STORIA RECENTE (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Marzo 2019)

Volendo proseguire nel mio (vano) tentativo di fare un po’ di scuola, e di lasciare ai posteri qualche testimonianza su cui riflettere, oggi ripropongo a seguire un interessante articolo di Maurizio Barozzi, storico esponente della FNCRSI (l’associazione di ex combattenti RSI che onorò il Fascismo fino all’ultimo, distaccandosi nettamente dal neofascismo missino e dell’associazione di falsi Fascisti chiamata UNCRSI), mai schieratosi con nessuno dei tanti partiti di falsi Fascisti alternatisi nel dopoguerra, e vero e proprio censore dei mal-comportamenti e dei tradimenti del fu MSI e di tutti i suoi eredi.

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Ora, su molte cose non concordo affatto con il Barozzi, spesso troppo spostato a sinistra, ma qua non si tratta di realizzare un matrimonio, bensì di evidenziare cose che, nel mio piccolo continuo a sostenere da anni… Ovvero, che nel MSI, poi MSIDN e poi AN ed appendici varie, non c’è mai stato nulla di veramente Fascista e Nazionalsocialista, ad eccezione, ovviamente, di varie liturgie che fingevano attaccamento al Fascismo, al solo fine di attirare i Fascisti orfani di un movimento politico che li rappresentasse.

L’opera migliore del Barozzi, che al suo ultimo aggiorna-mento conta di circa 200 pagine, è scaricabile da chiunque, in formato Pdf, ed è emblematica già da suo titolo:

Genesi e nascita di un partito che ha disatteso gli ideali di coloro che avrebbe dovuto rappresentare, ha stravolto l’immagine del fascismo e in 50 anni di vita ha tradito indipendenza e interessi reali della nazione.

msi

http://fncrsi.altervista.org/MSI_Il_grande_inganno.pdf

E qui apro la solita parentesi,a beneficio dei tanti idioti che spesso si indignano quando qualcuno tocca il MSI e tutti gli altri partitucoli di destra.

Quello che non è in discussione è la buona fede di tanti Camerati, me compreso, che da ragazzini hanno creduto al mito del partito Fascista del dopoguerra… Tutti, grazie ad un’abile strategia di regime, hanno creduto per un po’ a questa favola del MSI ed a quella successiva, ancora più assurda, del MSIDN… Fascismo = destra fu l’equazione che tutti spacciarono per vera, dalla sinistra all’estrema destra.

Con buona pace dell’esperienza sociale e socialista nazionale del Fascismo, il cui massimo esponente, Benito Mussolini, nacque socialista e tale restò fino alla morte, checché ne dicano gli imbecilli che sostengono un suo cambiamento di idee.

Il lavoratore che assolve il dovere sociale senz’altra speranza che un pezzo di pane e la salute della propria famiglia, ripete ogni giorno un atto di eroismo. La gente che lavora è infinitamente superiore a tutti i falsi profeti che pretendono di rappresen-tarla. I quali profeti hanno buon gioco per la insensibilità di chi avrebbe il sacrosanto dovere di provvedere.

Per questo sono stato e sono socialista!

L’accusa di incoerenza non ha fondamento. La mia condotta è sempre stata rettilinea nel senso di guardare alla sostanza delle cose e non alla forma. Mi sono adattato socialisticamente alla realtà.

Man mano che l’evoluzione della società smentiva molte delle profezie di Marx, il vero socialismo ripiegava dal possibile al probabile. L’unico socialismo attuabile socialisticamente è il corporativismo, punto di confluenza, di equilibrio e di giustizia degli interessi rispetto all’interesse collettivo.

Dal “Testamento Politico di Benito Mussolini”

http://fascismoeliberta.info/altra-storia/testamento-politico-di-benito-mussolini/

Ma, proseguendo nel mio ragionamento sul ruolo del fu MSI, un conto è essere ingenui da ragazzini, altra cosa è restare coglioni (perché l’ingenuo tale diventa perseguendo nei suoi errori) fino alla morte, continuando a sostenere una tesi smentibile e smentita, al solo fine di non ammettere di avere prreso una cantonata.

Certo, anche io a 18 anni votai MSI, anche io alla stessa età mi recai a Torino ad un comizio di Almirante, e mi recai persino alla sede storica di Corso Francia (Torino), per chiedere di potere rappresentare il movimento ai seggi come scrutatore elettorale!

Ma a differenza dei più, già a 20 anni avevo capito che la politica del MSI e della destra in genere non avevano nulla a che fare con l’esperienza Fascista e Nazionalsocialista. Ecco la vera differenza!

Quindi, nulla a che fare con quella massa ipocrita ed acefala di personaggi della destra che, pur fingendosi Fascisti, continuano a parteggiare per i peggiori nemici del Fascismo, cioè cricca giudaica, europei filo atlantici e soprattutto Chiesa cattolica.

Oggi, orfani del MSI, hanno portato il loro pattume ideologico nei vari cespugli chiamati Casa Clown, Fardelli d’Italia e fiammiferi assortiti; per non parlare dei peggiori, direttamente confluiti fra i fans del comunista padano!

Noi continueremo a restare in piedi fra le rovine per indicare a tutti, specie ai posteri, chi sono i veri traditori dell’ideale; e se non ho avuto fortuna in questa vita, circondandomi di gente che non capisce (o capisce, ma se ne frega!), spero di averne in futuro tramite i miei scritti.

A chi piagnucola per l’alleanza con la Germania nazionalsocialista, continuerò a dire che preferisco di gran lunga Hitler al migliore dei giudei in circolazione; a chi finge di credere all’olocausto, continuerò ad indicare i vari documenti inoppugnabili che lo smentiscono; a chi continua a blaterare di crociate e difesa dall’Islam, continuerò a preferire gli islamici che furono solidali al nostro sforzo bellico, mentre i loro degni compari della Chiesa cattolica preparavano il loro tradimento ed il passaggio al nemico.

Intanto, ai nostalgici del MSIDN ed appendici varie, offro in regalo l’articolo annunciato all’inizio di questo mio scritto. Vi auguro buona lettura, sperando che possa aiutarvi nella comprensione!

Carlo Gariglio

Tradimento

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Vincenzo Vinciguerra: ne vogliamo parlare? 

Maurizio Barozzi  (25/11/13)

La pubblicazione on-line del nostro saggio “MSI il grande inganno”, la positiva recensione fattane da Vincenzo Vinciguerra e il mio precedente articolo “Onore a Vincenzo Vinciguerra”, mi hanno fatto giungere molti apprezzamenti, ed anche richieste di chiarimenti.
Stiamo parlando di Vinciguerra, una persona scomoda che tutto un “certo” ambiente, anche, se non soprattutto, per cattiva coscienza, ha esorcizzato.
A parte le sue ultime prese di posizione sui guasti provocati dalla introduzione nel neofascismo, del pensiero di Evola molti, ritenendosi in buona fede, si sono sentiti chiamati in causa e accumunati nel calderone delle spie, degli infami e dei collusi con i Servizi.
Noi, e parlo anche a nome della Federazione Nazionale Combattenti RSI che già negli anni passati prese posizione in favore di Vinciguerra, riconosciamo il camerata e il soldato politico che, per riscattare il Fascismo e portare un doveroso contributo alla verità, si è letteralmente sacrificato tombandosi nelle galere di Stato (sono già 34 anni, un vero record) riconoscendone l’enorme importanza.

Ora però ulteriori note e considerazioni, anche per venire incontro alle richieste di chiarimento, sono necessarie.

Cominciamo con il ripetere che la posizione di Vinciguerra in merito ai distinguo tra fascismo e “neofascismo” e in merito ad un impegno verso la ricerca della verità storica, è da condividere in pieno. Tanto sono evidenti le sue denunce e le sue analisi, confermate da tutte le inchieste, i processi e le documentazioni ultimamente prodotte, che non si possono più avere dubbi in merito.

Premesso che in ogni caso non abbiamo alcuna pretesa di attestare una ortodossia fascista, rendendoci ben conto che nel fascismo hanno convissuto molte anime, di destra e di sinistra, cattoliche e pagane, gentiliane ed evoliane e così via. In questo senso il problema non si pone, e semmai pretendiamo che la principale attestazione di un fascista e del fascismo fosse quella di aver tutelato la sovranità e l’indipendenza della Nazione, ed in questo devo storicamente constatare che le correnti, diciamo così di destra, sono quelle che più hanno disatteso questo postulato, ponendosi da sole fuori dal fascismo. Ma questa è una condanna storica, non ideologica e né tantomeno ad personam.

E veniamo a come la vede Vinciguerra e come la vediamo noi, su due aspetti particolari: la denuncia dei “neofascisti” collusi e informatori di Caserme e Servizi, e il cosiddetto “evolismo”.

Il giudizio sui collusi

Su questo aspetto, Vinciguerra, forte di esperienze personali, documentazioni, atti processuali che ha avuto tempo e cura di leggersi con attenzione, ecc., oltre a sue deduzioni, tende a fare di tutta un erba un fascio, bollando quasi tutti i neofascisti di delazione, di collusioni, quindi di tradimento verso l’idea e soprattutto verso gli interessi della nazione (da notare però che Vinciguerra ha tenuto a precisare che di molti camerati da lui conosciuti e ritenuti in buona fede, non ha mai fatto cenno nome).

In sostanza, per Vinciguerra quelle collusioni comportavano di essere collusi o in servizio degli apparati di questo Stato democratico antifascista, nato dalla resistenza, a sua volta subordinato ai nostri colonizzatori atlantici. Il risultato è stata la collaborazione di questi pseudo “neofascisti” alla strategia della tensione, a quella guerra non ortodossa scatenata dagli Atlantici nel nostro paese e quindi anche allo stragismo.

Noi condividiamo molte analisi di Vinciguerra, con la sola riserva che sulla delicata e infamante accusa di stragismo, ci andiamo con i piedi di piombo, e preferiamo sempre parlare, tranne fatti acclarati, solo genericamente di “neofascisti” collusi e coinvolti, mai personalmente, facendo dei nomi e questo perché, come già lo ritenevamo a suo tempo nella FNCRSI, lo stragismo contro il popolo italiano, per qualsivoglia motivo perpetrato, non ha scusanti e dovrebbe essere passibile di fucilazione alla schiena.

Di fronte a questa drastica convinzione, non ci sentiamo di addossare pubblicamente colpe di bombaroli a chicchessia, perché i nostri mezzi di indagine sono limitati.

Questo però non toglie che la nostra esperienza politica, la facoltà di ragionare e ponderare con attenzione, le conoscenze documentali che abbiamo acquisito, ci fanno intuire, almeno in linea generale, chi sono i responsabili di Piazza Fontana e di altre mascalzonate del genere, ma sono deduzioni che teniamo per noi, non le esterniamo pubblicamente; ci basta additare genericamente l’ambiente “neofascista”, perché in qualche modo quell’ambiente ne fu coinvolto (in questo senso non serve evidenziare che anche ambienti opposti, di sinistra, o direttamente degli apparati dello Stato o extranazionali, hanno contribuito alo stragismo, soprattutto dal 1974 in avanti, quando i “neofascisti” vennero scaricati e le strategie del terrore ora non dovevano essere più false flag da addebitare ai “rossi” e gli anarchici, ma bombe “nere”, atte a spostare il paese su culture e standard sociali “progressisti”.

Torniamo però alla generalizzazione delle accuse di “collusioni” elevate da Vinciguerra.

Qui purtroppo coinvolgiamo quello che, volenti o nolenti, è il nostro album di famiglia.
Io stesso frequentai il MSI fin dai 13 anni, nel 1960, scappandone schifato, con altri ragazzi della sezione, nel 1966, poi la mia militanza politica è stata, per fortuna, tra i veri fascisti, quelli della FNCRSI, ma ho anche conosciuto vari personaggi, con alcuni sono stato amico, seppur con loro politicamente in dissidio, che erano militanti nel MSI, in ON o in AN.

