MENGELE MI HA DETTO – 9 MARZO 1983 (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Gennaio 2021)

Come anticipato sullo scorso numero del mensile, ho condotto una lunga ricerca sui vecchi numeri cartacei del nostro giornale, al fine di ritrovare e ripubblicare un documento eccezionale, che di cui (ovviamente) non si trova più alcuna traccia su internet.

Ricordavo che molti anni fa avevo recuperato una bellissima intervista rilasciata dal Dott. Mengele e pubblicata addirittura dal settimanale “Oggi” (quindi non La Voce del Nazista!), n° 10 del 9 marzo 1983, a cura di un certo Hubert Lassier.

Ora, nessuna traccia di essa si trova nell’archivio del settimanale, così come pare non esistere il nome dell’intervistatore.

Per fortuna ho ritrovato la famosa copia cartacea ed ho fedelmente ricopiato il tutto; potrete ammirare come il Dott. Mengele, con la sola forza della logica dei suoi argomenti, riesca a ridicolizzare in poche pagine le varie cazzate che ci raccontano ormai da decenni sol cosiddetto “olocausto”, sulle presunte camere a gas, sui milioni di morti e sui vari esperimenti criminali del povero Mengele, probabilmente il più diffamato della Storia dopo Adolf Hitler!

Buona lettura!

Carlo Gariglio    

rimpatriata

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Hubert Lassier

America del sud, marzo: il Dott. Mengele, che sono riuscito a ritrovare dopo innumerevoli peripezie, in una zona di confine tra Paraguay, Argentina e Brasile, ha accettato di farsi intervistare. Nella prima parte (omessa) del colloquio ha raccontato come e quando entrò nelle SS e come divenne ufficiale medico del famigerato lager di Auschwitz. In questa seconda parte l’intervista entra ne vivo e “l’angelo della morte” si dilunga a descrivere, dal suo  unto di vista, il campo.

“I fabbricati di Auschwitz 1, gli Stammlager, vecchie caserme, erano poco accoglienti ma ben costruite. Le baracche erano solide e razionali, avevamo un ospedale ben attrezzato, nella baracca 17, un campo sportivo, un salone per gli spettacoli, dove i detenuti davano concerti e rappresentazioni teatrali e la domenica si celebravano i riti cattolici, ortodossi e luterani. E c’era anche, scusi l’accostamento, un bordello.

Tutto qesto non era solo nelle intenzioni, come negli altri casi, ma funzionava. Perché? Perché erano le SS ad occuparsi direttamente della gestione e della disciplina nel campo.

La disciplina era severa, è logico, ma non si tollerava la brutalità. A cominciare dagli stessi detenuti. C’erano dei “Kapò”, come in tutte le prigioni del mondo, ma sotto rigoroso controllo.

L’intendenza assegnava ai detenuti lo stesso numero di calorie alimentari riservate ai civili tedeschi, comprese le razioni supplementari per i lavori pesanti. Ed a questo andavano aggiunti  pacchi mandati dalle famiglie e quelli che, attraverso la Croce Rossa, spedivano gli americani.

Guardi nel libro che sto leggendo queste foto, di origine sovietica, scattane all’arrivo dei soldati russi, quando nel campo erano rimasti solo i malati. Hanno l’aria di morti di fame?”

Vuol dire che la vita era decente, nonostante la situazione?

Esattamente. E’ così che molti miei Camerati vivono nel campo con moglie e bambini. Anche mia moglie è venuta più di una volta a passare qualche giorno con me.

Questi secondo Lei, dottore, erano i pregi di Auschwitz. E i difetti? C’erano almeno dei difetti?

Sì, ed erano causati soprattutto dal miscuglio di gente. Ad Auschwitz avevamo prigionieri che appartenevano a venti nazionalità diverse. I russi volevano solo i loro compagni, gli zingari non avevano voglia di lavorare e giocavano di coltello. I polacchi non sopportavano la presenza degli ebrei. Tutto così. Inoltre noi avevamo detenuti di ambo i sessi, e non siamo mai riusciti ad impedire che gli uomini, la notte, si infilassero nelle baracche delle donne.

Ma queste non erano certamente le cose più gravi.

In principio noi avremmo dovuto accogliere solo prigionieri in grado di lavorare, per condizioni ed età. Ma troppo spesso gli altri campi si sbarazzavano delle persone inutili e le mandavano ad Auschwitz.

Quanti prigionieri c’erano?

In media, tra il complesso di Auschwitz – Birkenau e iomandi di lavoro di Parmense, Raisko e Monowitz, circa duecentomila. Senza contare, ovviamente, i prigionieri di guerra ed i lavoratori volontari.

Noti che i prigionieri non erano mai concentrati, se non la notte. Di giorno, la maggior parte uscivano sotto una sorveglianza blanda per raggiungere i vari posti di lavoro disseminati un tutta la zona.

Dottore, non è che col passare degli anni lei abbia un po’ esagerato nell’infiorare i ricordi? La gente moriva anche ad Auschwitz!

La gente moriva dappertutto in Europa a quell’epoca. Ad Auschwitz ricevevamo, come le ho già detto, molti vecchi, invalidi, malati; la maggior parte dei detenuti che ci mandavano gli altri campi erano gravemente denutriti. Gli ebrei soffrivano il lavoro, perché non ci sono abituati ereditariamente. Sono soprattutto dei commercianti e le fatiche manuali per loro diventavano insopportabili.

E poi i bombardamenti dell’aviazione americana facevano centinaia di vittime; nello stesso tempo dovevamo fare i conti con le epidemie, in particolare con il tifo.

Allora ad Auschwitz si moriva solo di malattia o vecchiaia?

Bé, c’erano anche i casi di detenuti giustiziati dopo una condanna del tribunale del campo. Innanzi tutto i colpevoli di sabotaggio, poi quelli di altri delitti comuni.

E lo sterminio in massa, sistematico, nelle camere a gas?

Le camere a gas non esistevano ad Auschwitz; lei non è obbligato a credermi, ma non può mettere in dubbio i  rapporti degli ispettori della Croce Rossa internazionale, pubblicati nel 1948. Mi ricordo benissimo di un sopralluogo compiuto da una commissione nel settembre del 1944, perché fui a lungo interrogato dai suoi membri sull’attività del laboratorio che dirigevo.

Quelli che mostrano oggi ai visitatori sono spogliatoi, dove i detenuti venivano disinfettati con un getto di gas Ziclon B, lo stesso sistema che si usava per i soldati che ritornavano dalla Russia. Dopo la “liberazione” (domandate ai polacchi che cosa ne pensano di questa parola), gli edifici furono truccati dai russi per dar loro maggiormente l’aspetto di camere a gas. Fu addirittura costruito un enorme camino che nel gennaio 1945, quando evacuammo noi il campo, non esisteva.

CameraGasMa allora, dottore, la selezione che si praticava all’arrivo di ciascun convoglio?

Era prima una rapida ispezione medica destinata alla cernita dei malati e, in linea generale, degli inabili al lavoro; poi una selezione degli altri per attitudini e preferenze, che permettevano di avviarli alle diverse attività del campo.

E i malati, i vecchi, i denutriti non venivano forse eliminati?

Ma anche se l’avessimo voluto non potevamo farlo. Non avevamo camere a gas ad Auschwitz, glielo ripeto, né alcun altro sistema di sterminio.

Ma allora perché lei partecipava personalmente alle selezioni?

Una volta tanto, una cosa quasi vera. Mi è capitato di sostituire qualche collega malato, o in permesso. Più raraentesono andato a cercare qualche soggetto per le mie ricerche. Ma attenzione…

Mi perdoni. Delle sue attività parleremo più avanti. Adesso vorrei chiarire, se è possibile,  n altro punto. Se non ci sono mai state esecuzioni di massa, come lei sostiene, allora come spiega i forni crematori?

Ci sono in tutte le città tedesche che abbiano una popolazione di almeno 200 mila abitanti. La cremazione  molto usata presso le nostre genti luterane. Voi stessi in Francia avete degli impianti per la cremazione nei grandi agglomerati urbani.

Nei capi i forni erano necessari ancora di più, perché il pericolo di epidemie era maggiore. In ogni parte del mondo si bruciano le salme delle vittime di malattie contagiose.

C’era un crematorium ad Auschwitz 1, che ha funzionato dall’agosto 1942 al luglio 1943, e un altro a Birkenau (e non quattro come si è raccontato), utilizzato dall’aprile 1943 al dicembre 1944.

Ciascuno aveva una capacità massima di 35 cadaveri al giorno, ammettendo che potessero funzionare 24 ore su 24, cosa impossibile.

Quindi, se i forni avessero lavorato a pieno ritmo, e non era il nostro caso, non si sarebbero potuti cremare, durante l’esistenza dell’intero campo, più di 32 mila cadaveri.

Ho rifatto più volte il calcolo dalla fine della guerra, glielo assicuro.

Ma dottore, perché questo odio verso gli ebrei? Perché li consideravate una razza inferiore?

Lei si sbaglia. Io personalmente non ho alcun odio particolare nei confronti degli ebrei. Per noi erano solo dei nemici, come gli zingari, i francesi, o i comunisti. Quindi dovevamo combatterli con decisione, a maggior ragione perché li conside-ravamo intelligentissimi e quindi ancor più pericolosi.

Dottor Mengele, si dice che proprio lei personalmente abbia bruciato quattro milioni di ebrei ad Auschwitz!

E dove li avrei trovati tanti cadaveri? Dove avremmo trovato il combustibile necessario?

Provi a rivolgersi al crematorio di Parigi: lì le diranno quanti litri di  gasolio, o quanti chili di carbone sono necessari per cremare un solo cadavere.

E’ chiaro che i quattro milioni di Auschwitz sono stati inventati per poter raggiungere la famosa cifra di sei milioni. Una cifra inverosimile; non esistevano sei milioni di ebrei in tutta Europa. Ne vuole la prova?

Che prova?

Lei sa che si è prodotto per stabilire l’esistenza di un programma di sterminio degli ebrei, una specie di verbale di una conferenza tenuta a Wannsee, il 20 gennaio 1942.

E’ un falso palese, riconosciuto per tale unanimemente dagli storci obiettivi.

In quel documento venne indicato il numero di ebrei esistenti in ogni Nazione, per un totale di 11 milioni in Europa. Ma compresi i 5 milioni dell’URSS.

Allora, undici meno cinque fa sei, in tutto il continente, compresa la Gran Bretagna ed i Paesi neutrali.

In pratica si lascia intendere che noi avremmo eliminato tutti gli ebrei, anche quelli che non erano alla nostra portata.

