POST SCRIPTUM (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Luglio 2021

Abbiamo appena dedicato due numeri del mensile per descrivere cosa si nasconde dietro alla cosiddetta unica democrazia del medio oriente; gli articoli, pur ottimi e molto chiari, erano un po’ datati, ma è proprio dei nostri giorni una nuova e lodevole iniziativa di Amnesty International… Cosa è Amnesty International?

Scopriamolo dal loro sito ufficiale:

Amnesty International è un movimento internazionale di persone che si mobilitano in difesa dei diritti umani. Amnesty ha la visione di un mondo nel quale tutti gli essere umani siano universalmente rispettati.

Il lavoro di Amnesty si basa su ricerche dettagliate e precise, sulle convenzioni internazionali e le disposizioni relative ai diritti umani. Amnesty è una organizzazione indipendente dai governi, dai partiti politici, dagli interessi economici, dalle ideologie e dalle religioni. I soci e i simpatizzanti sono l’elemento centrale di Amnesty. Uomini e donne che dedicano il proprio tempo, le proprie energie e il proprio sostegno finanziario come gesto di solidarietà nei confronti delle persone vittime di violazioni dei diritti umani. Oltre 7 milioni di persone sostengono Amnesty partecipando a campagne e azioni, con il proprio contributo finanziario e/o in qualità di soci. L’organizzazione ha uffici in 80 paesi  nel mondo. Amnesty riceve fondi solo dai privati e non accetta finanziamenti dagli Stati per garantire così la sua totale indipendenza.

DIFENDERE I DIRITTI UMANI NELLA LORO GLOBALITÀ

I diritti umani sono universali e indivisibili. Nel 2001 questo principio è diventato la missione di Amnesty International. Con questa decisione è iniziata la mutazione da “organizzazione per la difesa dei detenuti” a quella dei diritti umani, con un mandato che si è ampliato di conseguenza. L’attività di Amnesty International ricopre oggi la totalità dei diritti umani. Ma Amnesty non può impegnarsi con tanta energia in favore di tutti i diritti contemporaneamente ed è per questo che l’organizzazione ridefinisce regolarmente le proprie priorità.

https://www.amnesty.ch/it/chi-siamo/movimento-mondiale/cos2019e-amnesty-international

Nulla di nuovo, anzi… Chiunque voglia sapere la verità, conosce benissimo queste infamie oggi evidenziate da Amnesty International, che ci ricorda come questa situazione criminale duri da ben 74 anni:

Quest’anno ricorrono i 74 anni dall’espulsione di massa e dallo spostamento di oltre 700.000 palestinesi dalle loro case, villaggi e città durante il conflitto che ha creato Israele nel 1948. Da allora, la Nakba (catastrofe) – come viene chiamata in arabo dai palestinesi – è stata incisa nella coscienza collettiva palestinese come una storia di spossessamento senza fine.

A 74 anni dalla loro espulsione, la sofferenza e lo sfollamento dei profughi palestinesi sono una realtà quotidiana. I palestinesi che sono fuggiti o sono stati espulsi dalle loro case in quello che oggi è Israele, insieme ai loro discendenti, hanno il diritto al ritorno così come stabilito dal diritto internazionale. Tuttavia, non hanno praticamente alcuna prospettiva di poter tornare alle loro case – molte delle quali distrutte da Israele – o ai villaggi e alle città da cui provengono. Israele non ha mai riconosciuto questo loro diritto.

Negare una casa ai palestinesi è al centro del regime di apartheid imposto da Israele ai palestinesi. L’espropriazione delle proprietà dei palestinesi non si è fermata e la nakba è diventata l’emblema dell’oppressione che i palestinesi devono affrontare ogni giorno, da decenni.

Oggi, oltre 5,6 milioni di palestinesi rimangono rifugiati e non hanno diritto al ritorno. Almeno altri 150.000 corrono il rischio reale di perdere la casa a causa della brutale pratica israeliana di demolizioni di case o sgomberi forzati (…).

Certamente queste letture non impediranno ai traditori venduti nostrani di continuare a parteggiare per lo Stato pirata d’Israele, così come non impediranno alle merde come Salvini, Meloni e destronzi assortiti di sventolare le squallide e vergognose bandiere biancoazzurre in ogni sede istituzionale, Parlamento compreso.

La lobby ebraica è troppo potente e munifica di onori e prebende per i vari servi del mondo, indipendentemente dal fatto che costoro siano ebrei, amici degli ebrei, o furboni che hanno capito da che parte soffia il vento.

Ma noi non ci stancheremo di denunciare i crimini di questi mascalzoni potenti e piagnucolosi…

Fra l’altro, il giudeame di solito affibbia l’etichetta di “nazista” o neonazista a chiunque osi evidenziare la loro bestialità nella Palestina occupata; vedremo se riusciranno a fare passare per “nazisti” anche quelli di Amnesty International!

Una cosa è però certa: la stragrande maggioranza della cosiddetta “informazione”, che è notoriamente nelle mani giudaiche, si è ben guardata dal parlare di questa denuncia della organizzazione umanitaria, tanto che io stesso ne sono venuto a conoscenza navigando casualmente su internet… I giudei non si smentiscono mai!

Carlo Gariglio

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L’Apartheid israeliano contro i palestinesi

Le autorità israeliane devono essere chiamate a rendere conto del crimine di apartheid contro i palestinesi. È quanto ha dichiarato oggi Amnesty International in un rapporto di 278 pagine nel quale descrive dettagliatamente il sistema di oppressione e dominazione di Israele nei confronti della popolazione palestinese, ovunque eserciti controllo sui loro diritti: i palestinesi residenti in Israele, quelli dei Territori palestinesi occupati e i rifugiati che vivono in altri stati.

Nel rapporto si legge che le massicce requisizioni di terre e proprietà, le uccisioni illegali, i trasferimenti forzati, le drastiche limitazioni al movimento e il diniego di nazionalità e cittadinanza ai danni dei palestinesi fanno parte di un sistema che, secondo il diritto internazionale, costituisce apartheid. Questo sistema si basa su violazioni dei diritti umani che, secondo Amnesty International, qualificano l’apartheid come crimine contro l’umanità così come definito dallo Statuto di Roma del Tribunale penale internazionale e dalla Convenzione sull’apartheid.

Amnesty International chiede al Tribunale penale internazionale di includere il crimine di apartheid nella sua indagine riguardante i Territori palestinesi occupati e a tutti gli stati di esercitare la giurisdizione universale per portare di fronte alla giustizia i responsabili del crimine di apartheid.

“Il nostro rapporto rivela la reale dimensione del regime di apartheid di Israele. Che vivano a Gaza, a Gerusalemme Est, a Hebron o in Israele, i palestinesi sono trattati come un gruppo razziale inferiore e sono sistematicamente privati dei loro diritti. Abbiamo riscontrato che le crudeli politiche delle autorità israeliane di segregazione, spossessamento ed esclusione in tutti i territori sotto il loro controllo costituiscono chiaramente apartheid. La comunità internazionale ha l’obbligo di agire”, ha dichiarato Agnès Callamard, segretaria generale di Amnesty International.

“Non è possibile giustificare in alcun modo un sistema edificato sull’oppressione razzista, istituzionalizzata e prolungata, di milioni di persone. L’apartheid non ha posto nel nostro mondo e gli stati che scelgono di essere indulgenti verso Israele si troveranno a loro volta dal lato sbagliato della storia. I governi che continuano a fornire armi a Israele e lo proteggono dai meccanismi di accertamento delle responsabilità delle Nazioni Unite stanno sostenendo un sistema di apartheid, compromettendo l’ordine giuridico internazionale ed esacerbando la sofferenza della popolazione palestinese. La comunità internazionale deve affrontare la realtà dell’apartheid israeliano e dare seguito alle molte opportunità di cercare giustizia che rimangono vergognosamente inesplo-rate”, ha aggiunto Callamard.

Le conclusioni di Amnesty International sono rafforzate da un crescente lavoro di organizzazioni non governati-ve palestinesi, israeliane e internazionali che sempre più spesso applicano la definizione di apartheid alla situazione in Israele e/o nei Territori palestinesi occupati.

L’IDENTIFICAZIONE DELL’APARTHEID

Un sistema di apartheid è un regime istituzionalizzato di oppressione e di dominazio-ne di un gruppo razziale su un altro. È una grave violazione dei diritti umani vietata dal diritto pubblico internazionale. Le ampie ricerche e l’analisi giuridica condotte da Amnesty International insieme a esperti esterni all’organizza-zione dimostrano che Israele attua un sistema di questo tipo nei confronti dei palestinesi attraverso leggi, politiche e prassi che assicurano trattamenti discriminatori crudeli e prolungati. Nel diritto penale internazionale, specifici atti illegali commessi nel contesto di un sistema di oppressione e di dominazione con lo scopo di mantenerlo costituiscono il crimine contro l’umanità di apartheid. Questi atti sono descritti nella Convenzione sull’apartheid e nello Statuto di Roma del Tribunale penale internazionale e comprendono le uccisioni illegali, la tortura, i trasferimenti forzati e il diniego dei diritti e delle libertà basilari. Amnesty International ha documentato atti vietati dalla Convenzione sull’apartheid e dallo Statuto di Roma del Tribunale penale internazionale in tutte le aree sotto il controllo israeliano, sebbene si verifichino con maggiore frequenza nei Territori palestinesi occupati piuttosto che in Israele. Le autorità israeliane hanno introdotto tutta una serie di misure per negare deliberatamente i diritti e le libertà basilari ai palestinesi, anche attraverso drastiche limitazioni al movimento nei Territori palestinesi occupati, i cronici e discriminatori minori investimenti a favore delle comunità palestinesi residenti in Israele e il diniego del diritto al ritorno dei rifugiati. Il rapporto diffuso oggi documenta inoltre i trasferimenti forzati, la detenzione amministrativa, la tortura e le uccisioni illegali sia in Israele che nei Territori palestinesi occupati. Amnesty International ha rilevato che questi atti formano parte di attacchi sistematici e diffusi contro la popolazione palestinese, commessi allo scopo di mantenere il sistema di oppressione e di dominazione. Pertanto, costituiscono il crimine contro l’umanità di apartheid. L’uccisione illegale di manifestanti palestinesi è forse il più chiaro esempio di come le autorità israeliane ricorrano ad atti vietati per mantenere il loro status quo. Nel 2018 i palestinesi di Gaza avviarono proteste settimanali lungo il confine con Israele per affermare il diritto al ritorno dei rifugiati e chiedere la fine del blocco. Ancora prima che le proteste avessero inizio, alti funzionari israeliani avvisarono che contro i palestinesi che si fossero avvicinati al confine sarebbe stato aperto il fuoco. Alla fine del 2019, le forze israeliane avevano ucciso 214 civili palestinesi, tra cui 46 minorenni. Alla luce delle sistematiche uccisioni illegali di palestinesi documentate nel suo rapporto, Amnesty International chiede al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di imporre un embargo totale sulle armi verso Israele. Questo embargo, a causa delle migliaia di uccisioni illegali di palestinesi compiute dalle forze israeliane, dovrebbe comprendere tutte le armi e le munizioni, così come le forniture di sicurezza. Il Consiglio di sicurezza dovrebbe imporre anche sanzioni mirate, come il congelamento dei beni dei funzionari israeliani implicati nel crimine di apartheid.

PALESTINESI TRATTATI COME UNA MINACCIA DEMOGRAFICA

Dalla sua costituzione nel 1948, Israele ha portato avanti politiche per istituire e mantenere una maggioranza demografica ebrea e per massimizzare il controllo sulle terre e sulle risorse a vantaggio degli ebrei israeliani. Nel 1967 Israele ha esteso tali politiche alla Cisgiordania e alla Striscia di Gaza. Oggi tutti i territori controllati da Israele continuano a venire amministrati allo scopo di beneficiare gli ebrei israeliani a scapito dei palestinesi, mentre i rifugiati palestinesi continuano a essere esclusi. Amnesty International riconosce che gli ebrei, come i palestinesi, rivendicano il diritto alla autodeterminazione e non contesta il desiderio di Israele di essere una patria per gli ebrei. Analogamente, non considera che la definizione che Israele dà di sé stesso come di “uno stato ebreo” indichi di per sé l’intenzione di opprimere e dominare. Via via, però, i governi israeliani hanno considerato i palestinesi una minaccia demografica e hanno imposto misure per controllare e farne decrescere la presenza e l’accesso alle terre in Israele e nei Territori palestinesi occupati. Questi intenti demografici sono ben illustrati dai progetti ufficiali di “ebraizzare” aree di Israele e della Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, che continuano a esporre migliaia di palestinesi al rischio di un trasferimento forzato.

OPPRESSIONE SENZA FRONTIERE

Le guerre del 1947- 49 e del 1967, il controllo militare di Israele sui Territori palestinesi occupati e la creazione di regimi giudiziari e amministrativi distinti hanno separato le comunità palestinesi e le hanno segregate dagli ebrei israeliani. I palestinesi sono frammentati geograficamente e politicamente e subiscono vari livelli di discriminazione a seconda del loro status e di dove vivano. I palestinesi israeliani godono di maggiori diritti e libertà rispetto a quelli dei Territori palestinesi occupati, mentre l’esperienza dei palestinesi di Gaza è molto differente da quella di coloro che vivono in Cisgiordania. Nondimeno, le ricerche di Amnesty International hanno concluso che tutti i palestinesi sono sottoposti al medesimo sistema sovrastante. Il trattamento dei palestinesi da parte di Israele persegue lo stesso obiettivo: privilegiare gli ebrei israeliani nella distribuzione delle terre e delle risorse e ridurre al minimo la presenza dei palestinesi e il loro accesso alla terra. Amnesty International può dimostrare che le autorità israeliane trattano i palestinesi come un gruppo razziale inferiore, definito dal loro status non-ebreo e arabo. Questa discriminazione razziale affonda le radici in leggi che colpiscono i palestinesi sia in Israele che nei Territori palestinesi occupati. Ad esempio, ai palestinesi residenti in Israele viene negata la nazionalità e ciò costituisce una differenziazione giuridica rispetto agli ebrei israeliani. In Cisgiordania e a Gaza, dove Israele controlla il registro anagrafico sin dal 1967, i palestinesi non hanno alcuna cittadinanza, molti sono considerati apolidi e devono chiedere carte d’identità all’esercito israeliano per vivere e lavorare nei territori. I rifugiati palestinesi e i loro discendenti, sfollati nelle guerre del 1947-49 e del 1967, continuano a vedersi negato il diritto al ritorno nel loro precedente luogo di residenza. L’esclusione dei rifugiati da parte di Israele è una evidente violazione del diritto internazionale che lascia milioni di persone in un limbo perpetuo di sfollamento forzato. I palestinesi dell’annessa Gerusalemme Est hanno un permesso permanente di residenza anziché la cittadinanza e, peraltro, questo status è permanente solo sulla carta. Dal 1967, il ministero dell’Interno ha revocato a sua discrezione la residenza a oltre 14.000 palestinesi, che sono stati trasferiti a forza fuori dalla città.

