LA GENERAZIONE CHE SI E’ ARRESA (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Maggio 2020)

Giusto per prendersi una pausa dall’argomento del fantavirus, voglio dedicare questo numero del mensile ad un argomento altrettanto squallido e che potrebbe benissimo essere collegato alla demenziale diffusione delle fantasie sul virus “mortale”, sulla pandemia (mai dichiarata ufficialmente dall’OMS) e sulle cifre ridicole dei presunti morti di Covid19: il ruolo deleterio dei cosiddetti “social” sulla vita degli esseri umani e sulla loro involuzione culturale e sociale.

Per fare ciò, prendo a pretesto un articolo del Camerata Andrea Chessa, che riporto interamente qui di seguito, riservandomi di commentarlo adeguatamente più avanti.

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La censura sovietica di Facebook

Che cosa sarebbe accaduto se nell’era dell’Unione Sovietica – con le purghe di Stalin, i piani quinquennali che sterminavano intere popolazioni, i gulag in cui venivano deportati gli avversari politici – fosse esistito internet? È presto detto: Facebook sarebbe nato almeno cinquant’anni prima.

Quello che il sottoscritto, e come me tanti altri camerati colpevoli solo di pensare fuori dal coro, abbiamo passato può essere paragonato solo con un “1984” in salsa moderna, in cui il Grande Fratello del capolavoro di George Orwell viene ben rappresentato da Facebook.

Ve lo racconto.

Partiamo da un presupposto: nonostante gli strali del Nostro Segretario Nazionale, Carlo Gariglio, uso abbastanza regolarmente Facebook (lo usa perfino lui, però, quindi può incazzarsi, ma fino ad un certo punto). Ultimamente lo utilizzavo per non più di 2/3 interventi al giorno, quelli che nel gergo comune anglofilo si chiamano “post”. Termine che potrebbe essere ben sostituito da parole italiane come “intervento”, “tema”, “pensiero”, ma noi siamo un popolo di coglioni e quindi diciamo che “ho postato una cosa su Facebook”. Utilizzare regolarmente Facebook significa, per me, avere una bacheca in cui compaiono tante notizie, tutte di diverso tenore, anche provenienti da diversi indirizzi politici, comunque  tutti interessanti, e poter cazzeggiare su qualche gruppo dedicato ai nostalgici della commedia all’italiana (chi lo sente adesso Gariglio?): non più di qualche frasetta al giorno, qualche gruppo musicale di mio gradimento, qualche messaggio privato scambiato con qualcuno. Né più né meno, insomma, di come viene utilizzato da miliardi di persone in tutto il mondo. Ho smesso di cercare di svegliare gli italiani per cambiare il mondo: ho scoperto che vedere quanto sono deficienti è forse anche più divertente, e più in là di Sanremo e del McDonald non vanno.

Ebbene: quando lo uso poco Facebook si incazza e mi censura. Non so perché, ma funziona così: meno scrivo e più ciò che scrivo è sotto la costante attenzione del genio dal naso adunco e dei suoi accoliti.

Bastava una frase di Benito Mussolini, un articolo del mio blog, un commento troppo sarcastico per un utente, che subito partiva la censura: “Il tuo post non rispetta gli standard della Community”, e blocco per 30 giorni. Mai uno, due, tre giorni: sempre e solo trenta. Pena massima, senza appello.

Prima, però, il social network del genio dal naso adunco aveva almeno la creanza di informarti su cosa veniva censurato: addirittura – troppa grazia! – potevi richiedere pure un secondo controllo, ché magari vi siete sbagliati! Addirittura, non è leggenda, una volta un mio commento sarcastico nei confronti di un elettore di sinistra è stato dapprima censurato, poi ri-approvato. Lo dico senza vergogna: mi sono quasi commosso da un simile trattamento.

Ultimamente, invece, nei miei confronti Facebook attuava una vera e propria campagna di pressione psicologica h24, un po’ come quelle del regime sovietico contro i borghesi: magari eri un pezzentone che non riusciva ad arrivare alla fine del mese (anche perché, grazie ai geniali piani quinquennali del regime, non era proprio semplicissimo) però bastava che chiunque, anche l’ultimo dei capibastone, ti appellasse “borghese” – appartenente, cioè, a quella classe padrona che aveva impoverito e sfruttato l’Unione Sovietica, secondo la loro propaganda, che la tua esistenza era segnata.

Allo stesso modo a me, di tanto in tanto, negli ultimi tempi arrivavano messaggi di censura ai miei interventi, ma senza dirmi di cosa si trattasse: non un collegamento da premere, non una spiegazione, non la citazione della frase incriminata. Nulla di nulla. Quindi utilizzavo il sito creato dal genio dal naso adunco con questi pensieri: gli darà fastidio questa riflessione che percula Di Maio? Gli piacerà questo video degli Slipknot? E questo video di cani che abbaiano adirati contro i gatti di casa che sonnacchiano sulle loro cucce come sarà interpretato? Penseranno ad una qualche velata allusione a Giuseppe Conte quando va in Europa?

Poi, di colpo, la censura colpisce più forte. Fin qui niente di male. Però ti prende pure per il culo. Questo, effettivamente, è un po’ fastidioso.

Cosa è accaduto? È presto detto. Qualche giorno fa, mentre mi reco a lavoro, entro sul sito del genio dal naso adunco e mi viene comunicato che qualcosa che ho fatto, scritto, detto, pensato, non è piaciuta al genio in questione o a qualcuno dei suoi solerti collaboratori. Non mi viene detto di cosa si tratti, calco su “Avanti” o qualcosa di simile, comunicando al sito che si, ho capito di aver fatto incazzare qualcuno degli sgherri di regime in questione, anche se non c’è modo di capire il perché. Arrivo ad una finestrella: “Confirm your account”. Facebook mi dice che vuole accertarsi che sia davvero io ad utilizzare Facebook e non Sergio Mattarella sotto mentite spoglie. Vabbè, facciamolo contento. Per fare questo vuole che carichi sul sito un mio documento di identità: la patente di guida, la carta di identità, qualcosa che Facebook conserverà sui suoi sistemi per non meno di 30 giorni e non più di 365. Mi chiedo con quale diritto un sito internet pensi di esibire un documento per sapere cosa faccio, dove vivo, dove abito: chi gli ha dato tanto potere? Nemmeno si trattasse di una piattaforma Rousseau gestita da Bonafede! Poi, però, fedele al motto del “Male non fare, paura non avere” dico a me stesso che se Facebook vuole avere queste informazioni va bene, gliele darò, fosse anche solo per vedere dove vuole andare a parare. Tanto, come dice il sito stesso, posso sempre eliminare i documenti se cambio idea. O no?

