INTERVISTA A CARLO GARIGLIO SUI DIRITTI DEI GAY (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Agosto 2020)

Temevo di avere perso il testo di questa intervista rilasciata nel lontano 2005 al Dott. Enrico Oliari, leader dei cosiddetti gaylib (https://it.wikipedia.org/wiki/Gay_Lib), ovvero quella parte del mondo LGBT che facendo funzionare il cervello, ha compreso che non possono certo essere i tanto decantati comunisti a difendere le loro posizioni, anche e soprattutto perché ovunque siano stati al potere, i baldi difensori dei diritti si sono distinti proprio per la repressione posta in essere ai danni del mondo gay.

Che

Lo stesso Oliari (https://www.culturagay.it/staff/7), in vari articoli, ha evidenziato l’ipocrisia di quel mondo comunista che ha sempre inventato repressioni assortite da parte di Nazionalsocialismo e Fascismo ai danni di questa comunità.

Ovviamente il buon Oliari resta convinto delle brutalità “naziste” ai danni dei gay, ma in questa stessa intervista ammette candidamente che il Fascismo non fu mai particolarmente omofobico…

Dicevo che temevo di avere perso il testo che riproporrò nelle prossime pagine, in quanto dopo essere rimasto per anni in bella mostra sul sito personale del Dott. Oliari, è scomparso già da tempo, insieme a tutto il sito.

Per fortuna, dopo varie ricerche, ho ritrovato l’intervista su un forum chiamato Termometro Politico, e mi affretto quindi a ripubblicarla; in primis perché il sottoscritto, a differenza dei vari Salvini e 5 zecche vari, quando assume una posizione non la cambia ogni due giorni, come “lorsignori”… E secondariamente perché oggi giorno, se non si parla del famoso finto virus, si parla di gay, lesbo, trans e persecuzioni (per lo più inventate) che questi signori subirebbero in Italia e nel mondo. Quindi, nulla di più attuale di un’intervista del 2005!

Del resto, alla squallida classe politica della sinistra, poco importa del popolo che muore di fame, dei negozianti costretti a fallire, dei cittadini obbligati a travestirsi da cagnolini con la museruola, ma ai primi posti della loro vergognosa agenda politica figurano i diritti dei poveri gay, la possibilità di fargli adottare figli e sposarsi, nonché nuove Leggi che puniscano inesistenti reati, come l’omofobia.

Malgioglio

Magari vorranno fare dimenticare quando i loro idoli, tipo Che Guevara, li rinchiudevano in veri e propri campi di sterminio, come ammesso dallo stesso Fidel Castro, che volle scusarsi con loro solo nel 2010 (https://www.repubblica.it/ultimora/24ore/CUBAMEA-CULPA-DI-FIDEL-CASTRO-PER-AVER-PERSEGUITATO-I-GAY/news-dettaglio/3830518).

Carlo Gariglio

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Enrico Oliari: Carlo Gariglio è segretario politico di un movimento nel cui nome si rispecchiano programma e patrimonio culturale: “Fascismo e Libertà”. Anticomunista fino all’osso, per lui Hitler fu un grande europeista. Mentre un “Pinochet un po’ incazzato” rappresenterebbe la giusta risposta ai fatti del “G8”.

Già consigliere comunale a Dusino San Michele (AT), non si sente assolutamente un personaggio dalle idee superate:

G: “Che dire allora di chi si rifà al cristianesimo vecchio di 2000 anni? E chi si proclama socialista, comunista, monarchico? Queste ideologie sono molto più vecchie del Fascismo, ma mai a nessuno pensa che siano fuori tempo. Non è l’anno di nascita ad essere importante, ma l’attualità delle proposte”.

– O: Tuttavia un po’ di anacronismo io lo vedo: come è possibile essere “fascisti” in un Paese con la Costituzione fondata sulla Resistenza, moderno e proiettato in una grande Europa Unita?

G: “Essere fascisti oggi significa avere conservato il ricordo vero di cosa fu il Fascismo e ci cosa fu la cosiddetta “Resistenza”.

Significa conoscere la vera storia e le verità storiche autentiche..

Significa amare ancora un Paese oggi impoverito e ridotto alla fame da quella associazione a delinquere che viene chiamata Europa Unita, costruita sulla pelle dei popoli per arricchire ancora di più i banchieri che la governano”.

– O: Il Suo Movimento non fa parte dei partiti di destra al Governo. Ad esempio, il 4 gennaio del 2002 Lei se la prese con un Alleanza Nazionale, a suo dire, traditrice del popolo italiano. Definì persino i suoi membri “AN-ali…

G: “Noi non siamo della destra sociale, estrema, radicale o moderata che dir si voglia. Siamo fascisti e sappiamo che il Fascismo nacque proprio come Terza Via fra il socialismo e il liberal-capitalismo. Dunque per noi Casa delle Libertà ed Ulivo sono solo due facce della stessa patacca (medaglia sarebbe troppo lusinghiero).

Circa AN, non solo nel 2002 mi sono espresso così, ma ogni qualvolta ne ho l’opportunità, da Fiuggi in poi.

Tuttavia, non è esatto dire che gli esponenti di AN siano traditori del popolo italiano. Sono traditori del popolo fascista”.

– O: Sempre più vi sono argomenti di discussione di crescente attualità, come la questione dei diritti delle persone omosessuali. A Lei e ai suoi colleghi del movimento “Fascismo e Libertà”, che trae il suo patrimonio politico dalla tradizione del PNF, dovrebbero rizzarsi i capelli…

G: “Perché, il Partito Nazionale Fascista si occupava forse di perseguire o discriminare gli omosessuali?

Non siamo certo noi quelli che cercano di limitare i diritti altrui.

Non siamo stati noi a scrivere una Costituzione ove si vieta il diritto di cittadinanza per chi si sente fascista o per chi si sente monarchico.

Noi non abbiamo nulla in contrario a parlare di diritti delle minoranze, neppure quella degli omosessuali”.

– O: E’ vero che il Fascismo non fu particolarmente omofobico, come lo furono Nazismo e Comunismo. Tuttavia il fascismo del dopoguerra si mosse apertamente contro i diritti dei gay. Dal momento che la questione dei diritti delle persone omosessuali è argomento di crescente attualità, non mancò a suo tempo nella destra italiana la lungimiranza e la capacità di cogliere il segno dei tempi?

G: “Credo che con la definizione “fascismo del dopoguerra” lei si riferisca al cosiddetto neofascismo. Se è così le ricordo che noi non abbiamo nulla a che fare con la marmaglia neofascista che fu funzionale alle trame dei servizi deviati di vari paesi e che tentò di spostare il vero Fascismo sociale e proletario nell’area della cosiddetta estrema destra. Dunque non posso essere chiamato a giustificare comportamenti di un’area politica che non è la mia.

Tuttavia posso riconoscere che la destra commise un grosso errore di valutazione, costringendo quasi a schierarsi a sinistra gli omosessuali che non si sentivano tutelati dalla destra. Errore duplice, se consideriamo che i comunisti, ovunque abbiano governato, si sono dimostrati ben più incivili nei confronti degli omosessuali”.

– O: Se la sentirebbe oggi di esprimersi pubblicamente contro la discriminazione delle persone omosessuali?

G: “Purché si chiarisca a dovere cosa si intende per diritti, io non ho alcun problema. Mi spiego: essendo un laico refrattario alle imposizioni religiose di qualsiasi tipo, ho una visione del problema pragmatica. Credo che due individui adulti consenzienti possano praticare nel privato della loro camera da letto qualsiasi forma di sessualità: omosessualità, sado-maso, eterosessualità…

Questo nel privato. Diverso è quando si vuole imporre in pubblico i propri gusti, reclamando addirittura diritti che altri non reclamano. Sento parlare di quote elettorali per omosessuali, di adozione di figli, di matrimonio… Ma qualcuno accetterebbe, tanto per fare un esempio, di imporre quote elettorali per i praticanti il sesso sado-maso? E qualcuno può garantirmi che due uomini o due donne possano allevare in maniera appropriata un bambino, senza esporlo a traumi di alcun genere?

Nessuno di noi vuole impedire ad una coppia di omosessuali di vivere la loro vita di coppia. Né siamo favorevoli alla polizia religiosa integralista che entri nelle case altrui a verificare le varie pratiche sessuali. Semplicemente neghiamo il diritto a costoro di ostentare la propria condizione tentando di imporla al prossimo con comportamenti oltraggiosi per il comune senso del pudore e della morale. Perché se le minoranze hanno sacrosanti diritti, anche e soprattutto le maggioranze ne hanno!

Chi ritiene che il matrimonio sia un sacramento religioso con dei precisi fini, ad esempio, non può accettare che questo venga ridotto ad una sorta di parodia più provocatoria che sostanziale”.

– O: Che diritti istituzionali concederebbe alle coppie omosessuali?

G: “Non avrei nulla contro l’istituzione di un registro civile per le coppie omosessuali, nel quale queste coppie potrebbero registrarsi volontariamente e senza alcun obbligo. Il fine è quello di vedere tutelati alcuni aspetti pratici della vita in comune, quali ad esempio il subentro nella locazione di un immobile in caso di scioglimento della coppia, la possibilità di ereditare i beni del “coniuge” in caso di morte ed anche la possibilità di tutelare finanziariamente il membro della coppia più debole in caso di separazione.

Ma naturalmente resto contrario al vero e proprio matrimonio e soprattutto all’adozione di figli”.

– O: Come vede le manifestazioni del Gay Pride?

G: “Come il fumo negli occhi.

Credo che gli stessi omosessuali seri dovrebbero rifiutarsi di sentirsi rappresentati da una pletora di cialtroni esibizionisti che circolano nelle varie città seminudi, lanciando slogan contrari alla religione della stragrande maggioranza dei cittadini (e non parlo per me, che come già detto sono un laico di ferro!) e cercando di fare passare il falso messaggio che essere omosessuali è bello. E’ non è questione di omofobia, poiché mi esprimerei così anche se a manifestare fossero i praticanti del sado-maso con tutto il loro armamentario di pelle, frustini e quant’altro.
Ripeto, un conto è il privato della propria camera
da letto, un conto è la pubblica ostentazione ed imposizione agli occhi di tutti dei propri gusti e delle proprie inclinazioni”.

