PULCINELLA AL REFERENDUM (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista – Agosto 2019)

Nel mio personalissimo viaggio all’interno dell’inutilità di fare politica e di scrivere, eccoci tornare al giugno 2011, data in cui si tennero i seguenti referendum abrogativi:

  • Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Abrogazione.
  • Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma.
  • Abrogazione delle nuove norme che consentono la produzione nel territorio nazionale di energia elettrica nucleare.
  • Abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010, n. 51, in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale.

Ora, lasciando da parte i referendum meno interessanti, quello sul nucleare dimostrò senza ombra di dubbio la stupidità e l’ignoranza del popolo italiano, chiamato, come spesso accade, a pronunciarsi su questioni delle quali non capisce una parola.

Guardatevi in giro: oggi va di moda la “mitica” Greta, e soprattutto i vari “gretini” che le scodinzolano intorno, chi per interessi nelle lobby della cosiddetta green economy, chi per pura stupidità, chi alla ricerca di visibilità politica.

Ora come allora, l’argomento “ecologia” finisce nelle mani di completi idioti che non capiscono nulla di energia pulita e che si muovono, tanto per cambiare, obbedendo agli ordini dei soliti partiti, in special modo quelli dei falliti della sinistra,  che spesso hanno cercato di nascondere il loro rosso sangue dietro una patina di verde.

E già allora scrissi l’articolo che ripropongo, al quale non c’è nulla da aggiungere, né tanto meno da rettificare…

Anzi, in calce a questo articolo del 2011, ho deciso di aggiungere altro interessante articolo recuperato in rete, molto più recente (2019) e che conferma le tesi che esponevo alla fine del mio scritto del 2011.

Non so se sono un veggente, ma di sicuro sono uno che si è rotto le balle di rivivere all’infinito certe questioni!

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Anche questa è fatta! Il belante popolo di Pulcinella, dopo avere votato alle elezioni del mese scorso, si è nuovamente recato a pascolare presso i seggi elettorali, questa volta per dimostrare tutta la sua ignoranza referendaria, dopo avere mostrato al mondo intero la sua assoluta e totale ignoranza politica.

No, non chiamateci sostenitori di Berlusconi, siamo semplicemente fra i pochi italiani che tentano ancora di mettere in moto il cervello prima di parlare ed agire, e facendo questo, abbiamo compreso che se è il caso di liberarci da Berlusconi e soci, non è certo il caso di cadere dalla padella nella brace, sostituendo costoro con scimmie urlatrici e volgari quali Di Pietro e Grillo, oppure con residuati bellici dell’epoca sovietica come Bersani, Fassino, Ferrero, Pisapia… Certi italiani (e soprattutto certi finti camerati) mi ricordano quel marito del famoso detto popolare, il quale, per fare un dispetto alla moglie, pensò bene di evirarsi da solo!
Questo è accaduto alle ultime elezioni, ma ancora di più è accaduto con la celebrazione dei referendum di questo mese, ove abbiamo assistito alle tristissime e squallide scene offerte da certi sedicenti camerati, i quali hanno avuto l’ardire di trasformarsi negli Ascari di Di Pietro e soci, dapprima favorendo la raccolta di firme, poi recandosi disciplinatamente a votare come tanti pecoroni, ed infine celebrando la vittoria (dei rossi) con grida di giubilo e farneticanti comunicati sui loro inutili giornali ed ancora più inutili siti.

Una cosa sia ben chiara: noi del MFL-PSN non abbiamo fatto alcuna campagna pro o contro i referendum, semplicemente perché non amiamo trasformarci in lacchè ed Ascari di altre formazioni politiche, le quali gradirebbero i nostri sforzi sottobanco, ma sarebbero pronte a sputarci addosso, come di consueto, davanti alla stampa ed al grande pubblico.

Inoltre, non vedo perché dovremmo partecipare a dei riti cartacei dai quali le stesse forze che dovremmo sostenere, con il SI o il NO, fanno di tutto per eliminarci utilizzando tutto l’apparato burocratico – mafioso del quale dispongono… Viviamo un sistema elettorale marcio e corrotto, dove non abbiamo pieno diritto di elettorato passivo: perché mai dovremmo batterci per l’una o per l’altra casta di mafiosi antifascisti, seppure in un semplice referendum?

I Fascisti veri e seri quando non possono esprimersi e sostenere idee e candidati Fascisti, si astengono… Anche se, nel caso dei referendum, ciò non è un dogma, in quanto finché i quesiti non interessano i punti fermi della nostra ideologia e/o del nostro programma, ciascuno è libero di recarsi o meno a votare, purché non si faccia coinvolgere direttamente nella propaganda. Detto questo, e sottolineato che dal MFL-PSN non è mai arrivata altra indicazione di voto al di fuori dell’astensione, a giochi fatti, posso permettermi di dire che l’esito del referendum ha chiarito una volta di più quanto ignorante, incolto, disinformato e manovrabile sia il cittadino medio.

Vi dirò la verità: prima di questo referendum non ero un grande sostenitore del nucleare, ma dopo avere visto gli argomenti di quanti si sono prodigati per fare trionfare il SI, lo sono diventato… Già, perché al sottoscritto piace informarsi e ragionare sulle cose, invece di correre a votare come un cretino per fare dispetto a Berlusconi, o per fare una favore a Di Pietro e Bersani…

Così, mentre legioni di indegni sinistri strumenta-lizzava la tragedia del terremoto e del conseguente tsunami in Giappone, milioni di coglioni italici, da buoni Pulcinella, correvano a votare per difendersi dalla truce energia nucleare che tante vittime miete… Ma i lettori (e mi riferisco soprattutto ai tanti camerati sensibili alle sirene di certi ecologisti alla amatriciana) si sono mai presi la briga di documentarsi? Se lo avessero fatto, avrebbero scoperto che la prima centrale nucleare ad entrare in funzione nel mondo fu la centrale di Calder Hall, in Inghilterra, che venne inaugurata nel lontano 1956. Sono, dunque, trascorsi 55 anni… In questo lasso di tempo, quanti disastri nucleari che hanno generato morti e feriti ci sono stati nel mondo? La risposta è uno: Chernobyl, nella odierna Ucraina, all’epoca facente parte del criminale impero Sovietico…

E questo disastro, ripeto, unico, venne causato dall’idiozia di ottusi burocrati comunisti ed ampliato dalla criminale volontà comunista di nascondere il tutto, lasciando così morire migliaia di persone inviate nei pressi della centrale… Senza dimenticarsi quanti morirono in seguito a causa delle radiazioni.