Questo per dire che le nostre origini non possono non aver subito le conseguenze dell’epoca del dopoguerra, in virtù delle sporche operazioni che, fin dal 1945, portarono un certo ambiente, monopolizzato dall’OSS di J. J. Angleton, a poco a poco su sponde di destra. Con la nascita spuria del MSI si completò questa sporca operazione e da quel momento in poi, purtroppo, il MSI assunse la veste, infida e falsa, di partito neofascista, che a tutti faceva comodo, avversari compresi, a cui non pareva vero avere, come riferimento di nemico “fascista”, un partito conservatore, reazionario e per giunta prono agli interessi atlantici. Con il passare degli anni, il MSI cambiò sempre più la sua immagine neofascista, assumendo quella di un vero e proprio partito di destra, tanto che, dalla fine degli anni 60 in avanti, nelle nuove generazioni che si avvicinavano a questo partito si era prodotta una “mutazione genetica”: erano nati militanti squisitamente di destra, in tutto e per tutto.
Ma la politica vive e si perpetua su fatti concreti, su azioni e presenze e quindi, essendo in massima parte proprio il MSI che, sia pure in malafede, interpretava il neofascismo, era ovvio che tutti coloro che si sentivano attratti dalla storia del fascismo o dal suo retaggio ideologico e politico, trovassero disponibile proprio il MSI.

Fu così che il MSI, partito “anomalo” nel panorama istituzionale, finì per assolvere ad un duplice compito, positivo e negativo allo stesso tempo: fare da catalizzatore e centro di raccolta per le nuove generazioni di nuovi fascisti, di cui almeno alcuni poi si sarebbero ben guardati dal rimanere in questa latrina, e al contempo distorcere e allevare una nidiata di imbecilli e di farabutti di destra. Attitudine negativa questa che, tanto più in un partito corrotto e corruttore, superava abbondantemente i suddetti aspetti positivi.
Ma a tutto c’è un limite. Noi come accennato, non abbiamo alcuna intenzione di dare patenti di “ortodossia fascista”, ma riteniamo che ci siano dei limiti considerando anche che la RSI fu un evento epocale di rottura, da parte del fascismo stesso, con il suo passato del ventennio, che non venne rinnegato nella sua storia, essendo legato alle contingenze del tempo e alle necessità della nazione, ma si diede un taglio netto con le componenti borghesi e conservatrici del vecchio PNF miseramente collassato il 25 luglio 1943.

Non possiamo quindi accettare che poi, nel dopoguerra, si presenti un neofascismo, di fatto reazionario, che per lo più si rispecchia nel ventennio conservatore, apprezza, quasi come se fossero tutto il compendio del fascismo, i «treni che arrivavano in orario», l’ordine e la disciplina e «gli operai che non scioperavano», finendo quindi per accantonare, se non tagliare, l’impronta repubblicana data dal fascismo alle Istituzioni e la riforma socialista della economia che completa lo Stato corporativo (lo stesso Mussolini riconobbe in repubblica che le Corporazioni, senza la socializzazione, potevano essere facilmente piegate dal padronato per i propri interessi).

A questo si aggiunga la strumentale tattica di praticare un anticomunismo viscerale, come se si fosse ancora agli inizi degli anni ’20 quando in Italia ci fu il violento e velleitario tentativo socialcomunista di realizzare la rivoluzione bolscevica. Nel secondo dopoguerra, invece, il nostro paese aveva perso ogni sovranità nazionale ed era subordinato, letteralmente colonizzato nel sistema Atlantico. Il pericolo rosso, quindi, non poteva più rappresentare l’assillo, lo scopo principale di ogni strategia e tattica politica. Anzi i fascisti o neofascisti che dir si voglia, avrebbero dovuto scendere nelle piazze a contestare la NATO, le guerre americane, ancor più delle sinistre che, a veder bene, lo facevano in ossequio alla politica di Mosca.
E questo anticomunismo viscerale, che entrati negli anni di piombo portò a morte o ad anni di galera tantissimi militanti e decine di adolescenti, immolati per gli interessi di sporchi politicanti, non nacque a caso, ma fu scientemente precostituito, come ha confessato il massone-missista e filo israeliano Caradonna, quando disse che per portare i reduci fascisti su sponde di destra, dato che di destra non erano di certo, il metodo [infame] migliore era stato quello di farli continuamente scontrare con i rossi: «più si menavano», ricordò il desso, «e più si spostavano a destra».
Proprio tutto questo e la considerazione che molti camerati si trovarono a fare politica in tale contesto, mi porta a essere doverosamente molto accorto nello esprimere condanne e anatemi personali di qualunque tipo.

Dunque, fermo restando che questo ambiente degenerato del neofascismo, è spesso passato attraverso collusioni, derivanti anche da certe, mal indotte, “simpatie” ideali, laddove i rappresentanti delle strutture di polizia e gli ufficiali dell’esercito, venivano demenzialmente considerati “camerati in divisa”, in virtù del loro anticomunismo, e del culto per l’ordine e la gerarchia, tuttavia per lo storico che deve analizzare e ricostruire certi avvenimenti, il discorso è alquanto più complesso perchè nel particolare, nell’esame delle singole posizioni, a volte, potrebbero anche trovarsi storie personali diverse.

La politica infatti è una pratica, talvolta, inevita-bilmente, anche sporca, è movimento, azzardo, prassi fatta di azioni e reazioni, cause e concause, contatti, conoscenze, iniziative, ecc., ed è anche condizionata dalle situazioni contingenti. Commettere errori e fare “cazzate” è quasi inevitabile.

Può quindi accadere che, per esempio, soprattutto quando si è giovani e inesperti, si commettano stupidaggini o leggerezze o ci si lasci trascinare dalle emotività del momento, specialmente per chi, come era il caso di tanti giovani neofascisti, viveva quotidianamente sotto il peso delle violenze, della caccia al fascista, praticata dai “rossi”, forti nel numero, alle quali rispondeva con altrettanta violenza in una specie di guerra quotidiana, selvaggia e cruenta. (ovviamente perpetuata da certi farabutti che avevano tutto l’interesse a tenere in vita gli “opposti estremismi”).

Non possiamo quindi concordare con Vinciguerra, tanto per fare un esempio emblematico, quando esprime certe definizioni verso un ragazzo di allora, neppure ventenne, Maurizio Murelli, che si trovò al centro delle violenze che il 12 aprile 1973, portarono alla morte dell’agente di PS Antonio Marino.

Noi non conosciamo esattamente i retroscena di quell’episodio dove il MSI mostrò tutta la sua infamità, non sappiamo se furono, come ricordano i ragazzi di allora, disordini scaturiti semplicemente dalla volontà del MSI, cacciato via in quegli anni dalle piazze, che voleva tenere a tutti i costi un comizio e si rivolse agli ambienti sanbabilini e altre frange per avere un sostegno fisico. Poi quando la questura gli vietò il comizio, cercò di smontare tutto l’apparato attivistico che proprio lui aveva montato, con le note conseguenze e le inevitabili delazioni. Oppure non sappiamo se, come dice Vinciguerra, “qualcuno” aveva cercato di ripetere la stagione delle violenze cruente e delle stragi, nel desiderio di arrivare alla proclamazione di uno stato di emergenza che mettesse fuori legge le sinistre, e per far questo aveva organizzato quegli incidenti, da accollare poi ai “rossi”, incidenti che avrebbero dovuto essere preceduti da una bomba su un treno di cui invece, il 7 aprile, ne scoppiò l’innesto nelle mani di Nico Azzi, il quale poco prima aveva passeggiato nei vagoni ostentando “Lotta Continua”. A nostro avviso queste due versioni-ipotesi possono anche essere complementari, nel senso che i ragazzi non sapevano di altri retroscena segreti, che poi furono abbandonati.

Ma se anche fosse vera l’ipotesi di Vinciguerra, cosa possiamo addebitare a Murelli, che viene mischiato in una cernita di nomi, scrivendo di lui: «un lanciatore di bombe a mano della federazione del MSI di Milano, subalterno di Franco Maria Servello e Ignazio La Russa», (Cfr.: “Vincenzo Vinciguerra “L’ultima fiaba” 4.7.2013 visibile in: L’ultima fiaba | Archivio Guerra Politica), quando oltretutto dobbiamo prendere atto che il percorso successivo di Murelli, uscito dopo anni di prigione, attesta una sua dirittura umana e politica a cui si può essere o meno d’accordo, ma non si può obiettare, né imputare nulla.
Cosa centra quel Servello, che i fascisti della FNCRSI riferendosi ad una sua presa di posizione filo-NATO (lui che nel 1944 mentre i fascisti morivano nella guerra del sangue contro l’oro, scriveva al sud su un giornale autorizzato dagli Alleati), lo definirono «servello di nome e di fatto»? Cosa centra dunque con Murelli, un ragazzo, ripetiamo neppure ventenne che viveva e si muoveva in quell’ambiente storico, quasi obbligato?
Noi stessi che abbiamo vissuto alcuni anni in una sezione del MSI che, al tempo, era un feudo dei Turchi, padre Franz e figlio Luigi, potremmo essere accusati di esserne stati i galoppini?

Per un altro aspetto, invece, e sempre riferendoci a quella che è la natura umana e l’attività politica (delatori e spie di professione, dietro mercede, a parte), può anche accadere che qualche militante, magari in un momento di demenza mentale, abbia ritenuto utile “per la causa” (anche se resterebbe da vedere “quale”), instaurare contatti con qualche “Servizio” o apparato di sistema e poi ci si sia trovato coinvolto.

Ovviamente bisognerebbe conoscere esattamente motivi, accordi e situazioni, cosa difficilmente possibile, però, almeno in via teorica, non possiamo generalizzare ed equiparare questi eventuali “collusi” a tutti gli altri prezzolati.

Altrimenti cosa dovremmo pensare di Mussolini che nel 1914 ritenne giusto uscire dal partito socialista, dichiararsi interventista e creare un giornale, “Il Popolo d’Italia”, grazie a finanziamenti massonici, del socialismo guerrafondaio francese e forse anche di inglesi e francesi interessati, al pari della massoneria, di portare l’Italia in guerra? In questi casi, anche se resta difficile applicarlo, resta sempre valido l'”omnia mundamundis“, tutto è puro per i puri.

Questo non toglie che eventuali “collusi” che poi si sono trovati con le mani sporche di sangue italiano e se non sono deficienti dovrebbero anche aver constato quanto hanno contribuito nello sputtanare il fascismo, quanto hanno danneggiato gli interessi nazionali, avrebbero come minimo dovuto avere il sacrosanto dovere di farsi saltare le cervella, specialmente se erano dei cultori del Bushido.

Insomma, io non voglio salvare nessuno, ma mi riservo la facoltà di assolvere o capire certe persone che magari possono aver commesso errori, leggerezze o praticato iniziative sbagliate, ma delle quali e fino a prova contraria, presumo la buona fede.
Sono pochi, ma ci sono, non si può generalizzare. Del resto c’è anche una controprova che consentirebbe di dare un giudizio comprovato: la politica, le attività espresse da questi personaggi, non occasionalmente, ma nel tempo: volenti o nolenti denunciano sempre le vere motivazioni e interessi per cui si muovevano.

Hanno voglia certuni, oggi, a rilasciare interviste, scrivere libri autobiografici, cambiando le carte in tavola, dando versioni edulcorate o di comodo: chi c’era e gli stessi loro atti, stanno li a ricordare e dimostrare che le loro iniziative, la loro politica erano “a comando” di Servizi e forze innominabili.

Pregi e danni dell’evolismo

Vinciguerra, ha recentemente preso a sparare a zero contro certo “evolismo” ritenendolo il primo responsabile della degenerazione di tutto un ambiente. In parte ha ragione, ma personalmente non siamo del tutto d’accordo con lui, soprattutto dal punto di vista ideologico.