– O: Ho l’impressione che Lei veda il rapporto omosessuale solo come un modo di fare sesso, tant’è vero che lo equipara al rapporto sado-maso. Tuttavia per “coppia omosessuale” intendiamo un insieme di due persone che si amano, si sostengono e che condividono un progetto di vita…

G: “Attenzione! Non ho equiparato nulla… Ho solo cercato un esempio che chiarisse il mio pensiero. Ed ho quindi utilizzato un paragone con un altro modo di fare sesso che è minoritario, che è considerato una “devianza” rispetto al modo “normale” di interpretare la sfera sessuale.

Perché, due persone che praticano nel loro privato il sesso sado-maso non possono amarsi ed essere felicemente sposate o conviventi?”.

– O: Se avesse un figlio gay?

G: “Non sarò ipocrita dicendole che ne sarei fiero, felice ed orgoglioso. Tuttavia imparerei ad accettare la cosa, considerando che comunque quello sarebbe sempre mio figlio, indipendentemente dalle sue inclinazioni sessuali.

Questo, naturalmente, se mio figlio vivesse con dignità la sua condizione di omosessuale. Se invece si trasformasse in uno di quegli squallidi pagliacci pubblici tipo Platinette, o se si riducesse ad adescare i pervertiti agli angoli delle strade con addosso una parrucca, mi darei da fare per disconoscerne la paternità!”.

https://forum.termometropolitico.com/337834-intervista-carlo-gariglio.html

Gay

PICCOLE SARDINE PUZZOLENTI CRESCONO (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Luglio 2020)

Racconto questa poco edificante storiella per fare capire a tutti che il fenomeno delle Sardine, cioè stupidi figli di papà senza arte, né parte, non riguarda solo la sinistra italiana, ma è ormai trasversale.

Chi mi conosce sa bene che, a differenza degli “eroi” da social, da quando faccio politica, ho sempre messo in bella vista nome, cognome, indirizzo e telefono su qualsiasi volantino, stampato e materiale di propaganda vario.

Tuttavia, da alcuni anni ho smesso di rispondere al telefono a chi non è nella mia rubrica, o a chi non si annuncia in forma scritta evidenziando motivi seri; troppo tempo sprecato a chiacchierare con falliti di ogni risma, che ogni volta si annunciavano come leader di gruppuscoli costituiti da veri “fascisti” ai loro ordini… Per non parlare degli infiltrati giudei che si lamentavano per la nostra alleanza con il nazionalsocialismo (come se il Duce si fosse alleato con i giudei…), o per l’alleanza con l’Islam, o per il “tradimento” delle origini e delle tradizioni cristiane…

Anche se i più fastidiosi e disgustosi sono sempre stati quelli che prima fondavano ridicole sigle composte da 2 – 3 pseudo fascisti e poi ci contattavano proponendo alleanze, collaborazioni e magari il confluire nel loro gruppo da sinagoga!

Social

Chi vuole fare politica nel MFL-PSN, o collaborare in qualsiasi modo, deve semplicemente tesserarsi e mettersi a disposizione; regola che, per quanto semplice da comprendere, non è stata ancora capita neppure dai miei più alti dirigenti.

Pochi giorni fa noto qualche decina di chiamate dallo stesso numero; penso al solito call center, ma a fine giornata arriva una mail: un tizio sconosciuto vuole parlarmi… Gli suggerisco, dato che mi ha scritto, di spiegarmi chi è e cosa vuole in forma scritta.

Risponde di essere “leader” di un gruppo giovanile Fascista (sarà facile!), composto da 60 Fascisti ai suoi ordini… Che diventano 100 alla mail successiva, perché non aveva contato i 40 in fase di valutazione!

Ovviamente questi prodi “Fascisti” non pensano affatto ad aderire al movimento: vogliono diventare la nostra organizzazione giovanile…

Non sono mai stato favorevole alle organizzazioni giovanili, poiché se una persona si interessa alla politica, non capisco perché debba limitarsi ad azioni da bamboccio e non impegnarsi direttamente nei temi che interessano gli adulti, ma non è questo il punto.

Spazientito per tutto questo blaterare di “Fascisti”, “Camerati” e quant’altro, spiego che il minimo indispensabile che ci si possa attendere da qualcuno che voglia fare politica in nome e per conto del MFL-PSN è il tesseramento.

Cosa che, ovviamente, non vale solo per qualsiasi gruppo politico, ma persino per il circolo bocciofilo del paese; avete mai visto qualcuno rappresentare un gruppo al quale neppure si è preso la briga di aderire?

Apriti cielo! Il bamboccio abituato alla paghetta di papà si indigna… 40 € annui sono un furto, bisogna badare alle idee e non ai soldi!

Ovviamente pensa ai suoi soldi ed a quelli di papà, perché sui nostri (stampa di tessere e bollini adesivi annuali, acquisto all’ingrosso di spillette da fornire ai vari parassiti come lui, cura e redazione di un mensile online da spedire in pdf, buste e francobolli per mandargli il tutto comodamente all’indirizzo di papà) crede di avere pieni diritti… Senza considerare che il nostro è l’unico movimento politico che non riceve contributi da nessuno, e che non ha alla spalle organizzazioni delinquenziali (come capita agli illustri “camerati” dell’area) che gli permettono di incassare migliaia di Euro e magari di essere presente alle elezioni europee pur avendo risultati dello 0,0%!

Mando l’idiota a quel paese e lo diffido dal farsi risentire, ma il giorno dopo, giusto per mostrare la sua “potenza di fuoco” in stile Conte, il coglione mantenuto mi fa arrivare più di 40 E-mail da parte di presunti suoi militanti per sostenerlo… Ovviamente almeno l’80% delle mail è scritto dallo stesso coglione (o magari da qualche ignaro amico cooptato per inviare una mail al sottoscritto), e quasi sempre da indirizzi fantasma e senza firma… Un militante, un legionario, un iscritto…

Neppure bambini di 6 anni potrebbero concepire simili bassezze!

In tutte le mail ci sono lamentele per avere trattato male il “leader” e soprattutto offese varie per non essere veri “camerati” (chissà perché non parlano di “compagni di biberon”… Sarebbe più adatto!) e per pensare solo ai soldi.

In verità almeno tre mail sono certamente vere: tre membri del gruppo che, nonostante questo, mi invitando a diffidare di quel coglione del loro leader, interessato solo a farsi un nome ed a cercare di assorbire il nostro movimento!

Capito? Non ci hanno fermati, in questi 29 anni di vita, né gli sbirri, né i magistrati, né i tanti infami che hanno tentato di impadronirsi del movimento in ogni modo, ma dovrebbero riuscirci quelli della banda dell’asilo infantile che pretende di comandare in casa altrui e senza neppure prendersi il disturbo di aderire al movimento!

Generazione di falliti, smidollati ed invertebrati, che spero di vedere sparire presto sotto i colpi dei negri che ci stanno invadendo e che certamente non avranno difficoltà a sopraffare queste piccole merde che si faranno mantenere da papà fino a 40 anni ed oltre!

Escrementi senza ideali, che spendono ogni mese cifre folli per tatuaggi, piercing, movida, smartphone e giga vari, ma che ritengono intollerabile l’idea di investire 40 € annui in un’idea che fingono di volere sostenere!

E poi vi stupite se faccio il tifo per gli immigrati, gli islamici e magari l’ISIS?

Dovrei difendere un popolo di merde con la mascherina, antifascisti, giudei, cattolici e soprattutto falsi Fascisti che spuntano come funghi per danneggiare le nostre idee? Gente pronta a schierarsi con chiunque non gli chieda di investire meno di 3,50 € al mese per sostenere un movimento politico nel quale dicono (fingono) di credere?

Per questa gente non solo approvo l’idea dell’aborto al nono mese di gravidanza, ma anche quella dell’aborto retroattivo fino al compimento del 18 ° anno di vita!

Molti di voi già lo avranno letto, dato che l’ho ricordato più volte, ma credo sia il caso di rammentare come e quando aderii al MFL fondato da Giorgio Pisanò il 25 luglio del 1991; eravamo nel settembre del 1991 e stavo passeggiando a Moncalieri, Comune della cintura di Torino, in attesa che un elettrauto mi riparasse l’automobile.

Casualmente mi trovai di fronte un’edicola ove era stata appesa in bella vista, all’esterno, una copia del Candido, giornale allora diretto da Pisanò (che non conoscevo)… In copertina, un Fascio enorme! Acquistai subito quella copia del giornale (certi nostri amati “fascisti” nostrani lo avrebbero considerato un furto il dovere comprare un giornale!); si parlava della nascita appena avvenuta del nostro MFL e si prometteva a chiunque aderisse entro la fine del 1991 la tessera della fondazione, recante la data del 25 luglio 1991.

Arrivato a casa compilai il modulo di adesione, l’indomani mattina mi recai alla Posta per versare le 50 mila lire richieste ed aderii.

Un mesetto dopo pagai anche la quota a nome di mia moglie, giusto per dare una mano al movimento come potevo.

Non pretesi mai di parlare prima al telefono con il Senatore Pisanò, non fondai una sigla da cerebrolesi per darmi importanza, non proposi a Pisanò di collaborare alla pari con me e con le mie fantasie: mi limitai a tesserarmi, come avrebbe fatto (e farebbe tuttora) una persona normale che crede in certi valori, in certi ideali ed in certi simboli.

Ma erano altri tempi ed altre persone… Ora viviamo nell’era dei so(r)cial, dove ogni coglione di questo mondo si sente un leader per il solo fatto di avere un telefono connesso ad internet!

legione italiana littoriale

Tornando al grande padrone del cagnolino LIL, fra l’altro, se ci fossero stati veramente 100 Fascisti nel suo gruppuscolo inventato, sarebbe bastato tassarsi di ben 50 centesimi ciascuno, al fine di fare tesserare quanto meno il sedicente “leader”, giusto per potersi permettere il lusso di parlare in nome e per conto del MFL-PSN in qualità di tesserato! Ma evidentemente anche 50 centesimi per l’idea sarebbero troppi. Meglio scaricare a pagamento i brani di qualche gruppo rock, o metal!

Per la cronaca, il gruppetto di escrementi si definisce pomposamente “LIL”, che non è il nome di un cane, ma l’acronimo di Legione Italiana Littoriale…

L’unica notizia di questi ridicoli bambocci l’ho reperita su Twitter e la condivido con voi tramite la foto che pubblico su queste pagine… Ben 5 followers!  Si vede che gli altri 95 membri non avevano tempo di sottoscrivere!