Ed invece, parlando di forme di energia non nucleari? Quanti disastri e morti possiamo contare?

Anche in questo caso, con una breve ricerca su Google si ottengono informazioni interessanti:

“Il disastro ambientale della piattaforma petrolifera “Deepwater Orizon” della BP è stato uno sversamento massivo di petrolio nelle acque del Golfo del Messico in seguito ad un incidente riguardante il “Pozzo Macondo”, posto a oltre 1.500 metri di profondità.
Lo sversamento è iniziato il 20 aprile 2010 ed è terminato 106 giorni dopo, il 4 agosto, con milioni di barili di petrolio che ancora galleggiano sulle acque di fronte a Louisiana, Mississippi, Alabama e Florida, oltre alla frazione più pesante del petrolio cheha formato ammassi chilometrici sul fondo marino. Ha causato undici morti. E’ il disastro ambientale più grave della storia, avendo superato di oltre
dieci volte per entità quello della petroliera “Exxon Valdez” del 1989. Pertanto, spesso ci si riferisce a questo disastro con l’espressione “Marea nera”. Esso avrà nel breve e medio periodo gravi effetti sulla numerosa popolazione locale: intensificazione di malattie respiratorie, patologie della pelle e tumori di vario tipo. Inoltre avrà conseguenze nefaste nella catena alimentare per l’accumulo di idrocarburi. Milioni di animali sono morti: pesci, squali, tartarughe marine, delfini, capodogli, tonni, ecc. ma anche molte specie di uccelli delle rive, migratori e pellicani. Questo è l’ultimo grave incidente petrolifero. Altri incidenti gravi sono stati ormai dimenticati, eppure hanno causato migliaia di vittime. Come quello di Warri, in Nigeria, nel 1998, dove la perdita di un oleodotto provocò una enorme esplosione ed un incendio che costarono la vita di oltre 500 persone. O a Seul, nel 1994, quando nell’incendio e successiva esplosione di diversi serbatoi di carburante morirono altre 500 persone. O a Durunkha, Egitto, sempre nel 1994, dove un fulmine colpì un deposito di petrolio facendolo saltare in aria e uccidendo oltre 600 persone. O ad Asha Ufa, in Siberia, nel 1989, con l’esplosione di un oleodotto che causò più di 600 vittime. Analogo incidente era accaduto a Cubatao, in Brasile, nel 1984, con paragonabile bilancio di morti. E altri disastri gravissimi ancora, caduti nel dimenticatoio, che si sono ripetuti anche con una certa frequenza. Nessuno, in questi disastri, si è però curato di controllare le sostanze cancero-gene emesse nell’atmosfera, né di calcolare le vittime presunte a distanza di tempo.

Anche il carbone è responsabile di gravi incidenti. Se ne parla poco o nulla, ma il carbone, in assoluto, è la fonte di energia che provoca più morti: circa 10.000 l’anno, senza contare le vittime differite che si ammalano di silicosi e che sono molte centinaia di migliaia. Sono soprattutto incidenti che si verificano nelle miniere e che, naturalmente, coinvolgo-no solo gli addetti ai lavori, non la popolazione generale. Per l’estrazione del carbone, nella sola Cina, circa 5mila lavoratori muoiono ogni anno.

E il gas naturale? Nel 1984 a San Jaunito, in Messico, esplosero diversi serbatoi di gas liquido uccidendo sul colpo 550 persone e ferendone 7 mila. Ben 300 mila abitanti furono evacuati. Un enorme serbatoio venne scagliato a oltre un chilometro di distanza. Tuttavia nessun rilevamento venne eseguito nella zona del disastro e nell’atmosfera, per misurare le sostanze cancerogene sprigionate dalla combustione incontrollata di milioni di metri cubi di gas e di altri materiali presenti(metalli, plastica, vernici, solventi ecc.). Neanche sono state valutate le vittime differite o presunte per aver inalato dosi dei micidiali fumi dell’incendio. E dopo poco più di 25 anni, nessuno si ricorda dell’incidente di San Juanito, anche se come numero di morti fu 10 volte superiore a quello della esplosione della centrale nucleare di Chernobyl nel 1986 (che invece tutti ricordano benissimo).

Anche nelle energie rinnovabili, come l’idroelettrico, ogni tanto succede qualche catastrofe. Un esempio che vale per tutti e che ormai fa parte della storia del nostro Paese: la tragedia del Vajont con quasi 2 mila morti. Quello del Vajont è stato uno dei disastri più gravi nella storia degli impianti idroelettrici. La terribile catastrofe dell’ottobre 1963 fu provocata non dal cedimento della diga, che invece tenne bene, ma da una frana che cadde nel bacino pieno d’acqua. L’onda, alta più di 200 metri, sollevata dal pezzo di montagna scivolato, a 100 chilometri orari, nell’acqua, scavalcò la diga e precipitò sui paesi a valle, in particolare su Longarone, radendoli al suolo. Incidenti alle dighe continuano a verificarsi in tutto il mondo, di uno all’anno in media. (…) Se poi dobbiamo parlare di inquinamento dovrebbe essere assai noto il ruolo devastante (gas serra, buco dell’ozono, variazioni climatiche, atmosfera tossica irrespirabile per gli elementi inquinanti) dei combustibili fossili, soprattutto petrolio che con i suoi derivati da’ energia al gigantesco traffico automobilistico e dei trasporti a livello mondiale (circa 3miliardi di veicoli circolanti), causando direttamente e/o indirettamente milioni di morti l’anno nel pianeta per malattie polmonari, cardiocircolatorie e tumori”.

