CRIMINALI, MA EROI PER LEGGE (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Marzo 2021)

Cedo volentieri la parola, in questo numero del mensile, al Camerata Scarpellini, che per quanto riguarda la comprensione del problema giudaico non è secondo a nessuno.

L’articolo che segue è un ottimo studio sulla cosiddetta “Brigata ebraica”, ovvero un banda di luridi assassini che ben si guardarono dal partecipare alla guerra vera, limitandosi a macellare persone innocenti a guerra abbondantemente finita, con la solita scusa del vendicare i presunti torti subiti dagli immancabili “nazisti”.

Ovviamente, trattandosi di giudei, nessuno di loro fu mai chiamato a rispondere dei propri crimini, che furono trasformati dalla colonia Italia in “eroici” atti di guerra meritori di medaglie al valore!

Un po’ come accade oggi con i crimini commessi dai militari dello Stato pirata denominato Israele: uccisioni, espropri, bombardamenti sui civili, lancio di missili veri in risposta a lancio di grossi petardi meno pericolosi di quelli che i napoletano usano per festeggiare il Capodanno (Il razzo Qassam (in arabo: صاروخ القسام‎, Ṣārūkh al-Qassām; anche Kassam) è un rudimentale razzo in acciaio, lungo circa 70 cm e pieno di esplosivo, prodotto da Hamas. Tali ordigni, che non hanno bisogno di strutture particolari per essere lanciati, sono privi di qualsiasi sistema di guida e sono facilmente trasportabili nel luogo di lancio. Nel corso di sette anni di conflitto, dal 2000 al 2007, questi ordigni hanno provocato 10 vittime.

https://it.wikipedia.org/wiki/Qassam).

Ma tutto viene contrabbandato come legittime azioni difensive contro i presunti attacchi dei palestinesi!

L’unica democrazia del Medio Oriente, come dicono i coglioni ed i complici!

Ed il tutto sempre e solo per il solito motivo: evitare le accuse di antisemitismo e complicità nel favolistico sterminio dei “sei milioni”. Povero mondo di idioti e/o servi di Israele!

            Carlo Gariglio

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Nell’estate del 1944 l’invasione dell’Italia da parte degli “alleati” era ferma davanti alla linea Gotica e non dava segni di poter realizzare rapidi progressi. Fu così che gli inglesi, dapprima riottosi, valutando insufficiente il rapporto di forze a loro favore di 10 a 1 in quanto a uomini e di 20 a 1 in quanto a mezzi, ritennero che non fosse poi una cattiva idea aumentare la carne da cannone (costituita da polacchi, canadesi, australiani, indiani, neozelandesi, greci, sudafricani, brasiliani, marocchini, algerini e badogliani) presente su quel fronte, aderendo alla richiesta dei sionisti – che però aveva ovviamente tutt’altro scopo – di costituire una “brigata ebraica” da impiegare per operazioni belliche.

La brigata venne formata il 20 settembre 1944 (capodanno ebraico) reclutando essenzialmente elementi della “Haganah”, dell’”Irgun” e della “banda Stern”, gruppi paramilitari composti principalmente da terroristi e delinquenti comuni rifugiatisi in Palestina per sfuggire alla giustizia degli Stati in cui risiedevano e responsabili della sanguinosa repressione della rivolta araba del 1936-1939, nonché da altri provenienti da Canada e Sudafrica, fino a  raggiungere un organico circa 5.000/5.500 uomini (tre battaglioni di fanteria, un reggimento di artiglieria leggera e reparti di supporto).

Dapprima inviata in Nord Africa per un rapido addestramento all’uso di armi pesanti, fu trasferita via mare in Italia, ove giunse a Taranto il 3 ottobre 1944. Fu quindi dislocata per addestramento in Irpinia e solo il 1° marzo 1945, con uniformi inglesi,  fu schierata in linea di combattimento in Romagna e sul fronte del Senio, affiancando per buona compagnia polacchi e badogliani. Per circa un mese partecipò a modeste scaramucce, in conseguenza delle quali perse meno dell’uno per cento della forza totale, ma si distinse particolarmente per l’uccisione dei prigionieri tedeschi (16^ divisione SS “Reichsführer”) e italiani (battaglione “Lupo” della X Mas).

Ai primi di maggio del 1945, e quindi a guerra ormai finita, la brigata fu dislocata nella zona di Tarvisio, dove dapprima infierì sui prigionieri cosacchi, che, con donne e bambini, erano là giunti al seguito della Wehrmacht per partecipare alla lotta contro i partigiani comunisti italiani e slavi: con bastonate e raffiche di mitraglia avviarono i prigionieri (gentilmente ceduti a Stalin dagli inglesi) ai treni che li avrebbero trasportati in Russia, dove sarebbero stati massacrati dai loro confratelli sovietici.

Quindi si dedicarono a due attività: il trasferimento clandestino di ebrei in Palestina e la caccia, soprattutto in Carinzia, ai “criminali nazisti”.

In divisa inglese e in otto-dieci (la prudenza non è mai troppa), con autoveicoli militari la cui targa era stata imbrattata di fango per risultare illeggibile, si recavano a tarda sera a casa delle vittime designate, quasi sempre semplici ex-militari segnalati dai partigiani titini, e con la scusa di accompagnarli al comando per interrogarli, li portavano invece nei boschi attorno a Tarvisio, dove, dopo efferate torture, li uccidevano e li seppellivano nella fossa fatta in precedenza scavare da loro stessi (è noto che gli ebrei non amano il lavoro manuale). Con l’occasione assassinarono anche circa 250 civili friulani solo perché, retaggio dell’Impero austro-ungarico, avevano cognomi tedeschi.

Sorvolo sui particolari delle torture e delle uccisioni (peraltro dettagliatamente descritti dopo la guerra dagli stessi autori nella consapevolezza che qualsiasi nefandezza sarebbe rimasta impunita se commessa da ebrei) perché sono talmente raccapriccianti che è imbarazzante persino parlarne o scriverne.

