraltro un grave ritardo legislativo nei confronti dei cittadini GLBT e recentemente la Corte Costituzionale ha sottolineato che al Parlamento spetta legiferare sulle unioni omosessuali”.

“Il Partito Democratico – continua la nota – è impegnato, in parlamento e nelle sedi di partito, a favorire la conoscenza di un fenomeno sociale di crescente rilevanza e ad individuare soluzioni legislative tali da assicurare a tutti i cittadini, anche in Italia, diritti che sono ormai patrimonio consolidato della civiltà giuridica del nostro continente. La delegazione ufficiale del Partito Democratico a Europride 2011 comprenderà Ivan Scalfarotto, Vicepresidente dell’Assemblea Nazionale del Partito Democratico; Ettore Martinelli, Responsabile Diritti della Segreteria del PD; l’Onorevole Anna Paola Concia e l’Onorevole David Sassoli, capogruppo del PD al Parlamento Europeo”.

Il Partito democratico si aggiunge così a Idv, Radicali italiani, Sel e al Partito marxista-leninista italiano (PMLI) che hanno inviato la loro adesione alla manifestazione nei giorni scorsi (…)”.

Le parti evidenziate in grassetto dal sottoscritto sono le più interessanti… Poche righe sotto la solita litania circa l’uguaglianza fra tutti i cittadini affermata dalla Costituzione, e rifiutata in primis proprio da questi sinistri da strapazzo, l’Arcigay si vanta del sostegno del PMLI, partitino microscopico che esalta sul suo sito assassini riconosciuti come Lenin, Stalin e Mao, proponendosi come metodo di azione politica l’omicidio dell’attuale premier tramite incitazioni inequivocabili del tipo: “Una nuova piazzale Loreto per il neoDuce Berlusconi”! Ogni lettore potrà giudicare da solo l’orrore che suscitano certi mascalzoni con le loro farneticanti iconografie omicide, dando uno sguardo alle foto pubblicate sul loro sito.

Con buona pace delle decine di migliaia di gay trucidati dai “maestri” del PMLI nei gulag ricordati dallo scritto del Dott. Enrico Oliari riportato poc’anzi! Ed alla faccia delle Leggi liberticide volute da questi mascalzoni ai danni dei Fascisti (e dei presunti tali) dopo che le baionette straniere li avevano rimessi al potere in Italia nel 1945!

Ovviamente, nessun magistrato rosso si è mai preso la briga di indagare questi farabutti per apologia di reato, incitamento all’odio ed alla violenza e decine di altri reati; i compagni (di merende) in toga sono tutti troppo occupati a monitorare i siti Fascisti ed a procedere duramente contro chi osa fare il saluto romano in piazza!

Non temete, Camerati lettori, la storia che vi stavo raccontando non è finita!

Sempre il 28 aprile, in ben due mail consecutive inviateci alle ore 17:28 e 17:34 ci giungeva il seguente invito:

“E’ nostro piacere invitarla alla conferenza stampa di presentazione della Campagna nazionale contro l’omofobia 2011 organizzata da Arcigay che si terrà mercoledì 4 maggio alle 11, presso la sede di rappresentanza Arcigay in via di San Giovanni in Laterano 10 a Roma.
Saranno presenti: Paolo Patanè, Luca Trentini, Paola Concia, Franco Grillini, Vladimir Luxuria. E’ stata invitata il Ministro per le pari opportunità Mara Carfagna e i rappresentanti delle associazioni che hanno aderito alla campagna. Distinti saluti, Stefano Bolognini.

– Stefano Bolognini
Ufficio Stampa Arcigay
Tel: 3486839779
Skype: ste_bolo

Tali parole erano accompagnate da un allegato Pdf, giusto per fare capire a tutti che non si poteva trattare di un equivoco.

