LEGGE ELETTORALE ALL’ITALIANA (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Giugno 2019)

Circa dodici anni. Tanto è passato dalla stesura originale dell’articolo che vi ripropongo a seguire… A perenne testimonianza del fatto che in Italia nulla cambia, nulla si risolve e nulla serve scrivere e fare politica.

Ancor oggi si blatera di legge elettorale, di problemi nello smaltimento rifiuti, di inquinamento ed energia pulita, di problemi sociali… Ma nulla cambia, perché nessuno è in grado di trovare soluzioni, nonostante queste siano sotto gli occhi di tutti ed in larga parte adottate da Paesi più civili ed indipendenti del nostro.

A che serve scrivere e dibattere, quando la funzione primaria della politica italiana è quella di NON risolvere i problemi?

Ed a cosa serve scrivere ad uso e consumo di un popolo di beoti ignoranti, che si fanno abbindolare dal politicante di turno, senza mai ascoltare chi non ha alle spalle sigle di partito importanti, o testate giornalistiche che vanno per la maggiore?

Per dimostrare quanto appena detto, oltre a questo articolo e ad altri già ripubblicati, mi dedicherò a ripubblicare molti altri scritti, che hanno più di dieci anni, che parrebbero scritti oggi, a parte i riferimenti a personaggi del passato.

Dato che ascoltare i Fascisti non va più di moda, godetevi quanto meno le prese per il culo che noi Fascisti possiamo indirizzarvi, data la vostra abissale ignoranza, condita da malafede e munita di paraocchi!

Non sarete in grado di leggere, ma io ero e sono in grado di scrivere!

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Uno dei tormentoni con i quali il potere sta cercando, negli ultimi tempi, di distrarre i cittadini dai problemi veri del Paese è quello relativo alla cosiddetta legge elettorale. Non paghi di essere riusciti a varare una legge definita “porcata” dal suo stesso ideatore, non sufficientemente contenti per avere creato un aborto legislativo che ha consentito, con lo stesso voto, di avere una netta maggioranza alla Camera per la sinistra ed una risicata maggioranza al Senato per la destra (tanto risicata da essere regolarmente ribaltata dall’allegra congrega degli zombie detti “Senatori a vita”), i nostri incorreggibili “eroi” della politica ci riprovano e si lanciano in proposte e ri-proposte nel tentativo di legare il loro nome alla nuova “porcata” elettorale. Ovviamente tutti vanno alla ricerca della legge che sopravvaluti il loro schieramento, o che quanto meno danneggi quello avversario, non avendo più i nostri politicanti neppure il buon gusto di nascondere la loro bassezza morale e politica. Eccoli dunque lanciati a cercare la Legge che consenta ai partiti più grossi di fare sparire o limitare i più piccoli, oppure, al contrario, che limiti il potere dei grandi a favore dei cosiddetti “cespugli” del sottobosco della politica… Senza dimenticare il perseguimento dell’eterno sogno democristiano, ovvero quello di essere sempre al governo al fianco di qualsiasi coalizione vinca le elezioni, destra o sinistra che sia.E dunque si propone il sistema tedesco con sbarramento perché consentirebbe agli infami ex DC di governare oggi con la sinistra, domani con la destra… O si propone il bipartitismo all’americana per consentire agli oligarchi filogiudei delle due coalizioni di azzerare le opposizioni di partiti e movimenti più piccoli… Per non parlare del sistema francese che, grazie al doppio turno, garantisce la totale sparizione di qualsiasi opposizione, in quanto per bene che vada un partito fuori dai giochi di potere potrà arrivare al ballottaggio fra i due più votati, ma mai prevalere sulla coalizione di regime che subito si forma per impedirne il successo…

Legge elettoraleCosì, fra una strizzata d’occhi alla Francia ed una alla Germania, i nostri Ascari italioti scavano fra le (pessime) esperienze di Leggi elettorale del resto d’Europa, nel tentativo di copiarne i risultati e senza la necessaria serietà per limitarne le storture ed i danni. Chi apprezza il sistema maggioritario secco di ispirazione britannica, ad esempio, non si è mai preso la briga di spiegarci perché dovremmo preferire un sistema elettorale che assegna il seggio al vincitore ed elimina lo sconfitto, indipenden-temente dal fatto che si vinca 51 a 49, o 100 a zero… O che ha spesso messo al potere i conservatori (o i laburisti) trasformando un lieve vantaggio in termini di voto in una maggioranza bulgara! Addirittura è capitato che, grazie a questo sistema iniquo e medioevale tanto caro a certi idioti, il terzo partito britannico, cioè i liberaldemocratici, pur ottenendo una percentuale di voti di poco inferiore a quella dei conservatori, si sia ritrovato praticamente azzerato a livello parlamentare mentre, al contrario, gli stessi conservatori furono premiati con una schiacciante maggioranza in termini di seggi. Ma senza guardare troppo oltre confine, sarebbe bello riuscire a capire per quale misterioso motivo qualcuno si sia arrogato, in Italia, il diritto di fare sparire dal panorama parlamentare i partiti che non superavano il 4% alla Camera ed addirittura l’8% al Senato! Naturalmente l’obiettivo era quello di fare sparire i partiti non allineati, poiché la stessa Legge “porcata” prevedeva che tali sbarramenti si dimezzassero nel caso di partiti facenti parte delle due maggiori coalizioni… Dunque un partito che ha l’ardire di restare autonomo e raccoglie il 3,9% dei voti a livello nazionale per quanto riguarda la Camera dei Deputati, viene azzerato e scompare dalla scena, mentre un altro partito che accetta di sottomettersi al giogo del centro destra o del centro sinistra, pur ottenendo solo il 2% dei suffragi, sbarca in Parlamento con una pattuglia di deputati eletti! Per non parlare, porcata su porcata, del meccanismo di salvataggio del migliore dei partiti in coalizione che non sono arrivati al 2%, grazie al quale i socialisti di De Michelis, con un miserabile 0,8%, hanno ottenuto i loro rappresentanti alla Camera!Noi del MFL, fra infamie provenienti dalla Germania, dalla Francia, dagli USA, dalla G. Bretagna e da chissà dove, preferiamo concentrarci su una Legge elettorale italiana, creata non per danneggiare questo o favorire quello, ma semplicemente per dare a tutti i contendenti la giusta rappresentanza politica. Invece di arzigogolare intorno a premi di maggioranza, a sbarramenti bulgari, a coalizioni messe insieme per forza, chiediamo di applicare con semplicità e linearità le regole della matematica, che nonostante ciò che pensano i nostri politicanti da strapazzo, non è affatto un’opinione. Chi raccoglie il 10% dei consensi elettorali nel Paese deve avere il 10% degli eletti in Parlamento…

Semplicemente e democraticamente. Non esiste altra Legge elettorale più giusta e più democratica di quella proporzionale, checché ne dicano i tanti cialtroni italiani fautori del maggioritario o di una delle tante Leggi create ad hoc per annullare le opposizioni o per trasformare una infima maggioranza relativa in un governo bulgaro. Certamente la tanto decantata governabilità potrebbe essere messa in forse da un proporzionale puro, come quello che vigeva in Italia prima del referendum – truffa che impose al Paese il sistema maggioritario, ma il problema è di semplice risoluzione…

proporzionale

Un minimo sbarramento, al di sotto del quale non viene garantita la rappresentanza parlamentare, rappresente-rebbe la soluzione ideale per garantire nel contempo la piena democraticità del sistema elettorale, nonché la possibilità di governare per chi vince le elezioni con maggioranze relative… Ma tale sbarramento non può certo diventare una scure con la quale tagliare movimenti e partiti che rappresentano milioni di elettori, come accadeva nel sistema elettorale definito “porcata” dal suo creatore, il leghista Calderoli… Eliminare dal gioco politico partiti che sfiorano il 4% dei consensi a livello nazionale è un vero e proprio crimine antidemocratico, mentre imporre uno sbarramento al 2% con diritto di tribuna (l’elezione di un rappresentante) per tutti quei movimenti che comunque raggiungono almeno l’1% dei suffragi a livello nazionale, rappresenterebbe una saggia ed equa via per conciliare le esigenze della governabilità e della democrazia. Ovviamente, quei parlamentari non assegnati alle forze politiche che non raggiungono lo sbarramento del 2% dovrebbero essere assegnati come premio di maggioranza a chi vince effettivamente le elezioni, in modo tale da garantire ancora di più la possibilità di governare a quanti hanno ottenuto la maggioranza relativa dei suffragi. Ma siamo in Italia… Ed in Italia le cose semplici, democratiche e lineari non hanno futuro… Dunque, sotto a chi tocca con la prossima proposta oscena di Legge elettorale…

Magari prima o poi qualcuno ci proporrà di adottare la Legge elettorale del Kenya o della Birmania…

Tutto, fuorché qualcosa di italiano e di giusto!

Carlo Gariglio

 

COGLIONI AL VOTO (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Giugno 2019)

Volendo riassumere in maniera concisa il commento che avrei voluto fare a proposito delle elezioni europee dello scorso maggio, credo che il titolo del presente articolo rappresenti tutto quello che c’era da dire.

Oggi tocca al leader dei giudei nostrani, tale Matteo Salvini, raccogliere cumuli di voti; ieri toccò a Berlusconi, poi a Renzi, successivamente ai vari pagliacci che Beppe Grillo mandava avanti (non avendo gli attributi per candidarsi in prima persona)… Domani chissà!

Credo sia assolutamente inutile dilungarsi, dato che si parla di un Popolo che non ha più il diritto di definirsi tale; voltagabbana, fanfaroni, vigliacchi, privi di ideali e di cultura… Per loro vanno bene tutti: comunisti, giudei, qualunquisti… Purché diano loro la speranza di ricavarci qualcosa!

Gli italiani furono tutti Fascisti quando il Fascismo vinceva, divennero tutti “anti” di fronte ai primi rovesci… Erano tutti orgogliosi del tricolore, divennero dei miserabili Ascari felici di vedere la loro Patria invasa e colonizzata… Non stupiamoci, quindi, se oggi li vediamo scannarsi fra sostenitori del Benjamin Netanyahu nostrano (e relativa corte dei miracoli, tipo gli ex missini dei Fratelli d’Israele) e nipotini del compianto (da loro) PCI di staliniana memoria.

O Franza, o Spagna, purché se magna”… Nulla è mai cambiato per l’italiano medio, e nulla cambierà, a meno che non capiti uno sconvolgimento che imponga a tutti qualcosa che solo noi desideriamo, ovvero un po’ di nazionalsocialismo applicato.

Del resto, in Italia non ha mai prevalso un’ideale, ma solo e semplicemente l’utilitarismo di chi è sempre stato disposto a seguire il “duce” di turno nella speranza di ottenere dei vantaggi.

Poco importa se questo “duce” fosse quello unico, vero ed inimitabile con la “D” maiuscola, o fosse invece uno dei tanti buffoni di corte, urlatori, volgari e prodighi di promesse; per loro Benito Mussolini vale tanto quanto il pagliaccio Grillo, il finto nazionalista Salvini, il profeta dei porti aperti Zingaretti, l’ex rottamatore Renzi…

Quindi, ritengo del tutto inutile perdere tempo nel commentare risultati elettorali che non hanno senso e che, presto o tardi, verranno rovesciati da qualche altro pagliaccio capace di urlare insulti in un microfono, e promettere chissà cosa a questo popolo bue.

Lasciando da parte la grande (si fa per dire!) politica, noi del MFL-PSN abbiamo, quale unico motivo di soddisfazione, la rielezione di 3 consiglieri comunali (sottoscritto compreso), nel Comune di Cellarengo (AT), alla faccia delle pagliacciate prefettizie che vi abbiamo descritto nei numeri passati del giornale. Anzi, nonostante i patetici tentativi di farci rinunciare a tutti i nostri simboli, abbiamo preso qualche voto in più di 5 anni fa, seppure con il logo “Censurati”. Sarà per un’altra volta, esimio Prefetto!

CELLARENGOAltra cosa che ci piace fare rilevare, è stato il colossale fiasco alle europee delle liste dei falsi Fascisti di Casa Pound e Forza Nuova, che hanno ottenuto rispettivamente 88724 voti (0,33%) e 40782 voti (0,15%), riuscendo nella non facile impresa di prendere meno voti del Partito Animalista, del Partito Comunista, del Popolo della Famiglia, e persino della  lista Südtiroler Volkspartei, che notoriamente si presenta nella sola regione Trentina!

Qualcuno mi ha chiesto come queste due liste fantasma abbiano potuto essere presenti alle elezioni; come saprete, per partecipare alle elezioni europee, sono necessarie 30 mila firme per collegio, ed essendo i collegi ben 5 (Nord-Ovest; Nord-Est; Centro; Sud; Isole), per essere presente in tutta Italia, una lista deve raccogliere, vidimare e presentare 150 mila firme valide… Il che significa raccoglierne anche un 20% in più, onde prevenire eventuali annullamenti.