Nel luglio del ’45 la brigata fu trasferita in Belgio e in Olanda, dove per un anno si dedicò alle consuete attività, finché fu disarmata e smobilitata dagli inglesi. I suoi componenti ritornarono in Palestina, riconfluirono nell’”Haganah” e, massacrando interi villaggi, parteciparono alla “pulizia etnica”  nei confronti degli arabi per far posto allo Stato di Israele, di cui l’”Haganh” costituì il nucleo delle forze armate.

Storia finita? No.

Se qualcuno pensasse che il parlamento italiano non è in grado di compiere miracoli si dovrebbe ricredere. Infatti a 72 anni dalla fine della guerra e a 71 dall’estinzione della “brigata ebraica”, esso… La resuscita, ne scopre con autentica commozione il fulgido eroismo e, con una velocità mai sperimentata prima e neppure dopo approva all’unanimità una legge speciale che le conferisce la “medaglia d’oro al valor militare per la resistenza”!

Più in dettaglio: il 20 maggio 2017 la commissione difesa della camera dei deputati  approva all’unanimità la proposta di legge n. 3187 che ha come finalità la concessione, da parte del presidente della repubblica, della medaglia d’oro al valor militare per la resistenza  al Jewish Infantry Brigade Group, meglio conosciuto come brigata ebraica. La proposta era stata formulata dai seguenti individui che si fregiano del titolo di “onorevoli”: per il PD: Lia Quartapelle Procopio (membro della Commissione trilaterale nella quale i sionisti hanno da sempre un’influenza notevole), Emanuele Fiano (ebreo e sionista), Maria Amato, Tiziano Arlotti, Marco Bergonzi, Giuseppe Berretta, Sabrina Capozzolo, Piergiorgio Carrescia, Diego Crivellari, Carlo Dell’Aringa, Marco Di Maio, Vittoria D’Incecco, Gianluca Fusilli, Gero Grassi, Chiara Gribaudo, Vanna Iori, Daniele Montroni, Sara Moretto, Alessandro Naccarato, Giulia Narduolo, Fabio Porta, Francesco Prina, Giuseppe Romanini, Anna Rossomando, Chiara Scuvera, Alessio Tacconi, Valeria Valente, Simone Valiante, Walter Verini, Sandra Zampa e Diego Zardini; per Alternativa Popolare: Fabrizio Cicchitto; per Articolo 1: Luigi Lacquaniti, Michele Mognato e Arturo Scotto; infine, per Democrazia Solidale – Centro Democratico: Milena Santerini.

La relazione di accompagna-mento al progetto di legge sostiene:

“Proprio la situazione attuale ci porta a chiedere di preservare il ricordo di chi, sopravvissuto al progetto di eliminazione totale, con la divisa della cosiddetta Brigata ebraica, tra le rovine fumanti dell’Italia del 1945 fece cessare il crepitio delle armi (sic). Questo stesso gruppo di giovani si dedicò al recupero della dignità della vita attraverso il soccorso fisico (!), educativo e morale(!), attuando un’operazione, che oggi chiameremmo di search and rescue (ricerca e salvataggio, ndr), destinata alle persone, alla cultura e al sentimento religioso”.  E’ scritto proprio così, non è uno scherzo.

“A guerra finita – continua la relazione – la Brigata ebraica non si perse nella realizzazione della vendetta nei confronti dei carnefici, come auspicato da molti Governi alleati (nulla di più falso, come ampiamente provato e documentato), ma scelse di effettuare numerose azioni di ricerca e messa in salvo dei sopravvissuti ai campi di sterminio nazionalsocialisti.

Dalla Germania e dall’Austria essi li condussero, attraverso il Tarvisio, a luoghi dove furono ricoverati e aiutati nella ripresa della vita quotidiana. Questo loro compito ne fece anche degli esempi positivi per i giovani ebrei sopravvissuti, che presero parte alle attività e iniziarono a guardare all’emigrazione verso le terre del Mandato britannico in Palestina come a una nuova rinascita. Così, deposte le armi impugnate negli scontri fino alla fine della campagna di liberazione in Italia, gli uomini della Brigata ebraica divennero operatori di pace, educatori di libertà e di rinascita custodite nei libri, insegnate dalla Torà e dagli ideali dello scoutismo sionista socialista”.  

Assolutamente falso, a meno che per pace non si intenda quella eterna (degli arabi, naturalmente).

Una precisazione: il parlamento e il presidente della repubblica non hanno alcuna competenza nel proporre e nel conferire onorificenze militari. Infatti l’articolo 1416 del codice dell’ordinamento militare dispone testualmente che “per i militari in servizio l’iniziativa della proposta può essere presa dal superiore immediato, o da altro superiore più elevato. Le proposte, corredate da tutti i documenti necessari per comprovare la realtà e le circostanze del fatto e per porre in evidenza tutti gli elementi del valore, sono avanzate per la via gerarchica, onde le autorità superiori possano esprimere il proprio parere. Esse sono trasmesse al Ministero competente entro il termine perentorio di sei mesi dalla data del fatto, salvo che ricorrano particolari e giustificati motivi, nel qual caso il detto termine è prolungato fino a nove mesi. Nelle proposte e nelle concessioni di decorazioni al valor militare sono tenute presenti le disposizioni dell’articolo 1425, circa i casi in cui si incorre nella perdita di diritto o discrezionale di esse”.

C’erano quindi tre motivi di carattere giuridico, in ossequio ai quali in base alla legislazione vigente non poteva e non doveva essere conferita alla brigata ebraica alcuna onorificenza militare da parte della repubblica italiana: il primo era che la brigata ebraica non faceva parte, né aveva mai fatto parte delle Forze armate italiane ma era un contingente militare di uno Stato estero; il secondo era che risultava impossibile individuare un superiore gerarchico che potesse richiedere tale onorificenza in quanto tale contingente era stato sciolto da oltre settanta anni e non esisteva più; il terzo era che erano passati settantadue anni dalla fine della campagna d’Italia, ben più del termine massimo di nove mesi dall’atto militare degno di segnalazione, entro i quali il superiore gerarchico deve perentoriamente richiedere il conferimento di una qualsiasi onorificenza.

