LEGGE ELETTORALE ALL’ITALIANA (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Giugno 2019)

Circa dodici anni. Tanto è passato dalla stesura originale dell’articolo che vi ripropongo a seguire… A perenne testimonianza del fatto che in Italia nulla cambia, nulla si risolve e nulla serve scrivere e fare politica.

Ancor oggi si blatera di legge elettorale, di problemi nello smaltimento rifiuti, di inquinamento ed energia pulita, di problemi sociali… Ma nulla cambia, perché nessuno è in grado di trovare soluzioni, nonostante queste siano sotto gli occhi di tutti ed in larga parte adottate da Paesi più civili ed indipendenti del nostro.

A che serve scrivere e dibattere, quando la funzione primaria della politica italiana è quella di NON risolvere i problemi?

Ed a cosa serve scrivere ad uso e consumo di un popolo di beoti ignoranti, che si fanno abbindolare dal politicante di turno, senza mai ascoltare chi non ha alle spalle sigle di partito importanti, o testate giornalistiche che vanno per la maggiore?

Per dimostrare quanto appena detto, oltre a questo articolo e ad altri già ripubblicati, mi dedicherò a ripubblicare molti altri scritti, che hanno più di dieci anni, che parrebbero scritti oggi, a parte i riferimenti a personaggi del passato.

Dato che ascoltare i Fascisti non va più di moda, godetevi quanto meno le prese per il culo che noi Fascisti possiamo indirizzarvi, data la vostra abissale ignoranza, condita da malafede e munita di paraocchi!

Non sarete in grado di leggere, ma io ero e sono in grado di scrivere!

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Uno dei tormentoni con i quali il potere sta cercando, negli ultimi tempi, di distrarre i cittadini dai problemi veri del Paese è quello relativo alla cosiddetta legge elettorale. Non paghi di essere riusciti a varare una legge definita “porcata” dal suo stesso ideatore, non sufficientemente contenti per avere creato un aborto legislativo che ha consentito, con lo stesso voto, di avere una netta maggioranza alla Camera per la sinistra ed una risicata maggioranza al Senato per la destra (tanto risicata da essere regolarmente ribaltata dall’allegra congrega degli zombie detti “Senatori a vita”), i nostri incorreggibili “eroi” della politica ci riprovano e si lanciano in proposte e ri-proposte nel tentativo di legare il loro nome alla nuova “porcata” elettorale. Ovviamente tutti vanno alla ricerca della legge che sopravvaluti il loro schieramento, o che quanto meno danneggi quello avversario, non avendo più i nostri politicanti neppure il buon gusto di nascondere la loro bassezza morale e politica. Eccoli dunque lanciati a cercare la Legge che consenta ai partiti più grossi di fare sparire o limitare i più piccoli, oppure, al contrario, che limiti il potere dei grandi a favore dei cosiddetti “cespugli” del sottobosco della politica… Senza dimenticare il perseguimento dell’eterno sogno democristiano, ovvero quello di essere sempre al governo al fianco di qualsiasi coalizione vinca le elezioni, destra o sinistra che sia.E dunque si propone il sistema tedesco con sbarramento perché consentirebbe agli infami ex DC di governare oggi con la sinistra, domani con la destra… O si propone il bipartitismo all’americana per consentire agli oligarchi filogiudei delle due coalizioni di azzerare le opposizioni di partiti e movimenti più piccoli… Per non parlare del sistema francese che, grazie al doppio turno, garantisce la totale sparizione di qualsiasi opposizione, in quanto per bene che vada un partito fuori dai giochi di potere potrà arrivare al ballottaggio fra i due più votati, ma mai prevalere sulla coalizione di regime che subito si forma per impedirne il successo…