Quel documento, senza carta intestata, né firme, chiamato “protocollo di Wannsee”, è stato fabbricato in occasione del processo Eichmann, quando ancora si parlava di tre milioni di vittime.

Mi dica, quanti ebrei avevate in Francia prima della guerra?

Non so, da noi sui documenti non figura la razza e nemmeno la religione. Più o meno, gli ebrei francesi si stimavano sui 250 mila.

Ecco, ne aggiunga 50 mila emigrati dalla Germania fra il 1933 ed il 1939, ed arrotondiamo per eccesso. Diciamo allora 300 mila in totale.

Il “protocollo di Wannsee” ne attribuiva alla Francia 860 mila:un ebreo  ogni 46 abitanti, tre volte di più della realtà.

Riduca in proporzione la cifra di sei milioni. Se poi l’esagerazione non fosse tanto macroscopica come per la Francia nel caso degli altri Paesi, saremmo comunque ben lontani dai sei milioni.

olocausto_ebraico_truffanumero_dei_mortiebreifonti-ebraiche-americaneMa se voi non li avete sterminati col gas, che fine hanno fatto tutti quegli uomini?

Sono in Israele, in Unione Sovietica, oppure si sono rifugiati, come hanno fatto gli ebrei polacchi nel 1941, negli Stati Uniti, in Argentina e in Europa.

Nel 1938, secondo il Comitato ebraico americano, vivevano in tutto il mondo più di 15 milioni di ebrei.

Nel 1948, stando ad un articolo pubblicato sul New York Times dallo statistico Baldwin, erano già 19 milioni.

Secondo i calcoli degli studiosi seri, certamente non nazionalsocialisti o antisemiti, il numero ufficiale degli ebrei morti durante la guerra, per ogni tipo di causa, sul territorio tedesco o occupato, varia fra i 170 mila morti ed il mezzo milione.

Senta un  po’ dottore, a dar retta a lei non ci sarebbe stato nessun massacro egli ebrei durante la guerra. Non le sembra poco credibile?

Non ho detto questo. Quando le nostre truppe sono entrate in Galizia, alcune unità di volontari ucraini si sono lasciate andare ad atti d’intolleranza antisemita. Più o meno hanno fatto in territorio sovietico le unità russe incorporate nella Wehrmacht. Certamente i nostri Einsatzgruppen, l’equivalente degli spazzini di trincea della prima guerra mondiale hanno passato un po’ il segno. Ma  in ognuno di quei casi la nostra repressione è stata severa.

Non esisteva dunque una “soluzione finale”?

Certamente, ma la soluzione finale era l’espulsione degli erebi dall’Europa. Noi avevamo pregato la Croce Rossa internazionale di farsi carico di una loro destinazione, ma nessun Paese, alleato o neutrale, ne volle sapere. Domandammo a più riprese al governo francese di mettere a disposizione il Madagascar: il maresciallo Petain ci disse che gli indigeni dell’isola erano brava gente e non meritavano una cosa del genere.

Fu solo allora che Hitler decise di deportare gli ebrei in Polonia, provvisoriamente. E poiché in tempo di guerra erano considerati come forze nemiche, furono internati in buona parte nei campi di concentramento.

Gli Stati Uniti non hanno fatto forse la stessa cosa con i Nisei, i giapponesi che vivevano in America?

Dopo queste considerazioni, diciamo così generali, vogliamo parlare della sua attività professionale ad Auschwitz, dottor Mengele?

E’ il punto che più mi interessa chiarire. E ho già detto che io ero il responsabile del blocco sperimentale. Cosa facevamo lo dice il nome: esperimenti, come in tutti gli ospedali di ieri e di oggi.

Esperimenti? Negli ospedali?

Ma è logico. Mi sembra facile da capire; si mette a punto un nuovo medicinale e di solito lo si esperimenta su una cavia, su un cane, su un animale qualsiasi. Ma l’uomo non è né un topolino, né un cane. Un giorno bisogna pure  somministrare il nuovo farmaco ad un essere umano, senza conoscerne prima gli effetti precisi.

Negli ospedali lo si fa senza dir nulla ai degenti. Di solito si comincia nelle corsie dell’assistenza gratuita, fra i ricoverati più poveri.

Ad Auschwitz noi facevamo esperimenti su condannati a morte, anticipando gli americani che in seguito ci imitarono.

In ogni caso, per ogni volta, avevamo un’autorizzazione da Himmler in persona.

Penso che lei mi crederà se le dico che, nel 1950, un tribunale militare francese ha assolto i medici tedeschi del campo di Schirmeck, accusati di aver compiuto sperimenti sui detenuti dalla testimonianza di alcuni colleghi dell’ospedale di Parigi.

Wiesenthal accusa lei personalmente di aver sacrificato la vita di un migliaio di gemelli con iniezioni dolorosissime solo per tentate di cambiare loro colore agli occhi!

Oh, Wiesenthal! Nel libro, le cui pagine le sta certamente citando, ha fatto arrestare Anna Frank da una SS con l’uniforme nera. Nel 1942! Erano già tre anni che le SS portavano le uniformi grigioverde. Ma il nero è più sinistro, no?

L’ignoranza di quest’uomo è pari solo alla sua malafede.

Il colore degli occhi di una persona non è che un carattere secondario della razza, una conseguenza di un complesso genetico di un individuo.

Cambiare il colore degli occhi con un’iniezione, qualora  fosse possibile, non trasformerebbe certo un nordico, un alpino, o un mediterraneo più di un paio di lenti a contatto. Lo sa anche una matricola universitaria.

E’ vero che ho fatto esperimenti sull’iride, ma per vedere come reagiva a certe stimolazioni e per compiere una ricerca sulla cecità. Nessuna persona è morta in seguito a questi esperimenti; ripeto, nessuna. Ammetto che per qualche giorno abbia avuto gli occhi irritati, ma tutto qui.

Quanto ai gemelli, le sole ricerche che si possono fare, e ne sono state fatte parecchie negli Stati Uniti prima e dopo la guerra, consistono nello stabilire, nella loro evoluzione biologica e nei loro comportamenti, quanto peso aia l’ereditarietà e quanto ne abbia l’ambiente. Beninteso, parlo dei gemelli veri, quelli monozigoti.

Per far questo non c’è che un metodo: seguire per una decina d’anni due gemelli che, spesso per motivi di adozione, sono stati separati alla nascita e sono andati e vivere in due ambienti diversi.

Questo sarebbe stato impossibile ad Auschwitz.

E’ vero che il problema dei gemelli mi ha sempre affascinato; sui gemelli giustiziati, per esempio, praticavo l’autopsia per vedere se c’erano state o no reazioni interne differenti.

Non ho mai fato giustiziare appositamente dei gemelli solo per poter fare degli esperimenti. Dio mi è testimone.

Del resto ho letto proprio qualche mese fa su una rivista americana che ad una riunione di ex deportati di Auschwitz hanno partecipato almeno una quindicina di gemelli e stavano benissimo.

Tutte queste storie, caro signore, sono solo invenzioni incoerenti d’analfabeti.

Wiesenthal non detto, per esempio, che i medici del campo avrebbero trasformato in donna un ragazzo di 13 anni, che dopo la guerra, grazie ad una complicata operazione, riebbe la sua virilità?

Non conosco precedenti di testicoli ricresciuti, né di membri artificiali. Che vada a raccontarlo a qualsiasi urologo, o qualsiasi chirurgo!

E le donne incinte? Si dice che lei abbia studiato gli effetti della sotto-alimentazione su feto, e che per fare questo, abbia sottoposto alcune prigioniere ad un regime di fame. E che ne abbia fatte abortire altre per studiare via via dal vivo tutte le fasi dello sviluppo intrauterino.

Il soggetto della ricerca è esatto. Lei sa che l’alimentazione in Germania  andava via via peggiorando man mano che la guerra si prolungava. Avevamo dunque più di un motivo per svolgere studi sugli effetti che ciò avrebbe prodotto sulla generazione seguente.

Ora, noi accoglievamo ad Auschwitz, di tanto in tanto, delle donne incinte sottoalimentate che venivano arrestate, o che provenivano da altri campi. Erano soggetti ideali per sperimentare nuovi alimenti in grado di rimettere in sesto madre e bambino, e naturalmente noi dovevamo controllare strettamente la loro dieta.

Ben lungi da affamare le donne, cercavamo di migliorare le loro condizioni e soprattutto quelle del nascituro.

E in questo caso un aborto è del tutto inutile: bastano le analisi che conoscono tutti i ginecologi.

Altre donne erano però meno fortunate di queste. Voi sperimentavate su di loro tecniche di sterilizzazione.

La sterilizzazione, come lei sa, era legale in Germania come in certi Stati dell’America settentrionale, o in Danimarca. Lo è anche oggi in India. Veniva autorizzata dai tribunali dell’igiene razziale ed imposta solo ai portatori di tare ereditarie.

Quanto ai procedimenti, erano molto semplici ed avanzati, tant’è  vero che da allora non sono più cambiati.

73056257_419862602048514_4100273117052534784_nSicché, dottore, lei non ha nulla di che rimproverarsi.

Proprio nulla. Non ho mai maltrattato, o lasciato maltrattare un prigioniero. Ho contribuito a salvarne migliaia, come ho salvato migliaia di Camerati al fronte, o di civili. Soprattutto bambini.

E’ sicuro di avere la coscienza tranquilla?

Tanto tranquilla che dopo la capitolazione io sono regolarmente rientrato a casa mia, a Gunburg, ed ho passato cinque anni senza che nessuno mi tormentasse, né e autorità di Bonn, né quelle di occupazione.

Non avevano ancora fatto di me un criminale di guerra. Il mio ruolo al campo fu così poco importante che nel grosso volume consacrato da Guglielmo Staglich al mito di Auschwitz io sono nominato due sole volte, nelle note.

E le due volte solo perché il dottor Nyiszli, un medico ungherese detenuto e assegnato all’ospedale da campo, mi ha accusato di avere fatto sezionare dei cadaveri.

E’ quella che si chiama comunemente autopsia.

Non ho fatto altro. Non ho fatto molto, effettivamente. Ma domandi pure a questo dottor Nyiszli che mi conosce bene, dal momento che è stato mio assistente, se sono stato quel mostro che si è detto.

Ha mai sofferto lui stesso del mio autorita-rismo?

Chi ha salvato la sua famiglia?

No, caro signore, tutte quelle cose orribili sono state deformate, o inventate.

Al contrario, io posso provarle che ho salvato un sacco di gente; mi ricordo di un medico che si chiamava Levi e che ebbe l’abilità di farmi cancellare molti nomi dalle liste dei condannati.