Ciononostante, in deroga all’art. 1416 del codice dell’ordinamento militare, la legge venne approvata all’unanimità e pubblicata sulla G.U. l’8 agosto 2017 con il seguente testo:

“Il Presidente della Repubblica promulga la seguente legge:

Art. 1  

1.  In  deroga  all’articolo  1416  del   codice   dell’ordinamento militare, di cui  al  decreto  legislativo  15  marzo  2010,  n.  66, relativo alla presentazione di  proposte  di  onorificenze  al  valor militare, in occasio-ne del settantesimo anniver-sario della Liberazione d’Italia è concessa la medaglia d’oro al valor  militare per la Resistenza alla Brigata ebraica, formazione militare  alleata, composta  da  volontari  di  cittadinanza   italiana   o   straniera, inquadrata nell’Esercito britannico, che operò  durante  la  seconda guerra mondiale e offrì  un  notevole  contributo  alla  liberazione della Patria e alla lotta contro gli invasori nazisti.

2. Il conferimento della medaglia d’oro al valor militare di cui al comma 1 è effettuato con decreto del Presidente della Repubblica, ai sensi dell’articolo 1415 del codice di cui al decreto legislativo  15 marzo 2010, n. 66.

La presente legge, munita del sigillo dello  Stato sarà inserita nella Raccolta ufficiale  degli  atti  normativi della  Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addì 18 luglio 2017

MATTARELLA

Gentiloni  Silveri  Presidentedel Consiglio dei ministri.

Visto, il Guardasigilli: Orlando”.

Tra le altre falsità contenute nel testo di cui sopra vi è anche quella che della brigata facessero parte “volontari di cittadinanza italiana”, essendo in quel tempo questi ultimi tutti impegnati a sopravvivere ad Auschwitz. Anche se per l’occasione se ne sono inventati uno (!), per giunta ancora vivente.

Seguì il 25 ottobre 2017 il decreto presidenziale e il 3 ottobre 2018 la consegna della medaglia nel corso della cerimonia, tenutasi in Israele presso il museo “Beit Hagdudim” di Avihayil (Netanya),  presenti il generale israeliano Kobi Barak e l’ambasciatore italiano Gianpaolo Benedetti, il quale sottolineò “la gratitudine del popolo italiano verso coloro che scelsero di combattere per liberare la Patria dal nazifascismo” (sic), e che “la storia della Brigata Ebraica è parte integrante della nostra memoria collettiva” (sic).

La vicenda narrata può apparire in astratto surreale ad una persona normale dotata di normale intelligenza, ma in realtà si inquadra perfettamente nelle azioni di uno Stato le cui istituzioni sono zeppe di farabutti, malfattori e idioti, là posti unicamente perché sono viscidi servi dello straniero, di cui questo Stato, non sovranista né sovrano, è soltanto una misera colonia. Del resto la decorazione di cui si è trattato si affianca degnamente a quelle copiosamente elargite alle bande criminali che operarono in quello stesso tempo e ai singoli assassini e sicari partigiani spesso autori dei più efferati delitti e non di rado causa diretta e voluta di rappresaglie, peraltro legittime, a spese di decine e a volte centinaia di persone quasi tutte innocenti; nonché alle onorificenze in precedenza conferite a Josip Broz detto Tito, a Nicolae Ceausescu e a Mobutu Sese Seko.

          Giuliano Scarpellini

MA QUANTI OLOCAUSTI! (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Febbraio 2021).

Da tempo ho smesso di illudermi circa le capacità del popolo bue di capire la bufala ridicola dell’olocausto e dei sei milioni di morti… Solo la più recente bufala sul covid può reggere il confronto, nonostante prove, documenti e semplice logica, la gente continua a credere alla favola del virus “mortale” con la stessa tenacia di chi ama credere ai “sei milioni”.

Tuttavia è così divertente vedere le reazioni scomposte di certi psicolabili che si vedono attaccati sulle loro dichiarazioni di “fede”, che continuerò imperterrito a ridicolizzarli con dati e prove certe che basterebbero a chiunque fosse dotato di un Q. I. a malapena normale, per sbugiardare certe credenze.

A seguire riporto buona parte di un articolo interessante scritto da una certa Floriana Castro, che tratta dei tanti olocausti (sempre di sei milioni, mi raccomando!|) che sarebbero stati patiti dagli ebrei dalla fine del 1800 ad oggi. Purtroppo, avendo il giudeame fatto sparire questo blog proprio di recente, la qualità delle foto allegate non è ottimale, essendo solo delle anteprime salvate dal sottoscritto.

Per chi volesse verificare la longa manus dei giudei, ecco l’indirizzo del blog sparito: http://antimassoneria.altervista.org/incredibile-gli-altri-olocausti-ebraici-poco-noti-che-mieterono-6-milioni-di-vittime/

Buona lettura!

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INCREDIBILE: i giornali d’epoca riportano la cifra di 6 milioni di vittime per altri olocausti ebraici poco noti.

A cura di Floriana Castro

Nota su Antisemitismo

Negli ultimi 70 anni siamo stati letteralmente bombardati da film, testimonianze (a volte anche di persone che la shoah non l’hanno mai vissuta), interventi nelle varie università senza poter ricevere risposta a domande fuori dal coro del tipo: come hanno fatto a morire 6 MILIONI nella sola Europa quando la comunità israelitica non superava i 12 milioni in tutto il mondo? E come avrebbe fatto la comunità -secondo le stime ufficiali dimezzata- a contare 13 milioni di unità a pochi anni dalla fine della guerra? In alcuni paesi se si confuta il numero ufficiale di 6 MILIONI di ebrei che avrebbero subito lo sterminio si rischiano addirittura 6 anni di carcere.  Il professore Faurisson, dopo molti anni di studi sugli eventi olocaustici, fu uno dei primi a sostenere l’assenza delle camere a gas nei campi di concentramento, per tale ragione fu  umiliato, messo al bando e tacciato di antisemitismo. Nessun grattacapo invece per chi confuta il numero dei morti dell’Olocausto ad opera dei comunisti, o l’olocausto degli Armeni eccMa mentre gli storici nei decenni successivi alla shoah sono stati impossibilitati dal corretto svolgimento del loro lavoro, un indizio molto importante ce lo danno i collezionisti di giornali d’epoca. In questo articolo vedremo, come il numero di 6 MILIONI sia stato indicato costantemente dalla comunità israelitiche sin dal 1905 ai tempi dell’impero zarista in Russia, trent’anni prima dalle persecuzioni naziste, eventi che -come documentato- oltre alla vittoria della loro causa, e la simpatia dei goym hanno inoltre portato alle casse sioniste milioni e milioni di dollari. Prediamo in esame 11 quotidiani d’epoca che vanno dal 1915 al 1940, analizzando brevemente il contesto storico di ognuno degli eventi.