A prescindere dagli aspetti propriamente iniziatici e di studi esoterici, Julius Evola ha avuto due grandi meriti: quello di dimostrare e rendere palese che certi riti e simbologie erano preesistenti al Cristianesimo ed alla stessa Massoneria e quello di qualificare il fascismo anche su di un piano “metastorico” integrandone e precisandone meglio i valori eroici e spirituali che lo caratterizzavano, attestandolo in tal modo in una dimensione che trascendeva i soli aspetti reducistici e sociali.

Si può senz’altro dire che molti aspetti della “sapienza antica” evidenziati e rielaborati da Evola, danno alla dottrina del fascismo e agli studi della mistica fascista, dei punti di riferimento importantissimi, come ad esempio i rilievi sulla dimensione spirituale e trascendentale dell’uomo, l’elaborazione di un razzismo non puramente biologico, la suddivisione delle attitudini umane, non in base alle distinzioni sociali o ambientali, ma interiori, attitudinali che vanno dal “sacerdote”, al guerriero, al mercante e tecnico fino al lavoratore, e così come altre attitudini per la donna, ecc.
È qui che però si pone un grosso problema, perché la visione di Evola, mutuata da una antica conoscenza sapienziale, doveva costituire, più che altro, una “indicazione di riferimento” a cui, in un certo senso, lo stesso fascismo si era rifatto, potendo dirsi che il fenomeno fascista rientra in quelle affermazioni storiche, tra l’altro diverse nel tempo per la loro manifestazione terrena, della Tradizione.
Ma il fascismo, era anche una affermazione del XX secolo, il secolo delle masse, e quindi certi principi li aveva adattati ai nostri tempi attingendo anche, seppur superandole, a quelle trasformazioni storiche come la Rivoluzione francese e il Risorgimento, che pur sono state manifestazioni sovversive rispetto al “mondo della Tradizione”.

I tempi di certe “Aristocrazie” erano oramai finiti: ora i “nobili” sperperavano nei casinò e nelle stazioni termali e le nuove aristocrazie potevano riconoscersi solo nella rivoluzione e nelle trincee.

La Dottrina del Fascismo a questo proposito è esplicita:

«Le negazione del Socialismo, della Democrazia, del Liberalismo, non devono tuttavia far credere che il fascismo voglia respingere il mondo a quello che era prima del 1789 (…) Non si torna indietro. La Dottrina fascista non ha eletto a suprofeta De Maistre, L’assolutismo monarchico, fu e così pure ogni ecclesia. Così furono i privilegi feudali, e la divisione in caste impenetrabili, e non comunicabili tra di loro».

Oltretutto il fascismo, facendosi Stato, e Stato nazionalpopolare non poteva che avere i suoi parametri di giustizia, anche sociale, di mutualità, dovendo occuparsi di tutto un popolo e non solo di particolari èlite. Non riteniamo quindi, come faceva Evola, errata e non fascista, la visione repubblicana delle Istituzioni e socialista della economia.
Si dà il caso, invece, che il pensiero di Evola, sconfinando sul piano politico, non solo era chiaramente reazionario, ma come molti avevano fatto notare era rimasto a Donoso Cortes e Metternich. Evola, che oltretutto non aveva aderito alla RSI, ritenendone il suo portato repubblicano e socialista, contrario alle sue idee, praticamente, aveva come riferimento ideale i tempi delle caste.

Ma l’aspetto peggiore di questa visione reazionaria lo si riscontra nelle sue conseguenze. Nonostante che dottrinalmente Evola avesse ben inquadrato gli aspetti negativi e nefasti sia del bolscevismo che dello americanismo, politicamente finì per elaborare una specie di graduazione del “male minore” che finiva per indurre a parteggiare per il cosiddetto “mondo libero” onde contrastare il comunismo.

A parte il fatto che questo “mondo libero” tutto era meno che preferibile ad alcunché (anzi la sua azione devastante su l’uomo e su le cultore dei popoli era affatto peggio del comunismo), si creava anche un alibi per giustificare connubi e collusioni con lo Occidente che invece era proprio il principale “nemico dell’uomo” e del fascismo, distruttore della dimensione spirituale dell’esistenza, essendo il comunismo, nella sua attuazione pratica, una utopia irrealizzabile nella condizione umana e quindi una “nomenklatura” per quanto criminale, del tutto fittizia e transitoria (non è un caso che in Russia, collassato il comunismo, sparita la nomenklatura, come una brutta nottata, si è notato che buona parte del popolo, delle sue culture e peculiarità erano rimaste integre. Cosa che non si può dire dove invece è arrivato il vizio, la corruzione, l’edonismo, la coca cola e la democrazia dell’Occidente).

Cosicché gli “Orientamenti” di Evola, il suo “Uomini e le Rovine” (non a caso con prefazione del conservatore Valerio Borghese), presi alla lettera e trasposti in politica, furono anche funzionali alla reazione e un alibi per chi operava, sotto dettatura Atlantica, in senso antinazionale (oltretutto veniva anche emarginato il concetto di “nazione” con l’assunto che «la mia Patria è dove c’è la mia idea», anche questa una presunzione che può valere per singole ed eccezionali personalità, non per un movimento o un partito legato, nel bene e nel male, al suo territorio).
Ma c’è ancora un altro aspetto nell’evolismo, che presenta inquietanti problemi: quello di certe indicazioni esoteriche che non dovrebbero essere per tutti, ma solo per chi ha determinate qualifiche per percorrerle.

Diversamente queste indicazioni portano a infatuazioni da “figli del sole” e pericolose devianze. Non è un caso che la sapienza antica veniva tenuta “segreta” attraverso la comunicazione ermetica e simbolica. Ma oggi che non ci sono più iniziazioni regolari, “maestri”, che l’età ultima ha reso necessario veicolare questa “sapienza” anche per via intellettuale, si pagano grossi rischi. Il fenomeno delle “sette sataniche”, congreghe di invasati gestite da furbi e profittatori, è uno di questi, ma ci sono anche i casi di infatuazioni incredibili, se non corto circuiti mentali. Plagi e infatuazione che poi, hanno sempre i loro approfittatori e sfruttatori di altre persone.

Di Ordine Nuovo, forse il gruppo più impregnato di “evolismo”, che pur ha visto passare per le sue fila ottimi e preparatissimi camerati, scrive il giudice Guido Salvini forte di testimonianze e prove: «Ordine Nuovo ha compiuto molti attentati prima e dopo il 12 dicembre (Piazza Fontana)».

E non sono questi teoremi del magistrato, ma ci sono sentenze definitive, ammissioni e reo confessi, se non personaggi colti in flagrante.

Bisognerebbe ora chiedersi: ma come hanno potuto persone che si definivano fasciste uccidere e mutilare altri italiani?

È difficile dare una risposta che vada al di là del machiavellico «il fine giustifica i mezzi», per il quale certi farabutti si sono auto assegnati il compito di “correggere” e “migliorare” il mondo secondo la loro propria ideologia. Ma lo stesso giudice Salvini dà anche una risposta significativa, egli scrive:

«Nei discorsi che si tenevano nella libreria padovana di Freda e nel sentire dei suoi militanti, si parlava infatti dell’uomo “indifferenziato” e quindi dei comuni civili, come semplici bipedi che potevano essere sacrificati per realizzare il “Nuovo Ordine europeo” appunto».

Noi non possiamo sapere se questo risponde al vero, quando si verificava e se gli stessi che facevano questi discorsi, sono gli stessi che facevano anche i bombaroli, dobbiamo allora aggiungere che il pensiero di Evola, ma non solo lui, frammisto a superomismo, razzismo darwinista quale selezione dei migliori, oltre allo anticomunismo viscerale e filo atlantico, hanno anche prodotto “mostri” a dir poco ripugnanti.

Ci sarebbe altro da dire, ma ci fermiamo qui.

In ogni caso le affermazioni e le considerazioni di Vinciguerra hanno aperto un campo che andrebbe ben sviscerato, perché non possiamo considerare tutti “fascisti” solo per la loro adorazione di Hitler o Mussolini.

Anche l’agente Z del SID, lo “spione” Guido Giannettini che lavorava, stipendiato, per lo Stato antifascista, cioè per un Servizio interno al sistema atlantico nostro colonizzatore, si definiva “fascista”, anzi “nazionalsocialista”, e fascista si è definito persino il massone Licio Gelli ricordando la sua partecipazione alla guerra di Spagna e alla RSI, ma dimenticando, a parte in non indifferente particolare che era un massone, cioè uno dei peggiori nemici del fascismo, che negli ultimi mesi di guerra aveva cooperato con gli Alleati e i partigiani. Un fascismo tutto loro, fatto di Ordine e Gerarchie chissà come immaginate e magari instaurate da colpi di Stato militari, treni in orario e operai che non scioperano. Quel fascismo bigotto e borghese, legato a compromessi e necessità nazionali, poi miseramente naufragato e di cui la RSI e il fascismo repubblicano ne erano stati l’antitesi.

E qui terminiamo, rimarcando che il riscatto della testimonianza del fascismo e la ricerca di una sacrosanta verità sul nostro recente periodo storico, passano sicuramente anche attraverso l’opera altamente meritoria di Vincenzo Vinciguerra.

Maurizio Barozzi

 

 

NULLA DI NUOVO SOTTO IL SOLE (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista – Agosto 2018)

Uno dei motivi che mi hanno tolto la voglia di scrivere e di fare politica è la consapevolezza dell’inutilità di ogni sforzo; mi guardo indietro e realizzo che 27 anni di militanza politica, articoli, comunicati stampa, litigate con i traditori della cosiddetta “area”, non sono serviti a nulla, se non a tenere accesa un’unica piccola luce nel buio che ricorda il vero Fascismo  e Nazionalsocia-lismo, ormai tradito ed abbandonato da quasi tutti. Persino quelli che dovrebbero essere i miei militanti, con tanto di tessera e cariche altisonanti, hanno finito con tirare i remi in barca, azzerando la propaganda politica, quando non addirittura rendendosi colpevoli di alto tradimento a causa di certe frequentazioni con badogliani vari, pomposamente definiti “camerati”!

Teppaglia da stadio, delinquenti comuni, sotto-sviluppati mentali che confondo il Fascismo con le loro paranoie pseudo religiose ed il loro razzismo in stile anglosassone, traditori che si dicono Fascisti, ma gridano contro la Germania Nazionalsocialista e fingono di credere alla favola dell’olocausto… Ma soprattutto dementi e/o infiltrati di regime che ogni giorno creano una nuova sigla per frammentare ulteriormente un’area politica che è giù praticamente atomizzata.

Fiammelle

Come detto, alcuni lo fanno per guadagnarsi l’obolo da agenti del Ministero dell’Interno, altri per pura demenza, altri ancora per stupida megalomania (quelli che preferiscono essere Presidenti e Segretari di loro stessi, piuttosto che affiancarsi nella lotta a chi si batte da decenni), ed alcuni per odio ed invidia nei nostri confronti, ma il risultato è sempre lo stesso: miliardi di partitini senza arte, né parte, che passano la maggior parte della loro triste esistenza lanciando strali contro le altre sigle dell’area.

Tale fenomeno era già tristemente noto prima dell’avvento dei cosiddetti social, ma ha oggi raggiunto vertici mai toccati in passato… Certo, ho assistito molti anni fa alla nascita di nuovi “partiti” annunciati via fax, o addirittura per posta… Nazionalpopolari, nazionalsociali, fiamme varie, Rinascita Nazionale, Sovranità Nazionale… Ma oggi, grazie alla demenza condivisa causata da Facebook e altre boiate similari, ogni giorno qualche cretino apre la sua bella paginetta internet, si inventa un nome roboante (uno dei più gettonati attualmente è “Sovranismo”), beandosi della propria leadership che calcola in base ai “like”, che confonde con un vero consenso politico.

E naturalmente non mancano i proclami per convocare adunate oceaniche in piazza a Roma, ove naturalmente nessuno si presenta in carne ed ossa!

Ma sono contenti così i nostri nuovi ducetti; il loro movimento virtuale è seguito, ha centinaia di “like” e magari migliaia di “amici”!