Come è possibile che chi raccoglie 150/200 mila firme ottenga poi 40/80 mila voti? Semplice, basta non raccoglierne nessuna ed avvalersi di mezzucci mafiosi ed al limite della legalità!

Qualcuno avrà notato il logo elettorale di Casa Pound, più ridicolo del solito… Con la dicitura “Destre unite”, che già la dice lunga sulla considerazione che hanno del “fascismo” questi signori…

Ed eccovi spiegato il giochetto da un articolo del settimanale L’Espresso, dall’eloquente titolo “Casapound alle Europee grazie all’appoggio di una spia russa

Si chiama Béla Kovacs ma è conosciuto come KGBela, il deputato ungherese che ha perso l’immunità perché accusato di spionaggio. Ed è proprio per il suo sostegno che il partito di Di Stefano e Iannone ha potuto presentare il proprio simbolo alle prossime elezioni senza raccogliere le firme chieste dalla legge”

http://espresso.repubblica.it/attualita/2019/04/24/news/casapound-alle-europee-grazie-all-appoggio-di-una-spia-russa-1.334175

Ora, chi avrà lo stomaco per proseguire nella lettura, scoprirà che anche Forza Nuova, avvalendosi di altri gruppuscoli mafiosi diversi, ha beneficiato della stessa sorte… Ma troviamo anche altri interessanti riferimenti a squallidi personaggi della cosiddetta “area”, dai Fratelli d’Israele al ridicolo Luca Romagnoli, cacciato da tempo dalla Fiamma Tricolore (che a sua volta aveva rubato ad altro vecchio arnese d’area, Pino Rauti), ed ora segretario di una sconosciuta “Destra Sociale” (potrà mancare mai la parola “destra” a questi miserabili falsi Fascisti e veri ex missini?).

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Scrivo questo anche e soprattutto a beneficio dei molti Camerati che si dichiaravano costernati dal vedere “lorsignori” sempre presenti ad elezioni importanti, mentre il nostro povero MFL-PSN ne è sempre stato escluso…

Se avessimo voluto avere contatti con certe consorterie mafiose come gli indegni “camerati” di CPI e FN, avremmo potuto essere presenti anche noi alle europee, magari non con il simbolo del Fascio, che la mafia italica continua a proibirci, ma con qualsiasi altro logo affiancato da una delle sigle AEMN, o APF.

Sfortunatamente, o fortunatamente (decidete voi), noi non abbiamo mai avuto nulla a che fare con nessuna mafia, né quelle autoctone, né quelle europee, quindi restiamo quello che siamo: l’unico movimento dichiaratamente Fascista e Nazionalsocialista in Italia… Se non in Europa e nel mondo!

Potrei chiudere qui questo articolo, ma giusto per avere ulteriori prove dello stomachevole livello raggiunto da questa area di infami infiltrati, vorrei richiamare l’attenzione dei lettori sulle elezioni amministrative di Lecce, nelle quali mi sono imbattuto per caso dando uno sguardo ai vari risultati… Ovviamente, trattandosi di risultati trovati casualmente, non posso escludere (anzi!) che casi simili siano accaduti in chissà quali altri Comuni italiani.

Guardate le due immagini che pubblico a seguire: la prima rappresenta le liste che hanno appoggiato il candidato Saverio Congedo; tutti insieme, appassionatamente, possiamo ritrovare i Fratelli d’Israele, Forza Italia, la Lega, una rediviva Democrazia Cristiana. Il Popolo della famiglia e, udite, udite: Casa Pound e addirittura il nuovo MSIDN riesumato dal giudeo massone Gaetano Saya, che per chi non lo sapesse, è stato il comico autore di sparate di questo tipo:

Su un altro suo vecchio sito, Gaetano Saya scriveva:

“Dio benedica George W. Bush, Dio benedica gli Stati Uniti d’America. Il male sceso tra noi trova in uomini come George Bush in America, in uomini come Gaetano Saya in Italia, un baluardo inespugnabile.

Uomini timorati di Dio, uomini duri e puri che illuminati per volontà Divina, sono scesi nella valle oscura della morte per difendere la Fede Giudeo Cristiana e l’Occidente.

Il bene che questi uomini rappresentano sconfiggerà l’Anticristo. Dio è con loro
Il male verrà ricacciato dagli inferi da cui è uscito.”

[E poi vi stupite se il sottoscritto preferisce l’Anticristo? – N.d.R.]

E nello stesso sito, spiegava così il suo programma:

“Molti ci chiamano Fascisti, noi non siamo Fascisti; noi siamo la Destra, dura, pura e conservatore, Istituzionale e Costituzionale, Repubblicana e Democratica. In questa ottica ci siamo schierati senza esitazioni ed incondizionatamente accanto agli Stati Uniti d’America e ad Israele ed insieme ai fratelli Americani e ai fratelli Ebrei ci siamo eretti a baluardo contro il male: il Terrorismo Islamico.”

http://kelebeklerblog.com/2011/08/21/il-piccolo-esercito-mediatico-di-gaetano-saya-islamofobo/

 LECCE1

Ecco quindi la grande famiglia giudeo – massonica riunita a sostegno del suddetto candidato leccese…

Ma guardando chi sostiene un’altra candidata, sempre a Lecce, ecco chi troviamo: i fiammiferi tricolori che sostengono l’immarcescibile Adriana Poli Bortone, vecchio arnese della politica, già Senatrice in quota Popolo delle Libertà, poi passata a voltare gabbana negli anni successivi.

http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Attsen/00001919.htm

LECCE2

Ora, pensare che questi schifosi gruppuscoli di badogliani, profittatori e voltagabbana pretendano ancora di fingere di rifarsi al Fascismo, nonostante siano zeppi di giudei, massoni e delinquenti destrorsi di ogni risma, la dice lunga sul livello di cultura storica e politica di certi traditori, ma soprattutto sul livello dei mascalzoni che ancora li sostengono… Ovvero, gente che non ha mai fatto nulla per sostenere il vero Fascismo, adoperandosi sempre, al contrario, per danneggiarlo, sostenendo di volta in volta le varie formazioni di ispirazione giudaica che si spacciavano per “fasciste” Per fortuna questi infami, nonostante i vari giochetti descritti in questo articolo ed in molti altri, continuano ad essere degli inutili falliti. E per la cronaca e per fortuna, a Lecce ha vinto la sinistra!

Carlo Gariglio

CRISI ED INFILTRATI DI REGIME (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista”- Maggio 2019)

Anche questo mese proseguo nelle autocitazioni, ripresentando un articolo addirittura di 8 anni fa, ma che pare, come spesso accade, scritto oggi!

Alcuni dei nomi di certi personaggi e pseudo organizzazioni politiche sono ancora in circolazione oggi, altri sono stati sostituiti dai vari Salvini, Meloni, Casa Pound e robaccia simile… Ma il vero problema rimane: gli infiltrati.

Gente che, o per pura demenza, o per “astuto” calcolo politico, o per guadagnarsi i 30 denari concessi dal regime, continua ad infiltrarsi nella nostra area di pensiero storico e politico, tentando di creare divisioni e litigate, diffamando i pochi e veri Fascisti rimasti, al solo fine di continuare a farci vivere ai margini della vita politica nazionale… Diffamano, falsificano la Storia, costruiscono un Fascismo mai esistito e che mai esisterà, proseguendo nell’oscuro compito che caratterizzò il MSIDN, cioè sostituire al Fascismo storico, che altro non fu se non un socialismo nazionale), una parodia dello stesso, spostata a destra, su posizioni vergognosamente anti islamiche e filo giudaiche, magari anche massoniche…

Purtroppo in Italia passano gli anni, ma nulla cambia. Riflettete e leggete!

Carlo Gariglio

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Durante i ciclici periodi di crisi della politica ufficiale, quello che normalmente è un piccolo timore per i dignitari del regime, diventa un vero e proprio terrore: il riaprirsi di spazi di manovra per la nostra ideologia Fascista (o nazionalsocialista, o socialista nazionale che dir si voglia)…

Magari dall’esterno si noterà di meno, ma quando la crisi delle ideologie e delle loro applicazioni si fa critica, dall’interno della cosiddetta “area” vediamo spuntare puntualmente strani personaggi ed ancor più strane sigle di “partiti”, gruppi, associazioni, circoli e quant’altro, che tutti insieme sbarcano nella nostra area di pensiero al fine di frammentare e rendere ancora più confusionario un mondo che, a vario titolo, si dice seguace dell’ideologia Fascista.

Così facendo, il solito vecchio e corrotto regime si difende dalle uniche idee che potrebbero portare ad una sua liquidazione, come in parte avvenuto nei meravigliosi anni che vanno dal 1922 al 1945, allorquando le forze sane dell’Europa, seguendo l’esempio del Fascismo Musssoliniano, si orientarono verso un socialismo nazionalista, epurato dalle tante cretinate interna-zionaliste del marxismo, il quale si proponeva di tutelare le masse lavoratrici non mediante l’eccidio delle classi borghesi, ma tramite una saggia collaborazione fra tutte le classi di una Nazione. Il fatto che tutto questo sarebbe divenuto intollerabile sia per il liberalismo capitalista, sia per il comunismo, fu presto chiaro agli altri Paesi da questi governati, e portò alla più innaturale ed immonda delle coalizioni della Storia, tenuta insieme dalla sola volontà di eliminare il Fascismo–Nazionalsocialismo per permettere a “lorsignori” di continuare a sfruttare le classi umili dell’Est e dell’Ovest con le armi del comunismo e del capitalismo.

Proprio per i motivi di cui sopra, ancora oggi, benché il Fascismo sia ormai scomparso da 66 anni e sia il più delle volte rappresentato da indegni figuri che nulla hanno a che fare con le nostre idee, quello che terrorizza a morte i padroni del mondo è proprio un ritorno in auge del vecchio Fascismo, il quale, se solo fosse compreso dal popolo bue che preferisce vantarsi di essere antifascista e di prenderla nel di dietro da destra e sinistra, potrebbe finalmente portare il mondo verso un periodo di pace e prosperità oggi inimmaginabili…

Non sono certo i pagliacci di regime come Beppe Grillo che possono fare paura, né i rifiuti tossici dell’autonomia che si divertono a cambiare nome, ma che restano sempre dei pidocchiosi senza cervello incapaci di proporre qualsiasi cosa che non sia un “NO” o una manifestazione con annessi disordini… I coglioni non fanno mai paura ai regimi, ma i cervelli sì, ed è ben per questo che assistiamo da sempre all’accanimento giudiziario contro chi osa fare il saluto romano, chi si dice Fascista e chi, come noi, tenta di riportare il Fascismo (quello vero) nella politica italiana semplicemente partecipando ad elezioni in modo del tutto democratico. Repressione, ostracismo e persecuzioni contro chi ha idee buone, massima tolleranza anche nei confronti di chi delinque per i coglioni che non hanno nulla da dire… Ed oltre alle repressioni politico – giudiziarie, il regime “regala” ai Fascisti anche gli infiltrati, con lo specifico compito di dividere (oserei dire atomizzare!) l’area e di confondere quei giovani che, pur non sapendo granché del periodo Fascista, si avvicinano alle nostre idee con una certa simpatia.
Li vediamo in giro da anni, sempre sulla breccia e senza mai alcuna limitazione postagli dal regime che li ha generati o che li sfrutta perché ha compreso che fanno più danno loro, dall’interno, al nostro pensiero politico, di quanto non possa fare la repressione esterna… Ormai siamo abituati a convivere con i gruppi di falsi Fascisti che vanno per la maggiore, ovvero quelli che cercano di pescare consensi e voti dalla nostra area, salvo poi portarli a coalizioni politiche che si dicono fieramente antifasciste, benché di destra, così come ben conosciamo i gruppuscoli di sfigati nati con l’esclusivo scopo di arrecare danno e fastidio a noi del MFL-PSN… Come non pensare, infatti, alla ridicola creatura di un nostro ex (per fortuna) Segretario, il quale ha costituito un “movimento” avente quale unico scopo quello di diffamare il sottoscritto ed il MFL-PSN tutto, nonché di clonare i nostri siti internet nella vana speranza di dirottare qualche simpatizzante un po’ più imbecille degli altri dal nostro movimento al suo gruppuscolo… Così come non possiamo dimenticare il movimento clone del MFL-PSN, creato dai poveracci che nel passato tentarono di impadronirsi del nostro partito, dovendo poi accontentarsi di fondarne un clone con lo stesso simbolo e lo stesso Statuto, avente anch’esso quale unico scopo quello di disturbare la nostra attività.