Clicco su “Scatta foto”, preparo la mia carta di identità sul tavolo, faccio la foto, la invio. Di nuovo la stessa identica schermata: “Confirm your account”. Non avrà funzionato qualcosa, penso. Eseguo nuovamente la procedura: scatto la foto, Facebook approva, di nuovo la stessa identica schermata di partenza. Appare sempre quel “Confirm your account”, come se non avessi compiuto nessuna azione. Va bene, penso, non vuole la carta di identità, forse vuole la patente. Preparo la patente sul tavolo, clicco su “Scatta la foto”, di nuovo la stessa identica schermata. Forse è una procedura che va a buon fine solo se eseguita da un pc e non da un telefono cellulare, penso. Entro su Facebook, carico il documento, invio. Niente. Stessa identica schermata delle venti volte precedenti. Sembra che la mia utenza si sia bloccata qui.

Facebook

Aspetto. La procedura è stata eseguita diverse volte, qualcuna di questa sarà sicuramente andata a buon fine. Gli amici del genio dal naso adunco capiranno che sono io e sbloccheranno la mia utenza quanto prima. Sono o non sono democratici, loro? Aspetto due giorni. Nulla. Stessa identica schermata. Ripeto le procedure. Nulla. Stessa identica schermata. Mi sento come l’insegnante delle elementari di Paola Taverna: sfiduciato. Poi, per curiosità, calco su quel collegamento in blu, quello che vedete in foto, precisamente “disattivi questa opzione”: lì scopro che Facebook ha immagazzinato nei suoi sistemi tutte le foto che gli ho inviato, all’incirca una quindicina. Quindi tutte le procedure che ho eseguito sono andate a buon fine, tecnicamente erano giuste, ma il sito internet del genio dai capelli crespi ha continuato imperterrito a presentarmi lo stesso identico messaggio, nell’intento chiarissimo di prendermi per il culo.

La conferma mi arriva da Carlo, che mi chiede se si mi sia eliminato da Facebook. Gli spiego la disavventura. Mi dice testualmente: è una presa per il culo, è un modo carino per bloccarti senza dirti che ti hanno bloccato, tanto che mia moglie ha sul suo profilo la tua stessa identica schermata – l’oramai famoso “Confirm your account” – da diverse settimane, senza che nulla sia successo. Non potevamo sentirci tre giorni prima, ché mi sarei evitato di provare la stessa procedura più e più volte, vincitore come la Fedeli davanti ai congiuntivi?

Qualcuno dirà che Facebook è un sito privato e come tale può applicare le regole che vuole. Vero, ma fino ad un certo punto, vista la rilevanza che il social network ha sia a livello mediatico che a livello politico (come la causa legale persa contro CasaPound – arbitrariamente censurata da Facebook – dimostra ampiamente). Ad ogni modo è significativo che a difendere a spada tratta le censure arbitrarie e politicamente corrette di Facebook siano coloro che – a parole – si battono per la democrazia, la libertà di parola ed altri ammennicoli simili, ma in questo caso chiudono volentieri un occhio solo ed esclusivamente perché la censura colpisce la parte politica avversa, quella che in settanta anni di leggi speciali e disposizioni transitorie della Costituzione (ma transitorie fino a quando? Sono passati – appunto – settant’anni!) non sono ancora riusciti a mettere a tacere.

Cosa farò? Probabilmente, non rinuncerò al sottile piacere di creare un po’ di lavoro per il genio dai capelli crespi: è una questione di principio. Creerò una nuova utenza di posta elettronica, registrerò un nuovo profilo, ed aggiungerò tutte le utenze perdute. Di nuovo.

Volete la censura da sgherri di regime quali siete? Guadagnatevela.

Andrea Chessa

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Che dire? Il buon Chessa non ci dice nulla di nuovo; la situazione che ha descritto nell’articolo è capitata a mia moglie, a me stesso ed a chissà quanti milioni di persone nel mondo che si sono visti scippati del loro account Facebook da un minuto all’altro.

La vera novità sta nell’agire in modo più subdolo del solito, probabilmente a causa delle tante battaglie legali perse da Facebook contro i molti che, dopo essersi visti cancellati senza un motivo valido, hanno adito vie legali,  vedendosi riconosciute le loro ragioni, unitamente a qualche robusto risarcimento; agendo così, infatti, il giudeame di FB si espone meno alle accuse di diffamazione ed ingiuria… Invece di spiegarti per filo e per segno che secondo le loro fantasie demenziali tu sei un pericoloso Fascista, Nazista, razzista, ti lasciano nel dubbio e nel silenzio, censurandoti senza spiegarti esattamente perché. Ma francamente l’argomento non mi stimola molto, né cattura il mio interesse.

Quello che più mi premeva sottolineare dell’articolo del Camerata Chessa è il suo riferimento, vagamente ironico, al fatto che anche il sottoscritto utilizzi Facebook, e soprattutto questo suo desiderio assurdo di volerci essere a tutti i costi!

Ora, riguardo al mio utilizzo di Facebook, ricordo al buon Chessa che il mio “sbarco” fu motivato proprio dalle gigantesche cazzate che i miei prodi dirigenti e tesserati facevano e scrivevano, e che mi erano spesso riferite da altri; litigate fra Camerati, creazione di pagine e gruppi a nome del MFL-PSN che spesso erano gestite da illustri sconosciuti, badogliani che avevano lasciato il movimento, elementi che non vi erano mai entrati e quant’altro.

Molti blateravano di propaganda pro MFL-PSN che cresceva, mentre in realtà si esibivano su questo inutile social con commenti demenziali che nulla avevano a che fare con la politica… Anzi, molto spesso (lo scoprii dopo, ovviamente), i miei illustri Camerati se ne guardavano bene dal qualificarsi come membri e/o dirigenti del movimento, onde non rischiare di vedersi limitare il loro “prezioso” profilo, o magari perdere qualche “amicizia” di infami e traditori vari.

Ebbene, dopo essere entrato su questa piattaforma di merda, mi sono ritrovato davanti diverse pagine e gruppi aperti a nome del nostro movimento, ma che in realtà erano territorio di caccia riservato ai vari infami della cosiddetta “area”, stile Casa Clown, Fogna Nuova e Fiammelle assortite.

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Una volta recuperato il modo di entrare e gestire queste pagine e gruppi, ho provveduto a buttare fuori a calci gli esponenti di questi movimenti di traditori, nonché a pubblicare solo contenuti graditi al nostro movimento… E in men che non si dica, sono arrivati subito blocchi, sospensioni ed infine la cancellazione perenne delle pagine… A riprova del fatto che non sono solo le zecche rosse a segnalare e chiedere sanzioni contro i Fascisti.

Le zecche nere fedeli a Sion sono persino peggiori di quelle rosse!

Tornando al nostro movimento, la diffusione di questo rimbambimento collettivo ha portato alla cessazione pressoché totale di ogni attività; fino a qualche anno fa si notava in alcuni la voglia di lottare… Chi faceva affiggere nella sua zona di residenza qualche manifesto dal Comune, chi si passava qualche notte in giro ad affiggerli personalmente, chi approfittava di ogni portone aperto per inserire nelle buche delle lettere (o sotto i tergicristalli delle automobili parcheggiate) i nostri volantini, chi tentava di organizzare piccole riunioni per presentare il nostro movimento ai conoscenti…

Nulla di trascendentale, ma almeno ci si mostrava vivi, sia come individui, sia come movimento.