Gente senza un briciolo di cultura e di umiltà, che non comprende neppure un fatto semplicissimo: partiti e movimenti veri calcolano i loro consensi presentandosi alle elezioni ed eleggendo sindaci, consiglieri, deputati, non collezionando “like” da altri falliti ormai in grado soltanto di passare la giornata con un telefono in mano, grazie al quale divulgano ovunque cazzate sgrammaticate.

Soprattutto, costoro nella loro ignorante malafede non arrivano a comprendere un dato matematico che si dovrebbe apprendere alle scuole elementari: creare ogni giorno nuove sigle con mezza dozzina di iscritti attivi equivale a sottrarre militanti all’area, non ad aggiungerne. Cento sigle con dieci aderenti ciascuna sono il vuoto assoluto, mentre una sola sigla con mille aderenti potrebbe, se non cambiare l’Italia, quanto meno farsi sentire ed ottenere una rappresentanza politica.

Eppure nessuno vuole capirlo, ieri come oggi.

Grazie alla ricerca di un Camerata, ho ritrovato un vecchio articolo del 2008, ovvero scritto più di dieci anni fa. Ve lo ripropongo integralmente, per fare capire che nulla è cambiato (e temo non cambierà). Alcuni nomi  citati sono ormai nel dimenticatoio, altri ancora si aggirano fra noi, purtroppo.

Carlo Gariglio

Mercoledì 12 Novembre 2008.

Gli ultimi tempi sono stati contrassegnati dalle mille reazioni alle squallide dichiarazioni del Rabbino Badoglio – Fini; ho già dedicato un ampio commento alla questione sul quindicinale “CiaoEuropa”, con il quale ho iniziato da alcuni mesi una collaborazione editoriale che si spera duratura… In tale sede concludevo con un’ovvietà: chi rotea nell’ambiente di AN e finge ora di stupirsi per certe dichiarazioni, o è un coglione, o è in malafede… Tutt’al più, potrà essere un coglione in malafede, ma null’altro.

E qui finisco di occuparmi dello squallido spicchio di umanità degenerata che ha sostenuto e sostiene AN!
Tuttavia, una riflessione si impone; ritengo, infatti, molto più stomachevoli dello stesso “Badoglio” i tanti piccoli “badoglini” della cosiddetta “area” che hanno, più e più volte, tradito il Fascismo con dichiarazioni, alleanze ed abiure più gravi di quelle di Fini, non fosse altro per il fatto che provenivano da personaggi che continuavano a fingere attaccamento ai valori ed agli ideali del Fascismo.
Fini è antifascista? Fini ha condannato il Fascismo e Benito Mussolini? Fini ha rinnegato l’alleanza con il Nazionalsocialismo? Fini ha tradito il revisionismo per abbracciare le più ridicole fole giudaiche?

Bene, per lo meno è coerente nella sua infamia da ben 14 anni, dato che queste cose ha cominciato a dirle e scriverle nel lontano 1994!

Ma che dire di quelli che si sono staccati da lui nel corso degli anni, accusandolo di essere un traditore, salvo poi scodinzolare intorno alle sue gambe per essere accolti nella casa madre della CDL prima, e del PDL oggi?

Pino Rauti, tanto per cominciare da lontano, tentò in ogni modo di restare dentro AN (pochi ricordano che nel 1994 venne eletto al Parlamento Europeo in una lista che già si chiamava MSIDN – AN), salvo poi andarsene quando si accorse che era in atto una strategia finiana tendente a buttarlo fuori per “ripulire” il nuovo partito dai vecchi arnesi collusi con il Fascismo.
Solo allora Rauti si recò all’Ergife per scippare l’iniziativa di Giorgio Pisanò, il quale, benché già Segretario Nazionale del MFL, aveva fondato i comitati per la continuità del MSI…

Nonostante lo scippo, Pisanò decise di restare a fianco di Rauti per un certo periodo nel nuovo soggetto politico (MSFT), ma si decise ben presto ad andarsene quando Rauti tuonò: “Basta parlare di Fascismo”!

Lo stesso Rauti, in anni successivi, impose alla segreteria Luca Romagnoli, per traghettare il partito nella Casa delle Libertà di Berlusconi e Fini, nell’ottica di quello che Rauti stesso chiamò riposizionamento…

La triste storia politica della Fiamma Tricolore e di Romagnoli è poi continuata mediante mille tentativi di accasare FT alla CDL, interrotti soltanto dalla breve parentesi di Alternativa Sociale.

file11Tale ennesima pagliacciata fu un’invenzione di Berlusconi, da lui voluta e finanziata a causa del timore di perdere i voti di Fini dopo i suoi pellegrinaggi in Israele…

Timori rivelatisi poi infondati, in quanto l’elettorato di AN è costituito da personaggi così disgustosi da sopportare tutto, persino la circoncisione!

In quell’Alternativa Sociale appena ricordata si accasarono, ben felici di dipendere da Berlusconi (e di negare il fatto spergiurando pubblicamente), anche Forza Nuova ed il movimento virtuale di Adriano Tilgher, che esiste solo nelle fantasie di quest’ultimo… Ma appoggiarono questa ennesima schifezza badogliana anche molti gruppuscoli che oggi gridano contro Fini, Alternativa Sociale ed i suoi membri, forse per farci dimenticare i tempi in cui inondavano tutte le caselle E – Mail della cosiddetta “area” con inviti ad aderire e sostenere AS…
Or dunque, se Fini è un traditore badogliano, come dovremmo definire quelli che in più occasioni hanno tentato (e spesso ci sono riusciti!) di allearsi con la coalizione guidata da Berlusconi, che vede in Fini uno dei suoi più attivi e considerati vice?

alessandra-mussolini-e-berlusconi

Come possiamo giudicare quanti dapprima fingono di staccarsi dalla politica finiana in nome dei nostri valori, salvo poi tornare subito ad allearsi con lui calpestando quegli stessi valori?

Evidentemente il problema non sta nei valori ideali, ma in quelli monetari, dato che in molti hanno pensato che c’è più da guadagnare alleandosi a Badoglio da “leader” di qualcosa, piuttosto che da anonimi omuncoli facenti parte della corte dei miracoli del centro – destra!

Volendo poi parlare dei singoli “leader” della cosiddetta “area” e delle loro dichiarazioni passate, possiamo verificare che in quanto a tradimento dei valori Fascisti pochi hanno qualcosa da “invidiare” a Fini…

Il summenzionato Romagnoli ebbe la faccia tosta di dichiarare in diretta TV su Canale 5, ospite del giudeo Mentana a Matrix, che lui era soddisfatto della vittoria degli “alleati” nella Seconda Guerra Mondiale…! Inoltre, tanto per farsi benvolere dal giudeo, si permise di insultare i revisionisti della Conferenza di Teheran, definendoli “patetici” e sottolineando che l’olocausto è una realtà!

Ovviamente, nessuno dei tanti decerebrati che sostengono FT si è degnato di commentare e ricordare queste dichiarazioni… E’ più comodo recitare la parte degli indignati a proposito delle dichiarazioni di Fini!
Vogliamo parlare della famosa “nipote”, cioè di quella Alessandra Floriani che non ha mai avuto l’ardire di dichiararsi Fascista in pubblico, nonostante abbia preteso più volte di farsi portavoce di tanti pseudo-fascisti che la considerano la loro “leader”?

A quanti preferiscono dimenticare, ricordiamo che l’ex “bellona” ha sempre dichiarato di appoggiare lo stato – pirata di Israele e la politica degli USA, e che ha sempre considerato come suo leader di riferimento il sig. Berlusconi, dichiarandosi orgogliosamente “di destra”… Con buona pace di quanti, come noi, sanno bene che il Fascismo e la destra della Floriani non hanno nulla in comune.

L’unica volta in cui l’ex starlette televisiva ha utilizzato il termine “fascista” in pubblico fu durante una delle sue solite finte litigate TV, allorquando esclamò: “Meglio Fascista che frocio”. Come dire: “Meglio orbo che cieco” o “meglio senza un braccio che senza una gamba”… In poche parole, fra due handicap si sceglie il minore!

Dulcis in fundo, la nipotina alle ultime elezioni, per evitare rischi e firme taroccate, si è direttamente candidata nelle fila del PDL berlusconiano, cioè un partito ferocemente ed orgogliosamente antifascista!
Chissà, a proposito di tradimenti e di Badoglio, cosa ne penseranno i puoi pochi fans!

Il giudizio non cambia se diamo un’occhiata alla coerenza ed alle dichiarazioni di Roberto Fiore e della sua FN… Anche qui siamo di fronte ad un gruppuscolo che nella sua storia ha fatto tutto ed il contrario di tutto, nella vana speranza di ritagliarsi un posticino al sole… Alleati della Lega d’Azione Meridionale, della CDL, di Alternativa Sociale e persino di quel Rauti da cui si staccarono molti anni fa proprio per fondare FN! E sempre pronti ad aggiornare le loro abiure al nuovo alleato… Tanto per fare degli esempi, Fiore ha da sempre preso le distanze nei confronti del Nazional-socialismo, secondo lui una setta pagana inconciliabile con il cattolicesimo (esattamente il motivo principale che ci spinge a rivendicare questa alleanza!), ma molti dei suoi acritici fans, specie quelli che circolano esibendo Celtiche, Rune e Svastiche non se ne sono mai accorti… Ma come se non bastasse la presa di distanza dal Nazional-socialismo, ecco Fiore ed i suoi, in un documento ufficiale diffuso con firma “FN Catania”, prendere abbondantemente le distanze anche dal Fascismo, seppure fra mille cautele… Da quel documento che conservo per evitare la solita accusa di essere un calunniatore (accusa che fa molto comodo a quanti amano lanciare il sasso per poi nascondere la mano), traggo alcuni passi illuminanti:

“Siete Fascisti? In totale serenità d’animo la risposte è tersa e cristallina: NO. (…) A ragione, il Fascismo è accusato d’essere stato un Regime reazionario ed accomodante, che ha smesso le velleità di cambiamento per il Potere. Non è un caso se il Neo (fascismo – N.d.r.) esalta le istanze iniziali del Sansepolcrismo e il sacrificio finale dell’R.S.I., sperando, di non essere ideologicamente identificato con quei vent’anni di Compromesso e Dittatura”.

E poi qualcuno che proviene da quelle parti ha la faccia tosta per criticare le abiure di Fini?

fnNoi del MFL, che badogliani non siamo, restiamo orgogliosi di essere identificati con quel Ventennio che non fu né dittatura (se mai totalitarismo), né reazione (se mai rivoluzione che spazzò via sia i reazionari della destra borghese, sia i criminali rivoluzionari della sinistra marxista), ma che fu, al contrario, un regime che portò ad una moderniz-zazione dell’Italia tale da suscitare l’invidia del mondo intero, ed una serie di Leggi Sociali a tutela dei lavoratori e delle classi meno abbienti in parte in vigore ancora oggi… Si informino meglio i piccoli Badoglio di FN Catania prima di sputare sentenze contro il Ventennio Fascista… E soprattutto, prendano atto del fatto che l’unico compromesso deleterio che il Fascismo subì fu proprio quello con la Chiesa Cattolica tanto cara a Fiore e FN, dato che furono proprio i caporioni vaticani a sfruttare “l’uomo della provvidenza” per i loro sporchi fini, gettandolo poi nella pattumiera quando le sorti della guerra cominciarono ad arridere ai nostri nemici. Se Mussolini ed il Fascismo ebbero un difetto, fu proprio l’eccessiva bontà che portò a fidarsi di Papi e ciarlatani in tonaca a lui vicini!

Inutile, infine, parlare troppo di personaggi quali Adriano Tilgher, dato che è stato proprio lui in più occasioni a vantarsi di non essere mai stato Fascista… E sempre lui fu quello che sconfessò un accordo firmato dai ragazzi torinesi del Fronte Nazionale con il MFL nel 2001, allorquando si voleva presentare una lista alle elezioni comunali con i due simboli affiancati…

 “Non ho intenzione di sputtanarmi con un Fascio a fianco del mio simbolo”, sentenziò il camerata Tilgher!