Ordunque, miei cari Pulcinella italioti, dato che i morti si contano a centinaia di migliaia nei disastri causati da centrali idroelettriche, carbone, pozzi petroliferi e gas, come mai tremate di paura davanti ai possibili effetti di un disastro nucleare? E come mai tuonate contro lo inquinamento relativo, senza neppure sapere che il nucleare è una forma di energia assolutamente pulita? Lo dico io? Nossignore!

“Comunque anche Moore, fondatore di GREENPEACE ed ecologista convinto, in occasione dell’incontro a Roma con Chicco Testa ha dichiarato: “L’energia nucleare è importante dal punto di vista ambientale perché non produce inquinamento atmosferico”. Inoltre “costa meno rispetto al solare e all’eolico ed è sostenibile”.

Ecco quindi che i profeti di sventura che vanno per la maggiore in Italia e quelli che oggi esultano per l’esito del referendum non meritano altro che l’appellativo di coglioni! Coglioni che si fanno terrorizzare dal disastro di Fukushima senza arrivare a capire che un simile evento è accaduto per la prima volta nella storia del mondo, ma soprattutto che a tutt’oggi i problemi avuti dalla centrale nucleare hanno creato un paio di morti, mentre il crollo della diga che alimentava la limitrofa centrale idroelettrica ha causato migliaia di morti!
Già il primo referendum sul nucleare speculò su Chernobyl per convincere i Pulcinella nostrani a rifiutare il nucleare, creando così i presupposti per una Nazione assolutamente incapace di rendersi autonoma dal punto di vista del fabbisogno energetico, e costretta ad essere schiava dei Paesi vicini, come la Francia, che ci vendono la loro energia nucleare a caro prezzo. Non a caso la bolletta dell’energia elettrica costa agli italiani dal 30 al 50% in più di quanto costi ai francesi…

Ma se anche per un attimo volessimo dare credito alle nostre Cassandre rosso – verdi, che piagnucolano sulla pericolosità del nucleare, vi basterà guardare la prima cartina che propongo.

centrali nucleari

Ebbene, l’Italia è stretta fra ben 439 centrali nucleari presenti in quasi tutti i Paesi civili d’Europa, molte delle quali sono addirittura a ridosso dei nostri confini, come le centrali francesi e slovene! Già il fatto che quasi tutte le Nazioni abbiano optato per il nucleare da decenni, mentre gli oscurantisti nostrani pensano ancora a petrolio e carbone, la dice lunga sull’eterna mania degli italioti di sentirsi i più furbi di tutti… Eh già, siamo così furbi da rifiutare il progresso ed un’energia pulita ed a basso costo per paura di non meglio precisate conseguenze, ma non ci rendiamo conto che siamo sottoposti comunque a quelle stesse conseguenze, in quanto eventuali scorie nucleari derivanti da un’improbabile incidente non si fermerebbero certo alla frontiera per esibire i passaporti!

Ed ecco, in estrema sintesi, l’imbecillità dell’italico Pulcinella: ci godiamo allegramente tutti i rischi del nucleare, mentre lasciamo che siano solo i nostri vicini più lungimiranti a godere dei profitti!

Il massimo danno con il minimo sforzo, è proprio il caso di dirlo! La seconda cartina che pubblichiamo è ancora più illuminante: le centrali nucleari francesi sono a circa 180 chilometri dal confine con l’Italia, indi, in caso di catastrofe nucleare, è molto più probabile che crepino gli abitanti di Torino e dintorni che non i parigini…

cartinaPiemonte

Ma ciò non turba i sonni di Di Pietro, Vendola, Bersani e dei tanti cialtroni della cosiddetta “area”, ridottisi al ruolo di noglobal di complemento pur di fare dispetto alla destra berlusconiana!

E dire che il Fascismo lasciò la sua impronta indelebile sull’Italia proprio grazie al progresso ed alle opere pubbliche create…

Il Ventennio Fascista fu un periodo irripetibile nel quale sorsero come funghi strade ed autostrade, porti e stazioni ferroviarie, stadi ed impianti sportivi, ponti ed infrastrutture varie, nonché città e terreni coltivabili dalle malsane paludi pontine… Ed oggi, certi loschi individui che fingono di essere Fascisti senza esserlo, si appiat-tiscono sulle posizioni oscurantiste ed antiprogresso dei soliti comunisti che dicono NO a tutto, dal nucleare alle discariche, passando per ferrovie e ponti!

Oltre tutto, trovarsi fianco a fianco con un infame individuo come Bersani, che arriva smentire le sue stesse idee per danneggiare Berlusconi, è cosa oltremodo stomachevole… Già, perché sapete cosa scriveva Bersani sul suo inutile libro “Per una buona ragione” a pagine 89?

bersani“L’Italia, per risolvere i problemi dell’energia, deve smantellare il vecchio nucleare e partecipare allo sviluppo del nuovo nucleare pulito, avvicinando la quarta generazione”.

Ed ancora, a proposito dell’altro referendum sull’acqua che ha visto i rossi terrorizzare i Pulcinella italici, convinti di essere depredati dal diritto ad usare l’acqua:

“Il pubblico deve avere il comando programmatico dell’intero processo di distribuzione e le infrastrutture essenziali come le dighe, i depuratori, gli acquedotti devono essere sotto il pieno controllo pubblico ma ciò non vuol dire che il pubblico non possa affidare ai privati parti di gestione del ciclo, ovviamente dopo regolare gara e con un’autorità indipendente che vigili costantemente sul rapporto tra capitale investito, tariffe per il consumatore e remunerazione”

Capito, cari sedicenti Camerati, chi è il vostro nuovo alleato? L’ennesimo alfiere del “contrordine compagni”!

