IL SOLITO APRILE (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Aprile 2017)

Nella classifica ideale dei mesi resi più disgustosi dalla lobby giudaico – sinistra, possiamo dire senza ombra di dubbio che subito dopo il gennaio della “memoria” ebraica, viene l’aprile della mai esistita “liberazione”. Come di consueto, in questo mese ci tocca sorbirci non solo le commemorazioni di assassini partigiani da parte della sinistra, ma anche i tentativi dei destrorsi di sostituirsi ai sinistri nel celebrare queste “radiose” giornate, che nessuno ha il coraggio di definire per quello che sono: la celebrazione di mesi di eccidi, stupri, furti e torture varie, posti in essere da un branco di vigliacchi che rimasero nascosti durante la guerra (a parte qualche raro colpo di fucile sparato alla schiena dei militari in divisa della RSI), salvo poi spuntare dalle loro fogne ad ostilità terminate ed armi deposte, per sfogare le loro perverse frustrazioni da comunisti vili e falliti su un nemico ormai inerme.

25 aprileCerto, questo atteggiamento disgustoso è ormai noto nei comunisti e loro reggicoda, ma se ben guardiamo è ancora più disgustoso da parte di quella destra (che spesso viene a mendicare voti nella nostra area politica) che per evitare ogni critica contende le piazze ed i palchi agli assassini comunisti per celebrare le stesse porcherie.

Volendo, molto ci sarebbe da dire a proposito di certi fascisti all’amatriciana, da noi ben conosciuti, che come tanti sciacalli cercano visibilità in contro celebrazioni inutili e dannose, utili solo per reclamizzare qualche sigla e sigletta di associazioni e/o movimenti falsamente Fascisti.

Ma andiamo con ordine; quest’anno, mentre il Paese praticamente muore di fame e di immigrazione selvaggia, nei giorni intorno al 25 aprile la politica italiana, soprattutto di sinistra, si è concentrata su un problema evidentemente più grave della disoccupazione, della povertà sempre più diffusa, dell’invasione dei barbari extracomunitari e persino del tanto temuto terrorismo “islamico”… Di quale problema parlo? Della necessità, o meno, di fare sfilare la brigata ebraica insieme agli assassini partigiani il 25 aprile!

Molti avranno persino difficoltà a comprendere di cosa si stia in realtà parlando, tanto questo tema è caro al popolo italiano!

Quindi, giusto per inquadrare il problema ed i miserabili attorucoli che se ne sono resi protagonisti, pubblico a seguire il riassunto delle parti salienti di un articolo pubblicato da una testata online chiamata “Il Primato Nazionale”; l’articolo completo, comprensivo di note, può essere letto al seguente indirizzo:

http://www.ilprimatonazionale.it/approfondimenti/vera-storia-brigata-ebraica-poca-guerra-molte-vendette-guerra-finita-63090/

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La vera storia della Brigata ebraica: poca guerra e molte vendette a guerra finita.

All’indomani della carnevalata di fine aprile e delle polemiche dell’Anpi con la comunità ebraica per la partecipazione delle bandiere della Brigata Ebraica ai cortei venticinquaprilioti, va avanti la proposta di una poco nota deputata lombarda piddina, Lia Quartapelle, per decorare con la massima onorificenza militare italiana detta brigata:(ANSA) – “ROMA, 21 APR – Primo via libera alla Camera alla legge che consente di attribuire la Medaglia d’oro al valor Militare alla Brigata Ebraica, la formazione composta da volontari ebrei che all’interno dell’esercito Britannico, combatté in Italia contro i nazisti negli ultimi mesi della Seconda Guerra Mondiale. La Commissione Difesa ha infatti approvato la legge in sede referente e la prossima settimana, grazie all’accordo di tutti i gruppi, sarà approvata in sede legislativa dalla stessa Commissione, accelerando così il via libera e la trasmissione al Senato per il sì definitivo”.

Come si faccia a decorare di MOVM la bandiera di una Unità straniera per di più non esistente lo sa solo la mente dei nostri deputati. Né ci risulta che siano le camere a proporre le decorazioni al valor militare. Sul proprio sito l’onorevole Quartapelle ci dispensa queste perle: “La loro storia straordinaria è tale perché, questi ragazzi, pur sapendo di rischiare la deportazione se catturati in un paese occupato dai nazifascisti nel quale vigevano le leggi razziali, scelsero da volontari di venire in Italia per contribuire a liberarla”. Ancora una volta ci viene da interrogarci su cosa c’entrino le leggi razziali con militari dell’esercito Britannico. Ancora una volta la Quartapelle non sa di cosa stia parlando: forse ai militari ebrei prigionieri sarebbe stata negata una domestica ariana o di esercitare la professione di avvocato salvo che per clienti ebrei o non avrebbero potuto prestare servizio militare? Ma poi chi erano questi “ragazzi”… Che scelsero da volontari di venire in Italia per contribuire a liberarla”? E meriterebbero davvero la medaglia d’oro al valor Militare?