E che dire dei gruppi e gruppuscoli nati nel corso degli anni grazie ai transfughi di mille esperienze d’area? Che dire di personaggi che hanno militato nel MSIDN, passando poi per AN, MSFT e Alternativa Sociale, salvo poi farsi il partitino per pochi intimi millantando come principale obiettivo dei loro maneggi “l’unità dell’area”?
A questi signori è a malapena il caso di ricordare che creando una nuova sigla al giorno (con il corollario di immancabili mini-scissioni) si frammenta l’area, non la si unifica di certo… L’unico modo per unificare è aderire a quanto vi è già sul “mercato”, lavorando seriamente per rilanciare delle idee ed isolare i traditori, al fine di creare un unico grande movimento Fascista, orgoglioso di definirsi apertamente tale…

Ai tanti Badoglio e badoglini che infestano la cosiddetta area ricordiamo che un movimento con questa caratteristiche esiste fin dal 1991, e che da allora non ha mai tradito né abiurato nulla… Ecco perché i Fascisti stanno nel MFL, mentre la genia dei Badoglio è equamente suddivisa fra AN e la cosiddetta “area”!
Ovviamente, ognuno è libero di scegliere la sua strada politica… Ma che almeno non ci vengano a rompere i coglioni con le solite litanie dei badoglini che criticano il Badoglio principale!

Carlo Gariglio

 

VALORI E IDEALI (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Dicembre 2017)

Certamente qualche Camerata o presunto tale, si indignerà per questo articolo e per le fonti che utilizzerò a seguire, ma francamente me ne infischio del giudizio di qualche idiota che ancora non si decide a capire la differenza fra chi fa politica seguendo dei valori e degli ideali, ed i tanti “mercanti del tempio” che si infiltrano nel nostro mondo per i loro tornaconti personali, seppure spacciandosi per Fascisti e Camerati.

Una delle gocce che ha fatto traboccare il vaso della mia pazienza è stato il sentirmi dire di recente che il nostro movimento non ha alcuna possibilità di incidere sul panorama politico italiano, indi, tanto varrebbe sostenere  i falsi Fascisti di Casa Pound Italia, o magari gli ancora più finti Camerati preti mancati di Forza Nuova e pagliacci assortiti alleati con loro… Magari sarà vero, noi non siamo riusciti ad incidere quasi per nulla nella politica italiana, ma non certo per colpa nostra; oddio, magari se i militanti che ci hanno seguiti nel corso degli anni avessero fatto il loro dovere, invece di limitarsi a mettersi in tasca una tessera per poi non farsi mai vedere, né sentire, per un anno intero, le cose sarebbero andate diversamente… Ma il vero problema non consiste nei tesserati più o meno incapaci, ma in quelli che la tessera non l’hanno mai voluta fare, preferendo nascondersi come scarafaggi in attesa di altre formazioni della cosiddetta “area” più propense a spendere soldi in sedi di partito pagate chissà come, in faraoniche quanto inutili campagne elettorali, nonché nel lancio continuo di nuove sigle e nuovi movimenti, il più delle volte composti dai soli fondatori e da qualche amico di costoro.

Si sa, l’italiano medio è una sorta di ritardato mentale privo di cultura e soprattutto vigliacco, indi oltre a non avere dimestichezza con il vero Fascismo, che altro non è se non un diverso modo di definire il Socialismo Nazionale, mai schieratosi a destra e fiero di essere stato alleato della Germania Nazionalsocialista nella guerra del sangue contro l’oro, non ha neppure dimestichezza con i sacrifici necessari per sostenere un’ideale politico contro tutto e tutti, rischiando in proprio e soprattutto contribuendo a questa lotta.

Così, come ho denunciato più volte invano, nel corso degli anni abbiamo visto spuntare per ogni dove gruppuscoli di falsi Fascisti che si sono inventati di tutto, pur di essere accettati dall’opinione pubblica e dalla solita innominabile lobby giudaico – massonica; alcuni, addirittura, a fronte di un falso “antifascismo” di facciata, raccolgono soldi e finanziamenti proprio da questi soggetti che si fingono nemici, tipo servizi segreti, ministero dell’interno e sinagoghe varie.

O Franza o Spagna, purchè se magna, che tradotto significa: “Lecchiamo il culo alla lobby ebraica, agli USA, o magari alla Russia e pure all’Europa dei banchieri, purché ci scappino i soldi per fingerci prodi sostenitori del Fascismo!”

Così abbiamo visto il finto Fascismo integralista cattolico e nemico dell’Islam, che in realtà fu fedele alleato del Nazionalsocialismo, il finto Fascismo che ha mutuato il razzismo volgare nato negli USA ed esportato in Israele, il finto Fascismo di destra e mille altre porcate che hanno ridotto un’area politica storica che ha rischiato di governare tutto il mondo, in una parodia ridicola e patetica messa in piedi da personaggi che in casa propria si esibiscono in saluti romani assortiti, ma che pubblicamente smentiscono qualsiasi rapporto con il Nazionalsocialismo per aderire ad un Fascismo mai esistito e che vorrebbero alleato di USA, Israele e delle varie comunità ebraiche.

Personalmente sono in politica dal lontano 1991 (ed ho tanta voglia di uscirne), e da allora ho visto nascere continuamente movimenti privi di ogni senso: la Fiamma Tricolore, Forza Nuova, i Nazionalpopolari che poi si scissero formando i Nazionalsociali, il Fronte Nazionale, fino poi ad arrivare  a CPI, Fratelli d’Italia (i cui membri, checché ne dica la Meloni, si spacciano per Fascisti!) ed alla atomizzazione rappresentata da decine di “fiammelle” sorte sulle ceneri del fu MSIDN e della stessa Fiamma Tricolore.

Fiammelle

Potrei anche parlare di certi gruppetti microscopici nati con il solo intento di fare danno al MFL-PSN, ma non vorrei dare troppa importanza a questi miserabili falliti, indi evito di citarli.

Quello che è certo è che in tutti questi anni la stragrande maggioranza dei sedicenti Fascisti non ha mai appoggiato in alcun modo il nostro movimento, preferendo in molti casi attaccarci per questioni ideali e/o personali, quasi come se il nemico di questi cialtroni fossimo noi, cioè gli unici veri sostenitori del Fascismo storico e non di una parodia dello stesso.

Decine di sedicenti intellettuali hanno continuato a discutere di questioni di lana caprina senza appoggiarci, centinaia di avvocati si sono affrettati ad aderire a questo o quel gruppuscolo d’area, evitando accuratamente di mostrarci vicinanza (se non per tentare di truffarci spillandoci soldi senza mai combinare nulla di buono), mentre migliaia di potenziali militanti hanno preferito fare i pagliacci a Predappio, in qualche cimitero, in inutili marce commemorativa… Senza dimenticare le curve degli stadi, dove orde di sottosviluppati con bandiere Fasciste buttano tempo e denaro accapigliandosi con altri sedicenti Fascisti, ma sostenitori di squadre diverse!

Oggi, a testimonianza dello squallore che li contraddistingue, migliaia di questi scarafaggi nascosti da anni, spuntano sui famosi social esibendo nelle foto del profilo i simboli di CPI e FN, invitando  votare per loro!

Già, loro incidono sulla politica italiana, non come noi… Ci dicono di essere attivi nel sociale, regalano le tessere, aprono sedi fisiche che perdigiorno e debosciati possono frequentare e addirittura riescono a raccogliere le firme per essere presenti alle elezioni nazionali, mentre fino a ieri non riuscivano neppure a presentarsi nei piccoli Comuni ove ci presentiamo noi da quasi 20 anni.

E allora, cari Fascisti all’amatriciana che siete spuntati dalle vostre tane per sostenere “lorsignori”, fate un viaggio con il sottoscritto in alcune recenti inchieste giornalistiche, così magari capirete quali sono i “valori” perseguiti da certa gente e per quale motivo spesso vi accettano fra le loro braccia senza chiedervi il pagamento di una quota associativa, quota che si paga regolarmente per iscriversi a qualsiasi bocciofila, o circolo ricreativo, ma che tanti sedicenti Fascisti vedono come un furto, se richiesta dal povero MFL-PSN, che non ha mai preso soldi dai servizi, dalle sinagoghe e men che meno dall’Europa.

VOLANTINO

Cominciamo con un simpatico articolo del 25 febbraio scorso, pubblicato su  Repubblica e visibile integralmente a questo indirizzo:

http://www.repubblica.it/esteri/2017/02/25/news/europa_aemn_ultradestra-159224624/

“Ue, così l’estrema destra anti – Europa riesce ad avere soldi da Bruxelles.

Curata da un ex Fiamma tricolore, l’Alleanza europea dei movimenti nazionali raggruppa diversi responsabili della destra xenofoba di tutto il continente e ha ottenuto oltre 2 milioni di euro. In tutto i partiti anti europei all’Europarlamento nel 2017 riceveranno 7 milioni di finanziamenti su un totale di 50”

Capito questi prodi “Fascisti” fieri avversari di Europa ed Euro?

“L’Alleanza europea dei movimenti nazionali, altrimenti detta Aemn, è curata da un italiano, Valerio Cignetti, ex Fiamma tricolore. Società di diritto alsaziano, l’Aemn raggruppa diversi responsabili dell’estrema destra di tutto il continente e dal 2012 è riconosciuta come ‘partito politico europeo’. Statuto grazie al quale ha incassato pù di un milione e mezzo di euro dal Parlamento di Strasburgo che sommati ai denari presi dalla fondazione associata Identità e tradizioni europee, arriva a 2,2 milioni. Senza avere mai eletto un parlamentare. Il trucco consiste nel raccogliere firme di deputati nazionali e regionali di sette Paesi in modo da guadagnare il rango di movimento europeo. Il presidente di Aemn è Bela Kovacs, eurodeputato ungherese di Jobbik, partito noto per le sue derive antisemite, già al centro di un’inchiesta giudiziaria per spionaggio in favore della Russia”. 

E dunque si sono anche inventati i partiti finti per ingrassarsi alla faccia nostra, nonostante non si presentino mai ad un’elezione e non eleggano neppure un cane!

“La compagine per prendere i soldi della Ue ha usato un semplice trucco: ha copiato lo statuto europeista del Partito popolare europeo. Per intenderci, il primo gruppo di Strasburgo, quello della Cdu di Angela Merkel e di Forza Italia. Un trucchetto elementare per aggirare le regole di Strasburgo, che per finanziare i movimenti europei chiede che questi rispettino i principi dell’Unione, libertà, democrazia rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, a partire dallo Stato di diritto”

Non c’è che dire, una raro esempio di riaffermazione dei valori del Fascismo e del Nazionalsocialismo!

“Stesso discorso vale per l’Ukip e i suoi alleati, M5S, Partito popolare danese è il vecchio Movimento per un’Europa delle Libertà e della democrazia, chiuso dopo una serie di accuse di frode. In tutto i partiti anti europei rappresentati all’Europarlamento nel 2017 riceveranno 7 milioni di finanziamenti su un totale di 50. 

Spesso l’Europa è l’unica fonte di entrate per i partiti euroscettici in quanto molti di loro, come Ukip e Fn, in patria faticano ad eleggere parlamentari. E spesso usano i soldi in modo fraudolento, tanto che il Parlamento europeo oltre ad avere chiesto indietro a Marine Le Pen 360 mila euro per l’inchiesta che ha toccato la sua guardia del corpo e il suo capo di gabinetto, pagati per lavorare a Strasburgo ma invece impiegati altrove, in tutto al Front ha chiesto la restituzione di 1,1 milioni. 500 mila euro invece i soldi che dovrà restituire lo Ukip”. 

Chi l’avrebbe mai detto? Questi “partiti” in patria faticano ad eleggere loro rappresentanti!