Oggi, invece, tutto è morto, ed i pochissimi che ancora credono che il movimento sia più importante del loro stupido profilo Facebook, sono comunque prigionieri di questa finta realtà e si limitano a scrivere qualche sproloquio sui social.

A che serve tesserarsi quando c’è Facebook? A che serve pagare la tessera quando si possono mettere gratis centinaia di stupidi like, o di faccine varie, diventate l’unico modo di comunicare di questa generazione di ritardati mentali?

Tanto il “vero” Fascista si riconosce dal numero di like, dal numero di slogan (dei quali manco conosce il significato) che inserisce a casaccio come commento di post e notizie, e soprattutto dai tatuaggi! Ho visto personalmente varie discussioni su Facebook fra “fascisti” (o presunti tali) che esibivano la loro pelle deturpata dai tatuaggi con orgoglio, scambiandosi consigli fra loro circa quelli che avrebbero dovuto fare in futuro… E fra questi, molti dei cialtroni che mi avevano quasi dato del ladro quando avevano scoperto che il tesseramento al MFL-PSN non era gratuito come un like, ma costava “ben” 50 € annui! Poco più di un pacchetto di sigarette al mese, ma per questa generazione di esseri inutili ed incapaci rappresenta quasi una rapina… Invece, stando ad una pagina specializzata:

“(…) Di norma, il costo di un tatuaggio piccolo parte dai 50 euro in su, mentre il costo di un tatuaggio medio-grande parte dai 150-200 euro a salire. Per quel che riguarda il tatuaggio grande, che copre grandi parti del nostro corpo (come il tatuaggio schiena o la cosiddetta ‘manica’, ovvero il tatuaggio braccio completo), il prezzo può anche arrivare a 1.500-2.000 euro, prezzo che varia anche in relazione al numero di sedute effettuate per poterlo fare (…)”.

https://uomo.fidelityhouse.eu/moda-uomo/quanto-costa-un-tatuaggio-piccolo-grande-199732.html

Taccio per carità di Patria su altri costi che il moderno Fascista (o presunto tale), sostiene per cazzeggiare a vuoto, tipo gli inutili smartphone, gli abbonamenti alla curva dello stadio e  chissà cos’altro!

E così i cosiddetti social hanno distrutto completamente la vera vita sociale degli individui, sostituendola con una vita finta, posticcia, inutile, che l’imbecille medio vive come se si trattasse di realtà.

CensuraSionista

Ho trovato un altro articolo interessante, dal quale traggo un breve passo:

“(…) Facebook e la nostra percezione della realtà.

La nostra percezione è falsata poiché, nel tempo, i nostri punti di riferimento della nostra vita sociale si sono spostati nel mondo virtuale. Ciò è il risultato anche di abili e costose operazioni di marketing che hanno visto la diffusione dei social in maniera sempre più capillare in tutti gli ambiti sociali, innescando un volano che oggi non si può fermare. Alcuni addirittura ipotizzano che se il network di Zuckerberg dovesse all’improvviso smettere di funzionare ci sarebbero episodi di panico sociale in tutto il mondo.

Ma rispetto a teorie più o meno realistiche, alcune valutazioni possono essere concretizzate con gli strumenti che abbiamo a disposizione.

È innegabile che per molti il primo pensiero del mattino è sfogliare le pagine di Facebook: molti ritengono che il social sia il riflesso di ciò che avviene nel mondo e di conseguenza prende per vero tutto ciò (o quasi) che viene propinato e definito, molte volte, come “informazione”. In più, a soddisfazione del proprio ego, il social ha fornito la possibilità a molti di esprimere sé stessi catalizzando nel “like” la considerazione di un livello sociale più o meno prestigioso. Perché più like significa “più” in molti sensi: più belli, più intelligenti, più considerati, più seguiti, più pagati, più autorevoli. Insomma, un sistema nel quale si è indotti ad auto referenziarsi in base a quanto seguito si ha, fino a ritenersi incontestabili ed autorevoli poiché “io ho più like di te”. In più, la possibilità di costruire un sistema remunerativo che si basa sul marketing che ognuno di noi può costruire in autonomia, fornisce uno stimolo in più per l’assidua frequentazione del social. E più lo si frequenta, più lo si usa, più si è assoggettati alle regole del sistema (le cosiddette “norme”). Più si è condizionati da meccanismi che vogliono il dilatarsi della nostra permanenza sulla piattaforma poiché tutti questi meccanismi mettono in atto delle risposte non solo cognitive, ma anche emotive e fisiche.

I social e i nostri rapporti sociali

Perché? Beh, è una questione di soldi. “Noi siamo i nostri Big Data” scrissi qualche tempo fa, siamo noi a fornire ai Data Broker la materia prima sulla quale fare business e i social non sono da meno. Quindi più tempo rimaniamo connessi, più dati forniamo, più precisa sarà la profilazione e meglio sapranno condizionare la nostra percezione sociale (fino ad ora per propositi commerciali) quindi le nostre preferenze, le nostre reazioni o, peggio, le nostre pulsioni. E se per un momento ci estraniamo da questo contesto non possiamo non notare che l’influenza del social ha di fatto modificato i nostri rapporti sociali. È impensabile ritenere che ci viene data la possibilità di frequentare un social a titolo gratuito per il buon cuore dei suoi creatori quindi, lo status attuale che la piattaforma di Zuckerberg riveste nella nostra società è voluto.

https://www.agendadigitale.eu/cultura-digitale/facebook-e-censura-quale-lezione-dalla-sentenza-del-tribunale-di-roma-su-casapound/

Ora, per chi ancora non lo avesse capito, i social non sono certo nati per dare voce ai poveracci, né per alimentare la pluralità dell’informazione, e neppure per creare e cementare relazioni sociali… Sono nati al solo ed unico scopo di censire tutti gli imbecilli che li usano, rinchiudendoli nei loro orticelli virtuali dai quali si illudono di dialogare con l’intera popolazione mondiale, mentre in realtà si limitano a blaterare entro una ristretta cerchia di “amici” che condividono le loro opinioni… Non si incide in alcun modo sulla realtà politica e/o sociale, ma nel frattempo si dissemina la rete di dati sensibili che gli sbirri controllori archiviano per i loro fraudolenti utilizzi.

Fate caso a quanti coglioni credono di nascondersi dietro a nomi di fantasia, foto false e magari maschere in stile Anonymous… Ma fanno questo connettendosi ai social decine di volte al giorno dal proprio telefono, garantendo così ai controllori non solo di risalire alla loro precisa identità, ma anche e soprattutto alla loro posizione fisica!

Io, quanto meno, mi connetto sempre da un PC situato nello studio di casa mia, rivelando proprio nulla dei miei eventuali spostamenti.