Potrebbe bastare così, dato il livello di squallore, ma si può sempre peggiorare!

Successivamente alla prima stesura di questo articolo, sono accadute nuove cose; il Camerata Francesco Capizzi di Palermo, che ha sviluppato una tolleranza a queste merde chiamate social molto più forte della mia, sbarcando su Telegram ha trovato alcuni dei bambocci di questo gruppuscolo inesistente, intenti ad aprire “account” a nome del nostro MFL-PSN, infischiandosene della questione tesseramento e delle diffide ricevute.

Ovviamente il Camerata Capizzi si è subito adoperato per spiegare a questi coglioni che non avevano alcuna autorizzazione ad operare in nome e per conto del nostro movimento, ottenendo come reazione dei messaggi infamanti pubblicati con una caricatura del Camerata Capizzi trasformato in un suino… Tipica reazione da “camerati” che hanno capito cos’è il Fascismo, il rispetto per le gerarchie e per i più anziani.

L’unica cosa che hanno capito nella vita, questi squallidi vigliacchi, è che fare il leone da tastiera non gli fa correre il rischio di rovinarsi il grugno, come certamente accadrebbe se insultassero qualcuno di noi “de visu”.

Leoni

Però forse non hanno ben compreso cosa rischiano loro (e soprattutto i portafogli dei loro paparini), commettendo reati veri e propri quali ingiuria, diffamazione e sostituzione di persona.

Dulcis in fundo, alcuni dei ragazzi in buona fede trascinati da un leader demente e borioso, hanno capito la cazzata fatta, si sono scusati con il sottoscritto e si sono tesserati al MFL-PSN. Se sono rose fioriranno!

Carlo Gariglio

VISIONARI, IGNORANTI, FALSI E CRIMINALI (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Giugno 2020

Anche questo mese traggo spunto da uno scritto del Camerata Andrea Chessa per scrivere il mio articolo.

L’occasione è il commento che vedete pubblicato qui http://chessaandrea.blogspot.com/2020/06/sallusti-scriva-pure-i-suoi-articoli.html  ai veri e propri deliri del “destronzo” Alessandro Sallusti, che riesce ad intravedere gli immancabili “nazisti” anche in squallidi fatti di cronaca, come quello del folle che uccide i suoi due figli gemelli per dispetto alla moglie.

Ora, come ha già ricordato Chessa, se Sallusti conoscesse la Storia, non si permetterebbe di giudicare chi si è sentito costretto ad uccidere se stesso, i figli e persino il cane, per evitargli di finire nelle mani dei più grandi criminali della Storia, ovvero i comunisti sovietici di Stalin, che ancora tanti nostalgici tifosi in Europa continuano a rimpiangere.

Sallusti

Giusto per fare un piccolo promemoria all’idiota del “Giornale”, basterebbe questo articolo che ormai ha quasi 30 anni, uscito su un giornale che difficilmente si può accomunare a revisionisti e/o Fascisti e nazisti:

https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1992/02/25/centomila-figli-della-violenza.html

“(…) Ci sono stati villaggi della Prussia orientale, prima occupati dai tedeschi, poi presi dai russi, e dopo ancora riconquistati dai tedeschi: i tedeschi, a scopi propagandistici, hanno fotografato le donne stuprate e uccise dai russi: ci sono moltissimi documenti fotografici in questo senso. Esistono, in proposito, immagini ben più agghiaccianti di quelle che ho mostrato: non ce la facevo a guardarle… I russi hanno anche crocifisso le donne, inchiodate alle porte delle loro case (…)”

Quindi, il “destronzo” amico e complice dei giudei che finanziano il suo “giornale”, ignorando volutamente quanto è apprendibile da chiunque voglia farlo, si mette a blaterare di criminali nazisti, ben guardandosi dal fare simili paragoni a proposito di quei comunisti che i “destronzi” fingono di avversare, salvo quando si tratta di parlare di seconda guerra mondiale, di Fascisti e di Nazisti…

Sarà forse un modo per fare dimenticare all’opinione pubblica che anche un uomo di merda come lui possa avere avuto un nonno degno da ricordare?

Nato nel 1957, Sallusti è nipote di Biagio Sallusti, tenente colonnello del Regio Esercito che dopo l’armistizio aveva aderito alla Repubblica Sociale Italiana e che fu giustiziato dai partigiani per aver presieduto il Tribunale speciale che aveva condannato alla fucilazione il partigiano Giancarlo Puecher Passavalli

https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Sallusti

Da notare il sofisma di Wikipedia: il nonno di Sallusti fu giustiziato, non assassinato, o trucidato…

Certe terminologie gli infami le utilizzano solo quando si parla di morti causati dal Fascismo e/o dal “Nazismo”!

Tornando all’argomento principale, ci sarebbe da chiedersi come mai, quando un sedicente intellettuale vuole parlare di crimini orrendi, non citi mai i comunisti, i sovietici, Stalin, Mao…

Eppure, anche in questi casi la ricerca non è difficile, e la personalità di certi criminali (veri) della Storia non è certo un mistero:

(…) L’atteggiamento delle autorità russe è perfettamente esemplificato dalla risposta che venne data a un leader jugoslavo che si lamentava di come i soldati russi avessero violentato alcune donne nonostante il suo paese fosse alleato dell’Unione Sovietica. Stalin gli rispose: «Hai idea di che cosa complicata sia la mente umana? Bene, immagina un uomo che ha combattuto da Stalingrado a Belgrado attraversando oltre mille chilometri della sua terra devastata, cosparsa dei corpi dei compagni e dei suoi familiari più cari. Come può un uomo del genere comportarsi in maniera normale? E che cosa c’è di così terribile nel divertirsi con una donna dopo tutti questi orrori? La cosa che conta è combattere la Germania. Tutto il resto non è importante»

https://www.ilpost.it/2015/05/04/stupri-germania/

Volendo continuare il gioco schifoso che tanto piace a Sallusti, vediamo quanto amore dimostrò il criminale Stalin non solo nei confronti degli altri, ma anche e soprattutto nei confronti dei suoi familiari:

“Una moglie suicida, un figlio non amato fucilato dai tedeschi e uno morto alcolizzato dopo anni in prigione, una figlia fuggita negli Usa che lo ha sempre odiato. Ritratto della famiglia di uno degli uomini più potenti e discussi della storia russa”.

Capito che razza di uomo viene ancora oggi considerato da molti come un eroe?

E riguardo alla differenza di civiltà fra comunisti e nazionalsocialisti, è interessante notare questo:

“Il figlio avuto da Kato, Jakov, non godette invece dello stesso amore. Portato a Mosca nel 1921, indispettiva sempre il padre, che lo considerava debole, e i due bisticciavano continuamente. Nel 1925 disse di volersi sposare, ma il padre glielo proibì. Jakov cercò il suicidio, sparandosi, ma fallì. Stalin, a quanto si racconta, lo derise crudelmente: “È incapace persino di sparare diritto”.

Ma dopo questo episodio, lasciò Jakov più libero di vivere la sua vita. Quando l’Unione Sovietica entrò in guerra, dopo essere stata attaccata dai tedeschi nel 1941, Jakov, ufficiale di artiglieria, si arruolò nell’Armata rossa (con il vero cognome di suo padre, Dzhugashvili) e fu catturato dopo un mese. Si rifiutò di collaborare con i tedeschi.

Fu ucciso nel 1943, mentre cercava di sfuggire a una guardia nel campo di concentramento di Sachsenhausen. Gli storici non sono concordi: per alcuni si trattò di un tentativo di fuga, per altri di un disperato suicidio. Non è neppure chiaro se Stalin si addolorasse per la fine del figlio poco amato.”

https://it.rbth.com/storia/79609-lombra-di-stalin

Quindi, mentre i barbari sovietici stupravano, torturavano, inchiodavano alle porte le prigioniere, i biechi nazisti non torsero un capello al figlio del capo di quella lurida banda di assassini, uccidendolo solo dopo due anni di prigionia, a causa di un tentativo di fuga.

Eppure loro sono considerati i buoni, persino da quelli come Sallusti, cioè i “destronzi” che fingono di avversarli.

Credo che parlare di questa specie di “uomo” sia abbastanza squallido, quindi vengo al vero motivo per cui scrivo questo articolo: evidenziare la patologia mentale di quanti, sulla falsariga di Sallusti, gettano sempre la colpa di qualsiasi cosa sui “nazisti”.

Proprio in questo periodo dominato dal finto virus, spuntano ogni giorno sui social, sui giornali, in TV, fior di dementi che intravedono paragoni fra i fatti attuali ed il “nazismo”; e la cosa più stomachevole è che persino quelli che vantano una certa vicinanza al Fascismo, si mostrino in realtà prigionieri di stereotipi e falsità storiche.

Chi di voi non ha mai letto commenti di sedicenti Fascisti che, a proposito delle tante porcate fatte da questo Governo, sbottano con frasi del tipo: “Questo è il vero Fascismo”? Fior di idioti ignoranti che da un lato si fingono Fascisti, e dall’altro usano il termine Fascismo come sinonimo di brutalità, prepotenza, sopruso…

FreudPeggio ancora quando si tratta del termine “nazismo”, che in realtà non esiste ed è stato inventato dopo la guerra non come abbreviazione, ma come dispregiativo.

Fateci caso; sui social sono nati vari gruppuscolo di infiltrati ebrei che si propongono di combattere il “nazismo” delle case farmaceutiche che spingono per un vaccino, o il “nazismo” del Governo che limita le libertà costituzionali, per non parlare del “nazicovid” e di tutte le altre demenzialità inventate da certi cialtroni. Uno dei gruppi più attivi di anti “nazisti” si evidenzia perché i suoi membri contrassegnano i loro profili social con una “W”, ovvero l’iniziale che vedete stampata sulla porta di ogni cesso. Se incontrate questi infiltrati, bloccateli all’istante e lasciate che si frequentino fra cessi giudei ed antinazisti!

