I NUOVI NEGRI (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Maggio 2018)

Vorrei cominciare tranquillizzando le vestali dell’antirazzismo nostrane, che già staranno lanciando guaiti indignati, dopo avere letto il titolo di questo articolo, perché i negri dei quali andrò a parlare non sono individui di pelle scura, ma sono negri metaforici, e più precisamente i tanti italiani falsi Fascisti che in questo periodo si stanno comportando esattamente come i negri americani di qualche decennio fa, i quali, nonostante vivessero in uno Stato infame come gli USA, che ne limitava i diritti con apposite Leggi, facendone cittadini di serie B, si davano da fare per gli interessi di questo Stato senza ribellarsi in alcun modo.

A qualcuno parrà strano questo paragone, ma chi avrà voglia di seguirmi capirà…

Prima di addentrarmi nell’attualità, mi concedo, come faccio spesso, un riassunto storico; quelli dotati di un minimo di cultura ed intelligenza, sanno bene che i tanto deprecati Fascismo e Nazional-socialismo non furono mai razzisti nell’accezione più comune del termine. E’ vero, parlavano di preservare le razze (tutte, non solo la loro), ma non fecero mai ridicole classifiche di razze più o meno superiori. Persino la lotta contro gli ebrei, che non aveva nulla di razziale, non era altro che autodifesa contro una lobby (e non razza) dedita a cercare di governare il mondo impadronendosi della finanza di tutti i Paesi. La prova di ciò è nel fatto che sia in Italia, sia in Germania, moltissimi ebrei restarono al loro posto senza che nessuno gli torcesse un capello… Ovvero, non era importante la razza, ma il comportamento.

Molto diversa è la questione razziale tanto cara agli anglosassoni e che on prevedeva affatto esenzioni: se eri negro, aborigeno, nativo americano e quant’altro, eri inferiore e non avevi diritti. Punto e basta.

Ricordiamo agli immemori ed ai cialtroni giudei come Enrico Mentana, che definì la II Guerra Mondiale come “Guerra delle democrazie contro il razzismo” (Sigh!), qual era l’ambiente dei sedicenti “antirazzisti:

(…) Per diverso tempo dopo il suo ritorno a casa, Owens difese il modo con cui era stato trattato da Hitler e dalla Germania, soprattutto in confronto all’accoglienza che aveva ricevuto dai suo connazionali una volta tornato negli Stati Uniti, dove la segregazione razziale era ancora in vigore (e lo sarebbe stato per altri trent’anni). Owens paragonò il fatto che Hitler gli avesse inviato un proprio ritratto autografato con il comportamento del presidente degli Stati Uniti Franklin Delano Roosevelt, che non lo invitò alla Casa Bianca e non gli fece nemmeno una telefonata di congratulazioni.

In Germania Owens aveva dormito negli alberghi insieme agli altri atleti e alle altre celebrità. Quando negli Stati Uniti partecipò a una manifestazione all’albergo Waldorf Astoria, fu costretto a entrare dall’ingresso posteriore e a utilizzare l’ascensore di servizio invece di quello riservato agli ospiti bianchi dell’albergo. Raccontò in un’intervista: «Dopo tutte queste storie su Hitler e il suo affronto, quando sono tornato nel mio paese non potevo ancora sedermi nella parte anteriore degli autobus ed ero costretto a salire dalla parte posteriore. Non potevo vivere dove volevo. Allora qual è la differenza?». Nel libro Triumph, l’autore Jeremy Schaap attribuisce a Owens la frase: «Non fu Hitler a farmi un affronto. Fu Roosevelt». (…)

https://www.ilpost.it/2013/09/12/jesse-owens-hitler-olimpiadi-berlino/

Cose note, direte voi… Neanche tanto, rispondo io, visto che ancora oggi milioni di coglioni credono alla favola del Fuhrer furioso per le vittorie di Owens e che rifiuta di stringergli la mano per razzismo!

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Caso mai qualcuno avesse ancora dei dubbi sulla questione razzismo, ho trovato in rete un interessante brano che parla del razzismo imperante negli USA (ed in tutti quei Paesi che hanno avuto la sfortuna di essere colonizzati dai barbari di etnia anglosassone; questo documento sarà certamente molto deludente per i tanti ritardati mentali italiani che si eccitano utilizzando simboli del cosiddetto “white power” e delle mille sigle di razzisti provenienti dagli USA, in quanto dimostra ciò che loro non hanno ancora oggi compreso: per i finti nazisti americani e per tutti i loro emuli, noi italiani, insieme a tutti gli altri europei non nordici, siamo semplicemente dei Negri!

“Negli anni ’40 del XIX secolo proprio quando la popolazione degli Stati Uniti d’America iniziò a diventare più disomogenea con l’aumento dell’immigrazione dall’Europa meridionale ed orientale si diffusero convinzioni sulla necessità di distinguere i “bianchi”. Nacque la suddivisione etnica dei “caucasici” in una gerarchia razziale stabilita scientificamente al cui vertice vi erano gli anglosassoni e i popoli nordici.

Il 1° gennaio 1863 venne abolita la schiavitù da Abraham Lincoln, nel 1865 con la sconfitta dei Confederati Sudisti e la conferma dell’abolizione della schiavitù l’ideologia razzista negli U.S.A. si istituzionalizzò a partire dal 1870 basandosi sulle teorie del razzismo scientifico appena formulate e moltissimi Stati dell’Unione (quasi tutti) introdussero leggi discriminatorie (le Leggi Jim Crow abolite nel 1964) praticamente di segregazione razziale che definivano anche il reato di “mescolanza razziale” cioè la proibizione di matrimoni misti e delle unioni interrazziali. 

Nella maggior parte degli Stati Uniti le persone provenienti dal Portogallo, dalla Spagna, dalla Francia del Sud, dall’Italia del Sud, dalla Grecia, dal Nord Africa e dal Medio Oriente furono classificate «diversamente bianche» e lo stesso termine “bianco” era in riferimento agli anglosassoni, i germanici e gli scandinavi. L’appartenenza alla razza bianca dei non-nordici (come gli slavi) era spesso messa in discussione. Gli europei del Sud erano considerati appartenenti alla “razza mediterranea”, a sottostare alle peggiori condizioni, e in molti Stati vennero equiparati ai neri, con diverse accentuazioni da zona a zona. Persino gli irlandesi ai quali si attribuivano origini mediterranee (?) erano oggetto di forte pregiudizio e discriminazione. Spesso però il preconcetto non colpiva tanto l’origine etnica di questi quanto la religione cattolica professata dagli immigrati “papisti”, che nella società puritana statunitense erano guardati con grandissima ostilità.

L’Immigration Restriction League, fondata nel 1894, grazie alla pressione politica ottenne la chiusura delle frontiere statunitensi tra il 1921 e il 1924 opponendosi anche all’immigrazione dei popoli mediterranei. L’organizzazione fece passare leggi che proibivano l’entrata nel paese ai mediterranei analfabeti modificando le quote d’ingresso, gli spagnoli e gli italiani erano i popoli più analfabeti d’Europa e solo il 15% di questi emigranti poté entrare negli USA. Per contro fu grandemente aumentata la quota consentita per gli immigrati provenienti dai paesi nordici.

Nel 1922 in un tribunale dell’Alabama una donna italiana stuprata da americani venne dichiarata “non appartenente alla razza bianca”, nel 1927 furono condannati a morte ingiustamente i due italiani anarchici Sacco e Vanzetti, questi due fatti provocarono grave scontento e sconforto nell’opinione pubblica italiana che si sentì colpita razzisticamente dalle nazioni dell’Europa occidentale. Gli Italiani venivano visti come mediterranei dalla pelle olivastra non propriamente bianchi un po’ come gli zingari.

Solo dagli anni ’30 del XX secolo con la paura del “pericolo comunista” dopo la crisi di Wall Street la strategia politica cambiò, in tutti gli States si adottarono teorie meno rigide e i segregazionisti estesero i diritti dei bianchi a tutti i “caucasici” gruppo razziale che includeva anche la razza mediterranea per paura che questi discriminati creassero una coalizione con asiatici e neri”.

Capito cari razzisti all’amatriciana? Mentre voi oggi giocate alla razza superiore, le vostre nonne venivano stuprate negli USA e non avevano giustizia, in quanto gli italiani non appartenevano alla razza bianca!

Detto questo, dopo avere ridicolizzato tanti idioti, torno al discorso principale, cioè “fascisti” nostrani (o presunti tali), uguali ai negri americani.

Perché? E’ presto detto; i Fascisti odierni vivono in un regime illiberale praticamente privi di diritti… Si va dal malato di mente di etnia giudaica, Emanuele Fiano, che vorrebbe in galera chiunque osi vendere e/o acquistare un misero gadget storico, fino alle dichiarazioni praticamente quotidiane di falliti della politica che incolpano il Fascismo di ogni sorta di male a partire dal peccato originale… Mentre nelle piazze si sente ancora cantare che “Uccidere un Fascista non è reato”, e si vedono legioni di pidocchiosi drogati che tentano di impedire quelle iniziative che i loro cervelletti di tossico-dipendenti individuano come “Fasciste”.

Tutto questo con il benestare di forze dell’ordine e magistrati, uniti nel punire e processare chi osa fare un saluto romano, ma ciechi, sordi e muti di fronte ai tanti reati delle zecche di sinistra.

Il cosiddetto Presidente “Cagarella”, la zecca passata dai centri sociali alla presidenza della Camera Fico, per finire a qualche oscuro Sindaco di centri microscopici che toglie per decreto la cittadinanza onoraria a suo tempo data a Mussolini, o che propone ordinanze illegali che vietano la propaganda non antifascista, sono solo alcune delle tante porcate che un Fascista odierno deve subire quasi quotidianamente, ed a queste si aggiungono i vari pistolotti di pseudo giornalisti sempre pronti a straparlare di violenze “fasciste”, stragi “naziste”, aggressioni “squadriste” e cazzate simili assortite.

Ebbene, cosa fa il Fascista (o presunto tale) di oggi? Nulla, esattamente come il negro americano degli anni passati! E spesso, oltre a subire in silenzio, si mette a parteggiare per questo o quell’altro soggetto, benché tutti amino definirsi antifascisti.

Negli USA del razzismo, i negri accettavano supinamente di essere cittadini di Serie B, ed invece di boicottare questo sistema politico infame, spesso si facevano in quattro per rendere grande la Nazione; lo stesso Owens, lucido e critico nelle dichiarazioni che ho riportato sopra, restò al suo posto, partecipò alle Olimpiadi per gli USA, vinse le medaglie d’oro che per sempre saranno conteggiate come medaglie vinte dagli USA, si mise sugli attenti durante le premiazioni mentre la banda suonava l’inno degli USA… Cioè di quel Paese che impediva a quelli come lui di sedersi nei locali pubblici, sui mezzi pubblici e in qualsiasi posto non fosse contrassegnato dal cartello “Colored”!

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Persino durante la II guerra Mondiale i negri americani rimasero al loro posto e servirono quella Patria che non li voleva mischiati ai soldati bianchi, relegandoli in reggimenti composti da soli soldati negri, ma comandati da alti ufficiali bianchi; rischiavano e spesso perdevano la vita per rendere grande una Nazione che li umiliava ed insultava, trattandoli da cittadini privi di diritti.

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Non vi ricordano qualcuno?

Pensate agli ultimi avvenimenti della politica italiana, senza andare troppo indietro con gli anni: come si comportano i Fascisti in Italia? Si ribellano forse alle squallide discriminazioni? Si uniscono in un unico partito dichiaratamente ed orgogliosamente Fascista e Nazionalsocialista per riprendersi i loro diritti e la loro dignità? Boicottano questo Stato infame ed illegittimo che discrimina chi non si schiera con la maggioranza? Si astengono dal voto perché non vogliono sostenere i vari partiti antifascisti?

NO! Al contrario, li vediamo correre e scodinzolare come tanti negretti fra le gambe dei vari antifascisti di destra e di sinistra, mendicando da loro un minimo di considerazione e partecipazione ad una vita politica che non li dovrebbe riguardare.

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Ricordate gli schiavi negri delle piantagioni di cotone, alla fine della guerra di secessione? Presero le armi in un’ultima disperata resistenza, sparando contro quei nordisti  che stavano arrivando per liberarli (non era vero, ma questo è un altro discorso!)… I nostri, più modestamente e senza fucili, si limitano a prendere le armi virtuali per difendere l’ex leader dei comunisti padani, cioè Matteo Salvini, nonché i vari carneade che recitano il teatrino del Movimento 5 Zecche, così ribattezzato in quanto espressione del voto di tutte le zecche italiane appartenenti ai centri sociali… Li abbiamo visti persino minacciare il presidente della Repubblica per avere osato fermare l’elezione a Ministro del giudeo Savona, come se la nomina di questo ennesimo esponente della comunità ebraica potesse in qualche modo soddisfare noi Fascisti!

Senza contare quelli che parteggiavano per Casa Down, cioè gli ultimi falsi Fascisti nati dalla tradizione dei falsi Fascisti del MSIDN, Forza Vecchia e ridicoli alleati, cioè gli epigoni dell’esercito papalino preso a calci nel culo nel 1870 dagli italiani (quelli veri), per finire con i famosi Fratelli d’Israele, altro pezzo del rottame MSIDN svenduto al peggiore  giudaismo internazionale di destra.

Leggete le loro stesse dichiarazioni, se siete come quelli che ci accusano di insultare i “camerati” senza motivo, magari per gelosia!

“Salvini si dichiara antifascista: Il 25 aprile sarò in piazza”.

Matteo Salvini, insieme a Crosetto di Fratelli d’Italia, si dichiara antifascista”.

“Salvini in una recente intervista ha dichiarato che se dovesse diventare premier scenderà in piazza il 25 aprile per festeggiare insieme a tutti gli altri: “Certo, sarà mio dovere esserci” dichiara il leader della Lega”.

“Crosetto di Fratelli d’Italia è stato il primo. In una diretta TV Crosetto, candidato e coordinatore nazionale di Fratelli d’Italia, si è detto vicino con il cuore alla manifestazione antifascista organizzata dalla sinistra a Roma la settimana scorsa”.

Per quanto riguarda la Lega, in realtà, le sue connotazioni sono antifasciste dalla nascita, ovvero già dalla gestione di Bossi. Nel 1994, al corteo che organizzò la Lega Nord, alcuni esponenti leghisti vennero bastonati da alcuni partigiani e affini: “Le manifestazioni del popolo sono così, è normale che un po’ di confusione ci sia.

Noi siamo antifascisti” disse Bossi. Tanto che l’anno seguente Lega e ANPI tornarono a sfilare insieme e nessuno ebbe qualcosa da obiettare, probabilmente le parole di Bossi sdoganarono il suo movimento agli occhi dei comunisti”.