Ma c’è ancora un pensiero che mi tormenta quando si parla di nucleare: come mai questo popolo di coglioni e di Pulcinella ha tanta paura del nucleare “buono”, ovvero quello usato per scopi civili, per spezzare le catene che ci legano ad una dipendenza energetica vergognosa da altri Paesi e da fonti di energia altamente inquinanti, mentre nulla ha da dire a proposito del nucleare militare, ovvero quello usato dai criminali USA sul nostro suolo patrio all’interno delle ben note basi di occupazione presenti?

Eh già, perché caso mai qualcuno non lo sapesse, in Italia ci sono ben 113 basi di occupazione USA o NATO (gestite comunque dagli USA), in molte delle quali stazionano più o meno segretamente armamenti nucleari, pericolosissimi in sé, ed altrettanto pericolosi in quanto legittimi bersagli di altre potenze in caso di guerra. Eppure, nessun Pulcinella italico si strappa i capelli, né scende in piazza per chiedere la chiusura di queste basi; sarà forse vero quello che mi hanno detto molti amici sardi, cioè che le basi USA sono una manna perché portano “lavoro” (ai becchini?) in Sardegna? E dire che proprio i sardi si sono rivelati i più contrari alla presenza di centrali nucleari italiane sul loro suolo… Sì, dunque, agli USA, no all’Italia: perché non facciamo in modo che gli USA si annettano la Sardegna? Con quello che costano a tutti gli italiani le Regioni autonome, non sarebbe una brutta idea!

Carlo Gariglio

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ESCLUSIVO TPI: Nessuno lo sa ma in Italia ci sono bombe nucleari Usa. Ecco tutti i dati e i documenti

Tra le 65 e le 90 testate presenti nelle basi militari di Aviano e Ghedi. E ne stanno arrivando di nuove

Pubblicato il 17 Lug. 2019 alle 18:04

Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 01:55

150 bombe nucleari Usa pronte ad essere schierate sul territorio europeo. “Nel contesto della NATO, gli Stati Uniti stanno schierando circa 150 armi nucleari in Europa, in particolare le bombe libere B61, che possono essere schierate sia dagli aerei statunitensi che da quelli alleati. Queste bombe sono immagazzinate in sei basi americane ed europee. Kleine Brogel in Belgio, Büchel in Germania, Aviano e Ghedi-Torre in Italia, Volkel in Olanda e Incirlik in Turchia”. Lo afferma un documento dello scorso aprile diffuso dalla Commissione per la Sicurezza e la Difesa dell’Assemblea parlamentare Nato.

Il documento adesso è stato rimosso nella sua versione originale e l’11 luglio è stato ripubblicato con il titolo “A New Era for Nuclear Deterrence? Modernisation, Arms Control and Allied Nuclear Forces”, senza i riferimenti alle bombe nucleari. Nella seconda versione si parla soltanto di aerei capaci di trasportare bombe nucleari e utilizzati da “alleati europei come Belgio, Germania, Italia, Olanda e Turchia”. Il documento originale è stato però conservato dal quotidiano belga De Morgen che in un articolo del 17 luglio riporta alcuni estratti della versione integrale.

Un ufficiale della Nato ha riferito al Washington Post che il documento non era ufficiale, sottolineando che era stato scritto dall’assemblea parlamentare: “Non commentiamo i dettagli sulle dotazioni nucleari della Nato”, ha aggiunto.

La notizia della presenza di bombe nucleari sul territorio europeo non è nuova. Nel 2005 per la prima volta un’ampia indagine dello studioso Hans M. Kristensen del Natural Resources Defense Council e del Fas (Federation american scientists), dal titolo “U.S. Nuclear Weapons in Europe”, documentava la presenza di bombe nucleari in tutta Europa.

Le testate nucleari B 61 in Italia

In Italia, in particolare, sono presenti le bombe nucleari B-61: 50 bombe si troverebbero nella base aerea dell’aeronautica militare italiana del Comune di Aviano, in Friuli-Venezia Giulia, dove è presente anche l’aviazione statunitense. Altre 40 bombe si troverebbero nella base aerea dell’aviazione italiana a Ghedi, vicino Brescia. In totale ci sarebbero nelle due basi 90 ordigni. Secondo quanto riportato nello studio di Kristensen, le bombe B61 hanno una capacità esplosiva minima di 0,3 kilotoni, mentre il loro massimo varia dai 45 kilotoni della B61-4 a ai 170 kilotoni della B61-3. Quella sganciata su Hiroshima era di 16 kilotoni. La Stampa dette notizia del lavoro di Kristensen in un articolo del 2007.

Le nuove bombe in arrivo e il programma LEP

Il governo italiano non ha mai ammesso la presenza di queste testate nucleari. Tuttavia, il 20 giugno 2018 il Ministero della Difesa ha pubblicato un documento relativo al nuovo programma dei Tornado con capacità aerea non convenzionale. Nel documento si parla dell’acquisizione di un supporto ingegneristico dell’Agenzia governativa U.S.A, necessario alla integrazione sui Tornado dell’armamento LEP. L’importo dell’ordine è di 1,5 milioni di euro.

Documento-nucleare-Difesa-Italia

La sigla LEP sta per Life Extension Program, e si riferisce in particolare a un programma della amministrazione per la sicurezza nucleare nazionale (NNSA) del Dipartimento Energia del governo degli Stati Uniti. Il programma fa parte dello Stockpile Stewardship and Management Plan (SSP), un piano esistente da dieci anni per il mantenimento e lo ammodernamento dello arsenale nucleare statunitense. Le vecchie bombe nucleari saranno sostituite con nuovi modelli più sofisticati. Anche in Italia, nelle basi di Aviano e Ghedi, le bombe nucleari B61 saranno sostituite dalle B61-12 LEP, per questo è necessario adeguare anche velivoli come i Tornado a questa nuova tipologia di armamento. Secondo la descrizione dell’ NNSA la prima produzione delle nuove bombe sarà completata entro il 2020.