Ora, quello che mi pare chiaro oltre ogni dubbio, è che in Italia ci siano al governo i peggiori sinistri di tutta la Storia; si va dal famoso ex PCI, che pomposamente si fa chiamare “Democratico”, fino al movimento 5 zecche, nato da sempre come movimento di estrema sinistra che strizzava l’occhio ai falliti dei cessi sociali, dei NOTAV e feccia similare… Per non parlare degli altri ex comunisti con nomi ridicoli e provocatori, tipo “Liberi ed Uguali”! Eppure, quando qualcuno si scaglia contro le decisioni di questi mascalzoni, che governano sempre grazie ai giochetti di potere interni, complice il presidente della repubblichetta, ecco partire la litania del “nazismo”.

Chiudono i negozi e fanno morire di fame le persone a causa di un virus che non esiste (ovviamente non esiste nel senso che non si tratta di un virus mortale che minaccia l’umanità)?

Nazismo! Stanno vagliando possibili Leggi per obbligare i cittadini a vaccinarsi?

Nazismo!

Sottopongono a inutili tamponi forzati bambini e poveri vecchi della case di riposo?

Nazismo!

Pretendono di obbligarti a circolare con una inutile museruola che serve solo ad arricchire chi le commercializza?

Nazismo!

Ti impediscono di usufruire di servizi essenziali, dei trasporti e persino dei semplici negozi di alimentari se non ti pieghi alla loro dittatura sanitaria?

Nazismo!

Ti vietano di uscire di casa, di vivere una vita normale, di frequentare amici e parenti, di ospitare gente a casa tua?

Nazismo!

Incoraggiano la parte più infame del popolo italiota a fungere da delatori per denunciare alle autorità chi tenta di continuare a lavorare e vivere una vita normale?

Nazismo!

Mentre sei agli arresti domiciliari senza colpe, né condanne, consentono ai loro compagni con la bandiera rossa di sfilare per il 25 aprile?

Nazismo!

Ti viene impedito di dire la tua opinione sui social e dovunque, vieni tacciato come “negazionista” se solo osi condividere l’opinione di fior di studiosi che negano tutte la balle raccontate sul fanta – virus?

Nazismo!

Mandano squallidi sbirri a perseguitare le persone per bene “ree” di non indossare la museruola?

Nazismo!

Si possono trovare persino centinaia di cosiddetti “meme” dove fior di ritardati che si dicono incazzati usano la frase “Mi fa salire il nazismo”!

Baker

Ma a tutti questi luridi covidioti, comunisti e destronzi privi di ogni briciolo di cultura storica e politica, vorrei porre alcune domande: quando esattamente il Nazismo impose ai suoi cittadini di indossare sempre e dovunque le museruole tipiche degli schiavi?

Quando esattamente il Nazismo impedì ai suoi cittadini di lavorare, di aprire i propri negozi, di potersi mantenere, di fare sport e di socializzare?

Quando impose il coprifuoco senza esigenze di guerra?

Quando condannò i suoi concittadini agli arresti domiciliari senza avere commesso reati?

Quando pretese di obbligare a fare tamponi invasivi a tutti i cittadini sani?

Quando teorizzò di sottoporre tutti a vaccinazioni inutili e pericolosissime per la salute?

Quando usò i suoi soldati per perseguitare cittadini onesti che non avevano nessuna colpa?

Aprite gli occhi, coglioni ignoranti: né il Fascismo, né il Nazionalsocialismo, si sognarono mai di commettere le efferatezze che oggi possiamo attribuire all’OMS, alle case farmaceutiche ed ai governi nazionali (non solo quello italiano) loro succubi… E caso mai non lo sapeste, OMS e case farmaceutiche sono nella mani dei soliti giudei, che speculano sulla nostra salute e che, nel corso della Storia, sono stati combattuti solo dai tanto vilipesi “Nazisti” e Fascisti.

Quando capirete di essere dei coglioni, sarà ormai troppo tardi.

Carlo Gariglio

LA GENERAZIONE CHE SI E’ ARRESA (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Maggio 2020)

Giusto per prendersi una pausa dall’argomento del fantavirus, voglio dedicare questo numero del mensile ad un argomento altrettanto squallido e che potrebbe benissimo essere collegato alla demenziale diffusione delle fantasie sul virus “mortale”, sulla pandemia (mai dichiarata ufficialmente dall’OMS) e sulle cifre ridicole dei presunti morti di Covid19: il ruolo deleterio dei cosiddetti “social” sulla vita degli esseri umani e sulla loro involuzione culturale e sociale.

Per fare ciò, prendo a pretesto un articolo del Camerata Andrea Chessa, che riporto interamente qui di seguito, riservandomi di commentarlo adeguatamente più avanti.

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La censura sovietica di Facebook

Che cosa sarebbe accaduto se nell’era dell’Unione Sovietica – con le purghe di Stalin, i piani quinquennali che sterminavano intere popolazioni, i gulag in cui venivano deportati gli avversari politici – fosse esistito internet? È presto detto: Facebook sarebbe nato almeno cinquant’anni prima.

Quello che il sottoscritto, e come me tanti altri camerati colpevoli solo di pensare fuori dal coro, abbiamo passato può essere paragonato solo con un “1984” in salsa moderna, in cui il Grande Fratello del capolavoro di George Orwell viene ben rappresentato da Facebook.

Ve lo racconto.

Partiamo da un presupposto: nonostante gli strali del Nostro Segretario Nazionale, Carlo Gariglio, uso abbastanza regolarmente Facebook (lo usa perfino lui, però, quindi può incazzarsi, ma fino ad un certo punto). Ultimamente lo utilizzavo per non più di 2/3 interventi al giorno, quelli che nel gergo comune anglofilo si chiamano “post”. Termine che potrebbe essere ben sostituito da parole italiane come “intervento”, “tema”, “pensiero”, ma noi siamo un popolo di coglioni e quindi diciamo che “ho postato una cosa su Facebook”. Utilizzare regolarmente Facebook significa, per me, avere una bacheca in cui compaiono tante notizie, tutte di diverso tenore, anche provenienti da diversi indirizzi politici, comunque  tutti interessanti, e poter cazzeggiare su qualche gruppo dedicato ai nostalgici della commedia all’italiana (chi lo sente adesso Gariglio?): non più di qualche frasetta al giorno, qualche gruppo musicale di mio gradimento, qualche messaggio privato scambiato con qualcuno. Né più né meno, insomma, di come viene utilizzato da miliardi di persone in tutto il mondo. Ho smesso di cercare di svegliare gli italiani per cambiare il mondo: ho scoperto che vedere quanto sono deficienti è forse anche più divertente, e più in là di Sanremo e del McDonald non vanno.

Ebbene: quando lo uso poco Facebook si incazza e mi censura. Non so perché, ma funziona così: meno scrivo e più ciò che scrivo è sotto la costante attenzione del genio dal naso adunco e dei suoi accoliti.

Bastava una frase di Benito Mussolini, un articolo del mio blog, un commento troppo sarcastico per un utente, che subito partiva la censura: “Il tuo post non rispetta gli standard della Community”, e blocco per 30 giorni. Mai uno, due, tre giorni: sempre e solo trenta. Pena massima, senza appello.

Prima, però, il social network del genio dal naso adunco aveva almeno la creanza di informarti su cosa veniva censurato: addirittura – troppa grazia! – potevi richiedere pure un secondo controllo, ché magari vi siete sbagliati! Addirittura, non è leggenda, una volta un mio commento sarcastico nei confronti di un elettore di sinistra è stato dapprima censurato, poi ri-approvato. Lo dico senza vergogna: mi sono quasi commosso da un simile trattamento.

Ultimamente, invece, nei miei confronti Facebook attuava una vera e propria campagna di pressione psicologica h24, un po’ come quelle del regime sovietico contro i borghesi: magari eri un pezzentone che non riusciva ad arrivare alla fine del mese (anche perché, grazie ai geniali piani quinquennali del regime, non era proprio semplicissimo) però bastava che chiunque, anche l’ultimo dei capibastone, ti appellasse “borghese” – appartenente, cioè, a quella classe padrona che aveva impoverito e sfruttato l’Unione Sovietica, secondo la loro propaganda, che la tua esistenza era segnata.

Allo stesso modo a me, di tanto in tanto, negli ultimi tempi arrivavano messaggi di censura ai miei interventi, ma senza dirmi di cosa si trattasse: non un collegamento da premere, non una spiegazione, non la citazione della frase incriminata. Nulla di nulla. Quindi utilizzavo il sito creato dal genio dal naso adunco con questi pensieri: gli darà fastidio questa riflessione che percula Di Maio? Gli piacerà questo video degli Slipknot? E questo video di cani che abbaiano adirati contro i gatti di casa che sonnacchiano sulle loro cucce come sarà interpretato? Penseranno ad una qualche velata allusione a Giuseppe Conte quando va in Europa?

Poi, di colpo, la censura colpisce più forte. Fin qui niente di male. Però ti prende pure per il culo. Questo, effettivamente, è un po’ fastidioso.

Cosa è accaduto? È presto detto. Qualche giorno fa, mentre mi reco a lavoro, entro sul sito del genio dal naso adunco e mi viene comunicato che qualcosa che ho fatto, scritto, detto, pensato, non è piaciuta al genio in questione o a qualcuno dei suoi solerti collaboratori. Non mi viene detto di cosa si tratti, calco su “Avanti” o qualcosa di simile, comunicando al sito che si, ho capito di aver fatto incazzare qualcuno degli sgherri di regime in questione, anche se non c’è modo di capire il perché. Arrivo ad una finestrella: “Confirm your account”. Facebook mi dice che vuole accertarsi che sia davvero io ad utilizzare Facebook e non Sergio Mattarella sotto mentite spoglie. Vabbè, facciamolo contento. Per fare questo vuole che carichi sul sito un mio documento di identità: la patente di guida, la carta di identità, qualcosa che Facebook conserverà sui suoi sistemi per non meno di 30 giorni e non più di 365. Mi chiedo con quale diritto un sito internet pensi di esibire un documento per sapere cosa faccio, dove vivo, dove abito: chi gli ha dato tanto potere? Nemmeno si trattasse di una piattaforma Rousseau gestita da Bonafede! Poi, però, fedele al motto del “Male non fare, paura non avere” dico a me stesso che se Facebook vuole avere queste informazioni va bene, gliele darò, fosse anche solo per vedere dove vuole andare a parare. Tanto, come dice il sito stesso, posso sempre eliminare i documenti se cambio idea. O no?