E poi i bambini. Perché le madri venivano da me per supplicarmi di salvare i loro figli malati?

Perché appena potevo lo facevo, sempre.

E mi ricordo anche di quella donna, polacca mi pare, la dottoressa Hautval; eravamo nell’agosto del 1943, rifiutò di farmi da assistente.

E cosa è successo? L’ho fatta assassinare?

No, se ne andò viva e vegeta da Auschwitz.

E non mi dica che tutte questa persone sono morte; qualcuno potrà testimoniare

 

I FRATELLI D’ISRAELE (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Novembre 2020)

Sullo scorso numero del mensile, ho accennato al problema del ruolo deleterio per i nostri ideali giocato, fin dal dopoguerra, dai falsi Fascisti che si sono alternati sulla scena politica italiana… Problema che è stato amplificato (e lo è tuttora) dai tanti dementi (alcuni anche nostri iscritti) convinti di trovarsi sempre e comunque al cospetto di “camerati”, persino quando gli stessi leader di certi gruppi vantassero il loro antifascismo.

Restando in tema, copio a seguire il testo integrale di una mail che ho ricevuto in data 22/10/2020.

“ISCRIZIONE ROBERTO ARCHI NATO A MANTOVA IL 20.07.1953

Egr. dott. Carlo Gariglio a motivo di una diffamante  polemica che ha interessato il mio assistito Roberto Archi (come da procura speciale in allegato), le chiedo cortesemente di informarmi se corrisponde al vero il fatto che lo stesso sia iscritto al Vs Movimento in quanto egli nega tale circostanza e di non conoscere alcuno facente parte del Vs. Movimento.

In attesa di urgente riscontro porgo Cordiali Saluti

Avv. Giuseppina Coppolino

Via Rippa 5 46100 Mantova

Tel. e fax 0376173115 cell. 3398591190

giuseppina.coppolino@mantova.pecavvocati.it”

Vi risparmio la procura allegata, contenete i dati privati di questo Roberto Archi… Hai visto mai che il personaggio non ne approfitti per farmi causa per violazione della privacy!

Meloni

Ora, di norma quando ricevo una qualsiasi comunicazione da un avvocato, la cestino immediatamente, dato che certi sciacalli (non a caso compagni di studi e di merende dei maiali in toga detti “magistrati”) ti contattano solo per estorcerti denaro e/o per minacciarti in qualsiasi modo.

Ma questa volta sono rimasto incuriosito fin dal soggetto (chi sarà mai questo Roberto Archi?), che stando al suo avvocato è rimasto vittima di una “diffamante polemica”.

Facendo una breve ricerca, ho scoperto che questo Archi è nientepopodimeno che assessore alla cultura del comune mantovano di Roncoferraro, iscritto ed organico a quella fogna di partito pomposamente definito “Fratelli d’Italia”… Costui, per farsi bello, ha deciso di fare restaurare alcuni monumenti con scritte Fasciste, cosa che naturalmente per il pattume sinistro è intollerabile.

Ma quale sarebbe la diffamante polemica che ha interessato questo poveretto?

Ecco un estratto da un giornale locale che lo spiega a meraviglia:

Torna sul caso il capogruppo di minoranza, l’ex sindaco Federico Baruffaldi – che tra l’altro aveva sollevato la questione iniziale – sostenendo che «l’assessore alla cultura Roberto Archi si nasconde dietro una foglia di fico. L’assessore ha già fatto capire in vari modi di essere fascista, allora lo dichiari ufficialmente; inoltre rinunci al cavalierato della Repubblica che gli era stato assegnato e si dimetta da una carica democratica come quella che ricopre».
Baruffaldi fa riferimento ad una pagina Facebook, adesso rimossa («ma io ho ancora lo screenshot») in cui
Archi dichiara la sua appartenenza al Movimento Fascismo e Libertà. A questo punto interviene il sindaco Sergio Rossi che, in modo pacato, cerca di spegnere le polemiche e riportare l’attenzione «su quello che dobbiamo fare per il nostro paese e la nostra comunità».

«Io sono davvero sbalordito da tutto il clamore di questi giorni – spiega –. Volevamo solo ripulire un monumento e spiegheremo le scritte scoperte dando incarico all’Istituto mantovano di storia contemporanea. La richiesta ufficiale la faremo a breve, per ora abbiamo contattato una collaboratrice». E ancora: «Ho parlato con Archi, mi ha assicurato di non appartenere al Movimento Fascismo e Libertà; era apparso un suo pseudonimo perché lui è un casanovista (appassionato della storia di Casanova, ndr), ma è solo iscritto a Fratelli d’Italia. Noi non vogliamo riportare il Ventennio in paese, ma lavorare per la nostra comunità».

https://gazzettadimantova.gelocal.it/mantova/cronaca/2020/10/17/news/l-ex-sindaco-baruffaldi-rilancia-se-archi-e-fascista-si-dimetta-1.39427607

Sarebbe interessante potere spiegare al demente comunista Baruffaldi che il sottoscritto ha più volte ricoperto la carica di Consigliere Comunale (e tuttora la ricopre), dichiarandosi Fascista prima, durante e dopo le elezioni, e che è stato eletto proprio con elezioni democratiche che di norma i comunisti non amano, dato che ovunque siano stati al potere, hanno tolto il fastidio ai cittadini di votare, e sono andati e restati al potere solo grazie a carri armati ed eccidi vari… Ma sarebbe inutile provare a parlare di politica e/o di Storia con un’idiota comunista. Più interessante fare notare, al contrario, come la tattica dei poveracci stile Archi, sia sempre la stessa, fin dai tempi di Almirante: bofonchiare di tanto in tanto qualcosa di simile al Fascismo, salvo poi militare in una formazione politica che prende ordini da Israele e che è diretta da una mentecatta che fin dai tempi di AN gridava: “Fuori da AN chi non è antifascista”!

E tanto per non fermarsi alle posizioni della “capocciona” del partito, ecco uno dei suoi degno compagni di merende:

https://politiche2018.blogautore.repubblica.it/se-il-fratello-ditalia-e-antifascista/

Quindi, siamo di fronte ad un partitucolo i cui stessi dirigenti vantano il loro antifascismo, corrono in Israele a prendere ordini e addirittura querelano chi osa accostarli ad un movimento chiaramente e dichiaratamente Fascista come il nostro!

Crosetto

Francamente i diffamati siamo chiaramente noi, non certo il Fratello israelita che gioca a fare un po’ di confusione per garantirsi qualche voto in più, grazie ai tanti coglioni italioti che si fanno prendere in giro da qualche singola azione e/o dichiarazione.

Ovviamente noi non abbiamo soldi da buttare in avvocati sciacalli, indi sono stato fiero di comunicare all’avvocata in oggetto che noi altri non abbiamo mai sentito nominare questo Archi. Speriamo che la causa vada bene a questi signori, così avremo almeno la soddisfazione di leggere una Sentenza dove si chiarisce oltre ogni dubbio che nessuno di questi infami al soldo di Israele ha mai avuto contatti con il MFL-PSN, né tanto meno si è mai iscritto.

Ancora più ovviamente, tutto questo non servirà, come non servono i miliardi di prove contro la favola olocaustica dei “sei milioni” e delle camere a gas, né l’elenco delle stragi e degli stupri partigiani, e neppure delle balle che ci propinano con il finto virus! I coglioni restano tali a prescindere!

Carlo Gariglio

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PERCHE’ NOI SIAMO MIGLIORI DI LORO (E LO SAREMO SEMPRE) – Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Settembre 2020

Spero che i miei lettori più affezionati mi perdonino (per fortuna sono rimasti in pochi!) se ricorro ancora una volta a questo vecchio articolo, peraltro già riproposto in passato, ma credo che un buon ripasso di esperienze di vita politica vissuta faccia molto bene, soprattutto ai nuovi iscritti arrivati di recente, che comprensi-bilmente non hanno ancora ben capito l’unicità del MFL-PSN nel panorama politico italiano, né hanno ben chiaro il ruolo criminale e mistificatore della sinistra italiana.

Quello che si racconta nell’articolo è accaduto veramente, ed accadrà ancora molte volte, almeno finchè non riusciremo a mettere gli squallidi sinistri in condizioni di non nuocere e non avvelenare il panorama politico italiano.

Ovviamente molti dei nomi citati non fanno più parte del MFL-PSN, così come molti dei link evidenziati non riportano più agli articoli citati, in quanto molti siti sono stati chiusi, o spostati ad altri indirizzi.

Ma giusto per limitarsi ai rilievi del Dott. Oliari dei Gaylib, del quale ho riproposto sul numero scorso l’intervista fattami molti anni fa, ecco un paio di link ad articoli recenti e ben documentati, che saranno utili sia ai tanti coglioni gay che si illudono di avere l’appoggio della sinistra, sia ai tanti coglioni nostrani che, per sentirsi più rivoluzionari (da tastiera), idolatrano il criminale comunista Che Guevara:

https://www.mag24.es/2017/10/06/che-guevara-morte-ai-gay/

CheE non volendo fermarci all’idolo dei cerebrolesi con evidenti pecche storico – politiche, ecco altre perle che ci giungono direttamente dall’Unione Sovietica, cioè il “paradiso” dei lavoratori e della giustizia sociale:

“Negli anni Trenta, sotto Stalin, iniziò però un periodo di repressione generale della sessualità (il «Termidoro sessuale») ed articoli contro l’omosessualità furono introdotti in tutti i codici penali delle repubbliche sovietiche.

Nikolai Krylenko, commissario del popolo (cioè ministro) per la giustizia, annunciò che «l’omosessualità è il prodotto di decadenza delle classi sfruttatrici, che non hanno niente da fare» e che «in una società democratica fondata su sani principi, per tali persone non c’è posto».

L’omosessualità venne così ad essere considerata «controrivoluzionaria» e una «manifestazione della decadenza della borghesia», tanto che nel 1952 venne scritto nella Grande enciclopedia sovietica: «L’origine dello omosessualismo è collegata alle circostanze sociali quotidiane; per la stragrande maggioranza della gente che si dedica all’omosessualismo, tali perversioni si arrestano non appena la persona si trovi in un ambiente sociale favorevole… Nella società sovietica con i suoi costumi sani, l’omosessualismo è visto come una perversione sessuale ed è considerato vergognoso e criminale. La legislazione penale sovietica considera l’omosessualismo punibile, con l’eccezione di quei casi in cui lo stesso sia manifestazione di profondo disordine psichico». (…) Anche se per la condanna degli omosessuali era previsto un internamento di pochi anni, di molti di essi non si ebbe più notizia. (…) Dal 1934 ai primi anni Ottanta vennero condannati, in base all’articolo 121, circa 50.000 maschi omosessuali. La cifra dei gay incriminati cominciò a calare gradualmente solo negli anni Novanta. Ancora nel 1992 si ebbero, nel primo semestre, le ultime 227 condanne in base alle leggi sovietiche. (…) L’omosessualità era vista, oltre che come un reato penale e controrivoluzionario, soprattutto come una patologia psichiatrica: l’individuo era visto come soggetto a una vera e propria perversione, con infantilismo psichico, difetto organico e disordine ormonale.”

http://www.storico.org/russia_comunista/gay_urss.html

Quindi, buona lettura, soprattutto agli “amici” della sinistra!