Articolo di “The Sun” del 6 Giugno 1915 (pag. 1 della quinta sezione)

Nel 1915 troviamo gli ebrei russi nella Russia dello zar Nicola II, al loro primo tentativo di rovesciare il governo, tentativo che fallirà, per poi andare in porto nel 1917 instaurando la dittatura comunista, ideata, progettata e finanziata dai sionisti.

Questo è il titolo dell’articolo:

“Orrori peggiori di quelli di Kishineff nella Russia di oggi”

Didascalia:

“Una cospirazione senza precedenti per schiacciare gli ebrei sospettati di essere organizzati per coprire le sconfitte delle truppe di zar. Torture e massacri diffusi in centinaia di città”.

Questo è uno stralcio dell’articolo:

“Dalla distruzione del tempio di Gerusalemme sino ad oggi gli ebrei non hanno mai avuto una pagina così nera nella loro storia di quella che il governo russo sta scrivendo oggi. SEI MILIONI di ebrei, la metà del popolo ebraico in tutto il mondo, vengono perseguitati, braccati e  ridotti alla fame. Migliaia di loro sono stati barbaramente uccisi. Centinaia di migliaia di ebrei, vecchi uomini donne e bambini vengono spinti senza pietà di città in città su mezzi del governo, attaccati dalle truppe del proprio paese”.

Segue un accorato appello di uno dei rabbini presenti in Russia: “Le autorità stanno inviando innocenti vecchi ebrei uomini e donne in Siberia. vi abbiamo scritto molte lettere dalla Polonia riguardanti le nostre vicissitudini. Cari fratelli, abbiate pietà per i SEI MILIONI di ebrei in Russia: state dalla nostra parte”!

New York Times del 18 Ottobre 1918 (pag. 12)

Siamo ad un anno dopo la rivoluzione d’ottobre e l’ascesa al potere dei comunisti. Lo zar, con i suoi familiari, sono caduti sotto i fucili del commando rosso tre mesi prima, nella notte tra il 16 e il 17 luglio 1918. Gli ebrei non sono più in pericolo. Una volta eliminato l’impero tiranno resta un unico problema: raccogliere fondi (molti soldi…) per la ricostruzione della comunità di 6  MILIONI di ebrei morti nelle persecuzioni o gravemente danneggiati.

Questo è il titolo dell’articolo “Un fondo di un miliardo di dollari per ricostruire l’ebraismo”
Nella didascalia si legge: “SEI MILIONI di ebrei necessitano il nostro aiuto per riprendere la vita normale una volta terminata la guerra”

Nell’articolo si legge:

“Il Comitato degli ebrei americani sta mettendo in atto un piano per la più grande operazione umanitaria della storia”

In fondo: “Gli americani, tutti, ebrei e non ebrei allo stesso modo saranno presto chiamati a dare una contributo ad un fondo di circa un miliardo di dollari per attuare il programma di ricostruzione della comunità ebraica di tutto il mondo.”

Un riconoscimento politico del carattere nazionale degli ebrei avvenne nel Gennaio del 1918 con la creazione di un Commissariato per gli Affari Nazionali Ebraici, sezione speciale del Commissariato delle Nazionalità, sotto la guida di Stalin prima che salisse al potere sovietico. Sia il Lenin, che Trotsky (vero nome Lejba Bronsztajn) erano ebrei. Nel primo governo bolscevico l’85% era rappresentato da ebrei: su 22 ministri, 18 erano ebrei; nella stazione di polizia su 43 membri, gli ebrei erano 34; nell’esercito, 556 dei posti erano occupati da 447 ebrei, in un paese dove gli ebrei rappresentavano meno del 2% della popolazione totale.

New York Times dell’8 settembre 1919 (pag. 6)

Dopo aver rovesciato l’impero zarista e messo a posto lo zar con tutta la sua famiglia, la battaglia è volta ad assimilare l’ Ucraina – non ancora allineata al nuovo modello– all’impero sovietico.

Il NYT titola: “Gli ebrei ucraini mirano a fermare i pogrom”

(Pogrom è un termine con cui vengono indicate le sommosse popolari anti giudaiche)

In Ucraina fra il 1917 e il 1922, in seguito alla Rivoluzione Russa, vi fu un lungo periodo di guerra civile e di anarchia con continui cambi di fazioni al potere nei territori dove nell’ultimo periodo, il regime zarista aveva portato avanti una politica di russifi-cazione delle terre ucraine. Questo periodo fu segnato dall’esistenza di più entità statali separate.

Nella didascalia del NYT si legge: “Una commissione sta per visitare l’Europa per preparare un memorandum per il presidente Wilson“.

Wilson, ricordiamo è stato il presidente USA, massone di grado 33° passato alla storia per aver privatizzato la Banca centrale Americana, cedendola ai sionisti nel 1913, che fondarono una banca privata che funge da banca centrale la “Federal Reserve Bank” e il suo sistema che fino ad oggi sta prosciugando tutte le risorse globali a beneficio dell’èlite.

Fu sempre Wilson ad interessarsi perché Trotskij potesse ottenere un passaporto americano con il quale intraprendere il viaggio di ritorno in Russia per compiere la tanto programmata rivoluzione d’ottobre.

L’articolo riferisce che in Ucraina sono stati uccisi già centinaia di migliaia di ebrei e che altri 6 MILIONI si trovano in grave pericolo.

Nell’articolo si legge: “6 MILIONI di ebrei sono stati minacciati di essere completamente sterminati in Ucraina e Polonia. La federazione degli ebrei ucraini in America, una organizzazione che rappresenta tre quarti di un milione di ucraini in questo paese, ha deciso al congresso ieri che il massacro dei loro fratelli in Europa orientale deve finalmente essere fermato portando la pace e l’aiuto economico degli Stati Uniti. “Il segretario di Stato Lansing, ha reso noto che il Dipartimento di Stato ha già dato il consenso alla la federazione di inviare una commissione in Ucraina, per indagare sulle condizioni degli ebrei e per stabilire collegamenti diretti con i loro fratelli in America” .