CITTADINI DI LIVELLO INFERIORE

I cittadini palestinesi di Israele, che costituiscono circa il 21 per cento della popolazione, subiscono svariate forme di discriminazione istituzionale. Nel 2018 tale discriminazione è stata cristallizzata in una legge costituzionale che, per la prima volta, descrive Israele come “stato-nazione del popolo ebreo”, promuove la costruzione degli insediamenti ebraici e degrada l’arabo da lingua ufficiale a lingua con uno status speciale. Il rapporto di Amnesty International documenta come i palestinesi non possano effettivamente stipulare contratti di locazione sull’80 per cento dei terreni di stato israeliani a seguito di requisizioni razziste di terreni e di una serie di leggi discriminatorie sull’assegnazione delle terre, di piani edilizi e di regolamenti urbanistici locali. La situazione della regione del Negev/Naqab, nel sud di Israele, è un efficace esempio di come le politiche e i piani edilizi israeliani escludano intenzionalmente i palestinesi. Dal 1948 le autorità israeliane hanno adottato svariate politiche per “ebraizzare” la regione, ad esempio designando ampie zone come riserve naturali o poligoni di tiro e stabilendo obiettivi di crescita della popolazione ebraica. Ciò ha avuto conseguenze devastanti per le decine di migliaia di beduini palestinesi che vivono nella regione.

Attualmente 35 villaggi beduini in cui risiedono circa 68.000 persone, sono “non riconosciuti” da Israele: ciò significa che non hanno forniture di corrente elettrica e di acqua e sono soggetti a ripetute demolizioni. Poiché questi villaggi non hanno uno status ufficiale, i loro abitanti subiscono limitazioni nella partecipazione politica e sono esclusi dal sistema sanitario e da quello educativo. Di conseguenza, in molti sono stati costretti a lasciare le loro case: ciò costituisce trasferimento forzato. Decenni di deliberato trattamento iniquo dei palestinesi residenti in Israele ha determinato per loro un profondo svantaggio economico rispetto agli ebrei israeliani. Questa condizione è acuita dall’assegnazione evidentemente discriminatoria delle risorse di stato, un esempio della quale è il recente piano governativo di ripresa dalla pandemia da Covid-19: solo l’1,7 per cento delle risorse è stato assegnato alle autorità locali palestinesi.

LO SPOSSESSAMENTO

Lo spossessamento e lo sfollamento dei palestinesi dalle loro abitazioni è un pilastro determinante del sistema israeliano di apartheid. Dalla sua istituzione, lo stato israeliano ha eseguito massicce e crudeli requisizioni di terre palestinesi e continua ad applicare una miriade di leggi e politiche che forzano la popolazione palestinese a risiedere in piccole enclavi. Dal 1948 Israele ha demolito centinaia di migliaia di case e di altre strutture palestinesi in tutte le aree sotto la sua giurisdizione e sotto il suo effettivo controllo. Come nella regione del Negev/Naqab, i palestinesi di Gerusalemme Est e dell’area C dei Territori palestinesi occupati vivono sotto totale controllo israeliano. Le autorità negano ai palestinesi il permesso di costruire in queste zone, non lasciando loro altra alternativa che edificare strutture illegali che vengono via via demolite. Nei Territori palestinesi occupati, la continua espansione degli insediamenti israeliani – una politica attuata dal 1967 – rende ancora più grave la situazione. Oggi gli insediamenti coprono il 10 per cento delle terre della Cisgiordania. Tra il 1967 e il 2017 circa il 38 per cento delle terre palestinesi di Gerusalemme Est è stato espropriato. I quartieri palestinesi di Gerusalemme Est sono spesso presi di mira da organizzazioni di coloni che, col pieno appoggio del governo israeliano, agiscono per sfollare le famiglie palestinesi e annettere le loro case. Uno di questi quartieri, Sheikh Jarrah, è al centro di frequenti proteste dal maggio 2021: le famiglie che vi risiedono cercano di difendere le loro case dalle minacce degli esposti di sgombero presentati dai coloni.

DRASTICHE LIMITAZIONI DI MOVIMENTO

Dalla metà degli anni Novanta le autorità israeliane hanno imposto sempre più stringenti limitazioni al movimento dei palestinesi nei Territori palestinesi occupati. Un reticolato di checkpoint militari, posti di blocco, barriere e altre strutture controlla il loro movimento e limita i loro spostamenti in Israele o all’estero. Una barriera di 700 chilometri, che Israele sta ancora ampliando, ha isolato all’interno di “zone militari” le comunità palestinesi che, per entrare e uscire dalle loro abitazioni devono ottenere più permessi speciali. A Gaza oltre due milioni di palestinesi vivono in una crisi umanitaria creata dal blocco israeliano. È quasi impossibile per i gazani viaggiare all’estero o nel resto dei Territori palestinesi occupati: di fatto, sono segregati dal resto del mondo. “Per i palestinesi, la difficoltà di viaggiare all’interno e all’esterno dei Territori palestinesi occupati è un costante ricordo del fatto che sono privi di potere. Ogni loro singolo movimento è soggetto all’approvazione dell’esercito israeliano e la più semplice attività quotidiana è condizionata da una rete di controlli violenti”, ha commentato Callamard. “Il sistema dei permessi nei Territori occupati palestinesi è l’emblema della patente discriminazione di Israele contro i palestinesi. Mentre loro sono circondati da un blocco, fermi per ore ai checkpoint o in attesa che sia rilasciato l’ennesimo permesso per circolare, i cittadini e i coloni israeliani possono muoversi come desiderano”, ha sottolineato Callamard. Amnesty International ha esaminato ciascuna delle giustificazioni di sicurezza addotte da Israele come base per il trattamento dei palestinesi. Sebbene alcune delle politiche israeliane possano essere state elaborate per conseguire obiettivi di sicurezza legittimi, esse sono state attuate in un modo enormemente sproporzionato e discriminatorio e non in regola col diritto internazionale. Altre politiche non mostrano alcuna ragionevole base in termini di sicurezza e derivano chiaramente dall’intenzione di opprimere e dominare.

I PROSSIMI PASSI

Il rapporto di Amnesty International contiene numerose raccomandazioni specifiche affinché Israele possa smantellare il sistema di apartheid e la discriminazione, la segregazione e l’oppressione che lo sostengono.

L’organizzazione per i diritti umani chiede in primo luogo la fine delle pratiche brutali delle demolizioni delle abitazioni e degli sgombri forzati.

Inoltre, Israele deve riconoscere uguali diritti a tutti i palestinesi in Israele e nei Territori palestinesi occupati, come prevedono i principi del diritto internazionale dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario; deve riconoscere il diritto dei rifugiati e dei loro discendenti al ritorno nelle abitazioni dove loro o i loro familiari vivevano; deve fornire piena riparazione alle vittime delle violazioni dei diritti umani e dei crimini contro l’umanità. La dimensione e la gravità delle violazioni documentate nel rapporto di Amnesty International richiedono un drastico cambiamento dell’approccio della comunità internazionale alla crisi dei diritti umani in atto in Israele e nei Territori palestinesi occupati. Tutti gli stati possono esercitare la giurisdizione universale nei confronti di persone ragionevolmente sospettate di aver commesso il crimine di apartheid. Gli stati parte dello Statuto di Roma del Tribunale penale internazionale hanno l’obbligo di farlo. “La risposta internazionale all’apartheid non deve più limitarsi a blande condanne e a formule ambigue. Se noi non ne affronteremo le cause di fondo, palestinesi e israeliani rimarranno intrappolati nel ciclo di violenza che ha distrutto così tante vite. Israele deve smantellare il sistema dell’apartheid e iniziare a trattare i palestinesi come esseri umani con uguali diritti e dignità. Se non lo farà, la pace e la sicurezza resteranno una prospettiva lontana per gli israeliani come per i palestinesi”, ha concluso Callamard.

http://www.vita.it/it/article/2022/02/01/lapartheid-israeliano-contro-i-palestinesi/161732/

ANALIZZANDO UN “FALSO” (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Aprile 2021)

Anche questo mese cedo volentieri la parola al Camerata Scarpellini, autore di altra pregevole analisi dedicata al mondo del giudaismo, e più precisamente agli scritti noti come “I protocolli dei  Savi Anziani di Sion”.

Di cosa si tratta, esattamente?

Stando alla ricostruzione ufficiale di quello che il Camerata Scarpellini chiama “Sistema”, nei primi anni del Novecento cominciò a circolare – dapprima in Russia, poi nell’Europa occidentale e negli Stati Uniti – un libro dal titolo apparentemente neutro, “I Protocolli dei savi anziani di Sion”, che descrive in ogni particolare la strategia messa in atto dagli ebrei per conquistare il mondo.

Il contenuto dei Protocolli circolò per mesi in Russia, promosso e pubblicizzato dall’Ochrana, la polizia segreta dello zar, fino a trovare nel 1905 una seconda e integrale pubblicazione nel libro di tale Nilus, un prete mistico già vicino agli ambienti antisemiti russi.

Riconoscendovi il plagio di un pamphlet contro Napoleone III e di altri coevi testi antisemiti, nel 1921 il Times dimostrò che i Protocolli erano un falso, ed erano stati scritti probabilmente a Parigi da agenti dell’Ochrana (il servizio segreto zarista) per fomentare i pogrom che insanguinavano il declino dell’impero.

Bene; ora, anche volendo accettare supinamente questa accertata falsità di questi scritti, rimangono alcune domande: chi ha scritto queste pagine veramente, ma soprattutto, come ha potuto essere così preciso e prevedere fatti che si sono puntualmente verificati e continuano a farlo?

Persino Evola (personaggio al quale non ho mai dato molta importanza, né simpatia, come invece fanno tanti presunti camerati), nella prefazione all’edizione italiana del 1938 dei Protocolli, sosteneva questo: probabilmente non sono veri, però in qualche modo i fatti vanno in una certa direzione… E quindi – proseguiva Evola – pur sospendendo il giudizio sulla loro veridicità, è come se lo fossero… Evola parlava di “incontro” tra “azione sparsa e inconscia” e quelle “occulta, oculata e unitaria di forze del sovvertimento mondiale”. Il collegamento “avverrebbe in gran parte automaticamente” (p. 29).

Io, che modestamente ho potuto vedere avvenimenti che hanno superato Evola di almeno 80 anni, non solo posso condividere le sue  conclusioni, ma addirittura considerarle ormai comprovate da una realtà triste e sotto gli occhi di tutti, che procede esattamente come previsto da questi protocolli.

Consiglio agli incorreggibili giudei che ancora si affannano a tuonare contro la falsità di certi scritti, di aggiornare le loro polemiche provando a spiegarci, ad esempio, come mai tutti i maggiori mezzi di informazione siano nelle loro mani, così come tutte le case farmaceutiche (che oggi stanno facendo miliardi grazie ad una falsa pandemia dichiarata da loro), nonché tutte le multinazionali più proficue ed immorali.

O magari come mai loro sono gli unici cui è stato consentito di occupare una Paese altrui, costruirvi sopra uno Stato pirata mediante terrorismo, deportazioni, espropri ed un vero e proprio genocidio ai danni dei legittimi proprietari di quelle terre, ovvero i palestinesi.

Attendiamo fiduciosi le spiegazioni.

Carlo Gariglio

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Da quando è sorta la possibilità di diffondere informazioni senza limiti spaziali e temporali ed essa è stata subito accaparrata quasi totalmente da un’unica mano e da un’unica diabolica mente (che possiamo chiamare “Sistema”), il metodo di base è sempre rimasto lo stesso: far credere falso ciò che è vero e vero ciò che è falso. Naturalmente con una ampia e raffinata gamma di possibilità intermedie, che vanno dal mescolare sapientemente vero e falso fino ad ignorare o censurare completamente fatti scomodi ed enfatizzare fatti insignificanti ma utili. Il gioco, in fondo, oltreché assolutamente vantaggioso è anche molto facile, perché le “masse” odiano pensare e preferiscono di gran lunga adottare senza riserva alcuna le opinioni e i racconti preconfezionati che vengono loro propinati, senza verificarne le fonti e la loro aderenza alla logica e alla realtà.

Se poi qualche argomento suscita perplessità nelle “masse”, ecco allora che il Sistema diffonde su di esso opinioni contrastanti o addirittura opposte, in modo che ognuno può adottare quella che preferisce e così creduli ed increduli si elidono a vicenda senza creargli reali problemi.

Pertanto per i pochi che possiedono ancora un cervello non atrofizzato e lo fanno funzionare la buona notizia è che è facile conoscere la verità: basta rovesciare le informazioni e le opinioni divulgate dal Sistema.

Un esempio concreto di quanto sopra esposto sono i cosiddetti “Protocolli dei Savi Anziani di Sion”. Redatti (sembra) a Parigi nel 1901 e pubblicati per la prima volta in Russia nel 1905 e a Londra nel 1919, apparvero in Italia per la prima volta nel 1921 come appendice del mensile “La Vita Italiana” (una cui antologia è contenuta nel volume “Giudaismo bolscevismo plutocrazia massoneria” reperibile della sezione “Libri” di questo sito) di Giovanni Preziosi, forse l’unico giornalista politico nostrano capace di capire con chiarezza e lucidità da che parte proveniva il pericolo e per questo aspramente combattuto (un errore fatale del Fascismo fu eliminare la massoneria ma non i massoni) e rimasto inascoltato per vent’anni e cioè fino a quando era ormai troppo tardi.