Carlo Gariglio

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Diciamo la verità, chiunque abbia una minima parte di cervello funzionante, sa bene che fra noi ed i tristi epigoni del comunismo ci sono anni luce di distanza. Ovviamente, parlando di “noi” mi riferisco ai pochi veri fascisti e nazionalsocialisti rimasti, non certo alla teppaglia della cosiddetta “estrema destra” che tanto assomiglia alla teppaglia di sinistra, sia nei comportamenti assolu-tamente incivili, sia nella totale mancanza di argomentazioni politiche, nonché nella vergognosa mania di strumentalizzare le disgrazie altrui per farsene falsi portavoce.

Lasciando da parte l’estrema destra, che non ci interessa affatto, la sinistra, ovunque ha avuto modo di applicare le teorie criminali della quale si fa portatrice, non ha creato nulla al di fuori di oppressione, gulag, stermini di oppositori e regimi politici retti esclusivamente da carri armati e cumuli di menzogne. Il Fascismo, al contrario, ha lasciato dietro di sé una traccia di conquiste sociali e Leggi alla avanguardia che nessun menzognero storico di sinistra riuscirà mai a cancellare del tutto; nonostante si affannino a definire il Fascismo come “braccio armato della borghesia e del capitale”, venti anni di Leggi sociali a favore dei meno abbienti e dei lavoratori sono là a dimostrare le infami menzogne dei “vincitori”.

Come mi è capitato più volte di dire, il Fascismo realizzò in un solo Ventennio (in Italia, perché in Germania lo realizzò in ancora meno tempo!) tutto quello che la sinistra ha sempre promesso e mai realizzato in nessuna parte del mondo ed in nessuna epoca storica.

Ma nonostante le prove di quanto dico siano scritte nella Storia, a disposizione di chiunque sappia leggere dei libri cartacei o delle informazioni virtuali disponibili in rete, ci sono ancora tanti idioti benpensanti convinti che il Fascismo sia il male assoluto, mentre la sinistra, in tutte le salse, sia l’unica vera difesa per le classi umili. Lorsignori, pur avendo sulle spalle qualcosa come 200 milioni di morti causati dai dittatori comunisti, riescono a spacciarsi per difensori della libertà di espressione, così come fanno i vigliacchi partigiani d’Italia, ovvero quelli che volevano sostituire al regime umano e moderato voluto da Mussolini, il regime criminale ed inumano di Stalin… Ed il bello è che pretendono anche di accusare gli altri di essere illiberali e di volere negare la libertà di espressione al popolo!

Per vedere quanto questi sudici figuri della sinistra italiana (e non solo) amino la libertà di espressione e siano tolleranti con chi non la pensa come loro, basta guardare i loro comportamenti attuali ed i loro slogan… Per loro uccidere un Fascista continua a non essere reato, e cercare di imporre la volontà di poche migliaia di pidocchiosi dei cosiddetti centri sociali a milioni di cittadini, continua ad essere cosa del tutto normale, specie se tentano di ottenerla con i loro assalti alle forze dell’ordine ed alla cosa pubblica. Di recente abbiamo toccato con mano quale sia il loro concetto di dialogo: sprangate, bottiglie molotov, bombe carta e tutto il resto dell’armamentario del perfetto terrorista pidocchioso, allevato a suon di “resistenza”, antifascismo e indegne porcate simili.

Lo scopo di questo articolo è, però, un altro… Infatti, quanto detto poc’anzi è di pubblico dominio, disponibile, come dicevo, per chiunque abbia una porzione di cervello ancora attiva, mentre alcuni episodi che mi ripropongo di rendere pubblici, mettono in luce impietosamente la squallida ipocrisia della sinistra e dei suoi vari epigoni appartenenti a sigle e siglette di ogni tipo, basandosi sull’esperienza diretta e su fatti sconosciuti ai più.

Una breve premessa è d’obbligo: noi Fascisti, ed il sottoscritto primo fra tutti, siamo caratterizzati da una forte onestà intellettuale e dall’assenza di preconcetti; chiunque può dire cose giuste, anche se appartiene ad una corrente politica diversa dalla nostra, e dovere di ogni persona onesta è riconoscere la giustezza di certe posizioni. Così ho ed abbiamo sempre fatto, ma in ogni occasione questa onestà si è scontrata con la stomachevole tendenza dei sinistri ad appropriarsi arbitrariamente di tematiche e problemi vari non per contribuire a risolverli realmente, ma semplicemente per strumentalizzarli e piantare le loro bandierine rosse sul tutto.

Diversi mesi fa, tanto per fare un primo esempio concreto, ci imbattemmo in una petizione online voluta da uno dei tanti oscuri gruppuscoli della sinistra italiana… Tale petizione aveva come scopo dichiarato quello di sensibilizzare l’opinione pubblica italiana sulle condizioni di vita dei residenti di Gaza, ovvero la prigione a cielo aperto voluta dai macellai dello Stato – pirata detto Israele. Ovviamente, come avrebbe fatto qualsiasi essere umano dotato di raziocinio (quindi NON di sinistra!), ci siamo precipitati a firmare la petizione, chi sottolineando la sua appartenenza al MFL, chi qualificandosi semplice-mente con la propria professione… Ebbene, anche se non ci crederete, abbiamo constatato, poco tempo dopo, che dall’elenco dei sottoscrittori erano stati eliminati tutti i nominativi collegabili al MFL, mentre erano stati lasciati quelli dei Camerati che non avevano indicato la loro appartenenza partitica!

Ora, non vorrei violentare l’intelligenza di nessuno sottolineando cose lapalissiane, ma quando si ha veramente a cuore una causa e si lancia una petizione, così come una proposta referendaria o di Legge popolare, l’obiettivo unico è raccogliere quante più firme possibili, fossero anche quelle di Belzebù e Lucifero…

Arrivare alla ignobile bassezza rossa di sabotare la propria iniziativa pur di fare torto a dei Fascisti, dimostra meglio di ogni altra cosa quanto questi sudici essere se ne infischino della sorte dei Palestinesi; per loro, l’unica cosa importante è trovare qualcosa su cui piantare le loro bandierine rosso sangue, fosse anche un cadavere.

Più di recente, abbiamo avuto prova del fatto che questi comportamenti criminali non sono affatto casuali, bensì abituali per il lerciume che si nasconde dietro alla vuota parola “sinistra”.

Prima di scendere in particolari, un piccolo inciso. Mesi fa mi imbattei per caso nel blog di un certo Andrea Carancini: http://andreacarancini.blogspot.com/; tale blog è incentrato sul revisionismo olocaustico, ed è molto ben documentato e completo, ragion per cui, senza neppure chiedermi chi fosse l’autore ed a che corrente politica appartenesse, lo segnalai subito fra i collegamenti consigliati da siti e blog facenti capo al MFL-PSN. Inoltre, gli dedicai un breve articolo, inserendo a seguire uno dei tanti articoli revisionisti pubblicati dal Carancini: http://www.lavvocatodeldiavolo.biz/?p=486. Come spiegai nell’articolo suddetto, aldilà dell’appartenenza politica del singolo individuo, l’unico mio intento era: “contribuire a rendere un servizio alla libertà di pensiero ed a svegliare i cervelletti intorpiditi da decenni di lavaggio delle menti operati dai diffusori di menzogne olocaustiche”.

Non ebbi mai alcun contatto con il Carancini, fino a quando, il 18 aprile scorso, il Camerata Pier Giorgio Basile inviò questo comunicato al gruppo Yahoo riservato ai Militanti MFL-PSN:

“Ave camerati, sul blog di Andrea Carancini ho trovato questo articolo: http://andreacarancini.blogspot.com/2011/04/il-conto-della-freedom-flotilla-paga\to.html
In fondo si parla di una manifestazione nazionale il prossimo 7 Maggio a Roma per la fine dell’assedio di Gaza, per il diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese, per il sostegno alle lotte dei popoli arabi per la libertà e la giustizia sociale. Ho pensato ad una nostra eventuale partecipazione come MFL-PSN; con il consenso del Segretario Nazionale scriverò agli organizzatori manife-stando una nostra volontà di partecipazione. Vi terrò aggiornati; intanto, se qualcuno offre la propria di disponibilità a partecipare
a tale evento mi faccia sapere che ci si inizia ad organizzare.

Cameratescamente, Pier Giorgio Basile – MFL Abruzzo – Capo Provincia L’Aquila”

Memore dei fatti raccontati poco sopra, anticipai chiaramente al Camerata Basile come sarebbe finita, ma lo autorizzai a provare comunque a contattare gli organizzatori. Nel frattempo, svariati Camerati, specie quelli più vicini a Roma, si mettevano a disposizione del Basile per partecipare alla manifestazione…

Ed ecco la prova di come è finita:

“Cari camerata, vi incollo qui di seguito il mio messaggio di richiesta di adesione alla manifestazione di cui vi parlavo nonché la risposta ricevuta. Mio messaggio: “Salve, parlo a nome del Movimento Fascismo e Libertà – Partito Socialista Nazionale (MFL-PSN); vorremmo aderire a tale alla manifestazione indetta per il prossimo 7 Maggio a Roma dal Coordinamento Nazionale della Freedom Flotilla Italia, su un link abbiamo visto che per aderire bisognava scrivere a questo indirizzo mail. In particolare, come si svolgerà tale manifestazione? Orari, luoghi etc.. Vi ringraziamo.

Movimento Fascismo e Libertà – Partito Socialista Nazionale”

Ed ecco qui di sotto la pronta risposta:

“Adesione non gradita. Non fatevi vedere nemmeno dipinti”.

L’immenso fetore antifascista a quanto pare arriva ovunque! A quanto pare decidono loro chi può partecipare e chi no ad una manifestazione nazionale, questa si che è libertà!
Cameratescamente,

Pier Giorgio Basile – MFL Abruzzo – Capo Provincia L’Aquila.