Non è certo migliore il panorama se guardiamo a certi singoli personaggi che da anni imperversano liberamente nella nostra area di pensiero al fine di provocare danni e litigi vari… Dall’avvocato ebreo di Pordenone, falso Camerata e vero infiltrato, che avvicina i Fascisti fingendo comunanza di idee e pensiero, salvo poi raggirarli con parcelle estorsive, diffamazioni assortite e porcate varie che si trascinano spesso in aule giudiziarie, al sedicente ex RSI di Perugia, il quale da anni fa il giro dei movimenti d’area, spacciandosi per Camerata duro e puro, salvo poi finire le sue visite con truffe, denaro estorto con le scuse più fantasiose e naturalmente denunce penali di ogni tipo contro chi osa contrastare o smascherare l’arzillo truffatore…

E vogliamo dimenticare il Principe degli infiltrati, ovvero quel Gaetano Saya che da decenni armeggia con sigle e simboli che fanno parte della storia Fascista e Nazionalsocialista, salvo poi scrivere di suo pugno pagine di puro antifascismo ed antinazismo, nonché deliranti lodi alla massoneria e ad Israele? Costui, senza mai avere l’incomodo di qualche ostacolo legale, si è dapprima impadronito del nome e del simbolo del fu MSIDN senza suscitare gli strali di Fini e so(r)ci (i quali, stranamente, seppellirono di denunce tutti quelli che osarono farlo prima, da Pisanò a Rauti, passando per Bigliardo ed altri), arrivando negli ultimi tempi a fondare una patetica polizia privata che pretendeva di appropriarsi di simboli e divise proprie del partito Nazionalsocialista tedesco.

SAYAMeritano anche una citazione, dato che si parla di squallore, quei poveracci che dopo avere cercato di danneggiare il MFL-PSN dall’interno, finirono con l’uscirne per fondare patetiche sigle alternative, fallite subito dopo la loro nascita per totale mancanza di aderenti… Come dimenticare il mitico federale materano che pretendeva dal sottoscritto i soldi per fare attività politica, e che pochi anni dopo avere fondato la “RSI” finì nella Fiamma Tricolore ad anticipare soldi mai rivisti per l’euro-parlamentare Romagnoli? E il povero Cristo molisano, che fondò da solo il PFR dopo essere uscito dal MFL-PSN perché il sottoscritto non lo aveva autorizzato ad entrare nella Casa delle Libertà del Molise?

Certo, non tutti quelli citati sono veri infiltrati del regime, ovvero agenti che dipendono dal Ministero dell’Interno e che svolgono la loro stomachevole opera di disinformazione e frammenta-zione per guadagnarsi uno stipendio; molti altri iniziano le loro tristi attività per pura megalomania, sentendosi cioè dei prescelti dallo spirito del Duce per riportare in auge il “vero” fascismo, o magari per puro spirito di arrivismo, nella speranza cioè di mettersi in evidenza e farsi una carriera in un’area politica da sempre disastrata… O ancora, si tratta di semplici delinquenti che tentano di nascondere le loro illecite attività dietro ad una parvenza politica o giornalistica.

Quello che però è certo è il fatto che tutti questi signori, da qualsiasi luogo arrivino e da qualsiasi malattia mentale nascano, vengono tutelati e protetti dal regime, allorquando si scopre che il loro ruolo falsamente fascista torna utile non al Fascismo vero, ma a quanti hanno quale unico obiettivo quello di continuare ad affossare le nostre idee mediante l’atomizzazione dell’area e la creazione di fascismi all’amatriciana che nulla hanno a che vedere con il Fascismo ed il Nazional-socialismo storici.

Inutile ricordare le mille querele presentate dal sottoscritto e da altri esponenti MFL-PSN contro questi personaggi alle Procure di Milano, Pordenone e Perugia…

Querele che sono scomparse come neve al sole, senza mai arrivare ad un processo e senza mai neppure arrivare ad una comunicazione di archiviazione della pratica: ai Fascisti veri non spetta neppure ricevere le comunicazioni richieste e dovute per Legge…

Viceversa, quando qualcuno di questi luridi figuri presenta una denuncia ai miei e nostri danni, essa giunge in carrozza, tramite corsie preferenziali a noi oscure, fino al processo, a volte persino con una condanna!
Ma non mi sono ripromesso di scrivere questo articolo per rivangare un passato più o meno remoto…

Desidero, al contrario, mettere in guardia i Camerati da infiltrati più o meno nuovi, che spuntano come funghi da ogni parte, tentando di trascinarci in inutili liti e cercando di instillare nei Camerati più giovani e meno scafati dei dubbi dottrinari a proposito della vera essenza del Fascismo e del Nazional-socialismo.

Fra gli ultimi arrivati nella fogna degli infiltrati ci sono i sedicenti fascisti del “Covo” (già il nome la dice lunga sul loro livello intellettivo), i quali imperversano da tempo sul passatempo dei coglioni (Facebook) lanciando messaggi deliranti a proposito di un “vero” fascismo (il loro, natural-mente!) che sarebbe stato tradito da tutti i movimenti della cosiddetta “area”, primo fra tutti, guarda caso, proprio il nostro MFL-PSN, ovvero l’unico movimento politico italiano che da sempre difende il Fascismo storico e tutte le sue scelte, non solo quelle che farebbero comodo agli infiltrati attuali.
I parassiti di cui sopra hanno iniziato da tempo una vera e propria campagna contro il MFL-PSN, fingendo naturalmente di prendersela con tutti i movimenti della cosiddetta “area” (i quali, essendo mai stati veramente Fascisti per loro stessa ammissione, non se la prendono certo molto per essere annoverati fra i falsi fascisti), ma avendo quale unico e vero obiettivo il nostro MFL-PSN, cioè l’unico movimento che potrebbe riportare in auge l’ideale Fascista e Nazional-socialista senza ridurlo ad una parodia dello stesso creata ad arte dai pennivendoli di regime e dagli infiltrati sopra descritti.

Francamente ho molto riflettuto sull’opportunità di rispondere a certi parassiti anonimi, uno dei quali si divertiva a sproloquiare su Facebook firmandosi addirittura “Tiberio Gracco”…

Si può prendere sul serio un emerito vigliacco che si nasconde dietro il nome di un Tribuno della plebe del 133 A. C. per diffamare il prossimo e per proporre le sue fantasiose visioni politiche? Sia esso uno dei tantissimi semplici vigliacchi, o uno degli squallidi brigadieri che si infiltrano per ordini superiori, non varrebbe certo la pena entrare in conflitto con costui… Però, essendo molti giovani ancora vittima del passatempo inventato dal giudeo Zuckerberg (Facebook) e non avendo, per ovvi motivi, l’esperienza necessaria per potere discernere le idee che derivano dal Fascismo da quelle inventate dal “Tiberio Gracco” di turno, mi sono ridotto a scrivere questo articolo, che non immagino utile a polemizzare contro delle nullità senza nome, ma se mai utile ai nostri giovani per non cadere in certe trappole.

Di recente, i falliti anonimi del “Covo”, hanno pubblicato un farneticante articolo su un loro blog chiamato “Primato Fascista”; dal tipo di cretinate scritte, comprendiamo che c’è già un errore di fondo: il blog doveva chiamarsi “Primate” fascista, in quanto le argomentazioni esposte sono degne di quegli incroci fra uomo e scimmia che la Storia ci ha abituato a definire “primati”.

Già è interessante notare, giusto per toglierci ogni dubbio, come il nostro MFL-PSN sia stato il secondo movimento annoverato fra i “falsi” Fascisti dai nostri simpatici primati, subito dopo Forza Nuova… Si capisce subito l’onestà intellettuale e di intenti di costoro… Non parlano subito di Fiamma Tricolore, della Destra, della Mussolini, tutti attualmente inseriti nel PDL, né dei mille gruppuscoli nati da traditori del MFL-PSN che hanno quale unico obiettivo quello si sabotarci… E neppure delle creature del Saya, fiero di definirsi antifascista seppure mascherato da Fascista.
No, si attacca subito il MFL-PSN, subito dopo un articoletto dedicato a Forza Nuova, ove campeggia, fra le prove mostrate a testimoniare il fatto che FN non è Fascista, addirittura un articolo tratto da “La Stampa” di Torino che il sottoscritto ha pubblicato svariate volte negli ultimi anni… Ovvero, i cagasotto anonimi del “Covo” ci seguono con amore, tanto da salvarsi i documenti che pubblichiamo sui nostri giornali, blog e siti! Del resto, il povero primate e tribuno della plebe, su Facebook ha ammesso di avere il dente avvelenato con il sottoscritto, il quanto cacciato dal forum del MFL-PSN dopo avere diffuso un po’ delle sue teorie da Fascista all’amatriciana!
Ma quali sarebbero i motivi addotti da questi (ammesso che ne esista più di uno, dato che anche sul blog pubblicano demenzialità assortite firmate da nomi di battesimo o nick fantasiosi…) primati per definirci falsi Fascisti? Ovviamente, le solite demenzialità tanto care ai fascisti all’amatriciana, cioè l’accusa di essere nazionalsocialisti (come se il nazionalsocialismo fosse una cosa diversa, poveri idioti!), di essere razzisti (concetto che non comprendono in alcun modo, da buoni primati) e di avere aderito all’unione mondiale dei nazional-socialisti, ove figurano movimenti ridicoli, che hanno una comprensione della storia Fascista e Nazionalsocialista pari a quella dei decerebrati del “Covo”.

Ciliegina sulla torta, i poveri primati credono di dimostrare l’avversione del Duce nei confronti del Nazional-socialismo e del razzismo evincendo dalle migliaia di scritti mussoliniani la seguente frase:

“Noi possiamo guardare con un sovrano disprezzo talune dottrine d’oltralpe, di gente che ignorava la scrittura con la quale tramandare i documenti della propria vita, in un tempo in cui Roma aveva Cesare, Virgilio ed Augusto.” Dal discorso di S.E. Benito Mussolini a Bari il 6 settembre 1934- XII E.F.

Ora, partendo dalla fine, siamo ben consci che la stragrande maggioranza di quanti si dicono oggi nazisti sono in realtà delle nullità con nessuna formazione storica e politica, i quali credono che il nazismo sia quella parodia razzista e bieca descrittaci dai pennivendoli al soldo del giudaismo e del comunismo; siamo stati noi i primi a denunciare lo squallido ruolo del razzismo all’americana, ovvero quello basato sul colore della pelle e sulle aggressioni agli individui di etnie diverse… Chi ha un minimo di onestà intellettuale dovrebbe riconoscere che più volte mi sono scagliato, in prima persona, contro lo stupido razzismo alla White Power o KKK, cioè un razzismo aggressivo basato sul nulla, che non ha altro fine al di fuori dell’alienarci le simpatie di Camerati appartenenti ad altri popoli ed etnie.

Inoltre, equiparare il Nazionalsocialismo germanico al bieco razzismo in stile americano è una squallida operazione letteraria che la dice lunga sul livello culturale e di onestà di certi primati… Non sarà bello autocitarsi, ma non posso esimermi dal richiamare due mie precedenti articoli reperibili sul mio blog; nel primo, “Il razzismo Nazista” (http://www.lavvocatodeldiavolo.biz/?p=408), saccheggiando un documentatissimo studio del noto giornalista Alberto B. Mariantoni, mostravo agli idioti come quelli del “Covo” ed ai tanti razzisti all’amatriciana, come il Nazionalsocialismo tedesco non si fosse mai sognato di essere antistraniero, antiislamico o stupidamente razzista come certi movimenti americani… Al contrario, i Nazionalsocialisti ebbero ottimi rapporti con movimenti ad essi ispirati che nacquero nel cosiddetto Medio Oriente, nel Sud Est Asiatico e nella stessa Africa; molti nazionalsocialisti arabi ed africani appoggiarono apertamente la politica hitleriana e godettero di ampi finanziamenti da parte del Nazionalsocialismo germanico. Inoltre, in una intervista successiva (http://www.lavvocatodeldiavolo.biz/?p=417), evidenziavo come persino gli ebrei che non avevano mostrato ostracismo ed avversità nei confronti del Nazionalsocialismo poterono vivere indisturbati nella Germania dell’epoca, facendo anche carriera politica e militare. In particolare, citando me stesso:

Soldatiebrei

“Secondo lo storico ebreo BRYAN MARK RIGG autore de “I soldati ebrei di Hitler”, furono ben 150 mila gli ebrei che combatterono per il Reich, fra i quali il feldmaresciallo Erhard Milch, decorato da Hitler per la campagna del 1940, l’Oberbaurat della Marina e membro del partito nazista Franz Mendelssohn, discendente diretto del famoso filosofo ebreo Moses Mendelssoh, l’ammiraglio Bernhard Rogge decorato da Hitler e dall’imperatore del Giappone, il comandante Paul Ascher, ufficiale di Stato maggiore sulla corazzata Bismarck. Gerhard Engel, maggiore aiutante militare di Hitler, il generale Johannes Zukertort e suo fratello il generale Karl Zukertort, il generale Gothard Heinrici, il generale Karl Litzmann, “Staatsrat” e membro del partito nazista, il generale Werner Larzahn decorato da Hitler, il generale della Luftwaffe Helmut Wilberg dichiarato ariano da Hitler, Philipp Bouhler, Capo della Cancelleria del Fuhrer, il maggiore Friedrich Gebhard, decorato da Hitler, il superdecorato maggiore Heinz Rohr, l’eroe degli U-802, i sottomarini tedeschi, il capitano Helmut Schmoeckel… Segue una sfilza di ufficiali, sotto-ufficiali, soldati. Tutti ebrei, o mezzi ebrei o ebrei per un quarto o addirittura per il 37,5 per cento, come il Gefreiter Achim von Bredow. Persino Reinhardt Heydrich, Capo dell’ufficio per la sicurezza del Reich, generale delle SS, diretto superiore di Eichmann, era ebreo da parte di padre ed ebbe l’esenzione da Hitler”

Cosa dimostra questo? Semplicemente che sono favole tutte quelle che si raccontano a proposito del razzismo biologico Nazista e dello sterminio sistematico degli ebrei, in quanto non sarebbero esistite le “esenzioni” e/o le dichiarazioni di “arianità” concesse ad ebrei! Né avremmo visto 150 mila uomini collaborare con valore alla eliminazione di loro stessi!”.

