ADDIO ALLE ARMI (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Ottobre 2016)

Come abbondantemente preannunciato, si è svolto il VI Congresso Nazionale del MFL-PSN in quel di Villanova d’Asti, e se scrivo questo mio resoconto con tanto ritardo, è perché sono rimasto così disgustato dal comportamento di certi individui che hanno l’ardire di definirsi “Fascisti”, da non avere più voglia di impegnarmi in alcunché, ivi compreso lo scrivere articoli che ormai neppure gli iscritti leggono più.

Comincio dalla fine, giusto per fare capire ai lettori quale sia il mio stato d’animo: al congresso nazionale, evento più alto ed importante della vita di un movimento politico, hanno presenziato venti persone, delle quali 17 tesserati e 3 ospiti… Sì, avete capito bene: dei tanti tesserati e soprattutto “dirigenti”, solo in 17 hanno ritenuto opportuno intervenire. Intendiamoci, sappiamo di essere i classici “quattro gatti” e non lo abbiamo mai negato, così come non ci siamo mai vantati, come fanno certe “forze” della cosiddetta “area”, di avere migliaia di iscritti aggiungendo un paio di zeri alle forze effettive; ma anche con i nostri miseri numeri, una presenza di 30 – 35 iscritti sarebbe stato il minimo accettabile per un simile evento.

Invece, con le scuse più vergognose ed incredibili, sono fioccate le disdette dell’ultimo minuto… Senza contare i tanti cialtroni che non si sono neppure presi la briga di inventarsi una scusa e/o disdire, limitandosi a restare nascosti come gli ultimi dei vigliacchi partigiani, evitando persino di rispondere alle mie richieste di informazioni.

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Di norma, quando si parla di personaggi menefreghisti, vigliacchi, privi di parola e serietà, arroganti e cafoni, viene subito da pensare al mondo della sinistra… Ebbene, vi posso garantire che molti degli aggettivi di cui sopra li meritano anche certi sedicenti Fascisti; quindi, più che fare un resoconto di un congresso ridicolo, preferisco evidenziare lo squallore umano, morale e politico di certi infiltrati in un mondo che, evidentemente, non gli appartiene. Sono mancati, in primis, quelli che risiedono a distanze ridicole dal luogo del congresso; il record va ad un “camerata” di Villanova d’Asti, residente a ben 300 metri (ho detto metri, non Km!) dal locale che ha ospitato il congresso, il quale ha pensato bene di non farsi vedere… Idem dicasi per altri personaggi residenti a Torino, nel cuneese e ad Asti, che hanno preso la stessa decisione… Anzi, quello di Asti, alla semplice richiesta di presenziare, ha risposto rassegnando le dimissioni (!),  mentre gli altri si sono limitati alle solite litanie del “lavoro”, della domenica unico giorno di riposo (come se partecipare ad una riunione fra Camerati con relativi pranzo fosse equiparabile ad un lavoro!), o dei non meglio precisati “problemi”… Scusa che fa incazzare anche più delle altre, dato che l’unico ad avere problemi veri e seri è il sottoscritto, non certo i piccolo borghesi che si credono Fascisti perché espongono il calendario del Duce in qualche angolo buio della loro casa. Parlando poi di quelli che si sono nascosti dietro alla scusa del “lavoro”, faccio notare che il paio di mesi di preavviso prima del congresso avrebbero dovuto consentire a chiunque di liberarsi per quel giorno, che fra l’altro era una domenica; quando avevo ancora un lavoro più o meno fisso, in occasione delle arie riunioni del movimento, subito dopo avere comunicato la data scelta agli iscritti, chiamavo i responsabili del lavoro per comunicargli che il tale sabato e la tale domenica non sarei stato presente. Punto e basta. E tanto per dirla tutta, non ho mai avuto la fortuna di lavorare come parassita dipendente, cioè come quelli che prendono lo stipendio 15 volte l’anno, che hanno ferie, permessi ed eventuale mutua garantiti… Io sono sempre stato un lavoratore con partita IVA, indi quando mi assentavo dal lavoro non venivo pagato, molto semplicemente.

Vadano dunque a farsi fottere tutti quelli che credono di trattare il sottoscritto come un minorato mentale che crede ai duri impegni di lavoro che impediscono la partecipazione ad un congresso domenicale.

Volendo fare una classifica dello squallore, una particolare menzione la meritano gli iscritti degli ultimi mesi, alcuni dei quali divenuti dirigenti locali dopo avere risposto: “Ne sarei onorato” alla mia richiesta… Peccato che subito dopo questa risposta epica, costoro siano spariti nel nulla… Ottimisticamente ho pensato che avrebbero approfittato del congresso nazionale per conoscersi di persona e per fare il pieno di materiali di propaganda quali volantini, manifesti, gadget vari e copie del nostro mensile… Ma come al solito mi illudevo, in quanto i nuovi baldi “dirigenti”, oltre ad essere rimasti in silenzio subito dopo avere ricevuto gli incarichi, hanno anche accuratamente evitato di farsi vivi in occasione del congresso, alcuni nascondendosi dietro alla scusa del “lavoro”, altri dietro alla vaghezza del “ti farò sapere”, altri ancora dietro il “ci vedremo là”… Ma tutti concordi nel restarsene comodamente sulla poltrona di casa! Uno solo dei nuovi dirigenti si è degnato di presenziare n splendida solitudine, pur avendo garantito che sarebbe stato alla testa di truppe vittoriose pronte a tesserarsi in occasione del congresso!