Giusto per non lasciare nulla al caso e verificare con certezza se anche il Carancini avesse questa infima statura morale, inviai direttamente al suo blog, come commento all’articolo che reclamizzava la manifestazione, una durissima nota di protesta, allegando la risposta ricevuta dalle masse di sterco rosse con le quali il Carancini mostrava di essere “culo e camicia”… Ovviamente il compagnuccio di merende Carancini copriva l’operato di questi ammassi di letame in camicia rossa, cancellando senza pubblicarlo il mio commento di denuncia!

Solita storia quando si ha a che fare con il sottosviluppo mentale dei sinistri di tutte le risme: gridano contro il regime che boicotta chi difende i palestinesi, ma boicottano loro per primi quelli che li difendono realmente e da sempre perché ci credono, e non per mettere in mostra le loro bandierine rosso sangue; tuonano contro la religione olocaustica, ma se il revisionista non viene da sinistra lo chiamano “sporco nazista”; blaterano a vanvera di libertà di espressione e pensiero, ma se qualcuno non esprime tristi pensieri di sinistra, gli impediscono di parlare e manifestare…

Qualcuno conosce una parola che descriva meglio gli appartenenti a tutte le sinistre del mondo, oltre a MERDE?

Potrei terminare qui, ma priverei i Camerati lettori di una buona dose di risate da farsi alla faccia dei più ridicoli e disinformati sostenitori della sinistra, ovvero l’arcipelago del mondo Gay – Trans – Lesbo denominato Arcigay… Intendiamoci, non è affatto mia intenzione esprimere concetti omofobici od offensivi sulla sessualità di lorsignori, in quanto il mio considerarli ridicoli non è riferito alla loro condizione di gay, bensì a quelli di estimatori della sinistra!

Se costoro, infatti, si fossero presi la briga di leggere anche qualche libro, oltre che perdere tempo ad urlare contro le presunte discriminazioni che subireb-bero, saprebbero bene che se ci furono dei regimi veramente repressivi e criminali nei confronti dei gay furono proprio quelli rossi… Ed a sostenerlo non sono io, bieco Fascista, ma addirittura il Dott. Enrico Oliari, uno dei leader del gruppo “Gaylib”, ovvero quella piccola parte del mondo gay che quanto meno non ha svenduto la propria dignità alla sinistra in cambio di un minimo di sostegno e visibilità:

“Benché, tendenziosamente, spesso vengano ricordati solo gli omosessuali perseguitati dal nazi-fascismo, in realtà l’omosessualità è stata condannata, anche duramente, in molti paesi comunisti, quasi a dimostrare che l’omofobia non ha colore. Cinquantamila gli omosessuali scomparsi nei Gulag sovietici, senza contare quelli internati in Cina, a Cuba ed in molti altri paesi soggetti a regime comunista. Nonostante fu lo stesso Che Guevara ad inventare i campi di concentramento (UMAP) per i gay cubani, durante ogni gay pride è possibile vedere centinaia di giovani con il suo volto ritratto su bandiere e maglie, quasi le sofferenze e gli orrori patiti dalle vittime non abbiamo nessuna importanza. Ipocrisia, dovuta all’ignoranza, dovuta alla svendita della dignità propria e di tutti ai partiti”. (http://www.oliari.com/storia2/comunismo.html).

Ma torniamo al discorso principale; alcuni mesi or sono, con mia somma sorpresa, all’indirizzo mail della Segreteria Nazionale MFL cominciarono ad arrivare periodicamente i comunicati stampa dell’Arcigay, tutti firmati da tal Stefano Bolognini, responsabile dell’ufficio stampa.

Inizialmente pensai allo scherzo di qualche mattacchione, dato che in molti siti è possibile richiedere l’invio di newsletter inserendo l’indirizzo mail di qualsiasi sconosciuto… Ma visitando i siti dell’Arcigay e non trovando alcun modo per richiedere l’invio della loro rassegna stampa, capii che l’inserimento dei nostri recapiti era stato volontario, ovvero opera se non proprio del suddetto responsabile, quanto meno di qualcuno molto vicino a lui, magari addetto ad aggiornare le liste di indirizzi cui inviare i comunicati.

Francamente fui quasi contento della cosa: finalmente questi signori, pensavo, hanno messo da parte il loro ridicolo antifascismo e ci considerano interlocutori politici e sociali al pari degli altri… Quanto mi sbagliavo!

Fra un comunicato e l’altro, alcuni quasi condivisibili, altri semplicemente farneticanti, mi sono presto reso conto che gli esponenti dell’Arcigay hanno ben presto acquisito la mentalità dei comunisti che ipocritamente fingono di appoggiarli; infatti, esattamente come i loro maestri, si riempiono la bocca di paroloni quali tolleranza, rispetto, libertà, citando la Costituzione un giorno sì e l’altro anche, ma se qualcuno osa contraddirli con qualsiasi semplicissima osservazione, sono pronti a vomitare parole d’odio e persino a pretendere Leggi a loro tutela… L’uguaglianza fra tutti i cittadini che dicono di pretendere è la tipica uguaglianza alla maniera comunista: per loro tutti i diritti, per gli altri ostracismo e repressione.

Tanto per fare capire il loro modus operandi, e forse anche il perché dei comunicati inviati al MFL, riporto a seguire un breve passo di un comunicato stampa del 28 aprile:

“Comunicato stampa. Europride Roma 2011. I Gladiatori si amano? Ecco le prove. Il bacio sulle labbra tra due gladiatori nello spot di Europride Roma 2011 (visibile al link: http://www.youtube.com/watch?v=ujy-1KTbht0) ha suscitato l’indignazione di Pdl e della Fiamma tricolore.
In particolare Fabio Sabbatani Schiuma, componente dell’esecutivo romano del PdL ha dichiarato: “L’ennesima e inutile pagliacciata lo spot dei due gladiatori che si baciano in bocca: non aiuta di certo la condivisibile da tutti battaglia sui diritti civili delle persone”. Lo ha seguito nello sfoggio di pregiudizio anche Stefano Tersigni, il Segretario Romano e Dirigente della
Fiamma Tricolore Destra Sociale che, in un comunicato stampa, ha detto: “Vergognoso il video ufficiale di Europride Roma 2011. La predetta manifestazione, che celebrerà l’orgoglio lgbt italiano ed europeo a Roma, sarà come il suo spot: una pagliacciata (…)”.

Ecco dunque la discriminante; liberi loro di pretendere i matrimoni gay, l’adozione di figli, le Leggi speciali a loro tutela e certe squallide manifestazioni che hanno quale unico scopo quello di oltraggiare il comune senso del pudore, ma se altri osano dissentire anche solo con un semplice scritto, si scatenano tuoni e fulmini, accompagnati dallo sputtanamento degli autori, citati con nome, cognome e partito di appartenenza.

A riprova di quanto sopra, ecco un altro illuminante brano tratto da un comunicato dell’Arcigay datato 29 aprile:

“Con un comunicato diffuso nella serata di ieri il Partito democratico ha aderito ufficialmente a Europride Roma 2011, la manifestazione dell’orgoglio lgbt europeo.
Nel comunicato si legge: “Il Partito Democratico sostiene Europride 2011, manife-stazione europea per i diritti e l’uguaglianza delle persone GLBT che si terrà a Roma nel mese di giugno 2011.

Il valore dell’uguaglianza sostanziale tra tutti i cittadini – affermato solennemente dalla Carta Costituzionale – e la rimozione di ogni discriminazione, incluse quelle basate sullo orientamento sessuale e sull’identità di genere, sono parte integrante del patrimonio e dei valori del nostro partito e dei partiti socialisti e democratici europei. L’Italia sconta peraltro un grave ritardo legislativo nei confronti dei cittadini GLBT e recentemente la Corte Costituzionale ha sottolineato che al Parlamento spetta legiferare sulle unioni omosessuali”.

“Il Partito Democratico – continua la nota – è impegnato, in parlamento e nelle sedi di partito, a favorire la conoscenza di un fenomeno sociale di crescente rilevanza e ad individuare soluzioni legislative tali da assicurare a tutti i cittadini, anche in Italia, diritti che sono ormai patrimonio consolidato della civiltà giuridica del nostro continente. La delegazione ufficiale del Partito Democratico a Europride 2011 comprenderà Ivan Scalfarotto, Vicepresidente dell’Assemblea Nazionale del Partito Democratico; Ettore Martinelli, Responsabile Diritti della Segreteria del PD; l’Onorevole Anna Paola Concia e l’Onorevole David Sassoli, capogruppo del PD al Parlamento Europeo”.

Il Partito democratico si aggiunge così a Idv, Radicali italiani, Sel e al Partito marxista-leninista italiano (PMLI) che hanno inviato la loro adesione alla manifestazione nei giorni scorsi (…)”.

Le parti evidenziate in grassetto dal sottoscritto sono le più interessanti… Poche righe sotto la solita litania circa l’uguaglianza fra tutti i cittadini affermata dalla Costituzione, e rifiutata in primis proprio da questi sinistri da strapazzo, l’Arcigay si vanta del sostegno del PMLI, partitino microscopico che esalta sul suo sito assassini riconosciuti come Lenin, Stalin e Mao, proponendosi come metodo di azione politica l’omicidio dell’attuale premier tramite incitazioni inequivocabili del tipo: “Una nuova piazzale Loreto per il neoDuce Berlusconi”! Ogni lettore potrà giudicare da solo l’orrore che suscitano certi mascalzoni con le loro farneticanti iconografie omicide, dando uno sguardo alle foto pubblicate sul loro sito.

Con buona pace delle decine di migliaia di gay trucidati dai “maestri” del PMLI nei gulag ricordati dallo scritto del Dott. Enrico Oliari riportato poc’anzi! Ed alla faccia delle Leggi liberticide volute da questi mascalzoni ai danni dei Fascisti (e dei presunti tali) dopo che le baionette straniere li avevano rimessi al potere in Italia nel 1945!

Ovviamente, nessun magistrato rosso si è mai preso la briga di indagare questi farabutti per apologia di reato, incitamento all’odio ed alla violenza e decine di altri reati; i compagni (di merende) in toga sono tutti troppo occupati a monitorare i siti Fascisti ed a procedere duramente contro chi osa fare il saluto romano in piazza!

Non temete, Camerati lettori, la storia che vi stavo raccontando non è finita!