Secondo lo studio di Kristensten nel 1997 c’erano in Europa 249 depositi detti “WS3” con 996 testate. Al momento della pubblicazione del suo nuovo lavoro nel 2015 i depositi sarebbero scesi a 204, con una capacità massima di 816 testate. I Weapon Storage and Security System (WS3) sono un sistema diffuso in tutta Europa che prevede la collocazione delle armi in magazzini a volta detti Weapons Storage Vaults (WSV). Stando ai dati riportati nella ricerca del 2005, di queste zone-magazzino ad Aviano ce ne sarebbero 18 con la possibilità di contenere fino a 72 bombe, mentre a Ghedi ce ne sarebbero 11 con la possibilità di contenerne 44. La base di Aviano nel 2015 sarebbe stata sottoposta a dei lavori, riferisce lo studioso. I lavori servivano alla messa in sicurezza delle testate, ma solo una parte dei WSV (magazzini a volta) sarebbero stati sottoposti al programma di sicurezza. Questo potrebbe significare che negli altri non ci sono più le testate. Kristensen calcola quindi che ad Aviano le testate potrebbero essersi ridotte a 25-30. A Ghedi invece il segno più evidente della presenza di ordigni nucleari, sempre secondo Kristensen, sarebbe il 704esimo “squadrone munizioni”, in inglese Munitions Support Squadron (MUNSS), un’ unità che si trova a Ghedi dal 1963. “Il MUNSS non sarebbe nella base se non ci fossero bombe nucleari. Ci sono infatti soltanto 4 Squadroni munizioni (MUNSS) nella aviazione statunitense e si trovano tutte nelle basi europee dove sono destinati gli ordigni nucleari”, scrive in un articolo del Fas del marzo 2014. La presenza di bombe nucleari a Ghedi Torre sarebbe relativamente recente e successiva alla guerra fredda. Il campo di aviazione avrebbe infatti ricevuto a metà degli anni Novanta le testate in precedenza schierate a Rimini.

https://www.tpi.it/esteri/bombe-nucleari-usa-italia-dati-documenti-20190717372685/

 

CARO COMPAGNO… (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Febbraio 2019)

Come capita a tutti gli esseri umani di questo mondo, non posso sapere quanto tempo mi resterà ancora da campare, mentre con maggiore approssimazione, credo che la mia carriera di Segretario Nazionale di questo movimento durerà ancora poco.

Per entrambi i motivi di cui sopra, proseguo nella ricerca e nella pubblicazione di miei vecchi scritti, sperando quanto meno di lasciare una traccia a generazioni future che, certamente, si riveleranno più degne di proseguire un discorso seriamente Fascista e Nazionalsocialista, dei tanti cialtroni con i quali ho avuto a che fare in questi anni.

E non sto parlando solo dei cialtroni di sinistra, sui quali è facile sparare quanto sulla Croce Rossa, ma soprattutto dei tanti infami, buoni a nulla, sottoculturati, traditori, che infestano la nostra  cosiddetta “area” politica.

Gente che rinnega le scelte del Duce giocando a fare gli antinazisti, personaggi che idolatrano i giudei di Israele, veri e propri coglioni che hanno scelto come nuovo eroe un comunista padano, fedelissimo di Israele, che governa con un branco di comunisti travestiti, e che rappresenta quanto di più lontano possa esistere dalle nostre idee.

Fare politica oggi in Italia è quanto di più inutile si possa pensare, specialmente se si cerca di erudire dei caproni ignoranti che si dicono Fascisti rinnegando tutto quanto fu fatto e detto dai Fascisti veri; personalmente ci ho provato per molti anni, ma gli italioti che si fingono Camerati hanno sempre preferito sbavare dietro traditori della Patria e lacchè assortiti del giudaismo, dal MSIDN di Almirante (ancora oggi idolatrato da molti idioti che del Fascismo non hanno capito nulla), al nuovo idolo leghista, passando per le vaie fiammelle, le forze “nuove”, i gestori di centri sociali occupati di “destra”…

AlmiranteGodetevi i vostri ducetti, cari finti Fascisti, e speriamo che il futuro ci riservi una generazione di uomini con gli attributi al loro posto, e soprattutto capaci di studiare la Storia ed il percorso di leaders veri, quali Mussolini ed Hitler.

Tornando a noi, devo dire che l’idea di riproporre questo mio vecchio scritto, che fu la prefazione ad un libro su Nicola Bombacci, mi è venuta leggendo i soliti sproloqui dei sinistri nostrani, che hanno tuonato contro un politico (del quale mi sfugge il nome) che aveva osato sostenere che il Fascismo fece anche cose buone…

Ora, a parte il fatto che il Fascismo fece solo cose buone e proprio per questo motivo cadde, salvando la vita a numerosi oppositori anti italiani che arrivarono vivi, vegeti ed splendida forma alla fine della guerra, celebrando la loro vittoria appendendo per i piedi chi li aveva salvati, c’è da dire che la stupidità di tutti i sinistri italiani è ottimamente evidenziata dai loro stessi scritti e comportamenti, tanto più se più o meno segreti, come evidenziato nello scritto che segue.

Ad esempio, a sinistra pochi ricordano la figura di Bombacci, benché fu uno dei fondatori del PCI… Questi, dopo avere vissuto un periodo in URSS, a differenza dei criminali come Togliatti, tornò in Italia e si mise a disposizione del Duce per raccontare la verità su quello che i rossi descrivevano come il Paradiso dei lavoratori.

Ma persino chi criminale ed assassino restò durante e dopo il Fascismo, riusciva ad ammettere quello che i coglioni drogati della sinistra odierna trovano oltraggioso, ovvero il fatto che il Fascismo fece “anche” cose buone.