La Jewish Brigade, “Chativah Yehudith Lochemeth”, non comprendeva ebrei italiani, malgrado Mattarella e altri ignoranti di storia militare blaterino il contrario, essendosi costituita nella Palestina del mandato britannico. Ne facevano parte ebrei provenienti dalla Palestina storica che sarebbe poi diventata l’attuale Israele e di ebrei provenienti da altri paesi del Commonwealth britannico, Canada, Australia, Sud Africa e di ebrei di origine polacca e russa.  (…) Dopo un periodo di addestramento in Egitto e Cirenaica, il 31 ottobre 1944 la Brigata sionista fu imbarcata su due navi nel porto di Alessandria d’Egitto e trasferita in Italia al porto di Taranto. L’esercito inglese non volle che soldati ebrei provenienti dai territori del Mandato britannico in Palestina occupassero posizioni di rilievo nella Brigata, ma l’Haganah, gruppo paramilitare sionista organizzatosi negli anni ’20 in Palestina, creò all’interno della Brigata una sua struttura segreta di comando, che venne alla luce solo a guerra finita (…) Partecipò a numerose operazioni militari a Riolo Terme, Imola, Ravenna. I 42 caduti riposano nel cimitero di Piangipane (RA). Nel corso delle operazioni divenne tristemente nota per l’uccisione sistematica dei prigionieri tedeschi e italiani, della 16° Reichsführer e del btg “Lupo” della X, ripetutamente denunciate da polacchi e italiani. Per motivi di opportunità politica venne posta a riposo presso Brisighella, mentre bersaglieri e granatieri italiani del Gruppo “Friuli” e il Corpo polacco di Anders entravano a Bologna il 21 aprile del 45. L’apporto della Brigata Ebraica alla lotta di liberazione fu limitato al periodo che va dal 3 marzo 45 al 21 aprile del 45. Poco più di un mese, senza distinguersi particolarmente, oltretutto. Ovviamente quando la Quartapelle afferma: “Nel marzo del 1945 parteciparono alla Liberazione di Ravenna, occupata dai paracadutisti del Terzo Reich”, dimostra ancora una volta la sua preparazione storica, visto che la città romagnola venne occupata dai britannici il 4 dicembre 1944, quando i brigatisti ebrei non erano ancora giunti al fronte…

La storia della Brigata Ebraica non termina nell’aprile del 45. Il 2 maggio la Brigata venne dislocata nella zona di Tarvisio, dove si dedicò a due attività: il sostegno alla emigrazione clandestina di ebrei verso la Palestina e, secondo alcuni articoli di giornali locali, tratti da libri di storia della brigata pubblicati negli ultimi anni, l’operazione denominata NAKAM, Vendetta, la ricerca di criminali nazisti (o meglio, soldati tedeschi) nascosti in Carinzia, prelevati e uccisi sommariamente nei boschi del Tarvisiano. L’operazione fu realizzata attraverso la costituzione, in seno alla Brigata, di cellule di 8 – 10 persone che agivano indipendentemente l’una dall’altra in tutta la Carinzia, fino al Tirolo orientale e anche a Vienna. Secondo la testimonianza resa nel 2009 da uno degli ultimi protagonisti, Chaim Miller, ebreo viennese, residente in Israele, in visita in Carinzia e nell’alto Friuli:

“Ricevevamo indicazioni sulla presenza di ex nazisti dai partigiani iugoslavi. Di giorno facevamo sopralluoghi per localizzare le persone. La nostra uniforme britannica, distinta soltanto dalla stella di David su una manica, ci permetteva di attraversare il confine e di muoverci liberamente. La cattura delle persone avveniva però all’imbrunire. Bussavamo alla porta presentandoci come polizia militare. Invitavamo le persone ricercate a seguirci al comando per essere interrogate, ma anziché al comando le portavamo in Italia dove potevamo agire senza problemi. Raggiungevamo una baita in un bosco tra Tarvisio e Malborghetto, dove la persona fermata veniva interrogata da altri componenti della cellula. Se le accuse trovavano conferma lo si fucilava sul posto, seppellendolo in una fossa che prima lo avevamo costretto a scavare”