Clicco su “Scatta foto”, preparo la mia carta di identità sul tavolo, faccio la foto, la invio. Di nuovo la stessa identica schermata: “Confirm your account”. Non avrà funzionato qualcosa, penso. Eseguo nuovamente la procedura: scatto la foto, Facebook approva, di nuovo la stessa identica schermata di partenza. Appare sempre quel “Confirm your account”, come se non avessi compiuto nessuna azione. Va bene, penso, non vuole la carta di identità, forse vuole la patente. Preparo la patente sul tavolo, clicco su “Scatta la foto”, di nuovo la stessa identica schermata. Forse è una procedura che va a buon fine solo se eseguita da un pc e non da un telefono cellulare, penso. Entro su Facebook, carico il documento, invio. Niente. Stessa identica schermata delle venti volte precedenti. Sembra che la mia utenza si sia bloccata qui.

Facebook

Aspetto. La procedura è stata eseguita diverse volte, qualcuna di questa sarà sicuramente andata a buon fine. Gli amici del genio dal naso adunco capiranno che sono io e sbloccheranno la mia utenza quanto prima. Sono o non sono democratici, loro? Aspetto due giorni. Nulla. Stessa identica schermata. Ripeto le procedure. Nulla. Stessa identica schermata. Mi sento come l’insegnante delle elementari di Paola Taverna: sfiduciato. Poi, per curiosità, calco su quel collegamento in blu, quello che vedete in foto, precisamente “disattivi questa opzione”: lì scopro che Facebook ha immagazzinato nei suoi sistemi tutte le foto che gli ho inviato, all’incirca una quindicina. Quindi tutte le procedure che ho eseguito sono andate a buon fine, tecnicamente erano giuste, ma il sito internet del genio dai capelli crespi ha continuato imperterrito a presentarmi lo stesso identico messaggio, nell’intento chiarissimo di prendermi per il culo.

La conferma mi arriva da Carlo, che mi chiede se si mi sia eliminato da Facebook. Gli spiego la disavventura. Mi dice testualmente: è una presa per il culo, è un modo carino per bloccarti senza dirti che ti hanno bloccato, tanto che mia moglie ha sul suo profilo la tua stessa identica schermata – l’oramai famoso “Confirm your account” – da diverse settimane, senza che nulla sia successo. Non potevamo sentirci tre giorni prima, ché mi sarei evitato di provare la stessa procedura più e più volte, vincitore come la Fedeli davanti ai congiuntivi?

Qualcuno dirà che Facebook è un sito privato e come tale può applicare le regole che vuole. Vero, ma fino ad un certo punto, vista la rilevanza che il social network ha sia a livello mediatico che a livello politico (come la causa legale persa contro CasaPound – arbitrariamente censurata da Facebook – dimostra ampiamente). Ad ogni modo è significativo che a difendere a spada tratta le censure arbitrarie e politicamente corrette di Facebook siano coloro che – a parole – si battono per la democrazia, la libertà di parola ed altri ammennicoli simili, ma in questo caso chiudono volentieri un occhio solo ed esclusivamente perché la censura colpisce la parte politica avversa, quella che in settanta anni di leggi speciali e disposizioni transitorie della Costituzione (ma transitorie fino a quando? Sono passati – appunto – settant’anni!) non sono ancora riusciti a mettere a tacere.

Cosa farò? Probabilmente, non rinuncerò al sottile piacere di creare un po’ di lavoro per il genio dai capelli crespi: è una questione di principio. Creerò una nuova utenza di posta elettronica, registrerò un nuovo profilo, ed aggiungerò tutte le utenze perdute. Di nuovo.

Volete la censura da sgherri di regime quali siete? Guadagnatevela.

Andrea Chessa

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Che dire? Il buon Chessa non ci dice nulla di nuovo; la situazione che ha descritto nell’articolo è capitata a mia moglie, a me stesso ed a chissà quanti milioni di persone nel mondo che si sono visti scippati del loro account Facebook da un minuto all’altro.

La vera novità sta nell’agire in modo più subdolo del solito, probabilmente a causa delle tante battaglie legali perse da Facebook contro i molti che, dopo essersi visti cancellati senza un motivo valido, hanno adito vie legali,  vedendosi riconosciute le loro ragioni, unitamente a qualche robusto risarcimento; agendo così, infatti, il giudeame di FB si espone meno alle accuse di diffamazione ed ingiuria… Invece di spiegarti per filo e per segno che secondo le loro fantasie demenziali tu sei un pericoloso Fascista, Nazista, razzista, ti lasciano nel dubbio e nel silenzio, censurandoti senza spiegarti esattamente perché. Ma francamente l’argomento non mi stimola molto, né cattura il mio interesse.

Quello che più mi premeva sottolineare dell’articolo del Camerata Chessa è il suo riferimento, vagamente ironico, al fatto che anche il sottoscritto utilizzi Facebook, e soprattutto questo suo desiderio assurdo di volerci essere a tutti i costi!

Ora, riguardo al mio utilizzo di Facebook, ricordo al buon Chessa che il mio “sbarco” fu motivato proprio dalle gigantesche cazzate che i miei prodi dirigenti e tesserati facevano e scrivevano, e che mi erano spesso riferite da altri; litigate fra Camerati, creazione di pagine e gruppi a nome del MFL-PSN che spesso erano gestite da illustri sconosciuti, badogliani che avevano lasciato il movimento, elementi che non vi erano mai entrati e quant’altro.

Molti blateravano di propaganda pro MFL-PSN che cresceva, mentre in realtà si esibivano su questo inutile social con commenti demenziali che nulla avevano a che fare con la politica… Anzi, molto spesso (lo scoprii dopo, ovviamente), i miei illustri Camerati se ne guardavano bene dal qualificarsi come membri e/o dirigenti del movimento, onde non rischiare di vedersi limitare il loro “prezioso” profilo, o magari perdere qualche “amicizia” di infami e traditori vari.

Ebbene, dopo essere entrato su questa piattaforma di merda, mi sono ritrovato davanti diverse pagine e gruppi aperti a nome del nostro movimento, ma che in realtà erano territorio di caccia riservato ai vari infami della cosiddetta “area”, stile Casa Clown, Fogna Nuova e Fiammelle assortite.

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Una volta recuperato il modo di entrare e gestire queste pagine e gruppi, ho provveduto a buttare fuori a calci gli esponenti di questi movimenti di traditori, nonché a pubblicare solo contenuti graditi al nostro movimento… E in men che non si dica, sono arrivati subito blocchi, sospensioni ed infine la cancellazione perenne delle pagine… A riprova del fatto che non sono solo le zecche rosse a segnalare e chiedere sanzioni contro i Fascisti.

Le zecche nere fedeli a Sion sono persino peggiori di quelle rosse!

Tornando al nostro movimento, la diffusione di questo rimbambimento collettivo ha portato alla cessazione pressoché totale di ogni attività; fino a qualche anno fa si notava in alcuni la voglia di lottare… Chi faceva affiggere nella sua zona di residenza qualche manifesto dal Comune, chi si passava qualche notte in giro ad affiggerli personalmente, chi approfittava di ogni portone aperto per inserire nelle buche delle lettere (o sotto i tergicristalli delle automobili parcheggiate) i nostri volantini, chi tentava di organizzare piccole riunioni per presentare il nostro movimento ai conoscenti…

Nulla di trascendentale, ma almeno ci si mostrava vivi, sia come individui, sia come movimento.

Oggi, invece, tutto è morto, ed i pochissimi che ancora credono che il movimento sia più importante del loro stupido profilo Facebook, sono comunque prigionieri di questa finta realtà e si limitano a scrivere qualche sproloquio sui social.

A che serve tesserarsi quando c’è Facebook? A che serve pagare la tessera quando si possono mettere gratis centinaia di stupidi like, o di faccine varie, diventate l’unico modo di comunicare di questa generazione di ritardati mentali?

Tanto il “vero” Fascista si riconosce dal numero di like, dal numero di slogan (dei quali manco conosce il significato) che inserisce a casaccio come commento di post e notizie, e soprattutto dai tatuaggi! Ho visto personalmente varie discussioni su Facebook fra “fascisti” (o presunti tali) che esibivano la loro pelle deturpata dai tatuaggi con orgoglio, scambiandosi consigli fra loro circa quelli che avrebbero dovuto fare in futuro… E fra questi, molti dei cialtroni che mi avevano quasi dato del ladro quando avevano scoperto che il tesseramento al MFL-PSN non era gratuito come un like, ma costava “ben” 50 € annui! Poco più di un pacchetto di sigarette al mese, ma per questa generazione di esseri inutili ed incapaci rappresenta quasi una rapina… Invece, stando ad una pagina specializzata:

“(…) Di norma, il costo di un tatuaggio piccolo parte dai 50 euro in su, mentre il costo di un tatuaggio medio-grande parte dai 150-200 euro a salire. Per quel che riguarda il tatuaggio grande, che copre grandi parti del nostro corpo (come il tatuaggio schiena o la cosiddetta ‘manica’, ovvero il tatuaggio braccio completo), il prezzo può anche arrivare a 1.500-2.000 euro, prezzo che varia anche in relazione al numero di sedute effettuate per poterlo fare (…)”.

https://uomo.fidelityhouse.eu/moda-uomo/quanto-costa-un-tatuaggio-piccolo-grande-199732.html

Taccio per carità di Patria su altri costi che il moderno Fascista (o presunto tale), sostiene per cazzeggiare a vuoto, tipo gli inutili smartphone, gli abbonamenti alla curva dello stadio e  chissà cos’altro!

E così i cosiddetti social hanno distrutto completamente la vera vita sociale degli individui, sostituendola con una vita finta, posticcia, inutile, che l’imbecille medio vive come se si trattasse di realtà.

CensuraSionista

Ho trovato un altro articolo interessante, dal quale traggo un breve passo:

“(…) Facebook e la nostra percezione della realtà.

La nostra percezione è falsata poiché, nel tempo, i nostri punti di riferimento della nostra vita sociale si sono spostati nel mondo virtuale. Ciò è il risultato anche di abili e costose operazioni di marketing che hanno visto la diffusione dei social in maniera sempre più capillare in tutti gli ambiti sociali, innescando un volano che oggi non si può fermare. Alcuni addirittura ipotizzano che se il network di Zuckerberg dovesse all’improvviso smettere di funzionare ci sarebbero episodi di panico sociale in tutto il mondo.

Ma rispetto a teorie più o meno realistiche, alcune valutazioni possono essere concretizzate con gli strumenti che abbiamo a disposizione.