Leggete con i vostri occhi il documento originale ed evitate di vomitare, se riuscite:

https://it.blastingnews.com/politica/2018/03/salvini-si-dichiara-antifascista-il-25-aprile-saro-in-piazza-002410453.html

Quindi, miei cari negretti travestiti da Fascisti, continuate a godervi tutto il lerciume della politica italiana, di destra o di sinistra che sia, ma state lontani da cose serie come Fascismo e Nazionalsocialismo, dato che non avete neppure il diritto di parlarne… Avete sostituito Hitler e Mussolini con Beppe Grillo e Salvini, avete svenduto una Storia che ha portato progresso ed evoluzione con bande di ignoranti senza cultura che tuonano persino contro la costruzione di nuovi ponti, siete diventati luridi lacchè dell’Europa dei banchieri e dell’Euro, ma continuate a spacciarvi per “sovranisti” e/o Nazionalisti… Ed infine, da fieri ed unici avversari dello strapotere della lobby giudaica, vi siete trasformati in leccaculo della sinagoga e dello Stato pirata di Israele.

E non saranno certo le urla contro l’immigrazione di un cretino leghista, ex comunista padano anti italiano che fino a pochi mesi fa blaterava di Nazione Padana e porcate varie.

I Fascisti veri non dimenticano e non parteggiano per certa feccia; gli altri possono andare a prendersela in un posto a loro noto!

Carlo Gariglio

 

ADDIO SOGNI DI GLORIA (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Marzo 2018)

E addio castelli in aria, come recita una nota canzone del passato di Marcella Rivi, cantata da vari interpreti, fra i quali Claudio Villa… L’ho dedicata, dopo le elezioni del marzo scorso, ai poveracci falsi Fascisti di CPI e FN, che si illudevano di sfruttare il momento di malcontento popolare per sbarcare in Parlamento e mettere finalmente a frutto il loro squallido infiltrarsi in aree politiche a cui non appartengono… Cosa che, del resto, tentano di fare da molti anni, specialmente quelli di FN, partecipando ad operazioni di camaleontismo politico degne del peggiore Badoglio; come non rammentare la patetica pagliacciata di “Alternativa Sociale”, voluta, creata e finanziata da Silvio Berlusconi (usando il cognome indegnamente portato da una certa Alessandra Mussolini), al fine di intercettare i voti che si temeva avrebbero perso quelli di AN dopo il pellegrinaggio di Fini in Israele?

Ma si sa, l’italiano medio non solo è ignorante su questioni storiche, ma lo è persino su quelle di attualità, dato che non ha ancora capito come funziona il meccanismo degli infiltrati, etichettati sempre come “neofascisti”, razzisti, “neonazisti”, mentre in realtà sono creature del sistema messe lì proprio al fine di intercettare eventuali voti di protesta che, se non ci fossero questi falsi movimenti, potrebbero andare a rafforzare quanti si oppongono veramente a questo regime e si rifanno veramente e storicamente al Fascismo -Nazionalsocialismo.

In realtà, più che parlare di ignoranza dell’italiano medio, si dovrebbe parlare di ignoranza dell’europeo medio, dato che questa stupida (ma redditizia) strategia esiste in tutta Europa, e non da poco; fateci caso: ad ogni tornata elettorale, in tutti i Paesi europei spunta almeno un partito “neonazista”, che viene additato come un pericolo per la democrazia, la tolleranza… Poi, però, a guardare bene le parole d’ordine di questi “nazisti”, ci si accorge che tutti si prostrano davanti allo Stato pirata di Israele, piagnucolano per avere buoni rapporti con le locali comunità ebraiche e, naturalmente, si dicono fieri nemici del mondo Islamico!

Qualsiasi cretino dovrebbe capire che nulla di quanto detto sopra ha mai avuto a che fare con il Nazionalsocialismo e/o con il Fascismo, ma data l’ignoranza imperante il popolo bue ci crede, e così chi ha una certa simpatia per le nostre idee li vota, convinto di agire da Fascista, mentre chi ci odia li avversa, convinto di agire da antifascista!

Di recente, in Germania, gli ultimi sedicenti neonazisti creati dal regime, sono riusciti ad entrare in Parlamento, senza che nessuno evidenziasse due piccoli particolari: il primo è che se veramente certi partiti fossero costituiti da nazionalsocialisti, non sarebbero presenti alle elezioni, a causa delle vergognose Leggi liberticide esistenti in tutta Europa; il secondo è che nessuna delle idee portate avanti da questi partiti ha la benché minima parentela con le idee portate avanti e realizzate dal Nazionalsocialismo. Oltre tutto, questa formazione politica nata di recente, vede come leader una gentile signora dichiaratamente lesbica, che convive con una donna extracomunitaria, ed ha fra i suoi cavalli di battaglia il sostegno allo Stato di Israele, nonché la volontà di andare d’amore e d’accordo con la comunità ebraica tedesca… Una raro esempio di nazionalsocialismo e di lotta all’immigrazione selvaggia!

Un altro esempio? Di recente, dopo avere verificato che Facebook non ci consentiva di avere una pagina ufficiale del MFL-PSN a causa delle ripetute cancellazioni d’ufficio (cosa che non capita, guarda caso, alle decine di pagine insulse intestate ai vari CPI, FN e fiammelle assortite), ho trasferito questa pagina su quello che viene chiamato il Facebook russo, ovvero VK.com, che per lo meno non è ancora così sfacciatamente controllato e censito dal giudeame di destra e sinistra. Subito una simpatica signora 60enne olandese si è unita alle amicizie, dopo avere visionato i vari documenti politici da me pubblicati, che non sarebbe neppure il caso di ribadirlo, sono autenticamente Fascisti e Nazionalsocialisti.

Controllando i messaggi di questa signora, mi sono ritrovato centinaia di foto, discorsi e farneticazioni varie di uno dei tanti “neonazisti” europei, l’olandese Geert Wilders.

Ora, senza fare troppa fatica e limitandomi ad una breve ricerca su Wikipedia, ecco cosa si legge a proposito di costui:

“Geert WildersDi formazione laica e liberale si dichiara antifascista, antislamista, anticomunista e anti-totalitario; ammira inoltre Theo van Gogh (regista assassinato da Mohammed Bouyeri, un estremista islamico), definisce Oriana Fallaci come il suo “idolo” e ha collaborato per un certo periodo con l’ex musulmana attivista per i diritti delle donne Ayaan Hirsi Ali.

In politica estera sostiene fortemente lo stato d’Israele e si considera un sionista ed un euroscettico, favorevole all’uscita dei Paesi Bassi dall’Euro”.

Capito il calibro di questi sedicenti “neonazisti”? Da Mussolini ed Hitler, fieri alleati dell’Islam, ad Oriana Fallaci, baldracca giudea fiera sostenitrice degli assassini di Israele e fierissima di oltraggiare il Corano!

Giusto per un brevissimo ritorno alla realtà dei fatti:

Se a Poitiers Carlo Martello fosse stato sconfitto, il mondo avrebbe cambiato faccia. Poichè il mondo era già condannato all’influenza giudaica (e il suo prodotto, il cristianesimo, è una cosa così insipida!), meglio sarebbe stato che avesse trionfato l’Islam. Questa religione ricompensa l’eroismo, promette ai guerrieri le gioie del settimo cielo… Animati da un simile spirito, i Germani avrebbero conquistato il mondo. Ne sono stati impediti dal cristianesimo.”

(Adolf Hitler – “Idee sul destino del mondo” – ediz. di “Ar” – Padova 1980)

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Muftì

Anche in Francia la situazione è analoga; nonostante migliaia di idioti che si credono Fascisti sostengano da decenni il partito fondato da J. M. Le Pen imitando il fu MSI, costui si dichiarò sempre ed orgogliosamente un combattente della resistenza francese… Quindi, mente la migliore gioventù francese si immolava, con la divisa delle Waffen SS, prima sul fronte dell’est, ed alla fine nella disperata difesa di Berlino, il baldo Le Pen, idolo dei fascisti all’amatriciana contemporanei, si batteva spalla a spalla con comunisti e feccia varia per abbattere il nazionalsocialismo! E non è certo migliore di lui la degna figlia, la quale, durante la scorsa campagna elettorale, ha querelato un politico francese che l’aveva definita “Fascista”, perdendo anche la causa!

L’unico idiota riuscito a fare altrettanto fu il prete mancato nostrano Roberto Fiore, il quale denunciò un cittadino che lo aveva apostrofato come “nazifascista”, riuscendo anche a perdere la causa!

Peccato non ci siano mai stati Fascisti e Nazionalsocialisti seri che si siano presi la briga di querelare questi personaggi non perché siano la parte offesa, ma per avere leso la dignità del Fascismo e del Nazionalsocialismo a loro immeritatamente accostati!

Tuttavia, i primati della stupidità, dell’ignoranza, della sottocultura politica e del trasformismo più becero, spettano indubbiamente al nostro beneamato Paese… In Italia nacque il Fascismo grazie al genio di Benito Mussolini; altri Paesi lo copiarono adattandolo alla loro realtà, ed il migliore esempio di ciò ce lo diede la Germania di Hitler… Cosa fu il Fascismo? Una forma di socialismo nazionale, epurato dalle cretinate internazionaliste di Marx e dalla criminale volontà della lotta di classe, che avrebbe dovuto portare all’eliminazione fisica della borghesia; in poche parole, la famosa Terza Via fra social comunismo e liberal-capitalismo.

Purtroppo questo concetto che oserei definire elementare, non è mai stato compreso dai più, portando all’equivoco del Fascismo equiparato alla destra, ma anche alla sinistra da frange minoritarie (in numero ed in quoziente intellettivo!).

Ora, non credo ci voglia una particolare cultura per comprendere questi fatti, ma dato che spesso si ha a che fare con veri e propri ritardati mentali, proverò a spiegarlo con una metafora calcistica; molti del nostro ambiente sono fieri di definirsi Ultras e di sprecare tempo e denaro negli stadi, invece di fare politica, indi sarà più facile farsi capire.

Se a Milano abbiamo le due squadre del Milan e dell’Inter, con relativi sostenitori, e qualcuno decide di creare una terza squadra chiamata Madonnina, ogni tifoso sarà libero di parteggiare per una delle due squadre storiche, oppure di schierarsi con la nuova arrivata… Ma essere così cretini da dirsi tifosi della Madonnina continuando ad andare allo stadio bardati di rossonero, o nerazzurro, sarebbe semplicemente inconcepibile!

Eppure è quello che accade in politica: legioni di idioti pretendono di dirsi Fascisti, salvo poi considerarsi di destra, o di sinistra!

E così, da alleati dell’Islam in chiave antibritannica ed antifrancese, oggi ci si considera nemici… Da fieri avversari della lobby giudaica (e qua non si parla di becero razzismo, ma di difesa della nostra sovranità), a pietosi lacchè dello Stato pirata di Israele e delle balle inventate dalle comunità ebraiche a proposito di olocausto… Da orgogliosi anticomunisti ed anti-capitalisti, a lacchè degli uni, o degli altri… Da nazionalisti a colonia degli USA e della NATO… Questo è quello che ci hanno spacciato per Fascismo dopo il 1945; a seguire pubblico un interessante articolo recuperato su Facebook, prima che la censura giudaica di destra e sinistra lo facesse sparire. E’ un ottimo riassunto di quello che fu il tanto decantato MSI, divenuto poi MSIDN.

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L’INGANNO DEL MSI

Certamente qualche Camerata, o presunto tale, si indignerà per questo articolo, ma occorre fare chiarezza e levare la maschera a chi per decenni si è spacciato per Fascista duro e puro, salvo poi prostrarsi davanti al nemico ripetutamente.

E non sto parlando di personaggi della politica di cui è risaputa la totale mancanza di fedeltà ai propri ideali (e qui mi riferisco ai vari Gianfranco Fini, Gasparri, i quali oramai possono essere considerati Fascisti soltanto dai ritardati mentali di Potere al Popolo), ma di personaggi più che discutibili che, nella mente lobotomizzata dei soliti fascisti kosher e all’amatriciana, non possono essere nemmeno nominati invano, talmente hanno assunto una figura quasi divina all’interno della cosiddetta area!

E qui parlo dei vari vigliacchi traditori quali Almirante, Rauti e il resto del merdaio missino “meritevole” (a loro dire) di non aver seguito la presunta svolta di Fiuggi compiuta da Fini.

Ovviamente i cervelli (non certo svegli) dei nostalgici missini, lungi dal conoscere la storia vera, non sospettano nemmeno che quella di Fini non è stata affatto una svolta, bensì una prosecuzione di un’attitudine traditrice del MSI che avrebbe fatto invidia al peggior Badoglio.
Anzitutto il Movimento Sociale Italiano (ma sarebbe più appropriato “Movimento Sionista italiano”) venne creato ad arte con la collaborazione dei servizi di sicurezza; nella sua creazione fu attivamente partecipe il SIM (Servizio Informazioni Militari) con la supervisione dell’OSS, il servizio statunitense antesignano della CIA.

L’obiettivo era semplice: convertire gli ex repubblichini alle posizioni filoatlantiche di supporto alla NATO, facendo loro accantonare e poi dimenticare l’originale pregiudiziale antiplutocratica del Fascismo, e ciò in nome di una Patria (che non era più la loro, in quanto oramai colonia americana) da proteggere dal comunismo, peraltro già escluso dal potere in Italia in virtù degli accordi di Yalta.

Si mirò così ad inalveare le forze ex fasciste entro il gioco politico democratico e a tenerle prigioniere in esso, fino alla loro liquidazione; l’obiettivo era sviare il carattere del vero Fascismo (avverso alla plutocrazia e al comunismo, alle potenze occidentali e all’Unione Sovietica), formando un “neofascismo” ad intonazione solo anticomunista e quindi non più bandiera della lotta per l’Indipendenza Nazionale dalle ingerenze della Gran Bretagna e degli Stati Uniti.
Cominciò così la storia del MSI, caratterizzata da una subalternità disarmante nei confronti dei nemici del Fascismo storico.

Indi il MSI annoverò tra le sue fila membri della massoneria (alcuni certamente interni alla loggia della P2) e uomini della NATO, tra cui Mario Tedeschi, Sandro Saccucci, Vito Miceli, l’ex comandante delle forze NATO del Mediterraneo Gino Birindelli, Filippo Berselli, l’ex presidente del FUAN Luciano Laffranco, e Giulio Caradonna.

Fu proprio Giulio Caradonna nel 1973 ad andare a Gerusalemme a deporre una corona di fiori allo Yad Vashem, il Museo
del finto Olocausto, a nome del MSI-DN (come possono quindi intuire gli stolti, Fini non ha inventato nulla di nuovo!).

Si pensi che nel ’48 un ex ufficiale della X MAS di Borghese e alto dirigente missino, Fiorenzo Capriotti, con il beneplacito di Pino Romualdi, andò addirittura in Israele per addestrare le truppe ebraico-terroristiche in vista delle guerre contro gli stati arabi confinanti!

