LA POLITICA DEGLI SCIACALLI (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Luglio 2016)

Non possiamo dire che si tratti di una novità l’abitudine a fare dello sciacallaggio politico intorno ad ogni notizia di cronaca, ma negli ultimi tempi questo squallido fenomeno sta toccando vertici mai visti, e in aggiunta a ciò, sta accadendo lungo tutto l’agone della politica italiana, dall’estrema sinistra (cosa alla quale siamo ben abituati), all’estrema destra, passando (purtroppo) persino dalle nostre parti, grazie agli interventi di alcuni sedicenti Fascisti. Esempi se ne potrebbero fare a centinaia, ma vorrei soffermarmi sul triste episodio avvenuto i primi del mese a Fermo, ove tal Amedeo Mancini ha ucciso con un pugno un ragazzi nigeriano. Pochi minuti dopo la notizia della morte del nigeriano, la banda degli sciacalli facenti capo alla Chiesa ed alla sinistra si è prontamente manifestata,
con dichiarazioni deliranti e farneticanti:

“(…) Ed è stato proprio don Albanesi oggi a chiamare in causa, per l’aggressione, «lo stesso giro delle bombe davanti alle chiese», o quanto meno lo stesso clima culturale: «credono – ha detto il sacerdote – di appartenere alla razza ariana». Don Vinicio ha contestato anche la ricostruzione dei fatti, sulla scorta del racconto della moglie di Emmanuel, che ha riportato escoriazioni guaribili in 5 giorni, e annunciato che si costituirà parte civile, in quanto presidente della Fondazione Caritas in veritate, che ha accolto 124 profughi, di cui 19 nigeriani. Un episodio che non ha precedenti nella città, dove gli stranieri
sono numerosi e ben integrati e dove i richiedenti asilo vengono chiamati a raccontare le loro storie nelle scuole e nei raduni scout. «Il gravissimo episodio di Fermo – ha commentato il deputato del Pd Edoardo Patriarca – è l’ennesimo di una serie di atti di intolleranza che hanno colpito quel territorio. Non possiamo permettere che ci sia un clima di odio». Khalid Chaouki(Pd) chiede che venga fatta chiarezza. «Non dobbiamo mai fare l’errore di sottovalutare il razzismo strisciante – aggiunge – risultato anche di un clima di odio favorito da chi, in cerca di facili consensi, fa leva sulle paure e le angosce dei cittadini per costruire ad arte uno scenario di terrore e paura dell’altro». Il sindaco Paolo Calcinaro confessa di sentirsi «sprofondato in un incubo», dopo avere celebrato la fine del Ramadan con la locale comunità islamica. Dolore, sgomento e solidarietà vengono espressi dalla Cgil e dall’Anpi (…)”

http://www.ilmessaggero.it/p r i m o p i a n o / c r o n a c a /f e r -mo_bombe_chiesa_nigeriano_ p i c c h i a t o _ u l t r a -1840528.html

Quindi, fin da subito non mancava nessuno dell’allegra “brigata” degli anti italiani: Caritas, PD, CGIL e persino l’ANPI!
Ma vediamo quanto in basso si possa cadere per difendere contro ogni logica la propria visione “sinistra” del mondo:

“ (…) ROMA – Palazzo Chigi reagisce immediatamente. L’uccisione del profugo nigeriano, Emmanuel Chidi Namdi, 36 anni, massacrato a pugni, calci e spranga [Purtroppo per lo sciacallo autore dell’articolo, il povero nigeriano è morto a causa di un unico pugno – N. d. D.] da un ultrà della squadra locale, è un fatto talmente vergognoso che Renzi chiama il ministro dell’Interno Angelino Alfano e gli chiede di andare a Fermo. “Lo Stato deve farsi sentire, il governo deve essere presente”. (…) Alfano presiede il comitato provinciale per l’ordine pubblico e la sicurezza che si riunisce nella cittadina marchigiana. Ma anche a Roma si discute dell’omicidio. Nell’aula del Senato scoppia la bagarre quando interviene Carlo Giovanardi ponendo una serie di “distinguo”: “Non so cosa è successo. Approfondiremo, può essere che un balordo… un pazzo, un balordo, un violento”. Continua il senatore centrista, subissato da contestazioni per la sottovalutazione dell’accaduto. Nell’aula di Palazzo Madama grida di “Fuori, fuori…”. (…) Per la scrittrice Michela Murgia chi si indigna sono gli stessi che hanno votato contro l’incriminazione di Calderoli per gli insulti razzisti alla Kyenge [Scrittrice? Qualcuno di voi la conosce, o scrive solo per i pochi intimi della sinistra, tipo Saviano? – N. d. D.] (…) E il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella oltre alla condanna e al dolore per l’omicidio barbaro e l’intolleranza razziale, chiede azioni concrete per aiutare la moglie di Emmanuel. “Ora bisogna prestare assistenza alla vedova”, si legge nella nota del Quirinale. [Avete mai sentito questa mummia ingobbita chiedere aiuti immediati per le famiglie degli italiani colpiti dalla criminalità degli immigrati? – N. d. D.] (…) La presidente della Camera, Laura Boldrini ammonisce: “Chi ha responsabilità politiche e istituzionali deve prendere le distanze da messaggi d’odio non alimentarli”. E aggiunge: “L’odio che avvelena la nostra società va riconosciuto e non sottovalutato”. Annuncia di avere
costituito un comitato parlamentare #hatespeech. (…) Intanto su Twitter si mobilita il Pd. Dalla sinistra dem, Chiara Geloni lancia l’idea di una grande manifestazione a Fermo contro il razzismo”.

http://www.repubblica.it/politica/2016/07/07/news/il_governo_renzi_a_fermo_dopo_l_assassinio_di_emmanuel-143590140/

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E dato che quando gli scarafaggi escono di corsa dai loro nascondigli lo fanno tutti insieme, dal primo all’ultimo, non poteva mancare la privata cittadina, certamente di discendenza comunista, che dal suo profilo Facebook accusa un esponente della Lega Nord di essere l’assassino razzista:

“Sul web calunnie e bugie. Morte Namdi, gli sciacalli del discredito già in azione. Sulla pagina Facebook di una sedicente Federica Valecchi un simpatizzante del Carroccio viene spacciato per l’assassino del ragazzo nigeriano. Ma non è vero e parte la querela”.

http://www. ilpopulista.i t/news/7-Luglio-2016/2568/morte-namdi–gli-sciacallidel.html

Giusto per completezza delle informazioni, ritengo utile ricordare il trattamento subito dal Senatore Giovanardi proprio in Senato: riempito di insulti e zittito (indovinate dai servi di quale parte politica) per avere osato tentare di operare un distinguo fra la morte del nigeriano e quella degli italiani sgozzati a Dacca:

“Se il razzismo è il livido trionfo del pregiudizio, non c’è dubbio che, spesso, a restarne vittima è il senatore Carlo Giovanardi, già Ccd, poi Pdl e ora nel gruppo di Idea a Palazzo Madama con Gaetano Quagliariello. Per i sacerdoti del “politicamente corretto” Giovanardi è una sorta di eccitante, una specie super di caffeina che basta annusare per partire in quarta. Sembra strano, ma questo è l’effetto che fa ogni qualvolta si alza per parlare dei suoi temi preferiti: lotta alla droga, difesa della famiglia tradizionale, lotta alla malagiustizia. Giovanardi insultato da M5S e Pd: «Verme» E così è accaduto anche nel corso nella seduta odierna del Senato quando urla e insulti provenienti dagli scranni del Pd e dei Cinquestelle («sei un verme», «caccialo fuori», le delikatessen più gettonate) e l’intervento del presidente di turno, Linda Lanzillotta, gli hanno impedito di parlare. Giovanardi stava solo cercando di introdurre una verità banale e cioè che trovava «sgradevole» il tentativo «di mettere sullo stesso piano, la stessa mattina, senza che fosse all’ordine del giorno, il dibattito con il ministro degli Esteri sui nove italiani torturati e sgozzati a Dacca con un singolo episodio di follia», cioè l’uccisione di Emmanuel Chidi Namni, il giovane nigeriano ucciso a Fermo per motivi razzistici. «Se mi avessero lasciato parlare avrei detto che la morte di Emmanuel, un mio fratello, è una cosa orribile». La solidarietà di Gasparri. A Giovanardi non è piaciuto il doppiopesismo, anzi il tentativo di strumentalizzare il sangue di quel giovane nigeriano per motivi di bottega politica. «In aula – ha continuato Giovanardi riferendosi ai nove italiani sgozzati a Dacca da terroristi islamisti – è stato totalmente ignorato il diciottenne americano ammazzato a Roma da un altro balordo. Respingo con forza il maldestro tentativo di accumunare l’Italia aperta, generosa accogliente, attonita per il comportamento di qualche imbecille, con la sistematica eliminazione di persone parimenti innocenti che pagano soltanto il fatto di non essere in grado di citare il Corano». Solidarietà a Giovanardi è giunta dal forzista Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato”.