A questo punto decidevo di contattare il Camerata Augusto Sensi, il quale, oltre ad essere il nostro Vice Segretario Nazionale per il Centro Italia, vive e lavora proprio a Roma, sede dell’annunciata conferenza stampa dell’Arcigay; comunicavo, quindi, al Sensi di avere ricevuto questo invito riprodotto, che prontamente gli inoltravo, e chiedevo contemporanea-mente se era interessato ed aveva la possibilità di recarsi a questa conferenza. Sensi, che da buon Fascista ragiona senza paraocchi ideologici e senza discriminazioni pretestuose, rispondeva di non avere nulla in contrario alla cosa: se ci tenevano tanto ad avere i Fascisti alla loro conferenza stampa, li avrebbero avuti.

Così, seguendo le istruzioni contenute nella mail di invito, il Camerata Sensi telefonava all’addetto stampa dell’Arcigay, Stefano Bologini… E qui cominciavano le comiche!

Il Bolognini, colto evidentemente di sorpresa, prendeva a bofonchiare frasi incerte, del tipo: “Ma siete veramente interessati a partecipare?”, o ancora: “Ma veramente avete ricevuto l’invito?”

Per uscire dall’imbarazzante situazione, il responsabile dell’ufficio stampa non trovava altro da fare che prendere tempo: “Mi dia il tempo di informarmi e mi richiami fra alcune ore”.

E dopo avere lasciato al sig. Bolognini tutto il tempo necessario per comprendere che sia lui, sia la sua organizzazione stavano facendo una figura meschina, il buon Sensi ha diligentemente richiamato, ricevendo una risposta di questo tipo: Ci scusiamo, ma l’invito vi è giunto per errore, pertanto alla nostra conferenza non sarete graditi, in quanto noi dell’Arcigay siamo antifascisti convinti”.

Bontà sua, il mitico responsabile dell’ufficio stampa Arcigay, aggiungeva la seguente frase: “(…) Se comunque volete inviarci una vostra presa di posizione scritta sull’omofobia, la leggeremo volentieri (…)”.

Quale delicatezza e sensibilità! Data l’incomprensione, gli amici dell’Arcigay si dichiaravano addirittura lieti di leggere una nostra presa di posizione, ovviamente inviata da lontano, senza quindi fare vedere i nostri brutti ceffi di Fascisti, Nazisti, Razzisti e chissà cos’altro!

Ora, provate ad immaginarvi se fosse successa una cosa analoga, ma a parti invertite: noi del MFL che inviamo comunicati ogni giorno all’Arcigay per sfotterli, e loro che ci chiamano dicendo che avrebbero gradito partecipare ad una nostra conferenza stampa… Cosa sarebbe successo se gli avessimo risposto: “No, signori, non siete graditi in quanto froci?”

Immagino uno sciopero della fame di Pannella, un corteo antifascista capeggiato dal PMLI, un’inchiesta in TV sulle persecuzioni patite dai gay ad opera dei Nazifascisti e magari l’apertura di un bel fascicolo da parte di un compagno magistrato, pronto a procedere contro di noi per violazione della Costituzione e della Legge Mancino…!

Invece, dato che a discriminare sono loro, i lamentosi gay di sinistra, e ad essere discriminati siamo noi, cioè i Fascisti, Nazisti e Razzisti che non hanno diritto di parola, tutto è passato sotto silenzio.

Ovviamente, dato che non sono tipo da sopportare certe prese per il deretano senza neppure abbozzare una reazione, mi sono preso la briga di inviare una comunicazione scritta direttamente al mitico Sig. Bolognini:

“Preg.mo Sig. Bolognini, da molto tempo riceviamo i Vs. comunicati stampa e, in ultimo il Vs. invito alla conferenza stampa… Invito che ci è giunto ben due volte, ieri, alle 17:28 ed alle 17:34… Un po’ troppo per pensare ad un errore, come Lei ha dichiarato oggi al nostro Vice Segretario Nazionale, Augusto Sensi.