E degli imbecilli che arrivano a finire in galera perché non resistono alla tentazione di mettere online le loro azioni delinquenziali, ne vogliamo parlare?

O di quelli che mandano al diavolo un rapporto vero con un partner per il vizio di pubblicare foto e/o filmati fatti con persone diverse?

Per non parlare di quelli morti per seguire assurde sfide, o giochi demenziali proposti proprio dai social…

CensuraDisney

E’ questa l’umanità con cui volete restare in contatto? E’ questo a cui aspirate, cioè un esercito di cerebrolesi senza arte, né parte, che passano la giornata ingobbiti sullo schermo di un telefono per scrivere e leggere cazzate?

Vi hanno convinti che i social vi avrebbero aiutati a diffondere le vostre idee, mentre vi tengono prigionieri in un recinto virtuale dove vi consentono di dire qualche cretinata, salvo poi, come ben descritto dal Camerata Chessa, togliervi l’accesso…

Una volta c’erano persone che studiavano, si informavano, dialogavano, si incontravano di persona per organizzare iniziative, liste elettorali, comitati, referendum… Oggi si sono tutti rincoglioniti e si illudono di fare la rivoluzione, prendere il potere, diventare leader di qualcosa, semplicemente pigiano i tasti virtuali del vostro ridicolo ed inutile smartphone.

Hanno trasformato l’umanità in un gregge di ritardati che non sanno neppure più esporre un’idea in lingua italiana corretta, tanto che ormai tutti si esprimono con ridicole faccine, pollici alti e cazzate similari; e per darvi l’illusione del pluralismo vi lasciano giocare anche con profili di complottisti, terrapiattisti, imbecilli che sproloquiano di Dio, Satana, extraterrestri rettiliani… Ma provate a contestare le mille favole olocaustiche, i mitici “6 milioni”, le farse partigiane, le menzogne storiche della sinistra: non durerete neppure pochi giorni!

Ma sapete qual è il risultato più grandioso (per loro) ottenuto dai creatori di questa merda virtuale? L’avere ipnotizzato le menti di quasi tutti, convincendoli che al di fuori dei social non possa esistere nulla! E da qui derivano certe prese di posizione, tipo quella espressa dal Camerata Chessa, di volere resistere sui social, e soprattutto su Facebook, a qualunque costo!

Vedo gente che usa nomi falsi, moltiplica i profili, pubblica elenchi di mitici social senza censura sui quali sbarcare (i quali sono, ovviamente, senza censura agli inizi, per attirare i gonzi), ma praticamente nessuno che comprenda quanto siano deleterie tutte queste piattaforme per la vita e la cultura degli esseri umani.

Nessuno che ricordi i tempi in cui non si viveva ingobbiti sul un telefono, non si faceva decidere ad una zecca giudea come Zuckerberg cosa si poteva dire e cosa no…

E badate che non sto parlando dei tempi preistorici e delle caverne… Prima di questa merda chiamata social esistevano le E-mail, i gruppi privati di Yahoo e di Google, i forum di discussione e persino Skype, che ci consentiva di parlare (volendo anche vedendosi) con persone residenti dall’altra parte del mondo. Ma hanno corrotto le menti di tutti, convincendoli che al di fuori dei social non possa più esistere una vita!

Anche al di fuori della politica intesa in senso più stretto, tutto il mondo congiura per obbligare gli schiavi (da qualche mese anche con la museruola) a vivere con un telefono in mano; non si può più aprire un conto corrente, una carta di credito a mille altre cose, senza scaricare la mitica “APP” sul cellulare… Persino per gli idioti che scommettono e giocano a poker online ci sono forti incentivi se abbandonano il PC e passano ad usare il telefono.

Il telefono sarà tutta la vostra vita, che vi verrà rubata in un solo colpo quando qualcuno deciderà di hackerarla, sottraendovi contatti, foto, password, accessi ai vostri conti correnti e quant’altro… E ve lo sarete meritato!

Tutta questa gente che vive su Facebook e similari tentando di restarci ad ogni costo, non ha neppure più quel briciolo di dignità che dovrebbe avere chi si accorge di non essere gradito in un certo luogo e da certa gente.

Provo a spiegarlo con un esempio, che dovrebbe essere comprensibile anche ai meno dotati; se nel vostro quartiere di residenza decidessero di aprire un locale, diciamo una pizzeria – ristorante, i cui titolari dovessero realizzare un’ampia campagna pubblicitaria con slogan del tipo: “Vietato l’ingresso ai Fascisti”, o “In questo locale sono benvenuti soltanto quelli di sinistra”, voi cosa fareste come prima cosa?

O meglio, come seconda cosa, perché la prima cosa da fare sarebbe riunire almeno una decina di galantuomini, alla testa dei quali recarsi a devastare il locale il giorno stesso dell’inaugurazione!

Ma volendo evitare denunce, querele, arresti e guai vari giudiziari, credo che la risposta di qualsiasi individuo sano di mente sarebbe questa: boicottare in ogni modo quel locale ed i sudici individui che lo hanno creato.

Invece, cosa accade su Facebook e su molti altri cosiddetti social?

Accade che i nostri prodi Fascisti e Nazionalsocialisti (che nella stragrande maggioranza dei casi non lo sono affatto, da buoni sostenitori del giudaismo guidato da Salvini e Meloni) si presentano a quel “locale” piagnucolando di volere entrare e consumare anche loro, come tutti gli altri!

Ho visto personalmente cose assurde, tipo gente che non ha più neppure il coraggio di usare la lingua italiana nei suoi post, eliminando parole di uso comune e non aventi alcuna connotazione negativa, tipo negro, o zingaro, onde evitare di incorrere nelle censure facebookiane…

FBNegro

Per non parlare di quelli che, terrorizzati dagli algoritmi con i quali sui social si individuano certi termini, cominciano a scrivere parole come Fascista, ebreo, giudeo, negro, razza e chissà cos’altro, inserendo nelle parole asterischi, chiocciole degli indirizzi E-mail ed altri tristi accorgimenti per mascherare le proprie idee e le relative discussioni!

E tutto questo per cosa? Per non farsi escludere da uno (o più) social che non gradisce la presenza dei Fascisti?

Ma se aveste anche solo il 10% dei coglioni che ebbero Fascisti e Nazionalsocialisti per partecipare alla più eroica delle battaglia del sangue contro l’oro, abbandonereste questa merda, creando dei veri rapporti sociali con i vostri Camerati, soprattutto militando tutti insieme nell’unico partito Fascista esistente in Italia. Ma che ve lo dico a fare? Statevene sui vostri social!

Carlo Gariglio

 

LA CADUTA (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Maggio 2016)

In questi giorni sto riflettendo su un semplice ma drammatico dato: per la prima volta dopo molti anni, cioè dal lontano 1999, anno in cui presentai le prime due liste del nuovo corso del movimento (dopo la morte di Giorgio Pisanò), il MFL-PSN non sarà presente a nessuna elezione amministrativa, neppure nel più piccolo e sperduto dei Comuni italiani.