“Tra i 36 deputati nazionali e regionali che hanno firmato per dare sostegno ai movimenti nazionalisti di estrema destra che hanno potuto accedere ai fondi UE pur senza avere eletti, ci sono anche tre italiani. Secondo Le Monde si tratta di Franco Cardiello e Daniela Ruffino di Forza Italia e Maurizio Marrone di Fratelli d’Italia”. 

Prendete nota: complici di Forza Italia e Fratelli d’Italia altri fulgidi esempi di valori del Fascismo!

Veniamo ora ad un paio di articoli del settimanale “L’Espresso”, entrambi dell’8 novembre 2017; il primo è visibile integralmente al seguente indirizzo:

http://espresso.repubblica.it/inchieste/2017/11/03/news/tutti-i-soldi-e-le-societa-di-casapound-e-forza-nuova-cosi-si-finanziano-i-partiti-neofascisti-1.313304

“Tutti i soldi e le società di CasaPound e Forza Nuova: così si finanziano i partiti neofascisti

I gruppi di estrema destra puntano a entrare in Parlamento. Grazie ai fondi di società e privati in Italia e all’estero. Ecco quali sono, tra esercizi commerciali e misteriosi trust”.

Dio, patria e famiglia. Ma anche ristoranti, catene di abbigliamento, gioiellerie, barberie, franchising di poste private, scuole di lingua, startup di comunicazione, imprese immobiliari, misteriosi trust e qualche strana società offshore.

Dietro la facciata ufficiale dei fascisti del terzo millennio si nasconde una galassia imprenditoriale che dall’Italia si allarga a Francia e Regno Unito. Passando per Cipro e arrivando fino alla Russia di Vladimir Putin. Una multinazionale nera dove gli ideali di purezza del ventennio si intrecciano alle più attuali esigenze dell’economia di mercato. Con imbarazzanti corollari”.

“Latitanze dorate
Forza Nuova e CasaPound, per quanto diverse tra loro, sono unite da una radice comune. Si chiama Terza Posizione, è un movimento neofascista nato nel 1978 e morto ufficialmente quattro anni dopo. Tra i suoi fondatori, all’epoca poco più che ventenni, c’erano Roberto Fiore e Gabriele Adinolfi. Inseguiti dalle indagini giudiziarie sul terrorismo di destra, fra cui l’attentato alla stazione di Bologna, Fiore e Adinolfi scapparono dall’Italia rifugiandosi in Inghilterra, il primo, e in Francia, il secondo. Quarant’anni dopo, con alle spalle processi e condanne, i due ragazzi sono tornati. Fiore è diventato il segretario nazionale di Forza Nuova
, Adinolfi l’intellettuale di CasaPound. Le radici con il passato non si sono però mai interrotte. Almeno quelle degli affari”.

“Fiore segreto.

Londra, 1980. Per capire l’oggi è necessario tornare ancora agli anni di piombo, subito dopo la bomba che uccise 85 persone a Bologna. Quando Fiore arriva in gran segreto nella Londra di Margaret Thatcher insieme a Massimo Morsello e ad altri militanti di Terza Posizione, ad aiutarli – si legge in un rapporto sull’eversione nera firmato dai servizi segreti italiani (Sisde) del 1982 – è la League of Saint George, snodo internazionale della destra europea, di cui fa parte tra gli altri anche l’ex presidente del British National Party Nick Griffin. Anni nebulosi, punto di partenza della carriera imprenditoriale del giovane neofascista italiano. Con un’ombra mai chiarita: «Era un agente dei servizi segreti britannici (MI6) fin dai primi anni Ottanta», scriverà in un documento del 1991 letto da L’Espresso la commissione d’inchiesta sul razzismo e la xenofobia del Parlamento europeo, gettando un’ombra inquietante sul legame tra Fiore e il Regno Unito”.

“Francia connection.

Se dal punto di vista ideologico Forza Nuova è la truppa neofascista più tradizionale, i cugini di CasaPound rappresentano l’evoluzione moderna del cameratismo. Benché i contenuti della propaganda politica siano identici, a mutare sono i metodi. Così mentre Fiore e soci puntano soprattutto ad ampliare la rete dei contatti internazionali (Forza Nuova ha aperto da pochi anni una filiale negli Usa), i leader di CasaPound hanno lanciato l’assalto al cielo dei consensi in patria”.

“Avanguardia fashion.

I pacchi alimentari, i picchetti, le occupazioni. Prima gli italiani. L’azione trascina le masse esauste del degrado delle periferie. Ma c’è un livello di interlocuzione che CasaPound ritiene indispensabile: gli intellettuali. Per fare cultura le tartarughe di Iannone non badano a spese. L’ultima sfida è l’informazione. Da tempo è online il quotidiano “Il Primato Nazionale”, recentemente affiancato dal mensile cartaceo. Periodico sovranista, si definisce”.

Intanto noi poveri pezzenti, ma Fascisti veramente, abbiamo difficoltà a pubblicare regolarmente il nostro misero bollettino interno!

“La società editrice de Il Primato Nazionale è la Sca 2080 e ha un capitale sociale di 100 mila euro. La prima tiratura del mensile è stata di 20 mila copie”.

Per concludere questo viaggio intorno ai “valori” condivisi da questi falsi Fascisti, ecco l’ultimo articolo visibile integralmente al seguente indirizzo:

http://espresso.repubblica.it/inchieste/2017/11/05/news/cosi-casapound-raccoglie-soldi-con-il-5-per-mille-1.313399

Così Casapound prende soldi con il 5 per mille.

Il partito neofascista attraverso una cooperativa riceve i fondi della quota Irpef. Forza Nuova e Fiamma tricolore invece incassano fondi da quell’Europa che criticano continuamente. Ecco come”

“Mamma Europa aiutaci tu. La richiesta è legittima e la avanzano tutti i partiti. Tuttavia è curioso che la richiesta di sostegno economico arrivi dal partito-movimento Apf. Il nome, Alleanza per la pace e la libertà, non tragga in inganno. Non si tratta di un’associazione di pacifisti. L’acronimo Apf è la casa europea dei neofascisti. A guidarla è Roberto Fiore, il leader di Forza Nuova. Lui è il presidente e fondatore di Apf. Del partito-movimento fanno parte nazionalisti britannici, spagnoli, belgi, slovacchi, svedesi. Conta tre rappresentanti, che eletti con i rispettivi partiti nazionali hanno, poi, aderito al progetto di Fiore”.

“Tra i quadri dirigenti di Apf c’è, per esempio, l’amico di una vita, l’inglese Nick Griffin. Ammirano Putin, parteggiano per Assad, sognano l’Euro-exit. Tuttavia nonostante lo scetticismo radicale verso le istituzioni di Bruxelles, il 19 aprile dell’anno scorso hanno aperto una sede nella cittadella europea a soli 4 minuti dal tanto vituperato palazzo del Parlamento. E da due anni li troviamo in coda, come tutti gli altri odiati partiti del “sistema”, a chiedere le sovvenzioni allo stesso Parlamento. Finanziamenti, cioè, che l’istituzione concede da ormai 13 anni ai partiti politici europei e alle fondazione collegate”.

“La galassia neofascista di Fiore drena risorse anche tramite fondazioni “amiche”. Negli ultimi due anni, quelle vicine a Apf, “Europa terra nostra” e Pegasus (sponsorizzata da Coalition pour la vie et la famille, movimento in cui ha avuto un ruolo Stefano Pistilli legato a Fiore) hanno ottenuto 649 mila euro. Dunque, sommando le varie cifre i neofascisti di Apf, e quindi Fiore e Forza Nuova, potrebbero incassare potenzialmente più di 1 milione e 200 mila euro. Non sono tuttavia gli unici nazionalfascisti a chiedere soldi all’Unione europea. A seguire, infatti, troviamo l’Alleanza europea dei movimenti delle nazioni (Aemn). I leader sono gli ungheresi di Jobbik. Ma del gruppo fa parte anche Fiamma Tricolore, con Valerio Cignetti (ex Msi) che ricopre il ruolo di segretario generale. Tra il 2012 e il 2015 l’Aemn ha già incassato dall’Europa poco meno di 1 milione e 200 mila euro, mentre è in attesa di riceverne altri 700 mila già concessi per i successivi anni”.

“Discorso diverso per CasaPound. Se Fiamma Tricolore e Forza Nuova, infatti, succhiano risorse a Bruxelles, il movimento di Iannone ha trovato una soluzione alternativa. Lo fa chiedendo ai contribuenti un aiutino attraverso il 5 per mille. Il codice fiscale da inserire nella dichiarazione dei redditi non è, però, quello di CasaPound, bensì della cooperativa l’Isola delle Tartarughe. La tartaruga è il simbolo dell’organizzazione neofascista guidata da Gianluca Iannone e Simone Di Stefano. Solo che CasaPound è ormai a tutti gli effetti un partito, perciò gli spetterebbe il 2 per mille e non il 5. Gli ultimi dati ufficiali disponibili riguardano il 2015, anno che segna il record di incasso: 41.036 mila euro. A partire dal 2007 è stato un continuo crescendo. E il confronto con i 4 mila e pochi spiccioli di dieci anni fa fotografa la crescita degli eredi di Marinetti e Mussolini.

Sommando sei anni contributivi, a partire dal 2010, si sfonda quota 200 mila. Tesoretto che fa sempre comodo, utile per finanziare feste, banchetti, iniziative, manifesti. A queste entrate vanno aggiunte le contribuzioni libere, i tesseramenti (aumentati di molto), le attività sul territorio. Non c’è che dire, è decisamente cresciuto questo movimento. Un’onda nera di seimila tesserati, con un centinaio di sedi sparse per l’Italia, una web radio, associazioni di vario genere, librerie, società editrici. E con azienda e cooperative di riferimento, come ogni partito che si rispetti”.

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Volge ormai al termine questo squallido viaggio nel mondo di quanti, grazie alle entrate sopra descritte (ed a tante altre), si stanno impadronendo del nostro ideale, attirando a sé i cialtroni che preferiscono appoggiare questi ricchi signori, invece di dare forza e contributi a chi ha dalla sua soltanto idee ed ideali.

Spero che questo scritto serva a qualcuno per evidenziare il livello di coerenza di “lorsignori”, nonché i misteriosi motivi per i quali il nostro piccolo movimento non ha mai attirato avvocati, imprenditori, politici di lungo corso ed uomini delle istituzioni; così come, speriamo sia ora chiaro perché il nostro MFL-PSN non ha Radio, Televisioni, Quotidiani, Settimanali…

E giusto per concludere l’argomento della coerenza ideale di certi personaggi, vi segnalo un altro articolo visibile integralmente a questo indirizzo:

http://genova.repubblica.it/cronaca/2017/12/07/news/genova_il_portavoce_di_casapound_che_inneggia_a_mussolini_ma_prendeva_lo_stipendio_dagli_ebrei-183316597/

“Genova, il portavoce di Casapound che inneggia a Mussolini ma prendeva lo stipendio dagli ebrei”.

“Gabriele Parodi, cinquantenne, manager di primo piano di Messina da un paio di anni dopo esserlo stato presso altre società e altri terminalisti, è un dirigente di casa Pound Genova. Lui stesso il 21 ottobre sul Secolo XIX si definisce “portavoce di Casa Pound” quando annuncia che il suo partito si schiera a fianco dei cittadini di Multedo che boicottano l’accoglienza ai migranti nell’ex asilo Govone.
Ma Parodi è un personaggio particolare che si discosta dalla maggior parte dei simpatizzanti neofascisti che dopo la vittoria in Comune del centro destra sono apparsi, o riapparsi con maggior evidenza, sulla scena
genovese.
Passa infatti dal gessato alla maglietta d’ordinanza della tartaruga nera, disquisisce nelle interviste di traffici portuali, mentre nella sua pagina Facebook oltre a foto con Iannone, leader di Casa Pound, e a proclami a favore dell’italianità e contro lo “ius soli” e l’accoglienza ai migranti, o contro gli operai Fiom, ci sono anche numerosi con post inneggianti a Mussolini. Nulla di strano per un militante di Casa Pound.
Ma il risvolto curioso è che nella sua vita da manager Parodi è stato per otto anni, fino al 2015, un alto dirigente di Zim , la società di shipping dello stato israeliano”.