Evidentemente avete inserito il nostro indirizzo mail come provocazione, convinti forse di ricevere risposte volgari che avreste certamente reso pubbliche, giusto per continuare con le Vs. litanie sui Fascisti brutti, sporchi e cattivi… Ma la provocazione non ha avuto successo, ed avete dovuto spiegare al nostro delegato romano che non era persona gradita alla Vs. conferenza stampa… Proprio Voi che da tempo immemorabile tuonate contro chi discrimina ed invocate l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla Costituzione ed alla Legge. Siete in ottima compagnia, con i vari Di Pietro, Vendola e “sinistri” assortiti, sempre pronti a recitare il ruolo delle vittime, ma ancora più pronti a discriminare in base al credo politico… Eppure l’articolo 21 di quella Costituzione che tanto invocate recita, fra l’altro: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”, mentre l’art. 49 dice: “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”…. Per non parlare dell’articolo 3, che recita, fra l’altro: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

Ma forse voi, come tutta la sinistra italiana, siete ferrati soltanto in Disposizioni Transitorie, vero? O più semplicemente, siete specializzati nel reclamare soltanto DIRITTI per voi stessi, mentre ve ne infischiate dei diritti altrui?

Prendiamo comunque atto, senza polemiche, del fatto che l’Arcigay non gradisce alle sue conferenze stampa i Fascisti, e che invia loro inviti e comunicati solo al fine di provocarli e studiarne le reazioni…

In ogni caso, qualora vogliate allargare i Vs. orizzonti, Le invio il link relativo ad una mia vecchia intervista, ove potrete verificare le nostre posizioni sull’argomento gay: http://www.oliari.com/interviste/gariglio.html

Le consiglio, infine, di visitare la seguente pagina dello stesso autore: http://www.oliari.com/storia2/comunismo.html.

Potrete verificare che con un minimo di cultura storica in più molti esponenti del mondo gay potrebbero evitarsi la figuraccia di dirsi antifascisti e di manifestare, invece, avendo a fianco bandiere cubane e ritratti del Che… Come evidenzia il buon Dott. Enrico Oliari, che non è né Fascista, né eterosessuale, né omofobo (indi, potete fidarvi), “Nonostante fu lo stesso Che Guevara ad inventare i campi di concentramento (UMAP) per i gay cubani, durante ogni gay pride è possibile vedere centinaia di giovani con il suo volto ritratto su bandiere maglie, quasi le sofferenze e gli orrori patiti dalle vittime non abbiamo nessuna importanza. Ipocrisia, dovuta all’ignoranza, dovuta alla svendita della dignità propria e di tutti ai partiti”.

Detto questo, la saluto cordialmente e Le chiedo cortesemente di evitare in futuro l’invio di Vs. comunicati… Dato che siete fieri di dirvi antifascisti, evitate di coinvolgere chi è orgogliosamente Fascista nelle vostre questioni e nelle vostre provocazioni.

Dott. Carlo Gariglio – Segr. Naz. MFL

Pensate che il Sig. Bolognini, o qualsiasi altro esponente dell’Arcigay, abbia trovato il coraggio di replicare in alcun modo alla missiva di cui sopra? Pensate che abbiano avuto una qualche impennata d’orgoglio per provare, almeno, a mettere una pezza alla meschina figura fatta dall’Arcigay?

Nossignori! Loro, i fieri antifascisti sempre pronti ad esigere il pieno rispetto della Costituzione, incassano in silenzio e si limitano ad eliminare il nostro indirizzo mail dalla loro lista di indirizzi cui inviare i comunicati stampa!

Ecco, dunque, l’ennesima prova provata di quanto vado sostenendo dall’inizio dell’articolo… A lorsignori rossi dà noia la repressione quando la subiscono, non quando la fanno subire… La Costituzione si invoca per reclamare diritti, ma diventa lettera morta quando gli stessi diritti li dovrebbe garantire agli altri… Le libertà di espressione e manifestazione valgono solo per chi inalbera stracci rosso sangue al posto delle bandiere… Il revisionismo storico si può fare solo da sinistra, altrimenti diventa bieco Nazismo…

E così, torniamo alla domanda che ho già posto: esiste altro modo efficace per definirli al di fuori di MERDE? Ed esistono persone pensanti ed in buona fede che possano schierarsi politicamente a fianco di questi luridi ipocriti nostalgici di gulag e di raffiche di mitra alla schiena in stile partigiano per chi non la pensa come loro? NO!