Guardate l’articolo riportato del bandito partigiano e criminale Sandro Pertini; persino lui, nel 1984, riuscì ad ammettere la grandezza dell’opera di bonifica delle paludi pontine; e di criminale in criminale, leggetevi un po’ cosa diceva l’uomo di Stalin, Palmiro Togliatti:

Cattura

TOGLIATTI: ‘MUSSOLINI? HA FATTO DEL BENE PER I LAVORATORI’

RITROVATI A MOSCA 25 DISCORSI INEDITI DEL LEADER DEL PCI

Roma, 28 set. – (Adnkronos) – Gli elementi di forza del fascismo? ”Non stanno solo nella violenza e nell’apparato. Questa dittatura ha fatto qualcosa – non solo tramite la violenza, ma anche a favore di determinati strati della popolazione”, come ad esempio gli operai e le giovani generazioni. Questa sorprendente quanto clamorosa affermazione e’ di Palmiro Togliatti, all’epoca nemico numero uno di Benito Mussolini, pronunciata a Mosca nella seduta del 7 marzo 1941 del Segretariato del Comintern. L’intervento fa parte di uno dei 25 documenti inediti provenienti dagli ex archivi sovietici di Mosca scoperti dal professor Aldo Agosti, docente di storia contemporanea all’Università di Torino, e da lui raccolti nel volume ”Togliatti negli anni del Comintern (1926-1943)”, pubblicato dalla casa editrice Carocci nella collana degli Annali della Fondazione Gramsci.

Gli inediti non offrono rivelazioni di particolare interesse sull’atteggiamento di Togliatti negli anni del ”terrore sovietico”, cioè durante le purghe staliniane. Il leader del partito comunista italiano in tutti i suoi interventi finora sconosciuti al Comintern, di cui era uno dei massimi dirigenti, si allineò alle direttive, denunciando come particolarmente pericolosa l’influenza del trotzkismo, combattendo le idee socialdemocratiche e richiamando tutti alla piu’ severa intransigenza.

La vera novità è considerato tuttavia l’intervento di Togliatti su Mussolini, quando ormai l’Italia era già in guerra da quasi un anno. La dittatura fascista, riconosceva il compagno Ercoli, ”ha fatto anche qualcosa per i lavoratori e per i giovani. Non possiamo negare il dato di fatto dell’introduzione della assicurazione sociale”. ”E’ vero che i salari della maggior parte dei lavoratori sono un po’ piu’ bassi rispetto a quanto non fossero prima della dittatura fascista. Ma c’e’ una differenza. I salari dei lavoratori qualificati non sono poi cosi’ male. Prima della dittatura fascista non esisteva nessuna legislazione sociale fuorché l’assicu-razione per la disoccupa-zione”. (segue)

(Pam/Idb/Adnkronos)

http://www1.adnkronos.com/Archivio/AdnAgenzia/2000/09/28/Cultura/TOGLIATTI-MUSSOLINI-HA-FATTO-DEL-BENE-PER-I-LAVORATORI_161200.php

Capito quanto sono coglioni i drogatelli della sinistra nostrana? Arrivano a negare quello che ammettevano persino i loro degni padri spirituali e politici!

E quindi, una volta tanto, trasformiamo l’indignazione e lo schifo per queste persone, in un qualcosa di divertente ed ironico, come volli fare nel pezzo che vi ripropongo a seguire, giusto per farsi quattro risate (benché amare), sul livello mentale e culturale dei tanti compagnucci che ancora oggi infestano la nostra Patria.

La loro ignoranza è solo pari alla loro vigliaccheria ed al loro odio per tutto quanto è italiano!

Carlo Gariglio

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Caro Compagno,

Io non ho vissuto l’epoca della guerra, mi sono formato le mie opinioni politiche sui libri, come molti di quelli che mi leggeranno, e sulla dura realtà vissuta tutti i giorni sulla mia pelle. Ma a differenza di tanti di Voi, cari compagni, non mi sono fermato al primo libro letto, né mi sono lasciato convincere dalle lusinghe di qualche anziano apparentemente ben informato ed interessato a formare la mia opinione.

Ho sempre rifiutato il ruolo di “carne da cannone” che molti mascalzoni della sinistra (ma anche a destra non mancano analoghi esempi) riservano ai giovani, cercando di capire da solo se quanto mi raccontavano era la verità, oppure era un modo per “caricarmi” ed utilizzarmi per i loro scopi. Tu, invece, caro compagno, che cosa hai fatto in tutti questi anni? Quante baggianate hai bevuto, quante persone hai discriminato o addirittura aggredito perché ti avevano insegnato che “uccidere un Fascista non era reato”? Ti hanno sempre detto che i Fascisti hanno preso il potere con la violenza, uccidendo centinaia di pacifici uomini del popolo, ma non ti hanno mai parlato del “biennio rosso”, vero? Non ti hanno detto che subito dopo la rivoluzione leninista del 1917 in Italia scoppiarono tafferugli e scontri, voluti proprio dai “rossi” che aspiravano a fare diventare la nostra amata Patria un Soviet sul modello dell’URSS, con le tragiche conseguenze sotto gli occhi di tutti… E non ti hanno detto che in questo periodo, dal 1919 al 1922, i rossi trucidarono più di 850 persone in nome della loro tentata rivoluzione, la maggior parte delle quali simpatizzanti per il neonato Fascismo! Così come non ti hanno detto che il numero dei caduti per mano dei rossi superò i duemila, se si considera anche l’anno 1918, ovvero quando il Fascismo non era ancora nato.

Così come ti hanno raccontato che le squadre Fasciste furono il braccio armato della borghesia e del padronato, senza però mai spiegarti come mai il Fascismo, nei suoi primi anni di Governo, legiferò soltanto a favore della classe lavoratrice e dei meno abbienti in genere, dando al popolo italiano pensioni, cassa integrazione, assistenza agli invalidi, sanità e scuole gratuite, colonie estive per i figli dei meno abbienti… Lo sai, caro compagno, che il lavoratore Fascista fu il primo al mondo a beneficiare della riduzione della settimana lavorativa a 40 ore, mentre in tutti gli altri Paesi, soprattutto nelle cosiddette “democrazie”, i lavoratori avevano un orario di 48 ore settimanali?