Sempre il 28 aprile, in ben due mail consecutive inviateci alle ore 17:28 e 17:34 ci giungeva il seguente invito:

“E’ nostro piacere invitarla alla conferenza stampa di presentazione della Campagna nazionale contro l’omofobia 2011 organizzata da Arcigay che si terrà mercoledì 4 maggio alle 11, presso la sede di rappresentanza Arcigay in via di San Giovanni in Laterano 10 a Roma.
Saranno presenti: Paolo Patanè, Luca Trentini, Paola Concia, Franco Grillini, Vladimir Luxuria. E’ stata invitata il Ministro per le pari opportunità Mara Carfagna e i rappresentanti delle associazioni che hanno aderito alla campagna. Distinti saluti, Stefano Bolognini.

– Stefano Bolognini
Ufficio Stampa Arcigay
Tel: 3486839779
Skype: ste_bolo

Tali parole erano accompagnate da un allegato Pdf, giusto per fare capire a tutti che non si poteva trattare di un equivoco.

A questo punto decidevo di contattare il Camerata Augusto Sensi, il quale, oltre ad essere il nostro Vice Segretario Nazionale per il Centro Italia, vive e lavora proprio a Roma, sede dell’annunciata conferenza stampa dell’Arcigay; comunicavo, quindi, al Sensi di avere ricevuto questo invito riprodotto, che prontamente gli inoltravo, e chiedevo contemporanea-mente se era interessato ed aveva la possibilità di recarsi a questa conferenza. Sensi, che da buon Fascista ragiona senza paraocchi ideologici e senza discriminazioni pretestuose, rispondeva di non avere nulla in contrario alla cosa: se ci tenevano tanto ad avere i Fascisti alla loro conferenza stampa, li avrebbero avuti.

Così, seguendo le istruzioni contenute nella mail di invito, il Camerata Sensi telefonava all’addetto stampa dell’Arcigay, Stefano Bologini… E qui cominciavano le comiche!

Il Bolognini, colto evidentemente di sorpresa, prendeva a bofonchiare frasi incerte, del tipo: “Ma siete veramente interessati a partecipare?”, o ancora: “Ma veramente avete ricevuto l’invito?”

Per uscire dall’imbarazzante situazione, il responsabile dell’ufficio stampa non trovava altro da fare che prendere tempo: “Mi dia il tempo di informarmi e mi richiami fra alcune ore”.

E dopo avere lasciato al sig. Bolognini tutto il tempo necessario per comprendere che sia lui, sia la sua organizzazione stavano facendo una figura meschina, il buon Sensi ha diligentemente richiamato, ricevendo una risposta di questo tipo: Ci scusiamo, ma l’invito vi è giunto per errore, pertanto alla nostra conferenza non sarete graditi, in quanto noi dell’Arcigay siamo antifascisti convinti”.

Bontà sua, il mitico responsabile dell’ufficio stampa Arcigay, aggiungeva la seguente frase: “(…) Se comunque volete inviarci una vostra presa di posizione scritta sull’omofobia, la leggeremo volentieri (…)”.

Quale delicatezza e sensibilità! Data l’incomprensione, gli amici dell’Arcigay si dichiaravano addirittura lieti di leggere una nostra presa di posizione, ovviamente inviata da lontano, senza quindi fare vedere i nostri brutti ceffi di Fascisti, Nazisti, Razzisti e chissà cos’altro!

Ora, provate ad immaginarvi se fosse successa una cosa analoga, ma a parti invertite: noi del MFL che inviamo comunicati ogni giorno all’Arcigay per sfotterli, e loro che ci chiamano dicendo che avrebbero gradito partecipare ad una nostra conferenza stampa… Cosa sarebbe successo se gli avessimo risposto: “No, signori, non siete graditi in quanto froci?”

Immagino uno sciopero della fame di Pannella, un corteo antifascista capeggiato dal PMLI, un’inchiesta in TV sulle persecuzioni patite dai gay ad opera dei Nazifascisti e magari l’apertura di un bel fascicolo da parte di un compagno magistrato, pronto a procedere contro di noi per violazione della Costituzione e della Legge Mancino…!

Invece, dato che a discriminare sono loro, i lamentosi gay di sinistra, e ad essere discriminati siamo noi, cioè i Fascisti, Nazisti e Razzisti che non hanno diritto di parola, tutto è passato sotto silenzio.

Ovviamente, dato che non sono tipo da sopportare certe prese per il deretano senza neppure abbozzare una reazione, mi sono preso la briga di inviare una comunicazione scritta direttamente al mitico Sig. Bolognini:

“Preg.mo Sig. Bolognini, da molto tempo riceviamo i Vs. comunicati stampa e, in ultimo il Vs. invito alla conferenza stampa… Invito che ci è giunto ben due volte, ieri, alle 17:28 ed alle 17:34… Un po’ troppo per pensare ad un errore, come Lei ha dichiarato oggi al nostro Vice Segretario Nazionale, Augusto Sensi.

Evidentemente avete inserito il nostro indirizzo mail come provocazione, convinti forse di ricevere risposte volgari che avreste certamente reso pubbliche, giusto per continuare con le Vs. litanie sui Fascisti brutti, sporchi e cattivi… Ma la provocazione non ha avuto successo, ed avete dovuto spiegare al nostro delegato romano che non era persona gradita alla Vs. conferenza stampa… Proprio Voi che da tempo immemorabile tuonate contro chi discrimina ed invocate l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla Costituzione ed alla Legge. Siete in ottima compagnia, con i vari Di Pietro, Vendola e “sinistri” assortiti, sempre pronti a recitare il ruolo delle vittime, ma ancora più pronti a discriminare in base al credo politico… Eppure l’articolo 21 di quella Costituzione che tanto invocate recita, fra l’altro: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”, mentre l’art. 49 dice: “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”…. Per non parlare dell’articolo 3, che recita, fra l’altro: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

Ma forse voi, come tutta la sinistra italiana, siete ferrati soltanto in Disposizioni Transitorie, vero? O più semplicemente, siete specializzati nel reclamare soltanto DIRITTI per voi stessi, mentre ve ne infischiate dei diritti altrui?

Prendiamo comunque atto, senza polemiche, del fatto che l’Arcigay non gradisce alle sue conferenze stampa i Fascisti, e che invia loro inviti e comunicati solo al fine di provocarli e studiarne le reazioni…

In ogni caso, qualora vogliate allargare i Vs. orizzonti, Le invio il link relativo ad una mia vecchia intervista, ove potrete verificare le nostre posizioni sull’argomento gay: http://www.oliari.com/interviste/gariglio.html

Le consiglio, infine, di visitare la seguente pagina dello stesso autore: http://www.oliari.com/storia2/comunismo.html.

Potrete verificare che con un minimo di cultura storica in più molti esponenti del mondo gay potrebbero evitarsi la figuraccia di dirsi antifascisti e di manifestare, invece, avendo a fianco bandiere cubane e ritratti del Che… Come evidenzia il buon Dott. Enrico Oliari, che non è né Fascista, né eterosessuale, né omofobo (indi, potete fidarvi), “Nonostante fu lo stesso Che Guevara ad inventare i campi di concentramento (UMAP) per i gay cubani, durante ogni gay pride è possibile vedere centinaia di giovani con il suo volto ritratto su bandiere maglie, quasi le sofferenze e gli orrori patiti dalle vittime non abbiamo nessuna importanza. Ipocrisia, dovuta all’ignoranza, dovuta alla svendita della dignità propria e di tutti ai partiti”.

Detto questo, la saluto cordialmente e Le chiedo cortesemente di evitare in futuro l’invio di Vs. comunicati… Dato che siete fieri di dirvi antifascisti, evitate di coinvolgere chi è orgogliosamente Fascista nelle vostre questioni e nelle vostre provocazioni.

Dott. Carlo Gariglio – Segr. Naz. MFL

Pensate che il Sig. Bolognini, o qualsiasi altro esponente dell’Arcigay, abbia trovato il coraggio di replicare in alcun modo alla missiva di cui sopra? Pensate che abbiano avuto una qualche impennata d’orgoglio per provare, almeno, a mettere una pezza alla meschina figura fatta dall’Arcigay?

Nossignori! Loro, i fieri antifascisti sempre pronti ad esigere il pieno rispetto della Costituzione, incassano in silenzio e si limitano ad eliminare il nostro indirizzo mail dalla loro lista di indirizzi cui inviare i comunicati stampa!

Ecco, dunque, l’ennesima prova provata di quanto vado sostenendo dall’inizio dell’articolo… A lorsignori rossi dà noia la repressione quando la subiscono, non quando la fanno subire… La Costituzione si invoca per reclamare diritti, ma diventa lettera morta quando gli stessi diritti li dovrebbe garantire agli altri… Le libertà di espressione e manifestazione valgono solo per chi inalbera stracci rosso sangue al posto delle bandiere… Il revisionismo storico si può fare solo da sinistra, altrimenti diventa bieco Nazismo…

E così, torniamo alla domanda che ho già posto: esiste altro modo efficace per definirli al di fuori di MERDE? Ed esistono persone pensanti ed in buona fede che possano schierarsi politicamente a fianco di questi luridi ipocriti nostalgici di gulag e di raffiche di mitra alla schiena in stile partigiano per chi non la pensa come loro? NO!

Carlo Gariglio

 

PICCOLE SARDINE PUZZOLENTI CRESCONO (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Luglio 2020)

Racconto questa poco edificante storiella per fare capire a tutti che il fenomeno delle Sardine, cioè stupidi figli di papà senza arte, né parte, non riguarda solo la sinistra italiana, ma è ormai trasversale.

Chi mi conosce sa bene che, a differenza degli “eroi” da social, da quando faccio politica, ho sempre messo in bella vista nome, cognome, indirizzo e telefono su qualsiasi volantino, stampato e materiale di propaganda vario.

Tuttavia, da alcuni anni ho smesso di rispondere al telefono a chi non è nella mia rubrica, o a chi non si annuncia in forma scritta evidenziando motivi seri; troppo tempo sprecato a chiacchierare con falliti di ogni risma, che ogni volta si annunciavano come leader di gruppuscoli costituiti da veri “fascisti” ai loro ordini… Per non parlare degli infiltrati giudei che si lamentavano per la nostra alleanza con il nazionalsocialismo (come se il Duce si fosse alleato con i giudei…), o per l’alleanza con l’Islam, o per il “tradimento” delle origini e delle tradizioni cristiane…

Anche se i più fastidiosi e disgustosi sono sempre stati quelli che prima fondavano ridicole sigle composte da 2 – 3 pseudo fascisti e poi ci contattavano proponendo alleanze, collaborazioni e magari il confluire nel loro gruppo da sinagoga!

Social

Chi vuole fare politica nel MFL-PSN, o collaborare in qualsiasi modo, deve semplicemente tesserarsi e mettersi a disposizione; regola che, per quanto semplice da comprendere, non è stata ancora capita neppure dai miei più alti dirigenti.