Carlo Gariglio

 

INTERVISTA A CARLO GARIGLIO SUI DIRITTI DEI GAY (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Agosto 2020)

Temevo di avere perso il testo di questa intervista rilasciata nel lontano 2005 al Dott. Enrico Oliari, leader dei cosiddetti gaylib (https://it.wikipedia.org/wiki/Gay_Lib), ovvero quella parte del mondo LGBT che facendo funzionare il cervello, ha compreso che non possono certo essere i tanto decantati comunisti a difendere le loro posizioni, anche e soprattutto perché ovunque siano stati al potere, i baldi difensori dei diritti si sono distinti proprio per la repressione posta in essere ai danni del mondo gay.

Che

Lo stesso Oliari (https://www.culturagay.it/staff/7), in vari articoli, ha evidenziato l’ipocrisia di quel mondo comunista che ha sempre inventato repressioni assortite da parte di Nazionalsocialismo e Fascismo ai danni di questa comunità.

Ovviamente il buon Oliari resta convinto delle brutalità “naziste” ai danni dei gay, ma in questa stessa intervista ammette candidamente che il Fascismo non fu mai particolarmente omofobico…

Dicevo che temevo di avere perso il testo che riproporrò nelle prossime pagine, in quanto dopo essere rimasto per anni in bella mostra sul sito personale del Dott. Oliari, è scomparso già da tempo, insieme a tutto il sito.

Per fortuna, dopo varie ricerche, ho ritrovato l’intervista su un forum chiamato Termometro Politico, e mi affretto quindi a ripubblicarla; in primis perché il sottoscritto, a differenza dei vari Salvini e 5 zecche vari, quando assume una posizione non la cambia ogni due giorni, come “lorsignori”… E secondariamente perché oggi giorno, se non si parla del famoso finto virus, si parla di gay, lesbo, trans e persecuzioni (per lo più inventate) che questi signori subirebbero in Italia e nel mondo. Quindi, nulla di più attuale di un’intervista del 2005!

Del resto, alla squallida classe politica della sinistra, poco importa del popolo che muore di fame, dei negozianti costretti a fallire, dei cittadini obbligati a travestirsi da cagnolini con la museruola, ma ai primi posti della loro vergognosa agenda politica figurano i diritti dei poveri gay, la possibilità di fargli adottare figli e sposarsi, nonché nuove Leggi che puniscano inesistenti reati, come l’omofobia.

Malgioglio

Magari vorranno fare dimenticare quando i loro idoli, tipo Che Guevara, li rinchiudevano in veri e propri campi di sterminio, come ammesso dallo stesso Fidel Castro, che volle scusarsi con loro solo nel 2010 (https://www.repubblica.it/ultimora/24ore/CUBAMEA-CULPA-DI-FIDEL-CASTRO-PER-AVER-PERSEGUITATO-I-GAY/news-dettaglio/3830518).

Carlo Gariglio

 **********

Enrico Oliari: Carlo Gariglio è segretario politico di un movimento nel cui nome si rispecchiano programma e patrimonio culturale: “Fascismo e Libertà”. Anticomunista fino all’osso, per lui Hitler fu un grande europeista. Mentre un “Pinochet un po’ incazzato” rappresenterebbe la giusta risposta ai fatti del “G8”.

Già consigliere comunale a Dusino San Michele (AT), non si sente assolutamente un personaggio dalle idee superate:

G: “Che dire allora di chi si rifà al cristianesimo vecchio di 2000 anni? E chi si proclama socialista, comunista, monarchico? Queste ideologie sono molto più vecchie del Fascismo, ma mai a nessuno pensa che siano fuori tempo. Non è l’anno di nascita ad essere importante, ma l’attualità delle proposte”.

– O: Tuttavia un po’ di anacronismo io lo vedo: come è possibile essere “fascisti” in un Paese con la Costituzione fondata sulla Resistenza, moderno e proiettato in una grande Europa Unita?