Naturalmente il Sistema si è prodigato fin da subito nel sostenere, come sostiene tuttora, che i “Protocolli” sono né più né meno che un falso: questo sarebbe già sufficiente ad attribuire loro la patente di autenticità, ma a tal fine è utile prenderne in esame alcuni brani, tanto più che essi si configurano come un preciso programma politico, fedelmente attuato negli anni successivi, come persino gli ottusi non possono non riconoscere:

– Protocollo I

(…) Chi vuol regnare deve ricorrere all’astuzia ed all’ipocrisia. L’onestà e la sincerità, grandi qualità umane, diventano vizi in politica. (…) Il male è l’unico mezzo per raggiungere il bene. Pertanto non dobbiamo arrestarci dinanzi alla corruzione, all’inganno e al tradimento, se questi mezzi debbono servire al successo della nostra causa (…)

– Protocollo II

(…) Sceglieremo fra il pubblico amministratori che abbiano tendenze servili. Essi non avranno esperienza dell’arte di governare, e perciò saranno facilmente trasformati in altrettante pedine del nostro giuoco; pedine che saranno nelle mani dei nostri astuti ed eruditi consiglieri, specialmente educati fino dall’infanzia nell’arte di governare il mondo. (…) La stampa è una grande forza nelle mani dei presenti Governi, i quali per suo mezzo controllano le menti popolari. La stampa dimostra le pretese vitali della popolazione, ne rende note le lagnanze e talvolta crea lo scontento nella plebe. La realizzazione della libertà di parola nacque nella stampa, ma i governi non seppero usufruire di questa forza ed essa cadde nelle nostre mani. Per mezzo della stampa acquistammo influenza pur rimanendo dietro le quinte. In virtù della stampa accumulammo l’oro (…)

– Protocollo III

Oggi vi posso assicurare che siamo a pochi passi dalla nostra mèta. Rimane da percorrere ancora una breve distanza e poi il ciclo del Serpente Simbolico – emblema della nostra gente – sarà completo. Quando questo ciclo sarà chiuso, tutti gli Stati Europei vi saranno costretti come da catene infrangibili. (…) I governi li abbiamo trasformati in arene dove si combattono le guerre di partito. Fra poco il disordine ed il fallimento appariranno ovunque. Chiacchieroni irrefrenabili trasformarono le assemblee parlamentari ed ammini-strative in riunioni di controversia. (…) Tutti i cosiddetti “diritti del popolo” possono esistere solo in teorie le quali non sono praticamente applicabili. Qual vantaggio deriva ad un operaio del proletariato, curvato dalle sue dure fatiche ed oppresso dal destino, dal fatto che un ciarlone ottiene il diritto di parlare, od un giornalista quello di stampare qualsiasi sciocchezza? A che giova una costituzione al proletariato, se da essa non riceve altro benefizio che le briciole che gli gettiamo dalla nostra tavola quale ricompensa perché dia i suoi voti ai nostri agenti? (…) Noi abbiamo l’intenzione di assumere l’aspetto di liberatori dell’operaio, venuti per affrancarlo da ciò che lo opprime, quando gli suggeriremo di unirsi alla fila dei nostri eserciti di socialisti, anarchici e comunisti. Sosteniamo i comunisti, fingendo di amarli giusta i principi di fratellanza e dell’interesse generale dell’umanità, promosso dalla nostra massoneria socialista. (…) Il nostro scopo è invece l’opposto, vale a dire che ci interessiamo alla degenerazione dei Gentili. La nostra forza consiste nel tenere continuamente l’operaio in uno stato di penuria ed impotenza, perché, così facendo, lo teniamo assoggettato alla nostra volontà e, nel proprio ambiente, egli non troverà mai la forza e l’energia di insorgere contro di noi. (…) Ricordatevi della rivoluzione francese, che chiamiamo la Grande Rivoluzione: ebbene, tutti i segreti della sua preparazione organica ci sono ben noti, essendo lavoro delle nostre mani (…)

– Protocollo IV

(…) Ma perché la libertà sconnetta e rovini completamente la vita sociale dei Gentili, dobbiamo mettere il commercio sopra una base di speculazione. Il risultato di ciò sarà che le ricchezze della terra, ricavate per mezzo della produzione, non rimarranno nelle mani dei Gentili, ma passeranno, attraverso la speculazione, nelle nostre casseforti. (…) La bramosia dell’oro sarà l’unica sua guida. E questa società lotterà per l’oro, facendo un vero culto dei piaceri materiali che esso può procacciarle (…)

– Protocollo V

(…) Oltre a ciò, fra le nostre doti amministrative contiamo quella di saper governare le masse e gl’individui per mezzo di fraseologie astute, di teorie confezionate furbamente, di regole di vita e di ogni altro mezzo d’inganno allettante. (…) Noi siamo troppo potenti; il mondo intero deve fare i conti con noi. I Governi non possono fare il più piccolo trattato senza il nostro intervento segreto. “Per me reges regunt” – i sovrani regnano per mezzo mio -. Leggiamo nella Legge dei Profeti, che siamo prescelti da Dio per governare il mondo. Dio ci ha dato l’ingegno e la capacità di compiere questo lavoro. Se vi fosse un genio nel campo nemico, egli potrebbe forse ancora combatterci, ma un nuovo venuto non potrebbe competere con dei vecchi lottatori come noi, e il conflitto fra lui e noi assumerebbe un carattere tale, che il mondo non ne avrebbe ancora visto l’eguale. Oramai è troppo tardi per il loro Genio. Tutte le ruote del meccanismo statale sono messe in moto da una forza che è nelle nostre mani: l’oro! (…) Il problema principale per il nostro governo è questo: come indebolire il cervello pubblico mediante la critica; come fargli perdere la facoltà di ragionare che è fomite d’opposizione; come distrarre la mentalità del pubblico per mezzo di fraseologie insensate (…) Per impadronirci della pubblica opinione dovremo anzitutto confonderla al massimo grado mediante la espressione da tutte le parti delle opinioni più contraddittorie, affinché i Gentili si smarriscano nel labirinto delle medesime …) Quando raggiungeremo una simile posizione, potremo immediatamente assorbire tutti i poteri governativi del mondo e formare un Super-governo universale; al posto dei governi ora esistenti, metteremo un colosso che si chiamerà l’”Amministrazione del Supergoverno”. Le sue mani si allungheranno come immense tenaglie e disporrà di una tale organizzazione, che otterrà certamente la completa sottomissione di tutti i paesi (…)

– Protocollo VI

(…) E’ invece essenziale che l’industria prosciughi la terra di tutte le sue ricchezze, e che la speculazione concentri nelle nostre mani tutte le ricchezze del mondo ottenute con questi mezzi (…)

– Protocollo VII

(…) In tutta l’Europa, e con l’aiuto dell’Europa, sugli altri continenti dobbiamo fomentare sedizioni, dissensi e ostilità reciproche (…) Il principale successo in politica consiste nel grado di segretezza impiegato nel conseguirlo. Le azioni di un diplomatico non devono corrispondere alle sue parole. Per giovare al nostro piano mondiale, che si avvicina al termine desiderato, dobbiamo impressionare i governi dei Gentili mediante la cosiddetta pubblica opinione, che in realtà viene dovunque preparata da noi per mezzo di quel massimo fra i poteri che è la stampa, la quale – fatte insignificanti eccezioni di cui non è il caso tener conto – è completamente nelle nostre mani (…)

– Protocollo VIII

(…) Circonderemo il nostro governo con un vero esercito di economisti. Questo è il motivo per cui si insegna principalmente agli Ebrei la scienza dell’economia. Saremo circondati da migliaia di banchieri, di commercianti e, cosa ancora più importante, di milionari, perché, in realtà, ogni cosa sarà decisa dal danaro (…)

– Protocollo IX

Nell’applicare questi nostri principi dovete badare specialmente alle caratteristiche della nazione nella quale vi trovate e nella quale dovete operare. Non dovete aspettarvi di applicare genericamente con successo i nostri principi, fino a che la nazione di cui si tratta non sarà stata rieducata secondo le nostre dottrine (…) Abbiamo al nostro servizio individui di tutte le opinioni e di tutti i partiti: uomini che desiderano ristabilire le monarchie, socialisti, comunisti, e tutti coloro che aderiscono ad ogni genere di utopie (…) Le plebi proclamano a gran voce la necessità di risolvere il problema sociale, mediante l’internazionale. I dissensi fra i partiti li danno nelle nostre mani, perché, per condurre un’opposizione è essenziale aver del denaro, e questo lo controlliamo noi (…) Abbiamo messo le nostre mani ovunque: nella giurisdizione, nelle elezioni, nell’amministrazione della stampa, nel promuovere la libertà individuale, e, cosa ancor più importante, nell’educazione, che costituisce il sostegno principale della libera esistenza.

Abbiamo corbellato e corrotto la nuova generazione dei Gentili, insegnandole principi e teorie di cui conoscevamo la falsità assoluta, pur avendoli inculcati con assidua cura (…)

– Protocollo X

(…) Quando inoculammo il veleno del liberalismo nell’organismo dello Stato, la sua costituzione politica cambiò; gli Stati diventarono infettati da una malattia mortale: la decomposizione del sangue (…) Allora l’istituzione dell’era repubblicana diventò possibile, ed al posto del Sovrano mettemmo una caricatura del medesimo nella persona di un presidente, che scegliemmo nella ciurmaglia, fra le nostre creature e i nostri schiavi. Così minammo i Gentili, o piuttosto, le nazioni dei Gentili.
In un prossimo futuro faremo del presidente un agente responsabile. Allora non avremo più scrupoli a mettere arditamente in esecuzione i nostri piani, per i quali sarà tenuto responsabile
il nostro “fantoccio” (…) Il Parlamento eleggerà, proteggerà e metterà al coperto il presidente, ma noi toglieremo al Parlamento la facoltà di introdurre nuove leggi, nonché di mutare le esistenti. Questo potere lo conferiremo ad un presidente responsabile, il quale sarà una semplice marionetta nelle nostre mani (…) Vale a dire che il riconoscimento del nostro regno avrà inizio dal momento stesso che il popolo, scisso dai dissensi e dolorante per il fallimento dei suoi governanti (e tutto questo sarà stato preparato da noi), griderà: “Destituiteli e dateci un autocrate che governi il mondo, che ci possa unificare distruggendo tutte le cause di dissenso, cioè le frontiere, la nazionalità, le religioni, i debiti dello Stato ecc. (…)

– Protocollo XI

(…) I Gentili sono come un branco di pecore, noi siamo i lupi. Sapete cosa fanno le pecore quando i lupi entrano nell’ovile? Chiudono gli occhi (…) Che cosa ci spinse ad adottare questa linea di condotta? Questo: che noi, razza dispersa, non potevamo, come tale, conseguire il nostro scopo con mezzi diretti, ma soltanto con mezzi indiretti, subdoli e fraudolenti. Questa fu la vera causa ed origine della nostra organizzazione massonica, che questi porci di Gentili non riescono a scandagliare e di cui non sospettano neppure le mire. Noi li prendiamo come lo zimbello delle nostre numerose logge, le quali hanno l’apparenza di essere puramente massoniche, allo scopo di gettare la polvere negli occhi dei loro camerati. Per grazia di Dio il suo Popolo prediletto fu sparpagliato, ma questa dispersione, che sembrò al mondo la nostra debolezza, dimostrò di essere la nostra forza, che ci ha ora condotto al limitare della Sovranità Universale. Ci rimane da costruire ancora poco su queste fondamenta, per raggiungere la nostra mèta.

– Protocollo XII

(…) Per sopprimere qualunque pubblicazione prenderemo un pretesto: diremo, per esempio, che eccita l’opinione pubblica senza ragione e senza fondamento. Ma vi prego di tener presente, che fra le pubblicazioni aggressive ve ne saranno anche talune istituite da noi apposta con tale intento. Ma esse attaccheranno solo quei punti della nostra politica, che abbiamo l’intenzione di cambiare. Nessuna informazione giungerà al pubblico senza essere stata prima controllata da noi (…) I canali attraverso i quali il pensiero umano trova la sua espressione, saranno con questi mezzi posti nelle mani del nostro governo, che li userà come organi educativi (…) Perciò tutti i periodici pubblicati da noi, avranno apparentemente vedute ed opinioni contraddittorie, ispirando così la fiducia e presentando un’apparenza attraente ai nostri non sospettosi nemici, che cadranno nella nostra trappola e saranno disarmati (…) Si capisce, però, che tutto questo sarà fatto quando sia vantaggioso per noi. Questa opposizione da parte della stampa, servirà anche a far credere al popolo che la libertà di parola esiste sempre. Essa darà ai nostri agenti l’opportunità di dimostrare che i nostri avversari ci muovono accuse insensate, nell’impossibilità da parte loro di trovare un terreno solido sul quale combattere la nostra politica (…)

– Protocollo XIII

(…) Abbiamo sempre abituato le popolazioni a ricercare nuove emozioni). Avventurieri politici senza cervello si affretteranno a discutere i nuovi problemi: la stessa razza di gente che non comprende neppure ora nulla di quello di cui parla (…) Il popolo, siccome perderà a poco a poco la facoltà di pensare con la sua testa, griderà compatto insieme a noi, per l’unica ragione che saremo i soli membri della società in grado di promuovere nuove linee di pensiero (…)

– Protocollo XV

(…) Fino a quando non avremo conseguito il potere, cercheremo di fondare e moltiplicare le logge massoniche in tutte le parti del mondo. Alletteremo a farne parte coloro che possono diventare, o sono di già, animati da amore per il pubblico bene. Queste logge saranno la fonte principale ove attingeremo le nostre informazioni; saranno pure i nostri centri di propaganda. Centralizzeremo tutte queste logge sotto una direzione unica, conosciuta a noi soli e costituita dai nostri uomini più sapienti. Queste logge avranno anche i loro rappresentanti, per mascherarne la vera direzione (…) I Gentili frequentano le Logge Massoniche per pura curiosità, o nella speranza di ricevere la loro parte delle spoglie; alcuni di essi vi entrano pure per poter discutere le loro stupide idee davanti ad un pubblico qualunque. 

I Gentili vanno alla ricerca delle emozioni procurate dal successo e dagli applausi; noi glie ne diamo fin che ne vogliono. Questo è il motivo per cui permettiamo ad essi di avere successi; cioè allo scopo di volgere a nostro vantaggio gli uomini che credono orgogliosamente di valer qualche cosa, e che senza accorgersene s’imbevono delle nostre idee, fiduciosi di essere infallibili e convinti di non andar soggetti alle influenze altrui (…) Lasceremo che cavalchino in sogno il corsiero delle vane speranze di poter distruggere l’individualità umana mediante idee simboliche di collettivismo. Essi non hanno ancora compreso, e non comprenderanno mai, che questo sogno fantastico è contrario alla principale legge della natura, la quale, fin dall’inizio del mondo, creò ogni essere diverso da tutti gli altri, perché ciascuno avesse un’individualità. (…) Le più importanti questioni, sia politiche, sia morali, vengono decise dai Tribunali nel modo stabilito da noi. Il Gentile amministratore di giustizia, esamina le cause in quel modo che a noi pare e piace (…)

– Protocollo XVI

(…) Invece di far studiare i classici e la storia antica, che contengono più esempi cattivi che buoni, faremo studiare i problemi del futuro. Dalla memoria degli uomini cancelleremo il ricordo dei secoli passati che potrebbe essere sgradevole per noi, ad eccezione di quei fatti che mostrano a colori vivaci gli errori dei governi Gentili (…) Con una metodica educazione sapremo eliminare i residui di quella indipendenza di pensiero della quale ci siamo serviti per i nostri fini da molto tempo. Abbiamo già istituito il sistema di soggiogare la mente degli uomini col così detto metodo di educazione dimostrativa (l’insegnamento oculare), il quale rende i Gentili incapaci di pensare indipendentemente, e così essi – come animali ubbidienti – attenderanno la dimostrazione di un idea prima di afferrarla (…)

– Protocollo XX

(…) Tutte le crisi economiche da noi combinate con tanta astuzia nei paesi dei Gentili, sono state determinate ritirando il denaro dalla circolazione.

Lo Stato si è trovato nella necessità per i suoi prestiti di fare appello alle grandi fortune che sono congestionate pel fatto che la moneta è stata ritirata dal governo. Questi prestiti hanno imposto dei pesanti carichi sui governi, obbligandoli a pagare interessi, e così sono legati mani e piedi (…) Fin tanto che i prestiti erano interni, i Gentili non facevano che trasferire il denaro dalle tasche dei poveri in quelle dei ricchi; ma da quando riuscimmo, corrompendo chi di ragione, a far sostituire prestiti all’estero a quelli all’interno, tutte le ricchezze degli Stati affluirono nelle nostre casseforti, e tutti i Gentili principiarono a pagarci ciò che si può chiamare tributo.

A causa della loro trascuratezza nella scienza del governo, o a causa della corruzione dei loro ministri, o della loro ignoranza in fatto di finanza, i sovrani Gentili hanno reso i loro paesi debitori delle nostre banche ad un punto tale, che non potranno mai redimere le loro ipoteche (…) La vacuità del cervello puramente animale dei Gentili è dimostrata dal fatto, che quando prendevano denaro ad imprestito da noi con interessi essi non riuscirono a capire, che ogni somma così ottenuta avrebbero dovuto in ultima analisi farla uscir fuori dalle risorse del loro paese, insieme coi relativi interessi. Sarebbe stato assai più semplice di prelevare senz’altro tale danaro dal popolo, senza doverne pagare gli interessi ad altri. Questo dimostra il nostro genio ed il fatto che il nostro è il popolo eletto da Dio. Siamo riusciti a presentare ai Gentili il problema dei prestiti sotto una buona luce così favorevole, che essi hanno persino creduto di ricavarne profitto (…)

– Protocollo XXI

(…) Ma quando la commedia è finita, rimane il fatto che vi è un grosso debito, e che per pagarne gli interessi il governo deve ricorrere ad un nuovo prestito, il quale alla sua volta non annulla il debito dello Stato; ma anzi lo aumenta.