Pochi giorni fa noto qualche decina di chiamate dallo stesso numero; penso al solito call center, ma a fine giornata arriva una mail: un tizio sconosciuto vuole parlarmi… Gli suggerisco, dato che mi ha scritto, di spiegarmi chi è e cosa vuole in forma scritta.

Risponde di essere “leader” di un gruppo giovanile Fascista (sarà facile!), composto da 60 Fascisti ai suoi ordini… Che diventano 100 alla mail successiva, perché non aveva contato i 40 in fase di valutazione!

Ovviamente questi prodi “Fascisti” non pensano affatto ad aderire al movimento: vogliono diventare la nostra organizzazione giovanile…

Non sono mai stato favorevole alle organizzazioni giovanili, poiché se una persona si interessa alla politica, non capisco perché debba limitarsi ad azioni da bamboccio e non impegnarsi direttamente nei temi che interessano gli adulti, ma non è questo il punto.

Spazientito per tutto questo blaterare di “Fascisti”, “Camerati” e quant’altro, spiego che il minimo indispensabile che ci si possa attendere da qualcuno che voglia fare politica in nome e per conto del MFL-PSN è il tesseramento.

Cosa che, ovviamente, non vale solo per qualsiasi gruppo politico, ma persino per il circolo bocciofilo del paese; avete mai visto qualcuno rappresentare un gruppo al quale neppure si è preso la briga di aderire?

Apriti cielo! Il bamboccio abituato alla paghetta di papà si indigna… 40 € annui sono un furto, bisogna badare alle idee e non ai soldi!

Ovviamente pensa ai suoi soldi ed a quelli di papà, perché sui nostri (stampa di tessere e bollini adesivi annuali, acquisto all’ingrosso di spillette da fornire ai vari parassiti come lui, cura e redazione di un mensile online da spedire in pdf, buste e francobolli per mandargli il tutto comodamente all’indirizzo di papà) crede di avere pieni diritti… Senza considerare che il nostro è l’unico movimento politico che non riceve contributi da nessuno, e che non ha alla spalle organizzazioni delinquenziali (come capita agli illustri “camerati” dell’area) che gli permettono di incassare migliaia di Euro e magari di essere presente alle elezioni europee pur avendo risultati dello 0,0%!

Mando l’idiota a quel paese e lo diffido dal farsi risentire, ma il giorno dopo, giusto per mostrare la sua “potenza di fuoco” in stile Conte, il coglione mantenuto mi fa arrivare più di 40 E-mail da parte di presunti suoi militanti per sostenerlo… Ovviamente almeno l’80% delle mail è scritto dallo stesso coglione (o magari da qualche ignaro amico cooptato per inviare una mail al sottoscritto), e quasi sempre da indirizzi fantasma e senza firma… Un militante, un legionario, un iscritto…

Neppure bambini di 6 anni potrebbero concepire simili bassezze!

In tutte le mail ci sono lamentele per avere trattato male il “leader” e soprattutto offese varie per non essere veri “camerati” (chissà perché non parlano di “compagni di biberon”… Sarebbe più adatto!) e per pensare solo ai soldi.

In verità almeno tre mail sono certamente vere: tre membri del gruppo che, nonostante questo, mi invitando a diffidare di quel coglione del loro leader, interessato solo a farsi un nome ed a cercare di assorbire il nostro movimento!

Capito? Non ci hanno fermati, in questi 29 anni di vita, né gli sbirri, né i magistrati, né i tanti infami che hanno tentato di impadronirsi del movimento in ogni modo, ma dovrebbero riuscirci quelli della banda dell’asilo infantile che pretende di comandare in casa altrui e senza neppure prendersi il disturbo di aderire al movimento!

Generazione di falliti, smidollati ed invertebrati, che spero di vedere sparire presto sotto i colpi dei negri che ci stanno invadendo e che certamente non avranno difficoltà a sopraffare queste piccole merde che si faranno mantenere da papà fino a 40 anni ed oltre!

Escrementi senza ideali, che spendono ogni mese cifre folli per tatuaggi, piercing, movida, smartphone e giga vari, ma che ritengono intollerabile l’idea di investire 40 € annui in un’idea che fingono di volere sostenere!

E poi vi stupite se faccio il tifo per gli immigrati, gli islamici e magari l’ISIS?

Dovrei difendere un popolo di merde con la mascherina, antifascisti, giudei, cattolici e soprattutto falsi Fascisti che spuntano come funghi per danneggiare le nostre idee? Gente pronta a schierarsi con chiunque non gli chieda di investire meno di 3,50 € al mese per sostenere un movimento politico nel quale dicono (fingono) di credere?

Per questa gente non solo approvo l’idea dell’aborto al nono mese di gravidanza, ma anche quella dell’aborto retroattivo fino al compimento del 18 ° anno di vita!

Molti di voi già lo avranno letto, dato che l’ho ricordato più volte, ma credo sia il caso di rammentare come e quando aderii al MFL fondato da Giorgio Pisanò il 25 luglio del 1991; eravamo nel settembre del 1991 e stavo passeggiando a Moncalieri, Comune della cintura di Torino, in attesa che un elettrauto mi riparasse l’automobile.

Casualmente mi trovai di fronte un’edicola ove era stata appesa in bella vista, all’esterno, una copia del Candido, giornale allora diretto da Pisanò (che non conoscevo)… In copertina, un Fascio enorme! Acquistai subito quella copia del giornale (certi nostri amati “fascisti” nostrani lo avrebbero considerato un furto il dovere comprare un giornale!); si parlava della nascita appena avvenuta del nostro MFL e si prometteva a chiunque aderisse entro la fine del 1991 la tessera della fondazione, recante la data del 25 luglio 1991.

Arrivato a casa compilai il modulo di adesione, l’indomani mattina mi recai alla Posta per versare le 50 mila lire richieste ed aderii.

Un mesetto dopo pagai anche la quota a nome di mia moglie, giusto per dare una mano al movimento come potevo.

Non pretesi mai di parlare prima al telefono con il Senatore Pisanò, non fondai una sigla da cerebrolesi per darmi importanza, non proposi a Pisanò di collaborare alla pari con me e con le mie fantasie: mi limitai a tesserarmi, come avrebbe fatto (e farebbe tuttora) una persona normale che crede in certi valori, in certi ideali ed in certi simboli.

Ma erano altri tempi ed altre persone… Ora viviamo nell’era dei so(r)cial, dove ogni coglione di questo mondo si sente un leader per il solo fatto di avere un telefono connesso ad internet!

legione italiana littoriale

Tornando al grande padrone del cagnolino LIL, fra l’altro, se ci fossero stati veramente 100 Fascisti nel suo gruppuscolo inventato, sarebbe bastato tassarsi di ben 50 centesimi ciascuno, al fine di fare tesserare quanto meno il sedicente “leader”, giusto per potersi permettere il lusso di parlare in nome e per conto del MFL-PSN in qualità di tesserato! Ma evidentemente anche 50 centesimi per l’idea sarebbero troppi. Meglio scaricare a pagamento i brani di qualche gruppo rock, o metal!

Per la cronaca, il gruppetto di escrementi si definisce pomposamente “LIL”, che non è il nome di un cane, ma l’acronimo di Legione Italiana Littoriale…

L’unica notizia di questi ridicoli bambocci l’ho reperita su Twitter e la condivido con voi tramite la foto che pubblico su queste pagine… Ben 5 followers!  Si vede che gli altri 95 membri non avevano tempo di sottoscrivere!

Potrebbe bastare così, dato il livello di squallore, ma si può sempre peggiorare!

Successivamente alla prima stesura di questo articolo, sono accadute nuove cose; il Camerata Francesco Capizzi di Palermo, che ha sviluppato una tolleranza a queste merde chiamate social molto più forte della mia, sbarcando su Telegram ha trovato alcuni dei bambocci di questo gruppuscolo inesistente, intenti ad aprire “account” a nome del nostro MFL-PSN, infischiandosene della questione tesseramento e delle diffide ricevute.

Ovviamente il Camerata Capizzi si è subito adoperato per spiegare a questi coglioni che non avevano alcuna autorizzazione ad operare in nome e per conto del nostro movimento, ottenendo come reazione dei messaggi infamanti pubblicati con una caricatura del Camerata Capizzi trasformato in un suino… Tipica reazione da “camerati” che hanno capito cos’è il Fascismo, il rispetto per le gerarchie e per i più anziani.

L’unica cosa che hanno capito nella vita, questi squallidi vigliacchi, è che fare il leone da tastiera non gli fa correre il rischio di rovinarsi il grugno, come certamente accadrebbe se insultassero qualcuno di noi “de visu”.

Leoni

Però forse non hanno ben compreso cosa rischiano loro (e soprattutto i portafogli dei loro paparini), commettendo reati veri e propri quali ingiuria, diffamazione e sostituzione di persona.

Dulcis in fundo, alcuni dei ragazzi in buona fede trascinati da un leader demente e borioso, hanno capito la cazzata fatta, si sono scusati con il sottoscritto e si sono tesserati al MFL-PSN. Se sono rose fioriranno!

Carlo Gariglio

VISIONARI, IGNORANTI, FALSI E CRIMINALI (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Giugno 2020

Anche questo mese traggo spunto da uno scritto del Camerata Andrea Chessa per scrivere il mio articolo.

L’occasione è il commento che vedete pubblicato qui http://chessaandrea.blogspot.com/2020/06/sallusti-scriva-pure-i-suoi-articoli.html  ai veri e propri deliri del “destronzo” Alessandro Sallusti, che riesce ad intravedere gli immancabili “nazisti” anche in squallidi fatti di cronaca, come quello del folle che uccide i suoi due figli gemelli per dispetto alla moglie.

Ora, come ha già ricordato Chessa, se Sallusti conoscesse la Storia, non si permetterebbe di giudicare chi si è sentito costretto ad uccidere se stesso, i figli e persino il cane, per evitargli di finire nelle mani dei più grandi criminali della Storia, ovvero i comunisti sovietici di Stalin, che ancora tanti nostalgici tifosi in Europa continuano a rimpiangere.