Nel 1922 i piani dell’èlite si concretizzeranno e l’Ucraina entrerà a far parte ufficialmente a far parte della “civile” URSS come Repubblica socialista sovietica ucraina.

Ricordiamo inoltre che i polacchi dipinti come “antisemiti” stavano in realtà combattendo per il loro paese contro l’instaurazione di uno stato comunista ebraico in Polonia. 

New York Times del 12 novembre sempre del 1919 (pag. 7)

Siamo in America. Gli oligarchi responsabili della Grande Depressione in USA sono alle prese con la raccolta fondi per gli ebrei in miseria nell’est Europa
Felix M. Warburg racconta la triste condizione degli ebrei, titolo dello articolo: 

“Gli ebrei hanno sofferto la guerra più di tutti gli altri”

Ricordiamo, l’ebreo Felix M. Warburg, era membro all’omonima famiglia che da secoli lavora per il Nuovo Ordine Mondiale. La M. M. Warburg, è una delle banche che tiene il mondo in scacco con l’oligarchia finanziaria, nonché una delle centrali della progettata Grande Depressione che colpì l’America a partire dal 1919. Warburg, fu inoltre partner di Kuhn, Loeb & Co, sposò Frieda Schiff, una giovane appartenente ad un’altra delle 13 famiglie ebraico-sioniste per il controllo del mondo: gli Schiff appunto.

Ma torniamo al 1919.

Nell’articolo si leggono le dichiarazioni di Warburg, che era tra le altre cose Presidente del Comitato di distribuzione congiunta di fondi americani per gli ebrei vittime della guerra:

“I colpi successivi degli eserciti contendenti hanno spezzato la schiena degli ebrei d’Europa, riducendo tragicamente in miseria e in malattia 6 MILIONI di ebrei, oltre la metà della comunità ebraica in tutto il mondo”.

Warburg non fa alcun accenno alla fame che gli americani erano costretti a patire in quegli anni, in cui la Grande Depressione imperversava in America a causa delle loro manovre studiate ad hoc per far passare tutta la ricchezza reale (l’oro) nelle loro mani: i cittadini avevano l’obbligo di consegnare l’oro alle autorità (banche), pena per i trasgressori: 10 anni di carcere!

Atlanta Constitution del 23 febbraio 1920 (pag. 1 continua a pagina 3, quarta colonna).

Siamo ad Atlanta. Rabbini e sionisti sono ancora alle prese con la raccolta fondi per gli ebrei dell’est Europa:

“50.000 dollari raccolti per salvare gli ebrei in difficoltà”. Nell’articolo si fa riferimento ad  un meeting tenutosi ad Atlanta presieduto da un certo Harold Hirsh.

All’incontro intervennero anche Fred Rusland che ha descritto le situazioni drammatiche di fame, povertà estrema e oppressione che sarebbero stati costretti a subire  gli ebrei in alcuni paesi dell’Europa dell’est e in Palestina, ma grazie al generoso contributo economico, 6 MILIONI di ebrei avrebbero potuto essere salvati.

 Il rabbino David Marx disse:

“Noi siamo qui stasera per piangere i morti, 6 MILIONI di ebrei si trovano in grave pericolo, sono ferocemente perseguitati. Se non ci muoviamo molti altri moriranno. Questi fratelli guardano all’America affinchè questo paese risponda generosamente con un aiuto economico che possa alleviare le loro sofferenze” . Siamo nel 1920, 13 anni prima che Hitler salisse al potere, e a 19 anni dall’inizio della guerra!

New York Times 7 maggio 1920 (pag. 11)

Siamo ancora nel 1920. Il NYT annuncia con gioia che la campagna di raccolta fondi per gli ebrei in Europa ha raggiunto la cifra di 100.000 dollari. Nell’articolo si legge: “I fondi di aiuto per il sostegno del popolo ebraico in Europa dove 6 MILIONI di ebrei sono alle prese con enormi sofferenze, carestie e oppressioni hanno ricevuto l’attenzione particolare di Nathan Strauss, un imprenditore e grande sostenitore della causa sionista”. Strauss afferma: “Se gli americani, in particolar modo gli ebrei americani si rifiuteranno di contribuire al sollievo delle sofferenze dei loro fratelli possa questa colpa cadere sulle loro teste: avranno sulla loro coscienza l’estinzione del popolo ebraico”

New York Times del 20 luglio 1921 (pag. 2)

A distanza di un anno dalla grande raccolta fondi si ritorna a chiedere aiuti economici affinché vengano salvate le vite di altri 6 MILIONI di ebrei, (sempre sei milioni!) questa volta in grave pericolo nei territori dell’Unione Sovietica, dove i controrivoluzionari innesca-rono una contro-offensiva contro il regime. In questo articolo i sionisti fanno una chiara ammissione di quanto i regimi sovietici giudaici abbiano favorito il popolo ebraico a spese di centinaia di milioni di cristiani. Nell’articolo si legge che il pericolo di una caduta, o di un indebolimento del regime comunista avrebbe potuto sguinzagliare le agitazioni dei pogrom: un pericolo che doveva essere in qualche modo fermato. Dr. Meir Kreinin, un ebreo russo che fece la sua fortuna in Russia, -uno tra i fondatori della Società per la diffusione dei Lumi in Russia, nonché proprietario di un certo numero di giornali ebraici e presidente della prima organizzazione Emigdirekt- sul NYT lancia un monito: “ Se diminuisce il potere sovietico, 6 MILIONI di ebrei rischiano il massacro” ha dichiarato Kreinin, intervenuto ad uno degli eventi filanropici per la raccolta fondi in sostegno della causa ebraica. Nell’articolo si legge: “La mia dichiarazione proviene direttamente da documenti ufficiali presentati al governo di Berlino. 6 MILIONI di ebrei stanno affrontando uno sterminio di massa. La carestia in Russia imperversa. I contro-rivoluzionari stanno per avere la meglio e il controllo Sovietico sta per dimuniure. Numerosi Pogrom imperversano in tutta la Russia e in Ucraina”.