Ecco dunque ridicolizzata con i fatti l’affermazione tipica di certi fascisti all’amatriciana che amano equiparare il Nazional-socialismo ai movimenti razzisti attuali! Lo stesso discorso vale per il Fascismo; è ben vero che Mussolini varò le famose Leggi Razziali del 1938, ma è altrettanto vero che esse contenevano al loro interno tali e tante esenzioni da renderle sostanzialmente inapplicabili a tutti gli ebrei italiani… Si esentavano dagli effetti delle Leggi Razziali tutti gli ebrei che avevano combattuto durante la I Guerra Mondiale, quelli che avevano partecipato alla Marcia su Roma, quelli che avevano combattuto durante la Guerra d’Etiopia e quella di Spagna, nonché i loro parenti… In sostanza, nessun ebreo che aveva mostrato attaccamento allo Stato Italiano ed al Fascismo ebbe nulla da temere da quelle Leggi, mentre molto potevano avere da temere quegli ebrei, soprattutto sionisti, abituati a vivere come parassiti in un Paese che non consideravano la loro vera Patria! Dunque quello che erroneamente viene chiamato razzismo, non ha nulla a che fare con le dottrine deliranti (rimaste Leggi negli USA fino a tutti gli anni 60) che dividono gli uomini fra superiori (bianchi) ed inferiori (negri)… Nel cosiddetto razzismo Fascista e Nazionalsocialista non era certo l’aspetto biologico ad essere privilegiato, anzi! Avete mai visto un ebreo o un negro diventare biologicamente ariani per editto governativo?

Volendo poi giocare sullo stesso sporco piano dei primati “fascisti” del “Covo”, ecco quanto sosteneva Benito Mussolini il 4 giugno 1919 dalle colonne del Popolo d’Italia:

«Se Pietrogrado non cade, se Denikin segna il passo gli è che così vogliono i grandi banchieri ebraici di Londra e di New York, legati da vincoli di razza con gli ebrei che a Mosca come a Budapest si prendono una rivincita contro la razza ariana, che li ha condannati alla dispersione per tanti secoli. In Russia vi è l’ottanta per cento dei dirigenti dei soviet che sono ebrei… La finanza mondiale è in mano degli ebrei. Chi possiede le casseforti dei popoli, dirige la loro politica. Dietro i fantocci di Parigi, sono i Rothschild, i Warburg; gli Schiff, i Guggenheim, i quali hanno lo stesso sangue dei dominatori di Pietrogrado e di Budapest. La razza non tradisce la razza. Il bolscevismo è difeso dalla plutocrazia internazionale. Questa è la verità sostanziale. La plutocrazia internazionale è controllata e dominata dagli ebrei»

Capito? Nel 1919, ovvero quando nessuno in Europa aveva sentito parlare di Hitler! Altro che scelte imposte dall’arroganza dell’alleato Nazional-socialista! Altro che totale assenza di razzismo nella politica mussoliniana!
Mussolini aveva, ben prima di Hitler, il quadro dello strapotere ebraico molto ben chiaro ed in evidenza, e non ebbe bisogno di nessuna sollecitazione per muoversi non contro gli ebrei in generale, ma contro quegli ebrei che si scagliarono contro la Germania e contro l’Italia in difesa del bolscevismo e delle plutocrazie occidentali controllate economicamente e politicamente da loro confratelli!

Inoltre, a prescindere dalle citazioni riportate dai primati e dal sottoscritto, ogni persona dotata di buon senso sa che nella vita al mutare delle condizioni, mutano anche gli atteggiamenti dei singoli… Mussolini ebbe certamente delle diffidenze nei confronti dello sconosciuto Hitler che pareva scimmiottare il Fascismo italiano, così come, dopo avere combattuto una I Guerra Mondiale a loro fianco, era convinto di potere avere in Francia, Gran Bretagna ed USA dei validi alleati… Ma con il variare delle posizioni, con la vergogna delle Sanzioni volute dai Paesi forti contro l’Italia che tentava di affacciarsi in Africa e con la rivolta dei capitalisti e dei comunisti terrorizzati dall’idea di essere liquidati da questa nuova ideologia che aveva preso piede in Italia e Germania, ma che vedeva movimenti analoghi avanzare in Spagna (La Falange), in Belgio (il Rexismo di Degrelle), in Romania (La Guardia di Ferro di Codreanu), in Ungheria (le Croci Frecciate) e nella stessa Gran Bretagna (le camicie nere di Sir Oswald Mosley), senza contare i Paesi extraeuropei citati nell’articolo “Il razzismo nazista”, non potevano che mutare alleanze e posizioni sullo scacchiere internazionale.

Tanto per mostrare quanto sia ridicolo e patetico il tentativo dei nostri primati del fascismo di fissare un’idea evincendo dal contesto originario poche righe del pensiero di un uomo, eccovi le dichiarazioni che M. W. Churchill fece alla stampa italiana nel gennaio del 1927, durante un viaggio a Roma:

“Il vostro movimento ha reso un servizio al mondo intero. Sembra che ciò che caratterizza tutte le rivoluzioni sia una progressione costante verso la sinistra, una sorta di slittamento inevitabile verso l’abisso. L’ Italia ha dimostrato che esiste un mezzo per combattere le forze sovversive che possono ingannare le masse popolari e che queste, ben condotte, possono apprezzare il valore di una società civilizzata e difendere l’onore e la stabilità. E’ l’Italia che ci ha dato l’antidoto necessario contro il veleno rosso. (“La decomposizione dell’Europa liberale”, pag. 178 – M. Bertrand de Jouvenel).

Questo è lo stesso Churchill criminale che preferì allearsi dapprima segretamente, poi palesemente, con l’URSS di Stalin, al fine di cancellare il Fascismo ed il Nazional-socialismo dall’Europa…

Terminato di ridicolizzare questi pagliacci senza nome, sena cervello e senza dignità che si arrogano il diritto di parlare di Fascismo senza averne compreso nulla, e per giunta con abbondante utilizzo di falsità assortite, vorrei limitarmi a ricordare ai Camerati giovani, che spesso si fanno cogliere dai dubbi, che nessuna ideologia può essere applicata da diverse persone in diversi Paesi nella stessa identica maniera. Così come ci furono innegabili differenze fra il comunismo in URSS, in Cina e nel resto del mondo, ci sono state e ci sono differenze a volte macroscopiche fra i partiti che nel mondo si richiamano al socialismo o al cosiddetto Partito Popolare…

Addirittura, possiamo vedere come nel Partito Popolare Europeo confluiscano diversi partiti italiani che in Patria sono schierati su fronti opposti, così come soltanto in Italia esistono socialisti schierati a destra e socialisti schierati a sinistra…

Indi, pretendere di considerare come cose distinte e separate due movimenti gemelli, per il solo fatto di essere andati al potere in due Paesi diversi, come accadde a Fascismo e Nazionalsocialismo, e di essere stati, quindi, adattati a due realtà molto diverse, è operazione infame e degna dei farabutti che si infiltrano nella nostra area al solo scopo di creare attriti e divisioni.
Leon Degrelle, fondatore del Rexismo in Belgio, chiamò così il suo movimento derivandolo dalla frase “Cristo Rex”… Ma non esitò a schierarsi, per comunanza di vedute, dalla parte della crociata Fascista e Nazionalsocialista contro il bolscevismo, senza nascondersi dietro alla differenza che esisteva fra lui, cristiano di ferro, ed Hitler, che certamente non fu l’esempio del cristiano praticante. Degrelle combatté sul fronte dell’Est e si guadagnò decine di decorazioni, anche per i combattimenti corpo a corpo… Partì soldato e tornò Generale.

Hitler stesso, parlando con Degrelle, ebbe a dirgli: “Se avessi avuto un figlio, lo avrei voluto come Lei”.

Degrelle

Ecco, cari Camerati: io ai topi di fogna che cercano di reinterpretare la Storia a loro uso e consumo, restandosene nascosti dietro all’anonimato per gettare letame sui veri Camerati, preferisco i Camerati veri che si gettarono in prima linea, senza nascondersi, per difendere le loro idee e quelle dei Camerati come loro, indipendentemente dal fatto che esistessero alcune differenze ideologiche fra loro.

A voi la scelta se essere degni di Leon Degrelle o del vigliacco con QI da primate che si firma eroicamente “Tiberio Gracco”!

Carlo Gariglio

 

STORIA RECENTE (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Marzo 2019)

Volendo proseguire nel mio (vano) tentativo di fare un po’ di scuola, e di lasciare ai posteri qualche testimonianza su cui riflettere, oggi ripropongo a seguire un interessante articolo di Maurizio Barozzi, storico esponente della FNCRSI (l’associazione di ex combattenti RSI che onorò il Fascismo fino all’ultimo, distaccandosi nettamente dal neofascismo missino e dell’associazione di falsi Fascisti chiamata UNCRSI), mai schieratosi con nessuno dei tanti partiti di falsi Fascisti alternatisi nel dopoguerra, e vero e proprio censore dei mal-comportamenti e dei tradimenti del fu MSI e di tutti i suoi eredi.

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Ora, su molte cose non concordo affatto con il Barozzi, spesso troppo spostato a sinistra, ma qua non si tratta di realizzare un matrimonio, bensì di evidenziare cose che, nel mio piccolo continuo a sostenere da anni… Ovvero, che nel MSI, poi MSIDN e poi AN ed appendici varie, non c’è mai stato nulla di veramente Fascista e Nazionalsocialista, ad eccezione, ovviamente, di varie liturgie che fingevano attaccamento al Fascismo, al solo fine di attirare i Fascisti orfani di un movimento politico che li rappresentasse.

L’opera migliore del Barozzi, che al suo ultimo aggiorna-mento conta di circa 200 pagine, è scaricabile da chiunque, in formato Pdf, ed è emblematica già da suo titolo:

Genesi e nascita di un partito che ha disatteso gli ideali di coloro che avrebbe dovuto rappresentare, ha stravolto l’immagine del fascismo e in 50 anni di vita ha tradito indipendenza e interessi reali della nazione.

msi

http://fncrsi.altervista.org/MSI_Il_grande_inganno.pdf

E qui apro la solita parentesi,a beneficio dei tanti idioti che spesso si indignano quando qualcuno tocca il MSI e tutti gli altri partitucoli di destra.

Quello che non è in discussione è la buona fede di tanti Camerati, me compreso, che da ragazzini hanno creduto al mito del partito Fascista del dopoguerra… Tutti, grazie ad un’abile strategia di regime, hanno creduto per un po’ a questa favola del MSI ed a quella successiva, ancora più assurda, del MSIDN… Fascismo = destra fu l’equazione che tutti spacciarono per vera, dalla sinistra all’estrema destra.

Con buona pace dell’esperienza sociale e socialista nazionale del Fascismo, il cui massimo esponente, Benito Mussolini, nacque socialista e tale restò fino alla morte, checché ne dicano gli imbecilli che sostengono un suo cambiamento di idee.

Il lavoratore che assolve il dovere sociale senz’altra speranza che un pezzo di pane e la salute della propria famiglia, ripete ogni giorno un atto di eroismo. La gente che lavora è infinitamente superiore a tutti i falsi profeti che pretendono di rappresen-tarla. I quali profeti hanno buon gioco per la insensibilità di chi avrebbe il sacrosanto dovere di provvedere.