A questo punto i più testardi (e imbecilli), dopo aver sentito tutto questo schifo e non soddisfatti della propria figura di merda rimediata nell’essersi bevuti tutte le cazzate sul MSI in tutti questi anni, cercano di difendere nonnino Almirante affermando che quest’ultimo era estraneo a tutto ciò, e che anzi, lui non ha mai rinnegato perché non era un traditore!
Ovviamente i poveri cervelletti non sanno che fu proprio Almirante ad abolire un articolo dello statuto del MSI che prevedeva il divieto di iscrizione al partito ai membri della Massoneria.
Così come fu Almirante a ricevere un finanziamento
pari a seicentomila dollari da parte di Nixon; intermediario dell’operazione fu Vito Miceli.

E fu ancora Giorgio Almirante che nell’aprile del 1972 giunse ad esaltare i valori della resistenza partigiana in quanto “valori di libertà”.

Fu Almirante a dichiarare le posizioni atlantiste e filo-occidentali al congresso del partito del 1970: «Noi siamo l’Occidente; lo  rappresentiamo, siamo la punta avanzata dell’Occidente. Non esistono, non esisteranno mai, si pone fuori dal partito chi lo sostiene, posizioni terzaforziste in seno al MSI».

Fu Almirante ad eleggere Fini come suo successore alla guida del partito, e Almirante era perfettamente a conoscenza delle idee liberali e antifasciste di Fini.
Fu Almirante che ricevette finanziamenti dalla Loggia P2; Giulio Caradonna in un’intervista del 2009 rilasciata al Corriere della Sera dichiarò:
«Gelli è una bravissima persona. […] Da lui mi aveva mandato Almirante: “vedi un po’ di parlare con questo signore, perché senza il suo assenso i soldi ai partiti non arrivano”. La missione ebbe successo, e Gelli aiutò Almirante. […] Giorgio mi espresse la sua eterna gratitudine».

Non mancarono poi gli atti di servilismo, anche da parte del nonnino, nei confronti della comunità ebraica e dello Stato terrorista di Israele:

  • Franz Maria D’asaro (ex direttore del Secolo d’Italia, il quotidiano missino) raccontò che «Almirante sin dai primi anni Cinquanta, sensibilizzava il nostro interesse nei confronti dello spirito pionieristico e patriottico con il quale i fondatori dello Stato d’Israele… avevano fondato la nuova nazione»;
  • nel documento conclusivo del X congresso del MSI (diretto da Almirante) nel 1973, si legge a pagina 44: «Israele ha diritto… a una pacifica e sicura esistenza»;
  • nel 1983 il MSI chiese «una Patria per Israele»;
  • Caradonna il 28 ottobre del 1973 ottenne una lettera di ringraziamento, per le sue posizioni filo-sioniste, dall’ex rabbino capo di Roma Elio Toaff; ne nacque uno scambio epistolare che durò per vari anni. Lo stesso Caradonna ricordò che Almirante portò con sé la lettera di Toaff in America quando vi si recò nel medesimo anno “per contrastare possibili contestazioni di antisemitismo”.

Capito il nonnino Almirante e i suoi compagni di partito?
Legami con uomini della NATO, idee filo-occidentali, culo e camicia con la massoneria, elogio dei “valori” della resistenza partigiana, finanziamenti da Licio Gelli e Nixon, visite e onorificenze in musei israeliani che ricordano campi di sterminio mai esistiti, parole di stima e corsi di addestramento per i terroristi israeliani… addirittura scambi epistolari e lettere d’amore reciproco col rabbino Toaff!

E questi signori hanno avuto l’ardire di fingersi Fascisti duri e puri agli occhi della gente, vantandosi di non aver mai tradito, e facendo la morale agli altri!

Ecco, è bene sapere che chi ancora oggi si professa erede di quella generazione di traditori e vigliacchi al soldo della Sinagoga (e qui mi riferisco ai fascisti kosher di Casadown, Fratelli d’Israele della Meloni, le varie fiammelle e, di conseguenza, i loro alleati di Forza Vecchia), non merita l’attenzione di alcun Camerata (con la “c” maiuscola), il quale capisce perfettamente che con i nemici non si discute, non ci si mette d’accordo, non si cerca una mediazione; al contrario i nemici vanno spazzati dalla faccia della terra con misure dirette e senza compromessi!

Duce ai musulmani PP

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Sullo stesso argomento si possono trovare in rete articoli ancora più chiari ed esaustivi, ma al fine di non appesantire troppo questo scritto, mi limito a pubblicare gli indirizzi ove trovare questi interessanti articoli:

http://www.oltrelalinea.news/2017/05/23/giorgio-almirante-il-mito-del-fascista-che-non-era-fascista/

http://www.atuttadestra.net/index.php/archives/199017

Ora, è bene dire una cosa: questo grande inganno fu ottimamente costruito, tanto è vero che io stesso, fino almeno ai 20 anni, fui fra quelli che ci credettero… A 18 anni mi sentii fiero di andare a votare per il MSIDN, nonché di fare lo scrutatore del partito al mio seggio; e sempre a quell’età, mi recai a Torino ad un comizio di Almirante, ove i presenti furono a malapena una ventina, a fronte di centinaia di agenti delle forze dell’ordine che blindavano la piazza.

Ma a differenza di quelli che ancora oggi blaterano di Fascismo a proposito di Almirante e missini vari, io mi gettai nelle letture e parlai con molte persone che erano state all’interno del MSIDN, comprendendo ben presto la natura di questo inganno.

La degna continuazione di questo cretinismo politico la ritroviamo oggi nei quattro gatti che roteano intorno a CPI, FN e fiammelle assortite; alcuni fieri di dirsi Fascisti, salvo poi dissociarsi su questo o quell’aspetto del Fascismo… Altri addirittura pronti a querelarti se li definisci Fascisti, poiché vogliono essere antifascisti di destra!

E così, invece di unificare un mondo politico sconfitto militarmente dalla più grande coalizione criminale della Storia, questi tristi epigoni di un finto Fascismo hanno tramato per liquidare del tutto questa esperienza di Terza Via, creando sigle e siglette di destra e di sinistra, che hanno contribuito ad allontanare i più dal Fascismo storico, oltre che a renderci ridicoli agli occhi dei contemporanei.

Dai giudei infiltrati di CPI, che si dicono Fascisti ma rinnegano le Leggi Razziali (ovviamente quelle italiane, rimaste sulla carta, non quelle dei loro compari USA, che furono applicate fino agli anni 70), ai preti mancati di Forza Nuova, che pur avendo più volte rinnegato la loro appartenenza al Fascismo, continuano ancora ad avere sostenitori che si vantano di essere Fascisti… Fino ad arrivare agli elementi più tristi e disturbati mentalmente, ovvero i sostenitori della Lega e dei “Fardelli d’Italia”, che pur essendo dichiaratamente antifascisti, vedono fra le loro fila molti ritardati mentali convinti di essere Fascisti e Nazionalsocialisti!

Ecco un breve estratto di un articolo tratto da internet:

“(…) Tra poco più di un mese in Italia si festeggerà il 25 aprile, Festa della Liberazione, e qualcuno ha già cominciato a pensarci facendo domande ad hoc ai politici. Salvini in una recente intervista ha dichiarato che se dovesse diventare premier scenderà in piazza il 25 aprile per festeggiare insieme a tutti gli altri: “Certo, sarà mio dovere esserci” dichiara il leader della Lega.

Crosetto di Fratelli d’Italia è stato il primo

In una diretta TV Crosetto, candidato e coordinatore nazionale di Fratelli d’Italia, si è detto vicino con il cuore alla manifestazione antifascista organizzata dalla sinistra a Roma la settimana scorsa (…)”

https://it.blastingnews.com/politica/2018/03/salvini-si-dichiara-antifascista-il-25-aprile-saro-in-piazza-002410453.html

E vogliamo parlare della razza peggiore di falsi Fascisti, ovvero i lacchè dei grillini, pronti a giurare che Beppe Grillo sia un Fascista ed incuranti del fatto che candidati e sostenitori di queste moderne zecche dei centri sociali siano dichiaratamente ed orgogliosamente antifascisti provenienti dall’estrema sinistra extraparlamentare?

Questo pattume di partito ha eletto un Sindaco a Torino andando a fare campagna elettorale fra i banditi NOTAV, e ricambiando il voto ottenuto chiamandoli a collaborare con il Comune!

NOTAV

Per finire, un pensiero va alla peggiore feccia della nostra area, ovvero quella composta da vigliacchi senza onore che, partendo dalle nostre idee, è finita con l’appoggiare quella sinistra criminale che ci ha sempre osteggiati, considerati cittadini di serie B e che ancora oggi canta “Uccidere un Fascista non è reato”.

Già, esistono anche questi, purtroppo… Nazimaoisti, comunitaristi, sinistra nazionale, socialismo nazionale e per non farsi mancare nulla, anche i nazionalbolscevichi!

In poche parole, non si hanno i coglioni per ammettere di ispirarsi a Mussolini ed Hitler, e ci si nasconde dietro Stalin, Mao, il Che, Chavez, Castro… Con quali risultati? Quelli di farsi sputare in faccia dai lerci sinistri, che considerano Fascista qualsiasi cosa non riescano a comprendere, nonché di farsi sputare in faccia dai Fascisti veri, i quali non possono che considerarli come i peggiori traditori e rinnegati, che oltre a non avere rispetto per le nostre idee, non ne hanno neppure per i milioni di morti causati da questi luridi criminali comunisti, che con il socialismo nazionale non hanno mai avuto nulla a che fare.

Ecco, questa è la nostra area politica, purtroppo: rinnegati, traditori ed idioti!

Carlo Gariglio

 

UNA NUOVA “EROINA” (IN TUTTI I SENSI!) – Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Febbraio 2018

A seguire pubblico integralmente un recente articolo di Maurizio Blondet, tratto dal suo sito. Lo faccio perché sentivo il bisogno di trovare, finalmente, una chiave di lettura diversa a proposito della vicenda della famosa Pamela, divenuta ormai un’eroina moderna, nel cui nome si scrivono articoli strappalacrime, si organizzano cortei e manifestazioni, si sproloquia sui cosiddetti “social”…

Purtroppo, la maggior parte degli idioti che organizzano le cose di cui sopra, sono i sedicenti Fascisti (ma meglio sarebbe dire destrorsi di merda!), che con la loro consueta dose di sciacallaggio si sono gettati a corpo morto sulla vicenda, trasformando così una semplice mignotta drogata fino al midollo in un’icona politica della nostra “area”.

Ci sono addirittura idioti che hanno inserito come foto del profilo su Facebook quella della drogata che sorrideva con la bocca a culo di gallina (cosa che, evidentemente, provoca ancora turbamenti sessuali in qualche sfigato a digiuno di rapporti sessuali), mentre altri, con sillogismi degni di un cerebroleso, hanno dedotto che se i nigeriani di Macerata hanno mangiato il cuore di Pamela (se…), allora i nigeriani sono cannibali, e quindi lo sono tutti i negri.

Il che sarebbe come dire che dato che Totò Riina scioglieva bambini nell’acido, ed era palermitano e bianco, tutti i bianchi sciolgono i bambini nell’acido!

Ora, premesso che non auguro a nessuno, neppure alla feccia drogata che si prostituisce, di fare quella fine, non posso che fare una semplice osservazione: chi è causa del suo male, pianga se stesso. Ovvero, se in questa squallida Italia esistono persone che, pur essendo nate in famiglie benestanti ed avendo anche la fortuna di essere nate molto belle, scelgono di gettarsi nell’immondizia rincorrendo una dose di eroina, e per fare questo fuggono dalla comunità che le stava disintossicando, si prostituiscono per avere un passaggio in auto e 50 euro per comprare l’eroina, e si recano volontariamente da spacciatori nigeriani per soddisfare queste voglie, io non posso che dire: “Ha avuto quello che si è cercato”.

Qui non si parla di vittime innocenti (e ce ne sono tante), violentate e magari uccise mentre si recavano a scuola, o al lavoro, o addirittura mentre credevano di essere al sicuro nella loro abitazione.

Qui si parla di feccia, di persone che hanno tutto ma giocano a fare le fragili vittime del sistema, di ragazzine che si prostituiscono per una ricarica del cellulare, o per una dose di droga, di persone che ogni sabato notte si imbottiscono di alcool e droga in discoteca fino a sfiorare il coma, e che poi, quando anno la fine che si sono cercata e meritata, vengono piante come “sante” vittime della criminalità e/o degli extracomunitari!

E come se non bastasse questo squallore, ci tocca vedere imperversare su TV e giornali i genitori di queste “vittime”, ovvero quelli che le hanno create perché non hanno saputo (o voluto) impartire una sana educazione, facendo volare qualche schiaffone terapeutico ed imponendo limiti di orari, di persone e luoghi da frequentare, di abbigliamento e comportamenti vari…

Giusto per fare un esempio illuminante sul grado di ipocrisia della nostra opinione pubblica, nonché su quella dei sedicenti “camerati” che continuano a santificare Pamela, rammento un altro fatto di cronaca avvenuto a Milano, pochissimi giorni dopo la morte ed il rinvenimento dei resti di Pamela.

Il 7 febbraio scorso, a Milano, una ragazza anch’essa 19enne, Jessica, è stata massacrata a coltellate da un tramviere milanese, presso il quale aveva subaffittato una stanza ed ove si dava da fare facendo pulizie e sbrigando faccende domestiche.

Non era una puttana, non era una drogata, non aveva l’aria ammiccante come quella di Pamela nelle foto, e soprattutto non è stata uccisa da un nigeriano, ma da un coglione milanese, con un lavoro ed una moglie.

Jessica

Quindi, nessun ritardato mentale leghista (travestito da Fascista), ha sentito il bisogno di correre per Milano sparando a tutti i milanesi che incontrava, nessun fascista all’amatriciana ha sentito il bisogno di organizzare fiaccolate e cortei assortiti, nessun coglione da “social” si è sentito obbligato ad adottare la foto della povera Jessica come foto principale del suo profilo.

Semplicemente, il nulla.

Eppure si trattava di una brava ragazza, sfortunata, che tentava di uscire da una vita fatta di ristrettezze, miserie e relazioni sbagliate. Ma nessuno sciacallo di destra ha fatto di Jessica un’eroina, o un simbolo, perché non poteva utilizzarla per attaccare gli immancabili spacciatori negri, così come nessuno sciacallo di sinistra ha potuto scendere a sua volta in piazza per difendere i poveri negri accusati ed assaliti dai “fascisti”!

Cosa che mi rende sempre più disgustosi gli uni e gli altri, degni figli di un’Italia senza valori, senza dignità e soprattutto senza speranze per il futuro.

Godetevi, dunque, i vostri eroi e le vostre eroine; io preferisco piangere per le vere vittime, non per il pattume senza alcun valore.