Non ce ne sarebbe proprio bisogno, ma c’è di più da raccontare; alcuni cialtroni della mia zona mi avevano contattato per conoscermi e valutare l’ingresso nel MFL-PSN… Già il fatto che provenissero dai “Fardelli” d’Italia non lasciava presagire nulla di buono, ma come al solito mosso dal mio ottimismo, li ho invitati al congresso in qualità di ospiti osservatori. Anche questi falliti d’area avevano promesso di presenziare in massa, ma alla fine ci siamo ritrovati al congresso un unico “sfigato”, invitato da questi individui, che si è ritrovato solo ed incazzatissimo, in quanto i cari “fardelli” non si sono fatti vedere, né si sono degnati di avvisare il loro amico della mancata presenza… Infine, giusto per rigirare il coltello nella piaga e dimostrare come certo squallore sia ormai proprio di tutta un’area e non solo dei tesserati MFL-PSN, chiudo con un fatto che definirei pecoreccio: un Camerata dirigente mi aveva preannunciato la partecipazione al congresso di una sua conoscente, sedicente interessata all’adesione. Ma poco più di un giorno prima della data fatidica, si è saputo che la gentil donzella più che al movimento era interessata ad un membro dello stesso… E tanto per non equivocare, chiarisco che membro è da intendersi come sinonimo di pene! Già, la prode “Fascista” pronta ad impegnarsi in politica si è rivelata una sorta di baldracca che, una volta saputo della presenza della fidanzata del nostro “membro” al congresso, è sbottata in una scenata di gelosia, facendo perdere le proprie tracce! Più che il resoconto di un congresso di un movimento che dovrebbe essere ultimo custode delle tradizioni Fasciste e Nazionalsocialiste, ci siamo ridotti ad una via di mezzo fra lo Zelig e Beautiful… Mi auguro tanto che i nostri illustri Mussolini ed Hitler non abbiano visto dall’aldilà la pochezza dei loro ultimi emuli, altrimenti si sarebbero rivoltati nella tomba un centinaio di volte!

fiduciaComunque, dato che ormai non ho più intenzione di perdere tempo dietro a falliti e buoni a nulla, ho deciso fin da oggi che il prossimo congresso (ammesso che io sia vivo e in buona salute), non si terrà più in un luogo fisico, ma avrà luogo in videoconferenza, così darò una grossa soddisfazione a questa pletora ci cerebrolesi ignoranti che esistono soltanto all’interno degli schermi dei loro inutili telefoni, e sugli ancora più inutili profili Facebook. Eventuali votazioni avverranno via “like”, così tutti potranno vantarsi di avere un seguito e magari potranno “condividere” in diretta l’avvenimento con i tanti cialtroni che chiamano camerati, ma che non sono mai stati tesserati al MFL-PSN. Dato che non siete più esseri umani dotati di volontà e serietà, vi tratterò per quello che siete: profili Facebook di cerebrolesi.

Detto questo, desidero ringraziare almeno due Camerati: il primo è Mirko Poli, uno dei pochi ancora interessati a fare attività politica partecipando di persona e mettendo spesso la mano nel portafoglio per contribuire a vario titolo alle attività del movimento (sempre e comunque spalleggiato da moglie e padre)… Quest’ultimo è stato cooptato all’interno dello Ufficio Politico Nazionale con la carica di Vice Segretario Nazionale per il Nord Ovest Italia.

Il secondo Camerata è lo sfortunatissimo Pier Giorgio Basile; costui, giusto per confermare quanto il padreterno si dia da fare per rovinare la vita alle persone più meritevoli (alla faccia delle religioni), a differenza dei tanti vermi che si sono nascosti dietro puerili scuse per non fare pochi Km, ha tentato di presenziare al congresso nazionale, pur vivendo da diverso tempo per ragioni di studio in Portogallo.

Ha acquistato il biglietto per il treno Coimbra – Lisbona, e quello per l’aereo Lisbona – Torino, non prima di avere preparato 30 copie di una relazione che avrebbe voluto distribuire e discutere al congresso; ebbene, dato che era forse l’unico ad avere preso sul serio il congresso nazionale, si è trovato bloccato su un treno fermato per più di un’ora senza apparente motivo, e giunto a destinazione con un ritardo clamoroso. Nonostante ciò è giunto all’aeroporto 10 minuti prima della partenza del volo, ma lì è stato bloccato e gli è stato impedito di imbarcarsi! Così, dopo vani tentativi per trovare voli alternativi e dopo avere speso decine di euro in telefonate internazionale per tenermi aggiornato, si è ritrovato a dovere tornare mestamente a casa, senza potere partecipare al congresso, e senza potere recuperare i soldi gettati in biglietti vari.

Onore a lui ed alle poche persone serie rimaste al mondo!

Carlo Gariglio

 

CIAO KATIA! (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Settembre 2016)

Questa volta devo proprio dirtelo: mi hai giocato proprio un tiro mancino; dopo tanto tempo passato al telefono programmando il futuro, soprattutto per quanto riguardava il congresso nazionale del prossimo 30 ottobre, te ne sei andata così, rapidamente ed improvvisamente, appena due giorni dopo avermi sentito al telefono per parlare, per l’ultima volta, del futuro.

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Mi avevi telefonato martedì 30 agosto; stavi bene, avevi la solita voce battagliera, ma mi hai detto che quasi certamente non saresti stata presente al congresso. Il tumore era cresciuto ancora, ed a breve avresti dovuto ricominciare un ciclo di chemioterapia, cosa che a tuo dire ti avrebbe ridotta molto male, così come tutti i cicli precedenti. Ma come sempre pensavi al futuro e mi hai chiesto di informarmi se avresti potuto essere presente al congresso almeno in videoconferenza, per potere assistere e dire la tua anche da lontano; ci siamo lasciati con la speranza che la chemioterapia non ti avrebbe ridotto così male e con la promessa che mi sarei informato sulla videoconferenza.

Ti ho richiamata per darti notizie venerdì 2 settembre e mi hai risposto con un filo di voce… Stavi uscendo dal Pronto Soccorso; dopo una notte di continue emorragie che ti avevano ridotta come uno straccio, ti avevano portato lì e sottoposta a numerose trasfusioni… Avrebbero dovuto ricoverarti, ma dato che “non c’era posto”, ti rimandavano a casa ridotta così…

Ancora una volta mi hai parlato di futuro, eri contenta che il locale del congresso avesse il Wi-Fi per poterci collegare con un qualsiasi notebook, attendevi l’inizio della settimana successiva per essere ricoverata, ed infine avevi in programma per i primi del mese, quando sarebbe tornato dalle ferie, una visita con un nuovo oncologo di Roma conosciuto da poco.

Lunedì 5 settembre, intorno all’ora di pranzo, te ne sei andata, accorgendoti che di futuro non ne avevi più.

Ed ancora una volta, quella coppia di incapaci della tua zona che frequentavi e che avevi addirittura fatto diventare consiglieri comunali del nostro movimento pur senza essersi presi lo sciupo di tesserarsi, non hanno comunicato nulla a noi del movimento, esattamente come fecero nei quasi sette mesi di carcerazione che avevi subito. In questo ci assomigliavamo: entrambi ottimi maestri, ma sempre circondati da discepoli indegni ed incapaci!