È innegabile che per molti il primo pensiero del mattino è sfogliare le pagine di Facebook: molti ritengono che il social sia il riflesso di ciò che avviene nel mondo e di conseguenza prende per vero tutto ciò (o quasi) che viene propinato e definito, molte volte, come “informazione”. In più, a soddisfazione del proprio ego, il social ha fornito la possibilità a molti di esprimere sé stessi catalizzando nel “like” la considerazione di un livello sociale più o meno prestigioso. Perché più like significa “più” in molti sensi: più belli, più intelligenti, più considerati, più seguiti, più pagati, più autorevoli. Insomma, un sistema nel quale si è indotti ad auto referenziarsi in base a quanto seguito si ha, fino a ritenersi incontestabili ed autorevoli poiché “io ho più like di te”. In più, la possibilità di costruire un sistema remunerativo che si basa sul marketing che ognuno di noi può costruire in autonomia, fornisce uno stimolo in più per l’assidua frequentazione del social. E più lo si frequenta, più lo si usa, più si è assoggettati alle regole del sistema (le cosiddette “norme”). Più si è condizionati da meccanismi che vogliono il dilatarsi della nostra permanenza sulla piattaforma poiché tutti questi meccanismi mettono in atto delle risposte non solo cognitive, ma anche emotive e fisiche.

I social e i nostri rapporti sociali

Perché? Beh, è una questione di soldi. “Noi siamo i nostri Big Data” scrissi qualche tempo fa, siamo noi a fornire ai Data Broker la materia prima sulla quale fare business e i social non sono da meno. Quindi più tempo rimaniamo connessi, più dati forniamo, più precisa sarà la profilazione e meglio sapranno condizionare la nostra percezione sociale (fino ad ora per propositi commerciali) quindi le nostre preferenze, le nostre reazioni o, peggio, le nostre pulsioni. E se per un momento ci estraniamo da questo contesto non possiamo non notare che l’influenza del social ha di fatto modificato i nostri rapporti sociali. È impensabile ritenere che ci viene data la possibilità di frequentare un social a titolo gratuito per il buon cuore dei suoi creatori quindi, lo status attuale che la piattaforma di Zuckerberg riveste nella nostra società è voluto.

https://www.agendadigitale.eu/cultura-digitale/facebook-e-censura-quale-lezione-dalla-sentenza-del-tribunale-di-roma-su-casapound/

Ora, per chi ancora non lo avesse capito, i social non sono certo nati per dare voce ai poveracci, né per alimentare la pluralità dell’informazione, e neppure per creare e cementare relazioni sociali… Sono nati al solo ed unico scopo di censire tutti gli imbecilli che li usano, rinchiudendoli nei loro orticelli virtuali dai quali si illudono di dialogare con l’intera popolazione mondiale, mentre in realtà si limitano a blaterare entro una ristretta cerchia di “amici” che condividono le loro opinioni… Non si incide in alcun modo sulla realtà politica e/o sociale, ma nel frattempo si dissemina la rete di dati sensibili che gli sbirri controllori archiviano per i loro fraudolenti utilizzi.

Fate caso a quanti coglioni credono di nascondersi dietro a nomi di fantasia, foto false e magari maschere in stile Anonymous… Ma fanno questo connettendosi ai social decine di volte al giorno dal proprio telefono, garantendo così ai controllori non solo di risalire alla loro precisa identità, ma anche e soprattutto alla loro posizione fisica!

Io, quanto meno, mi connetto sempre da un PC situato nello studio di casa mia, rivelando proprio nulla dei miei eventuali spostamenti.

E degli imbecilli che arrivano a finire in galera perché non resistono alla tentazione di mettere online le loro azioni delinquenziali, ne vogliamo parlare?

O di quelli che mandano al diavolo un rapporto vero con un partner per il vizio di pubblicare foto e/o filmati fatti con persone diverse?

Per non parlare di quelli morti per seguire assurde sfide, o giochi demenziali proposti proprio dai social…

CensuraDisney

E’ questa l’umanità con cui volete restare in contatto? E’ questo a cui aspirate, cioè un esercito di cerebrolesi senza arte, né parte, che passano la giornata ingobbiti sullo schermo di un telefono per scrivere e leggere cazzate?

Vi hanno convinti che i social vi avrebbero aiutati a diffondere le vostre idee, mentre vi tengono prigionieri in un recinto virtuale dove vi consentono di dire qualche cretinata, salvo poi, come ben descritto dal Camerata Chessa, togliervi l’accesso…

Una volta c’erano persone che studiavano, si informavano, dialogavano, si incontravano di persona per organizzare iniziative, liste elettorali, comitati, referendum… Oggi si sono tutti rincoglioniti e si illudono di fare la rivoluzione, prendere il potere, diventare leader di qualcosa, semplicemente pigiano i tasti virtuali del vostro ridicolo ed inutile smartphone.

Hanno trasformato l’umanità in un gregge di ritardati che non sanno neppure più esporre un’idea in lingua italiana corretta, tanto che ormai tutti si esprimono con ridicole faccine, pollici alti e cazzate similari; e per darvi l’illusione del pluralismo vi lasciano giocare anche con profili di complottisti, terrapiattisti, imbecilli che sproloquiano di Dio, Satana, extraterrestri rettiliani… Ma provate a contestare le mille favole olocaustiche, i mitici “6 milioni”, le farse partigiane, le menzogne storiche della sinistra: non durerete neppure pochi giorni!

Ma sapete qual è il risultato più grandioso (per loro) ottenuto dai creatori di questa merda virtuale? L’avere ipnotizzato le menti di quasi tutti, convincendoli che al di fuori dei social non possa esistere nulla! E da qui derivano certe prese di posizione, tipo quella espressa dal Camerata Chessa, di volere resistere sui social, e soprattutto su Facebook, a qualunque costo!

Vedo gente che usa nomi falsi, moltiplica i profili, pubblica elenchi di mitici social senza censura sui quali sbarcare (i quali sono, ovviamente, senza censura agli inizi, per attirare i gonzi), ma praticamente nessuno che comprenda quanto siano deleterie tutte queste piattaforme per la vita e la cultura degli esseri umani.

Nessuno che ricordi i tempi in cui non si viveva ingobbiti sul un telefono, non si faceva decidere ad una zecca giudea come Zuckerberg cosa si poteva dire e cosa no…

E badate che non sto parlando dei tempi preistorici e delle caverne… Prima di questa merda chiamata social esistevano le E-mail, i gruppi privati di Yahoo e di Google, i forum di discussione e persino Skype, che ci consentiva di parlare (volendo anche vedendosi) con persone residenti dall’altra parte del mondo. Ma hanno corrotto le menti di tutti, convincendoli che al di fuori dei social non possa più esistere una vita!

Anche al di fuori della politica intesa in senso più stretto, tutto il mondo congiura per obbligare gli schiavi (da qualche mese anche con la museruola) a vivere con un telefono in mano; non si può più aprire un conto corrente, una carta di credito a mille altre cose, senza scaricare la mitica “APP” sul cellulare… Persino per gli idioti che scommettono e giocano a poker online ci sono forti incentivi se abbandonano il PC e passano ad usare il telefono.

Il telefono sarà tutta la vostra vita, che vi verrà rubata in un solo colpo quando qualcuno deciderà di hackerarla, sottraendovi contatti, foto, password, accessi ai vostri conti correnti e quant’altro… E ve lo sarete meritato!

Tutta questa gente che vive su Facebook e similari tentando di restarci ad ogni costo, non ha neppure più quel briciolo di dignità che dovrebbe avere chi si accorge di non essere gradito in un certo luogo e da certa gente.

Provo a spiegarlo con un esempio, che dovrebbe essere comprensibile anche ai meno dotati; se nel vostro quartiere di residenza decidessero di aprire un locale, diciamo una pizzeria – ristorante, i cui titolari dovessero realizzare un’ampia campagna pubblicitaria con slogan del tipo: “Vietato l’ingresso ai Fascisti”, o “In questo locale sono benvenuti soltanto quelli di sinistra”, voi cosa fareste come prima cosa?

O meglio, come seconda cosa, perché la prima cosa da fare sarebbe riunire almeno una decina di galantuomini, alla testa dei quali recarsi a devastare il locale il giorno stesso dell’inaugurazione!

Ma volendo evitare denunce, querele, arresti e guai vari giudiziari, credo che la risposta di qualsiasi individuo sano di mente sarebbe questa: boicottare in ogni modo quel locale ed i sudici individui che lo hanno creato.

Invece, cosa accade su Facebook e su molti altri cosiddetti social?

Accade che i nostri prodi Fascisti e Nazionalsocialisti (che nella stragrande maggioranza dei casi non lo sono affatto, da buoni sostenitori del giudaismo guidato da Salvini e Meloni) si presentano a quel “locale” piagnucolando di volere entrare e consumare anche loro, come tutti gli altri!

Ho visto personalmente cose assurde, tipo gente che non ha più neppure il coraggio di usare la lingua italiana nei suoi post, eliminando parole di uso comune e non aventi alcuna connotazione negativa, tipo negro, o zingaro, onde evitare di incorrere nelle censure facebookiane…

FBNegro

Per non parlare di quelli che, terrorizzati dagli algoritmi con i quali sui social si individuano certi termini, cominciano a scrivere parole come Fascista, ebreo, giudeo, negro, razza e chissà cos’altro, inserendo nelle parole asterischi, chiocciole degli indirizzi E-mail ed altri tristi accorgimenti per mascherare le proprie idee e le relative discussioni!

E tutto questo per cosa? Per non farsi escludere da uno (o più) social che non gradisce la presenza dei Fascisti?

Ma se aveste anche solo il 10% dei coglioni che ebbero Fascisti e Nazionalsocialisti per partecipare alla più eroica delle battaglia del sangue contro l’oro, abbandonereste questa merda, creando dei veri rapporti sociali con i vostri Camerati, soprattutto militando tutti insieme nell’unico partito Fascista esistente in Italia. Ma che ve lo dico a fare? Statevene sui vostri social!

Carlo Gariglio

 

L’INTERVISTA PIU’ BELLA DEL MONDO (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Novembre 2019)

Ripropongo oggi uno scritto risalente, addirittura, all’anno 2005, anch’esso utilissimo al giorno d’oggi perché attuale ed illuminante circa il meraviglioso mondo degli squallidi comunisti.