Ovviamente, gli articoli citati provengono da giornali antifascisti, quindi non hanno alcun interesse ad evidenziare un piccolo particolare: non è che quelli di CPI e soci sono Fascisti che prendono soldi e contributi dalla lobby ebraica, ma se mai costoro non sono affatto Fascisti, ma stipendiati da certi personaggi proprio per ridicolizzare il Fascismo e renderlo sempre meno credibile, Questo è l’unico appunto da fare ai pennivendoli che vorrebbero associarli a noi. Quindi, cari Camerati e presunti tali, correte a marzo a votare questi squallidi individui, e correte ad evidenziare sui vostri inutili profili Facebook il vostro grugno affiancato ai simboli di CPI e/o FN… Tanto con loro non rischiate certo denunce ed ostracismo sul lavoro come evidenziando il nostro simbolo.

Solo, fate un favore al mondo ed a voi stessi: piantatela di definirvi Fascisti, non vi si addice; di “destra” basta ed avanza!

Carlo Gariglio

 

IL SOLITO APRILE (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Aprile 2017)

Nella classifica ideale dei mesi resi più disgustosi dalla lobby giudaico – sinistra, possiamo dire senza ombra di dubbio che subito dopo il gennaio della “memoria” ebraica, viene l’aprile della mai esistita “liberazione”. Come di consueto, in questo mese ci tocca sorbirci non solo le commemorazioni di assassini partigiani da parte della sinistra, ma anche i tentativi dei destrorsi di sostituirsi ai sinistri nel celebrare queste “radiose” giornate, che nessuno ha il coraggio di definire per quello che sono: la celebrazione di mesi di eccidi, stupri, furti e torture varie, posti in essere da un branco di vigliacchi che rimasero nascosti durante la guerra (a parte qualche raro colpo di fucile sparato alla schiena dei militari in divisa della RSI), salvo poi spuntare dalle loro fogne ad ostilità terminate ed armi deposte, per sfogare le loro perverse frustrazioni da comunisti vili e falliti su un nemico ormai inerme.

25 aprileCerto, questo atteggiamento disgustoso è ormai noto nei comunisti e loro reggicoda, ma se ben guardiamo è ancora più disgustoso da parte di quella destra (che spesso viene a mendicare voti nella nostra area politica) che per evitare ogni critica contende le piazze ed i palchi agli assassini comunisti per celebrare le stesse porcherie.

Volendo, molto ci sarebbe da dire a proposito di certi fascisti all’amatriciana, da noi ben conosciuti, che come tanti sciacalli cercano visibilità in contro celebrazioni inutili e dannose, utili solo per reclamizzare qualche sigla e sigletta di associazioni e/o movimenti falsamente Fascisti.

Ma andiamo con ordine; quest’anno, mentre il Paese praticamente muore di fame e di immigrazione selvaggia, nei giorni intorno al 25 aprile la politica italiana, soprattutto di sinistra, si è concentrata su un problema evidentemente più grave della disoccupazione, della povertà sempre più diffusa, dell’invasione dei barbari extracomunitari e persino del tanto temuto terrorismo “islamico”… Di quale problema parlo? Della necessità, o meno, di fare sfilare la brigata ebraica insieme agli assassini partigiani il 25 aprile!

Molti avranno persino difficoltà a comprendere di cosa si stia in realtà parlando, tanto questo tema è caro al popolo italiano!

Quindi, giusto per inquadrare il problema ed i miserabili attorucoli che se ne sono resi protagonisti, pubblico a seguire il riassunto delle parti salienti di un articolo pubblicato da una testata online chiamata “Il Primato Nazionale”; l’articolo completo, comprensivo di note, può essere letto al seguente indirizzo:

http://www.ilprimatonazionale.it/approfondimenti/vera-storia-brigata-ebraica-poca-guerra-molte-vendette-guerra-finita-63090/

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La vera storia della Brigata ebraica: poca guerra e molte vendette a guerra finita.

All’indomani della carnevalata di fine aprile e delle polemiche dell’Anpi con la comunità ebraica per la partecipazione delle bandiere della Brigata Ebraica ai cortei venticinquaprilioti, va avanti la proposta di una poco nota deputata lombarda piddina, Lia Quartapelle, per decorare con la massima onorificenza militare italiana detta brigata:(ANSA) – “ROMA, 21 APR – Primo via libera alla Camera alla legge che consente di attribuire la Medaglia d’oro al valor Militare alla Brigata Ebraica, la formazione composta da volontari ebrei che all’interno dell’esercito Britannico, combatté in Italia contro i nazisti negli ultimi mesi della Seconda Guerra Mondiale. La Commissione Difesa ha infatti approvato la legge in sede referente e la prossima settimana, grazie all’accordo di tutti i gruppi, sarà approvata in sede legislativa dalla stessa Commissione, accelerando così il via libera e la trasmissione al Senato per il sì definitivo”.

Come si faccia a decorare di MOVM la bandiera di una Unità straniera per di più non esistente lo sa solo la mente dei nostri deputati. Né ci risulta che siano le camere a proporre le decorazioni al valor militare. Sul proprio sito l’onorevole Quartapelle ci dispensa queste perle: “La loro storia straordinaria è tale perché, questi ragazzi, pur sapendo di rischiare la deportazione se catturati in un paese occupato dai nazifascisti nel quale vigevano le leggi razziali, scelsero da volontari di venire in Italia per contribuire a liberarla”. Ancora una volta ci viene da interrogarci su cosa c’entrino le leggi razziali con militari dell’esercito Britannico. Ancora una volta la Quartapelle non sa di cosa stia parlando: forse ai militari ebrei prigionieri sarebbe stata negata una domestica ariana o di esercitare la professione di avvocato salvo che per clienti ebrei o non avrebbero potuto prestare servizio militare? Ma poi chi erano questi “ragazzi”… Che scelsero da volontari di venire in Italia per contribuire a liberarla”? E meriterebbero davvero la medaglia d’oro al valor Militare?

La Jewish Brigade, “Chativah Yehudith Lochemeth”, non comprendeva ebrei italiani, malgrado Mattarella e altri ignoranti di storia militare blaterino il contrario, essendosi costituita nella Palestina del mandato britannico. Ne facevano parte ebrei provenienti dalla Palestina storica che sarebbe poi diventata l’attuale Israele e di ebrei provenienti da altri paesi del Commonwealth britannico, Canada, Australia, Sud Africa e di ebrei di origine polacca e russa.  (…) Dopo un periodo di addestramento in Egitto e Cirenaica, il 31 ottobre 1944 la Brigata sionista fu imbarcata su due navi nel porto di Alessandria d’Egitto e trasferita in Italia al porto di Taranto. L’esercito inglese non volle che soldati ebrei provenienti dai territori del Mandato britannico in Palestina occupassero posizioni di rilievo nella Brigata, ma l’Haganah, gruppo paramilitare sionista organizzatosi negli anni ’20 in Palestina, creò all’interno della Brigata una sua struttura segreta di comando, che venne alla luce solo a guerra finita (…) Partecipò a numerose operazioni militari a Riolo Terme, Imola, Ravenna. I 42 caduti riposano nel cimitero di Piangipane (RA). Nel corso delle operazioni divenne tristemente nota per l’uccisione sistematica dei prigionieri tedeschi e italiani, della 16° Reichsführer e del btg “Lupo” della X, ripetutamente denunciate da polacchi e italiani. Per motivi di opportunità politica venne posta a riposo presso Brisighella, mentre bersaglieri e granatieri italiani del Gruppo “Friuli” e il Corpo polacco di Anders entravano a Bologna il 21 aprile del 45. L’apporto della Brigata Ebraica alla lotta di liberazione fu limitato al periodo che va dal 3 marzo 45 al 21 aprile del 45. Poco più di un mese, senza distinguersi particolarmente, oltretutto. Ovviamente quando la Quartapelle afferma: “Nel marzo del 1945 parteciparono alla Liberazione di Ravenna, occupata dai paracadutisti del Terzo Reich”, dimostra ancora una volta la sua preparazione storica, visto che la città romagnola venne occupata dai britannici il 4 dicembre 1944, quando i brigatisti ebrei non erano ancora giunti al fronte…

La storia della Brigata Ebraica non termina nell’aprile del 45. Il 2 maggio la Brigata venne dislocata nella zona di Tarvisio, dove si dedicò a due attività: il sostegno alla emigrazione clandestina di ebrei verso la Palestina e, secondo alcuni articoli di giornali locali, tratti da libri di storia della brigata pubblicati negli ultimi anni, l’operazione denominata NAKAM, Vendetta, la ricerca di criminali nazisti (o meglio, soldati tedeschi) nascosti in Carinzia, prelevati e uccisi sommariamente nei boschi del Tarvisiano. L’operazione fu realizzata attraverso la costituzione, in seno alla Brigata, di cellule di 8 – 10 persone che agivano indipendentemente l’una dall’altra in tutta la Carinzia, fino al Tirolo orientale e anche a Vienna. Secondo la testimonianza resa nel 2009 da uno degli ultimi protagonisti, Chaim Miller, ebreo viennese, residente in Israele, in visita in Carinzia e nell’alto Friuli:

“Ricevevamo indicazioni sulla presenza di ex nazisti dai partigiani iugoslavi. Di giorno facevamo sopralluoghi per localizzare le persone. La nostra uniforme britannica, distinta soltanto dalla stella di David su una manica, ci permetteva di attraversare il confine e di muoverci liberamente. La cattura delle persone avveniva però all’imbrunire. Bussavamo alla porta presentandoci come polizia militare. Invitavamo le persone ricercate a seguirci al comando per essere interrogate, ma anziché al comando le portavamo in Italia dove potevamo agire senza problemi. Raggiungevamo una baita in un bosco tra Tarvisio e Malborghetto, dove la persona fermata veniva interrogata da altri componenti della cellula. Se le accuse trovavano conferma lo si fucilava sul posto, seppellendolo in una fossa che prima lo avevamo costretto a scavare”

Il giornalista americano Howard Blum, corrispondente del New York Times e di Vanity Fair e vincitore di due premi Pulitzer, nel 2001 scrive un libro sulla Brigata ebraica e su questi eventi e sostiene che una quarantina di uomini della Brigata abbiano preso parte a queste esecuzioni uccidendo, in meno di 4 mesi, 125 tedeschi. I calcoli dei veterani fanno oscillare le esecuzioni fra 50 e 2009. In realtà l’”Operazione Vendetta” proseguì nella Germania occupata e in altri territori dell’Europa postbellica portando secondo stime alla eliminazione di 1.500 nazisti o presunti tali, in massima parte semplici soldati. Ma per i soldati ebrei “criminale nazista” era anche chi portava un cognome tedesco, e vennero prelevati e assassinati circa 150 civili friulani dal cognome austriaco accusati di essere “nazisti” inclusi partigiani garibaldini e osovani colpevoli di avere cognomi troppo sgraditi ai soldati della Jewish Brigade. (…) Nel luglio del 1946 a causa della tensione crescente in Palestina e del ruolo svolto dalla Brigata, il governo britannico decise di procedere al suo disarmo, alla sua smobilitazione e al rimpatrio degli ebrei nei loro paesi d’origine. Molti dei 5.500 soldati della Brigata sionista provenivano dall’Haganah, altri vi aderirono al rientro in Palestina. L’Haganah, nel 1947 – 1948, insieme all’Irgun e alla banda Stern, fu protagonista della pulizia etnica della Palestina. Il 29 maggio 1948 a due settimane dalla proclamazione dello Stato di Israele, l’Haganah si trasformerà nelle Forze armate dello Stato di Israele, Tsahal o anche IDF. E trentacinque membri della Brigata sionista diventarono generali di Tsahal. Decorare questa gente con la medaglia d’oro al valor militare Sarebbe sbagliato, imbecille, antistorico. Sporcherebbe la più sacra decorazione italiana, quella di D’Annunzio, Battisti, Sauro, Todaro, degli eroi di El Alamein e dell’Isonzo. Per questo siamo certi che quelli che una vera Medaglia d’Oro, Carmelo Borg Pisani avrebbe definito “i servi e i vili” la concederanno. Ennesimo sputo sulla Storia della repubblichetta antifascista.