Per questo sono stato e sono socialista!

L’accusa di incoerenza non ha fondamento. La mia condotta è sempre stata rettilinea nel senso di guardare alla sostanza delle cose e non alla forma. Mi sono adattato socialisticamente alla realtà.

Man mano che l’evoluzione della società smentiva molte delle profezie di Marx, il vero socialismo ripiegava dal possibile al probabile. L’unico socialismo attuabile socialisticamente è il corporativismo, punto di confluenza, di equilibrio e di giustizia degli interessi rispetto all’interesse collettivo.

Dal “Testamento Politico di Benito Mussolini”

http://fascismoeliberta.info/altra-storia/testamento-politico-di-benito-mussolini/

Ma, proseguendo nel mio ragionamento sul ruolo del fu MSI, un conto è essere ingenui da ragazzini, altra cosa è restare coglioni (perché l’ingenuo tale diventa perseguendo nei suoi errori) fino alla morte, continuando a sostenere una tesi smentibile e smentita, al solo fine di non ammettere di avere prreso una cantonata.

Certo, anche io a 18 anni votai MSI, anche io alla stessa età mi recai a Torino ad un comizio di Almirante, e mi recai persino alla sede storica di Corso Francia (Torino), per chiedere di potere rappresentare il movimento ai seggi come scrutatore elettorale!

Ma a differenza dei più, già a 20 anni avevo capito che la politica del MSI e della destra in genere non avevano nulla a che fare con l’esperienza Fascista e Nazionalsocialista. Ecco la vera differenza!

Quindi, nulla a che fare con quella massa ipocrita ed acefala di personaggi della destra che, pur fingendosi Fascisti, continuano a parteggiare per i peggiori nemici del Fascismo, cioè cricca giudaica, europei filo atlantici e soprattutto Chiesa cattolica.

Oggi, orfani del MSI, hanno portato il loro pattume ideologico nei vari cespugli chiamati Casa Clown, Fardelli d’Italia e fiammiferi assortiti; per non parlare dei peggiori, direttamente confluiti fra i fans del comunista padano!

Noi continueremo a restare in piedi fra le rovine per indicare a tutti, specie ai posteri, chi sono i veri traditori dell’ideale; e se non ho avuto fortuna in questa vita, circondandomi di gente che non capisce (o capisce, ma se ne frega!), spero di averne in futuro tramite i miei scritti.

A chi piagnucola per l’alleanza con la Germania nazionalsocialista, continuerò a dire che preferisco di gran lunga Hitler al migliore dei giudei in circolazione; a chi finge di credere all’olocausto, continuerò ad indicare i vari documenti inoppugnabili che lo smentiscono; a chi continua a blaterare di crociate e difesa dall’Islam, continuerò a preferire gli islamici che furono solidali al nostro sforzo bellico, mentre i loro degni compari della Chiesa cattolica preparavano il loro tradimento ed il passaggio al nemico.

Intanto, ai nostalgici del MSIDN ed appendici varie, offro in regalo l’articolo annunciato all’inizio di questo mio scritto. Vi auguro buona lettura, sperando che possa aiutarvi nella comprensione!

Carlo Gariglio

Tradimento

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Vincenzo Vinciguerra: ne vogliamo parlare? 

Maurizio Barozzi  (25/11/13)

La pubblicazione on-line del nostro saggio “MSI il grande inganno”, la positiva recensione fattane da Vincenzo Vinciguerra e il mio precedente articolo “Onore a Vincenzo Vinciguerra”, mi hanno fatto giungere molti apprezzamenti, ed anche richieste di chiarimenti.
Stiamo parlando di Vinciguerra, una persona scomoda che tutto un “certo” ambiente, anche, se non soprattutto, per cattiva coscienza, ha esorcizzato.
A parte le sue ultime prese di posizione sui guasti provocati dalla introduzione nel neofascismo, del pensiero di Evola molti, ritenendosi in buona fede, si sono sentiti chiamati in causa e accumunati nel calderone delle spie, degli infami e dei collusi con i Servizi.
Noi, e parlo anche a nome della Federazione Nazionale Combattenti RSI che già negli anni passati prese posizione in favore di Vinciguerra, riconosciamo il camerata e il soldato politico che, per riscattare il Fascismo e portare un doveroso contributo alla verità, si è letteralmente sacrificato tombandosi nelle galere di Stato (sono già 34 anni, un vero record) riconoscendone l’enorme importanza.

Ora però ulteriori note e considerazioni, anche per venire incontro alle richieste di chiarimento, sono necessarie.

Cominciamo con il ripetere che la posizione di Vinciguerra in merito ai distinguo tra fascismo e “neofascismo” e in merito ad un impegno verso la ricerca della verità storica, è da condividere in pieno. Tanto sono evidenti le sue denunce e le sue analisi, confermate da tutte le inchieste, i processi e le documentazioni ultimamente prodotte, che non si possono più avere dubbi in merito.

Premesso che in ogni caso non abbiamo alcuna pretesa di attestare una ortodossia fascista, rendendoci ben conto che nel fascismo hanno convissuto molte anime, di destra e di sinistra, cattoliche e pagane, gentiliane ed evoliane e così via. In questo senso il problema non si pone, e semmai pretendiamo che la principale attestazione di un fascista e del fascismo fosse quella di aver tutelato la sovranità e l’indipendenza della Nazione, ed in questo devo storicamente constatare che le correnti, diciamo così di destra, sono quelle che più hanno disatteso questo postulato, ponendosi da sole fuori dal fascismo. Ma questa è una condanna storica, non ideologica e né tantomeno ad personam.

E veniamo a come la vede Vinciguerra e come la vediamo noi, su due aspetti particolari: la denuncia dei “neofascisti” collusi e informatori di Caserme e Servizi, e il cosiddetto “evolismo”.

Il giudizio sui collusi

Su questo aspetto, Vinciguerra, forte di esperienze personali, documentazioni, atti processuali che ha avuto tempo e cura di leggersi con attenzione, ecc., oltre a sue deduzioni, tende a fare di tutta un erba un fascio, bollando quasi tutti i neofascisti di delazione, di collusioni, quindi di tradimento verso l’idea e soprattutto verso gli interessi della nazione (da notare però che Vinciguerra ha tenuto a precisare che di molti camerati da lui conosciuti e ritenuti in buona fede, non ha mai fatto cenno nome).

In sostanza, per Vinciguerra quelle collusioni comportavano di essere collusi o in servizio degli apparati di questo Stato democratico antifascista, nato dalla resistenza, a sua volta subordinato ai nostri colonizzatori atlantici. Il risultato è stata la collaborazione di questi pseudo “neofascisti” alla strategia della tensione, a quella guerra non ortodossa scatenata dagli Atlantici nel nostro paese e quindi anche allo stragismo.

Noi condividiamo molte analisi di Vinciguerra, con la sola riserva che sulla delicata e infamante accusa di stragismo, ci andiamo con i piedi di piombo, e preferiamo sempre parlare, tranne fatti acclarati, solo genericamente di “neofascisti” collusi e coinvolti, mai personalmente, facendo dei nomi e questo perché, come già lo ritenevamo a suo tempo nella FNCRSI, lo stragismo contro il popolo italiano, per qualsivoglia motivo perpetrato, non ha scusanti e dovrebbe essere passibile di fucilazione alla schiena.

Di fronte a questa drastica convinzione, non ci sentiamo di addossare pubblicamente colpe di bombaroli a chicchessia, perché i nostri mezzi di indagine sono limitati.

Questo però non toglie che la nostra esperienza politica, la facoltà di ragionare e ponderare con attenzione, le conoscenze documentali che abbiamo acquisito, ci fanno intuire, almeno in linea generale, chi sono i responsabili di Piazza Fontana e di altre mascalzonate del genere, ma sono deduzioni che teniamo per noi, non le esterniamo pubblicamente; ci basta additare genericamente l’ambiente “neofascista”, perché in qualche modo quell’ambiente ne fu coinvolto (in questo senso non serve evidenziare che anche ambienti opposti, di sinistra, o direttamente degli apparati dello Stato o extranazionali, hanno contribuito alo stragismo, soprattutto dal 1974 in avanti, quando i “neofascisti” vennero scaricati e le strategie del terrore ora non dovevano essere più false flag da addebitare ai “rossi” e gli anarchici, ma bombe “nere”, atte a spostare il paese su culture e standard sociali “progressisti”.

Torniamo però alla generalizzazione delle accuse di “collusioni” elevate da Vinciguerra.

Qui purtroppo coinvolgiamo quello che, volenti o nolenti, è il nostro album di famiglia.
Io stesso frequentai il MSI fin dai 13 anni, nel 1960, scappandone schifato, con altri ragazzi della sezione, nel 1966, poi la mia militanza politica è stata, per fortuna, tra i veri fascisti, quelli della FNCRSI, ma ho anche conosciuto vari personaggi, con alcuni sono stato amico, seppur con loro politicamente in dissidio, che erano militanti nel MSI, in ON o in AN.

Questo per dire che le nostre origini non possono non aver subito le conseguenze dell’epoca del dopoguerra, in virtù delle sporche operazioni che, fin dal 1945, portarono un certo ambiente, monopolizzato dall’OSS di J. J. Angleton, a poco a poco su sponde di destra. Con la nascita spuria del MSI si completò questa sporca operazione e da quel momento in poi, purtroppo, il MSI assunse la veste, infida e falsa, di partito neofascista, che a tutti faceva comodo, avversari compresi, a cui non pareva vero avere, come riferimento di nemico “fascista”, un partito conservatore, reazionario e per giunta prono agli interessi atlantici. Con il passare degli anni, il MSI cambiò sempre più la sua immagine neofascista, assumendo quella di un vero e proprio partito di destra, tanto che, dalla fine degli anni 60 in avanti, nelle nuove generazioni che si avvicinavano a questo partito si era prodotta una “mutazione genetica”: erano nati militanti squisitamente di destra, in tutto e per tutto.
Ma la politica vive e si perpetua su fatti concreti, su azioni e presenze e quindi, essendo in massima parte proprio il MSI che, sia pure in malafede, interpretava il neofascismo, era ovvio che tutti coloro che si sentivano attratti dalla storia del fascismo o dal suo retaggio ideologico e politico, trovassero disponibile proprio il MSI.

Fu così che il MSI, partito “anomalo” nel panorama istituzionale, finì per assolvere ad un duplice compito, positivo e negativo allo stesso tempo: fare da catalizzatore e centro di raccolta per le nuove generazioni di nuovi fascisti, di cui almeno alcuni poi si sarebbero ben guardati dal rimanere in questa latrina, e al contempo distorcere e allevare una nidiata di imbecilli e di farabutti di destra. Attitudine negativa questa che, tanto più in un partito corrotto e corruttore, superava abbondantemente i suddetti aspetti positivi.
Ma a tutto c’è un limite. Noi come accennato, non abbiamo alcuna intenzione di dare patenti di “ortodossia fascista”, ma riteniamo che ci siano dei limiti considerando anche che la RSI fu un evento epocale di rottura, da parte del fascismo stesso, con il suo passato del ventennio, che non venne rinnegato nella sua storia, essendo legato alle contingenze del tempo e alle necessità della nazione, ma si diede un taglio netto con le componenti borghesi e conservatrici del vecchio PNF miseramente collassato il 25 luglio 1943.

Non possiamo quindi accettare che poi, nel dopoguerra, si presenti un neofascismo, di fatto reazionario, che per lo più si rispecchia nel ventennio conservatore, apprezza, quasi come se fossero tutto il compendio del fascismo, i «treni che arrivavano in orario», l’ordine e la disciplina e «gli operai che non scioperavano», finendo quindi per accantonare, se non tagliare, l’impronta repubblicana data dal fascismo alle Istituzioni e la riforma socialista della economia che completa lo Stato corporativo (lo stesso Mussolini riconobbe in repubblica che le Corporazioni, senza la socializzazione, potevano essere facilmente piegate dal padronato per i propri interessi).

A questo si aggiunga la strumentale tattica di praticare un anticomunismo viscerale, come se si fosse ancora agli inizi degli anni ’20 quando in Italia ci fu il violento e velleitario tentativo socialcomunista di realizzare la rivoluzione bolscevica. Nel secondo dopoguerra, invece, il nostro paese aveva perso ogni sovranità nazionale ed era subordinato, letteralmente colonizzato nel sistema Atlantico. Il pericolo rosso, quindi, non poteva più rappresentare l’assillo, lo scopo principale di ogni strategia e tattica politica. Anzi i fascisti o neofascisti che dir si voglia, avrebbero dovuto scendere nelle piazze a contestare la NATO, le guerre americane, ancor più delle sinistre che, a veder bene, lo facevano in ossequio alla politica di Mosca.
E questo anticomunismo viscerale, che entrati negli anni di piombo portò a morte o ad anni di galera tantissimi militanti e decine di adolescenti, immolati per gli interessi di sporchi politicanti, non nacque a caso, ma fu scientemente precostituito, come ha confessato il massone-missista e filo israeliano Caradonna, quando disse che per portare i reduci fascisti su sponde di destra, dato che di destra non erano di certo, il metodo [infame] migliore era stato quello di farli continuamente scontrare con i rossi: «più si menavano», ricordò il desso, «e più si spostavano a destra».
Proprio tutto questo e la considerazione che molti camerati si trovarono a fare politica in tale contesto, mi porta a essere doverosamente molto accorto nello esprimere condanne e anatemi personali di qualunque tipo.