Già… Però mancava la libertà! Almeno così ti hanno insegnato… C’erano i Tribunali Speciali, le condanne a morte, mancava la libertà di pensiero… Però nessuno ti ha mai fatto vedere le nude cifre: venti anni di “dittatura” portarono a “ben” 42 condanne a morte, di cui solo 31 eseguite… E per reati di terrorismo e di sangue compiuti da individui di etnia slava, che comportarono morti e feriti fra la popolazione! Quei “cari” compagni che ti hanno istruito, ti hanno mai detto quante condanne a morte ci furono in 20 anni nell’URSS di Lenin e poi di Stalin? Eppure da Stalin prendevano ordini, e si batterono per fare entrare l’Italia nell’orbita dell’ex URSS… Vuoi un solo dato, tanto per fare un raffronto? Nei dieci giorni che seguirono il 25 aprile 1945, nella sola zona di Torino, corsero alcune voci che quantificavano in 8000 (ottomila) i “fascisti e presunti tali” trucidati dalle orde partigiane…

La Prefettura di Torino (Prefettura in mano ai partigiani, naturalmente) emise un comunicato ufficiale per smentire e sminuire queste cifre: i trucidati non erano 8000 ma “soltanto” duemila! In dieci giorni… E nella sola zona di Torino! Anche a volere credere alle cifre “partigiane”, fanno pur sempre 200 uccisioni al giorno, vero compagno? Per non parlare delle altre zone ancora più cruente, con il famigerato “triangolo rosso” dell’Emilia Romagna… Come dici compagno? Stai obiettando che i dissidenti venivano condannati al confino? Sì, certo, nessuno lo ha mai negato… Chi tramava contro il Fascismo veniva spesso condannato al confino, in località tipo Ponza, Ventotene, Ustica, Ventimiglia… Tutte località ancora oggi note per il loro clima mite e per le bellezze naturali… Non come la Siberia o i Gulag di “papà” Stalin, o le foibe dell’altro vostro illustre alleato, il Maresciallo Tito…!

Non per altro, quando i tuoi compagni riesumano la fola della violenza Fascista e delle uccisioni, si devono ridurre a citare il caso Matteotti… Ma anche qui, come sempre, non te la raccontano giusta, caro compagno. Ormai chiunque si sia preso la briga di leggere qualche libro sa che Giacomo Matteotti fu rapito ed ucciso perché aveva scoperto una rete affaristica sulla gestione del petrolio e dell’apertura di case da gioco, rete che pareva toccare addirittura la Casa Savoia… Altro che violenza Fascista! Il cadavere di Matteotti venne poi gettato fra i piedi di Mussolini nel vano tentativo di fare cadere il suo Governo, e di questo si convinse persino il suo più feroce accusatore ai tempi del processo, il socialista Carlo Silvestri, il quale aderì alla RSI dopo avere visionato i documenti riguardanti i veri mandanti dell’omicidio…

Documenti che, guarda caso caro compagno, scomparvero dopo il fermo di Mussolini da parte dei tuoi compagni partigiani, nell’aprile del 1945. Non credi alle parole di un Fascista, compagno? Allora leggiti il libro scritto dal compagno giornalista de “L’Avanti” Franco Scalzo: “Il caso Matteotti – Radiografia di un falso storico” – Edizioni Settimo Sigillo, Roma 1996.

Anche all’epoca, caro compagno, ci furono dei trinariciuti pronti a non credere ai Fascisti… Ed infatti, il 12 settembre 1924, per “vendicare” Matteotti, i comunisti uccisero il sindacalista e deputato Fascista Armando Casalini, che spirò fra le braccia della sua bambina…

Guareschi

Ma immagino la tua risposta, compagno, a proposito di questo episodio: “Mai sentito nominare”.

Come dici compagno? Oltre a Matteotti ti hanno parlato dei fratelli Rosselli e di Gramsci, che sarebbe morto in carcere nel 1938 grazie ai Fascisti?

Bè, se posso darti un consiglio da “Camerata” a compagno, studiati bene quali furono le attività dei fratelli Rosselli ed il loro ruolo negli attentati terroristici anarcoidi degli anni che vanno fra il 1919 ed il 1937… E leggiti meglio la storia di Gramsci, il quale venne sì arrestato, ma venne anche liberato nel 1934 e graziato nel 1937… Tornò libero e morì in una clinica privata di Roma, ma non certo a causa della “violenza Fascista”! Ma se su tutte le cose sopra descritte sei stato male informato, caro compagno, di quanto sto per dirti non ne avrai mai e poi mai sentito parlare… E’ troppo imbarazzante per i tuoi compagni affrontare questo discorso, benché sia tutto abbondantemente conosciuto e documentato dai tuoi “capi”… Il Fascismo fu solo violenza, olio di ricino, privazione delle libertà individuali? Ed allora come mai i tuoi più illustri compagni nel 1936 lanciarono il famoso “Appello ai fratelli in Camicia Nera”? La decisione di pubblicare il famoso appello nacque nel clima di sfiducia che pervadeva la dirigenza comunista in esilio alla metà degli anni 30. Essa si rendeva ormai conto che il consenso del popolo italiano nei confronti del fascismo era pressoché totale, anche se oggi te la raccontano molto diversamente, e che persino le masse operaie ormai appoggiavano il fascismo in blocco. I comunisti di allora, che conoscevano perfettamente la situazione italiana, riconobbero ciò che gli ignoranti di oggi si rifiutano di ammettere…

Nel giugno del 1936, sulla rivista “Stato operaio”, la rivista teorica del PCI, i dirigenti comunisti tentano un primo approccio: “Noi tendiamo la mano ai fascisti nostri fratelli di lavoro e di sofferenze perché vogliamo combattere insieme a essi la buona e santa battaglia del pane, del lavoro e della pace. Tutto quanto noi vogliamo, fascisti e non fascisti, possiamo ottenerlo unendoci e levando la nostra voce, che è la voce del popolo”.