Il giornalista americano Howard Blum, corrispondente del New York Times e di Vanity Fair e vincitore di due premi Pulitzer, nel 2001 scrive un libro sulla Brigata ebraica e su questi eventi e sostiene che una quarantina di uomini della Brigata abbiano preso parte a queste esecuzioni uccidendo, in meno di 4 mesi, 125 tedeschi. I calcoli dei veterani fanno oscillare le esecuzioni fra 50 e 2009. In realtà l’”Operazione Vendetta” proseguì nella Germania occupata e in altri territori dell’Europa postbellica portando secondo stime alla eliminazione di 1.500 nazisti o presunti tali, in massima parte semplici soldati. Ma per i soldati ebrei “criminale nazista” era anche chi portava un cognome tedesco, e vennero prelevati e assassinati circa 150 civili friulani dal cognome austriaco accusati di essere “nazisti” inclusi partigiani garibaldini e osovani colpevoli di avere cognomi troppo sgraditi ai soldati della Jewish Brigade. (…) Nel luglio del 1946 a causa della tensione crescente in Palestina e del ruolo svolto dalla Brigata, il governo britannico decise di procedere al suo disarmo, alla sua smobilitazione e al rimpatrio degli ebrei nei loro paesi d’origine. Molti dei 5.500 soldati della Brigata sionista provenivano dall’Haganah, altri vi aderirono al rientro in Palestina. L’Haganah, nel 1947 – 1948, insieme all’Irgun e alla banda Stern, fu protagonista della pulizia etnica della Palestina. Il 29 maggio 1948 a due settimane dalla proclamazione dello Stato di Israele, l’Haganah si trasformerà nelle Forze armate dello Stato di Israele, Tsahal o anche IDF. E trentacinque membri della Brigata sionista diventarono generali di Tsahal. Decorare questa gente con la medaglia d’oro al valor militare Sarebbe sbagliato, imbecille, antistorico. Sporcherebbe la più sacra decorazione italiana, quella di D’Annunzio, Battisti, Sauro, Todaro, degli eroi di El Alamein e dell’Isonzo. Per questo siamo certi che quelli che una vera Medaglia d’Oro, Carmelo Borg Pisani avrebbe definito “i servi e i vili” la concederanno. Ennesimo sputo sulla Storia della repubblichetta antifascista.

Pierluigi Romeo di Colloredo

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Capito, cari Camerati, di che nobili personaggi si parla ad aprile in Italia? Un branco di assassini allergici al combattimento vero, ma più che determinati nell’omicidio a guerra finita di persone inermi, che per lo più non avevano nulla a che fare con il Fascismo ed il Nazionalsocialismo!

E’ molto edificante vedere i criminali della sinistra nostrana accapigliarsi intorno a questa gentaglia, vero? Esilaranti sono state le posizioni espresse dai cosiddetti cessi sociali, i quali tuonavano di non volere avere radici comune con i sionisti, in quanto assassini!

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Ottima scoperta… Chissà quando scopriranno che loro, in quanto fedeli custodi del comunismo, sono gli unici nella Storia ad essere più assassini e più criminali degli stessi sionisti?

Ma se credete che il disgusto si annidi solo a sinistra, vi invito a leggere questa frase che il disgustoso traditore Gianfranco Fini pronunciò nel 2009:

«A questi uomini che vollero vivere da cittadini liberi in un Paese libero deve andare sempre la gratitudine degli italiani», ha detto. E ancora: «Il valore che emerge è quello del patriottismo democratico, che il fascismo aveva oscurato per vent’anni, e che trovò uno dei suoi primi momenti di rinascita nella scelta di continuare la guerra contro i tedeschi. Il Fronte militare clandestino rappresenta una delle pagine più eroiche di quella storia». Fini ha anche citato una delle figure di maggior spicco dell’antifascismo, Pietro Calamandrei: «Era giunta l’ora di resistere; era giunta l’ora di essere uomini; di morire da uomini per vivere da uomini».

Capito da chi si sono fatti rappresentare per decenni molti falsi Fascisti?

Ora, potrei capire il simpatizzare per una destra che avesse il coraggio di prendere le distanze dagli assassini del 25 aprile, sottolineando che questa data infausta non ha nulla a che fare con il popolo italiano, e che invece rappresenta la barbarie comunista nella sua massima espressione… Potrei capire l’appoggio per una destra che, pur dichiarandosi antifascista, riconosca che la vera iattura per l’Italia ed il mondo intero non è stata rappresentata dal Fascismo, ma dal quel comunismo che ha “donato” alla Storia da 100 a 200 milioni di morti… Ma quale Fascista sano di mente potrebbe scegliere di appoggiare una destra che, al di là dell’infame Fini, da sempre cerca di contendere ai comunisti “l’onore” di celebrare il 25 aprile?