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E così qualcuno ha saputo la notizia da alcuni infami ex tesserati/infiltrati, che dopo essere stati cacciati dal MFL-PSN si sono distinti per il loro passaggio al NON e per le “eroiche” azioni di sabotaggio alle nostre pagine Yuotube e Wikipedia… Gente che oggi, non potendo tu più smentirli, si spacciano per “camerati” e “intimi”; peccato non averli potuti incontrare ad un funerale tenutosi troppo presto, cioè circa 24 ore dopo la tua morte, altrimenti credo che qualcuno si sarebbe guadagnato un secondo funerale, e qualcun altro un lungo soggiorno in galera, questa volta meritato!

Ma lasciamo infami ed incapaci al loro destino, non è questa la sede adatta per parlare di escrementi.

Quello che ti ho sempre invidiato è stata proprio la tua fiducia nel futuro, senza mai abbatterti; mi parlavi sempre delle cause per il risarcimento che avresti ottenuto dallo Stato per averti sequestrata per quasi sette mesi, nonostante la tua malattia e l’assoluta mancanza di qualsiasi reato; mi parlavi del congresso e dei “cazziatoni” che avresti voluto fare ai tanti incapaci buoni solo a sproloquiare su Facebook, ma incapaci di svolgere anche la minima attività politica per il movimento, così come mi parlavi della tua volontà di fare finire in galera un certo Sindaco ladro e corrotto… E ancora progettavi la partecipazione alle prossime elezioni, e mi comunicavi spesso, con ingenuità disarmante, l’imminente tesseramento di qualche cialtrone locale che, dopo mille promesse, si dileguava senza mai iscriversi.

L’unico momento in cui esprimevi qualche dubbio era quando pensavi a tua madre ed ai tuoi cani: come se la sarebbero cavata nel caso in cui tu non ce l’avessi fatta?

Sommessamente, aggiungo anche una mia domanda: come me la caverò ora senza il mio migliore Vice Segretario Nazionale, nonché unico militante del Sud Italia ad avermi dato qualche soddisfazione politica?

Staremo a vedere; comunque, ho avuto modo di verificare che anche tua madre ha una tempra eccezionale… L’ho chiamata al telefono, e fra comprensibili scoppi di pianto, è riuscita a rammaricarsi per il fatto di non avere ancora imparato ad usare il tuo cellulare, onde potere contattare i Camerati del movimento ed altri tuoi contatti… Altra tempra rispetto a certi smidollati che conosciamo, no?

Cosa resta da dirti prima del saluto finale, cara Katia?

Certamente spero di campare abbastanza per vedere sottoterra il maiale in toga che ti ha portato ad una morte anticipata, dato che possiamo accusarlo di averti fatto venire il tumore, ma possiamo certamente accusarlo di averti impedito di continuare a curarti, ed insieme a lui, nella stessa fossa comune, spero di vederci anche il famoso medico che per mesi ha ritenuto compatibile la tua detenzione in una carcere di massima sicurezza (che diamine, eri un pericolo per la Nazione, vogliamo negarlo?), nonostante fossi già stata più volte operata e sottoposta a chemioterapia.

Non solo ti hanno incastrata per stupide frequentazioni via Fecebook e ridicole chiacchierate in salotto, rigorosamente registrate da uno dei tanti escrementi dell’umanità in divisa da carabiniere (una divisa che a molti idioti della nostra area politica piace, dato che non sanno distinguere fra la divisa di un metronotte ed una da SS, considerando chiunque sia in divisa un “camerata”); ti hanno praticamente ammazzata, tenendoti in carcere senza motivo per quasi sette mesi, cioè molto di più di quello che ha subito lo psicopatico ex carabiniere (sarà un caso?) che avrebbe dovuto essere il capo del “golpe”, e che si è affrettato, dopo pochi giorni di carcere, a dissociarsi da sé stesso e da qualsiasi ideale Fascista!

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Non sono, in conclusione, uno di quegli idioti che credono al paradiso voluto dal Dio buono per ricompensare i giusti, ma ti auguro che almeno ci sia un aldilà dove non ci siano divinità sadiche che si divertono ad infierire contro le persone migliori, come capita di qua, dove abbiamo un Dio antifascista che infierisce sulle nostre vite, facendo invece arrivare ai 90 e più anni vissuti bene e felicemente, personaggi stomachevoli quali Ciampi, Dario Fo e molte altre sedicenti “vittime” del nazifascismo.

Spesso ce lo chiedevamo insieme: come mai tutte queste merde rosse e giudaiche arrivano sempre a campare quasi cento anni in buona salute, nonostante le favole che raccontano sulle torture e sugli abusi subiti?

Ora ti saluto veramente Katia; riposati e riguardati. Ora i dolori dovrebbero essere finiti ed i maiali in toga non possono più farti nulla.

Copio a seguire anche i saluti che ti ha voluto dedicare il tuo avvocato, Paolo Vecchioli, che ho recuperato da vari siti internet. Addio Katia.

Carlo Gariglio

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“In Italia solo i bimbi, i pazzi ed i magistrati non rispondono dei loro crimini“

Ciao Katia!

Circa alle 13.00 oggi si è spenta a Lanciano la Camerata Katia De Ritis esponente di Fascismo e Libertà, già perseguitata politica e militante dell’Idea.

Nel Dicembre del 2014 Katia è stata arrestata insieme a numerosi altri sciancati della politica non omogenea al sistema, vittime facili da sacrificare alla carriera di inquirenti di passaggio presso la Distrettuale con sede a L’Aquila, che utilizzano i citati sciancati della politica e della storia, per carriera ed idem per il seguito di starnazzanti toghette rossastro/griffate pronte a “sbranare“ –  complici i media di regime – gli indifesi e indifendibili, in parte infami e pronti a leccare la mano (Patteggiare… Sic!) di chi li indaga perché innocui fascistucoli masturbatori senza seguito e futuro, ed in parte perché poveracci che istintivamente non omogenei al sistema, ma non essendo nessuno (leggasi Sofri, Pietrostefani, Bompressi, ecc. ecc.), possono essere impunemente massacrati come la nostra.