Carlo Gariglio

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 Se i veri extra-comunitari sono i nostri figli. E noi.

 Maurizio Blondet – 8 febbraio 2018.

https://www.maurizioblondet.it/veri-extra-comunitari-nostri-figli/

A proposito della squartata di Macerata,  del nigeriano e dello sparaccchiatore, una lettrice mi scrive:

Interessante tutto quello che scrive a proposito dello omicidio di questa Pamela; Certo il nostro governo è las-sista con i migranti. Certo  i migranti sono perico- losi, ma io mi chiedo: e queste Pamele e questi Traini sono degli italiani completamente manipolati l’una da due nigeriani malfattori (cosa le salta in mente di andare in un hotel con loro due a quella innocentina?) e quel Traini béh una cosa è certa è che  è stato manipolato.

Finché ci saranno delle Pamele e dei Traini il governo potrà continuare a essere quello che è.  

Le colpe di quello che stanno in alto sono anche a causa delle colpe di tutti noi che stiamo in basso.

Buona giornata

(Lettera Firmata)

Nella sua sommarietà  di persona semplice, la lettrice pone il vero e centrale problema.  Non si sa come dirlo senza essere per forza brutali: non ci sarebbero spacciatori, neri o bianchi, se non ci fossero centinaia di migliaia di italiani giovani  che hanno bisogno della dose, sicuramente all’inizio come ausilio ludico-ricreativo (discoteca),  e per fare come i coetanei (conformismo) per poi diventare dipendenti, in condizione dunque di schiavitù. Sono loro che creano e rendono prospero il  business criminale, il gigantesco import di cocaina, eroina, ketamina…  Con tutta la pietà, bisognerà pur dirglielo, a questi cittadini:  per obbedire al vostro “bisogno” vizioso, voi vi state infischiando del peso morale e sociale che fate gravare sul resto della società. La pietà per la povera sprovveduta Pamela e le  centinaia di  sprovveduti e sprovvedute che ormai hanno perso  la lucidità e la mente, ha oscurato che essi sono corresponsabili del  pericoloso  scadimento sociale e colpevoli del  potere crescente della malavita più bestiale, proprio perché estranea alla nostra nazione.

ESTRA-BIANCHE

Un altro lettore  mi gira un articolo di Pierangelo Sapegno,

L’orrore dell’uomo qualunque che ha comprato il corpo di Pamela prima di morire.

 Pamela è appena scappata dall’istituto, mentre cammina sul ciglio della strada, senza soldi, senza un cellulare. La carica sull’utilitaria bianca, lei ha solo «la sua bellezza da vendere», e lui la porta a casa. Fanno l’amore nel garage del retro, su una coperta. Le dà 50 euro e la accompagna alla stazione di Piediripa. La lascia lì, abbandonandola al suo destino. Innocent Oseghale la condurrà da un suo amico a comprare l’eroina che la ucciderà.   Esistono colpe che non sono previste dal codice penale, ma che appartengono al male di tutti i giorni”

http://notizie.tiscali.it/cronaca/articoli/pamela-orrore-uomo-corpo-comprato/

Sì: fanno orrore, più delle prostitute nere e transex che infestano certe strade fra i campi, i loro clienti italiani a migliaia; sapete, non potete non sapere, che state “usando”  le vittime di una tratta,   spesso terrorizzate e torturate dalla bande di sfruttatori. La vostra urgenza sessuale è così imperiosa, da  ritenervi in diritto di fregarvene, e di  finanziare col vostro vizio un mercato ripugnante  e ricchissimo?

In un articolo recente della  Stampa ho appreso di ragazzini giovanissimi  del Mali sbattuti sulle strade di Torino da una gang ferocissima di nigeriani per servire la prostituzione maschile. La  repressione dello Stato deve fare il  suo lavoro, certo; ma quel mercato lo stanno alimentando con milioni di euro, sodomiti italiani che hanno “bisogno” di dare sfogo ai loro piaceri.

Che cosa sono questi “bisogni”, per soddisfare i quali voi italiani, connazionali a migliaia, ritenete un giusto prezzo il degrado sociale che producete?  In questo gigantesco e schifoso mercato della carne che si chiama “accoglienza degli immigrati”   – e che provoca migliaia di morti non solo in mare – sono responsabili  politici, profittatori ammanicati  ed ideologi della società aperta e multiculturale con il loro pietrificato “politicamente corretto” insensibile alle obiezioni; il programma di sostituzione alla Soros o il piano Kalergi, le ONG che vanno sottocosta a prenderli.  Ma  arrivati qui, i neri e i maghrebini, i pregiudicati africani o afghani che  sanno di trovare qui il paradiso dell’impunità, trovano ad accoglierli centinaia di migliaia di italiani che “hanno bisogno” dell’ero, “bisogno” di una prostituta,  “bisogno” di soddisfare il loro vizio – e non si sentono responsabili di nulla.

Nemmeno del pessimo esempio di inciviltà che danno a questi nuovi arrivati che non siamo capaci di cacciar via, e quindi cresceranno accanto a noi: odiandoci  e disprezzandoci, ben a ragione. Quel che valgono ”i nostri valori”, glielo state insegnando voi, andandoci a letto a pagamento, seguendoli in case sconosciute per comprare loro la dose, litigandoci in discoteche losche fra strafatti… E non vi rendete conto a che  livello siete scesi.

Irresponsabilità  delle classi “colte e civili”

Nella speranza (spero fondata) che questa irresponsabilità e indecenza appartenga a  minoranze di italiani, non si può però fare a meno di  constatare comportamenti aberranti – e sempre per l’urgenza di “bisogni” sessuali –  vengano esibiti da persone che dovrebbero avere sobrietà e  moderazione, e dovere di responsabilità.

Un professore del liceo Tasso che si fa incriminare perché assilla insistente con sms sconci le sue studentesse, fino a farsi denunciare e perdere il lavoro.

Magistrati vengono arrestati perché vendevano le sentenze.

Carabinieri che  finiscono sotto accusa perché si sono approfittati di due turiste ubriache.

Un magistrato si  fa destituire dalla Corte dei Conti perché  andava a letto con le sue studentesse di magistratura, poi  si vantava delle sue relazioni sulla rivista a disposizione degli studenti; imponeva loro che  gli facessero conoscere i loro fidanzati; le soggiogava sessualmente anche minacciandole di cause penali (“Le vinco tutte”);  si faceva dichiarare “un agente superiore a cui la borsista doveva giurare  fedeltà“.

Sarebbe consolante dire che, accecato dalle sue pulsioni sessuali imperiose e dal potere, aveva perso  il lume della ragione. Ma è peggio: invitato da Bruno Vespa, il magistrato  barese di 47 anni ha pure con tracotanza ed aria di sufficienza sostenuto che il suo comportamento era del tutto appropriato.

Francesco-Bellomo-Bruno-Vespa

Sono segnali di cui non ci si allarma abbastanza. E’ il segno che l’irresponsabilità egoista e ottusa verso la società  che è propria  dei drogati sprovveduti dei ceti bassi degradati, ha intaccato ormai ceti che, per professione  e dignità sociale, dovrebbero sentire il dovere di difendere ed alzare l’ordine civile e morale, se non altro per rispetto dei concittadini che li pagano.

L’irresponsabilità delle classi dirigenti, o almeno colte e civili, verso i concittadini, verso –  osiamo dirlo – la patria, è un sintomo terminale. Pubblici ufficiali, docenti e magistrati   non si sentono più responsabili dei loro atti. L’esibizione di lascivia non sembra loro una cosa indecente di  cui trattenersi. Il sopruso e la schiavizzazione verso persone   loro affidate,  una cosetta da nulla. E questi comportamenti diventano sempre più frequenti. E’ lo sbocco dello sradicamento completo dal cristianesimo dalla società italiana, certo.

Ma peggio: è la sostituzione del Dio cristiano con una “nuova religione”, come documenta il  filosofo e storico  Marco Sambruna nel suo saggio da leggere, “Il declino del sacro – rumore sociale, mass-media e nichilismo” (Edizioni RadioSpada, 208 pagine, 14,90 euro). E’ l’esito ultimo dell’individualismo come agente patogeno di matrice protestante e liberal-borghese:  l’idea, enunciata a suo tempo con suprema chiarezza da Margareth Thatcher, che la società non esiste, esistono solo gli individui che la compongono; da cui  consegue  che  la società non ha per sé diritti, né difensori di questi diritti collettivi.

L’individualismo è diventato oggi un “dogma”, è diventato  “la nuova religione”. Coniugato col mercantilismo consumista che riduce l’individuo a compratore desiderante,  ne ha svalorizzato ai suoi occhi, schernito e infine smantellato i comportamenti che per secoli hanno retto ogni società ordinata ed ogni pedagogia educativa: l’educazione all’auto-controllo, a  ritardare la gratificazione, alla sobrietà e razionalità.  In una parola, alla responsabilità non verso “il prossimo” cristianamente inteso (che non basta e non serve, se assolve), ma verso la propria comunità nazionale e culturale di cui ci si senta tenuti  a migliorare.

L’infantilizzazione dei viziosi. Niente di tutto questo  nel nuovo ethos. Esso mira a “deresponsabilizzare” l’individuo con “l’infantilizzalo”. E’ la strategia del consumismo totale, ridurre i ceti subalterni a “farsi agire da pulsioni”, dominare dal “soddisfacimento di voglie immediate anziché bisogni reali”. E’ infatti l’avidità infantile, elenca Sambruna, quella che:

Non sopporta l’autocontrollo, ossia l’educazione alla sobrietà, perché protesa al possesso di beni quasi sempre con finalità ludiche. Il bene stesso è percepito come un giocattolo […]

Non sopporta la gratificazione ritardata ossia il risparmio, perché pretende il soddisfacimento di voglie immediate e non bisogni reali.

Non sopporta la razionalità e l’ordine perché le voglie devono essere soddisfatte nel momento stesso in cui sorgono e non possono essere posposte ad altre priorità, quasi sempre più opportune per il benessere del soggetto”. E nemmeno parliamo del benessere della società in quanto tale, i cui diritti sovra-individuali sono spregiati (occasionalmente come “fascismo”, o “collettivismo” e “statalismo”).

Le agenzie (anti)educative di diffusione dell’ethos infantilistico  fanno  credere che il successo si ottenga “senza fatica”  e “senza sacrificio, rinunce e disciplina”. Alimentano “il mito giovanilistico della spensieratezza e della irresponsabilità perenne”. Impongono “la privatizzazione dei valori” – come si sono privatizzati gli enti di servizio pubblico, istituzioni volte agli interessi collettivi per una nazione che si propone di durare oltre la generazione  attuale. Nelle vite personali degli “sprovveduti”, si è instaurato l’atteggiamento per cui “il bene privato prevale sul ben pubblico, l’istantaneo prevale sul duraturo, la gratificazione immediata sulla differita, il gioco sul lavoro”.

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Questa è – spero si capisca – una compiuta ed efficace pedagogia per la ”formazione” di tossicodipendenti da discoteca e frequentatori di prostitute e prostituti della tratta, generazioni di infinite Pamele. So già, per esperienza, come reagiscono le Pamele quando si cerca di trattenerle, prima, dal cadere nella fossa della dipendenza – o del “grande amore”   del momento: “Nessuno mi  deve dire come vivere la mia vita. Io la vivo come voglio”. Non si rende conto  che  vive come vuole il sistema, desiderando ciò che il sistema gli fa desiderare; che le sue voglie “la agiscono” invece che essere lei a gestirle, priva ormai della tenuta e fortezza che non ha mai imparato ad esercitare – perché “resistere alle tentazioni” è stato tanto schernito e deriso da essere ridicolo solo proporlo, allo stesso modo che “evitare le cattive compagnie”.  E ormai la Chiesa cattolica offre una “religione low cost”  che asseconda, invece di contrastare, questa deriva mortale. Facendosene complice.

Relativismo dogmatico

La cosa grave è  in  queste torme infantilizzate, ignoranti e  soggette al primo impulso, è stato insufflato “il dogmatismo intransigente”, quel conformismo d’acciaio che le fa rifiutare, con le idee nuove, ogni  critica della condizione sociale, che invariabilmente  sentono come critica al loro modo di vita privato. Vige ormai, pesante come una cappa di piombo sulla  nostra epoca, ciò che Sambruna chiama felicemente “il relativismo intollerante”. Il relativismo che mentre dichiara la equivalenza di tutti i valori e la liceità di ogni modo di vita,  in realtà non tollera – e sopprime dal  discorso pubblico –  tutti i modi e valori che non siano i propri.  Il totalitarismo  in cui viviamo, sorvegliato  dalle sue vittime, che loro chiamano  “Libertà”. Vogliono vivere nella menzogna perché la verità costerebbe loro “rinunce”  e “sacrifici”. Fine.

Questo ethos  è pensato per le classi che ho detto subalterne,  che non servono più nel capitalismo terminale.  Ma gli esempi del magistrato aperto dominatore sessuale  delle sue allieve, del professore che concupisce fino a farsi denunciare, incapaci di trattenersi dalle pulsioni e  vizi mostrano che vi sono ormai irretite le classi dirigenti. O come dice Sambruna, che l’ethos nichilista, dopo aver sostituito la religione, ha sostituito “la politica come principio conformante dei mondi della vita”. Il che rende il male ormai irreversibile, senza una persa di coscienza della fossa in cui, come nazione, ci siamo cacciati.

Che fare? Aspetto idee.

Questo  pezzo è già troppo lungo.

Ma personalmente,  se devo ricordare cosa mi ha educato da piccolo a non essere come loro, le generazioni irresponsabili infantili, devo dire che non è stato, immediatamente, la fede cristiana. Sono state le maestre. Come mi è capitato di dire altre volte, io  ho cominciato la prima elementare nel 1949: le maestre, dunque,  erano  ancora quelle educate nel passato regime, ed educavano ancora secondo quella pedagogia.  Se dico che educavano all’amor di patria, devo subito aggiungere che nulla aveva in comune con la  frenesia viscerale che coglie gli italiani quando vince la Nazionale di Calcio. Non era nemmeno   ciò  che una Boldrini potrebbe chiamare “nazionalismo”, perché  la patria   che ci insegnavano ad amare, era una patria sconfitta nella guerra e nelle vergogna, circolavano ancora numerosi i mutilati. No: ci insegnavano che la patria era povera (anzitutto di materie prime) e che  la sua risorsa erano le nostre intelligenze, qualità umane, creatività,  che dovevamo sviluppare per migliorare  il posto della patria nel  mondo. Non dovevamo “essere di peso” alla nostra famiglia, e alla patria, che nostre negligenze e incurie, si riflettevano sulla patria, la danneggiavano, la  sminuivano. La  sobrietà personale, il lavoro onesto, lo spirito di sacrificio era un dovere che avevamo verso i concittadini più adulti, a cominciare dai nostri genitori,  che stavano faticando, che erano disoccupati, che erano tornati mutilati.

babytroie

Ebbene: molte volte nella follia e ribellione adolescenziale, mi ha trattenuto dal peggio, da abitudini viziose, da “cattive compagnie”, il ritegno di “essere di peso”  ai miei, diventare “un peso”   per la comunità. Come spero milioni di italiani ancora, mi è stata insufflata la responsabilità verso la comunità storia e sociale in cui sono nato. Ma cosa succede quando gli extracomunitari, gli irresponsabili, sono i nostro figli, o i nostri giudici e insegnanti?