Dunque, fermo restando che questo ambiente degenerato del neofascismo, è spesso passato attraverso collusioni, derivanti anche da certe, mal indotte, “simpatie” ideali, laddove i rappresentanti delle strutture di polizia e gli ufficiali dell’esercito, venivano demenzialmente considerati “camerati in divisa”, in virtù del loro anticomunismo, e del culto per l’ordine e la gerarchia, tuttavia per lo storico che deve analizzare e ricostruire certi avvenimenti, il discorso è alquanto più complesso perchè nel particolare, nell’esame delle singole posizioni, a volte, potrebbero anche trovarsi storie personali diverse.

La politica infatti è una pratica, talvolta, inevita-bilmente, anche sporca, è movimento, azzardo, prassi fatta di azioni e reazioni, cause e concause, contatti, conoscenze, iniziative, ecc., ed è anche condizionata dalle situazioni contingenti. Commettere errori e fare “cazzate” è quasi inevitabile.

Può quindi accadere che, per esempio, soprattutto quando si è giovani e inesperti, si commettano stupidaggini o leggerezze o ci si lasci trascinare dalle emotività del momento, specialmente per chi, come era il caso di tanti giovani neofascisti, viveva quotidianamente sotto il peso delle violenze, della caccia al fascista, praticata dai “rossi”, forti nel numero, alle quali rispondeva con altrettanta violenza in una specie di guerra quotidiana, selvaggia e cruenta. (ovviamente perpetuata da certi farabutti che avevano tutto l’interesse a tenere in vita gli “opposti estremismi”).

Non possiamo quindi concordare con Vinciguerra, tanto per fare un esempio emblematico, quando esprime certe definizioni verso un ragazzo di allora, neppure ventenne, Maurizio Murelli, che si trovò al centro delle violenze che il 12 aprile 1973, portarono alla morte dell’agente di PS Antonio Marino.

Noi non conosciamo esattamente i retroscena di quell’episodio dove il MSI mostrò tutta la sua infamità, non sappiamo se furono, come ricordano i ragazzi di allora, disordini scaturiti semplicemente dalla volontà del MSI, cacciato via in quegli anni dalle piazze, che voleva tenere a tutti i costi un comizio e si rivolse agli ambienti sanbabilini e altre frange per avere un sostegno fisico. Poi quando la questura gli vietò il comizio, cercò di smontare tutto l’apparato attivistico che proprio lui aveva montato, con le note conseguenze e le inevitabili delazioni. Oppure non sappiamo se, come dice Vinciguerra, “qualcuno” aveva cercato di ripetere la stagione delle violenze cruente e delle stragi, nel desiderio di arrivare alla proclamazione di uno stato di emergenza che mettesse fuori legge le sinistre, e per far questo aveva organizzato quegli incidenti, da accollare poi ai “rossi”, incidenti che avrebbero dovuto essere preceduti da una bomba su un treno di cui invece, il 7 aprile, ne scoppiò l’innesto nelle mani di Nico Azzi, il quale poco prima aveva passeggiato nei vagoni ostentando “Lotta Continua”. A nostro avviso queste due versioni-ipotesi possono anche essere complementari, nel senso che i ragazzi non sapevano di altri retroscena segreti, che poi furono abbandonati.

Ma se anche fosse vera l’ipotesi di Vinciguerra, cosa possiamo addebitare a Murelli, che viene mischiato in una cernita di nomi, scrivendo di lui: «un lanciatore di bombe a mano della federazione del MSI di Milano, subalterno di Franco Maria Servello e Ignazio La Russa», (Cfr.: “Vincenzo Vinciguerra “L’ultima fiaba” 4.7.2013 visibile in: L’ultima fiaba | Archivio Guerra Politica), quando oltretutto dobbiamo prendere atto che il percorso successivo di Murelli, uscito dopo anni di prigione, attesta una sua dirittura umana e politica a cui si può essere o meno d’accordo, ma non si può obiettare, né imputare nulla.
Cosa centra quel Servello, che i fascisti della FNCRSI riferendosi ad una sua presa di posizione filo-NATO (lui che nel 1944 mentre i fascisti morivano nella guerra del sangue contro l’oro, scriveva al sud su un giornale autorizzato dagli Alleati), lo definirono «servello di nome e di fatto»? Cosa centra dunque con Murelli, un ragazzo, ripetiamo neppure ventenne che viveva e si muoveva in quell’ambiente storico, quasi obbligato?
Noi stessi che abbiamo vissuto alcuni anni in una sezione del MSI che, al tempo, era un feudo dei Turchi, padre Franz e figlio Luigi, potremmo essere accusati di esserne stati i galoppini?

Per un altro aspetto, invece, e sempre riferendoci a quella che è la natura umana e l’attività politica (delatori e spie di professione, dietro mercede, a parte), può anche accadere che qualche militante, magari in un momento di demenza mentale, abbia ritenuto utile “per la causa” (anche se resterebbe da vedere “quale”), instaurare contatti con qualche “Servizio” o apparato di sistema e poi ci si sia trovato coinvolto.

Ovviamente bisognerebbe conoscere esattamente motivi, accordi e situazioni, cosa difficilmente possibile, però, almeno in via teorica, non possiamo generalizzare ed equiparare questi eventuali “collusi” a tutti gli altri prezzolati.

Altrimenti cosa dovremmo pensare di Mussolini che nel 1914 ritenne giusto uscire dal partito socialista, dichiararsi interventista e creare un giornale, “Il Popolo d’Italia”, grazie a finanziamenti massonici, del socialismo guerrafondaio francese e forse anche di inglesi e francesi interessati, al pari della massoneria, di portare l’Italia in guerra? In questi casi, anche se resta difficile applicarlo, resta sempre valido l'”omnia mundamundis“, tutto è puro per i puri.

Questo non toglie che eventuali “collusi” che poi si sono trovati con le mani sporche di sangue italiano e se non sono deficienti dovrebbero anche aver constato quanto hanno contribuito nello sputtanare il fascismo, quanto hanno danneggiato gli interessi nazionali, avrebbero come minimo dovuto avere il sacrosanto dovere di farsi saltare le cervella, specialmente se erano dei cultori del Bushido.

Insomma, io non voglio salvare nessuno, ma mi riservo la facoltà di assolvere o capire certe persone che magari possono aver commesso errori, leggerezze o praticato iniziative sbagliate, ma delle quali e fino a prova contraria, presumo la buona fede.
Sono pochi, ma ci sono, non si può generalizzare. Del resto c’è anche una controprova che consentirebbe di dare un giudizio comprovato: la politica, le attività espresse da questi personaggi, non occasionalmente, ma nel tempo: volenti o nolenti denunciano sempre le vere motivazioni e interessi per cui si muovevano.

Hanno voglia certuni, oggi, a rilasciare interviste, scrivere libri autobiografici, cambiando le carte in tavola, dando versioni edulcorate o di comodo: chi c’era e gli stessi loro atti, stanno li a ricordare e dimostrare che le loro iniziative, la loro politica erano “a comando” di Servizi e forze innominabili.

Pregi e danni dell’evolismo

Vinciguerra, ha recentemente preso a sparare a zero contro certo “evolismo” ritenendolo il primo responsabile della degenerazione di tutto un ambiente. In parte ha ragione, ma personalmente non siamo del tutto d’accordo con lui, soprattutto dal punto di vista ideologico.

A prescindere dagli aspetti propriamente iniziatici e di studi esoterici, Julius Evola ha avuto due grandi meriti: quello di dimostrare e rendere palese che certi riti e simbologie erano preesistenti al Cristianesimo ed alla stessa Massoneria e quello di qualificare il fascismo anche su di un piano “metastorico” integrandone e precisandone meglio i valori eroici e spirituali che lo caratterizzavano, attestandolo in tal modo in una dimensione che trascendeva i soli aspetti reducistici e sociali.

Si può senz’altro dire che molti aspetti della “sapienza antica” evidenziati e rielaborati da Evola, danno alla dottrina del fascismo e agli studi della mistica fascista, dei punti di riferimento importantissimi, come ad esempio i rilievi sulla dimensione spirituale e trascendentale dell’uomo, l’elaborazione di un razzismo non puramente biologico, la suddivisione delle attitudini umane, non in base alle distinzioni sociali o ambientali, ma interiori, attitudinali che vanno dal “sacerdote”, al guerriero, al mercante e tecnico fino al lavoratore, e così come altre attitudini per la donna, ecc.
È qui che però si pone un grosso problema, perché la visione di Evola, mutuata da una antica conoscenza sapienziale, doveva costituire, più che altro, una “indicazione di riferimento” a cui, in un certo senso, lo stesso fascismo si era rifatto, potendo dirsi che il fenomeno fascista rientra in quelle affermazioni storiche, tra l’altro diverse nel tempo per la loro manifestazione terrena, della Tradizione.
Ma il fascismo, era anche una affermazione del XX secolo, il secolo delle masse, e quindi certi principi li aveva adattati ai nostri tempi attingendo anche, seppur superandole, a quelle trasformazioni storiche come la Rivoluzione francese e il Risorgimento, che pur sono state manifestazioni sovversive rispetto al “mondo della Tradizione”.

I tempi di certe “Aristocrazie” erano oramai finiti: ora i “nobili” sperperavano nei casinò e nelle stazioni termali e le nuove aristocrazie potevano riconoscersi solo nella rivoluzione e nelle trincee.

La Dottrina del Fascismo a questo proposito è esplicita:

«Le negazione del Socialismo, della Democrazia, del Liberalismo, non devono tuttavia far credere che il fascismo voglia respingere il mondo a quello che era prima del 1789 (…) Non si torna indietro. La Dottrina fascista non ha eletto a suprofeta De Maistre, L’assolutismo monarchico, fu e così pure ogni ecclesia. Così furono i privilegi feudali, e la divisione in caste impenetrabili, e non comunicabili tra di loro».

Oltretutto il fascismo, facendosi Stato, e Stato nazionalpopolare non poteva che avere i suoi parametri di giustizia, anche sociale, di mutualità, dovendo occuparsi di tutto un popolo e non solo di particolari èlite. Non riteniamo quindi, come faceva Evola, errata e non fascista, la visione repubblicana delle Istituzioni e socialista della economia.
Si dà il caso, invece, che il pensiero di Evola, sconfinando sul piano politico, non solo era chiaramente reazionario, ma come molti avevano fatto notare era rimasto a Donoso Cortes e Metternich. Evola, che oltretutto non aveva aderito alla RSI, ritenendone il suo portato repubblicano e socialista, contrario alle sue idee, praticamente, aveva come riferimento ideale i tempi delle caste.

Ma l’aspetto peggiore di questa visione reazionaria lo si riscontra nelle sue conseguenze. Nonostante che dottrinalmente Evola avesse ben inquadrato gli aspetti negativi e nefasti sia del bolscevismo che dello americanismo, politicamente finì per elaborare una specie di graduazione del “male minore” che finiva per indurre a parteggiare per il cosiddetto “mondo libero” onde contrastare il comunismo.

A parte il fatto che questo “mondo libero” tutto era meno che preferibile ad alcunché (anzi la sua azione devastante su l’uomo e su le cultore dei popoli era affatto peggio del comunismo), si creava anche un alibi per giustificare connubi e collusioni con lo Occidente che invece era proprio il principale “nemico dell’uomo” e del fascismo, distruttore della dimensione spirituale dell’esistenza, essendo il comunismo, nella sua attuazione pratica, una utopia irrealizzabile nella condizione umana e quindi una “nomenklatura” per quanto criminale, del tutto fittizia e transitoria (non è un caso che in Russia, collassato il comunismo, sparita la nomenklatura, come una brutta nottata, si è notato che buona parte del popolo, delle sue culture e peculiarità erano rimaste integre. Cosa che non si può dire dove invece è arrivato il vizio, la corruzione, l’edonismo, la coca cola e la democrazia dell’Occidente).