Sallusti

Giusto per fare un piccolo promemoria all’idiota del “Giornale”, basterebbe questo articolo che ormai ha quasi 30 anni, uscito su un giornale che difficilmente si può accomunare a revisionisti e/o Fascisti e nazisti:

https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1992/02/25/centomila-figli-della-violenza.html

“(…) Ci sono stati villaggi della Prussia orientale, prima occupati dai tedeschi, poi presi dai russi, e dopo ancora riconquistati dai tedeschi: i tedeschi, a scopi propagandistici, hanno fotografato le donne stuprate e uccise dai russi: ci sono moltissimi documenti fotografici in questo senso. Esistono, in proposito, immagini ben più agghiaccianti di quelle che ho mostrato: non ce la facevo a guardarle… I russi hanno anche crocifisso le donne, inchiodate alle porte delle loro case (…)”

Quindi, il “destronzo” amico e complice dei giudei che finanziano il suo “giornale”, ignorando volutamente quanto è apprendibile da chiunque voglia farlo, si mette a blaterare di criminali nazisti, ben guardandosi dal fare simili paragoni a proposito di quei comunisti che i “destronzi” fingono di avversare, salvo quando si tratta di parlare di seconda guerra mondiale, di Fascisti e di Nazisti…

Sarà forse un modo per fare dimenticare all’opinione pubblica che anche un uomo di merda come lui possa avere avuto un nonno degno da ricordare?

Nato nel 1957, Sallusti è nipote di Biagio Sallusti, tenente colonnello del Regio Esercito che dopo l’armistizio aveva aderito alla Repubblica Sociale Italiana e che fu giustiziato dai partigiani per aver presieduto il Tribunale speciale che aveva condannato alla fucilazione il partigiano Giancarlo Puecher Passavalli

https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Sallusti

Da notare il sofisma di Wikipedia: il nonno di Sallusti fu giustiziato, non assassinato, o trucidato…

Certe terminologie gli infami le utilizzano solo quando si parla di morti causati dal Fascismo e/o dal “Nazismo”!

Tornando all’argomento principale, ci sarebbe da chiedersi come mai, quando un sedicente intellettuale vuole parlare di crimini orrendi, non citi mai i comunisti, i sovietici, Stalin, Mao…

Eppure, anche in questi casi la ricerca non è difficile, e la personalità di certi criminali (veri) della Storia non è certo un mistero:

(…) L’atteggiamento delle autorità russe è perfettamente esemplificato dalla risposta che venne data a un leader jugoslavo che si lamentava di come i soldati russi avessero violentato alcune donne nonostante il suo paese fosse alleato dell’Unione Sovietica. Stalin gli rispose: «Hai idea di che cosa complicata sia la mente umana? Bene, immagina un uomo che ha combattuto da Stalingrado a Belgrado attraversando oltre mille chilometri della sua terra devastata, cosparsa dei corpi dei compagni e dei suoi familiari più cari. Come può un uomo del genere comportarsi in maniera normale? E che cosa c’è di così terribile nel divertirsi con una donna dopo tutti questi orrori? La cosa che conta è combattere la Germania. Tutto il resto non è importante»

https://www.ilpost.it/2015/05/04/stupri-germania/

Volendo continuare il gioco schifoso che tanto piace a Sallusti, vediamo quanto amore dimostrò il criminale Stalin non solo nei confronti degli altri, ma anche e soprattutto nei confronti dei suoi familiari:

“Una moglie suicida, un figlio non amato fucilato dai tedeschi e uno morto alcolizzato dopo anni in prigione, una figlia fuggita negli Usa che lo ha sempre odiato. Ritratto della famiglia di uno degli uomini più potenti e discussi della storia russa”.

Capito che razza di uomo viene ancora oggi considerato da molti come un eroe?

E riguardo alla differenza di civiltà fra comunisti e nazionalsocialisti, è interessante notare questo:

“Il figlio avuto da Kato, Jakov, non godette invece dello stesso amore. Portato a Mosca nel 1921, indispettiva sempre il padre, che lo considerava debole, e i due bisticciavano continuamente. Nel 1925 disse di volersi sposare, ma il padre glielo proibì. Jakov cercò il suicidio, sparandosi, ma fallì. Stalin, a quanto si racconta, lo derise crudelmente: “È incapace persino di sparare diritto”.

Ma dopo questo episodio, lasciò Jakov più libero di vivere la sua vita. Quando l’Unione Sovietica entrò in guerra, dopo essere stata attaccata dai tedeschi nel 1941, Jakov, ufficiale di artiglieria, si arruolò nell’Armata rossa (con il vero cognome di suo padre, Dzhugashvili) e fu catturato dopo un mese. Si rifiutò di collaborare con i tedeschi.

Fu ucciso nel 1943, mentre cercava di sfuggire a una guardia nel campo di concentramento di Sachsenhausen. Gli storici non sono concordi: per alcuni si trattò di un tentativo di fuga, per altri di un disperato suicidio. Non è neppure chiaro se Stalin si addolorasse per la fine del figlio poco amato.”

https://it.rbth.com/storia/79609-lombra-di-stalin

Quindi, mentre i barbari sovietici stupravano, torturavano, inchiodavano alle porte le prigioniere, i biechi nazisti non torsero un capello al figlio del capo di quella lurida banda di assassini, uccidendolo solo dopo due anni di prigionia, a causa di un tentativo di fuga.

Eppure loro sono considerati i buoni, persino da quelli come Sallusti, cioè i “destronzi” che fingono di avversarli.

Credo che parlare di questa specie di “uomo” sia abbastanza squallido, quindi vengo al vero motivo per cui scrivo questo articolo: evidenziare la patologia mentale di quanti, sulla falsariga di Sallusti, gettano sempre la colpa di qualsiasi cosa sui “nazisti”.

Proprio in questo periodo dominato dal finto virus, spuntano ogni giorno sui social, sui giornali, in TV, fior di dementi che intravedono paragoni fra i fatti attuali ed il “nazismo”; e la cosa più stomachevole è che persino quelli che vantano una certa vicinanza al Fascismo, si mostrino in realtà prigionieri di stereotipi e falsità storiche.

Chi di voi non ha mai letto commenti di sedicenti Fascisti che, a proposito delle tante porcate fatte da questo Governo, sbottano con frasi del tipo: “Questo è il vero Fascismo”? Fior di idioti ignoranti che da un lato si fingono Fascisti, e dall’altro usano il termine Fascismo come sinonimo di brutalità, prepotenza, sopruso…

FreudPeggio ancora quando si tratta del termine “nazismo”, che in realtà non esiste ed è stato inventato dopo la guerra non come abbreviazione, ma come dispregiativo.

Fateci caso; sui social sono nati vari gruppuscolo di infiltrati ebrei che si propongono di combattere il “nazismo” delle case farmaceutiche che spingono per un vaccino, o il “nazismo” del Governo che limita le libertà costituzionali, per non parlare del “nazicovid” e di tutte le altre demenzialità inventate da certi cialtroni. Uno dei gruppi più attivi di anti “nazisti” si evidenzia perché i suoi membri contrassegnano i loro profili social con una “W”, ovvero l’iniziale che vedete stampata sulla porta di ogni cesso. Se incontrate questi infiltrati, bloccateli all’istante e lasciate che si frequentino fra cessi giudei ed antinazisti!

Ora, quello che mi pare chiaro oltre ogni dubbio, è che in Italia ci siano al governo i peggiori sinistri di tutta la Storia; si va dal famoso ex PCI, che pomposamente si fa chiamare “Democratico”, fino al movimento 5 zecche, nato da sempre come movimento di estrema sinistra che strizzava l’occhio ai falliti dei cessi sociali, dei NOTAV e feccia similare… Per non parlare degli altri ex comunisti con nomi ridicoli e provocatori, tipo “Liberi ed Uguali”! Eppure, quando qualcuno si scaglia contro le decisioni di questi mascalzoni, che governano sempre grazie ai giochetti di potere interni, complice il presidente della repubblichetta, ecco partire la litania del “nazismo”.

Chiudono i negozi e fanno morire di fame le persone a causa di un virus che non esiste (ovviamente non esiste nel senso che non si tratta di un virus mortale che minaccia l’umanità)?

Nazismo! Stanno vagliando possibili Leggi per obbligare i cittadini a vaccinarsi?

Nazismo!

Sottopongono a inutili tamponi forzati bambini e poveri vecchi della case di riposo?

Nazismo!

Pretendono di obbligarti a circolare con una inutile museruola che serve solo ad arricchire chi le commercializza?

Nazismo!

Ti impediscono di usufruire di servizi essenziali, dei trasporti e persino dei semplici negozi di alimentari se non ti pieghi alla loro dittatura sanitaria?

Nazismo!

Ti vietano di uscire di casa, di vivere una vita normale, di frequentare amici e parenti, di ospitare gente a casa tua?

Nazismo!

Incoraggiano la parte più infame del popolo italiota a fungere da delatori per denunciare alle autorità chi tenta di continuare a lavorare e vivere una vita normale?

Nazismo!

Mentre sei agli arresti domiciliari senza colpe, né condanne, consentono ai loro compagni con la bandiera rossa di sfilare per il 25 aprile?

Nazismo!

Ti viene impedito di dire la tua opinione sui social e dovunque, vieni tacciato come “negazionista” se solo osi condividere l’opinione di fior di studiosi che negano tutte la balle raccontate sul fanta – virus?

Nazismo!

Mandano squallidi sbirri a perseguitare le persone per bene “ree” di non indossare la museruola?

Nazismo!

Si possono trovare persino centinaia di cosiddetti “meme” dove fior di ritardati che si dicono incazzati usano la frase “Mi fa salire il nazismo”!

Baker

Ma a tutti questi luridi covidioti, comunisti e destronzi privi di ogni briciolo di cultura storica e politica, vorrei porre alcune domande: quando esattamente il Nazismo impose ai suoi cittadini di indossare sempre e dovunque le museruole tipiche degli schiavi?

Quando esattamente il Nazismo impedì ai suoi cittadini di lavorare, di aprire i propri negozi, di potersi mantenere, di fare sport e di socializzare?

Quando impose il coprifuoco senza esigenze di guerra?

Quando condannò i suoi concittadini agli arresti domiciliari senza avere commesso reati?

Quando pretese di obbligare a fare tamponi invasivi a tutti i cittadini sani?

Quando teorizzò di sottoporre tutti a vaccinazioni inutili e pericolosissime per la salute?

Quando usò i suoi soldati per perseguitare cittadini onesti che non avevano nessuna colpa?

Aprite gli occhi, coglioni ignoranti: né il Fascismo, né il Nazionalsocialismo, si sognarono mai di commettere le efferatezze che oggi possiamo attribuire all’OMS, alle case farmaceutiche ed ai governi nazionali (non solo quello italiano) loro succubi… E caso mai non lo sapeste, OMS e case farmaceutiche sono nella mani dei soliti giudei, che speculano sulla nostra salute e che, nel corso della Storia, sono stati combattuti solo dai tanto vilipesi “Nazisti” e Fascisti.

Quando capirete di essere dei coglioni, sarà ormai troppo tardi.

Carlo Gariglio