Certo, nel corso di questi anni è capitato altre volte, ma sempre per motivi contingenti ed indipendenti dalla nostra volontà: sabotaggi infami da parte dei vice prefetti mafiosi che presiedono le commissioni elettorali, errori nella documentazione, numero di firme necessarie non raccolte, documenti inviati in ritardo… Ma il nulla cosmico come accaduto in questo 2016 non lo si era mai visto.

In alcune occasioni, pur sapendo di non avere alcuna possibilità di raccogliere le firme necessarie, annunciammo comunque il nostro tentativo di partecipare alla competizione, ricavandone, quanto meno, qualche citazione sui giornali e qualche contatto avuto durante la raccolta firme.

E’ anche vero che nelle precedenti occasioni era sempre toccato al sottoscritto dirigere le cose, poiché praticamente nessuno dei cosiddetti camerati ha mai avuto la voglia di “sbattersi” cercando fra i Comuni al voto, le istruzioni ministeriali per presentare le liste, la modulistica necessaria… Toccava sempre al Segretario contattare i vari responsabili, girare loro le istruzioni e persino preparare i moduli con i dati dei vari candidati, in quanto anche salvare una cartella sul proprio  computer con i vari moduli da aggiornare anno per anno era troppo faticoso.

Addirittura il semplice stampare i contrassegni elettorali a colori nelle dimensioni di Legge era troppo difficile per molti “camerati”, tanto che quasi sempre li ho stampati a casa mia e poi spediti, sempre a spese mie, ai vari responsabili locali delegati a presentare le liste!

Quest’anno ho voluto provare a fare un esperimento: tacere… E questo è il risultato: un’assordante silenzio ed il nulla cosmico!

A onore del vero, giusto per dare a Cesare quello che è di Cesare, devo dire che il Camerata Capizzi mi ha segnalato che nella sua Sicilia c’era un solo Comune del messinese, lontanissimo da lui, nel quale si poteva tentare di presenziare, mentre il Camerata Montoro mi ha segnalato che dalle sue parti si votava soltanto in Comuni di una certa grandezza, fra i quali la stessa Bologna, città per la quale si dicevano impreparati.

Qualcuno si starà chiedendo il perché di questa mia scelta decisamente controproducente per il movimento, ed io gli rispondo prontamente: volevo dimostrare con estrema evidenza quanto in basso sia caduto il MFL-PSN da quando i suoi “militanti” si sono ridotti ad una banda di cerebrolesi intenti a baloccarsi tutti i giorni con il loro nuovo passatempo chiamato Facebook… La vita virtuale che sostituisce in tutto e per tutto quella reale, come voluto dai padroni del vapore, per avere un’umanità amorfa, incapace di agire e pensare, e soprattutto sotto costante controllo. Nel corso degli ultimi mesi, per non dire anni, ho provato in ogni modo ad aprire gli occhi dei sedicenti Camerati, ma purtroppo ho clamorosamente fallito nel mio intento, che era quello di tenere lontani i miei tesserati dalla massa di idioti che si fanno accalappiare e controllare da ogni stupida moda giudaico americana che viene imposta alle masse.

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Ricordo che proprio pochi mesi fa uno dei miei tesserati (fra l’altro, uno degli ultimi arrivati), mi zittì come di solito si fa con il vecchietto rincoglionito di turno, dicendo che questo era il progresso e che in ogni caso il movimento era in forte crescita proprio grazie a Facebook… Lo dimostravano le centinaia di “contatti”…

Un solo Camerata, che in questo caso nomino per rendergli merito, cioè Giuliano Scarpellini, intervenne per dire che non era il numero di contatti ad essere importante, ma la qualità degli stessi.

Oggi ho la conferma di una cosa della quale non avevo mai dubitato: avevo ragione io, come sempre.

Per rendersene conto, basterebbe sfogliare i numeri del nostro mensile di pochi anni or sono; ogni mese mi toccava selezionare quale attività militante locale segnalare e quali fotografie pubblicare, dato il numero elevato di Camerati che inviavano materiale relativo a volantinaggi, banchetti ed affissioni di manifesti effettuate tramite i servizi comunali. C’era chi mi inviava per posta le vecchie e care fotografie stampate su carta fotografica, per consentirmi di scansionarle ed inserirle sul giornale… Per non parlare degli articoli per il giornale: anche i meno dotati dal punto di vista grammaticale cercavano di darsi da fare, costringendomi spesso a passare intere giornate nel correggere errori, strafalcioni e boiate varie… Ma erano segni di vita, una vita reale che i pochi iscritti (tanti non siamo mai stati) tentavano di vivere partecipando alla vita politica della Nazione, o per lo meno del Comune di residenza.

Oggi la vita reale è defunta ed ha lasciato spazio alla vita virtuale, voluta e creata dai potenti per ingabbiare le menti, sempre più rattrappite e non in grado di funzionare correttamente, dei cittadini italiani e di tutte le Nazioni cosiddette “civili”.

Ed ecco i risultati per il nostro MFL-PSN: nessuno scrive più nulla, salvo le 3/4 righe dei commenti su Facebook, i manifesti stampati da anni ed anni giacciono nel mio garage ed in quello del Camerata Poli di Brescia, banchetti e volantinaggi non se ne fanno più… Ma tutti i moderni cerebrolesi tesserati “condividono” sui loro profili FB le più atroci cazzate, nella migliore delle ipotesi del tutto inutili per il movimento, quando non addirittura deleterie e vergognose per chiunque osservi con senso critico ed un minimo di preparazione politica.

cerebrolesi

Molti mettono le mani avanti con la solita vecchia scusa: “Non si può fare nulla perché sono solo”.

Ora, sarebbe il caso di capire una cosa elementare: per chi fa politica da anni, esibendo una carica dirigenziale, l’essere solo non costituisce una scusante, ma se mai un’aggravante, dato che non è credibile il fatto che non si riesca a crearsi un gruppo di persone disposte a collaborare in qualche modo… O meglio, non sarebbe credibile se certi cosiddetti dirigenti sapessero selezionare amicizie e conoscenze, invece di frequentare cani e porci indisponibili per qualsiasi attività al di fuori dello scambiarsi cretinate su FB, o magari organizzare serate e nottate da debosciati in discoteche, concerti vari e ritrovi per drogati ubriachi. Vi pare possibile vantare centinaia, se non migliaia, di “amici” su FB, senza riuscire a coinvolgerne almeno uno (dicasi uno!) nella propria attività politica?

Personalmente non posso certo dire di avere sempre avuto legioni di tesserati, ma dato che ho sempre privilegiato i rapporto umani veri a quelli virtuali (o da discoteca), ho sempre avuto ed ho tuttora un certo numero di persone su cui contare (benché non tesserati ufficialmente) per preparare una misera lista elettorale e candidarmi in qualche piccolo Comune. Anzi, posso dire che sovente in passato mi è capitato di presentare liste MFL-PSN ove ero l’unico tesserato regolare del movimento, e gli altri candidati erano amici, parenti, conoscenti… Persino ignari vicini di casa, dato che anni fa salvai una lista a Valfenera (AT) cui mancava un candidato, caricandomi sull’auto quasi a forza un anziano vicino di casa e portandolo in Comune per farlo candidare!