h t t p : / /www.secoloditalia.it/2016/07/migrante-ucciso-giovanardicontro-censura-preventivasenato/

pidocchiosi

Ma, se come abbiamo premesso, il comportamento da sciacalli ed avvoltoi da parte dei parassiti della sinistra e della pretaglia assortita ce lo aspettiamo tutti, quello che colpisce di più è il comportamento uguale e contrario manifestato da certa “destra”, e persino da alcuni nostri esponenti sui soliti immondi ed inutili profili Facebook; e così, quello che gli scarafaggi cattocomunisti descrivono come la solita povera vittima della barbarie nazifascista, è diventato per i cerebrolesi dell’altro colore una sorta di bieco invasore che andava abbattuto come un cane… Addirittura qualcuno è riuscito a trasformare il teppista da stadio che ha creato questa squallida vicenda in una sorta di “eroe” italico che si è opposto alla conquista del suolo Patrio!
Ora, non so voi, ma io nel mio immaginario ho ben altri eroi, e nessuno di questi si chiama Amedeo Mancini; i miei eroi hanno combattuto e combattono guerre vere, non quelle che si “combattono” negli stadi di calcio, o nei vicoli bui popolati da teppaglia senza cervello e ideali. Eleggere Mancini come eroe della causa è esattamente la stessa squallida operazione che fanno da sempre i pidocchiosi sociali, che hanno fra i loro “eroi” la peggiore feccia dell’umanità, tipo Carlo Giuliani o il cosiddetto “Dax”, tanto per chiarirci.
Ora, il fatto che un forzanovista o un esponente di Casa Pound possano lodare simili elementi non mi stupisce affatto, ma che lo lodino personaggi che millantano la qualifica di Fascisti non mi sta affatto bene. Giusto per chiarire la questione, al di là delle balle raccontate dai media e dai politici, che ho riassunto a dovere in questo articolo, la triste realtà ormai appurata dai fatti, dalle testimonianze e dall’autopsia del nigeriano ucciso, è la seguente: il teppista da stadio con simpatie di estrema destra, Amedeo Mancini, un bel giorno ha deciso di mostrare tutto il suo eroismo insultando la moglie di Emmanuel Chidi Namni, apostrofata come “scimmia negra”… Epiteto che va per la maggiore negli stadi fra la feccia ultrà, che ha preso la brillante abitudine di chiamare “scimmie” tutti i negri delle squadre avversarie, salvo esaltare ed esultare per le gesta dei negri che giocano nella loro squadra. Dopo l’insulto è accaduto l’inevitabile, cioè la reazione della ragazza insultata e del marito; certo, la reazione è stata fin troppo eccessiva, dato che il nigeriano ha afferrato
un cartello stradale a mo’ di spranga, iniziando a colpire il Mancini, spalleggiato dalla moglie. Il Mancini, passato da aggressore ad aggredito, ha sferrato un solo pugno (indi siamo ben lontani dal “massacro” descritto dalla Repubblica), con il quale ha atterrato il nigeriano, che per sua sfortuna si è fratturato la base del cranio su un marciapiede, finendo prima in coma e poi all’altro mondo.
Quindi, nessuna aggressione programmata a sfondo razziale, nessun disegno eversivo contro la Caritas, nessuna connotazione politica dietro questa tragedia… Soltanto un imbecille, cresciuto all’interno dell’ignoranza del mondo ultrà, che credeva di potersi permettere qualsiasi insulto e sfottò come se fosse allo stadio.
Credetemi, avendo vissuto più di 25 anni a Torino, nei pressi del vecchio stadio “Filadelfia”, ove durante la mia infanzia la squadra A del Torino svolgeva i suoi allenamenti e le formazioni giovanili anche le partite di campionato, ho avuto modo di conoscere bene il mondo dei debosciati senza cervello che roteano intorno al fenomeno ultrà; gente che passava la vita alternandosi fra lo stadio, le trasferte ed il mitico Bar poco lontano dal campo, ove fare bella mostra dei propri muscoli e raccontare le loro “epiche” avventure a base di facce tagliate, sfregi e persino colpi di pistola. I meno dotati fisicamente si sfogavano, invece, terrorizzando i bambini della zona che non si dichiaravo tifosi della loro squadretta. Quindi posso immaginarmi agevolmente il tipico cialtrone da stadio che si sente invincibile ed infastidisce chi gli si para di fronte, negro, arabo o semplicemente “reo” di portare una sciarpa con i colori sociali di un’altra squadra.