 

SHOAH: LE “FANTA – TESTIMONIANZE” (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Gennaio 2018)

Dato che ormai le fole olocaustiche hanno raggiunto vertici di comicità ed assurdità mai toccati, voglio dedicare questo numero scanzonato alle tante favole che ci vengono propinate come testimonianze “oculari” del presunto sterminio.

Ho trovato una simpatica raccolta di queste testimonianze oculari su un forum online, il cui autore è ovviamente anonimo, ma molto ben informato e documentato. Gli articoli trascritti sono integralmente visibili al seguente indirizzo:

http://www.thephora.net/forum/showthread.php?t=94485

Purtroppo alcuni link indicanti le fonti sono ormai scomparsi, data la tendenza dei nostri amici della lobby giudaica di fare chiudere forum, blog e siti che tentano di divulgare la verità, incarcerandone magari gli autori, ma abbiamo deciso di lasciare comunque il testo originale… Ivi comprese le battute di spirito con le quali l’autore accompagna questa carrellata di assurdità. Assurdità che molti, per stupidità o per paura, continuano a considerare “fatti” storici!

Carlo Gariglio

CameraGas

SHLOMO VENEZIA, IL SONDERKOMMANDO ADDETTO ALLE CAMERE A GAS 

Testimone oculare delle gasazioni omicide – ha deciso di raccontare tutto solo nel 1992 quando ha visto scritte sui muri e naziskin.

Cito il Venezia:

«Per tutti questi anni non abbiamo parlato, neppure col mio amico, sebbene lui sapesse che il padre lavorava dove stavo io, ed è stato ucciso. Non avevamo il coraggio di tornare su questi argomenti. Ma ad un certo punto, di fronte a certi fatti, abbiamo deciso che era necessario. È stato qualche anno fa, quando a Roma hanno segnato le stelle di Davide su alcuni negozi, sono comparse sui muri scritte come “juden raus”, “ebrei ai forni”, e si sono cominciati a vedere i naziskin. Per qualcuno possono essere ragazzate, cose di poco conto, ma per noi che le abbiamo vissute, vedere di nuovo insorgere queste cose è inaccettabile. È stata la spinta per incominciare»

“Un giorno, mentre tutti avevano cominciato a lavorare normalmente all’arrivo di un convoglio, uno degli uomini incaricati di togliere i corpi dalla camera a gas sentì un rumore strano. Non era così raro sentire rumori insoliti; spesso l’organismo delle vittime continuava a liberare gas. Questa volta però sosteneva che il rumore fosse diverso. Ci fermammo per ascoltare, ma nessuno sentì niente e pensammo che avesse avuto un’allucinazione. Qualche minuto più tardi ripeté che questa volta era certo di aver udito un rantolo. Facendo attenzione, anche noi riuscimmo a percepire il rumore, una sorta di vagito. All’inizio i gemiti erano intervallati, poi aumentarono fino a diventare un pianto continuo che tutti identificammo con il pianto di un neonato. L’uomo che se ne era accorto per primo si mise alla ricerca del punto da dove proveniva il rumore e scavalcando i corpi trovò una bambina di due mesi ancora attaccata al seno della madre, che piangeva perché non sentiva più arrivare il latte. L’uomo prese il bebé e lo portò fuori dalla camera a gas.”

Shlomo Venezia – Sonderkommando Auschwitz – Ed. Rizzoli

Il Miracolo Termotecnico di Shlomo Venezia

In un’intervista al Giornale Shlomo Venezia affermò quanto segue:

«Sì, ma la prima notte mi adibirono a questo crematorio all’aperto. Intorno c’era uno scolo in pendenza dove si raccoglieva l’olio che colava dalla pira. Dovevo raccattarlo e ributtarlo sui cadaveri per farli bruciare più in fretta. Lei non ha idea di che combustibile sia il grasso umano»… E nel suo libro:
«Le fosse erano in pendenza; il grasso umano prodotto dai corpi che bruciavano colava lungo il fondo fino a un angolo, dove era stata scavata una specie di conca per raccoglierlo. Quando il fuoco minacciava di spegnersi, gli uomini prendevano un po’ di grasso dalla conca e lo versavano
sui corpi per ravvivare la fiamma. Una cosa del genere l’ho vista solo qui, nelle fosse del Bunker 2»

(Sonderkommando Auschwitz, p. 77)

Come ci spiega Carlo Mattogno, la storiella del magico “grasso collante” ha ricevuto la sua sanzione ufficiale da F. Müller, che l’ha ricamata in modo molto minuzioso. Secondo lui, tuttavia, le presunte “fosse di cremazione” erano provviste di due canaletti larghi 25-30 cm che, dal centro della fossa, correvano in pendenza lungo l’asse centrale e sboccavano in due buche più profonde nelle quali si raccoglieva il grasso umano liquido, che veniva raccolto con un secchio e gettato sul rogo.
Queste storielle sono insensate per il fatto che la temperatura di accensione degli idrocarburi leggeri che si formano dalla gasificazione dei cadaveri è di circa 600°C… La temperatura di accensione dei grassi animali è di 184°C… Perciò in un tale impianto il grasso umano brucerebbe immediatamente.
Anche perché la temperatura di accensione del legno stagionato è di 325-350°C.

Inoltre, se – per qualcuno dei tanti miracoli di cui sono costellate le vite dei “sopravvissuti” del “Sonderkommando” – il grasso umano liquido avesse potuto colare attraverso le fiamme sul fondo della fossa, scorrere sulle braci ardenti e defluire nelle fosse di raccolta laterali, Venezia, insieme a F. Müller, avrebbe dovuto attingerlo sul ciglio di una “fossa di cremazione” in cui c’era un immenso rogo che bruciava ad una temperatura minima di 600°C!

Un’ultima (per il momento) affermazione di Venezia prima di passare ad altro:

«Alcuni sostengono che le SS portassero maschere antigas, ma io non ho mai visto tedeschi portarne, né per versare il gas né per aprire la porta»

ELIE WIESEL: «IL PIÙ AUTOREVOLE TESTIMONE VIVENTE» DELLA SHOAH

Sul fatto che Wiesel sia un IMPOSTORE ci sono davvero pochi dubbi (vedi link alla fine del post), ma vorrei soffermarmi sulla “testimonianza oculare” che ha fatto piangere milioni di persone e che troviamo nel suo libro “La Notte” a pag. 37\38.
Piccola premessa: nel libro La Nuit, nel 1958, egli non fa parola delle camere a gas, però… Attenzione: le camere a gas appaiono all’improvviso nella versione tedesca, Die Nacht zu begraben, Elischa, traduzione di Curt Meyer-Clason, pubblicata dalle edizioni Ullstein; ogni volta che nel testo originale appariva il termine «forno crematorio», Meyer-Clason traduceva con «camere a gas».
Wiesel non ha dunque potuto vedere le camere a gas, non più di quanto ne abbia sentito parlare, altrimenti le avrebbe certo menzionate.

In mancanza delle camere a gas, Wiesel ha visto qualcosa di molto peggio, ma che… a parte lui… Nessun altro essere vivente ha visto:

«Non lontano da noi delle fiamme salivano da una fossa, delle fiamme gigantesche. Vi si bruciava qualche cosa. Un autocarro si avvicinò e scaricò il suo carico: erano dei bambini. Dei neonati! Sì, l’avevo visto. L’avevo visto con i miei occhi… Dei bambini nelle fiamme. […]. Ecco dunque dove andavamo. Un po’ più avanti avremmo trovato un’altra fossa, più grande, per adulti. […]. Continuammo a marciare. Ci avvicinammo a poco a poco alla fossa da cui proveniva un calore infernale. Ancora venti passi. Se volevo darmi la morte, questo era il momento. La nostra colonna non aveva da fare più che una quindicina di passi. Io mi mordevo le labbra perché mio padre non sentisse il tremito delle mie mascelle. Ancora dieci passi. Otto. Sette. Marciavamo lentamente, come dietro un carro funebre, seguendo il nostro funerale. Solo quattro passi. Tre. Ora era là, vicinissima a noi, la fossa e le sue fiamme. Io raccoglievo tutte le mie forze residue per poter saltare fuori dalla fila e gettarmi sui reticolati. In fondo al mio cuore davo l’addio a mio padre, all’universo intero e, mio malgrado, delle parole si formavano e si presentavano in un mormorio alle mie labbra: Yitgaddàl veyitkaddàsh shemé rabbà…Che il Suo Nome sia elevato e santificato…Il mio cuore stava per scoppiare. Ecco: mi trovavo di fronte all’Angelo della morte… No. A due passi dalla fossa, ci ordinarono di girare a sinistra, e ci fecero entrare in una baracca».

Nota mia: che culo!

Oltre che storicamente infondata (non esiste alcuna prova di quanto asserito da Wiesel), la storia è anche assurda: se Elie Wiesel si fosse realmente avvicinato fino a due passi da una vera “fossa di cremazione”, che – per assolvere la sua funzione – avrebbe dovuto avere una temperatura minima di 600\700°C, si sarebbe ustionato mortalmente.

La scena dell’autocarro che scarica bambini in una “fossa di cremazione” fa parte anch’essa dell’armamentario propagandistico del dopoguerra. Essa fu illustrata da David Olère in un quadro del 1947 che poi è servito di ispirazione per i “testimoni oculari” successivi.
Il racconto di Elie Wiesel è dunque falso e assurdo… Ma è anche chiaramente pretestuoso: se egli e suo padre erano stati “selezionati” per il lavoro, perché furono portati in prossimità della “fossa di cremazione”?

Per scoprire il “terribile segreto” di Auschwitz e svelarlo ad altri detenuti in altri campi? Si tratta – evidentemente – di un banale artificio per poter giustificare una “testimonianza oculare” orrida e puramente fittizia.

Per approfondire: 

http://olodogma.com/wordpress/2013/0…-lacqua-calda/

Su Wiesel in Parlamento: 

http://www.focusonisrael.org/2010/01…-antisionismo/

“Illuminanti” le risposte nei commenti ad un oloscettico.

Ultimo appunto: in Legends of Our Time (New York, Avon Books, 1968, pp. 177-78), Elie Wiesel scriveva questo:

«Ogni ebreo, ogni parte di lui, dovrà procurarsi una zona di odio – un odio sano e virile – per ciò che il tedesco personifica e per ciò che è trasmesso nel tedesco. Agire altrimenti sarà tradire i morti».

Nel 1986 Elie Wiesel si vedeva consegnare il premio Nobel per la pace su proposta, come è noto, di 83 deputati del Bundestag. L’attribuzione di questo premio, pensavano i parlamentari, avrebbe costituito un grande incoraggiamento per tutti quelli che si impegnano in favore del processo di riconciliazione.

BELZEC (il campo di sterminio fantasma)

Otto varianti di sterminio sono state “certificate” dai testimoni oculari (fonte: “Olocausto allo Scanner” – di di Jürgen Graf)

Situato in Polonia, il campo di Belzec (da non confondersi con quello di Bergen-Belsen) fu, secondo la storiografia ufficiale, al terzo posto fra i campi di sterminio: 600.000 ebrei vi sarebbero stati gassati.
La storia di Belzec è una versione in miniatura dell’insieme della leggenda dell’Olocausto, per cui vale la pena di presentarla in modo relativamente particolareggiato.
Belzec fu aperto nel marzo 1942. Esso serviva da campo di transito per gli ebrei diretti in Russia. Poco dopo l’apertura del campo corsero voci sui massacri che vi si sarebbero perpetrati. Il revisionista italiano Carlo Mattogno approfondisce queste voci nel suo studio “Il mito dello sterminio ebraico”, Sentinella d’Italia, 1985.

Prima variante: gli ebrei erano spinti in una baracca dove si dovevano tenere in piedi su di una placca metallica attraverso la quale si faceva passare una corrente elettrica mortale (riportato nel dicembre 1942 dal giornale del governo polacco in esilio Polish Fortnightly Review).

Seconda variante: gli ebrei venivano fucilati, e quelli che non lo erano venivano gassati o uccisi con l’elettricità (dichiarazione fatta dal comitato d’informazione interalleato il 19 dicembre 1942).

Terza variante: gli ebrei erano uccisi dal calore dentro un forno elettrico. È ciò che afferma Abraham Silberschein (Die Judenausrottung in Polen, Ginevra, agosto 1944).

Quarta variante: descritta da Stefan Szende (vedi link), dottore in filosofia, nel suo libro Der letzte Jude aus Polen (Europa-Verlag Zurich/New York, 1945, p. 290 e segg.):

http://www.stiftung-bg.de/kz-oranien…dex.php?id=440

«La macina per uomini comprende uno spazio di circa sette chilometri di diametro. Questa zona è protetta da filo spinato e da ogni tipo di dispositivo di sicurezza. Nessuno ha il permesso di avvicinarsi a questa zona. Nessuno ha il permesso di lasciare questa zona […]. Si prende loro tutto […] Gli oggetti erano accuratamente classificati, inventariati e naturalmente messi al servizio della razza dei signori. Per sottrarsi a questo lavoro complicato e lungo tutti gli uomini in fila furono lasciati nudi. Gli ebrei nudi venivano condotti in sale gigantesche. Queste sale potevano contenere parecchie migliaia di persone per volta. Esse non avevano finestre, erano in metallo ed il loro pavimento era mobile.
Il pavimento di queste sale scendeva con le migliaia di ebrei dentro un bacino pieno di acqua, posto al di sotto, in modo tale che tuttavia le persone in piedi sulla placca metallica non erano completamente immerse.
Quando tutti gli ebrei in piedi sulla placca metallica avevano già l’acqua ai fianchi, si faceva passare nell’acqua una corrente ad alta tensione. Dopo qualche istante tutti gli ebrei, a migliaia alla volta, erano morti.
Poi il pavimento di metallo si alzava fuori dall’acqua. I cadaveri dei suppliziati
vi giacevano sopra. Un’altra linea elettrica veniva attivata e la placca metallica si trasformava in una bara crematoria, scaldata al calor bianco, fino a che tutti i cadaveri erano ridotti in cenere.
Potenti gru sollevavano allora la gigantesca bara crematoria e si evacuavano le ceneri. Dei grandi camini di officina evacuavano il fumo. Il processo era compiuto.
Il treno seguente attendeva già con i nuovi ebrei davanti all’entrata del tunnel. Ciascun treno portava da 3.000 a 5.000 ebrei, talvolta anche di più. C’erano dei giorni in cui la linea di Belzec aveva portato venti di questi treni ed anche
di più. La tecnica moderna trionfava nella regia nazista. Il problema dell’esecuzione di milioni di uomini era risolto».