Katia è malata oncologica in chemioterapia già a dicembre 2014, ma alle toghette rosse/griffate per carriera starnazzanti non pare vero di seppellirla impunemente nel carcere di Lecce, senza più cure e come se fosse malata di tonsille, per quasi sette mesi con la complicità di toghe rosse menefreghiste e sempre giudicanti per oltre venti anni a L’Aquila nella stessa funzione o quasi, e che solo dopo due denunce del sottoscritto difensore per palese incompatibilità del regime carcerario imposto alla De Ritis con il suo stato di salute, unito ai colpevoli ritardi/omissioni del carcere di Lecce, dicevo questo eroica toghetta rossastra, preoccupata della carriera, improvvisamente resipiscente, convoca il medico legale cui il problema di Katia non poteva non essere già noto, che altrettanto improvvisamente racconta, finalmente da medico (però dopo sette mesi), come il tumore deve essere curato a casa e/o in idonea struttura perché di tale male si muore .

Ciò, evidentemente, troppo tardi come da letteratura in materia di sospensione della chemioterapia e delle cure oncologiche ma, sullo argomento, torneremo ed idem per i ritardi e le omertà del Carcere di Lecce, dal quale Katia esce per essere ricoverata in Ospedale perché aggravatasi e non più gestibile in vinculis.

Dopo le denunce a Katia prima sono concessi i domiciliari e poi dal Tribunale di Pescara la libertà (Sic!); riprende la chemioterapia, subisce più ricoveri ed interventi chirurgici, torna a lavorare ma… Ormai è troppo tardi… Qualcuno le ha tolto una parte della sua vita fatta di militanza per l’Idea e non di statistica e di carriera da toghetta rossa/griffata, in un sistema che dopo due anni in un giudizio sedicente “immediato” mai iniziato, ha smesso di starnazzare dell’operazione degli sciancati di “Aquila Nera“, di indagini in tutta Italia con una cinquantina di indagati ma un solo difensore d’ufficio nominato a L’Aquila per tutt’Italia, con sequestri di… Nessuna arma, nessun esplosivo, una nuova Costituzione redatta dal novantatreenne prof. Rutilio Sermonti, arrestato ed indagato ma nel frattempo deceduto in attesa di giudizio, agende, PC, telefoni ecc. ecc.

I sedicenti terroristi di Aquila Nera preparavano attentati, sempre e solo a parole, mediante destabilizzazione del sistema (Equitalia… Sic!) preparando liste alle votazioni, progettando rapine per procurarsi armi per il “golpe” (doppiette e fucili da caccia… Sic!) e tutto quant’altro oggetto di indagine e inchiesta, sequestri di documenti, libri, foto, intercettazioni di cene e… Tarallucci e vino… Quindi arresti telegenici, comunicati stampa delle toghette rossastre antiterroriste e… Via discorrendo senza che adesso qualcuno, morta la povera Katia, dica finalmente quando facciamo il processo ai golpisti se neanche riescono a notificare i decreti di giudizio immediato andati a… Puttane…
Probabilmente le due denunce da me già fatte sono state archiviate… Dalle toghe rosse irresponsabili per legge, ma qualcuno dovrà dirmi, anzi dire a noi potenziali golpisti perché non omogenei al sistema e sempre più incazzati sicuramente con Equitalia ma non solo, chi ha privato Katia De Ritis di una parte della sua vita da militante dell’Idea e se qualcuno ha sbagliato e qualcun altro è premorto ma, soprattutto, siccome non un sinistro, nessuno paga…

Paolo Vecchioli, orgoglioso ed onorato avvocato di Katia De Ritis.

L’Aquila 05.09.2016

 

RITORNO AL VOTO (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Settembre 2016)

Quasi quasi mi dispiace, ma il prossimo dicembre mi toccherà sporcare la tessera elettorale che, rilasciatami agli inizi del 2008 in occasione del mio cambio di residenza, è sempre stata chiusa in un cassetto e mai utilizzata per partecipare a stupide ed inutili elezioni e/o referendum.

A dicembre, però, si tratterà di una questione di principio, non di scegliere da quale ladro farsi rapinare, o da quale pidocchioso stile centri sociali farsi manipolare per rifiutare questa o quella opera necessaria allo sviluppo del Paese; voterò, di conseguenza, un bel NO.

Ma non mi addentrerò all’interno di tecnicismi vari e di punti da analizzare per tentare di giustificare il mio NO, in quanto esso è, come ho già detto, derivante da questioni di principio.

Certamente ci sono anche motivi più pratici per votare NO, ma questi mi interessano così poco da lasciarli riassumere da un breve articolo che ho fortuitamente reperito su Internet:

“Ci sono una infinità di motivi per votare No al prossimo referendum-truffa e, citandone solo alcuni,  cominciamo con quello che in pratica è il quesito su cui votare. Ebbene non è vero che il bicameralismo viene superato perché il Senato resta con poteri analoghi, anche se i componenti sono ridotti ad un centinaio dai 325 attuali. Non solo ma il minor costo dei senatori si riduce a soli 50 milioni di euro l’anno a fronte di oltre trecento milioni di spese di funzionamento: forse era meglio ridurre della metà tutti i parlamentari da 945 a 450!  Se poi si considera che la funzione legislativa viene in pratica monopolizzata dal governo, si ha un motivo in più per dire NO. Lasciando stare la variazione sul numero di firme necessarie per i referendum, i premi di maggioranza, il fatto che la stragrande maggioranza di senatori sarà di centrosinistra e non sarà stata eletta ma nominata e tanti altri motivi essenzialmente legati alla formulazione della riforma, ci sono altri motivi, pregiudiziali, che impongono il NO. Non si tratta di “pregiudizio” nel senso che non ti voto contro perché la riforma la fai tu ma per motivi di ordine generale che sono almeno quattro: Intanto per dare una misura corretta della rappresentatività delle formazioni politiche presenti nel Paese la cosa più giusta e corretta sarebbe stata la nascita di una “COSTITUENTE”, In secondo luogo una riforma costituzionale deve vedere la partecipazione di tutti gli schieramenti politici e in questo caso è la sola formazione al governo che la impone agli italiani; in terzo luogo questo è un Parlamento sostanzialmente incostituzionale e la benedizione della Corte Costituzionale è la dimostrazione dell’asservimento dei supremi giudici; ancora il fatto che vengano cambiati ben 47 articoli ed altri soppressi stravolge fa di questa non una Riforma ma uno Stravolgimento della “Costituzione più bella del mondo” (secondo quell’altro guitto in servizio permanente effettivo – il primo se n’è andato giusto qualche giorno fa). Dimenticavo, a proposito del guitto e della “Costituzione più bella del mondo”, tale Roberto Benigni: ebbene, il solo fatto che questo guitto voti SI è sufficiente perché l’Italia voti NO.                             Elio Bitritto”

http://quiquotidiano.it/2016/10/16/perche-no/

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Detto e letto questo, devo però dire che voterei NO anche se questa fosse la migliore riforma costituzionale che si potesse desiderare, in quanto proposta da loschi personaggi che non hanno alcuna legittimazione per proporla.