Verrà un giorno qualche uomo di destra a dichiarare che l’Italia è l’unico Paese al mondo a celebrare in pompa magna una sconfitta militare? Verrà qualcuno a dire quello che una Sentenza del Tribunale Supremo Militare del 1954 ha già abbondantemente riconosciuto, cioè che i soldati della RSI erano legittimi belligeranti, mentre i cosiddetti “partigiani” non furono altro che banditi? E verrà qualche destrorso ad ammettere pubblicamente che quella che si celebra ogni anno non è una “liberazione”, ma al massimo un’invasione di eserciti stranieri che, oltre ad avere annientato decine di migliaia di vite italiane, hanno deciso di non andarsene più, lasciandoci a tutt’oggi ben 113 basi di occupazione a guida statunitense?

Bene, se mai verrà un politico di destra così, potrà avere il mio voto, sempre che non ci sia fra i candidati un Fascista vero del MFL-PSN… Ma fino ad allora, chiunque si dichiari Fascista e decida di votare per questa destra cialtrona, opportunista e senza valori, non potrà che essere considerato un traditore.

Qualcuno si starà chiedendo il perché di questo mio ragionamento sui “destri”; è presto spiegato… Infatti, a rendere ancora più disgustoso questo mese di aprile, ci si sono messi anche i soliti sedicenti “fascisti”, i quali, così come capita il 28 ottobre a Predappio, si sono messi in testa di fare una delle loro fantasmagoriche celebrazioni; ci hanno provato i forzanovisti il 25 stesso al cimitero di Milano, seppure con scarsi risultati, dato che hanno ottenuto un divieto da parte delle autorità e svariate aggressioni ai danni di quanti hanno provato ad ignorare il suddetto divieto. Ma il 29 aprile, gruppuscoli non meglio identificati, fra i quali Casa Pound e “Lealtà e Azione”, hanno organizzato alla chetichella una loro commemorazione, a base di saluti romani, Boia chi Molla e chi più ne ha più ne metta.

Pare che siano state contate mille persone a questo corteo, conclusosi con il saluto ai caduti (a seguire una foto scattata ai partecipanti durante il saluto)… Naturalmente, tutto questo ha scatenato le grida di giubilo anche dei miei incorreggibili tesserati, i quali non capendo molto di Storia e di Politica, si eccitano davanti alle pagliacciate della cosiddetta “area” come tanti bimbi vergini di fronte alle immagini di qualche attricetta scollacciata.

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Così mi è toccato assistere al solito triste piovere di post demenziali su Facebook, ove i miei cari Camerati condividevano le immagini di queste commemorazioni, con l’ormai trito e ritrito fiorire di commenti da decerebrati.

Unico rimasto a farsi una doverosa domanda è rimasto il sottoscritto, ovvero: “Come mai, dei presunti mille del cimitero di Milano, non uno (ribadisco, non uno) aveva in tasca la tessera del MFL-PSN?”

Questo non turba i miei cosiddetti militanti, perché molto di loro vivono in un mondo tutto loro, fatto di volemose bene e di presunti amici e “camerati” che vedono un po’ dappertutto… Purtroppo le cose non stanno affatto così (e temo che non virò abbastanza per farlo capire a certa gente), in quanto i sedicenti “camerati”  ai quali si aggrappano sono in realtà i nostri peggiori nemici… E con nostri intendo sia come membri del MFL-PSN, ma anche e soprattutto come Fascisti e Nazionalsocialisti convinti.

Nel 1919, quando nacque sulla carta il primo Fascismo, non c’erano dozzine di movimenti e partiti che erano (o fingevano di essere) Fascisti; non c’erano centinaia di personaggi in cerca d’autore che si autoproclamavano leader, segretari, presidenti… C’era un partito, un leader, una classe dirigente valida e preparata (che veniva in larga parte dalle trincee della I Guerra Mondiale, non dalle fogne e/o dal terrorismo)… Certamente c’era anche una dialettica interna, perché soltanto un gruppo di decerebrati tremebondi possono essere sempre d’accordo con il Capo, ma nessuno si sognava di inventarsi un partito “fascista” a suo uso e consumo. Questa unione portò prima ad avere egregi risultati elettorali, poi al potere, raggiunto (è bene ricordarlo agli psicopatici antifascisti) democraticamente.

Oggi, tutti questi pagliacci che si spacciano per Fascisti soltanto perché partecipano a qualche commemorazione nei vari cimiteri, o peggio, alle piazzate ridicole e controproducenti di Predappio, non fanno altro che fare il gioco di quel regime che ne ha favorito la nascita; tutti pronti a gridare slogan ed a salutare romanamente, ma del tutto privi di preparazione culturale, storica e politica.