Quinta variante: gli ebrei erano fulminati nelle docce elettriche e poi trasformati in sapone.
Questa versione è fornita da Simon Wiesenthal:

«Le persone, schiacciate le une contro le altre, incalzate dalle SS, dei lettoni e degli ucraini, entravano correndo dalla porta aperta nei “bagni”. Questi potevano contenere 500 persone alla volta. Il pavimento dei bagni era in metallo e le docce pendevano dal soffitto. Quando i bagni erano pieni le SS inviavano una corrente ad alta tensione, 5.000 volt, sulla placca metallica. Contemporaneamente le docce spruzzavano acqua. Un grido breve e l’esecuzione era terminata. Un ufficiale medico delle SS, il dottor Schmidt, constatava la morte delle vittime dalla finestrella, si apriva la seconda porta, “la squadra dei cadaveri” entrava e portava via rapidamente i morti. C’era di nuovo il posto per i 500 seguenti» 

(Der neue Weg, Vienna, n· 19-20, 1946).

Secondo Simon Wiesenthal, i cadaveri delle vittime non venivano «ridotti in cenere con delle resistenze di cremazione scaldate al calor bianco» come dichiara Stefan Szende; i carnefici ne facevano del sapone con la marca RIF, «Rein Judisches Fett», «puro grasso ebreo».

(N.B.: RIF significava «Reichsstelle fur industrielle Fettversorgang»: «Servizio di approvvigionamento industriale di materie grasse del Reich»)

«Nell’ultima settimana di marzo (1946), la stampa romena annunciò una notizia straordinaria: nella piccola città di Folticeni si sono solennemente sotterrate al cimitero giudaico, durante una cerimonia di inumazione conforme alle regole, 20 casse di sapone […] Le casse portavano la marca RIF – Rein Judisches Fett […] È alla fine del 1942 che fu pronunciata per la prima volta l’espressione «trasporto di sapone»! Avveniva nel Governatorato Generale e la fabbrica era in Galizia, a Belzec: 900.000 ebrei furono utilizzati come materia prima in questa fabbrica dall’aprile 1942 al maggio 1943 […] Il mondo culturale non può concepire il piacere con il quale i nazisti e le loro donne contemplavano questo sapone. Essi vedevano in ciascun pezzo di sapone un ebreo che era stato fatto sparire per incanto e si era anche impedita la crescita di un secondo Freud, Ehrlich o Einstein. […] L’inumazione del sapone in una cittadina romena ha qualcosa di soprannaturale. Il dolore stregato che alberga in questo piccolo oggetto d’uso quotidiano spacca il cuore già pietrificato dell’uomo del XX secolo. Nell’era atomica, il ritorno alla oscura cacina medioevale delle streghe fa l’effetto che può fare un fantasma. E però è la verità!»

(Der neue Weg, Vienna, n·17/18, 1946).

Sesta variante: gli ebrei erano assassinati mediante la calce viva. Questa versione è dovuta al polacco, non ebreo, Jan Karski (foto), autore del libro Story of a Secret State edito nel 1944 (Houghton Miffling, Boston, The Riverside Press, Cambridge), pubblicato in francese nel 1948 col titolo Mon Témoignage devant le monde (edizioni S.E.L.F., Parigi), dal quale estraiamo il passaggio che segue (cito in R. Faurisson, Réponse à Pierre Vidal-Naquet, 1982, p. 44):

«Il pavimento del treno [che trasportava gli ebrei] era stato ricoperto di uno spesso strato di polvere bianca, calce viva. Tutti sanno quello che succede quando si versa dell’acqua sulla calce […] Stava arrivando il crepuscolo quando i 45 vagoni (io li avevo contati) furono pieni. Il treno con il suo carico di carne torturata vibrava e urlava come fosse indemoniato».

Settima variante: gli ebrei erano uccisi per mezzo dello Zyklon che era introdotto nei locali delle docce grazie ad un sistema di tubi. È questa versione che decise di propendere un tribunale tedesco nel 1965, ai tempi del processo di Belzec, versione seguita anche da Adalbert Rückerl, ex direttore dell’Ufficio Centrale di Ludwigsburg incaricato dell’informazione sui criminali nazisti, nel suo libro Nationalsozialistische Vernichtungslager im Spiegel Deutscher Strafprozesse (Deutscher Taschenbuchverlag, 1977 p.133). Il tribunale e il signor Rückerl precisano che in capo a qualche settimana si è poi passati ai gas di scappamento. É stata necessaria qualche settimana perché le SS si accorgessero che i granuli di Zyklon rifiutavano di passare per i tubi.

Ottava variante: gli ebrei erano assassinati dai gas di scappamento dei motori Diesel. Noi citiamo qui un passaggio del Rapporto Gerstein, rapporto che passa, con la «confessione» di Höss, come la prova più importante dell’Olocausto. L’ufficiale delle SS del Servizio Sanità Kurt Gerstein si arrese alle truppe della Prima Armata Francese che occupavano il Wurttemberg nell’aprile 1945 e, prima di suicidarsi in prigione nel luglio dello stesso anno, rese la sua confessione, o più esattamente le sue sei confessioni, poiché, come il francese Henri Roques [nonché, in precedenza, Carlo Mattogno] ha brillantemente dimostrato nella sua tesi di laurea, non esistono del Rapporto Gerstein meno di sei versioni, che divergono talvolta considerevolmente fra loro. Secondo le sue sei deposizioni, Gerstein visitò Belzec e Treblinka nell’agosto 1942. A suo avviso, secondo una delle versioni della sua «confessione», 25.000.000 di persone[!!??] furono gassate. A Belzec, da 700 a 800 persone si ammucchiavano in una camera a gas di 25 mq, cioè da 28 a 32 persone per metro quadrato (ed è un ingegnere che lo afferma). Il ricordo di un mucchio di scarpe di detenuti assassinati che poteva raggiungere, secondo certe versioni, un’altezza da 35 a 40 metri, corona questa testimonianza, che figura peraltro in pressoché tutti i manuali scolastici ed in tutti i libri di storia. Ecco un estratto di una delle sei confessioni (André Chelain, Faut-il fusiller Henri Roques?, Polémiques, Ogmios Diffusion, 1986, pp. 90-91; il libro di Chelain contiene il testo completo della tesi di Roques Les «confessions» de Kurt Gerstein. Etude comparative des différentes versions. Etude critique):

«Le camere si riempiono, “Caricate bene”, ha ordinato il capitano Wirth. Essi stanno gli uni sui piedi degli altri. Da 700 a 800 esseri umani in 25 mq, in 45 metri cubi […] Le porte si chiudono. Durante questo tempo gli altri attendono fuori nudi […] Ma la macchina diesel non si avvia […]. Wirth arriva. Si vede che gli spiace che ciò succeda proprio oggi quando io sono presente. Si, io vedo tutto ed ascolto tutto! Il mio orologio ha tutto ben registrato, 50 minuti, 70 minuti – il diesel non parte; le persone attendono in queste camere invano. Le si sentono piangere e singhiozzare “come alla sinagoga”, nota il professore Pfannenstiel che ha messo l’orecchio contro la porta di legno […].

Dopo due ore e quarantanove minuti – il mio cronometro lo ha registrato – il diesel parte. Fino a questo momento questi esseri umani vivono nelle camere già riempite: 4 camere per 750 uomini ciascuna, 45 metri cubi ciascuna.

Passano 25 minuti. È vero che molti sono già morti: si vede attraverso la piccola finestrella illuminando un istante la camera con la luce elettrica […].
28 minuti più tardi sono rari quelli che vivono ancora. Infine dopo 32 minuti tutti sono morti; […]»

Per inspiegabili ragioni gli storici preferiscono il Rapporto Gerstein alle altre sette varianti.

Il gas di scappamento dei motori diesel contiene una modesta percentuale di ossido di carbonio (vedere Friedrich Paul Berg, in Ernst Gauss, Grundlagen zur Zeitgeschichte, Grabert, 1994).
I prigionieri nella camera a gas così affollata sarebbero morti asfissiati molto prima che l’ossido di carbonio avesse esercitato i suoi effetti. Si tralascia inoltre di considerare che un motore a benzina sarebbe stato uno strumento di morte molto più efficiente di un motore diesel. In realtà, se avessero voluto gassare persone in grande numero, i tedeschi non avrebbero evidentemente utilizzato un motore, ma uno dei tanti gas tossici di produzione industriale. Ci si trova dunque di fronte ad una flagrante contraddizione: il genio tecnico che si attribuisce ai tedeschi e che doveva loro permettere di uccidere milioni di persone all’insaputa del mondo e senza lasciare la minima traccia è incompatibile con la stupidità di cui avrebbero dato prova nella messa in opera del criminale progetto scegliendo , fra tutte le armi possibili, la meno efficace.
Ma prescindendo dalle «tecniche di sterminio» quali prove abbiamo dell’assassinio di 600.000 persone a Belzec?
Un’ispezione sul sito del vecchio campo di Belzec non è di alcun aiuto poiché non vi si trova che un prato, e niente altro.
Non possediamo un solo documento al riguardo. Si risponde che i nazisti avrebbero sempre trasmesso oralmente gli ordini concernenti gli assassinii.
Non si sono trovate fosse comuni. Si risponde che i nazisti avrebbero bruciato i cadaveri.
Anche i resti delle 600.000 vittime sono però spariti. Si risponde che i nazisti avrebbero disperso le ceneri. Non ci si spiega però che cosa sia avvenuto delle ossa; la maggior parte delle persone ignora che le ossa, e a maggior ragione i denti, non bruciano che parzialmente, e che essi devono essere macinati.

Delle camere a gas non è restata neanche l’ombra. Si risponde che i nazisti avrebbero fatto saltare le camere a gas ed avrebbero sgomberato le macerie.
Belzec è assolutamente assente dalle statistiche del SIR di Arolsen, nelle quali il campo di concentramento di Neuengamme, per esempio, figura esattamente con 5.780 decessi provati – i morti di Belzec non sono stati registrati da nessuna parte.
Non ci sono più testimoni oculari sopravvissuti. Uno solo dei 600.000 ebrei deportati a Belzec, un certo Rudolf Reder, è sopravvissuto nel campo, ma è deceduto negli anni Sessanta.
Quali prove abbiamo allora dei 600.000 assassinati di Belzec?

Nessuna. Non la minima prova.

L’inesistente camera a gas di Buchenwald (la storiografia cosiddetta ufficiale ha accettato da anni il fatto che in Germania non ci furono “campi di sterminio”) certificata dal testimone oculare e “resistente” Abbé Georges Hénocque… a Parigi e in tutta la Francia intitolano vie e piazze a questo bugiardissimo testimone oculare.

Ecco cosa è riuscito ad inventarsi l’abate pinocchio.

Fonte: Abbé Georges Hénocque, Les Antres de la Bête, G. Durassie et Cie, Parigi, 1947, citato da R. Faurisson, Mémoire en Défense, 1980, p. 192 e seg.:

«[…] All’interno i muri erano lisciati, senza fessure e come verniciati. All’esterno si vedevano, al lato dello stipite della porta, 4 bottoni messi uno sopra l’altro, uno rosso, uno giallo, uno verde, uno bianco.
Tuttavia un dettaglio mi preoccupava: non capivo come il gas potesse scendere dai fori del doccino fino in basso. La stanza in cui mi trovavo era costeggiata da un corridoio. Vi entrai e là vidi un enorme tubo che le mie due braccia non arrivavano a contornare completamente e che era ricoperto, per lo spessore di un centimetro circa, di gomma.
A lato, una
manovella che si girava da sinistra a destra, liberava l’arrivo del gas. Con una forte pressione esso discendeva fino a terra così che nessuna vittima poteva sfuggire a quella che i tedeschi chiamavano “la morte lenta e dolce “.

Sotto il punto in cui il tubo faceva gomito per penetrare nella camera a gas, erano sistemati gli stessi pulsanti esistenti nella porta esterna: rosso, verde, giallo, bianco, che servivano evidentemente a dosare la discesa del gas.
Tutto era architettato ed organizzato scientificamente. Il Genio del Male non avrebbe potuto fare di meglio.
Rientrai nuovamente nella camera a gas per cercare di trovare quella del forno crematorio
.

Ciò che fin dal principio colpì il mio sguardo fu una sorta di barella girevole in ferro. Questo congegno perfezionato si manovrava senza fatica e affrontava il contatto bruciante dei forni. Vi si ammucchiavano i cadaveri raccolti nella stanza vicina e lo si portava davanti alla fornace.

Quando io feci questa indimenticabile e inquietante visita, le apparecchiature erano in pieno funzionamento, con il loro carico completo […].
Dopo aver esaminato ancora una volta questo inferno e proseguendo, in uno spesso e pesante silenzio, la mia lugubre passeggiata, aprii la porta di una terza stanza. Era la camera dei… prenotati.

Là erano ammassati i cadaveri di quelli che non si erano potuti bruciare il giorno stesso e che si conservavano per l’indomani. Nessuno potrebbe immaginare, se non l’avesse visto, l’orrore di questa terza scena. In un angolo della stanza, a destra, i morti, nudi, spogliati, gettati alla rinfusa, senza alcun rispetto si ammucchiavano in posizioni bizzarre. Le mascelle erano state spezzate per strapparne le protesi in oro, senza parlare delle «perquisizioni» odiose praticate su quei corpi per assicurarsi che non celassero alcun gioiello capace di aumentare il tesoro dei mostri nazisti […]

Gettando un ultimo sguardo su quel luogo di scandalo e di spavento, lessi, al chiarore delle fiamme che sfuggivano dalla fornace, a 8 o l0 metri d’altezza, la quartina cinica disegnata sull’edificio del crematorio. Eccone la traduzione:
Il verme disgustoso non deve nutrirsi del mio corpo.
La fiamma pura, è lei che deve divorarlo.

Ho sempre amato il calore e la luce. Perciò bruciami e non seppellirmi.

Mi restava, infine, da contemplare lo spettacolo di cui doveva inorgoglirsi la scienza germanica: su più di un chilometro di lunghezza e per un’altezza di quasi un metro e cinquanta, le ceneri accuratamente raccolte nei forni e utilizzate per concimare i campi di carote e cavoli!
È cosi che centinaia di migliaia di esseri, entrati vivi in questo inferno, uscivano come concime…

Ora, grazie alla mia imprudente intrusione, avevo visto tutto quello che volevo vedere.»

P. S.: nessuno di questi sedicenti “testimoni oculari” è MAI stato accusato, giudicato e punito per aver reso falsa testimonianza… Nemmeno quando le loro menzogne hanno portato al patibolo degli innocenti.