Quando la capacità governativa di prendere in prestito è esaurita, gli interessi dei nuovi prestiti debbono essere pagati con nuove tasse; le quali non sono altro che nuovi debiti contratti per coprirne altri (…)

– Protocollo XXII

(…) Nelle nostre mani è concentrata la più grande potenza del momento attuale, vale a dire la potenza dell’oro. In due soli giorni possiamo estrarre qualsiasi somma dai depositi segreti dei nostri tesori. È ancora necessario per noi di provare che il nostro regno è voluto da Dio? (…)

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Il testo integrale dei “Protocolli” è reperibile nella sezione “Libri” del nostro sito:

www.fascismoeliberta.info

Vale aggiungere una considerazione: gli eventi  del secolo scorso ed in particolare le due guerre mondiali e le loro conseguenze, hanno spalancato al Sistema ulteriori enormi possibilità (puntualmente sfruttate e potenziate dal progresso della tecnologia) che nel 1901 nemmeno i “Savi Anziani di Sion” potevano immaginare. In particolare spiccano tra queste ultime l’invenzione dell’olocausto (che poi non è affatto un’invenzione, perché ci fu veramente: per la verità storica basta scambiare tra loro, rispetto alla versione ufficiale, gli autori e le vittime) e le indotte “grandi migrazioni”, che mirano a mischiare o addirittura a sostituire i popoli europei con elementi africani, asiatici o di qualsiasi altra razza purché extraeuropea.  Il risultato è sotto gli occhi di tutti quelli che riescono ancora a vedere.

Giuliano Scarpellini

CRIMINALI, MA EROI PER LEGGE (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Marzo 2021)

Cedo volentieri la parola, in questo numero del mensile, al Camerata Scarpellini, che per quanto riguarda la comprensione del problema giudaico non è secondo a nessuno.

L’articolo che segue è un ottimo studio sulla cosiddetta “Brigata ebraica”, ovvero un banda di luridi assassini che ben si guardarono dal partecipare alla guerra vera, limitandosi a macellare persone innocenti a guerra abbondantemente finita, con la solita scusa del vendicare i presunti torti subiti dagli immancabili “nazisti”.

Ovviamente, trattandosi di giudei, nessuno di loro fu mai chiamato a rispondere dei propri crimini, che furono trasformati dalla colonia Italia in “eroici” atti di guerra meritori di medaglie al valore!

Un po’ come accade oggi con i crimini commessi dai militari dello Stato pirata denominato Israele: uccisioni, espropri, bombardamenti sui civili, lancio di missili veri in risposta a lancio di grossi petardi meno pericolosi di quelli che i napoletano usano per festeggiare il Capodanno (Il razzo Qassam (in arabo: صاروخ القسام‎, Ṣārūkh al-Qassām; anche Kassam) è un rudimentale razzo in acciaio, lungo circa 70 cm e pieno di esplosivo, prodotto da Hamas. Tali ordigni, che non hanno bisogno di strutture particolari per essere lanciati, sono privi di qualsiasi sistema di guida e sono facilmente trasportabili nel luogo di lancio. Nel corso di sette anni di conflitto, dal 2000 al 2007, questi ordigni hanno provocato 10 vittime.

https://it.wikipedia.org/wiki/Qassam).

Ma tutto viene contrabbandato come legittime azioni difensive contro i presunti attacchi dei palestinesi!

L’unica democrazia del Medio Oriente, come dicono i coglioni ed i complici!

Ed il tutto sempre e solo per il solito motivo: evitare le accuse di antisemitismo e complicità nel favolistico sterminio dei “sei milioni”. Povero mondo di idioti e/o servi di Israele!

            Carlo Gariglio

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Nell’estate del 1944 l’invasione dell’Italia da parte degli “alleati” era ferma davanti alla linea Gotica e non dava segni di poter realizzare rapidi progressi. Fu così che gli inglesi, dapprima riottosi, valutando insufficiente il rapporto di forze a loro favore di 10 a 1 in quanto a uomini e di 20 a 1 in quanto a mezzi, ritennero che non fosse poi una cattiva idea aumentare la carne da cannone (costituita da polacchi, canadesi, australiani, indiani, neozelandesi, greci, sudafricani, brasiliani, marocchini, algerini e badogliani) presente su quel fronte, aderendo alla richiesta dei sionisti – che però aveva ovviamente tutt’altro scopo – di costituire una “brigata ebraica” da impiegare per operazioni belliche.

La brigata venne formata il 20 settembre 1944 (capodanno ebraico) reclutando essenzialmente elementi della “Haganah”, dell’”Irgun” e della “banda Stern”, gruppi paramilitari composti principalmente da terroristi e delinquenti comuni rifugiatisi in Palestina per sfuggire alla giustizia degli Stati in cui risiedevano e responsabili della sanguinosa repressione della rivolta araba del 1936-1939, nonché da altri provenienti da Canada e Sudafrica, fino a  raggiungere un organico circa 5.000/5.500 uomini (tre battaglioni di fanteria, un reggimento di artiglieria leggera e reparti di supporto).

Dapprima inviata in Nord Africa per un rapido addestramento all’uso di armi pesanti, fu trasferita via mare in Italia, ove giunse a Taranto il 3 ottobre 1944. Fu quindi dislocata per addestramento in Irpinia e solo il 1° marzo 1945, con uniformi inglesi,  fu schierata in linea di combattimento in Romagna e sul fronte del Senio, affiancando per buona compagnia polacchi e badogliani. Per circa un mese partecipò a modeste scaramucce, in conseguenza delle quali perse meno dell’uno per cento della forza totale, ma si distinse particolarmente per l’uccisione dei prigionieri tedeschi (16^ divisione SS “Reichsführer”) e italiani (battaglione “Lupo” della X Mas).

Ai primi di maggio del 1945, e quindi a guerra ormai finita, la brigata fu dislocata nella zona di Tarvisio, dove dapprima infierì sui prigionieri cosacchi, che, con donne e bambini, erano là giunti al seguito della Wehrmacht per partecipare alla lotta contro i partigiani comunisti italiani e slavi: con bastonate e raffiche di mitraglia avviarono i prigionieri (gentilmente ceduti a Stalin dagli inglesi) ai treni che li avrebbero trasportati in Russia, dove sarebbero stati massacrati dai loro confratelli sovietici.

Quindi si dedicarono a due attività: il trasferimento clandestino di ebrei in Palestina e la caccia, soprattutto in Carinzia, ai “criminali nazisti”.

In divisa inglese e in otto-dieci (la prudenza non è mai troppa), con autoveicoli militari la cui targa era stata imbrattata di fango per risultare illeggibile, si recavano a tarda sera a casa delle vittime designate, quasi sempre semplici ex-militari segnalati dai partigiani titini, e con la scusa di accompagnarli al comando per interrogarli, li portavano invece nei boschi attorno a Tarvisio, dove, dopo efferate torture, li uccidevano e li seppellivano nella fossa fatta in precedenza scavare da loro stessi (è noto che gli ebrei non amano il lavoro manuale). Con l’occasione assassinarono anche circa 250 civili friulani solo perché, retaggio dell’Impero austro-ungarico, avevano cognomi tedeschi.

Sorvolo sui particolari delle torture e delle uccisioni (peraltro dettagliatamente descritti dopo la guerra dagli stessi autori nella consapevolezza che qualsiasi nefandezza sarebbe rimasta impunita se commessa da ebrei) perché sono talmente raccapriccianti che è imbarazzante persino parlarne o scriverne.

Nel luglio del ’45 la brigata fu trasferita in Belgio e in Olanda, dove per un anno si dedicò alle consuete attività, finché fu disarmata e smobilitata dagli inglesi. I suoi componenti ritornarono in Palestina, riconfluirono nell’”Haganah” e, massacrando interi villaggi, parteciparono alla “pulizia etnica”  nei confronti degli arabi per far posto allo Stato di Israele, di cui l’”Haganh” costituì il nucleo delle forze armate.

Storia finita? No.

Se qualcuno pensasse che il parlamento italiano non è in grado di compiere miracoli si dovrebbe ricredere. Infatti a 72 anni dalla fine della guerra e a 71 dall’estinzione della “brigata ebraica”, esso… La resuscita, ne scopre con autentica commozione il fulgido eroismo e, con una velocità mai sperimentata prima e neppure dopo approva all’unanimità una legge speciale che le conferisce la “medaglia d’oro al valor militare per la resistenza”!

Più in dettaglio: il 20 maggio 2017 la commissione difesa della camera dei deputati  approva all’unanimità la proposta di legge n. 3187 che ha come finalità la concessione, da parte del presidente della repubblica, della medaglia d’oro al valor militare per la resistenza  al Jewish Infantry Brigade Group, meglio conosciuto come brigata ebraica. La proposta era stata formulata dai seguenti individui che si fregiano del titolo di “onorevoli”: per il PD: Lia Quartapelle Procopio (membro della Commissione trilaterale nella quale i sionisti hanno da sempre un’influenza notevole), Emanuele Fiano (ebreo e sionista), Maria Amato, Tiziano Arlotti, Marco Bergonzi, Giuseppe Berretta, Sabrina Capozzolo, Piergiorgio Carrescia, Diego Crivellari, Carlo Dell’Aringa, Marco Di Maio, Vittoria D’Incecco, Gianluca Fusilli, Gero Grassi, Chiara Gribaudo, Vanna Iori, Daniele Montroni, Sara Moretto, Alessandro Naccarato, Giulia Narduolo, Fabio Porta, Francesco Prina, Giuseppe Romanini, Anna Rossomando, Chiara Scuvera, Alessio Tacconi, Valeria Valente, Simone Valiante, Walter Verini, Sandra Zampa e Diego Zardini; per Alternativa Popolare: Fabrizio Cicchitto; per Articolo 1: Luigi Lacquaniti, Michele Mognato e Arturo Scotto; infine, per Democrazia Solidale – Centro Democratico: Milena Santerini.

La relazione di accompagna-mento al progetto di legge sostiene:

“Proprio la situazione attuale ci porta a chiedere di preservare il ricordo di chi, sopravvissuto al progetto di eliminazione totale, con la divisa della cosiddetta Brigata ebraica, tra le rovine fumanti dell’Italia del 1945 fece cessare il crepitio delle armi (sic). Questo stesso gruppo di giovani si dedicò al recupero della dignità della vita attraverso il soccorso fisico (!), educativo e morale(!), attuando un’operazione, che oggi chiameremmo di search and rescue (ricerca e salvataggio, ndr), destinata alle persone, alla cultura e al sentimento religioso”.  E’ scritto proprio così, non è uno scherzo.

“A guerra finita – continua la relazione – la Brigata ebraica non si perse nella realizzazione della vendetta nei confronti dei carnefici, come auspicato da molti Governi alleati (nulla di più falso, come ampiamente provato e documentato), ma scelse di effettuare numerose azioni di ricerca e messa in salvo dei sopravvissuti ai campi di sterminio nazionalsocialisti.

Dalla Germania e dall’Austria essi li condussero, attraverso il Tarvisio, a luoghi dove furono ricoverati e aiutati nella ripresa della vita quotidiana. Questo loro compito ne fece anche degli esempi positivi per i giovani ebrei sopravvissuti, che presero parte alle attività e iniziarono a guardare all’emigrazione verso le terre del Mandato britannico in Palestina come a una nuova rinascita. Così, deposte le armi impugnate negli scontri fino alla fine della campagna di liberazione in Italia, gli uomini della Brigata ebraica divennero operatori di pace, educatori di libertà e di rinascita custodite nei libri, insegnate dalla Torà e dagli ideali dello scoutismo sionista socialista”.  

Assolutamente falso, a meno che per pace non si intenda quella eterna (degli arabi, naturalmente).

Una precisazione: il parlamento e il presidente della repubblica non hanno alcuna competenza nel proporre e nel conferire onorificenze militari. Infatti l’articolo 1416 del codice dell’ordinamento militare dispone testualmente che “per i militari in servizio l’iniziativa della proposta può essere presa dal superiore immediato, o da altro superiore più elevato. Le proposte, corredate da tutti i documenti necessari per comprovare la realtà e le circostanze del fatto e per porre in evidenza tutti gli elementi del valore, sono avanzate per la via gerarchica, onde le autorità superiori possano esprimere il proprio parere. Esse sono trasmesse al Ministero competente entro il termine perentorio di sei mesi dalla data del fatto, salvo che ricorrano particolari e giustificati motivi, nel qual caso il detto termine è prolungato fino a nove mesi. Nelle proposte e nelle concessioni di decorazioni al valor militare sono tenute presenti le disposizioni dell’articolo 1425, circa i casi in cui si incorre nella perdita di diritto o discrezionale di esse”.

C’erano quindi tre motivi di carattere giuridico, in ossequio ai quali in base alla legislazione vigente non poteva e non doveva essere conferita alla brigata ebraica alcuna onorificenza militare da parte della repubblica italiana: il primo era che la brigata ebraica non faceva parte, né aveva mai fatto parte delle Forze armate italiane ma era un contingente militare di uno Stato estero; il secondo era che risultava impossibile individuare un superiore gerarchico che potesse richiedere tale onorificenza in quanto tale contingente era stato sciolto da oltre settanta anni e non esisteva più; il terzo era che erano passati settantadue anni dalla fine della campagna d’Italia, ben più del termine massimo di nove mesi dall’atto militare degno di segnalazione, entro i quali il superiore gerarchico deve perentoriamente richiedere il conferimento di una qualsiasi onorificenza.

Ciononostante, in deroga all’art. 1416 del codice dell’ordinamento militare, la legge venne approvata all’unanimità e pubblicata sulla G.U. l’8 agosto 2017 con il seguente testo:

“Il Presidente della Repubblica promulga la seguente legge:

Art. 1  

1.  In  deroga  all’articolo  1416  del   codice   dell’ordinamento militare, di cui  al  decreto  legislativo  15  marzo  2010,  n.  66, relativo alla presentazione di  proposte  di  onorificenze  al  valor militare, in occasio-ne del settantesimo anniver-sario della Liberazione d’Italia è concessa la medaglia d’oro al valor  militare per la Resistenza alla Brigata ebraica, formazione militare  alleata, composta  da  volontari  di  cittadinanza   italiana   o   straniera, inquadrata nell’Esercito britannico, che operò  durante  la  seconda guerra mondiale e offrì  un  notevole  contributo  alla  liberazione della Patria e alla lotta contro gli invasori nazisti.

2. Il conferimento della medaglia d’oro al valor militare di cui al comma 1 è effettuato con decreto del Presidente della Repubblica, ai sensi dell’articolo 1415 del codice di cui al decreto legislativo  15 marzo 2010, n. 66.

La presente legge, munita del sigillo dello  Stato sarà inserita nella Raccolta ufficiale  degli  atti  normativi della  Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addì 18 luglio 2017

MATTARELLA

Gentiloni  Silveri  Presidentedel Consiglio dei ministri.