Ora come allora, infatti, questa feccia esibisce la propria miseria storica e culturale cercando non di contrastare l’altrui pensiero (e come potrebbero, poveri decerebrati), ma falsificando documenti e diffamando il prossimo, ovvero le uniche cose nelle quali sono maestri!

Vi immaginereste qualcuno così squallido da inventarsi una falsa intervista al solo scopo di insultare e denigrare il sottoscritto, ed i Fascisti in genere? Eccolo a seguire; tale giornalista comunista Riccardo Castagneri, non avendo il coraggio di contattarmi realmente, né di confrontarsi, preferì scopiazzare alcuni brani di una vera intervista rilasciata al Dott. Enrico Oliari, all’epoca leader dei gaylib (i gay di destra, tanto per essere chiari), incollandogli sopra delle domande mai fatte e, dulcis in fundo, aggiungendo alle mie presunte risposte insulti, volgarità ed errori di ortografia e sintassi, per avvalorare la tesi tanto cara al pattume comunista del Fascista volgare ed ignorante!

Ovviamente, dato che comunisti lo si è fino in fondo, anche nella riparazione al torto fattomi, riuscì ad imbrogliare le cose, promettendo una vera intervista da pubblicarsi su un giornale cartaceo e su un sito di poveretti comunisti come lui. Ebbene, l’intervista cartacea non venne ami pubblicata, mentre quella sul sito dei trinariciuti restò visibile per soli 5 giorni!

Potenza della serietà comunista.

Purtroppo per il “giornalista” questione, quello che rimase vero e reale fu il bonifico di 1500 Euro che dovette inviarmi, per evitare un processo per diffamazione!

Carlo Gariglio

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Quella che vi presento in questo articolo è un’intervista che mi riempie di soddisfazione, non tanto per le cose in essa contenute, ma per la sua genesi e realizzazione; chi avrà la fortuna di visitare dal 31 ottobre al 4 novembre questo link:

http://www.rivistaonline.com/Rivista/ArticoliPrimoPiano.aspx?id=6063

la potrà vedere direttamente ospitata sul sito della rivista online che l’ha pubblicata…

Ma gli altri non temano, perché la troveranno inserita in fondo a questo articolo, nonché rappresentata fotograficamente nella stessa veste in cui è uscita online.

Qualcuno comincerà a chiedersi che cosa si celi dietro questa strana intervista e perché la sua pubblicazione online è stata limitata a soli 5 giorni, ed io, per soddisfare la sete di conoscenza dei miei (pochi) lettori, mi accingo ad informavi a proposito di questa strana e, per certi versi, squallida storia di giornalismo comunista.

Nel lontano 2005, cercando casualmente sul motore di ricerca Google qualcosa che riguardasse la mia persona, mi imbattei in una “intervista a Carlo Gariglio”, rilasciata ad un giornalista che non avevo mai sentito nominare e pubblicata su una rivista online a me sconosciuta… Preso dalla curiosità mi precipitai ad esaminarla e, con mia somma sorpresa, scoprii che era un’intervista inventata di sana pianta dal solito mitomane e malato di mente comunista, ovvero uno dei tanti che campano cercando di diffamare e rovinare il prossimo nel nome dell’antifascismo militante.

Costui, essendo privo di argomenti come tutti i comunisti della storia, invece di contattarmi ed intervistarmi sul serio, preferì inventarsi una serie di assurdità, condite con scurrilità varie, da mettermi in bocca per giustificare la sua paranoia comunista; dulcis in fundo, terminava la sua porcata incollando un pistolotto firmato dalla solita “partigiana che scende dai monti”, comunista, divenuta dopo la guerra deputata pagata a peso d’oro per raccontare ai gonzi le solite storielle resistenzialiste. Più precisamente, data la scarsa fantasia fornitagli da Madre Natura, il compagno giornalista copiò integralmente una vera intervista rilasciata dal sottoscritto al Dott. Enrico Oliari, leader dei cosiddetti gay-lib, ovvero quella parte del mondo gay che parteggia per la destra; tale intervista è ancora oggi visibile sul sito del Dott. Oliari: http://www.oliari.com/interviste/gariglio.html.

Ma essendosi la suddetta intervista svolta su binari di assoluta correttezza e non potendo così additare al pubblico ludibrio il Fascista tanto odiato, il compagno giornalista decise di taroccarla nel peggiore dei modi, ossia inserendo qua e là dei termini volgari che non ho mai pronunciato in vita mia, tipo “culattoni”, ed inventando del tutto domande e risposte dalle quali si evinceva che il sottoscritto avrebbe definito i Giudici “tutti bastardi, ebrei e comunisti”, ovvero una definizione che neppure un demente oserebbe dare in una pubblica intervista, al di là di quello che dovesse realmente pensare a proposito. A mo’ di ciliegine sulla torta il compagno scribacchino aggiunse anche, sempre a nome mio, qualche insulto e minaccia ai danni degli elettori di AN, nonché un discorso sconnesso volto a difendere uno dei tanti nazisti accusati di avere compiuto stragi ai danni della popolazione italiana durante la guerra, benché io mai avessi parlato di quel caso specifico…

Credeva così il partigiano giornalista di essersi guadagnato l’assunzione presso “Repubblica”, nonché di avere messo nei guai il sottoscritto, descrivendolo come un rozzo ignorante capace solo di pronunciare discorsi sconclusionati, volgari e minacciosi… Magari nella sua fantasia malata di povero comunista sognava una denuncia ai miei danni da parte di qualche suo compagno importante o di qualche toga rossa offesa dai “miei” insulti… Ma aveva fatto i conti senza l’oste, dato che non appena mi accorsi della falsa intervista, mi precipitai a denunciare il fatto alla Magistratura.

Francamente temevo che tutto sarebbe finito come al solito, ovvero con qualche solerte PM rosso di Asti pronto ad archiviare la mia denuncia, ma stranamente, almeno per una volta, alle toghe rosse astigiane sfuggì la mia querela ed il compagno giornalista venne rinviato a giudizio!

Accortosi che per una volta il “soccorso rosso” giudiziario stava venendo meno, l’eroico giornalista comunista decise di venire a patti con l’odiato Fascista da abbattere: mi fece contattare da un avvocato, che mi propose di ritirare la denuncia in cambio di ben due interviste riparatrici, una da pubblicarsi sul periodico telematico che già pubblicò quella falsa, probabilmente ad insaputa del direttore, ed una su un periodico cartaceo non meglio identificato.
Divertito dalla cosa, risposi al partigiano che avrebbe dovuto pagare ben di più per il suo squallido comportamento… E così, fra un’offerta ed una richiesta, dopo alcuni mesi di trattative ed udienze in Tribunale, il giornalista rosso (di rabbia, questa volta) si decise a pagare al sottoscritto 1500 Euro e si impegnò a fare pubblicare un’intervista vera sul periodico telematico incriminato… La promessa di pubblicare anche su un giornale cartaceo, come ogni promessa di comunista, svanì nel nulla.

E siamo arrivati all’intervista che segue, che il direttore del periodico, probabilmente per non farsi troppo sporcare il sito dalla presenza di un Fascista, ha deciso di limitare a 5 soli giorni di pubblicazione… Errore mio quello di fidarmi della parola di un comunista senza farmi mettere in forma scritta l’impegno a tenere l’intervista sul sito in archivio per sempre… Ma la soddisfazione di vedere il compagno giornalista partigiano rifugiarsi sulle montagne con le pive nel sacco ed il portafoglio alleggerito è impagabile, così come è impagabile vedere i salti mortali di quanti prima ti offrono un intervista e poi, per paura ed odio politico, la limitano a 5 giorni di pubblicazione.

Qualora qualcuno di noi avesse mai dei dubbi a proposito della necessità di estirpare dalla faccia della terra il cancro comunista per permettere a tutti di vivere sereni ed in pace, certe esperienze non fanno che fortificare le nostre convizioni: non si può lasciare campo libero a questi sudici personaggi, campioni di vigliaccheria, immoralità, falsità e cattiveria allo stato puro, che purtroppo nel corso degli anni si sono annidati come batteri nei settori più importanti della vita quotidiana, quali magistratura, giornalismo, scuola ed università.

Carlo Gariglio

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[Primo Piano – interni]
Intervista a Carlo Gariglio
di Riccardo Castagneri
31/10/2009

Dopo una richiesta di rettifica arrivata al nostro giornale, pubblichiamo un’intervista a Carlo Gariglio, rappresentante del movimento politico fascismo e libertà. L’intervista, di Riccardo Castagneri, riporta il pensiero politico e le opinione del dottor Carlo Gariglio che lasciamo alla valutazione dei lettori di rivist@. In un precedente articolo, sempre ad opera di Riccardo Castagneri, le opinioni riportate non erano conformi a quanto sostenuto dal movimento politico fascismo e libertà e dal suo rappresentante.

RC: Dottor Gariglio, nelle ultime consultazioni lei ha invitato gli iscritti e i simpatizzanti di Fascismo e Libertà all’astensione al voto. Come pensa di poter sostenere le vostre rivendicazioni e di poterle rappresentare democra-ticamente?

CG: E quale alternativa avevamo? Quando si vive in una società mafiosa, ove si scontrano una coalizione di mafiosi antifascisti di sinistra ed una coalizione di mafiosi antifascisti di destra, che alternativa hanno quelli che, come noi, amano definirsi fascisti ed antimafiosi? Dovremmo forse scegliere di votare per il meno antifascista? Un fascista con un minimo di amor proprio non può votare per chi si vanta di essere antifascista, anche a costo di non essere rappresentato in alcun modo nella politica odierna.

RC: Per quale motivo ritiene che oggi sia possibile essere fascisti e quali sono i motivi che vi portano a prendere drasticamente le distanze dagli altri movimenti dell’estrema destra?