Gente che si dice Fascista, ma critica il Duce per essersi alleato con la Germania Nazionalsocialista (loro, che si alleano con giudei ed americani sì che hanno capito tutto del Fascismo!); gente che crede che i Fascisti debbano fare la guerra al mondo Islamico, che fu invece uno dei validi alleati del nostro sforzo bellico e che, nel dopoguerra, fu l’unico a vedere rinascere dei movimenti ispirati al socialismo nazionale, mentre la squallida Europa antifascista e cristiano – cattolica, continua ad infangare la nostra memoria storica e si lega mani e piedi al dominio della lobby giudaica.

Questi falsi Fascisti, oltre ad essere disgustosi e deleteri, sono gli unici responsabili di un fatto molto semplice: la nostra quasi totale inesistenza storico – politica, in quanto continuano a distrarre potenziali militanti da un vero sforzo politico Fascista e Nazionalsocialista.

Guardate con i vostri occhi quanto sono vili nelle loro dichiarazioni, come il candidato Sindaco di Casa Pound a Lanciano, che in questa intervista fa  salti mortali per evitare di dirsi Fascista, nonostante le foto che lo ritraggono mentre saluta romanamente (esattamente come Gianfranco Fini ed i suoi colonnelli nel recente passato):

http://www.ilcentro.it/chieti/lanciano-casapound-col-centrodestra-al-ballottaggio-barone-noi-fascisti-no-siamo-patrioti-1.1467565?utm_medium=migrazione

Ma non si tratta solo di Casa Pound, poiché tutte le sigle e siglette della cosiddetta area si sono, nel corso degli anni e delle tornate elettorali, schierate in qualche maniera con quel centrodestra antifascista che, come abbiamo ben visto, contende ai criminali di sinistra le piazze in occasione del 25 aprile… Ora, mi chiedo, è mai possibile essere così coglioni da commemorare i Fascisti, standosene poi, in occasioni elettorali, comodamente apparentati con gli antifascisti dichiarati? Si tratta di semplice stupidità, o di calcolo elettorale, cioè pescare gli adepti nel campo “fascista”, per poi portarli nel campo dei vari Berlusconi, Storace, Meloni, Salvini e schifezze simili?

Ovviamente, fra quei mille che avrebbero preso parte alla commemorazione del cimitero di Milano, che pare siano diventati duemila nel corso della giornata, proseguita con una commemorazione di Sergio Ramelli e l’immancabile concerto di rumoracci stile rock e metal che qualcuno osa spacciare per “musica” d’area, qualcuno sarà pure in buona fede, ma non si troverebbe in certe situazioni se provasse a mettere in moto il cervello, informandosi sulla storia di quei movimenti che organizzano questa piazzate di falsi Fascisti. E non sto parlando di corsi di Storia da laureati che non sono certo alla portata dei più, ma di semplici riflessioni e ricerche sul recente passato di certe sigle d’area, sulle loro collocazioni elettorali e soprattutto sulle dichiarazioni pubbliche dei cosiddetti leader, sempre pronti a fingersi Fascisti a Predappio o ai concerti, ma altrettanto pronti a smentire in occasione di pubbliche dichiarazioni a giornalisti vari.

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Questi personaggi, in poche parole, fingendo di onorare i nostri caduti, non fanno altro che ridicolizzarli e tradirli, perché non si può contemporaneamente commemorare i Fascisti restando alleati degli antifascisti.

Non dovrebbe essere molto difficile da comprendere, anche se, dati i fatti, le capacità di comprendonio di certi poveracci d’area diventano evidenti.

E qui chiudo con un’ultima amarissima riflessione: quando si tratta di fare politica seriamente, cercando di riportare il pensiero Fascista e Nazionalsocialista all’interno della politica italiana, i fa fatica a mettere insieme una decina di Camerati per organizzare un banchetto, o per tentare di riportare sulle schede elettorali i nostri simboli… Ma quando si deve fare i pagliacci a Predappio, o in qualche cimitero, per non dire sotto il palco di qualche suonatore di rumore, i partecipanti salgono e si contano in centinaia, se non addirittura in migliaia.

Provate, ora, a domandarvi perché il Fascismo (quello vero) in Italia, dopo il 1945, è praticamente scomparso, lasciando posto a pezzenti di estrema destra che cercano di appropriarsi dei nostri simboli, della nostra Storia e dei nostri caduti, per trasformarli in voti per Salvini, Giorgia Meloni o altri indegni figuri della politica italiana.

Carlo Gariglio

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