Che io sappia il potere sovietico non fu mai in serie difficoltà in quegli anni, pur con qualche agitazione dei pogroms. I provvedimenti vengono presi: i pogrom furono fermati e con l’ascesa di Stalin,- in seguito alla morte di Lenin nel 1924- i sogni di riconquista del paese dei contro-rivoluzionari falliranno.

Montreal Gazzette 29 dicembre 1931 (pag. 6)

Il titolo dell’articolo è “6 MILIONI di ebrei stanno morendo di fame”. Le condizioni degli ebrei nell’est Europa vengono descritte minuziosamente dal rabbino Wise: “6 MILIONI di ebrei muoiono di fame soprattutto in inverno. Se non vengono raccolti ulteriori fondi dal comitato di almeno 2 milioni e 500.000 dollari, disastri, miseria e caos senza precedenti si abbatteranno su tutta l’umanità” (!)

Il rabbino ha illustrato una lunga relazione al meeting al Monfefiore club di Montreal. Nell’articolo vengono anche descritti alcuni dei circoli di raccolta fondi in tutto il mondo in favore della causa ebraica. Il banchiere  Felix Warburg (di cui abbiamo parlato sopra) era presidente della “Jewish Red Cross Society” che si occupava della raccolta fondi, insieme a Herbert Lehman: uno dei tre fratelli proprietari del colosso finanziario “Lehman Brothers”. Herbert Lehman nel 1933 diventerà il 45° governatore dello stato di New York. La Lehman Brothers è la holding che -come ricorderete- nel 2008 dichiarò bancarotta causando il crollo dell’economia su scala mondiale.

New York Times del 31 maggio 1936 (pag. 14)

Siamo nel 1936. Adolph Hitler è al al potere da 3 anni in Germania. Tre anni prima che iniziasse la seconda guerra mondiale nel 1936 si parla già di milioni di ebrei sterminati: l’unica soluzione per la sopravvivenza dei giudei? La fondazione di uno stato ebraico in Palestina.

Il titolo dell’articolo del NYT: “Gli americani fanno appello per un rifugio ebraico”. Si legge: “L’unica salvezza per il popolo di Israele perseguitato è la restaurazione del suo antico patrimonio e l’immigrazione in Palestina. La Gran Bretagna ha il potere per spalancare le porte della Palestina per poter accogliere i milioni di ebrei fuggiti dallo olocausto”. Mancano ancora tre anni all’inizio della guerra, e cinque anni dall’inizio delle deportazioni nei campi! (1941). Si legge nell’articolo “Alla petizione per la concessione del rifugio ebraico si sono uniti anche numerosi cristiani “illuminati” ed esponenti delle chiese protestanti ed episcopali tra cui il reverendo James Freeman vescovo di Washington”. Dopo 12 anni questo obiettivo si realizzerà e nascerà finalmente lo Stato di Israele (1948).

New York Times 23 febbraio 1938 (pag. 23)

L’articolo intitolato “Insegnanti ebrei rimproverati da Isaacs”, riporta un intervento di Mr. Tarshis in rappresentanza del comitato “American Jewish Joint distribution”. Mr. Tarshis afferma che 6 MILIONI di ebrei sono stati privati della protezione e di qualsiasi opportunità economica: “6 MILIONI di ebrei sono ridotti alla fame senza più alcuna speranza, stanno affrontando la più grande tragedia di tutti i tempi. L’antisemitismo si è diffuso a macchia d’olio in tredici stati europei e minaccia la sopravvivenza di milioni di ebrei: una tragedia iniziata con l’ascesa al potere di Hitler ”  Mr. Isaac e Simon J. Jason, presidente dell’associazione “Jewish Teachers” hanno puntato sull’istruzione: “Noi non ci occupiamo di politica, ma abbiamo il dovere di svolgere il nostro compito. Tutti gli insegnati anche cattolici e protestanti hanno il dovere di educare i fanciulli al senso civico e al rispetto, occorre formare una morale sociale”. Ebbene, anche questo obiettivo è stato centrato in seguito: la shoah è diventato un dogma sociale e domande sulla verità degli eventi non sono permesse.

New York Times 6 ottobre 1940 (pag. 10)

La guerra è iniziata da un anno e le sorti di mezzo mondo sono ancora da decidere. La deportazione degli ebrei inizierà nel 1941: è ancora impossibile fare una stima precisa di quanti di loro avrebbero perso la vita. Tuttavia il NYT già nel 1940 annuncia una ricompensa alle pene dei giudei e anche molto generosa. Il titolo dell’articolo è “Il Nuovo ordine Mondiale promesso agli ebrei”. Nell’articolo si legge “Arthur Greenwood, del gabinetto di guerra britannico manda un messaggio di rassicurazione agli ebrei: una volta terminata la guerra e una volta ottenuta la vittoria, nuovi sforzi occorreranno per fondare un Nuovo Ordine Mondiale basato sugli ideali di pace e giustizia”. Greenwood- deputato leader del partito laburista inglese- ha inoltre aggiunto:

“Nel Nuovo Mondo gli ebrei avranno numerose opportunità le sofferenze e le ingiustizie che hanno subito potranno essere adeguata-mente riparate. La loro collaborazione sarà fondamentale per la ricostruzione del mondo”. Il messaggio fu consegnato ai rabbini Stephen Wise e Maurice Perlzweig arrivati a Londra in quella mattina del 6 ottobre 1940 i quali risposero che il messaggio viene da loro interpretato come una dichiarazione di ferma intenzione da parte dell’Inghilterra per venire incontro agli ebrei.

EBREI ULTRA-ORTODOSSI NON RICONOSCONO LO STATO DI ISRAELE


Il 26 gennaio del 2014, la polizia israeliana ha arrestato due insegnanti responsabili di un folto gruppo di 100 studenti ultra-ortodossi perché tenevano festosamente un barbecue vicino ad un monumento all’olocausto, proprio alla vigilia del ‘giorno della memoria. Gli ebrei ultra-ortodossi non riconoscono il ‘Giorno della Memoria’ di Israele ed episodi simili sono ricorrenti. Molti gruppi haredi – popolazione in velocissima crescita in Israele – sostengono che l’Olocausto sia solo una finzione creata ad arte per fornire un pretesto alla creazione dello stato di Israele. Recentemente molti ebrei ultra-ortodossi sono stati arrestati per aver scritto su un memoriale dell’olocausto frasi del tipo: “
Se Hitler non fosse esistito, i sionisti lo avrebbero inventato”(…). 