Visto, il Guardasigilli: Orlando”.

Tra le altre falsità contenute nel testo di cui sopra vi è anche quella che della brigata facessero parte “volontari di cittadinanza italiana”, essendo in quel tempo questi ultimi tutti impegnati a sopravvivere ad Auschwitz. Anche se per l’occasione se ne sono inventati uno (!), per giunta ancora vivente.

Seguì il 25 ottobre 2017 il decreto presidenziale e il 3 ottobre 2018 la consegna della medaglia nel corso della cerimonia, tenutasi in Israele presso il museo “Beit Hagdudim” di Avihayil (Netanya),  presenti il generale israeliano Kobi Barak e l’ambasciatore italiano Gianpaolo Benedetti, il quale sottolineò “la gratitudine del popolo italiano verso coloro che scelsero di combattere per liberare la Patria dal nazifascismo” (sic), e che “la storia della Brigata Ebraica è parte integrante della nostra memoria collettiva” (sic).

La vicenda narrata può apparire in astratto surreale ad una persona normale dotata di normale intelligenza, ma in realtà si inquadra perfettamente nelle azioni di uno Stato le cui istituzioni sono zeppe di farabutti, malfattori e idioti, là posti unicamente perché sono viscidi servi dello straniero, di cui questo Stato, non sovranista né sovrano, è soltanto una misera colonia. Del resto la decorazione di cui si è trattato si affianca degnamente a quelle copiosamente elargite alle bande criminali che operarono in quello stesso tempo e ai singoli assassini e sicari partigiani spesso autori dei più efferati delitti e non di rado causa diretta e voluta di rappresaglie, peraltro legittime, a spese di decine e a volte centinaia di persone quasi tutte innocenti; nonché alle onorificenze in precedenza conferite a Josip Broz detto Tito, a Nicolae Ceausescu e a Mobutu Sese Seko.

          Giuliano Scarpellini

MA QUANTI OLOCAUSTI! (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Febbraio 2021).

Da tempo ho smesso di illudermi circa le capacità del popolo bue di capire la bufala ridicola dell’olocausto e dei sei milioni di morti… Solo la più recente bufala sul covid può reggere il confronto, nonostante prove, documenti e semplice logica, la gente continua a credere alla favola del virus “mortale” con la stessa tenacia di chi ama credere ai “sei milioni”.

Tuttavia è così divertente vedere le reazioni scomposte di certi psicolabili che si vedono attaccati sulle loro dichiarazioni di “fede”, che continuerò imperterrito a ridicolizzarli con dati e prove certe che basterebbero a chiunque fosse dotato di un Q. I. a malapena normale, per sbugiardare certe credenze.

A seguire riporto buona parte di un articolo interessante scritto da una certa Floriana Castro, che tratta dei tanti olocausti (sempre di sei milioni, mi raccomando!|) che sarebbero stati patiti dagli ebrei dalla fine del 1800 ad oggi. Purtroppo, avendo il giudeame fatto sparire questo blog proprio di recente, la qualità delle foto allegate non è ottimale, essendo solo delle anteprime salvate dal sottoscritto.

Per chi volesse verificare la longa manus dei giudei, ecco l’indirizzo del blog sparito: http://antimassoneria.altervista.org/incredibile-gli-altri-olocausti-ebraici-poco-noti-che-mieterono-6-milioni-di-vittime/

Buona lettura!

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INCREDIBILE: i giornali d’epoca riportano la cifra di 6 milioni di vittime per altri olocausti ebraici poco noti.

A cura di Floriana Castro

Nota su Antisemitismo

Negli ultimi 70 anni siamo stati letteralmente bombardati da film, testimonianze (a volte anche di persone che la shoah non l’hanno mai vissuta), interventi nelle varie università senza poter ricevere risposta a domande fuori dal coro del tipo: come hanno fatto a morire 6 MILIONI nella sola Europa quando la comunità israelitica non superava i 12 milioni in tutto il mondo? E come avrebbe fatto la comunità -secondo le stime ufficiali dimezzata- a contare 13 milioni di unità a pochi anni dalla fine della guerra? In alcuni paesi se si confuta il numero ufficiale di 6 MILIONI di ebrei che avrebbero subito lo sterminio si rischiano addirittura 6 anni di carcere.  Il professore Faurisson, dopo molti anni di studi sugli eventi olocaustici, fu uno dei primi a sostenere l’assenza delle camere a gas nei campi di concentramento, per tale ragione fu  umiliato, messo al bando e tacciato di antisemitismo. Nessun grattacapo invece per chi confuta il numero dei morti dell’Olocausto ad opera dei comunisti, o l’olocausto degli Armeni eccMa mentre gli storici nei decenni successivi alla shoah sono stati impossibilitati dal corretto svolgimento del loro lavoro, un indizio molto importante ce lo danno i collezionisti di giornali d’epoca. In questo articolo vedremo, come il numero di 6 MILIONI sia stato indicato costantemente dalla comunità israelitiche sin dal 1905 ai tempi dell’impero zarista in Russia, trent’anni prima dalle persecuzioni naziste, eventi che -come documentato- oltre alla vittoria della loro causa, e la simpatia dei goym hanno inoltre portato alle casse sioniste milioni e milioni di dollari. Prediamo in esame 11 quotidiani d’epoca che vanno dal 1915 al 1940, analizzando brevemente il contesto storico di ognuno degli eventi.

Articolo di “The Sun” del 6 Giugno 1915 (pag. 1 della quinta sezione)

Nel 1915 troviamo gli ebrei russi nella Russia dello zar Nicola II, al loro primo tentativo di rovesciare il governo, tentativo che fallirà, per poi andare in porto nel 1917 instaurando la dittatura comunista, ideata, progettata e finanziata dai sionisti.

Questo è il titolo dell’articolo:

“Orrori peggiori di quelli di Kishineff nella Russia di oggi”

Didascalia:

“Una cospirazione senza precedenti per schiacciare gli ebrei sospettati di essere organizzati per coprire le sconfitte delle truppe di zar. Torture e massacri diffusi in centinaia di città”.

Questo è uno stralcio dell’articolo:

“Dalla distruzione del tempio di Gerusalemme sino ad oggi gli ebrei non hanno mai avuto una pagina così nera nella loro storia di quella che il governo russo sta scrivendo oggi. SEI MILIONI di ebrei, la metà del popolo ebraico in tutto il mondo, vengono perseguitati, braccati e  ridotti alla fame. Migliaia di loro sono stati barbaramente uccisi. Centinaia di migliaia di ebrei, vecchi uomini donne e bambini vengono spinti senza pietà di città in città su mezzi del governo, attaccati dalle truppe del proprio paese”.

Segue un accorato appello di uno dei rabbini presenti in Russia: “Le autorità stanno inviando innocenti vecchi ebrei uomini e donne in Siberia. vi abbiamo scritto molte lettere dalla Polonia riguardanti le nostre vicissitudini. Cari fratelli, abbiate pietà per i SEI MILIONI di ebrei in Russia: state dalla nostra parte”!

New York Times del 18 Ottobre 1918 (pag. 12)

Siamo ad un anno dopo la rivoluzione d’ottobre e l’ascesa al potere dei comunisti. Lo zar, con i suoi familiari, sono caduti sotto i fucili del commando rosso tre mesi prima, nella notte tra il 16 e il 17 luglio 1918. Gli ebrei non sono più in pericolo. Una volta eliminato l’impero tiranno resta un unico problema: raccogliere fondi (molti soldi…) per la ricostruzione della comunità di 6  MILIONI di ebrei morti nelle persecuzioni o gravemente danneggiati.

Questo è il titolo dell’articolo “Un fondo di un miliardo di dollari per ricostruire l’ebraismo”
Nella didascalia si legge: “SEI MILIONI di ebrei necessitano il nostro aiuto per riprendere la vita normale una volta terminata la guerra”

Nell’articolo si legge:

“Il Comitato degli ebrei americani sta mettendo in atto un piano per la più grande operazione umanitaria della storia”

In fondo: “Gli americani, tutti, ebrei e non ebrei allo stesso modo saranno presto chiamati a dare una contributo ad un fondo di circa un miliardo di dollari per attuare il programma di ricostruzione della comunità ebraica di tutto il mondo.”

Un riconoscimento politico del carattere nazionale degli ebrei avvenne nel Gennaio del 1918 con la creazione di un Commissariato per gli Affari Nazionali Ebraici, sezione speciale del Commissariato delle Nazionalità, sotto la guida di Stalin prima che salisse al potere sovietico. Sia il Lenin, che Trotsky (vero nome Lejba Bronsztajn) erano ebrei. Nel primo governo bolscevico l’85% era rappresentato da ebrei: su 22 ministri, 18 erano ebrei; nella stazione di polizia su 43 membri, gli ebrei erano 34; nell’esercito, 556 dei posti erano occupati da 447 ebrei, in un paese dove gli ebrei rappresentavano meno del 2% della popolazione totale.

New York Times dell’8 settembre 1919 (pag. 6)

Dopo aver rovesciato l’impero zarista e messo a posto lo zar con tutta la sua famiglia, la battaglia è volta ad assimilare l’ Ucraina – non ancora allineata al nuovo modello– all’impero sovietico.

Il NYT titola: “Gli ebrei ucraini mirano a fermare i pogrom”

(Pogrom è un termine con cui vengono indicate le sommosse popolari anti giudaiche)

In Ucraina fra il 1917 e il 1922, in seguito alla Rivoluzione Russa, vi fu un lungo periodo di guerra civile e di anarchia con continui cambi di fazioni al potere nei territori dove nell’ultimo periodo, il regime zarista aveva portato avanti una politica di russifi-cazione delle terre ucraine. Questo periodo fu segnato dall’esistenza di più entità statali separate.

Nella didascalia del NYT si legge: “Una commissione sta per visitare l’Europa per preparare un memorandum per il presidente Wilson“.

Wilson, ricordiamo è stato il presidente USA, massone di grado 33° passato alla storia per aver privatizzato la Banca centrale Americana, cedendola ai sionisti nel 1913, che fondarono una banca privata che funge da banca centrale la “Federal Reserve Bank” e il suo sistema che fino ad oggi sta prosciugando tutte le risorse globali a beneficio dell’èlite.

Fu sempre Wilson ad interessarsi perché Trotskij potesse ottenere un passaporto americano con il quale intraprendere il viaggio di ritorno in Russia per compiere la tanto programmata rivoluzione d’ottobre.

L’articolo riferisce che in Ucraina sono stati uccisi già centinaia di migliaia di ebrei e che altri 6 MILIONI si trovano in grave pericolo.

Nell’articolo si legge: “6 MILIONI di ebrei sono stati minacciati di essere completamente sterminati in Ucraina e Polonia. La federazione degli ebrei ucraini in America, una organizzazione che rappresenta tre quarti di un milione di ucraini in questo paese, ha deciso al congresso ieri che il massacro dei loro fratelli in Europa orientale deve finalmente essere fermato portando la pace e l’aiuto economico degli Stati Uniti. “Il segretario di Stato Lansing, ha reso noto che il Dipartimento di Stato ha già dato il consenso alla la federazione di inviare una commissione in Ucraina, per indagare sulle condizioni degli ebrei e per stabilire collegamenti diretti con i loro fratelli in America” .

Nel 1922 i piani dell’èlite si concretizzeranno e l’Ucraina entrerà a far parte ufficialmente a far parte della “civile” URSS come Repubblica socialista sovietica ucraina.

Ricordiamo inoltre che i polacchi dipinti come “antisemiti” stavano in realtà combattendo per il loro paese contro l’instaurazione di uno stato comunista ebraico in Polonia. 

New York Times del 12 novembre sempre del 1919 (pag. 7)

Siamo in America. Gli oligarchi responsabili della Grande Depressione in USA sono alle prese con la raccolta fondi per gli ebrei in miseria nell’est Europa
Felix M. Warburg racconta la triste condizione degli ebrei, titolo dello articolo: 

“Gli ebrei hanno sofferto la guerra più di tutti gli altri”

Ricordiamo, l’ebreo Felix M. Warburg, era membro all’omonima famiglia che da secoli lavora per il Nuovo Ordine Mondiale. La M. M. Warburg, è una delle banche che tiene il mondo in scacco con l’oligarchia finanziaria, nonché una delle centrali della progettata Grande Depressione che colpì l’America a partire dal 1919. Warburg, fu inoltre partner di Kuhn, Loeb & Co, sposò Frieda Schiff, una giovane appartenente ad un’altra delle 13 famiglie ebraico-sioniste per il controllo del mondo: gli Schiff appunto.

Ma torniamo al 1919.

Nell’articolo si leggono le dichiarazioni di Warburg, che era tra le altre cose Presidente del Comitato di distribuzione congiunta di fondi americani per gli ebrei vittime della guerra:

“I colpi successivi degli eserciti contendenti hanno spezzato la schiena degli ebrei d’Europa, riducendo tragicamente in miseria e in malattia 6 MILIONI di ebrei, oltre la metà della comunità ebraica in tutto il mondo”.

Warburg non fa alcun accenno alla fame che gli americani erano costretti a patire in quegli anni, in cui la Grande Depressione imperversava in America a causa delle loro manovre studiate ad hoc per far passare tutta la ricchezza reale (l’oro) nelle loro mani: i cittadini avevano l’obbligo di consegnare l’oro alle autorità (banche), pena per i trasgressori: 10 anni di carcere!

Atlanta Constitution del 23 febbraio 1920 (pag. 1 continua a pagina 3, quarta colonna).

Siamo ad Atlanta. Rabbini e sionisti sono ancora alle prese con la raccolta fondi per gli ebrei dell’est Europa:

“50.000 dollari raccolti per salvare gli ebrei in difficoltà”. Nell’articolo si fa riferimento ad  un meeting tenutosi ad Atlanta presieduto da un certo Harold Hirsh.

All’incontro intervennero anche Fred Rusland che ha descritto le situazioni drammatiche di fame, povertà estrema e oppressione che sarebbero stati costretti a subire  gli ebrei in alcuni paesi dell’Europa dell’est e in Palestina, ma grazie al generoso contributo economico, 6 MILIONI di ebrei avrebbero potuto essere salvati.

 Il rabbino David Marx disse:

“Noi siamo qui stasera per piangere i morti, 6 MILIONI di ebrei si trovano in grave pericolo, sono ferocemente perseguitati. Se non ci muoviamo molti altri moriranno. Questi fratelli guardano all’America affinchè questo paese risponda generosamente con un aiuto economico che possa alleviare le loro sofferenze” . Siamo nel 1920, 13 anni prima che Hitler salisse al potere, e a 19 anni dall’inizio della guerra!