E qui mi tocca ricordare i “bei” tempi (sono ironico, ma non del tutto, dati i tempi presenti) nei quali governava Berlusconi… I più svegli ricorderanno che uno dei tanti cavalli di battaglia del Cavaliere era proprio la riforma costituzionale, per adeguare quella Carta (in massima parte mai applicata) alle necessità di un Paese moderno, così come ricorderanno l’opposizione delle sudice sinistre parlamentari ed extraparlamentari, le quali recitavano come dei mantra le stesse due frasi: 1) La Costituzione si cambia solo con le “larghe intese”; 2) La Costituzione non si può cambiare a colpi di maggioranza.

Quindi, dato che ci troviamo di fronte ad un Governo mai eletto dal popolo, retto da una cosiddetta maggioranza che comprende anche gli infami del Nuovo Centro Destra, ovvero individui eletti con i voti della destra riciclatisi poi a sostenere un Governo di centrosinistra, non si capisce bene per quali misteriosi motivi si debba lasciare a questi “signori” il compito di modificare la Costituzione!

Ora, immagino già che il cerebroleso medio si stia indignando per quella che percepisce coma una difesa di Berlusconi, ma lo tranquillizzo subito: per quanto mi riguarda, Berlusconi ed i suoi compari, mi fanno quasi altrettanto schifo di Renzi e compari, dal momento che gli uni come gli altri si vantano da sempre di essere “antifascisti”, ovvero persone disturbate mentalmente che ritengono utile ribadire la loro contrarietà ad un qualcosa che non esiste più dal lontano 1945… Tuttavia, nonostante l’odio profondo nei confronti di quelli che così si qualificano, ritengo importante nella vita di un uomo la coerenza, e questa mia coerenza mi porta a non accettare che una sinistra figlia degli assassini partigiani, possa fare il bello ed il cattivo tempo nella politica italiana, trattando la cosiddetta destra allo stesso modo di come tratta i Fascisti (ed i presunti tali).

Già, perché questo schifo di sinistra che ancora va a braccetto con l’ANPI (associazione che rappresenta  i condannati da una Sentenza del Tribunale Supremo Militare del 1954), fin dai tempi di Tangentopoli ha utilizzato contro il Cavaliere, leader del centrodestra, lo stesso armamentario vecchio e stantio usato da sempre contro Fascisti, Nazisti, Razzisti e chi più ne ha più ne metta… Si sono persino inventati il ventennio Berlusconiano, ovvero un periodo di tempo nel quale hanno governato più a lungo loro di Berlusconi e soci. Ed hanno mobilitato per impedirgli di governare (nonostante lui le elezioni le avesse vinte veramente), il clan delle toghe rosse, i pidocchiosi dei centri sociali, le maggiori testate giornalistiche e televisive, docenti delle scuole di ogni ordine e grado, femministe…

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Quindi, benché abbia poca simpatia per Berlusconi, ne ho ancora meno per chi è peggiore di lui, ma pretende di avere una sorta di diritto “divino” sulla politica italiana. Lo sappiamo, questo schifo di Nazione voluta dagli invasori del 1945 e dal connubio mafia (al sud) e partigiani (al nord), non è uno Stato sovrano ed è governata da poteri forti ed oscuri, più che dai politici… Ma il doppiopesismo  praticato dai più di fronte a comportamenti analoghi ha ormai raggiunto vertici inaccettabili. Noi ne sappiamo qualcosa, dato che ad ogni nostra manifestazione politica, per quanto lecita, subiamo attacchi stomachevoli da parte di quelli che ci vorrebbero in galera per avere affisso (pagando le tasse) quattro manifesti, ma che nel contempo assolvono le bravate terroristiche dei loro compari No TAV, No Global e letame simile… Ma allo stesso modo l’opinione pubblica drogata dai soliti noti, si comporta allo stesso modo nei confronti di Berlusconi e soci.

Fateci caso; i primi a tentare di dare più spazi all’universo femminile in politica furono proprio i berlusconiani… Ma per i nipotini di Stalin le elette e nominate dalla destra erano semplicemente delle baldracche volute (e magari scopate) da Berlusconi… Oggi vediamo i nuovi comunisti dei 5 Stelle osannati per avere fatto eleggere delle Sindache giovani e più o meno avvenenti, così come si osanna il PD per lo spazio dato a delle tristi figure tipo la Ministra Boschi, che sia per certi abbigliamenti esibiti, sia per certi insulti ai danni di chi non la pensa come lei, ricorda più una passeggiatrice degli anni 70/80, che non una persona di cultura dedita alla politica.

E già che ci siamo, perché non ricordare i comportamenti della magistratura rossa a proposito dei cambi di casacca di alcuni parlamentari? Come ricorderete, il Cavaliere è stato inquisito e condannato per avere pagato il Senatore De Gregorio per convincerlo a passare con il centrodestra. Ma quante inchieste e quanti processi sono stati fatti nei confronti dei vari Bossi (attirato da D’Alema che aveva definito la Lega “costola della sinistra), Casini, Fini ed in ultimo Alfano, che erano stati eletti con i voti della destra, salvo poi mettersi di traverso per fare cadere Governi legittimamente votati ed in carica? Ve lo dico io: nessuna inchiesta e nessun processo, così come nessuno indagò contro Prodi per scoprire cosa aveva promesso ai vari Senatori a vita che per un bel pezzo tennero in piedi un suo Governo privo di maggioranza al Senato! Leggete e ricordate:

“(…) Quelli che oggi sembrano ricordare ogni gesto o parola del senatore Sergio De Gregorio, come possono aver dimenticato le luminose figure del senatore Franco Turigliatto e del senatore Luigi Pallaro? (…) Il governo Prodi nacque con una maggioranza al Senato a dir poco risicata (di fatto si reggeva sui voti dei senatori a vita: ebbe la prima fiducia con 165 sì e 155 no). (…) All’epoca De Gregorio, eletto nelle fila dell’Italia dei Valori di Di Pietro e forse, chissà, già a libro paga di Berlusconi, votò contro il governo, ma in compenso ci fu il passaggio da destra a sinistra (ovviamente motivato da nobili ragioni politiche) di Marco Follini. (…) Ma nel complesso – visti i numeri ballerini al Senato e l’eccessiva eterogeneità politica della maggioranza di centrosinistra – si trattò di un Vietnam parlamentare quotidiano. Nel quale sicuramente, come ci hanno ricordato i giudici di Napoli, s’inserì Berlusconi con la sua “Operazione Libertà”, consistente nel convincere qualche parlamentare ballerino a cambiare casacca. Una prassi che nell’ultimo ventennio è stata la norma nel Parlamento italiano, oltreché un fenomeno politicamente trasversale: dalla sinistra alla destra passando per il centro, e viceversa. Salvo scoprire oggi che si tratta non solo di una prassi certamente deplorevole, ma di un reato. De Gregorio in effetti ha ammesso di aver avuto dei soldi da Berlusconi per finanziare il suo effimero movimento politico, una volta lasciato Di Pietro. Ma fidatevi, se questa è corruzione, le carceri italiane dovrebbero essere piene di parlamentari voltagabbana. (…) Il 24 gennaio, al momento della fiducia al Senato, avrebbero votato contro il governo, mandandolo definitivamente a casa, due dei senatori dell’Udeur (tra cui lo stesso Mastella), due dei senatori dei Liberal Democratici di Dini, Domenico Fisichella (già di An ma nel 2006 eletto con la Margherita di Rutelli), Franco Turigliatto e buon ultimo anche Sergio De Gregorio. Quanto al mitico Luigi Pallaro, che per il suo appoggio a Prodi aveva drenato risorse a tutto spiano per gli italiani all’estero che lo avevano eletto, il giorno della fiducia – chissà come, chissà perché – aveva preferito restarsene a Buenos Aires. La batosta in numeri fu la seguente: 161 contrari, 156 sì e un astenuto. E così finì l’avventura del secondo governo Prodi.

Ora si può anche dire – e scrivere sui libri di storia – che Prodi cadde per colpa di De Gregorio, se proprio abbiamo deciso che la verità sulla politica italiana è quella che ormai si forma nelle aule dei tribunali e grazie alle sue sentenze. Peccato solo che le cose siano andate diversamente”.

Editoriale apparso sul Giornale dell’Umbria dell’11 luglio 2015

http://www.istitutodipolitica.it/wordpress/2015/07/13/la-verita-e-le-bugie-sulla-caduta-del-secondo-governo-prodi/

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Visto, cari privi di memoria e doppiopesisti?  Dopo avere concesso tutte queste libertà agli infami sinistri, vogliamo oggi aiutarli a smentire quanto da loro stessi dichiarato, ovvero che la Costituzione non si tocca, che andrebbe cambiata solo coinvolgendo tutte le forze politiche per mezzo di larghe intese? Vogliamo farglielo fare con un Governo illegittimo, una maggioranza raccogliticcia che comprende transfughi eletti con i voti della destra, e che non comprende larga parte degli esponenti dello stesso partito di Renzi?

Poco mi importa sapere che votando NO mi ritroverò in compagnia di indegni figuri quali quelli dell’ANPI o dei traditori falsi Fascisti di Casa Pound… Una cosa va fatta quando è giusta, indipendentemente da quanto fanno gli altri. Sarebbe ora di capirlo, invece di ragionare come gli ultrà da stadio!

Carlo Gariglio

 

LA POLITICA DEGLI SCIACALLI (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Luglio 2016)

Non possiamo dire che si tratti di una novità l’abitudine a fare dello sciacallaggio politico intorno ad ogni notizia di cronaca, ma negli ultimi tempi questo squallido fenomeno sta toccando vertici mai visti, e in aggiunta a ciò, sta accadendo lungo tutto l’agone della politica italiana, dall’estrema sinistra (cosa alla quale siamo ben abituati), all’estrema destra, passando (purtroppo) persino dalle nostre parti, grazie agli interventi di alcuni sedicenti Fascisti. Esempi se ne potrebbero fare a centinaia, ma vorrei soffermarmi sul triste episodio avvenuto i primi del mese a Fermo, ove tal Amedeo Mancini ha ucciso con un pugno un ragazzi nigeriano. Pochi minuti dopo la notizia della morte del nigeriano, la banda degli sciacalli facenti capo alla Chiesa ed alla sinistra si è prontamente manifestata,
con dichiarazioni deliranti e farneticanti:

“(…) Ed è stato proprio don Albanesi oggi a chiamare in causa, per l’aggressione, «lo stesso giro delle bombe davanti alle chiese», o quanto meno lo stesso clima culturale: «credono – ha detto il sacerdote – di appartenere alla razza ariana». Don Vinicio ha contestato anche la ricostruzione dei fatti, sulla scorta del racconto della moglie di Emmanuel, che ha riportato escoriazioni guaribili in 5 giorni, e annunciato che si costituirà parte civile, in quanto presidente della Fondazione Caritas in veritate, che ha accolto 124 profughi, di cui 19 nigeriani. Un episodio che non ha precedenti nella città, dove gli stranieri
sono numerosi e ben integrati e dove i richiedenti asilo vengono chiamati a raccontare le loro storie nelle scuole e nei raduni scout. «Il gravissimo episodio di Fermo – ha commentato il deputato del Pd Edoardo Patriarca – è l’ennesimo di una serie di atti di intolleranza che hanno colpito quel territorio. Non possiamo permettere che ci sia un clima di odio». Khalid Chaouki(Pd) chiede che venga fatta chiarezza. «Non dobbiamo mai fare l’errore di sottovalutare il razzismo strisciante – aggiunge – risultato anche di un clima di odio favorito da chi, in cerca di facili consensi, fa leva sulle paure e le angosce dei cittadini per costruire ad arte uno scenario di terrore e paura dell’altro». Il sindaco Paolo Calcinaro confessa di sentirsi «sprofondato in un incubo», dopo avere celebrato la fine del Ramadan con la locale comunità islamica. Dolore, sgomento e solidarietà vengono espressi dalla Cgil e dall’Anpi (…)”

http://www.ilmessaggero.it/p r i m o p i a n o / c r o n a c a /f e r -mo_bombe_chiesa_nigeriano_ p i c c h i a t o _ u l t r a -1840528.html

Quindi, fin da subito non mancava nessuno dell’allegra “brigata” degli anti italiani: Caritas, PD, CGIL e persino l’ANPI!
Ma vediamo quanto in basso si possa cadere per difendere contro ogni logica la propria visione “sinistra” del mondo:

“ (…) ROMA – Palazzo Chigi reagisce immediatamente. L’uccisione del profugo nigeriano, Emmanuel Chidi Namdi, 36 anni, massacrato a pugni, calci e spranga [Purtroppo per lo sciacallo autore dell’articolo, il povero nigeriano è morto a causa di un unico pugno – N. d. D.] da un ultrà della squadra locale, è un fatto talmente vergognoso che Renzi chiama il ministro dell’Interno Angelino Alfano e gli chiede di andare a Fermo. “Lo Stato deve farsi sentire, il governo deve essere presente”. (…) Alfano presiede il comitato provinciale per l’ordine pubblico e la sicurezza che si riunisce nella cittadina marchigiana. Ma anche a Roma si discute dell’omicidio. Nell’aula del Senato scoppia la bagarre quando interviene Carlo Giovanardi ponendo una serie di “distinguo”: “Non so cosa è successo. Approfondiremo, può essere che un balordo… un pazzo, un balordo, un violento”. Continua il senatore centrista, subissato da contestazioni per la sottovalutazione dell’accaduto. Nell’aula di Palazzo Madama grida di “Fuori, fuori…”. (…) Per la scrittrice Michela Murgia chi si indigna sono gli stessi che hanno votato contro l’incriminazione di Calderoli per gli insulti razzisti alla Kyenge [Scrittrice? Qualcuno di voi la conosce, o scrive solo per i pochi intimi della sinistra, tipo Saviano? – N. d. D.] (…) E il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella oltre alla condanna e al dolore per l’omicidio barbaro e l’intolleranza razziale, chiede azioni concrete per aiutare la moglie di Emmanuel. “Ora bisogna prestare assistenza alla vedova”, si legge nella nota del Quirinale. [Avete mai sentito questa mummia ingobbita chiedere aiuti immediati per le famiglie degli italiani colpiti dalla criminalità degli immigrati? – N. d. D.] (…) La presidente della Camera, Laura Boldrini ammonisce: “Chi ha responsabilità politiche e istituzionali deve prendere le distanze da messaggi d’odio non alimentarli”. E aggiunge: “L’odio che avvelena la nostra società va riconosciuto e non sottovalutato”. Annuncia di avere
costituito un comitato parlamentare #hatespeech. (…) Intanto su Twitter si mobilita il Pd. Dalla sinistra dem, Chiara Geloni lancia l’idea di una grande manifestazione a Fermo contro il razzismo”.

http://www.repubblica.it/politica/2016/07/07/news/il_governo_renzi_a_fermo_dopo_l_assassinio_di_emmanuel-143590140/

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E dato che quando gli scarafaggi escono di corsa dai loro nascondigli lo fanno tutti insieme, dal primo all’ultimo, non poteva mancare la privata cittadina, certamente di discendenza comunista, che dal suo profilo Facebook accusa un esponente della Lega Nord di essere l’assassino razzista:

“Sul web calunnie e bugie. Morte Namdi, gli sciacalli del discredito già in azione. Sulla pagina Facebook di una sedicente Federica Valecchi un simpatizzante del Carroccio viene spacciato per l’assassino del ragazzo nigeriano. Ma non è vero e parte la querela”.

http://www. ilpopulista.i t/news/7-Luglio-2016/2568/morte-namdi–gli-sciacallidel.html

Giusto per completezza delle informazioni, ritengo utile ricordare il trattamento subito dal Senatore Giovanardi proprio in Senato: riempito di insulti e zittito (indovinate dai servi di quale parte politica) per avere osato tentare di operare un distinguo fra la morte del nigeriano e quella degli italiani sgozzati a Dacca:

“Se il razzismo è il livido trionfo del pregiudizio, non c’è dubbio che, spesso, a restarne vittima è il senatore Carlo Giovanardi, già Ccd, poi Pdl e ora nel gruppo di Idea a Palazzo Madama con Gaetano Quagliariello. Per i sacerdoti del “politicamente corretto” Giovanardi è una sorta di eccitante, una specie super di caffeina che basta annusare per partire in quarta. Sembra strano, ma questo è l’effetto che fa ogni qualvolta si alza per parlare dei suoi temi preferiti: lotta alla droga, difesa della famiglia tradizionale, lotta alla malagiustizia. Giovanardi insultato da M5S e Pd: «Verme» E così è accaduto anche nel corso nella seduta odierna del Senato quando urla e insulti provenienti dagli scranni del Pd e dei Cinquestelle («sei un verme», «caccialo fuori», le delikatessen più gettonate) e l’intervento del presidente di turno, Linda Lanzillotta, gli hanno impedito di parlare. Giovanardi stava solo cercando di introdurre una verità banale e cioè che trovava «sgradevole» il tentativo «di mettere sullo stesso piano, la stessa mattina, senza che fosse all’ordine del giorno, il dibattito con il ministro degli Esteri sui nove italiani torturati e sgozzati a Dacca con un singolo episodio di follia», cioè l’uccisione di Emmanuel Chidi Namni, il giovane nigeriano ucciso a Fermo per motivi razzistici. «Se mi avessero lasciato parlare avrei detto che la morte di Emmanuel, un mio fratello, è una cosa orribile». La solidarietà di Gasparri. A Giovanardi non è piaciuto il doppiopesismo, anzi il tentativo di strumentalizzare il sangue di quel giovane nigeriano per motivi di bottega politica. «In aula – ha continuato Giovanardi riferendosi ai nove italiani sgozzati a Dacca da terroristi islamisti – è stato totalmente ignorato il diciottenne americano ammazzato a Roma da un altro balordo. Respingo con forza il maldestro tentativo di accumunare l’Italia aperta, generosa accogliente, attonita per il comportamento di qualche imbecille, con la sistematica eliminazione di persone parimenti innocenti che pagano soltanto il fatto di non essere in grado di citare il Corano». Solidarietà a Giovanardi è giunta dal forzista Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato”.