G: “Essere fascisti oggi significa avere conservato il ricordo vero di cosa fu il Fascismo e ci cosa fu la cosiddetta “Resistenza”.

Significa conoscere la vera storia e le verità storiche autentiche..

Significa amare ancora un Paese oggi impoverito e ridotto alla fame da quella associazione a delinquere che viene chiamata Europa Unita, costruita sulla pelle dei popoli per arricchire ancora di più i banchieri che la governano”.

– O: Il Suo Movimento non fa parte dei partiti di destra al Governo. Ad esempio, il 4 gennaio del 2002 Lei se la prese con un Alleanza Nazionale, a suo dire, traditrice del popolo italiano. Definì persino i suoi membri “AN-ali…

G: “Noi non siamo della destra sociale, estrema, radicale o moderata che dir si voglia. Siamo fascisti e sappiamo che il Fascismo nacque proprio come Terza Via fra il socialismo e il liberal-capitalismo. Dunque per noi Casa delle Libertà ed Ulivo sono solo due facce della stessa patacca (medaglia sarebbe troppo lusinghiero).

Circa AN, non solo nel 2002 mi sono espresso così, ma ogni qualvolta ne ho l’opportunità, da Fiuggi in poi.

Tuttavia, non è esatto dire che gli esponenti di AN siano traditori del popolo italiano. Sono traditori del popolo fascista”.

– O: Sempre più vi sono argomenti di discussione di crescente attualità, come la questione dei diritti delle persone omosessuali. A Lei e ai suoi colleghi del movimento “Fascismo e Libertà”, che trae il suo patrimonio politico dalla tradizione del PNF, dovrebbero rizzarsi i capelli…

G: “Perché, il Partito Nazionale Fascista si occupava forse di perseguire o discriminare gli omosessuali?

Non siamo certo noi quelli che cercano di limitare i diritti altrui.

Non siamo stati noi a scrivere una Costituzione ove si vieta il diritto di cittadinanza per chi si sente fascista o per chi si sente monarchico.

Noi non abbiamo nulla in contrario a parlare di diritti delle minoranze, neppure quella degli omosessuali”.

– O: E’ vero che il Fascismo non fu particolarmente omofobico, come lo furono Nazismo e Comunismo. Tuttavia il fascismo del dopoguerra si mosse apertamente contro i diritti dei gay. Dal momento che la questione dei diritti delle persone omosessuali è argomento di crescente attualità, non mancò a suo tempo nella destra italiana la lungimiranza e la capacità di cogliere il segno dei tempi?

G: “Credo che con la definizione “fascismo del dopoguerra” lei si riferisca al cosiddetto neofascismo. Se è così le ricordo che noi non abbiamo nulla a che fare con la marmaglia neofascista che fu funzionale alle trame dei servizi deviati di vari paesi e che tentò di spostare il vero Fascismo sociale e proletario nell’area della cosiddetta estrema destra. Dunque non posso essere chiamato a giustificare comportamenti di un’area politica che non è la mia.

Tuttavia posso riconoscere che la destra commise un grosso errore di valutazione, costringendo quasi a schierarsi a sinistra gli omosessuali che non si sentivano tutelati dalla destra. Errore duplice, se consideriamo che i comunisti, ovunque abbiano governato, si sono dimostrati ben più incivili nei confronti degli omosessuali”.

– O: Se la sentirebbe oggi di esprimersi pubblicamente contro la discriminazione delle persone omosessuali?

G: “Purché si chiarisca a dovere cosa si intende per diritti, io non ho alcun problema. Mi spiego: essendo un laico refrattario alle imposizioni religiose di qualsiasi tipo, ho una visione del problema pragmatica. Credo che due individui adulti consenzienti possano praticare nel privato della loro camera da letto qualsiasi forma di sessualità: omosessualità, sado-maso, eterosessualità…

Questo nel privato. Diverso è quando si vuole imporre in pubblico i propri gusti, reclamando addirittura diritti che altri non reclamano. Sento parlare di quote elettorali per omosessuali, di adozione di figli, di matrimonio… Ma qualcuno accetterebbe, tanto per fare un esempio, di imporre quote elettorali per i praticanti il sesso sado-maso? E qualcuno può garantirmi che due uomini o due donne possano allevare in maniera appropriata un bambino, senza esporlo a traumi di alcun genere?