Oggi mi tocca sentire le litanie di chi piagnucola di essere solo, di non riuscire neppure a farsi sostenere dai propri familiari, di non sapere dove trovare i candidati…

Ricordo molti anni fa un buon amico comunista, che era un’ottima persona (non a caso prematuramente scomparso), benché tesserato con Rifondazione Comunista e delegato sindacale CGIL; sapendo che ero in difficoltà nel reperire candidati, mi propose di candidare sua moglie, cosa che feci di corsa, dicendomi: “Se lo vengono a sapere al sindacato sono finito!”

Questa, miei cari buoni a nulla di FB, è la differenza fra una persona vera con rapporti veri, ed un cialtrone che vive solo rapporti virtuali finti con finti amici e gente inutile in generale.

Dico la verità: fino ad un paio di mesi fa non ero mai entrato in FB, anche se avevo le idee molto chiare sulla cosa e sugli idioti che lì vivevano la loro finta vita… Poi, cedendo alle continue pressioni di mia moglie, che voleva aprire una pagina dedicata ai nostri animali, la aiutai ad aprire il suo profilo e la relativa pagina.

Ebbene, il saggio disgusto che provavo a prescindere, si è rafforzato a tal punto che spesso mi metto a bestemmiare quando mia moglie mi chiede di controllare questo mondo per conto suo, dato che le sue competenze informatiche sono alquanto limitate.

La prima impressione generale che prova un persona normale entrando in FB è la consapevolezza di trovarsi al cospetto di un’umanità malata; persone che non sanno cosa sia un sentimento vero, e che vivono di surrogati pietosi con i quali sostituiscono emozioni che non sanno neppure comprendere.

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Il profilo di mia moglie è chiaramente dedicato agli animali; non figurano sue fotografie (e meno che mai in pose oscene o sexy, come accade per legioni di baldracche seminude), e nelle varie descrizioni si sottolinea la sua non più verde età (50 anni), ed il suo stato civile… Ma nonostante ciò, il solo vedere un nome femminile, porta centinaia di cerebrolesi di sesso maschile a chiedere la cosiddetta “amicizia”, che se accettata porta ad un campionario di reazioni che sarebbero degne di uno psichiatra… Chi inizia ad inviare nella chat privata fotografie e filmati pornografici, a base di membri enormi ed amplessi vari, chi poesie d’amore (ad una persona mai vista né conosciuta!), chi ridicoli pupazzi che avrei trovato infantili anche ad 8 anni di età, e via dicendo. Persino quelli che per alcuni giorni si fingono “normali”, limitandosi ai saluti, prima o poi sbottano con frasi demenziali del tipo: “Ho capito che provi qualcosa per me…”, “Ormai abbiamo creato un rapporto profondo…” e bestialità simili… Ed il tutto per avere avuto risposta a qualche “Ciao” o “Buona giornata”!

Ci sono poi quelli che, essendo sprovvisti di specchi in casa propria, inviano le loro ridicole foto (anzi, selfie, come dicono i coglioni!), accompagnate da frasi del tipo: “Vorrei conoscerti ed incontrarti”… Tattica che, in un mondo privo di valori umani ma anche estetici, probabilmente funziona a meraviglia per qualcuno, se pensiamo alle 50 e più baldracche conosciute tramite i cosiddetti “social” e contagiate dal mitico Valentino, un romano assurto agli onori della cronaca per il suo vizio di conoscere mignotte ben disposte ad incontrarlo per contagiarle con l’AIDS!

Affari loro e ben gli sta, mi viene da dire…

Altra cosa che balza agli occhi è la morte totale del concetto di vita privata; un tempo si parlava di determinati argomenti solo con pochi e selezionati amici; ora qualsiasi coglione mette in piazza in mondovisione anche le cose più intime: gente che piagnucola in pubblico perché la donna (o l’uomo) dei suoi sogni non contraccambia, altri che mettono in piazza i problemi di salute, altri ancora che si divertono a mostrarsi ubriachi e ridotti come degli stracci… Persino i criminali e gli psicopatici oggi sono così idioti da filmare e mettere in pubblico le loro malefatte, tanto che spesso le autorità dormienti riescono a risolvere dei casi proprio grazie alle autodenunce dei cerebrolesi in questione! E come se non bastasse finire in galera per la passione di FB, molti sono anche finiti sottoterra grazie ai social ed al loro stupido vizio di avere occhi solo per il telefono ed  orecchie solo per i demenziali auricolari con i quali si rovinano l’udito ed il poco cervello rimasto; anche qui non sto scherzando, dato che non molto tempo fa un ritardato mentale ha perso la vita travolto da un fiume in piena, grazie al fatto che si era fermato poco dopo avere attraversato con difficoltà un ponte, per mandare le sue impressioni su Facebook! Per non parlare dei giovani morti travolti da treni o tram, che non avevano sentito arrivare perché troppo presi a fare i deficienti con cellulari ed auricolari.

Poco tempo fa, guardando uno dei tanti telefilm americani che parlano di spionaggio, uno dei protagonisti pronunciava una frase emblematica: “Prima che inventassimo i Social Network, dovevamo faticare e spendere molti soldi per scoprire informazioni che oggi la gente mette in pubblico volontariamente”. Ecco, si trattava di un telefilm, ma questa frase credo sia la sintesi del perché abbiano creato Facebook e robaccia simile.

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Ci sarebbe solo più da capire quale misteriosi sistemi di persuasione occulta abbiano utilizzato per convincere milioni di cerebrolesi nel mondo a legarsi mani e piedi a questo “Grande Fratello” moderno, ma qui non saprei proprio cosa rispondere!

Il bello (si fa per dire!) è che dai vari profili FB si comprende come la cosa più importante per i cerebrolesi nostrani sia l’apparire, il farsi notare alla ricerca di consensi, fingendosi il più delle volte quello che non si è in grado di essere; vediamo persone che non sanno articolare un pensiero e/o una frase di senso compiuto, che si atteggiano a saggi pubblicando tutto il giorno aforismi e frasi di personaggi celebri… Li vediamo atteggiarsi ad animalisti convinti che si indignano contro quelli che maltrattano gli animali, salvo poi scoprire che molti di loro se ne guardano bene dall’avere un cane o un gatto in casa, magari perché temono di sporcarsi di pelo… Oppure li vediamo spacciarsi per eroici rivoluzionari antigovernativi, salvo poi scoprire che si tratta dei classici borghesucci da 4 soldi, che si tengono stretto il posto fisso ed i canonici 15 giorni di vacanze al mare annuali; per non parlare di quelli che si atteggiano a poeti dell’amore e dei sentimenti, inondando i loro profili con cuoricini e mazzi di fiori, mentre nella realtà sono i classici del “basta che respiri” in cerca di una qualsiasi forma di vita femminile!