CG: Potrei ribaltare la domanda: per quale motivo non dovrebbe essere possibile oggi essere fascisti? Se la sua obiezione riguarda la data di nascita della ideologia, le ricordo che comunismo, socialismo, liberalismo e dottrine varie sono tutte più antiche del fascismo; se, invece, voleva sottintendere qualcosa a proposito dei risultati ottenuti, Le ricordo che il tanto vituperato fascismo prese in mano un’Italia ferita da una I Guerra Mondiale vinta senza godere dei riconoscimenti promessi dagli alleati, nonché sconvolta dal cosiddetto “biennio rosso” (il periodo storico in cui socialisti e comunisti misero a ferro e fuoco l’Italia nel tentativo di trasformarla in un soviet sull’esempio della rivoluzione bolscevica in Russia), e la seppe trasformare in un Paese moderno, con una legislazione sociale a tutela delle classi deboli che ci invidiò il mondo intero, con istruzione e sanità gratuite, con diritto alla proprietà della casa per tutti i lavoratori e con un’espansione di infrastrutture mai più eguagliata. Oggi molti hanno la faccia tosta di dirsi comunisti, benché il comunismo ovunque sia giunto al potere ed in qualsiasi epoca storica, non ha mai prodotto altro all’infuori di Gulag, stermini, privazioni della libertà, guerre e miseria… Circa l’estrema destra, la risposta è molto semplice: non abbiamo nulla a che fare con lorsignori perché il fascismo non è mai stato di destra, ed anzi, se va a leggersi il primo programma fascista del 1919, lo si potrebbe collocare persino a sinistra! La favoletta del fascismo al soldo di borghesi e capitalisti per soggiogare le classi operaie deriva dai soliti cialtroni che hanno mistificato tutta la storia degli ultimi 90 anni; il fascismo non fu altro che una forma di socialismo nazionale, ovvero un socialismo epurato dalle tante cretinate internazionaliste del marxismo… Non a caso il fascismo legiferò un Ventennio a favore delle classi umili e meno abbienti, limitando notevolmente le pretese della borghesia rapace e sfruttatrice ed arrivando persino a socializzare le imprese. Sarà forse per questo motivo che i migliori alleati dei sedicenti “partigiani” furono proprio gli industriali del Nord Italia, i quali vennero ripagati dai loro compagni di merende del CLN con l’abolizione immediata della Legge sulla socializzazione?

comunististronzate

RC: Ci sono state in passato o ci saranno in futuro delle intese con il PDL di Berlusconi e Fini?

CG: Dato che, come accennavo prima, noi non abbiamo nulla a che fare con la destra, sia essa estrema, sociale, moderata o come diavolo la vogliono chiamare, non abbiamo mai avuto, né mai avremo, qualcosa a che fare con il PDL o con i suoi alleati occulti dei vari Forza Nuova, Fiamma Tricolore, Azione Sociale ed altri, ovvero con quanti fingono di rifiutare il berlusconismo per poi venire a patti con il duo Berlusconi – Fini in cambio di qualche sgabello ed un piatto di lenticchie. Senza contare la pregiudiziale antifascista che costoro amano sbandierare… Certo, a volte non possiamo fare a meno di notare che a fronte del rischio di essere governati da personaggi come Prodi, Di Pietro, Veltroni, Franceschini ed altri, persino un uomo come Berlusconi possa apparire un salvatore della Patria ed assurgere al ruolo di statista… Ma da questo a sostenerlo ce ne passa!

RC: Pur condividendo gli attacchi a mafie, massonerie, scandali e malapolitica, davvero è convinto che il ventennio sia totalmente immune da colpe ed errori?

CG: L’ho mai detto? Se il fascismo viene guardato con occhi onesti e non con l’ottica menzognera dei vecchi stalinisti che lo combatterono non per amore di democrazia, ma per trasformare la nostra povera Italia in una colonia dell’URSS, il bilancio di 20 anni di governo non può che essere largamente in attivo. Le opere pubbliche ancora oggi in piedi ed i pochi diritti rimasti ai lavoratori ed ai poveri provengono tutti dal fascismo, mentre 64 anni di “democrazia” cosa hanno portato? Scandali, ruberie, tangenti, mafia (estirpata dal fascismo e riportata dagli “alleati” al potere in tutto il sud Italia fin dal primo giorno del loro sbarco), tasse astronomiche, ticket sulle medicine e sulle prestazioni sanitarie, pensioni da fame, corruzione in ogni campo della vita sociale… Devo continuare?

RC: Converrà che nelle amministrative di giugno 2009, avete raggiunto un risultato significativo in due soli paesini dell’astigiano. Come pensa che possa essere recepito il messaggio che Fascismo e Libertà è, come dire, un movimento nazionale?

CG: Noto con piacere che si è informato sui nostri risultati elettorali… Bene, ma come al solito l’informazione è lacunosa, perché dimentica di ricordare che siamo stati sì presenti in 4 piccoli comuni (3 dell’astigiano ed uno del torinese), ma che saremmo anche stati presenti con pieno diritto alle elezioni Provinciali di Torino (cioè di una provincia con 2 milioni e mezzo di abitanti), nonché ad un’altra comunale di un piccolo paesino del milanese… Dico saremmo perché, essendo l’Italia una finta democrazia ed un vero regime mafioso – partigiano, un gruppuscolo di magistrati torinesi della Corte d’Appello (le solite toghe rosse in servizio permanente ed effettivo) ha pensato bene di cacciare via la nostra lista dalle provinciali ritenendo il nostro simbolo illegale… E questo nonostante sia lo stesso simbolo che è stato consacrato del tutto legittimo da un’apposita Sentenza del Consiglio di Stato del 1994… Nonché lo stesso simbolo che è stato ritenuto legittimo per il Comune di Brozolo, che sempre in provincia di Torino è!

Dunque è bene tenere presente che le liste MFL presenti alle elezioni sono solo una piccola parte di quelle presentate, dal momento che ogni anno prefetti e vice prefetti corrotti, nonché magistrati partigiani, si divertono a sabotare le nostre liste per guadagnarsi benemerenze da parte del mafioso regime antifascista. In ogni caso, nonostante l’artiglieria pesante utilizzata dal regime, dal 1999 ad oggi il MFL è riuscito ad essere presente in varie elezioni amministrative delle province di Asti, Torino, Como, Pavia, Brescia, Roma, Isernia, Campobasso, Sassari, Cosenza, ottenendo anche l’elezione di vari consiglieri comunali (alcuni tuttora in carica) in provincia di Asti, Torino, Isernia, Campobasso e Sassari. Non saremo il PDL o il PD, ma ci siamo… E questo nonostante i sabotaggi da “Repubblica delle Banane”, il cui resoconto è puntualmente riportato sul mio blog:

www.lavvocatodeldiavolo.biz

RC: Molto spesso denunciate pubblicamente atti di sabotaggio nei confronti delle vostre liste elettorali e limitazioni dei vostri diritti politici: a cosa vi riferite?

vignetta comunismo 2CG: Un primo accenno lo ha già avuto a proposito dell’illegittima esclusione dalla provinciali di Torino. Un altro esempio, di rara gravità, posso farlo a proposito del Comune di Nosate (MI). Lì, in occasione delle ultime elezioni, la Commissione Elettorale ha correttamente valutato la legittimità della lista MFL e del relativo simbolo, approvando entrambi ed inserendoci nel sorteggio per il numero d’ordine della lista. Ma ben 15 giorni dopo, su sollecitazione addirittura del Prefetto di Milano (il quale non ha un simile potere, è bene saperlo), la commis-sione si è nuovamente riunita stracciando la precedente decisione ed eliminando dalle elezioni la nostra lista! Tutto questo, mi ripeto, accade in spregio a Leggi e Sentenze stesse della giustizia penale ed amministrativa, in quanto fin dal 1992 le Procure della Repubblica Italiana interpellate, hanno sancito che il MFL è un movimento del tutto legittimo, con uno Statuto ed un programma democratici e che nulla abbiamo a che fare con i reati previsti dalla XII Disposizione Transitoria della Costituzione e dalla cosiddetta “Legge Scelba”, mentre i TAR di Lazio e Sicilia hanno sancito, imitati poi dal Consiglio di Stato, la nostra piena legalità anche dal punto di vista del contrassegno elettorale. Ciò nonostante, ogni nostra apparizione alle elezioni mobilita l’apparato dello Stato con il solo ed unico fine di limitare il più possibile la presenza elettorale e propagandistica del MFL, azioni che non esito a definire attuate con modalità mafiose… Presenza che, è utile sottolineare, ci sarà sempre impedita per quanto riguarda le elezioni nazionali ed europee, in quanto, nei modi a parer mio non democratici degli apparati del Ministero, che decidono a proposito dei contrassegni che vengono depositati in quelle occasioni, hanno sempre respinto il nostro simbolo, incuranti persino della già citata Sentenza del Consiglio di Stato del 1994, la quale venne promulgata proprio su richiesta dello stesso Ministero dell’Interno! E questo perché accade? Perché le decisioni del Ministero in tema di contrassegni elettorali sono inappellabili! Ovvero, non esiste organo superiore a cui proporre appello, cosa che è largamente anticostitu-zionale… Persino i TAR sono stati prezzolati a questo squallido fine, infatti dal 2005, su indicazione del Consiglio di Stato, tutti i ricorsi pre-elettorali di piccoli partiti o liste scomode come la nostra vengono bocciati con la motivazione che vanno riproposti DOPO le elezioni, al fine di chiederne l’annullamento e la ripetizione… Si può Immaginare da solo quante possibilità ci sono per un piccolo movimento di vedersi riconoscere giustizia tramite l’annullamento e la ripetizione di un’elezione nazionale, europea, regionale o anche solo provinciale! Ovviamente, se a ricorrere è il PDL, il TAR finge di non ricordare la direttiva del 2005 e riammette la lista, come accaduto per le provinciali di Savona del giugno scorso! E vi stupite ancora se qualcuno, di fronte alla scelta fra un regime all’acqua di rose come quello del Ventennio ed un regime mafioso – partigiano impostoci dalle baionette straniere, osa preferire il primo, ove almeno nessuno si riempiva la bocca di vuote parole tipo “libertà”, “democrazia” e “diritti costituzionali”?

RC: Il suo è comunque un attacco a ministeri, magistratura, alte cariche dello Stato. Un attacco senza quartiere alle istituzioni.

CG: La cosa le pare strana? Noi non facciamo altro che denunciare cose tristi e reali, che chiunque può verificare anche solo visionando sul nostro sito le varie Sentenze disattese che legittimano la nostra esistenza (http://www.fascismoeliberta.info/phpf/viewpage.php?page_id=6).

Dovremmo forse accettare supinamente, come fa la maggior parte di questo popolo di rimbecilliti dal Grande Fratello e Face Book, di vivere in una dittatura illiberale camuffata da democrazia?

evoluzione-sinistra