h t t p : / /www.secoloditalia.it/2016/07/migrante-ucciso-giovanardicontro-censura-preventivasenato/

pidocchiosi

Ma, se come abbiamo premesso, il comportamento da sciacalli ed avvoltoi da parte dei parassiti della sinistra e della pretaglia assortita ce lo aspettiamo tutti, quello che colpisce di più è il comportamento uguale e contrario manifestato da certa “destra”, e persino da alcuni nostri esponenti sui soliti immondi ed inutili profili Facebook; e così, quello che gli scarafaggi cattocomunisti descrivono come la solita povera vittima della barbarie nazifascista, è diventato per i cerebrolesi dell’altro colore una sorta di bieco invasore che andava abbattuto come un cane… Addirittura qualcuno è riuscito a trasformare il teppista da stadio che ha creato questa squallida vicenda in una sorta di “eroe” italico che si è opposto alla conquista del suolo Patrio!
Ora, non so voi, ma io nel mio immaginario ho ben altri eroi, e nessuno di questi si chiama Amedeo Mancini; i miei eroi hanno combattuto e combattono guerre vere, non quelle che si “combattono” negli stadi di calcio, o nei vicoli bui popolati da teppaglia senza cervello e ideali. Eleggere Mancini come eroe della causa è esattamente la stessa squallida operazione che fanno da sempre i pidocchiosi sociali, che hanno fra i loro “eroi” la peggiore feccia dell’umanità, tipo Carlo Giuliani o il cosiddetto “Dax”, tanto per chiarirci.
Ora, il fatto che un forzanovista o un esponente di Casa Pound possano lodare simili elementi non mi stupisce affatto, ma che lo lodino personaggi che millantano la qualifica di Fascisti non mi sta affatto bene. Giusto per chiarire la questione, al di là delle balle raccontate dai media e dai politici, che ho riassunto a dovere in questo articolo, la triste realtà ormai appurata dai fatti, dalle testimonianze e dall’autopsia del nigeriano ucciso, è la seguente: il teppista da stadio con simpatie di estrema destra, Amedeo Mancini, un bel giorno ha deciso di mostrare tutto il suo eroismo insultando la moglie di Emmanuel Chidi Namni, apostrofata come “scimmia negra”… Epiteto che va per la maggiore negli stadi fra la feccia ultrà, che ha preso la brillante abitudine di chiamare “scimmie” tutti i negri delle squadre avversarie, salvo esaltare ed esultare per le gesta dei negri che giocano nella loro squadra. Dopo l’insulto è accaduto l’inevitabile, cioè la reazione della ragazza insultata e del marito; certo, la reazione è stata fin troppo eccessiva, dato che il nigeriano ha afferrato
un cartello stradale a mo’ di spranga, iniziando a colpire il Mancini, spalleggiato dalla moglie. Il Mancini, passato da aggressore ad aggredito, ha sferrato un solo pugno (indi siamo ben lontani dal “massacro” descritto dalla Repubblica), con il quale ha atterrato il nigeriano, che per sua sfortuna si è fratturato la base del cranio su un marciapiede, finendo prima in coma e poi all’altro mondo.
Quindi, nessuna aggressione programmata a sfondo razziale, nessun disegno eversivo contro la Caritas, nessuna connotazione politica dietro questa tragedia… Soltanto un imbecille, cresciuto all’interno dell’ignoranza del mondo ultrà, che credeva di potersi permettere qualsiasi insulto e sfottò come se fosse allo stadio.
Credetemi, avendo vissuto più di 25 anni a Torino, nei pressi del vecchio stadio “Filadelfia”, ove durante la mia infanzia la squadra A del Torino svolgeva i suoi allenamenti e le formazioni giovanili anche le partite di campionato, ho avuto modo di conoscere bene il mondo dei debosciati senza cervello che roteano intorno al fenomeno ultrà; gente che passava la vita alternandosi fra lo stadio, le trasferte ed il mitico Bar poco lontano dal campo, ove fare bella mostra dei propri muscoli e raccontare le loro “epiche” avventure a base di facce tagliate, sfregi e persino colpi di pistola. I meno dotati fisicamente si sfogavano, invece, terrorizzando i bambini della zona che non si dichiaravo tifosi della loro squadretta. Quindi posso immaginarmi agevolmente il tipico cialtrone da stadio che si sente invincibile ed infastidisce chi gli si para di fronte, negro, arabo o semplicemente “reo” di portare una sciarpa con i colori sociali di un’altra squadra.

verbali-310x165Certamente possiamo dire di tutto, anche che il nigeriano ha avuto una reazione spropositata, e che il Mancini a quel punto non poteva fare altro che difendersi… Ma resta il fatto che se l’eroico ultrà si fosse fatto gli affari suoi, evitando di insultare a vanvera (una donna, oltre tutto), nulla sarebbe accaduto.
Quindi, non sono certo con gli scarafaggi cattocomunismi che vorrebbero linciarlo per avere un minimo di visibilità in più, ma non me la sento neppure di santificare il personaggio, facendone un’icona della reazione italiana ai soprusi degli immigrati.
E non mi si venga a dire che questa è una posizione buonista, perché chi mi conosce e
mi legge regolarmente, sa benissimo che il sottoscritto è favorevole alla pena di morte e persino alla giustizia sommaria… Ma, per quanto sommaria, deve sempre essere giustizia, altrimenti quelli che sostengono di difendersi, diventano uguali ai tanti immigrati che aggrediscono, massacrano ed uccidono i cittadini italiani abbandonati da questo Stato di merda!
Ben vengano, quindi, gli italiani anche armati che si sostituiscano allo Stato assente e comincino persino a sparare sui clandestini che delinquono, rapinano, stuprano e magari manifestano violentemente in piazza perché non sono soddisfatti della accoglienza; ma nulla a che fare con certa teppaglia che è troppo vile per attaccare chi delinque veramente, e si sfoga con gente pacifica incontrata per strada… Specialmente se fra questa gente c’è anche una donna sposata poco più che ventenne. Concludo con un aneddoto; anni fa si intrufolò nel MFLPSN un soggetto che scoprii poi essere (oltre al resto), anche un lurido drogato… Prima di questa scoperta che portò al suo allontanamento, il tizio, credendo di guadagnare punti ai miei occhi, mi raccontò che lui durante la notte andava spesso a tirare sassi contro le prostitute nigeriane… E che ad una aveva anche rubato la borsetta!
Quando gli chiesi come mai non mostrava tutto il suo eroismo attendendo i nigeriani maschi che gestivano il racket, e che ogni mattina passavano a raccogliere le prostitute, non seppe proferire parola.
E’ sempre molto comodo sfogare le proprie frustrazioni ed i propri istinti bestiali su indifesi ed innocenti; ma per farlo sui colpevoli e su chi lo merita, ci vogliono i coglioni… E sto parlando di attributi, non di idioti da stadio o da Facebook!

Carlo Gariglio