Cosicché gli “Orientamenti” di Evola, il suo “Uomini e le Rovine” (non a caso con prefazione del conservatore Valerio Borghese), presi alla lettera e trasposti in politica, furono anche funzionali alla reazione e un alibi per chi operava, sotto dettatura Atlantica, in senso antinazionale (oltretutto veniva anche emarginato il concetto di “nazione” con l’assunto che «la mia Patria è dove c’è la mia idea», anche questa una presunzione che può valere per singole ed eccezionali personalità, non per un movimento o un partito legato, nel bene e nel male, al suo territorio).
Ma c’è ancora un altro aspetto nell’evolismo, che presenta inquietanti problemi: quello di certe indicazioni esoteriche che non dovrebbero essere per tutti, ma solo per chi ha determinate qualifiche per percorrerle.

Diversamente queste indicazioni portano a infatuazioni da “figli del sole” e pericolose devianze. Non è un caso che la sapienza antica veniva tenuta “segreta” attraverso la comunicazione ermetica e simbolica. Ma oggi che non ci sono più iniziazioni regolari, “maestri”, che l’età ultima ha reso necessario veicolare questa “sapienza” anche per via intellettuale, si pagano grossi rischi. Il fenomeno delle “sette sataniche”, congreghe di invasati gestite da furbi e profittatori, è uno di questi, ma ci sono anche i casi di infatuazioni incredibili, se non corto circuiti mentali. Plagi e infatuazione che poi, hanno sempre i loro approfittatori e sfruttatori di altre persone.

Di Ordine Nuovo, forse il gruppo più impregnato di “evolismo”, che pur ha visto passare per le sue fila ottimi e preparatissimi camerati, scrive il giudice Guido Salvini forte di testimonianze e prove: «Ordine Nuovo ha compiuto molti attentati prima e dopo il 12 dicembre (Piazza Fontana)».

E non sono questi teoremi del magistrato, ma ci sono sentenze definitive, ammissioni e reo confessi, se non personaggi colti in flagrante.

Bisognerebbe ora chiedersi: ma come hanno potuto persone che si definivano fasciste uccidere e mutilare altri italiani?

È difficile dare una risposta che vada al di là del machiavellico «il fine giustifica i mezzi», per il quale certi farabutti si sono auto assegnati il compito di “correggere” e “migliorare” il mondo secondo la loro propria ideologia. Ma lo stesso giudice Salvini dà anche una risposta significativa, egli scrive:

«Nei discorsi che si tenevano nella libreria padovana di Freda e nel sentire dei suoi militanti, si parlava infatti dell’uomo “indifferenziato” e quindi dei comuni civili, come semplici bipedi che potevano essere sacrificati per realizzare il “Nuovo Ordine europeo” appunto».

Noi non possiamo sapere se questo risponde al vero, quando si verificava e se gli stessi che facevano questi discorsi, sono gli stessi che facevano anche i bombaroli, dobbiamo allora aggiungere che il pensiero di Evola, ma non solo lui, frammisto a superomismo, razzismo darwinista quale selezione dei migliori, oltre allo anticomunismo viscerale e filo atlantico, hanno anche prodotto “mostri” a dir poco ripugnanti.

Ci sarebbe altro da dire, ma ci fermiamo qui.

In ogni caso le affermazioni e le considerazioni di Vinciguerra hanno aperto un campo che andrebbe ben sviscerato, perché non possiamo considerare tutti “fascisti” solo per la loro adorazione di Hitler o Mussolini.

Anche l’agente Z del SID, lo “spione” Guido Giannettini che lavorava, stipendiato, per lo Stato antifascista, cioè per un Servizio interno al sistema atlantico nostro colonizzatore, si definiva “fascista”, anzi “nazionalsocialista”, e fascista si è definito persino il massone Licio Gelli ricordando la sua partecipazione alla guerra di Spagna e alla RSI, ma dimenticando, a parte in non indifferente particolare che era un massone, cioè uno dei peggiori nemici del fascismo, che negli ultimi mesi di guerra aveva cooperato con gli Alleati e i partigiani. Un fascismo tutto loro, fatto di Ordine e Gerarchie chissà come immaginate e magari instaurate da colpi di Stato militari, treni in orario e operai che non scioperano. Quel fascismo bigotto e borghese, legato a compromessi e necessità nazionali, poi miseramente naufragato e di cui la RSI e il fascismo repubblicano ne erano stati l’antitesi.

E qui terminiamo, rimarcando che il riscatto della testimonianza del fascismo e la ricerca di una sacrosanta verità sul nostro recente periodo storico, passano sicuramente anche attraverso l’opera altamente meritoria di Vincenzo Vinciguerra.

Maurizio Barozzi

 

 

CARO COMPAGNO… (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Febbraio 2019)

Come capita a tutti gli esseri umani di questo mondo, non posso sapere quanto tempo mi resterà ancora da campare, mentre con maggiore approssimazione, credo che la mia carriera di Segretario Nazionale di questo movimento durerà ancora poco.

Per entrambi i motivi di cui sopra, proseguo nella ricerca e nella pubblicazione di miei vecchi scritti, sperando quanto meno di lasciare una traccia a generazioni future che, certamente, si riveleranno più degne di proseguire un discorso seriamente Fascista e Nazionalsocialista, dei tanti cialtroni con i quali ho avuto a che fare in questi anni.

E non sto parlando solo dei cialtroni di sinistra, sui quali è facile sparare quanto sulla Croce Rossa, ma soprattutto dei tanti infami, buoni a nulla, sottoculturati, traditori, che infestano la nostra  cosiddetta “area” politica.

Gente che rinnega le scelte del Duce giocando a fare gli antinazisti, personaggi che idolatrano i giudei di Israele, veri e propri coglioni che hanno scelto come nuovo eroe un comunista padano, fedelissimo di Israele, che governa con un branco di comunisti travestiti, e che rappresenta quanto di più lontano possa esistere dalle nostre idee.

Fare politica oggi in Italia è quanto di più inutile si possa pensare, specialmente se si cerca di erudire dei caproni ignoranti che si dicono Fascisti rinnegando tutto quanto fu fatto e detto dai Fascisti veri; personalmente ci ho provato per molti anni, ma gli italioti che si fingono Camerati hanno sempre preferito sbavare dietro traditori della Patria e lacchè assortiti del giudaismo, dal MSIDN di Almirante (ancora oggi idolatrato da molti idioti che del Fascismo non hanno capito nulla), al nuovo idolo leghista, passando per le vaie fiammelle, le forze “nuove”, i gestori di centri sociali occupati di “destra”…

AlmiranteGodetevi i vostri ducetti, cari finti Fascisti, e speriamo che il futuro ci riservi una generazione di uomini con gli attributi al loro posto, e soprattutto capaci di studiare la Storia ed il percorso di leaders veri, quali Mussolini ed Hitler.

Tornando a noi, devo dire che l’idea di riproporre questo mio vecchio scritto, che fu la prefazione ad un libro su Nicola Bombacci, mi è venuta leggendo i soliti sproloqui dei sinistri nostrani, che hanno tuonato contro un politico (del quale mi sfugge il nome) che aveva osato sostenere che il Fascismo fece anche cose buone…

Ora, a parte il fatto che il Fascismo fece solo cose buone e proprio per questo motivo cadde, salvando la vita a numerosi oppositori anti italiani che arrivarono vivi, vegeti ed splendida forma alla fine della guerra, celebrando la loro vittoria appendendo per i piedi chi li aveva salvati, c’è da dire che la stupidità di tutti i sinistri italiani è ottimamente evidenziata dai loro stessi scritti e comportamenti, tanto più se più o meno segreti, come evidenziato nello scritto che segue.

Ad esempio, a sinistra pochi ricordano la figura di Bombacci, benché fu uno dei fondatori del PCI… Questi, dopo avere vissuto un periodo in URSS, a differenza dei criminali come Togliatti, tornò in Italia e si mise a disposizione del Duce per raccontare la verità su quello che i rossi descrivevano come il Paradiso dei lavoratori.

Ma persino chi criminale ed assassino restò durante e dopo il Fascismo, riusciva ad ammettere quello che i coglioni drogati della sinistra odierna trovano oltraggioso, ovvero il fatto che il Fascismo fece “anche” cose buone.

Guardate l’articolo riportato del bandito partigiano e criminale Sandro Pertini; persino lui, nel 1984, riuscì ad ammettere la grandezza dell’opera di bonifica delle paludi pontine; e di criminale in criminale, leggetevi un po’ cosa diceva l’uomo di Stalin, Palmiro Togliatti:

Cattura

TOGLIATTI: ‘MUSSOLINI? HA FATTO DEL BENE PER I LAVORATORI’

RITROVATI A MOSCA 25 DISCORSI INEDITI DEL LEADER DEL PCI

Roma, 28 set. – (Adnkronos) – Gli elementi di forza del fascismo? ”Non stanno solo nella violenza e nell’apparato. Questa dittatura ha fatto qualcosa – non solo tramite la violenza, ma anche a favore di determinati strati della popolazione”, come ad esempio gli operai e le giovani generazioni. Questa sorprendente quanto clamorosa affermazione e’ di Palmiro Togliatti, all’epoca nemico numero uno di Benito Mussolini, pronunciata a Mosca nella seduta del 7 marzo 1941 del Segretariato del Comintern. L’intervento fa parte di uno dei 25 documenti inediti provenienti dagli ex archivi sovietici di Mosca scoperti dal professor Aldo Agosti, docente di storia contemporanea all’Università di Torino, e da lui raccolti nel volume ”Togliatti negli anni del Comintern (1926-1943)”, pubblicato dalla casa editrice Carocci nella collana degli Annali della Fondazione Gramsci.

Gli inediti non offrono rivelazioni di particolare interesse sull’atteggiamento di Togliatti negli anni del ”terrore sovietico”, cioè durante le purghe staliniane. Il leader del partito comunista italiano in tutti i suoi interventi finora sconosciuti al Comintern, di cui era uno dei massimi dirigenti, si allineò alle direttive, denunciando come particolarmente pericolosa l’influenza del trotzkismo, combattendo le idee socialdemocratiche e richiamando tutti alla piu’ severa intransigenza.

La vera novità è considerato tuttavia l’intervento di Togliatti su Mussolini, quando ormai l’Italia era già in guerra da quasi un anno. La dittatura fascista, riconosceva il compagno Ercoli, ”ha fatto anche qualcosa per i lavoratori e per i giovani. Non possiamo negare il dato di fatto dell’introduzione della assicurazione sociale”. ”E’ vero che i salari della maggior parte dei lavoratori sono un po’ piu’ bassi rispetto a quanto non fossero prima della dittatura fascista. Ma c’e’ una differenza. I salari dei lavoratori qualificati non sono poi cosi’ male. Prima della dittatura fascista non esisteva nessuna legislazione sociale fuorché l’assicu-razione per la disoccupa-zione”. (segue)

(Pam/Idb/Adnkronos)

http://www1.adnkronos.com/Archivio/AdnAgenzia/2000/09/28/Cultura/TOGLIATTI-MUSSOLINI-HA-FATTO-DEL-BENE-PER-I-LAVORATORI_161200.php

Capito quanto sono coglioni i drogatelli della sinistra nostrana? Arrivano a negare quello che ammettevano persino i loro degni padri spirituali e politici!

E quindi, una volta tanto, trasformiamo l’indignazione e lo schifo per queste persone, in un qualcosa di divertente ed ironico, come volli fare nel pezzo che vi ripropongo a seguire, giusto per farsi quattro risate (benché amare), sul livello mentale e culturale dei tanti compagnucci che ancora oggi infestano la nostra Patria.

La loro ignoranza è solo pari alla loro vigliaccheria ed al loro odio per tutto quanto è italiano!

Carlo Gariglio

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Caro Compagno,

Io non ho vissuto l’epoca della guerra, mi sono formato le mie opinioni politiche sui libri, come molti di quelli che mi leggeranno, e sulla dura realtà vissuta tutti i giorni sulla mia pelle. Ma a differenza di tanti di Voi, cari compagni, non mi sono fermato al primo libro letto, né mi sono lasciato convincere dalle lusinghe di qualche anziano apparentemente ben informato ed interessato a formare la mia opinione.

Ho sempre rifiutato il ruolo di “carne da cannone” che molti mascalzoni della sinistra (ma anche a destra non mancano analoghi esempi) riservano ai giovani, cercando di capire da solo se quanto mi raccontavano era la verità, oppure era un modo per “caricarmi” ed utilizzarmi per i loro scopi. Tu, invece, caro compagno, che cosa hai fatto in tutti questi anni? Quante baggianate hai bevuto, quante persone hai discriminato o addirittura aggredito perché ti avevano insegnato che “uccidere un Fascista non era reato”? Ti hanno sempre detto che i Fascisti hanno preso il potere con la violenza, uccidendo centinaia di pacifici uomini del popolo, ma non ti hanno mai parlato del “biennio rosso”, vero? Non ti hanno detto che subito dopo la rivoluzione leninista del 1917 in Italia scoppiarono tafferugli e scontri, voluti proprio dai “rossi” che aspiravano a fare diventare la nostra amata Patria un Soviet sul modello dell’URSS, con le tragiche conseguenze sotto gli occhi di tutti… E non ti hanno detto che in questo periodo, dal 1919 al 1922, i rossi trucidarono più di 850 persone in nome della loro tentata rivoluzione, la maggior parte delle quali simpatizzanti per il neonato Fascismo! Così come non ti hanno detto che il numero dei caduti per mano dei rossi superò i duemila, se si considera anche l’anno 1918, ovvero quando il Fascismo non era ancora nato.