LA RIVOLUZIONE CULTURALE, POLITICA E RELIGIOSA PORTATA DALLA SHOAH

Guardiamo alle conseguenze: gli effetti della shoah, hanno inevitabilmente portato a Norimberga, alla fondazione dell’ONU e non solo… In seguito, con il pretesto della shoah si è finalmente costituito lo Stato d’Israele, (1948) a pochi anni dal termine della guerra. L’esercito israeliano, -notoriamente uno degli eserciti più forti del mondo, ma che ricordiamo non potrebbe sussistere senza le continue trasfusioni di denaro degli USA addebitati ai contribuenti americani- ha usato tutto il suo potere per opprimere, bombardare e massacrare i legittimi abitanti della Palestina, ridotti ormai ad essere schiavi nella loro stessa terra. Con la fondazione dello stato di Israele inoltre è nata la questione mediorientale così come la conosciamo oggi: le dichiarazioni di guerra da parte degli USA a tutti i paesi arabi non Israel friendly; le “primavere colorate”; i false flag che stanno insanguinando tutto il mondo; i paesi adiacenti ad Israele tenuti impegnati a farsi guerra fra di loro; i conflitti di religione, nati dopo il 48, prima dell’intervento dei sionisti infatti, cristiani, musulmani ed ebrei vivevano pacificamente in quelle terre. Dopo la shoah è ormai impossibile fare una critica alle ambizioni e agli intrighi giudaici di ieri e di oggi senza essere tacciati di antisemitismo. Ma non solo, grazie alla Shoah il giudaismo riuscì finalmente in un’impresa titanica, impresa che aveva fallito in 1960 anni: penetrare all’interno della Chiesa Cattolica. 

Subito dopo la II Guerra, la B’nai B’rith (la massoneria per soli ebrei) riuscì a mettersi in contatto con alcuni alti esponenti della Chiesa Cattolica per mutare l’insegnamento che le scritture, il magistero e i padri della Chiesa avevano tramandato sugli ebrei. E’ da ricordare in particolare l’impegno di 3 agenti della B’nai B’rith, Jules Isaac, Label Katz e Nahum Goldmann che riuscirono a convincere gran parte dell’alta gerarchia ecclesiastica, sostenendo che l’antisemitismo cristiano è stato responsabile del dilagare dell’odio antisemita, un sentimento alimentato nella popolazione dall’insegnamento cristiano preconciliare che avrebbe in seguito portato allo sterminio ebraico.

Gli agenti della B’nai B’rith  negano spudora—tamente persino la responsabilità ebraica nella Crocifissione di Gesù Cristo, oltre a negare l’inattaccabile storicità di Gesù. Le richieste dei giudei furono finalmente prese in considerazione. Il tanto agognato Concilio Vaticano II, segnerà una rottura con l’insegnamento della Chiesa in materia di giudaismo e i rapporti con le altre religioni. Con l’ingresso della B’nai B’rith, e della massoneria all’interno delle mura di Pietro ecco finalmente dilagare scandali, eresie infiltrazioni massoniche di tutti i tipi che hanno portato all’allontanamento in massa dei fedeli e alla grave crisi dottrinale nella quale la Chiesa di trova tutt’oggi.

Nahum Goldmann, fu il primo ad ipotizzare l’idea di Norimberga già nel 1942 quando le sorti della guerra erano ancora da decidere. In seguito collaborò alla enciclica Nostra Aetate, il futuro documento del Concilio sui rapporti cogli ebrei.  Oggi la sottomissione ai giudei è talmente grande da spingere alcune diocesi a concedere l’indulgenza plenaria il giorno della memoria, il 27 gennaio. Nessuna indulgenza per chi onora le vittime cristiane, del comunismo, della massonica Rivoluzione Francese, né per chi onora i martiri cristiani caduti per difendere l’Italia in occasione del Risorgimento, nè per il milione e mezzo di armeni trucidati dagli ebrei turchi donmeh, o per tutti quelli morti ammazzati nel corso di duemila anni. Nessuna indulgenza per i fedeli che li onorano e nemmeno nessuna giornata della memoria per le vittime.

UN’AMMISSIONE IMPORTANTE

Il 14 agosto del 2002, la radio-speaker americana Amy Goodman, intervista Shulamit Aloni, ex ministro dell’educazione in Israele e fondatrice del partito israeliano Ratz. L’intervistatrice chiede all’ex ministro: “spesso quando negli USA viene espresso dissenso nei confronti della politica di Israele, ma chi osa fare una critica viene tacciato di antisemitismo. Qual è la vostra risposta in quanto ebrea-israeliana”?  L’ex ministro israeliano fa un’ammissione importante, ecco la spudorata risposta: “Beh è un TRUCCO che abbiamo sempre usato: quando in Europa qualcuno critica Israele, tiriamo fuori l’Olocausto, al che questi vengono chiamati antisemiti. L’organizzazione è forte, ha molto denaro e i legami tra Israele e l’establishment americano sono molto forti; hanno il potere, ed è giusto. E’ gente talentuosa, piena di soldi, media, potere ecc. Tirar fuori l’Olocausto giustifica quello che facciamo ai palestinesi”.

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Ancora non vi basta, idioti creduloni, tutto questo per porvi qualche interrogativo sull’olocausto e sui sei milioni?

Allora eccovi altri documenti, che dimostrano con dichiarazioni di ebrei vari, come l’olocausto dei sei milioni fosse una sorta di invenzione religiosa, che prevedeva la nascita del loro squallido Stato di Israele solo dopo un olocausto che avrebbe mietuto sei milioni di vittime, che avrebbero dovuto scomparire in forni ardenti!

Capito da dove derivano le bufale sulle camere a gas e sui forni crematori?