LA PRIMA GASAZIONE OMICIDA AD AUSCHWITZ 
Carlo Mattogno ricostruisce il “quadro storico” utilizzando le numerose testimonianze sulla prima gasazione omicida avvenuta ad Auschwitz

Fonte: http://vho.org/aaargh/fran/livres7/CMCappuccetto.pdf (pag. 107)

Un giorno, tra la primavera del 1941 e il novembre-dicembre del 1942, ad Auschwitz, nel vecchio crematorio, o nello scantinato del Block 11, oppure a Birkenau, fu eseguita la prima gasazione di persone. 

Alcune testimonianze menzionano la data esatta: il 14 agosto, o il 15 agosto, il 3 – 5 settembre, o il 5 – 6 settembre, o il 5 – 8 settembre o il 9 ottobre 1941.

La gasazione fu eseguita dopo l’appello serale, durante la chiusura dei blocchi (Blocksperre), in modo che nessun detenuto potesse vedere ciò che avveniva, oppure in pieno giorno, davanti agli occhi dei detenuti oziosamente sdraiati al sole. 

Già in precedenza le finestre dello scantinato erano state murate, o ricoperte di terra, o riempite di sabbia o sbarrate con assi di legno. 

Nel seminterrato del Block 11 furono rinchiusi soltanto prigionieri di guerra russi, che erano solo ufficiali, o ufficiali e sottufficiali, o soldati semplici, o partigiani, o commissari politici, oppure non erano affatto russi, ma polacchi, o erano prigionieri russi e detenuti polacchi.

Le vittime della gasazione furono 60, o 200, o 400, o 500, o 600, o 680, o 700, o 850, o 1.473 prigionieri russi e 100 -150, o 190, o 196, o 200, o 220, o 250, o 257, o 260, o 300, o 400, o 1.000 detenuti polacchi.
Quel che è certo, comunque, è che il loro numero totale fu di 200, o 300, o 320, o 350, o 500, o 696, o 800, o 850, o 857, o 980, o 1.000, o 1.078, o 1.400, o 1.663.

I detenuti malati erano stati selezionati nei blocchi ospedale dal dott. Schwela, o dal dott. Jungen, oppure dal dott. Entress. 

Questi malati furono portati nelle celle del Block 11 dagli infermieri, oppure dai detenuti della compagnia di punizione.
Palitzsch da solo, o insieme a un SS soprannominato “Tom Mix”, o insieme a un altro chiamato lo “strangolatore”, oppure Breitwieser, gettarono nel corridoio, o nelle celle tre barattoli di Zyklon B in tutto, oppure 2 barattoli in ogni cella.

Lo Zyklon B fu introdotto attraverso la porta, o attraverso la presa d’aria di ventilazione (Lüftlungsklappe), o attraverso aperture al di sopra delle porte delle celle. 

La gasazione fu eseguita nelle celle, o in una sola cella, o nel corridoio, o nella “camera a gas” e le porte delle celle erano state chiuse ermeticamente, oppure divelte.

Le vittime morirono immediatamente, oppure erano ancora vive dopo 15 ore. I cadaveri furono evacuati il giorno dopo, o la notte dopo, o 1- 2 giorni dopo, o 2 giorni dopo, o 3 giorni dopo, o il quarto giorno, o il sesto giorno, esclusivamente da infermieri, per l’esattezza oltre 20, o 30, o 80, oppure esclusivamente da 20 detenuti della compagnia di punizione. 

Il lavoro durò un giorno intero, o una notte intera, o 2 notti, o 3 notti. 

I cadaveri furono svestiti nel corridoio del Block 11, o nel cortile esterno, oppure non furono svestiti affatto. I cadaveri delle vittime furono portati al crematorio e cremati, oppure portati a Birkenau e inumati in fosse comuni, oppure parte cremati e parte inumati. (…)

6 MILIONI? Ma nemmeno per sogno! Facciamo 20 milioni?
OK Abraham… Direi che 20 milioni può andare… Se consideriamo i tassi di interesse attuali, 6 milioni nel 1945 possono tranquillamente diventare 20 milioni ai giorni nostri… Anzi… In quasi 70 anni è ancora poco…. Chi offre di più?

(…) “L’olocausto ha cancellato 20 milioni di ebrei in cinque anni, senza un perchè. Ci uccidevano come insetti: non ci riprenderemo mai da quello che abbiamo perso”. (…)

Abraham Yehoshua (scrittore israeliano), Cortina 14 agosto 2010

fonte: http://www.italpress.com/cortina-inc…-insediamenti-

L’ammazzatoio a pedale

Secondo le accuse sovietiche, i tedeschi hanno assassinato nel campo di concentramento di Sachsenhausen non meno di 840.000 prigionieri di guerra russi procedendo come segue:

«Nel piccolo locale c’era un’apertura di circa 50 cm. I prigionieri di guerra si dovevano mettere con la testa all’altezza del buco ed un tiratore che si trovava dietro il buco gli sparava. Ma questo dispositivo era in pratica insufficiente, poiché, spesso, il tiratore non colpiva il prigioniero. In capo ad otto giorni si creò un nuovo dispositivo. Il prigioniero era piazzato, come prima, presso la parete; poi si faceva scendere lentamente una piastra di ferro sulla sua testa. Il prigioniero di guerra aveva l’impressione che si volesse misurare la sua altezza. C’era nella piastra di ferro un chiodo e affondava nella nuca del prigioniero. Questi crollava morto sul pavimento. La piastra di ferro era azionata per mezzo di una leva a pedale che si trovava in un angolo di questo locale.» 

(Processo dei grandi criminali di guerra davanti al tribunale militare internazionale, Norimberga, 14 novembre 1945 – 1 Ottobre 1946 – volume VII, pagg. 416-417).

Secondo l’accusa, i cadaveri di 840.000 prigionieri di guerra assassinati in tal modo erano stati inceneriti in quattro crematori mobili montati sul rimorchio di un camion. Né l’ammazzatoio a pedale, né i crematori mobili capaci di incenerire ciascuno 210.000 cadaveri in un tempo record, né gli innumerevoli altri prodigi tecnici descritti a Norimberga sono stati presentati al tribunale come corpo del reato. Ma l’assenza del corpus delicti è stata largamente controbilanciata dalle dichiarazioni scritte di testimoni che deponevano sotto giuramento.

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VALORI E IDEALI (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Dicembre 2017)

Certamente qualche Camerata o presunto tale, si indignerà per questo articolo e per le fonti che utilizzerò a seguire, ma francamente me ne infischio del giudizio di qualche idiota che ancora non si decide a capire la differenza fra chi fa politica seguendo dei valori e degli ideali, ed i tanti “mercanti del tempio” che si infiltrano nel nostro mondo per i loro tornaconti personali, seppure spacciandosi per Fascisti e Camerati.

Una delle gocce che ha fatto traboccare il vaso della mia pazienza è stato il sentirmi dire di recente che il nostro movimento non ha alcuna possibilità di incidere sul panorama politico italiano, indi, tanto varrebbe sostenere  i falsi Fascisti di Casa Pound Italia, o magari gli ancora più finti Camerati preti mancati di Forza Nuova e pagliacci assortiti alleati con loro… Magari sarà vero, noi non siamo riusciti ad incidere quasi per nulla nella politica italiana, ma non certo per colpa nostra; oddio, magari se i militanti che ci hanno seguiti nel corso degli anni avessero fatto il loro dovere, invece di limitarsi a mettersi in tasca una tessera per poi non farsi mai vedere, né sentire, per un anno intero, le cose sarebbero andate diversamente… Ma il vero problema non consiste nei tesserati più o meno incapaci, ma in quelli che la tessera non l’hanno mai voluta fare, preferendo nascondersi come scarafaggi in attesa di altre formazioni della cosiddetta “area” più propense a spendere soldi in sedi di partito pagate chissà come, in faraoniche quanto inutili campagne elettorali, nonché nel lancio continuo di nuove sigle e nuovi movimenti, il più delle volte composti dai soli fondatori e da qualche amico di costoro.

Si sa, l’italiano medio è una sorta di ritardato mentale privo di cultura e soprattutto vigliacco, indi oltre a non avere dimestichezza con il vero Fascismo, che altro non è se non un diverso modo di definire il Socialismo Nazionale, mai schieratosi a destra e fiero di essere stato alleato della Germania Nazionalsocialista nella guerra del sangue contro l’oro, non ha neppure dimestichezza con i sacrifici necessari per sostenere un’ideale politico contro tutto e tutti, rischiando in proprio e soprattutto contribuendo a questa lotta.

Così, come ho denunciato più volte invano, nel corso degli anni abbiamo visto spuntare per ogni dove gruppuscoli di falsi Fascisti che si sono inventati di tutto, pur di essere accettati dall’opinione pubblica e dalla solita innominabile lobby giudaico – massonica; alcuni, addirittura, a fronte di un falso “antifascismo” di facciata, raccolgono soldi e finanziamenti proprio da questi soggetti che si fingono nemici, tipo servizi segreti, ministero dell’interno e sinagoghe varie.

O Franza o Spagna, purchè se magna, che tradotto significa: “Lecchiamo il culo alla lobby ebraica, agli USA, o magari alla Russia e pure all’Europa dei banchieri, purché ci scappino i soldi per fingerci prodi sostenitori del Fascismo!”

Così abbiamo visto il finto Fascismo integralista cattolico e nemico dell’Islam, che in realtà fu fedele alleato del Nazionalsocialismo, il finto Fascismo che ha mutuato il razzismo volgare nato negli USA ed esportato in Israele, il finto Fascismo di destra e mille altre porcate che hanno ridotto un’area politica storica che ha rischiato di governare tutto il mondo, in una parodia ridicola e patetica messa in piedi da personaggi che in casa propria si esibiscono in saluti romani assortiti, ma che pubblicamente smentiscono qualsiasi rapporto con il Nazionalsocialismo per aderire ad un Fascismo mai esistito e che vorrebbero alleato di USA, Israele e delle varie comunità ebraiche.

Personalmente sono in politica dal lontano 1991 (ed ho tanta voglia di uscirne), e da allora ho visto nascere continuamente movimenti privi di ogni senso: la Fiamma Tricolore, Forza Nuova, i Nazionalpopolari che poi si scissero formando i Nazionalsociali, il Fronte Nazionale, fino poi ad arrivare  a CPI, Fratelli d’Italia (i cui membri, checché ne dica la Meloni, si spacciano per Fascisti!) ed alla atomizzazione rappresentata da decine di “fiammelle” sorte sulle ceneri del fu MSIDN e della stessa Fiamma Tricolore.

Fiammelle

Potrei anche parlare di certi gruppetti microscopici nati con il solo intento di fare danno al MFL-PSN, ma non vorrei dare troppa importanza a questi miserabili falliti, indi evito di citarli.

Quello che è certo è che in tutti questi anni la stragrande maggioranza dei sedicenti Fascisti non ha mai appoggiato in alcun modo il nostro movimento, preferendo in molti casi attaccarci per questioni ideali e/o personali, quasi come se il nemico di questi cialtroni fossimo noi, cioè gli unici veri sostenitori del Fascismo storico e non di una parodia dello stesso.

Decine di sedicenti intellettuali hanno continuato a discutere di questioni di lana caprina senza appoggiarci, centinaia di avvocati si sono affrettati ad aderire a questo o quel gruppuscolo d’area, evitando accuratamente di mostrarci vicinanza (se non per tentare di truffarci spillandoci soldi senza mai combinare nulla di buono), mentre migliaia di potenziali militanti hanno preferito fare i pagliacci a Predappio, in qualche cimitero, in inutili marce commemorativa… Senza dimenticare le curve degli stadi, dove orde di sottosviluppati con bandiere Fasciste buttano tempo e denaro accapigliandosi con altri sedicenti Fascisti, ma sostenitori di squadre diverse!

Oggi, a testimonianza dello squallore che li contraddistingue, migliaia di questi scarafaggi nascosti da anni, spuntano sui famosi social esibendo nelle foto del profilo i simboli di CPI e FN, invitando  votare per loro!

Già, loro incidono sulla politica italiana, non come noi… Ci dicono di essere attivi nel sociale, regalano le tessere, aprono sedi fisiche che perdigiorno e debosciati possono frequentare e addirittura riescono a raccogliere le firme per essere presenti alle elezioni nazionali, mentre fino a ieri non riuscivano neppure a presentarsi nei piccoli Comuni ove ci presentiamo noi da quasi 20 anni.

E allora, cari Fascisti all’amatriciana che siete spuntati dalle vostre tane per sostenere “lorsignori”, fate un viaggio con il sottoscritto in alcune recenti inchieste giornalistiche, così magari capirete quali sono i “valori” perseguiti da certa gente e per quale motivo spesso vi accettano fra le loro braccia senza chiedervi il pagamento di una quota associativa, quota che si paga regolarmente per iscriversi a qualsiasi bocciofila, o circolo ricreativo, ma che tanti sedicenti Fascisti vedono come un furto, se richiesta dal povero MFL-PSN, che non ha mai preso soldi dai servizi, dalle sinagoghe e men che meno dall’Europa.

VOLANTINO

Cominciamo con un simpatico articolo del 25 febbraio scorso, pubblicato su  Repubblica e visibile integralmente a questo indirizzo:

http://www.repubblica.it/esteri/2017/02/25/news/europa_aemn_ultradestra-159224624/

“Ue, così l’estrema destra anti – Europa riesce ad avere soldi da Bruxelles.

Curata da un ex Fiamma tricolore, l’Alleanza europea dei movimenti nazionali raggruppa diversi responsabili della destra xenofoba di tutto il continente e ha ottenuto oltre 2 milioni di euro. In tutto i partiti anti europei all’Europarlamento nel 2017 riceveranno 7 milioni di finanziamenti su un totale di 50”

Capito questi prodi “Fascisti” fieri avversari di Europa ed Euro?

“L’Alleanza europea dei movimenti nazionali, altrimenti detta Aemn, è curata da un italiano, Valerio Cignetti, ex Fiamma tricolore. Società di diritto alsaziano, l’Aemn raggruppa diversi responsabili dell’estrema destra di tutto il continente e dal 2012 è riconosciuta come ‘partito politico europeo’. Statuto grazie al quale ha incassato pù di un milione e mezzo di euro dal Parlamento di Strasburgo che sommati ai denari presi dalla fondazione associata Identità e tradizioni europee, arriva a 2,2 milioni. Senza avere mai eletto un parlamentare. Il trucco consiste nel raccogliere firme di deputati nazionali e regionali di sette Paesi in modo da guadagnare il rango di movimento europeo. Il presidente di Aemn è Bela Kovacs, eurodeputato ungherese di Jobbik, partito noto per le sue derive antisemite, già al centro di un’inchiesta giudiziaria per spionaggio in favore della Russia”. 

E dunque si sono anche inventati i partiti finti per ingrassarsi alla faccia nostra, nonostante non si presentino mai ad un’elezione e non eleggano neppure un cane!