Legge elettoraleCosì, fra una strizzata d’occhi alla Francia ed una alla Germania, i nostri Ascari italioti scavano fra le (pessime) esperienze di Leggi elettorale del resto d’Europa, nel tentativo di copiarne i risultati e senza la necessaria serietà per limitarne le storture ed i danni. Chi apprezza il sistema maggioritario secco di ispirazione britannica, ad esempio, non si è mai preso la briga di spiegarci perché dovremmo preferire un sistema elettorale che assegna il seggio al vincitore ed elimina lo sconfitto, indipenden-temente dal fatto che si vinca 51 a 49, o 100 a zero… O che ha spesso messo al potere i conservatori (o i laburisti) trasformando un lieve vantaggio in termini di voto in una maggioranza bulgara! Addirittura è capitato che, grazie a questo sistema iniquo e medioevale tanto caro a certi idioti, il terzo partito britannico, cioè i liberaldemocratici, pur ottenendo una percentuale di voti di poco inferiore a quella dei conservatori, si sia ritrovato praticamente azzerato a livello parlamentare mentre, al contrario, gli stessi conservatori furono premiati con una schiacciante maggioranza in termini di seggi. Ma senza guardare troppo oltre confine, sarebbe bello riuscire a capire per quale misterioso motivo qualcuno si sia arrogato, in Italia, il diritto di fare sparire dal panorama parlamentare i partiti che non superavano il 4% alla Camera ed addirittura l’8% al Senato! Naturalmente l’obiettivo era quello di fare sparire i partiti non allineati, poiché la stessa Legge “porcata” prevedeva che tali sbarramenti si dimezzassero nel caso di partiti facenti parte delle due maggiori coalizioni… Dunque un partito che ha l’ardire di restare autonomo e raccoglie il 3,9% dei voti a livello nazionale per quanto riguarda la Camera dei Deputati, viene azzerato e scompare dalla scena, mentre un altro partito che accetta di sottomettersi al giogo del centro destra o del centro sinistra, pur ottenendo solo il 2% dei suffragi, sbarca in Parlamento con una pattuglia di deputati eletti! Per non parlare, porcata su porcata, del meccanismo di salvataggio del migliore dei partiti in coalizione che non sono arrivati al 2%, grazie al quale i socialisti di De Michelis, con un miserabile 0,8%, hanno ottenuto i loro rappresentanti alla Camera!Noi del MFL, fra infamie provenienti dalla Germania, dalla Francia, dagli USA, dalla G. Bretagna e da chissà dove, preferiamo concentrarci su una Legge elettorale italiana, creata non per danneggiare questo o favorire quello, ma semplicemente per dare a tutti i contendenti la giusta rappresentanza politica. Invece di arzigogolare intorno a premi di maggioranza, a sbarramenti bulgari, a coalizioni messe insieme per forza, chiediamo di applicare con semplicità e linearità le regole della matematica, che nonostante ciò che pensano i nostri politicanti da strapazzo, non è affatto un’opinione. Chi raccoglie il 10% dei consensi elettorali nel Paese deve avere il 10% degli eletti in Parlamento…

Semplicemente e democraticamente. Non esiste altra Legge elettorale più giusta e più democratica di quella proporzionale, checché ne dicano i tanti cialtroni italiani fautori del maggioritario o di una delle tante Leggi create ad hoc per annullare le opposizioni o per trasformare una infima maggioranza relativa in un governo bulgaro. Certamente la tanto decantata governabilità potrebbe essere messa in forse da un proporzionale puro, come quello che vigeva in Italia prima del referendum – truffa che impose al Paese il sistema maggioritario, ma il problema è di semplice risoluzione…

proporzionale

Un minimo sbarramento, al di sotto del quale non viene garantita la rappresentanza parlamentare, rappresente-rebbe la soluzione ideale per garantire nel contempo la piena democraticità del sistema elettorale, nonché la possibilità di governare per chi vince le elezioni con maggioranze relative… Ma tale sbarramento non può certo diventare una scure con la quale tagliare movimenti e partiti che rappresentano milioni di elettori, come accadeva nel sistema elettorale definito “porcata” dal suo creatore, il leghista Calderoli… Eliminare dal gioco politico partiti che sfiorano il 4% dei consensi a livello nazionale è un vero e proprio crimine antidemocratico, mentre imporre uno sbarramento al 2% con diritto di tribuna (l’elezione di un rappresentante) per tutti quei movimenti che comunque raggiungono almeno l’1% dei suffragi a livello nazionale, rappresenterebbe una saggia ed equa via per conciliare le esigenze della governabilità e della democrazia. Ovviamente, quei parlamentari non assegnati alle forze politiche che non raggiungono lo sbarramento del 2% dovrebbero essere assegnati come premio di maggioranza a chi vince effettivamente le elezioni, in modo tale da garantire ancora di più la possibilità di governare a quanti hanno ottenuto la maggioranza relativa dei suffragi. Ma siamo in Italia… Ed in Italia le cose semplici, democratiche e lineari non hanno futuro… Dunque, sotto a chi tocca con la prossima proposta oscena di Legge elettorale…

Magari prima o poi qualcuno ci proporrà di adottare la Legge elettorale del Kenya o della Birmania…

Tutto, fuorché qualcosa di italiano e di giusto!

Carlo Gariglio

 

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