Così come ti hanno raccontato che le squadre Fasciste furono il braccio armato della borghesia e del padronato, senza però mai spiegarti come mai il Fascismo, nei suoi primi anni di Governo, legiferò soltanto a favore della classe lavoratrice e dei meno abbienti in genere, dando al popolo italiano pensioni, cassa integrazione, assistenza agli invalidi, sanità e scuole gratuite, colonie estive per i figli dei meno abbienti… Lo sai, caro compagno, che il lavoratore Fascista fu il primo al mondo a beneficiare della riduzione della settimana lavorativa a 40 ore, mentre in tutti gli altri Paesi, soprattutto nelle cosiddette “democrazie”, i lavoratori avevano un orario di 48 ore settimanali?

Già… Però mancava la libertà! Almeno così ti hanno insegnato… C’erano i Tribunali Speciali, le condanne a morte, mancava la libertà di pensiero… Però nessuno ti ha mai fatto vedere le nude cifre: venti anni di “dittatura” portarono a “ben” 42 condanne a morte, di cui solo 31 eseguite… E per reati di terrorismo e di sangue compiuti da individui di etnia slava, che comportarono morti e feriti fra la popolazione! Quei “cari” compagni che ti hanno istruito, ti hanno mai detto quante condanne a morte ci furono in 20 anni nell’URSS di Lenin e poi di Stalin? Eppure da Stalin prendevano ordini, e si batterono per fare entrare l’Italia nell’orbita dell’ex URSS… Vuoi un solo dato, tanto per fare un raffronto? Nei dieci giorni che seguirono il 25 aprile 1945, nella sola zona di Torino, corsero alcune voci che quantificavano in 8000 (ottomila) i “fascisti e presunti tali” trucidati dalle orde partigiane…

La Prefettura di Torino (Prefettura in mano ai partigiani, naturalmente) emise un comunicato ufficiale per smentire e sminuire queste cifre: i trucidati non erano 8000 ma “soltanto” duemila! In dieci giorni… E nella sola zona di Torino! Anche a volere credere alle cifre “partigiane”, fanno pur sempre 200 uccisioni al giorno, vero compagno? Per non parlare delle altre zone ancora più cruente, con il famigerato “triangolo rosso” dell’Emilia Romagna… Come dici compagno? Stai obiettando che i dissidenti venivano condannati al confino? Sì, certo, nessuno lo ha mai negato… Chi tramava contro il Fascismo veniva spesso condannato al confino, in località tipo Ponza, Ventotene, Ustica, Ventimiglia… Tutte località ancora oggi note per il loro clima mite e per le bellezze naturali… Non come la Siberia o i Gulag di “papà” Stalin, o le foibe dell’altro vostro illustre alleato, il Maresciallo Tito…!

Non per altro, quando i tuoi compagni riesumano la fola della violenza Fascista e delle uccisioni, si devono ridurre a citare il caso Matteotti… Ma anche qui, come sempre, non te la raccontano giusta, caro compagno. Ormai chiunque si sia preso la briga di leggere qualche libro sa che Giacomo Matteotti fu rapito ed ucciso perché aveva scoperto una rete affaristica sulla gestione del petrolio e dell’apertura di case da gioco, rete che pareva toccare addirittura la Casa Savoia… Altro che violenza Fascista! Il cadavere di Matteotti venne poi gettato fra i piedi di Mussolini nel vano tentativo di fare cadere il suo Governo, e di questo si convinse persino il suo più feroce accusatore ai tempi del processo, il socialista Carlo Silvestri, il quale aderì alla RSI dopo avere visionato i documenti riguardanti i veri mandanti dell’omicidio…

Documenti che, guarda caso caro compagno, scomparvero dopo il fermo di Mussolini da parte dei tuoi compagni partigiani, nell’aprile del 1945. Non credi alle parole di un Fascista, compagno? Allora leggiti il libro scritto dal compagno giornalista de “L’Avanti” Franco Scalzo: “Il caso Matteotti – Radiografia di un falso storico” – Edizioni Settimo Sigillo, Roma 1996.

Anche all’epoca, caro compagno, ci furono dei trinariciuti pronti a non credere ai Fascisti… Ed infatti, il 12 settembre 1924, per “vendicare” Matteotti, i comunisti uccisero il sindacalista e deputato Fascista Armando Casalini, che spirò fra le braccia della sua bambina…

Guareschi

Ma immagino la tua risposta, compagno, a proposito di questo episodio: “Mai sentito nominare”.

Come dici compagno? Oltre a Matteotti ti hanno parlato dei fratelli Rosselli e di Gramsci, che sarebbe morto in carcere nel 1938 grazie ai Fascisti?

Bè, se posso darti un consiglio da “Camerata” a compagno, studiati bene quali furono le attività dei fratelli Rosselli ed il loro ruolo negli attentati terroristici anarcoidi degli anni che vanno fra il 1919 ed il 1937… E leggiti meglio la storia di Gramsci, il quale venne sì arrestato, ma venne anche liberato nel 1934 e graziato nel 1937… Tornò libero e morì in una clinica privata di Roma, ma non certo a causa della “violenza Fascista”! Ma se su tutte le cose sopra descritte sei stato male informato, caro compagno, di quanto sto per dirti non ne avrai mai e poi mai sentito parlare… E’ troppo imbarazzante per i tuoi compagni affrontare questo discorso, benché sia tutto abbondantemente conosciuto e documentato dai tuoi “capi”… Il Fascismo fu solo violenza, olio di ricino, privazione delle libertà individuali? Ed allora come mai i tuoi più illustri compagni nel 1936 lanciarono il famoso “Appello ai fratelli in Camicia Nera”? La decisione di pubblicare il famoso appello nacque nel clima di sfiducia che pervadeva la dirigenza comunista in esilio alla metà degli anni 30. Essa si rendeva ormai conto che il consenso del popolo italiano nei confronti del fascismo era pressoché totale, anche se oggi te la raccontano molto diversamente, e che persino le masse operaie ormai appoggiavano il fascismo in blocco. I comunisti di allora, che conoscevano perfettamente la situazione italiana, riconobbero ciò che gli ignoranti di oggi si rifiutano di ammettere…

Nel giugno del 1936, sulla rivista “Stato operaio”, la rivista teorica del PCI, i dirigenti comunisti tentano un primo approccio: “Noi tendiamo la mano ai fascisti nostri fratelli di lavoro e di sofferenze perché vogliamo combattere insieme a essi la buona e santa battaglia del pane, del lavoro e della pace. Tutto quanto noi vogliamo, fascisti e non fascisti, possiamo ottenerlo unendoci e levando la nostra voce, che è la voce del popolo”.

Nell’agosto si arriva a un documento solenne, rivolto ai “fratelli in camicia nera”, che ha come base la riconciliazione tra fascisti e non fascisti: “Noi proclamiamo che siamo disposti a combattere insieme a voi e a tutto il popolo italiano per la realizzazione del programma fascista del 1919 e per ogni rivendica-zione che esprima un interesse immediato, particolare o generale, dei lavoratori e del popolo italiano”.

Tra i firmatari dell’appello figurano: Togliatti, Grieco, Gennari, Di Vittorio, Marabini, Montagnana, Longo, Ciufoli, Lampredi, Valiani e moltissimi altri.

I comunisti sono costretti a riconoscere i risultati conseguiti dal fasci-smo. Greco afferma che “Dobbiamo specificare che lotteremo per una democrazia nuova che tenga conto dell’esperienza fascista.”; Montagnana che “L’attività degli antifascisti, degli stessi comunisti, è pressoché nulla. Gli elementi attivi sono fascisti” e che “Noi dobbiamo avere il coraggio di dire che non ci proponiamo di abbattere il fascismo”; Longo che “Noi siamo dei pigmei e nulla possiamo ancora contro le organizzazioni avver-sarie”; Ciufoli che “Il PCI, facendo suo il programma del 1919, colmerà il vuoto che esiste ancora tra noi e le masse”;Gennari che “L’attività svolta dalle masse nei sindacati fascisti e i risultati ottenuti dimostrano che già i sindacati fascisti possono essere uno strumento di lotta contro il padronato e perciò essi debbono essere considerati come i sindacati operai nella attuale situazione italiana”.

Capito compagno? Nel 1936, dopo la conquista dello Impero, non eravamo poi così male agli occhi dei tuoi dirigenti. Addirittura il programma Fascista del 1919 volevano adottare! E non si proponevano di abbattere il Fascismo, considerando addirittura i sindacati fascisti come strumenti di lotta operaia contro i padroni!

Chissà quando è che i tuoi compagni hanno scoperto che il Fascismo era solo violenza, che fu il braccio armato di borghesi e padroni, che privava il popolo della libertà… Fino al 1936 (dopo 14 anni di “dittatura Fascista”, compagno, è bene ricordarlo) parevano non pensarla così…

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Avrà influito il fatto che l’appello rimase inascoltato dai Fascisti?

Avrà influito il fatto che dopo il periodo delle vittorie cominciò quello dei sacrifici e delle sconfitte?

Tutto può essere, caro compagno… Tutto, tranne il fatto che i tuoi compagni raccontino le cose per quello che sono e che furono!

Anche nel breve periodo della RSI, mentre i Fascisti si sforzavano di favorire le classi lavoratrici, i tuoi compagni erano schierati con i “liberatori”, curiosamente alleati degli stessi “padroni” che questi compagni dicevano di combattere… Fascisti Repubblicani che creavano la cogestione e la socializzazione delle imprese, e comunisti italiani alleati delle famiglie padronali (una fra tutte: gli Agnelli), poiché entrambi sabotavano lo sforzo Fascista per favorire l’invasione della Patria da parte degli “alleati”… Credi a noi, Compagno… Ti hanno preso per il deretano per decenni, e tu li hai accontentati, aiutandoli a prendersi il potere, ad uccidere quanti, come noi, potevano sbugiardarli ed inchiodarli alle loro responsabilità.

Ti hanno fatto diventare “partigiano” per difendere i loro interessi e le loro trame con Mosca, gli USA e gli industriali italiani.

Ti hanno convinto a continuare ad uccidere anche dopo la guerra, fino agli anni 50 almeno, per paura che qualcuno potesse un giorno tornare per smascherarli e dare a loro quello che meritavano… E ti hanno educato all’odio per quelli come noi sempre per lo stesso motivo: il sacro terrore di doverla un giorno pagare.

Negli anni 70 hanno trovato una generazione facilmente malleabile, e l’hanno mandata in piazza a scannarsi con altri giovani come loro, “colpevoli” di conoscere la verità… E tu compagno hai sfondato il cranio a colpi di chiave inglese a sedicenni come Sergio Ramelli, hai bruciato vivi i fratelli Mattei nel rogo di Primavalle a Roma, perché ti avevano detto che uccidere i Fascisti (ed i loro figli, in questo caso) non era reato, hai “sprangato” e spesso ammazzato dietro loro ordine ed incitamento, mentre loro si godevano le prebende parlamentari…

LerciRossiNon è ora di aprire gli occhi, compagno? I documenti ci sono tutti, basta sapere cercare e sapere leggere… Un ultimo esempio prima di salutarti? La prossima volta che qualche vecchio assassino ti inviterà a celebrare il suo 25 aprile, o la prossima volta che qualcuno di loro ti parlerà degli “eroi” partigiani “trucidati” dai Fascisti, sbattigli sotto il grugno una copia della Sentenza del Tribunale Supremo Militare del 26 aprile 1954… In essa, senza ombra di dubbio, troverai scritto che i militari della RSI erano legittimi combattenti belligeranti a tutti gli effetti, nonché rappresentanti di uno Stato riconosciuto ed operante… E troverai scritto anche che i cosiddetti “partigiani” non avevano alcun titolo legale per essere definiti “belligeranti”… In altre parole, militari legittimi contro banditi in borghese che sparavano a tradimento. Questo è scritto in una Sentenza di un Tribunale della Repubblica Italiana, scritta ben 9 anni dopo la caduta del Fascismo (http://www.laltraverita.it/documenti/sentenza_tribunale_militare.htm).

Come dici compagno? Non ne avevi mai sentito parlare? Al partito non te lo avevano mai detto?

Lo so compagno, lo so…

Carlo Gariglio