“La compagine per prendere i soldi della Ue ha usato un semplice trucco: ha copiato lo statuto europeista del Partito popolare europeo. Per intenderci, il primo gruppo di Strasburgo, quello della Cdu di Angela Merkel e di Forza Italia. Un trucchetto elementare per aggirare le regole di Strasburgo, che per finanziare i movimenti europei chiede che questi rispettino i principi dell’Unione, libertà, democrazia rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, a partire dallo Stato di diritto”

Non c’è che dire, una raro esempio di riaffermazione dei valori del Fascismo e del Nazionalsocialismo!

“Stesso discorso vale per l’Ukip e i suoi alleati, M5S, Partito popolare danese è il vecchio Movimento per un’Europa delle Libertà e della democrazia, chiuso dopo una serie di accuse di frode. In tutto i partiti anti europei rappresentati all’Europarlamento nel 2017 riceveranno 7 milioni di finanziamenti su un totale di 50. 

Spesso l’Europa è l’unica fonte di entrate per i partiti euroscettici in quanto molti di loro, come Ukip e Fn, in patria faticano ad eleggere parlamentari. E spesso usano i soldi in modo fraudolento, tanto che il Parlamento europeo oltre ad avere chiesto indietro a Marine Le Pen 360 mila euro per l’inchiesta che ha toccato la sua guardia del corpo e il suo capo di gabinetto, pagati per lavorare a Strasburgo ma invece impiegati altrove, in tutto al Front ha chiesto la restituzione di 1,1 milioni. 500 mila euro invece i soldi che dovrà restituire lo Ukip”. 

Chi l’avrebbe mai detto? Questi “partiti” in patria faticano ad eleggere loro rappresentanti!

“Tra i 36 deputati nazionali e regionali che hanno firmato per dare sostegno ai movimenti nazionalisti di estrema destra che hanno potuto accedere ai fondi UE pur senza avere eletti, ci sono anche tre italiani. Secondo Le Monde si tratta di Franco Cardiello e Daniela Ruffino di Forza Italia e Maurizio Marrone di Fratelli d’Italia”. 

Prendete nota: complici di Forza Italia e Fratelli d’Italia altri fulgidi esempi di valori del Fascismo!

Veniamo ora ad un paio di articoli del settimanale “L’Espresso”, entrambi dell’8 novembre 2017; il primo è visibile integralmente al seguente indirizzo:

http://espresso.repubblica.it/inchieste/2017/11/03/news/tutti-i-soldi-e-le-societa-di-casapound-e-forza-nuova-cosi-si-finanziano-i-partiti-neofascisti-1.313304

“Tutti i soldi e le società di CasaPound e Forza Nuova: così si finanziano i partiti neofascisti

I gruppi di estrema destra puntano a entrare in Parlamento. Grazie ai fondi di società e privati in Italia e all’estero. Ecco quali sono, tra esercizi commerciali e misteriosi trust”.

Dio, patria e famiglia. Ma anche ristoranti, catene di abbigliamento, gioiellerie, barberie, franchising di poste private, scuole di lingua, startup di comunicazione, imprese immobiliari, misteriosi trust e qualche strana società offshore.

Dietro la facciata ufficiale dei fascisti del terzo millennio si nasconde una galassia imprenditoriale che dall’Italia si allarga a Francia e Regno Unito. Passando per Cipro e arrivando fino alla Russia di Vladimir Putin. Una multinazionale nera dove gli ideali di purezza del ventennio si intrecciano alle più attuali esigenze dell’economia di mercato. Con imbarazzanti corollari”.

“Latitanze dorate
Forza Nuova e CasaPound, per quanto diverse tra loro, sono unite da una radice comune. Si chiama Terza Posizione, è un movimento neofascista nato nel 1978 e morto ufficialmente quattro anni dopo. Tra i suoi fondatori, all’epoca poco più che ventenni, c’erano Roberto Fiore e Gabriele Adinolfi. Inseguiti dalle indagini giudiziarie sul terrorismo di destra, fra cui l’attentato alla stazione di Bologna, Fiore e Adinolfi scapparono dall’Italia rifugiandosi in Inghilterra, il primo, e in Francia, il secondo. Quarant’anni dopo, con alle spalle processi e condanne, i due ragazzi sono tornati. Fiore è diventato il segretario nazionale di Forza Nuova
, Adinolfi l’intellettuale di CasaPound. Le radici con il passato non si sono però mai interrotte. Almeno quelle degli affari”.

“Fiore segreto.

Londra, 1980. Per capire l’oggi è necessario tornare ancora agli anni di piombo, subito dopo la bomba che uccise 85 persone a Bologna. Quando Fiore arriva in gran segreto nella Londra di Margaret Thatcher insieme a Massimo Morsello e ad altri militanti di Terza Posizione, ad aiutarli – si legge in un rapporto sull’eversione nera firmato dai servizi segreti italiani (Sisde) del 1982 – è la League of Saint George, snodo internazionale della destra europea, di cui fa parte tra gli altri anche l’ex presidente del British National Party Nick Griffin. Anni nebulosi, punto di partenza della carriera imprenditoriale del giovane neofascista italiano. Con un’ombra mai chiarita: «Era un agente dei servizi segreti britannici (MI6) fin dai primi anni Ottanta», scriverà in un documento del 1991 letto da L’Espresso la commissione d’inchiesta sul razzismo e la xenofobia del Parlamento europeo, gettando un’ombra inquietante sul legame tra Fiore e il Regno Unito”.

“Francia connection.

Se dal punto di vista ideologico Forza Nuova è la truppa neofascista più tradizionale, i cugini di CasaPound rappresentano l’evoluzione moderna del cameratismo. Benché i contenuti della propaganda politica siano identici, a mutare sono i metodi. Così mentre Fiore e soci puntano soprattutto ad ampliare la rete dei contatti internazionali (Forza Nuova ha aperto da pochi anni una filiale negli Usa), i leader di CasaPound hanno lanciato l’assalto al cielo dei consensi in patria”.

“Avanguardia fashion.

I pacchi alimentari, i picchetti, le occupazioni. Prima gli italiani. L’azione trascina le masse esauste del degrado delle periferie. Ma c’è un livello di interlocuzione che CasaPound ritiene indispensabile: gli intellettuali. Per fare cultura le tartarughe di Iannone non badano a spese. L’ultima sfida è l’informazione. Da tempo è online il quotidiano “Il Primato Nazionale”, recentemente affiancato dal mensile cartaceo. Periodico sovranista, si definisce”.

Intanto noi poveri pezzenti, ma Fascisti veramente, abbiamo difficoltà a pubblicare regolarmente il nostro misero bollettino interno!

“La società editrice de Il Primato Nazionale è la Sca 2080 e ha un capitale sociale di 100 mila euro. La prima tiratura del mensile è stata di 20 mila copie”.

Per concludere questo viaggio intorno ai “valori” condivisi da questi falsi Fascisti, ecco l’ultimo articolo visibile integralmente al seguente indirizzo:

http://espresso.repubblica.it/inchieste/2017/11/05/news/cosi-casapound-raccoglie-soldi-con-il-5-per-mille-1.313399

Così Casapound prende soldi con il 5 per mille.

Il partito neofascista attraverso una cooperativa riceve i fondi della quota Irpef. Forza Nuova e Fiamma tricolore invece incassano fondi da quell’Europa che criticano continuamente. Ecco come”

“Mamma Europa aiutaci tu. La richiesta è legittima e la avanzano tutti i partiti. Tuttavia è curioso che la richiesta di sostegno economico arrivi dal partito-movimento Apf. Il nome, Alleanza per la pace e la libertà, non tragga in inganno. Non si tratta di un’associazione di pacifisti. L’acronimo Apf è la casa europea dei neofascisti. A guidarla è Roberto Fiore, il leader di Forza Nuova. Lui è il presidente e fondatore di Apf. Del partito-movimento fanno parte nazionalisti britannici, spagnoli, belgi, slovacchi, svedesi. Conta tre rappresentanti, che eletti con i rispettivi partiti nazionali hanno, poi, aderito al progetto di Fiore”.

“Tra i quadri dirigenti di Apf c’è, per esempio, l’amico di una vita, l’inglese Nick Griffin. Ammirano Putin, parteggiano per Assad, sognano l’Euro-exit. Tuttavia nonostante lo scetticismo radicale verso le istituzioni di Bruxelles, il 19 aprile dell’anno scorso hanno aperto una sede nella cittadella europea a soli 4 minuti dal tanto vituperato palazzo del Parlamento. E da due anni li troviamo in coda, come tutti gli altri odiati partiti del “sistema”, a chiedere le sovvenzioni allo stesso Parlamento. Finanziamenti, cioè, che l’istituzione concede da ormai 13 anni ai partiti politici europei e alle fondazione collegate”.

“La galassia neofascista di Fiore drena risorse anche tramite fondazioni “amiche”. Negli ultimi due anni, quelle vicine a Apf, “Europa terra nostra” e Pegasus (sponsorizzata da Coalition pour la vie et la famille, movimento in cui ha avuto un ruolo Stefano Pistilli legato a Fiore) hanno ottenuto 649 mila euro. Dunque, sommando le varie cifre i neofascisti di Apf, e quindi Fiore e Forza Nuova, potrebbero incassare potenzialmente più di 1 milione e 200 mila euro. Non sono tuttavia gli unici nazionalfascisti a chiedere soldi all’Unione europea. A seguire, infatti, troviamo l’Alleanza europea dei movimenti delle nazioni (Aemn). I leader sono gli ungheresi di Jobbik. Ma del gruppo fa parte anche Fiamma Tricolore, con Valerio Cignetti (ex Msi) che ricopre il ruolo di segretario generale. Tra il 2012 e il 2015 l’Aemn ha già incassato dall’Europa poco meno di 1 milione e 200 mila euro, mentre è in attesa di riceverne altri 700 mila già concessi per i successivi anni”.

“Discorso diverso per CasaPound. Se Fiamma Tricolore e Forza Nuova, infatti, succhiano risorse a Bruxelles, il movimento di Iannone ha trovato una soluzione alternativa. Lo fa chiedendo ai contribuenti un aiutino attraverso il 5 per mille. Il codice fiscale da inserire nella dichiarazione dei redditi non è, però, quello di CasaPound, bensì della cooperativa l’Isola delle Tartarughe. La tartaruga è il simbolo dell’organizzazione neofascista guidata da Gianluca Iannone e Simone Di Stefano. Solo che CasaPound è ormai a tutti gli effetti un partito, perciò gli spetterebbe il 2 per mille e non il 5. Gli ultimi dati ufficiali disponibili riguardano il 2015, anno che segna il record di incasso: 41.036 mila euro. A partire dal 2007 è stato un continuo crescendo. E il confronto con i 4 mila e pochi spiccioli di dieci anni fa fotografa la crescita degli eredi di Marinetti e Mussolini.

Sommando sei anni contributivi, a partire dal 2010, si sfonda quota 200 mila. Tesoretto che fa sempre comodo, utile per finanziare feste, banchetti, iniziative, manifesti. A queste entrate vanno aggiunte le contribuzioni libere, i tesseramenti (aumentati di molto), le attività sul territorio. Non c’è che dire, è decisamente cresciuto questo movimento. Un’onda nera di seimila tesserati, con un centinaio di sedi sparse per l’Italia, una web radio, associazioni di vario genere, librerie, società editrici. E con azienda e cooperative di riferimento, come ogni partito che si rispetti”.

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Volge ormai al termine questo squallido viaggio nel mondo di quanti, grazie alle entrate sopra descritte (ed a tante altre), si stanno impadronendo del nostro ideale, attirando a sé i cialtroni che preferiscono appoggiare questi ricchi signori, invece di dare forza e contributi a chi ha dalla sua soltanto idee ed ideali.

Spero che questo scritto serva a qualcuno per evidenziare il livello di coerenza di “lorsignori”, nonché i misteriosi motivi per i quali il nostro piccolo movimento non ha mai attirato avvocati, imprenditori, politici di lungo corso ed uomini delle istituzioni; così come, speriamo sia ora chiaro perché il nostro MFL-PSN non ha Radio, Televisioni, Quotidiani, Settimanali…

E giusto per concludere l’argomento della coerenza ideale di certi personaggi, vi segnalo un altro articolo visibile integralmente a questo indirizzo:

http://genova.repubblica.it/cronaca/2017/12/07/news/genova_il_portavoce_di_casapound_che_inneggia_a_mussolini_ma_prendeva_lo_stipendio_dagli_ebrei-183316597/

“Genova, il portavoce di Casapound che inneggia a Mussolini ma prendeva lo stipendio dagli ebrei”.

“Gabriele Parodi, cinquantenne, manager di primo piano di Messina da un paio di anni dopo esserlo stato presso altre società e altri terminalisti, è un dirigente di casa Pound Genova. Lui stesso il 21 ottobre sul Secolo XIX si definisce “portavoce di Casa Pound” quando annuncia che il suo partito si schiera a fianco dei cittadini di Multedo che boicottano l’accoglienza ai migranti nell’ex asilo Govone.
Ma Parodi è un personaggio particolare che si discosta dalla maggior parte dei simpatizzanti neofascisti che dopo la vittoria in Comune del centro destra sono apparsi, o riapparsi con maggior evidenza, sulla scena
genovese.
Passa infatti dal gessato alla maglietta d’ordinanza della tartaruga nera, disquisisce nelle interviste di traffici portuali, mentre nella sua pagina Facebook oltre a foto con Iannone, leader di Casa Pound, e a proclami a favore dell’italianità e contro lo “ius soli” e l’accoglienza ai migranti, o contro gli operai Fiom, ci sono anche numerosi con post inneggianti a Mussolini. Nulla di strano per un militante di Casa Pound.
Ma il risvolto curioso è che nella sua vita da manager Parodi è stato per otto anni, fino al 2015, un alto dirigente di Zim , la società di shipping dello stato israeliano”.

Ovviamente, gli articoli citati provengono da giornali antifascisti, quindi non hanno alcun interesse ad evidenziare un piccolo particolare: non è che quelli di CPI e soci sono Fascisti che prendono soldi e contributi dalla lobby ebraica, ma se mai costoro non sono affatto Fascisti, ma stipendiati da certi personaggi proprio per ridicolizzare il Fascismo e renderlo sempre meno credibile, Questo è l’unico appunto da fare ai pennivendoli che vorrebbero associarli a noi. Quindi, cari Camerati e presunti tali, correte a marzo a votare questi squallidi individui, e correte ad evidenziare sui vostri inutili profili Facebook il vostro grugno affiancato ai simboli di CPI e/o FN… Tanto con loro non rischiate certo denunce ed ostracismo sul lavoro come evidenziando il nostro simbolo.

Solo, fate un favore al mondo ed a voi stessi: piantatela di definirvi Fascisti, non vi si addice; di “destra” basta ed avanza!

Carlo Gariglio