Pierluigi Romeo di Colloredo

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Capito, cari Camerati, di che nobili personaggi si parla ad aprile in Italia? Un branco di assassini allergici al combattimento vero, ma più che determinati nell’omicidio a guerra finita di persone inermi, che per lo più non avevano nulla a che fare con il Fascismo ed il Nazionalsocialismo!

E’ molto edificante vedere i criminali della sinistra nostrana accapigliarsi intorno a questa gentaglia, vero? Esilaranti sono state le posizioni espresse dai cosiddetti cessi sociali, i quali tuonavano di non volere avere radici comune con i sionisti, in quanto assassini!

emanuele fiano sionista pd

Ottima scoperta… Chissà quando scopriranno che loro, in quanto fedeli custodi del comunismo, sono gli unici nella Storia ad essere più assassini e più criminali degli stessi sionisti?

Ma se credete che il disgusto si annidi solo a sinistra, vi invito a leggere questa frase che il disgustoso traditore Gianfranco Fini pronunciò nel 2009:

«A questi uomini che vollero vivere da cittadini liberi in un Paese libero deve andare sempre la gratitudine degli italiani», ha detto. E ancora: «Il valore che emerge è quello del patriottismo democratico, che il fascismo aveva oscurato per vent’anni, e che trovò uno dei suoi primi momenti di rinascita nella scelta di continuare la guerra contro i tedeschi. Il Fronte militare clandestino rappresenta una delle pagine più eroiche di quella storia». Fini ha anche citato una delle figure di maggior spicco dell’antifascismo, Pietro Calamandrei: «Era giunta l’ora di resistere; era giunta l’ora di essere uomini; di morire da uomini per vivere da uomini».

Capito da chi si sono fatti rappresentare per decenni molti falsi Fascisti?

Ora, potrei capire il simpatizzare per una destra che avesse il coraggio di prendere le distanze dagli assassini del 25 aprile, sottolineando che questa data infausta non ha nulla a che fare con il popolo italiano, e che invece rappresenta la barbarie comunista nella sua massima espressione… Potrei capire l’appoggio per una destra che, pur dichiarandosi antifascista, riconosca che la vera iattura per l’Italia ed il mondo intero non è stata rappresentata dal Fascismo, ma dal quel comunismo che ha “donato” alla Storia da 100 a 200 milioni di morti… Ma quale Fascista sano di mente potrebbe scegliere di appoggiare una destra che, al di là dell’infame Fini, da sempre cerca di contendere ai comunisti “l’onore” di celebrare il 25 aprile?

Verrà un giorno qualche uomo di destra a dichiarare che l’Italia è l’unico Paese al mondo a celebrare in pompa magna una sconfitta militare? Verrà qualcuno a dire quello che una Sentenza del Tribunale Supremo Militare del 1954 ha già abbondantemente riconosciuto, cioè che i soldati della RSI erano legittimi belligeranti, mentre i cosiddetti “partigiani” non furono altro che banditi? E verrà qualche destrorso ad ammettere pubblicamente che quella che si celebra ogni anno non è una “liberazione”, ma al massimo un’invasione di eserciti stranieri che, oltre ad avere annientato decine di migliaia di vite italiane, hanno deciso di non andarsene più, lasciandoci a tutt’oggi ben 113 basi di occupazione a guida statunitense?

Bene, se mai verrà un politico di destra così, potrà avere il mio voto, sempre che non ci sia fra i candidati un Fascista vero del MFL-PSN… Ma fino ad allora, chiunque si dichiari Fascista e decida di votare per questa destra cialtrona, opportunista e senza valori, non potrà che essere considerato un traditore.

Qualcuno si starà chiedendo il perché di questo mio ragionamento sui “destri”; è presto spiegato… Infatti, a rendere ancora più disgustoso questo mese di aprile, ci si sono messi anche i soliti sedicenti “fascisti”, i quali, così come capita il 28 ottobre a Predappio, si sono messi in testa di fare una delle loro fantasmagoriche celebrazioni; ci hanno provato i forzanovisti il 25 stesso al cimitero di Milano, seppure con scarsi risultati, dato che hanno ottenuto un divieto da parte delle autorità e svariate aggressioni ai danni di quanti hanno provato ad ignorare il suddetto divieto. Ma il 29 aprile, gruppuscoli non meglio identificati, fra i quali Casa Pound e “Lealtà e Azione”, hanno organizzato alla chetichella una loro commemorazione, a base di saluti romani, Boia chi Molla e chi più ne ha più ne metta.

Pare che siano state contate mille persone a questo corteo, conclusosi con il saluto ai caduti (a seguire una foto scattata ai partecipanti durante il saluto)… Naturalmente, tutto questo ha scatenato le grida di giubilo anche dei miei incorreggibili tesserati, i quali non capendo molto di Storia e di Politica, si eccitano davanti alle pagliacciate della cosiddetta “area” come tanti bimbi vergini di fronte alle immagini di qualche attricetta scollacciata.

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Così mi è toccato assistere al solito triste piovere di post demenziali su Facebook, ove i miei cari Camerati condividevano le immagini di queste commemorazioni, con l’ormai trito e ritrito fiorire di commenti da decerebrati.

Unico rimasto a farsi una doverosa domanda è rimasto il sottoscritto, ovvero: “Come mai, dei presunti mille del cimitero di Milano, non uno (ribadisco, non uno) aveva in tasca la tessera del MFL-PSN?”

Questo non turba i miei cosiddetti militanti, perché molto di loro vivono in un mondo tutto loro, fatto di volemose bene e di presunti amici e “camerati” che vedono un po’ dappertutto… Purtroppo le cose non stanno affatto così (e temo che non virò abbastanza per farlo capire a certa gente), in quanto i sedicenti “camerati”  ai quali si aggrappano sono in realtà i nostri peggiori nemici… E con nostri intendo sia come membri del MFL-PSN, ma anche e soprattutto come Fascisti e Nazionalsocialisti convinti.

Nel 1919, quando nacque sulla carta il primo Fascismo, non c’erano dozzine di movimenti e partiti che erano (o fingevano di essere) Fascisti; non c’erano centinaia di personaggi in cerca d’autore che si autoproclamavano leader, segretari, presidenti… C’era un partito, un leader, una classe dirigente valida e preparata (che veniva in larga parte dalle trincee della I Guerra Mondiale, non dalle fogne e/o dal terrorismo)… Certamente c’era anche una dialettica interna, perché soltanto un gruppo di decerebrati tremebondi possono essere sempre d’accordo con il Capo, ma nessuno si sognava di inventarsi un partito “fascista” a suo uso e consumo. Questa unione portò prima ad avere egregi risultati elettorali, poi al potere, raggiunto (è bene ricordarlo agli psicopatici antifascisti) democraticamente.

Oggi, tutti questi pagliacci che si spacciano per Fascisti soltanto perché partecipano a qualche commemorazione nei vari cimiteri, o peggio, alle piazzate ridicole e controproducenti di Predappio, non fanno altro che fare il gioco di quel regime che ne ha favorito la nascita; tutti pronti a gridare slogan ed a salutare romanamente, ma del tutto privi di preparazione culturale, storica e politica.

Gente che si dice Fascista, ma critica il Duce per essersi alleato con la Germania Nazionalsocialista (loro, che si alleano con giudei ed americani sì che hanno capito tutto del Fascismo!); gente che crede che i Fascisti debbano fare la guerra al mondo Islamico, che fu invece uno dei validi alleati del nostro sforzo bellico e che, nel dopoguerra, fu l’unico a vedere rinascere dei movimenti ispirati al socialismo nazionale, mentre la squallida Europa antifascista e cristiano – cattolica, continua ad infangare la nostra memoria storica e si lega mani e piedi al dominio della lobby giudaica.

Questi falsi Fascisti, oltre ad essere disgustosi e deleteri, sono gli unici responsabili di un fatto molto semplice: la nostra quasi totale inesistenza storico – politica, in quanto continuano a distrarre potenziali militanti da un vero sforzo politico Fascista e Nazionalsocialista.

Guardate con i vostri occhi quanto sono vili nelle loro dichiarazioni, come il candidato Sindaco di Casa Pound a Lanciano, che in questa intervista fa  salti mortali per evitare di dirsi Fascista, nonostante le foto che lo ritraggono mentre saluta romanamente (esattamente come Gianfranco Fini ed i suoi colonnelli nel recente passato):

http://www.ilcentro.it/chieti/lanciano-casapound-col-centrodestra-al-ballottaggio-barone-noi-fascisti-no-siamo-patrioti-1.1467565?utm_medium=migrazione

Ma non si tratta solo di Casa Pound, poiché tutte le sigle e siglette della cosiddetta area si sono, nel corso degli anni e delle tornate elettorali, schierate in qualche maniera con quel centrodestra antifascista che, come abbiamo ben visto, contende ai criminali di sinistra le piazze in occasione del 25 aprile… Ora, mi chiedo, è mai possibile essere così coglioni da commemorare i Fascisti, standosene poi, in occasioni elettorali, comodamente apparentati con gli antifascisti dichiarati? Si tratta di semplice stupidità, o di calcolo elettorale, cioè pescare gli adepti nel campo “fascista”, per poi portarli nel campo dei vari Berlusconi, Storace, Meloni, Salvini e schifezze simili?

Ovviamente, fra quei mille che avrebbero preso parte alla commemorazione del cimitero di Milano, che pare siano diventati duemila nel corso della giornata, proseguita con una commemorazione di Sergio Ramelli e l’immancabile concerto di rumoracci stile rock e metal che qualcuno osa spacciare per “musica” d’area, qualcuno sarà pure in buona fede, ma non si troverebbe in certe situazioni se provasse a mettere in moto il cervello, informandosi sulla storia di quei movimenti che organizzano questa piazzate di falsi Fascisti. E non sto parlando di corsi di Storia da laureati che non sono certo alla portata dei più, ma di semplici riflessioni e ricerche sul recente passato di certe sigle d’area, sulle loro collocazioni elettorali e soprattutto sulle dichiarazioni pubbliche dei cosiddetti leader, sempre pronti a fingersi Fascisti a Predappio o ai concerti, ma altrettanto pronti a smentire in occasione di pubbliche dichiarazioni a giornalisti vari.

ConcertoSkin

Questi personaggi, in poche parole, fingendo di onorare i nostri caduti, non fanno altro che ridicolizzarli e tradirli, perché non si può contemporaneamente commemorare i Fascisti restando alleati degli antifascisti.

Non dovrebbe essere molto difficile da comprendere, anche se, dati i fatti, le capacità di comprendonio di certi poveracci d’area diventano evidenti.

E qui chiudo con un’ultima amarissima riflessione: quando si tratta di fare politica seriamente, cercando di riportare il pensiero Fascista e Nazionalsocialista all’interno della politica italiana, i fa fatica a mettere insieme una decina di Camerati per organizzare un banchetto, o per tentare di riportare sulle schede elettorali i nostri simboli… Ma quando si deve fare i pagliacci a Predappio, o in qualche cimitero, per non dire sotto il palco di qualche suonatore di rumore, i partecipanti salgono e si contano in centinaia, se non addirittura in migliaia.

Provate, ora, a domandarvi perché il Fascismo (quello vero) in Italia, dopo il 1945, è praticamente scomparso, lasciando posto a pezzenti di estrema destra che cercano di appropriarsi dei nostri simboli, della nostra Storia e dei nostri caduti, per trasformarli in voti per Salvini, Giorgia Meloni o altri indegni figuri della politica italiana.

Carlo Gariglio