Nessuno di noi vuole impedire ad una coppia di omosessuali di vivere la loro vita di coppia. Né siamo favorevoli alla polizia religiosa integralista che entri nelle case altrui a verificare le varie pratiche sessuali. Semplicemente neghiamo il diritto a costoro di ostentare la propria condizione tentando di imporla al prossimo con comportamenti oltraggiosi per il comune senso del pudore e della morale. Perché se le minoranze hanno sacrosanti diritti, anche e soprattutto le maggioranze ne hanno!

Chi ritiene che il matrimonio sia un sacramento religioso con dei precisi fini, ad esempio, non può accettare che questo venga ridotto ad una sorta di parodia più provocatoria che sostanziale”.

– O: Che diritti istituzionali concederebbe alle coppie omosessuali?

G: “Non avrei nulla contro l’istituzione di un registro civile per le coppie omosessuali, nel quale queste coppie potrebbero registrarsi volontariamente e senza alcun obbligo. Il fine è quello di vedere tutelati alcuni aspetti pratici della vita in comune, quali ad esempio il subentro nella locazione di un immobile in caso di scioglimento della coppia, la possibilità di ereditare i beni del “coniuge” in caso di morte ed anche la possibilità di tutelare finanziariamente il membro della coppia più debole in caso di separazione.

Ma naturalmente resto contrario al vero e proprio matrimonio e soprattutto all’adozione di figli”.

– O: Come vede le manifestazioni del Gay Pride?

G: “Come il fumo negli occhi.

Credo che gli stessi omosessuali seri dovrebbero rifiutarsi di sentirsi rappresentati da una pletora di cialtroni esibizionisti che circolano nelle varie città seminudi, lanciando slogan contrari alla religione della stragrande maggioranza dei cittadini (e non parlo per me, che come già detto sono un laico di ferro!) e cercando di fare passare il falso messaggio che essere omosessuali è bello. E’ non è questione di omofobia, poiché mi esprimerei così anche se a manifestare fossero i praticanti del sado-maso con tutto il loro armamentario di pelle, frustini e quant’altro.
Ripeto, un conto è il privato della propria camera
da letto, un conto è la pubblica ostentazione ed imposizione agli occhi di tutti dei propri gusti e delle proprie inclinazioni”.

– O: Ho l’impressione che Lei veda il rapporto omosessuale solo come un modo di fare sesso, tant’è vero che lo equipara al rapporto sado-maso. Tuttavia per “coppia omosessuale” intendiamo un insieme di due persone che si amano, si sostengono e che condividono un progetto di vita…

G: “Attenzione! Non ho equiparato nulla… Ho solo cercato un esempio che chiarisse il mio pensiero. Ed ho quindi utilizzato un paragone con un altro modo di fare sesso che è minoritario, che è considerato una “devianza” rispetto al modo “normale” di interpretare la sfera sessuale.

Perché, due persone che praticano nel loro privato il sesso sado-maso non possono amarsi ed essere felicemente sposate o conviventi?”.

– O: Se avesse un figlio gay?

G: “Non sarò ipocrita dicendole che ne sarei fiero, felice ed orgoglioso. Tuttavia imparerei ad accettare la cosa, considerando che comunque quello sarebbe sempre mio figlio, indipendentemente dalle sue inclinazioni sessuali.

Questo, naturalmente, se mio figlio vivesse con dignità la sua condizione di omosessuale. Se invece si trasformasse in uno di quegli squallidi pagliacci pubblici tipo Platinette, o se si riducesse ad adescare i pervertiti agli angoli delle strade con addosso una parrucca, mi darei da fare per disconoscerne la paternità!”.

https://forum.termometropolitico.com/337834-intervista-carlo-gariglio.html

Gay