Ma se su Facebook possiamo vedere una miriade di schifezze che toccano tutti i campi dell’umanità, quelle più miserabili si hanno nel campo  politico, soprattutto se guardiamo con aria critica il cosiddetto mondo che rotea intorno al “fascismo”; infatti, anche senza cercarli appositamente, ci piovono da ogni parte profili e pagine di inetti ed incapaci, mai degnatisi di fare qualcosa di concreto in politica, che però si ergono a rifondatori del partito Fascista ed a novelli “ducetti”… Il tratto comune è la loro triste cozza pelata (l’unico messaggio del Fascismo che credono di avere recepito: il Duce era calvo, indi anche loro devono esserlo; meno male che sono pochi quelli che si dichiarano nazisti, altrimenti avremmo in giro un altro esercito di idioti con i baffetti quadrati!), unita all’aria truce di chi vorrebbe fare paura, con tanto di voce ombrosa nei casi di commenti contenenti l’audio.

Questo esercito di ritardati mentali, che servono solo a sputtanare ulteriormente il Fascismo, sproloquiano dai loro profili contro immigrati, politici di sinistra e qualsiasi cosa venga loro in mente, illudendosi che con questo blaterare virtuale le cose possano cambiare; mitiche le loro frasi tipiche: “E’ uno schifo, se sei d’accordo condividi”, come se il condividere una foto o un filmato avesse una sorta di potere magico nel cambiare la situazione economica e sociale di questa triste Patria…

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Ovviamente nessuno di questi cialtroni comprende che una pagina FB non equivale ad un partito, né capisce la differenza fra qualche “like” espresso da altri cerebrolesi e la concreta e vera adesione ad un movimento politico… Per non parlare del dato più evidente (a chi usa ancora il cervello): la politica si cambia candidandosi in carne ed ossa ad elezioni vere (e non virtuali), portando avanti idee concrete e pulite.

Nessun cambiamento avverrà mai grazie a qualche stupida litania espressa su internet, ma queste ultime serviranno, al contrario, a monitorare quanti blaterano a vanvera, finendo con il farne finire qualcuno in galera, caso mai un magistrato in cerca di notorietà decidesse di fare una retata contro i “pericolosi” golpisti di Facebook (cosa, peraltro, già accaduta più volte).

Ma si sa, nella nostra area politica è più importante essere “Duce” di se stesso, piuttosto che fare parte di un gruppo serio e motivato a crescere politicamente per concorrere alle elezioni… Questa cosa valeva già ai tempi pre-FB, allorquando gli idioti dell’epoca fondavano un nuovo movimento al giorno, con tanto di ricca “convention” (pagata da chissà chi) in qualche Hotel di Roma o Milano… E se mancavano i finanziatori, qualcuno se la cavava con i movimenti annunciati via fax ed i loghi disegnati e colorati a mano! Per chi crede io stia scherzando, racconto uno dei tanti aneddoti della mia esperienza politica; diversi anni fa ricevetti via fax l’annuncio della nascita del “Movimento Nazionalsociale”, che mi inviata a buttare nel cesso anni di esperienze politiche per passare con loro. Conobbi poi successivamente ad una nostra riunione un sedicente dirigente, il quale ci illustrò il suo nuovo movimento, nato da una scissione degli appena nati Nazionalpopolari… Costui fu molto abile nel deridere i Nazionalpopolari, che secondo lui erano in tutto in 42… Peccato non fosse abbastanza intelligente per capire che se quelli erano dei mentecatti perché erano in 42, lui ed i suoi potevano essere al massimo 41, visto che almeno il leader dei Nazionalpopolari non era passato con loro!

Questo per dire che i cerebrolesi non sono nati con Facebook, ma si sono solo moltiplicati a dismisura, ed hanno più facilità a fare circolare le loro demenziali e deleterie cazzate!

In questo mio viaggio allucinante fra la demenza umana, ho volutamente lasciato per ultimi i miei “cari” Camerati tesserati nel MFL-PSN e dirigenti vari, poiché la vera e propria “galleria degli orrori” che ho trovato vagando nei loro profili merita un discorso lungo ed articolato.

Ora, dato che stiamo parlando di dirigenti e tesserati, ci si aspetterebbe, visitando i loro profili, di vedere rispettata la linea ufficiale del movimento e di trovare materiale adatto ad un profilo pubblico di un personaggio che ambisce a partecipare attivamente alla vita politica della Nazione; e ci si aspetterebbe di vedere esprimere profondo rispetto per quello che è, a tutt’oggi, il loro Segretario Nazionale.

Ma nulla di tutto questo accade! A cominciare dai cosiddetti “amici”: nei vari profili dei miei “camerati”, ho ritrovato fra le amicizie tutta la pletora di farabutti che, nel corso degli anni, hanno tentato di infangare il mio nome e di danneggiare in ogni modo il movimento… Tanto per dire un solo nome, ho scoperto che qualcuno è rimasto addirittura “amico” di un tale Martorana, il che basta, avanza e non richiede ulteriori commenti!

Non farò altri nomi, anche perché certa gente meriterebbe solo il disprezzo è l’oblio, ma scorrendo qua e là ho trovato tutti, ma proprio tutti, i nemici del sottoscritto… E non parlo di nemici politici, cosa che ci potrebbe anche stare, ma di infami entrati nel MFL-PSN (e spesso mandati da altri), al solo scopo di darmi del ladro e tentare di sottrarmi il controllo del movimento.

Questo per sottolineare quanto mi rispettino umanamente e politicamente quelli che non sentono la necessità di rimuovere dagli “amici” i più infami dei traditori.

Per non parlare dei vari dimissionari che nel corso degli anni ci hanno lasciato, sebbene senza campagne diffamatorie… Quale senso può avere il mantenere fra i propri contatti dei soggetti che, da un giorno all’altro, hanno deciso di abbandonare il MFL-PSN, adducendo miserabili scuse quali il costo della tessera?

Un Camerata serio dovrebbe dire a questi “signori” che se hanno i soldi per gestire il loro stupido smartphone e le connessioni varie, dovrebbero averli anche per restare nel movimento, rimuovendoli dai contatti subito dopo… Ma al giorno d’oggi il valore di un uomo si misura dalle “amicizie” su FB, indi perché rischiare di retrocedere nella considerazione generale eliminando provocatori, infami, infiltrati e menefreghisti?

Addirittura, mi è capitato di vedere dei Camerati lanciare proclami politici ed essere subito dopo seppelliti di insulti e sfottò da parte di individui figuranti fra gli “amici” di costoro… Ebbene, credete che questi “amici” siano stati rimossi? Nossignore, von vogliamo mica vedere calare il numero di “amici” che tanto ci allieta a mostra all’esterno la nostra importanza? Che insultino pure, basta che restino “amici”!