New York Times 7 maggio 1920 (pag. 11)

Siamo ancora nel 1920. Il NYT annuncia con gioia che la campagna di raccolta fondi per gli ebrei in Europa ha raggiunto la cifra di 100.000 dollari. Nell’articolo si legge: “I fondi di aiuto per il sostegno del popolo ebraico in Europa dove 6 MILIONI di ebrei sono alle prese con enormi sofferenze, carestie e oppressioni hanno ricevuto l’attenzione particolare di Nathan Strauss, un imprenditore e grande sostenitore della causa sionista”. Strauss afferma: “Se gli americani, in particolar modo gli ebrei americani si rifiuteranno di contribuire al sollievo delle sofferenze dei loro fratelli possa questa colpa cadere sulle loro teste: avranno sulla loro coscienza l’estinzione del popolo ebraico”

New York Times del 20 luglio 1921 (pag. 2)

A distanza di un anno dalla grande raccolta fondi si ritorna a chiedere aiuti economici affinché vengano salvate le vite di altri 6 MILIONI di ebrei, (sempre sei milioni!) questa volta in grave pericolo nei territori dell’Unione Sovietica, dove i controrivoluzionari innesca-rono una contro-offensiva contro il regime. In questo articolo i sionisti fanno una chiara ammissione di quanto i regimi sovietici giudaici abbiano favorito il popolo ebraico a spese di centinaia di milioni di cristiani. Nell’articolo si legge che il pericolo di una caduta, o di un indebolimento del regime comunista avrebbe potuto sguinzagliare le agitazioni dei pogrom: un pericolo che doveva essere in qualche modo fermato. Dr. Meir Kreinin, un ebreo russo che fece la sua fortuna in Russia, -uno tra i fondatori della Società per la diffusione dei Lumi in Russia, nonché proprietario di un certo numero di giornali ebraici e presidente della prima organizzazione Emigdirekt- sul NYT lancia un monito: “ Se diminuisce il potere sovietico, 6 MILIONI di ebrei rischiano il massacro” ha dichiarato Kreinin, intervenuto ad uno degli eventi filanropici per la raccolta fondi in sostegno della causa ebraica. Nell’articolo si legge: “La mia dichiarazione proviene direttamente da documenti ufficiali presentati al governo di Berlino. 6 MILIONI di ebrei stanno affrontando uno sterminio di massa. La carestia in Russia imperversa. I contro-rivoluzionari stanno per avere la meglio e il controllo Sovietico sta per dimuniure. Numerosi Pogrom imperversano in tutta la Russia e in Ucraina”.

Che io sappia il potere sovietico non fu mai in serie difficoltà in quegli anni, pur con qualche agitazione dei pogroms. I provvedimenti vengono presi: i pogrom furono fermati e con l’ascesa di Stalin,- in seguito alla morte di Lenin nel 1924- i sogni di riconquista del paese dei contro-rivoluzionari falliranno.

Montreal Gazzette 29 dicembre 1931 (pag. 6)

Il titolo dell’articolo è “6 MILIONI di ebrei stanno morendo di fame”. Le condizioni degli ebrei nell’est Europa vengono descritte minuziosamente dal rabbino Wise: “6 MILIONI di ebrei muoiono di fame soprattutto in inverno. Se non vengono raccolti ulteriori fondi dal comitato di almeno 2 milioni e 500.000 dollari, disastri, miseria e caos senza precedenti si abbatteranno su tutta l’umanità” (!)

Il rabbino ha illustrato una lunga relazione al meeting al Monfefiore club di Montreal. Nell’articolo vengono anche descritti alcuni dei circoli di raccolta fondi in tutto il mondo in favore della causa ebraica. Il banchiere  Felix Warburg (di cui abbiamo parlato sopra) era presidente della “Jewish Red Cross Society” che si occupava della raccolta fondi, insieme a Herbert Lehman: uno dei tre fratelli proprietari del colosso finanziario “Lehman Brothers”. Herbert Lehman nel 1933 diventerà il 45° governatore dello stato di New York. La Lehman Brothers è la holding che -come ricorderete- nel 2008 dichiarò bancarotta causando il crollo dell’economia su scala mondiale.

New York Times del 31 maggio 1936 (pag. 14)

Siamo nel 1936. Adolph Hitler è al al potere da 3 anni in Germania. Tre anni prima che iniziasse la seconda guerra mondiale nel 1936 si parla già di milioni di ebrei sterminati: l’unica soluzione per la sopravvivenza dei giudei? La fondazione di uno stato ebraico in Palestina.

Il titolo dell’articolo del NYT: “Gli americani fanno appello per un rifugio ebraico”. Si legge: “L’unica salvezza per il popolo di Israele perseguitato è la restaurazione del suo antico patrimonio e l’immigrazione in Palestina. La Gran Bretagna ha il potere per spalancare le porte della Palestina per poter accogliere i milioni di ebrei fuggiti dallo olocausto”. Mancano ancora tre anni all’inizio della guerra, e cinque anni dall’inizio delle deportazioni nei campi! (1941). Si legge nell’articolo “Alla petizione per la concessione del rifugio ebraico si sono uniti anche numerosi cristiani “illuminati” ed esponenti delle chiese protestanti ed episcopali tra cui il reverendo James Freeman vescovo di Washington”. Dopo 12 anni questo obiettivo si realizzerà e nascerà finalmente lo Stato di Israele (1948).

New York Times 23 febbraio 1938 (pag. 23)

L’articolo intitolato “Insegnanti ebrei rimproverati da Isaacs”, riporta un intervento di Mr. Tarshis in rappresentanza del comitato “American Jewish Joint distribution”. Mr. Tarshis afferma che 6 MILIONI di ebrei sono stati privati della protezione e di qualsiasi opportunità economica: “6 MILIONI di ebrei sono ridotti alla fame senza più alcuna speranza, stanno affrontando la più grande tragedia di tutti i tempi. L’antisemitismo si è diffuso a macchia d’olio in tredici stati europei e minaccia la sopravvivenza di milioni di ebrei: una tragedia iniziata con l’ascesa al potere di Hitler ”  Mr. Isaac e Simon J. Jason, presidente dell’associazione “Jewish Teachers” hanno puntato sull’istruzione: “Noi non ci occupiamo di politica, ma abbiamo il dovere di svolgere il nostro compito. Tutti gli insegnati anche cattolici e protestanti hanno il dovere di educare i fanciulli al senso civico e al rispetto, occorre formare una morale sociale”. Ebbene, anche questo obiettivo è stato centrato in seguito: la shoah è diventato un dogma sociale e domande sulla verità degli eventi non sono permesse.

New York Times 6 ottobre 1940 (pag. 10)

La guerra è iniziata da un anno e le sorti di mezzo mondo sono ancora da decidere. La deportazione degli ebrei inizierà nel 1941: è ancora impossibile fare una stima precisa di quanti di loro avrebbero perso la vita. Tuttavia il NYT già nel 1940 annuncia una ricompensa alle pene dei giudei e anche molto generosa. Il titolo dell’articolo è “Il Nuovo ordine Mondiale promesso agli ebrei”. Nell’articolo si legge “Arthur Greenwood, del gabinetto di guerra britannico manda un messaggio di rassicurazione agli ebrei: una volta terminata la guerra e una volta ottenuta la vittoria, nuovi sforzi occorreranno per fondare un Nuovo Ordine Mondiale basato sugli ideali di pace e giustizia”. Greenwood- deputato leader del partito laburista inglese- ha inoltre aggiunto:

“Nel Nuovo Mondo gli ebrei avranno numerose opportunità le sofferenze e le ingiustizie che hanno subito potranno essere adeguata-mente riparate. La loro collaborazione sarà fondamentale per la ricostruzione del mondo”. Il messaggio fu consegnato ai rabbini Stephen Wise e Maurice Perlzweig arrivati a Londra in quella mattina del 6 ottobre 1940 i quali risposero che il messaggio viene da loro interpretato come una dichiarazione di ferma intenzione da parte dell’Inghilterra per venire incontro agli ebrei.

EBREI ULTRA-ORTODOSSI NON RICONOSCONO LO STATO DI ISRAELE


Il 26 gennaio del 2014, la polizia israeliana ha arrestato due insegnanti responsabili di un folto gruppo di 100 studenti ultra-ortodossi perché tenevano festosamente un barbecue vicino ad un monumento all’olocausto, proprio alla vigilia del ‘giorno della memoria. Gli ebrei ultra-ortodossi non riconoscono il ‘Giorno della Memoria’ di Israele ed episodi simili sono ricorrenti. Molti gruppi haredi – popolazione in velocissima crescita in Israele – sostengono che l’Olocausto sia solo una finzione creata ad arte per fornire un pretesto alla creazione dello stato di Israele. Recentemente molti ebrei ultra-ortodossi sono stati arrestati per aver scritto su un memoriale dell’olocausto frasi del tipo: “
Se Hitler non fosse esistito, i sionisti lo avrebbero inventato”(…). 

LA RIVOLUZIONE CULTURALE, POLITICA E RELIGIOSA PORTATA DALLA SHOAH

Guardiamo alle conseguenze: gli effetti della shoah, hanno inevitabilmente portato a Norimberga, alla fondazione dell’ONU e non solo… In seguito, con il pretesto della shoah si è finalmente costituito lo Stato d’Israele, (1948) a pochi anni dal termine della guerra. L’esercito israeliano, -notoriamente uno degli eserciti più forti del mondo, ma che ricordiamo non potrebbe sussistere senza le continue trasfusioni di denaro degli USA addebitati ai contribuenti americani- ha usato tutto il suo potere per opprimere, bombardare e massacrare i legittimi abitanti della Palestina, ridotti ormai ad essere schiavi nella loro stessa terra. Con la fondazione dello stato di Israele inoltre è nata la questione mediorientale così come la conosciamo oggi: le dichiarazioni di guerra da parte degli USA a tutti i paesi arabi non Israel friendly; le “primavere colorate”; i false flag che stanno insanguinando tutto il mondo; i paesi adiacenti ad Israele tenuti impegnati a farsi guerra fra di loro; i conflitti di religione, nati dopo il 48, prima dell’intervento dei sionisti infatti, cristiani, musulmani ed ebrei vivevano pacificamente in quelle terre. Dopo la shoah è ormai impossibile fare una critica alle ambizioni e agli intrighi giudaici di ieri e di oggi senza essere tacciati di antisemitismo. Ma non solo, grazie alla Shoah il giudaismo riuscì finalmente in un’impresa titanica, impresa che aveva fallito in 1960 anni: penetrare all’interno della Chiesa Cattolica. 

Subito dopo la II Guerra, la B’nai B’rith (la massoneria per soli ebrei) riuscì a mettersi in contatto con alcuni alti esponenti della Chiesa Cattolica per mutare l’insegnamento che le scritture, il magistero e i padri della Chiesa avevano tramandato sugli ebrei. E’ da ricordare in particolare l’impegno di 3 agenti della B’nai B’rith, Jules Isaac, Label Katz e Nahum Goldmann che riuscirono a convincere gran parte dell’alta gerarchia ecclesiastica, sostenendo che l’antisemitismo cristiano è stato responsabile del dilagare dell’odio antisemita, un sentimento alimentato nella popolazione dall’insegnamento cristiano preconciliare che avrebbe in seguito portato allo sterminio ebraico.

Gli agenti della B’nai B’rith  negano spudora—tamente persino la responsabilità ebraica nella Crocifissione di Gesù Cristo, oltre a negare l’inattaccabile storicità di Gesù. Le richieste dei giudei furono finalmente prese in considerazione. Il tanto agognato Concilio Vaticano II, segnerà una rottura con l’insegnamento della Chiesa in materia di giudaismo e i rapporti con le altre religioni. Con l’ingresso della B’nai B’rith, e della massoneria all’interno delle mura di Pietro ecco finalmente dilagare scandali, eresie infiltrazioni massoniche di tutti i tipi che hanno portato all’allontanamento in massa dei fedeli e alla grave crisi dottrinale nella quale la Chiesa di trova tutt’oggi.

Nahum Goldmann, fu il primo ad ipotizzare l’idea di Norimberga già nel 1942 quando le sorti della guerra erano ancora da decidere. In seguito collaborò alla enciclica Nostra Aetate, il futuro documento del Concilio sui rapporti cogli ebrei.  Oggi la sottomissione ai giudei è talmente grande da spingere alcune diocesi a concedere l’indulgenza plenaria il giorno della memoria, il 27 gennaio. Nessuna indulgenza per chi onora le vittime cristiane, del comunismo, della massonica Rivoluzione Francese, né per chi onora i martiri cristiani caduti per difendere l’Italia in occasione del Risorgimento, nè per il milione e mezzo di armeni trucidati dagli ebrei turchi donmeh, o per tutti quelli morti ammazzati nel corso di duemila anni. Nessuna indulgenza per i fedeli che li onorano e nemmeno nessuna giornata della memoria per le vittime.

UN’AMMISSIONE IMPORTANTE

Il 14 agosto del 2002, la radio-speaker americana Amy Goodman, intervista Shulamit Aloni, ex ministro dell’educazione in Israele e fondatrice del partito israeliano Ratz. L’intervistatrice chiede all’ex ministro: “spesso quando negli USA viene espresso dissenso nei confronti della politica di Israele, ma chi osa fare una critica viene tacciato di antisemitismo. Qual è la vostra risposta in quanto ebrea-israeliana”?  L’ex ministro israeliano fa un’ammissione importante, ecco la spudorata risposta: “Beh è un TRUCCO che abbiamo sempre usato: quando in Europa qualcuno critica Israele, tiriamo fuori l’Olocausto, al che questi vengono chiamati antisemiti. L’organizzazione è forte, ha molto denaro e i legami tra Israele e l’establishment americano sono molto forti; hanno il potere, ed è giusto. E’ gente talentuosa, piena di soldi, media, potere ecc. Tirar fuori l’Olocausto giustifica quello che facciamo ai palestinesi”.

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Ancora non vi basta, idioti creduloni, tutto questo per porvi qualche interrogativo sull’olocausto e sui sei milioni?

Allora eccovi altri documenti, che dimostrano con dichiarazioni di ebrei vari, come l’olocausto dei sei milioni fosse una sorta di invenzione religiosa, che prevedeva la nascita del loro squallido Stato di Israele solo dopo un olocausto che avrebbe mietuto sei milioni di vittime, che avrebbero dovuto scomparire in forni ardenti!

Capito da dove derivano le bufale sulle camere a gas e sui forni crematori?

Prima che la longa manus dei giudei faccia sparire anche questo, vi consiglio di salvare il seguente documento sul vostro PC; vi aiuterà a capire questo e molto altro sul mondo giudaico; a seguire, alcuni estratti di questo documento.

https://www.itajos.com/BIBLIOTECA/Seimilionipdf.pdf

Carlo Gariglio

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L’autore ebreo, Benjamen Blech, confermò questa realtà nel suo libro “I segreti delle parole ebraiche” (J Aronson Inc., 1991, 241), affermando: “La parola ebraica per “tu tornerai” (TaShuVU), sembra essere stata scritta in modo errato.

Grammaticalmente ne richiede un altro (vav). Si dovrebbe leggere (TaShUVU). Perché manca la lettera (vav) che sta per sei. [TaShuVU] senza il vav è una previsione per il popolo ebraico di ritorno definitivo alla loro patria nazionale. TaShuVU in numeri arriva fino a 708: tav = 400, shin = 300, vei = 2, vey = 6. Quando scriviamo l’anno, ignoriamo i millenni. Nel 1948 sul calendario secolare, abbiamo assistito al miracolo del ritorno ebraico in Israele. Nel calendario ebraico era l’anno 5708. Quello era l’anno previsto dalla parola incompleta (TaShuVu), voi tornerete.

Siamo tornati, mancando 6 – un importante 6 milioni di persone che sono morte nell’olocausto. Tuttavia, l’adempimento della predizione del ritorno proprio in quell’anno implicito dalla gematria di TaShuVU ci dà la ferma speranza che le parole dei profeti per la redenzione finale diventino realtà.”