verbali-310x165Certamente possiamo dire di tutto, anche che il nigeriano ha avuto una reazione spropositata, e che il Mancini a quel punto non poteva fare altro che difendersi… Ma resta il fatto che se l’eroico ultrà si fosse fatto gli affari suoi, evitando di insultare a vanvera (una donna, oltre tutto), nulla sarebbe accaduto.
Quindi, non sono certo con gli scarafaggi cattocomunismi che vorrebbero linciarlo per avere un minimo di visibilità in più, ma non me la sento neppure di santificare il personaggio, facendone un’icona della reazione italiana ai soprusi degli immigrati.
E non mi si venga a dire che questa è una posizione buonista, perché chi mi conosce e
mi legge regolarmente, sa benissimo che il sottoscritto è favorevole alla pena di morte e persino alla giustizia sommaria… Ma, per quanto sommaria, deve sempre essere giustizia, altrimenti quelli che sostengono di difendersi, diventano uguali ai tanti immigrati che aggrediscono, massacrano ed uccidono i cittadini italiani abbandonati da questo Stato di merda!
Ben vengano, quindi, gli italiani anche armati che si sostituiscano allo Stato assente e comincino persino a sparare sui clandestini che delinquono, rapinano, stuprano e magari manifestano violentemente in piazza perché non sono soddisfatti della accoglienza; ma nulla a che fare con certa teppaglia che è troppo vile per attaccare chi delinque veramente, e si sfoga con gente pacifica incontrata per strada… Specialmente se fra questa gente c’è anche una donna sposata poco più che ventenne. Concludo con un aneddoto; anni fa si intrufolò nel MFLPSN un soggetto che scoprii poi essere (oltre al resto), anche un lurido drogato… Prima di questa scoperta che portò al suo allontanamento, il tizio, credendo di guadagnare punti ai miei occhi, mi raccontò che lui durante la notte andava spesso a tirare sassi contro le prostitute nigeriane… E che ad una aveva anche rubato la borsetta!
Quando gli chiesi come mai non mostrava tutto il suo eroismo attendendo i nigeriani maschi che gestivano il racket, e che ogni mattina passavano a raccogliere le prostitute, non seppe proferire parola.
E’ sempre molto comodo sfogare le proprie frustrazioni ed i propri istinti bestiali su indifesi ed innocenti; ma per farlo sui colpevoli e su chi lo merita, ci vogliono i coglioni… E sto parlando di attributi, non di idioti da stadio o da Facebook!

Carlo Gariglio

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