Lasciando da parte i contatti e le “amicizie”, le cose non migliorano affatto; da lustri vado predicando che i nostri peggiori nemici non sono i rossi, ma i tanti falsi Fascisti che fondano ogni giorno nuove sigle, virtuali o reali, al fine di danneggiare la nostra area politica e di frammentare ulteriormente un mondo ormai atomizzato. Risultato? Mi ritrovo su vari profili il tizio che si vanta di collaborare con quelli della Fiamma Tricolore, l’altro che tiene contatti con quelli di Casa Pound e addirittura qualcuno che vanta pubblicamente la partecipazione di una delegazione MFL-PSN alla fondazione di una nuova sigla della cosiddetta area! Cioè, invece di dedicare le propri energie ed i propri spazi di informazione a fare crescere il MFL-PSN, si corre come dei cerebrolesi a dare forza ed importanza a qualche cialtrone ignorante che si illude di arrivare al potere fondando la miliardesima sigla di pseudo Fascisti!

Roba da espulsione immediata, se avessi voglia di prendere sul serio certi comportamenti demenziali, controproducenti e provocatori!

Ma sapete qual è la cosa che più mi fa imbestialire visitando i profili dei miei baldi dirigenti e tesserati? E’ presto detto: il loro fare “lingua in bocca”, come si suol dire, con decine (se non centinaia) di sottosviluppati mentali che si qualificano per ogni dove come “camerati”, ma che non hanno mai (e sottolineo mai) sentito il bisogno di tesserarsi con il MFL-PSN e mettersi a lavorare seriamente al nostro fianco! E poco mi importa che si tratti di vigliacchi capaci solo di parlare nascosti dietro un monitor, o peggio, di cialtroni che si danno da fare in altri movimenti della cosiddetta “area”; sono soltanto dei traditori infami, dei vili, dei buoni a nulla che inventano  qualsiasi scusa per non mettere mano al portafoglio per pagare una tessera, o al limite per abbonarsi al nostro giornale e/o inviare un contributo qualsiasi.

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Questa gente andrebbe eliminata (non solo dalla amicizie di Facebook), perché è proprio grazie a quelli che capiscono le ragioni del Fascismo, ma non fanno nulla per farle affermare, che il nostro mondo è andato a rotoli e che dal 1945 ad oggi, non si è mai più visto nulla che potesse avvicinarsi al Fascismo.

Se solo il 50% dei coglioni che giocano a fare i duri sui social network, o che si ritrovano a Predappio a fare i pagliacci il 28 ottobre, il 29 luglio, il 28 aprile e nelle altre date storiche del Fascismo, si rimboccassero le maniche e decidessero di andare oltre i “like”, i commenti deliranti sui social, le bevute di Sangiovese e le mangiate di tagliatelle e piadine, magari non saremmo al potere, ma certamente l’unico movimento Fascista esistente in Italia, cioè il MFL-PSN, avrebbe un’adeguata rappresentanza politica nelle istituzioni, e non dovrebbe campare di stenti sulle spalle dei soliti noti disposti a rischiare la loro tranquillità borghese per un’ideale come il nostro.

Ma ai coglioni e vigliacchi della cosiddetta “area” basta essere rivoluzionari 3 giorni all’anno (o tutti i giorni nascosti in un social network); per il resto, meglio pensare al loro lavoretto da borghesucci, alla gita fuori porta con la famigliola e magari a votare per la destra giudaica e massonica che abbiamo oggi in Italia!

Personalmente, quando qualcuno di questi escrementi mi chiama “camerata”, io rispondo: “Camerata un cazzo! Io non sono Camerata di chi non condivide in alcun modo i miei sforzi politici, o che addirittura compie sforzi per aiutare realtà politiche a noi avverse; quindi, se vuoi avere l’onore di essere un mio Camerata, prima tesserati con noi e poi mettiti a lavorare!”.

Mi aspetterei un comportamento simile dai miei dirigenti e tesserati, ma purtroppo la loro voglia di sentirsi qualcuno e leggere i vari commenti demenziali dei sedicenti camerati che scodinzolano attorno ai loro profili Facebook è più alta della voglia di coerenza e rispetto nei confronti miei e del MFL-PSN.

Vogliamo poi parlare del vizio di condividere qualsiasi cazzata che nulla avrebbe a che fare con il nostro movimento e che spesso, al contrario, rappresenta personaggi e categorie a noi estranee, se non addirittura avverse?

Ho visto personalmente tesserati e dirigenti condividere fotografie di Almirante (che fu non un paladino del Fascismo, ma il primo incaricato di liquidare quella meravigliosa esperienza politica, trasformandola in un gruppuscolo di estremisti di destra fedeli agli invasori USA, alla NATO ed allo Stato pirata di Israele), comunicati di pseudo movimento nati con il solo scopo di farci del male, tipo i cosiddetti “Fasci del Lavoro” (che per chi non lo ricordasse, nacquero grazie ad alcuni dei vecchi golpisti sconfitti nelle aule di Tribunale dopo avere tentato di impadronirsi del MFL, i quali clonarono il nostro simbolo, il nostro Statuto e si fecero sponsorizzare nel mantovano da un noto ex generale golpista e massone), per non parlare poi delle periodiche esaltazioni di magistrati defunti, uomini delle forze dell’ordine e persino del mondo militare.

In ultimo, a conclusione di questo triste viaggio verso il basso, ovvero verso lo schifo che è diventato il MFL-PSN grazie a certi comportamenti (non a caso ho intitolato questo mio articolo “La Caduta”), vorrei soffermarmi sullo stile adottato su Facebook dai molti che sottolineano con orgoglio di essere dirigenti del MFL-PSN… Ora, non sono certo il tipo da giacca e cravatta, né uno dei tanti ipocriti che si scandalizzano per il turpiloquio, ma nonostante ciò mi sarei aspettato, da persone che si presentano pubblicamente come dirigenti (persino nazionali) di un partito politico, un minimo di sobrietà e di eleganza in più; invece, saltellando fra i vari profili, mi ritrovo interventi politici seguiti, subito dopo, da qualche foto di baldracche nude, con tanto di commenti pecorecci da osteria di quart’ordine, e successivamente dalla condivisione di stupidi giochini, filmati volgari, fotografie di dirigenti ubriachi a fianco di debosciati peggiori di loro, racconti personali che nulla c’entrano con la politica… L’amore che certi dirigenti provano nei confronti del movimento è tale da non dargli neppure l’idea di dedicare un profilo alle sole attività politiche, ed un altro alle attività sessuali, goderecce e via dicendo.

Ve lo immaginereste Berlusconi che su FB pubblicasse un discorso alla Nazione, seguito poco dopo da una sua fotografia in mutande mentre paga una escort? Ridicoli, ma fieri di mostrarlo ai quattro venti, ecco la triste verità!

E sapete, in ultimo, cosa non trova mai spazio sui profili FB dei miei amati dirigenti? Le cose serie, tipo i miei articoli e le mie interviste… Magari temono di non fare cosa gradita ai loro “amici”, falsi Camerati e veri infami infiltrati!

Carlo Gariglio