Ecco due commenti aggiuntivi sulle origini del “Sei Milioni” da History & Scriptural Origins del Six Million Number: [Citazione 1] Le profezie ebraiche nella Torah richiedono che 6 milioni di ebrei debbano “essere svaniti” prima che si possa formare lo stato di Israele. “Tu dovrai tornare meno 6 milioni.” Ecco perché Tom Segev, uno storico israeliano, ha dichiarato che “6 milioni” è un tentativo di trasformare la storia dell’Olocausto in religione di stato. Quei sei milioni, secondo la profezia, dovevano scomparire in “forni ardenti”, che è la versione giudiziaria dell’Olocausto ora autenticata. In effetti, Robert B. Goldmann scrive:

“. . . senza l’Olocausto, non ci sarebbe Stato ebraico.” Una semplice conseguenza: Dato sei milioni di ebrei gasati ad Auschwitz che finirono nei “forni ardenti” (la parola greca olocausto significa offerte bruciate), quindi, le profezie sono state ora “adempiuta” e Israele può diventare uno “stato legittimo”. -Sconosciuto [Citazione 2]

Riguardo al numero di “sei milioni” dovresti sapere quanto segue: Nel testo ebraico della profezia della Torah, si può leggere “tu dovrai tornare”. Nel testo è assente la lettera “V” o “VAU”, in quanto l’ebraico non ha numeri; la lettera V sta per il numero 6. Ben Weintraub, uno scienziato religioso, ha imparato dai rabbini che il significato della lettera mancante significa che il numero è “6 milioni”. La profezia poi recita: tu tornerai, ma con 6 milioni in meno. Vedi Ben Weintraub: “The Holocaust Dogma of Judaism”, Cosmo Publishing, Washington 1995, pagina 3. I 6 milioni mancanti devono essere così prima che gli ebrei possano tornare nella Terra Promessa. Jahweh vede questo come una pulizia delle anime del popolo peccaminoso. Gli ebrei devono, al ritorno nella Terra Promessa, essere puliti – la pulizia deve essere fatta a fuoco. [“in burning stokes” in inglese]

https://web.archive.org/web/20170410182351/http://www.thebirdman.org/Index/ Jews/Jews-History&ScripturalOriginOfThe6MillionNumber.html

TRADIZIONI GIUDAICO – CRISTIANE (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Luglio 2018)

In questa triste epoca di falsi sovranisti, che in realtà sono dei veri lacchè dell’Europa dei banchieri e dello Stato pirata di Israele, sentiamo sempre più spesso la litania delle nostre presunte tradizioni giudaico – cristiane; ora, questo mantra è semplicemente ridicolo, sia per quanto riguarda il concetto di “tradizione”, sia per ciò che riguarda l’influenza del giudaismo nelle tradizioni europee.

Questa massa di ignoranti asserviti alla sinagoga in funzione anti islamica cerca di spacciarci come tradizione europea un qualcosa inventato di sana pianta circa duemila anni or sono, che in realtà rappresenta una goccia nel mare dei milioni di Storia scritta e in parte da riscrivere; si parla di fatti accaduti almeno 70 milioni di anni fa, qualcuno sostiene che esemplari umani esistessero già in quel periodo, mentre altri si limitano a collocare l’uomo sulla terra circa 500 mila anni fa, o 250 mila, secondo altri studiosi (http://www.storiafacile.net/preistoria/comparsa_uomo_sulla_terra.htm).

Ma siano 70 milioni di anni, o “soli” 250 mila, parlare di tradizioni riferendosi ai soli ultimi duemila anni fa semplicemente ridere!

Millenni di Storia europea vengono dimenticati; il mondo greco, l’Impero Romano, i popoli nordici, tutti gettati nella spazzatura per correre dietro alle stupide superstizioni inventate 2018 anni dai baldi cristiani, e dai loro compari e nemici…

Fra l’altro, la stessa massa di superstizioni ignoranti detta cristianesimo, non è null’altro che la riproposizione del Mitraismo, religione in auge ben 14 secoli prima, dalla quale il cristianesimo rubò praticamente tutti i miti oggi celebrati come verità assolute (http://cristianesimo.it/mithra.htm).

Cultura

Quindi, se è già ridicolo associare il cristianesimo alla tradizione europea, che se mai è quasi integralmente pagana, ancora più esilarante è associare queste tradizioni al giudaismo, che non mi risulta abbia lasciato grandi ricordi nella Storia europea, anche volendosi limitare alla più recente.

Certo, questi signori ci hanno regalato il sistema bancario, l’usura (Al tempo del Cholhamoed il disbrigo di ogni tipo di affare è proibito. Ma è permesso praticare l’usura sui Gentili, perché la pratica dell’usura su un Gentile in ogni momento piace al Signore – Talmud, Schuican Amch, Orach Chailìi, 539) e tante altre tradizioni “sane”, come la pedofilia (E’ giusto per una bambina di tre anni avere rapporti sessuali – Talmud, Abodah Zarah, 37a, Kethuboth, 11b, 39a, Sanhedrin, 55b, 69a,b, Yebamoth, 12a, 57b, 58a, 60b – I rapporti sessuali con un bambino al di sotto degli 8 anni d’età sono leciti – Talmud, Sanhedrin, 69b – Quando un uomo compie rapporti omosessuali con un bambino al di sotto dei 9 anni d’età,  non è da condannare – Talmud, Sanhedrin, 54b, 55a) – http://www.veja.it/2009/02/15/raccomandazioni-dal-talmud/

Ma si tratta di “tradizioni” delle quali avremmo volentieri fatto a meno, e che sono state avversate e criticate per secoli da quello stesso cristianesimo che oggi chiama i giudei “fratelli maggiori” e finge di avere nell’Islam un pericoloso avversario.

Ora, pur non avendo alcuna simpatia per il morbo cristiano, vorrei dedicare ai lettori un bell’articolo tratto da un sito di cristiani non ancora asserviti all’ebraismo internazionale, cioè il Centro San Giorgio, consigliatomi dal Camerata abruzzese Paolo Censi.

Dato che a molti piace celebrare con orgoglio certe tradizioni e certe vicinanze religiose, spero di fare loro cosa gradita!

Carlo Gariglio

La pornografia come arma segreta.

 Trasformare gli uomini in porci.

Com’è possibile prendere dei cittadini liberi e indipendenti e trasformarli in schiavi? Come farlo lentamente e in maniera impercettibile, senza violenza e con la partecipazione attiva dei candidati alla schiavitù? La risposta è semplice. Basta corromperli, indebolirli, depravarli e demoralizzarli finché hanno acquisito tutte le caratteristiche degli schiavi. Come la strega Circe con un colpo di bacchetta magica trasformò gli amici di Ulisse in un branco di porci, così chi controlla l’arma dell’ipnosi di massa – i media – di una nazione può trasformare i suoi cittadini in volonterosi schiavi.

É possibile insegnare ad essi a diventare robot e trasformarli in macchine viventi. Questo è il vero potere. Questo è ciò che ci può far sentire simili a Dio (o al diavolo). Esiste un’arma segreta o una «bacchetta magica» per trasformare gli uomini in porci? Sì, c’è. Il sesso è un’arma segreta, una bacchetta magica che può trasformare gli uomini in porci.

Gli ebrei usano la pornografia «per distruggere la morale dei gentili»

Qual è il volto dei ricchissimi imprenditori di successo (100 miliardi di dollari all’anno) che possiedono l’industria pornografica? (2). I venditori ambulanti di pornografia appartengono a tutti i popoli, ma ce n’é uno in particolare che la fa da padrone in questo campo. Il mercato del sesso – come il traffico di schiavi e l’usura – è da sempre una specialità ebraica. Lo storico ebreo Nathan Abrams, forse l’autorità più rinomata al mondo sul ruolo ebraico nella diffusione della pornografia, ha vuotato il sacco nella sua controverso articolo «Triple-Exthnics» (3). Nel 2004, il prestigioso trimestrale ebraico Jewish Quarterly ha pubblicato un articolo mostrando in maniera dettagliata come la multi-miliardaria industria mondiale del porno sia dominata da ebrei. Non solo il Dr. Abrams ammette che gli israeliti sono i pornografi più riuscito al mondo, ma celebra questo fatto. Gli ebrei, afferma Abrams, covano rancore contro il cristianesimo, «un odio atavico verso l’autorità cristiana» radicato dopo secoli di umiliazioni, e la pornografia è uno dei modi in cui essi si vendicano sui loro persecutori cristiani, gli odiosi oppressori che li espulsero da centonove Paesi fin dall’anno 250 d.C., sempre senza una giustificazione (4). Quindi, ora è tempo di rivalsa. Nota candidamente il Dr. Abrams:

«Il coinvolgimento ebraico nella pornografia negli Stati Uniti ha una lunga storia. Sebbene gli ebrei costituiscano solamente il 2% della popolazione americana, essi sono stati prominenti nella pornografia. Secondo un insider anonimo dell’industria a luci rosse, citato da E. Michael Jones nella rivista “Culture Wars” (maggio 2003), “i più importanti pornostar maschi degli anni Ottanta avevano ricevuto un’educazione israelita e laica, mentre e le donne provenivano da scuole cattoliche”. Di conseguenza, lo scenario standard della pornografia divenne una fantasia ebraica di fare “schtupping” con una “shiksa” cattolica (5). Il coinvolgimento ebraico nell’industria porno può essere considerato come un proverbiale gesto del dito medio a tutto l’establishment WASP americano […]. Esso è il risultato di un odio atavico verso l’autorità cristiana: gli ebrei stanno tentando di indebolire la cultura dominante in America mediante la sovversione morale» (6).

Al Goldstein (1936-2013), editore della rivista Screw (7), disse una volta (e il Dr. Abrams lo cita con gioia):

«L’unica ragione per cui gli ebrei sono nella pornografia è pèrché pensiamo che Cristo fa schifo. Il cattolicesimo fa schifo».

L’atteggiamento indulgente del Dr. Abrams verso la pornografia è alquanto sorprendente. Ecco un uomo che crede davvero che il dominio ebraico dell’industria del porno sia un risultato formidabile. Gli ebrei si sono realizzati promuovendo la masturbazione. Abraham H. Foxman, direttore nazionale dell’Anti – Defamation League (ADL) (8), è d’accordo con l’idea «liberale» secondo cui la pornografia è una buona cosa, se non per le innumerevoli vittime della porno-dipendenza, almeno per quegli ebrei che si arricchiscono sfruttando quei tossicodipendenti. Scrive Foxman con approvazione:

«Quegli ebrei che sono entrati a far parte dell’industria pornografica lo hanno fatto come individui che inseguono il sogno americano» (9).

Il Dr. Abrams, il sobrio accademico ebreo, alza la posta in gioco aggiungendo un tocco sinistro a questa controversia. Egli afferma con aria di sufficienza:

«Gli ebrei sono la forza motrice che sta dietro alla moderna industria pornografica, e la loro motivazione è, in parte, distruggere la morale dei gentili» (10).

«Distruggere la morale dei gentili» (ossia dei non-ebrei). Notate bene questa frase. Essa equivale ad un’aperta dichiarazione di guerra. Perché mai questi ebrei dovrebbero desiderare di «distruggere la morale dei gentili» – in questo caso, i cristiani – se non per il loro odio verso di essi? Per quale ragione essi vorrebbero distruggere quei valori che ci sono più cari? Non c’è alcuna legge che vieti all’attrice comica ebrea Sarah Silverman di proferire oscenità blasfeme contro Gesù Cristo e offendere oltre 2 miliardi di cristiani con questa frase infame:

«Spero che siano stati proprio gli ebrei ad uccidere Cristo! Lo rifarei, c…zo, lo rifarei in questo istante» (11).

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Provate solo ad immaginare per un momento cosa accadrebbe se un comico cristiano se ne uscisse con un insulto simile contro le vittime dell’Olocausto: «Spero che siano stati proprio i nazisti ad uccidere sei milioni di ebrei! Lo rifarei, c…zo, lo rifarei in questo istante». Un commento così offensivo sarebbe impensabile. Il comico che si macchiasse di una cosa del genere verrebbe ostracizzato e non gli sarebbe più permesso di lavorare nel campo dell’intrattenimento.

Ciononostante, l’ebrea Sarah Silverman è perfettamente libera di sputare in faccia ai cristiani e riceve pure degli applausi per questo odioso discorso. Il cristiano, al contrario, non può far nulla. Egli è divenuto un schiavo nel suo Paese, ed è oggetto di ridicolizzazione e di disprezzo. E dunque, non è affatto sorprendente imparare che gli ebrei dominano la produzione e la distribuzione della pornografia. In un articolo intitolato Jews in Porn («Gli ebrei nel porno»), scrive il blogger ebreo Luke Carey Ford:

«Quando si tratta di un’attività disprezzata dalla società, gli ebrei fanno il loro sporco lavoro – l’usura nel Medioevo e il porno ai nostri giorni – per cogliere l’opportunità di guadagnare denaro. Perseguitati per millenni nelle diverse società dove sono vissuti, molti ebrei hanno sviluppato una fedeltà alla loro sopravvivenza come al loro valore più elevato, e non si curano affatto della sopravvivenza della società che li perseguita. Anche quando gli ebrei vivono in una società che dà loro il benvenuto anziché molestarli, molti ebrei odiano la cultura dominante. Per nulla radicati sia nella loro tradizione che in quella della maggioranza cristiana, essi vivono in una comunità di ribelli. A causa dell’enfasi dell’ebraismo a riguardo dell’istruzione e della destrezza verbale, generalmente gli ebrei dominano nelle accademie, nel campo dello intrattenimento e dei media. La pornografia deriva da questa cultura. In questo settore gli ebrei esercitano un’influenza sproporzionata, essendo il 2% della popolazione americana» (12).

Come gli ebrei dominano l’industria pornografica.

Il Dr. Robert Jesse Stoller (1924-1991), nel suo libro Porn: Myths for the Twentieth Century («Pornografia: miti per il ventesimo secolo»), ha cercato di capire la mentalità delle persone coinvolte nel business della pornografia hard core. Mentre stava intervistando alcuni attori e attrici in California, gli fu detto:

«Se vieni accolto cordialmente nel mondo del porno, è incredibile. É una grande famiglia. Quindi, molti ebrei ne sono entrati a far parte» (13).

Oggi, la maggior parte di film o video porno di provenienza americana è prodotta da ebrei nella San Fernando Valley, nella California Meridionale. Essa è situata a Nord di Los Angeles in un malfamato sobborgo noto come «Porn Valley» o «l’altra Hollywood». Qui un pugno di israeliti sono i boss dell’industria del sesso e possiedono ogni studio di una certa importanza. Il più ragguardevole di essi è la Vivid Entertainment (14), che, da quel che si sa, è la più grande società di produzione pornografica al mondo. La Vivid è di proprietà del multi-miliardario ebreo Steve Hirsch, noto anche come «il re del porno». La sua società ha un reddito annuo di circa 100 milioni di dollari, producendo sessanta film all’anno che vengono distribuiti nelle videoteche, nelle catene di alberghi, sulla TV via cavo e su Internet (15). Nota con compiacenza Hirsch:

«Il sesso è una cosa potente. Questo è il nostro momento» (16).

Un altro magnate del porno è il miliardario ebreo Paul Fishbein, fondatore di Adult Video News (AVN), un’agenzia che ha il suo quartier generale nella Porn Valley. I tre soci d’affari di Fishbein, Irving Slifkin, Barry Rosenblatt ed Eli Cross, sono tre ebrei favolosamente ricchi 17. Quindi, non vi sbagliate se pensate che la Porn Valley è un’enclave ebraica, come Tel Aviv o Brooklyn.