Nell’agosto si arriva a un documento solenne, rivolto ai “fratelli in camicia nera”, che ha come base la riconciliazione tra fascisti e non fascisti: “Noi proclamiamo che siamo disposti a combattere insieme a voi e a tutto il popolo italiano per la realizzazione del programma fascista del 1919 e per ogni rivendica-zione che esprima un interesse immediato, particolare o generale, dei lavoratori e del popolo italiano”.

Tra i firmatari dell’appello figurano: Togliatti, Grieco, Gennari, Di Vittorio, Marabini, Montagnana, Longo, Ciufoli, Lampredi, Valiani e moltissimi altri.

I comunisti sono costretti a riconoscere i risultati conseguiti dal fasci-smo. Greco afferma che “Dobbiamo specificare che lotteremo per una democrazia nuova che tenga conto dell’esperienza fascista.”; Montagnana che “L’attività degli antifascisti, degli stessi comunisti, è pressoché nulla. Gli elementi attivi sono fascisti” e che “Noi dobbiamo avere il coraggio di dire che non ci proponiamo di abbattere il fascismo”; Longo che “Noi siamo dei pigmei e nulla possiamo ancora contro le organizzazioni avver-sarie”; Ciufoli che “Il PCI, facendo suo il programma del 1919, colmerà il vuoto che esiste ancora tra noi e le masse”;Gennari che “L’attività svolta dalle masse nei sindacati fascisti e i risultati ottenuti dimostrano che già i sindacati fascisti possono essere uno strumento di lotta contro il padronato e perciò essi debbono essere considerati come i sindacati operai nella attuale situazione italiana”.

Capito compagno? Nel 1936, dopo la conquista dello Impero, non eravamo poi così male agli occhi dei tuoi dirigenti. Addirittura il programma Fascista del 1919 volevano adottare! E non si proponevano di abbattere il Fascismo, considerando addirittura i sindacati fascisti come strumenti di lotta operaia contro i padroni!

Chissà quando è che i tuoi compagni hanno scoperto che il Fascismo era solo violenza, che fu il braccio armato di borghesi e padroni, che privava il popolo della libertà… Fino al 1936 (dopo 14 anni di “dittatura Fascista”, compagno, è bene ricordarlo) parevano non pensarla così…

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Avrà influito il fatto che l’appello rimase inascoltato dai Fascisti?

Avrà influito il fatto che dopo il periodo delle vittorie cominciò quello dei sacrifici e delle sconfitte?

Tutto può essere, caro compagno… Tutto, tranne il fatto che i tuoi compagni raccontino le cose per quello che sono e che furono!

Anche nel breve periodo della RSI, mentre i Fascisti si sforzavano di favorire le classi lavoratrici, i tuoi compagni erano schierati con i “liberatori”, curiosamente alleati degli stessi “padroni” che questi compagni dicevano di combattere… Fascisti Repubblicani che creavano la cogestione e la socializzazione delle imprese, e comunisti italiani alleati delle famiglie padronali (una fra tutte: gli Agnelli), poiché entrambi sabotavano lo sforzo Fascista per favorire l’invasione della Patria da parte degli “alleati”… Credi a noi, Compagno… Ti hanno preso per il deretano per decenni, e tu li hai accontentati, aiutandoli a prendersi il potere, ad uccidere quanti, come noi, potevano sbugiardarli ed inchiodarli alle loro responsabilità.

Ti hanno fatto diventare “partigiano” per difendere i loro interessi e le loro trame con Mosca, gli USA e gli industriali italiani.

Ti hanno convinto a continuare ad uccidere anche dopo la guerra, fino agli anni 50 almeno, per paura che qualcuno potesse un giorno tornare per smascherarli e dare a loro quello che meritavano… E ti hanno educato all’odio per quelli come noi sempre per lo stesso motivo: il sacro terrore di doverla un giorno pagare.

Negli anni 70 hanno trovato una generazione facilmente malleabile, e l’hanno mandata in piazza a scannarsi con altri giovani come loro, “colpevoli” di conoscere la verità… E tu compagno hai sfondato il cranio a colpi di chiave inglese a sedicenni come Sergio Ramelli, hai bruciato vivi i fratelli Mattei nel rogo di Primavalle a Roma, perché ti avevano detto che uccidere i Fascisti (ed i loro figli, in questo caso) non era reato, hai “sprangato” e spesso ammazzato dietro loro ordine ed incitamento, mentre loro si godevano le prebende parlamentari…

LerciRossiNon è ora di aprire gli occhi, compagno? I documenti ci sono tutti, basta sapere cercare e sapere leggere… Un ultimo esempio prima di salutarti? La prossima volta che qualche vecchio assassino ti inviterà a celebrare il suo 25 aprile, o la prossima volta che qualcuno di loro ti parlerà degli “eroi” partigiani “trucidati” dai Fascisti, sbattigli sotto il grugno una copia della Sentenza del Tribunale Supremo Militare del 26 aprile 1954… In essa, senza ombra di dubbio, troverai scritto che i militari della RSI erano legittimi combattenti belligeranti a tutti gli effetti, nonché rappresentanti di uno Stato riconosciuto ed operante… E troverai scritto anche che i cosiddetti “partigiani” non avevano alcun titolo legale per essere definiti “belligeranti”… In altre parole, militari legittimi contro banditi in borghese che sparavano a tradimento. Questo è scritto in una Sentenza di un Tribunale della Repubblica Italiana, scritta ben 9 anni dopo la caduta del Fascismo (http://www.laltraverita.it/documenti/sentenza_tribunale_militare.htm).

Come dici compagno? Non ne avevi mai sentito parlare? Al partito non te lo avevano mai detto?

Lo so compagno, lo so…

Carlo Gariglio