Il ruolo ebraico nella pornografia infantile.

Secondo la British Charity, National Children’s Homes, il 55% della pornografia infantile mondiale viene prodotto negli Stati Uniti (18). Sarebbe stupefacente scoprire che gli ebrei non sono in prima linea anche in questa sordida impresa, visto che essi dominano l’intera industria pornografica (19). La pedofilia è un fenomeno mondiale, ma è un fatto innegabile che certi ebrei che la praticano lo facciano con una certa impunità. Nonostante sia stato riconosciuto colpevole per aver drogato e stuprato una ragazzina tredicenne, il regista Roman Polanski non ha avuto guai con la giustizia. Gli è bastato acquistare un biglietto di sola andata per Parigi. Le autorità statunitensi non hanno fatto nulla per ottenerne l’estradizione. Nel luglio del 2000, a Rio de Janeirio la polizia brasiliana ha tentato di arrestare il viceconsole israeliano Arie Scher. Questi era sospettato di essere a capo di una giro di pornografia infantile all’interno dell’ambasciata israeliana. Un’enorme quantità di materiale pornografico era stato rinvenuto nel suo computer. Cosa è accaduto a Scher? Nulla. Facendosi scudo dell’immunità diplomatica, egli è salito su un aereo per Tel Aviv, e quella è stata l’ultima cosa che si è saputo di lui (20).

polanski_geimerSopra: a sinistra il regista Roman Polanski. A destra la sua giovane vittima, la tredicenne Samantha Geimer che Polanski ha drogato e stuprato.

Un altro pedofilo ebreo troppo importante per essere seriamente punito per i suoi crimini è stato il figlio del famoso scrittore di fantascienza Isaac Asimov (1920-1992). Egli è stato trovato in possesso di una grande quantità di pornografia infantile nascosta nella sua abitazione in California. L’accusa formulata è stata di produzione e distribuzione di materiale pedo-pornografico, un crimine federale che normalmente viene punito con una condanna a vent’anni di reclusione.

David Asimov è stato trattato con i guanti: sei mesi agli arresti domiciliari. Com’è stato possibile che se la sia cavata con così poco? «Uno sguardo ai giocatori in campo fornirà la risposta», ha riportato un sensazionale rapporto. «La quantità di pedo-pornografia rinvenuta nella casa di Asimov era così grande che le numerose vittime minorili e gli esecutori avrebbero avuto grossi guai se avessero zelantemente perseguito Asimov portandolo a processo» (21). Sembra che per gli ebrei ci sia una legge speciale e un’altra per noi comuni mortali.

Una banda ebraica coinvolta nell’uccisione di bambini e negli snuff-movies.

Se il 55% della pornografia infantile in tutto il mondo – secondo la British Charity, National Children’s Homes – proviene dagli Stati Uniti, il 23% di questo materiale viene prodotto in Russia 22. Se la pedo-pornografia russa sia in mano ad ebrei russi resta un mistero. C’è un’alta probabilità che lo sia, dato che c’è un’evidenza abbastanza solida del coinvolgimento di ebrei russi nel traffico sessuale, nel rapimento di minori, nella pedofilia e nell’uccisione di bambini anche nella produzione di snuff-movie. Ecco un rapporto pubblicato per la prima volta nell’ottobre del 2000. Esso fornisce al lettore un’idea degli abissi di depravazione in cui questi pornografi sono disposti a sprofondare:

GANGSTER EBREI HANNO RIPRESO LO STUPRO E L’UCCISIONE DI BAMBINI DI DUE ANNI.

«Roma, Italia. La polizia russa e italiana stanno lavorando insieme per sgominare una banda di malviventi ebrei coinvolti nella produzione di snuff-movies che riprendono lo stupro di bambini. Tre ebrei russi e otto ebrei italiani sono stati arrestati dopo che la polizia ha scoperto che essi rapivano bambini non-ebrei, di età compresa tra i due e i cinque anni, da diversi orfanotrofi russi, li stupravano riprendendo la loro morte con una videocamera. Di questi clienti, quasi sempre non-ebrei, 1.700 erano in Russia, 600 in Italia, e un numero ignoto negli Stati Uniti. Essi pagavano fino a 20.000 dollari a film per poter vedere questi bambini mentre venivano stuprati e assassinati. Alcuni ebrei, a capo di una famosa agenzia-stampa italiana, hanno tentato di insabbiare questa storia, ma sono stati preceduti da reporter italiani che hanno trasmesso alcune scene estratte da questi film in prima serata sulla televisione italiana davanti ad oltre 11 milioni di telespettatori. In seguito a quanto accaduto, i dirigenti ebrei di questa agenzia-stampa hanno licenziato i responsabili, accusandoli di avere diffuso le solite dicerie sul “sacrificio rituale ebraico”. Sebbene le agenzie AP e Reuters abbiano riportato l’accaduto, i vari conglomerati mediatici statunitensi si sono rifiutati di mandare in onda questa storia nei notiziari televisivi affermando che una notizia del genere avrebbe alimentato i pregiudizi degli americani verso gli ebrei» (23).

Secondo il Talmud, una bambina di tre anni è già pronta per avere rapporti sessuali con adulti (Sanhedrin 54b). Anche ucciderli è lecito. «Il migliore dei gentili merita di essere ucciso»: così insegna autorevolmente nel Talmud il venerato rabbino Ben Yohai (24).

La schiavizzazione di massa mediante il sesso.

É un’immane tragedia il fatto che a questi ebrei sia stato permesso di mettere in campo la pornografia ottenendo effetti così devastanti che essi sono riusciti a schiavizzare intere nazioni, come Circe con un tocco della sua bacchetta magica ridusse in schiavitù i greci trasformandoli in porci: una metafora adatta per ciò che sta accadendo alle masse sotto i loro nuovi padroni. Scrive il cinico Aldous Huxley (1894-1963) nella sua opera Mondo Nuovo:

«Uno Stato totalitario davvero “efficiente” sarebbe quello in cui l’onnipotente comitato esecutivo dei capi politici e la loro armata di direttori esercitassero la longa manus su una popolazione di schiavi, tanto che sarebbe inutile controbattere, perché questi conserverebbero l’amore della loro servitù» (25).

Questi pervertiti organizzati sembrano non farsi alcun genere di scrupolo morale dal trarre profitto dalla vendita di pornografia. Essi non mostrano alcuna preoccupazione per il fatto scientificamente provato che le pericolose eroto-tossine rilasciate dal cervello dopo un contatto prolungato con la pornografia possono dare assuefazione e provocare un progressivo danno cerebrale (26).

Non credo nemmeno che questi porno-centrici abbiano qualche rimorso di coscienza a riguardo della corruzione su vasta scala delle famiglie, ebraiche e non-ebraiche, o mostrino la seppur minima inquietudine per la tragica discesa di così tanti ragazzini nell’inferno della masturbazione compulsiva e nella porno-dipendenza. Questi imprenditori del sesso, dediti ai facili profitti, hanno ardentemente cercato di fornire alle masse il più conveniente e il più mortale dei sedativi: l’opportunità di avere orgasmi senza fine mediante un flusso incessante di immagini pornografiche che sgorga dai mass media da essi controllati. Ecco un modo per realizzare la dominazione mondiale senza ricorrere alla violenza rivoluzionaria o alla conquista militare: prendere interi Paesi e trasformarli in falsi paradisi dell’auto-erotismo. Scrive Padre Nathanael Kapner:

«I cittadini-modello del futuro saranno felici masturbatori. Questa affascinante attività li terrà occupati tutto il giorno. Essa li renderà docili e compiacenti, sazi e semi-sonnolenti, come mosche da sterco drogate in una fogna o in una latrina. Questi cittadini saranno troppo occupati a corrompere sé stessi per scatenare rivoluzioni o per pianificare azioni vendicative contro l’oscura élite che è stata l’architetto della loro schiavitù. Essi non sono i trasformatori del mondo e i maghi del futuro di cui Nietzsche ha detto: “Guardate, io vi mostro il Superuomo”! A causa della loro perversione e della loro debolezza essi sono destinati alla pattumiera della Storia» (27).

Ecco ciò che Padre Nathanael Kapner ha da dire su questo soggetto. Un riassunto indovinato. Il fatto che Padre Kapner sia ebreo rende le sue parole ancora più irresistibili

«La decadenza della vita sociale cristiana dell’Occidente non è avvenuta a caso; essa è stata progettata, deliberatamente promossa e diffusa. Questo sistematico indebolimento della cultura occidentale continua anche oggi. Gli strumenti di questo assalto alla cultura e alla coscienza cristiana sono le armi della propaganda: la stampa, la televisione, il cinema e l’istruzione. La fonte principale della propaganda è il cinema. Dalla sua capitale, Hollywood, l’ebreo vomita una serie senza fine di film pervertiti per svilire e degenerare la gioventù d’America e del mondo occidentale. Il divorzio sostituisce il matrimonio, l’aborto subentra alla nascita, e la famiglia diventa il campo di battaglia del conflitto individuale. L’ebreo ha raggiunto la sua méta: distruggere la cultura occidentale» (28).

Temo di non trovarmi d’accordo con la conclusione di Padre Kapner secondo cui gli ebrei sarebbero gli unici responsabili del declino e della caduta della cultura occidentale. Se l’Occidente è andato in malora, anche i goyim (i «non ebrei») sono da biasimare. La loro entusiasta complicità con i proprî pervertirori è stata la loro rovina. La società che ci ritroviamo è la società che meritiamo.

Conclusione.

C’è da temere che l’epidemia di sesso virulento di cui siamo testimoni sia una forma di guerra psicologica deliberatamente pianificata. Questo è ciò che vogliono i nostri governi. I burattinai che tirano i fili ignoti dei nostri regimi occidentali – tutti mascherati da democrazie – hanno lavorato per fabbricare precisamente ciò che vediamo quando ci guardiamo attorno: una diffusa nevrosi, un’infelicità di massa, un crollo dei valori morali, il collasso del cristianesimo e la rozza brutalizzazione dell’uomo comune. Non c’è bisogno di alcun Gulag per coloro che acconsentono ad essere ridotti in catene.

Note

(1) Traduzione dell’originale inglese Pornography as a Secret Weapon, a cura di Paolo Baroni. Scritto reperibile alla pagina web http://www.veteranstoday.com/2014/05/06/pornography-as-a-secret-weapon/

(2) http://sexual-sanity.com/2007/05/worldwide-pornography-industry-approaches-100-billion/

(3) Cfr. N. Abrams, «Triple-exthnics: Nathan Abrams on Jews in the American porn industry», in Jewish Quarterly, nº 196, Inverno 2004. Vedi pagina web http://www.jewishquarterly.org/issuearchive/articled325.html?articleid=38

(4) http://www.biblebelievers.org.au/expelled.htm

(5) Nel dialetto ebraico yiddish, «schtupping a shiksa» significa «fare sesso con una donna non ebrea».

(6) Cfr. N. Abrams, art. cit.

(7) In inglese, screw significa «vite», ma nello slang americano sta per «coito».

(8) L’Anti-Defamation League («Lega Antidiffamazione») è un gruppo di pressione fondato nel 1913 dal massonicissimo B’nai B’rith negli Stati Uniti d’America. Lo scopo statutario è «fermare, per mezzo di appelli alla ragione ed alla coscienza e, se necessario, rivolgendosi alla legge, la diffamazione nei confronti degli ebrei».

(9) Cfr. N. Abrams, art. cit.

(10) Ibid.

(11) Così la comica americana durante lo spettacolo Jesus Is Magic (2005).

(12) http://www.whale.to/c/jewsporn.html Ford è cresciuto in una famiglia protestante e si è convertito all’ebraismo dopo essere giunto in età adulta.

(13) Cfr. R. J. Stoller, Porn: Myths for the Twentieth Century, Yale University Press, 1991.

(14) http://boingboing.net/2007/10/16/hard-times-in-porn-v.html

(15) http://it.wikipedia.org/wiki/Vivid_Entertainment

(16) Cfr. «The Porn King», in Forbes, luglio 2005. Vedi pagina web http://www.forbes.com/2005/03/07/cz_bp_0307vivid.html «Nella San Fernando Valley ogni anno vengono prodotti 20.000 video pornografici, al ritmo di uno ogni quaranta minuti»: vedi R. Alexander, Porn Addition at Crisis Levels; http://www.wnd.com/2012/10/porn-addiction-at-crisis-level/#3pBcQg1Byh1TP4RG.99

(17) http://it.wikipedia.org/wiki/Adult_Video_News

(18) http://nopornnorthampton.org/2007/03/07/penn-state-law-professors-trot-out-female-porn-leaders-to-whitewash-realities-of-adult-industry-explicit-language/

(19) Cfr. L. Darkmoon, Masters of Porn: The Systematic Promotion of Sexual Deviance. Vedi pagina web http://www.darkmoon.me/2012/masters-of-porn-the-systematic-promotion-of-sexual-deviance-by-dr-lasha-darkmoon/

(20) Ecco alcuni titoli di agenzia su questo caso: «La polizia brasiliano ha accusato un diplomatico di essere a capo di cerchia pedo-pornografica» (6 luglio 2000); «L’assistente del console israeliano coinvolto in un giro di prostituzione minorile in fuga dal Brasile» (5 luglio 2000). «Il console israeliano in Brasile è collegato alla prostituzione di minori» (5 luglio 2000).

(21) «Isaac Asimov’s Son, his Involvement in Child Porn» («Il figlio di Isaac Asimov, il suo coinvolgimento nella pornografia infantile»). L’articolo è scomparso dalla rete.

(22) http://nopornnorthampton.org/2007/03/07/penn-state-law-professors-trot-out-female-porn-leaders-to-whitewash-realities-of-adult-industry-explicit-language/ Gli ebrei rappresentano lo 0,2% della popolazione mondiale.

(23) http://www.jewwatch.com/jew-atrocities-blood-libel.html Gli snuff-movies sono film illegali in cui vengono ripresi veri e proprî omicidi. Da notare che il succitato articolo è stato pubblicato anche su un rispettabile sito web canadese, il Jewish Tribune, un’ulteriore conferma dell’autenticità del fatto.

(24) Cfr. M. A. Hoffman, «The Truth about the Talmud. A Documented Exposé of Supremacist Rabbinic Hate Literature» («La verità sul Talmud. Un’esposizione documentata della letteratura rabbinica sostenitrice della supremazia e dell’odio»). Estratto dal libro di Michael A. Hoffman intitolato Judaism’s Strange Gods («Gli strani dèi del giudaismo»), 2000.

(25) Cfr. A. Huxley, Un Mondo Nuovo, 1932.

(26) http://www.theoccidentalobserver.net/2012/09/pornographys-effect-on-the-brain-part-1/

http://www.theoccidentalobserver.net/2012/09/pornographys-effect-on-the-brain-part-2/

(27) Cfr. B. N. Kapner, «The Judaic Destruction of Western Culture» («La distruzione ebraica della cultura occidentale»). Vedi pagina web http://www.realjewnews.com/?p=561

(28) Ibid.

Articolo tratto dal sito: http://www.centrosangiorgio.com/piaghe_sociali/pornografia/pagine_articoli/la_pornografia_come_arma_segreta.htm