Prima che la longa manus dei giudei faccia sparire anche questo, vi consiglio di salvare il seguente documento sul vostro PC; vi aiuterà a capire questo e molto altro sul mondo giudaico; a seguire, alcuni estratti di questo documento.

https://www.itajos.com/BIBLIOTECA/Seimilionipdf.pdf

Carlo Gariglio

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L’autore ebreo, Benjamen Blech, confermò questa realtà nel suo libro “I segreti delle parole ebraiche” (J Aronson Inc., 1991, 241), affermando: “La parola ebraica per “tu tornerai” (TaShuVU), sembra essere stata scritta in modo errato.

Grammaticalmente ne richiede un altro (vav). Si dovrebbe leggere (TaShUVU). Perché manca la lettera (vav) che sta per sei. [TaShuVU] senza il vav è una previsione per il popolo ebraico di ritorno definitivo alla loro patria nazionale. TaShuVU in numeri arriva fino a 708: tav = 400, shin = 300, vei = 2, vey = 6. Quando scriviamo l’anno, ignoriamo i millenni. Nel 1948 sul calendario secolare, abbiamo assistito al miracolo del ritorno ebraico in Israele. Nel calendario ebraico era l’anno 5708. Quello era l’anno previsto dalla parola incompleta (TaShuVu), voi tornerete.

Siamo tornati, mancando 6 – un importante 6 milioni di persone che sono morte nell’olocausto. Tuttavia, l’adempimento della predizione del ritorno proprio in quell’anno implicito dalla gematria di TaShuVU ci dà la ferma speranza che le parole dei profeti per la redenzione finale diventino realtà.”

Ecco due commenti aggiuntivi sulle origini del “Sei Milioni” da History & Scriptural Origins del Six Million Number: [Citazione 1] Le profezie ebraiche nella Torah richiedono che 6 milioni di ebrei debbano “essere svaniti” prima che si possa formare lo stato di Israele. “Tu dovrai tornare meno 6 milioni.” Ecco perché Tom Segev, uno storico israeliano, ha dichiarato che “6 milioni” è un tentativo di trasformare la storia dell’Olocausto in religione di stato. Quei sei milioni, secondo la profezia, dovevano scomparire in “forni ardenti”, che è la versione giudiziaria dell’Olocausto ora autenticata. In effetti, Robert B. Goldmann scrive:

“. . . senza l’Olocausto, non ci sarebbe Stato ebraico.” Una semplice conseguenza: Dato sei milioni di ebrei gasati ad Auschwitz che finirono nei “forni ardenti” (la parola greca olocausto significa offerte bruciate), quindi, le profezie sono state ora “adempiuta” e Israele può diventare uno “stato legittimo”. -Sconosciuto [Citazione 2]

Riguardo al numero di “sei milioni” dovresti sapere quanto segue: Nel testo ebraico della profezia della Torah, si può leggere “tu dovrai tornare”. Nel testo è assente la lettera “V” o “VAU”, in quanto l’ebraico non ha numeri; la lettera V sta per il numero 6. Ben Weintraub, uno scienziato religioso, ha imparato dai rabbini che il significato della lettera mancante significa che il numero è “6 milioni”. La profezia poi recita: tu tornerai, ma con 6 milioni in meno. Vedi Ben Weintraub: “The Holocaust Dogma of Judaism”, Cosmo Publishing, Washington 1995, pagina 3. I 6 milioni mancanti devono essere così prima che gli ebrei possano tornare nella Terra Promessa. Jahweh vede questo come una pulizia delle anime del popolo peccaminoso. Gli ebrei devono, al ritorno nella Terra Promessa, essere puliti – la pulizia deve essere fatta a fuoco. [“in burning stokes” in inglese]

https://web.archive.org/web/20170410182351/http://www.thebirdman.org/Index/ Jews/Jews-History&ScripturalOriginOfThe6MillionNumber.html

L’IRRITANTE QUESTIONE DEL TERRORISMO ISLAMICO (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Luglio 2017)

Spero che il grande storico revisionista Carlo Mattogno mi perdonerà per avere parafrasato un suo titolo, precisamente “l’irritante questione delle camere a gas”, ma credo che mai paragone fu più azzeccato; infatti, questo mitico terrorismo islamico, assomiglia sempre di più alle camere a gas… Tutti ne parlano, tutti ne scrivono, tutti dicono di temerlo, ma nella realtà dei fatti non è mai esistito, quanto meno nel modo e nella misura in cui cercano di contrabbandarcelo.

In questo periodo non si può più vedere un notiziario televisivo senza sentire parlare di questo imminente pericolo; ci dicono, con voce studiata, che esiste un pericolo terrorismo,
ci parlano di misure di sicurezza (concetto che in Italia rasenta il comico), si inventano attacchi sventati per un soffio (ma in realtà si tratta sempre di idioti che straparlano al telefono di quanto sarebbe bello fare saltare questo o quello obiettivo)… Ma nonostante tutti questi allarmi, a tutt’oggi in Italia gli attentati dei presunti terroristi islamici sono fermi al numero zero, così come possiamo contare zero morti e zero feriti.

Stranamente, gli stessi mezzi di comunicazione non ci parlano mai del pericolo camorra, nonostante non passi settimana senza qualche omicidio a Napoli e dintorni… Anzi, di recente ci è toccato anche assistere agli strali lanciati dal novello Pulcinella sindaco di Napoli, che tuonava contro certi “media” che avevano osato inserire Napoli fra le cento città più pericolose del mondo… Detto da autorità che si affrettano ad ammonire i turisti appena arrivati nel napoletano, consigliando loro di non indossare gioielli e monili atti ad attirare le attenzioni dei delinquenti locali! Neppure ci parlano del pericolo discoteche, nonostante ogni sacrosanto fine settimana veda ormai aggressioni, accoltellamenti, incidenti stradali e quant’altro, causati dalla moda bestiale di gonfiarsi di droga ed alcool quasi tutte le notti, che questo Stato di merda si guarda bene dal contrastare. Ma continuano a parlarci di un pericolo che finora non ha prodotto morti… Certo, qualcuno starà obiettando: “Ma la Francia? Ma la Spagna? Ma la Gran Bretagna?” Ed io prontamente rispondo: “Ma chi se ne frega?” Ora, sia ben chiaro, il sottoscritto non fa parte di quella categoria di sottosviluppati e traditori che straparlano di Europa unita e cazzate simili; per quanto mi riguarda, il sogno di un’Europa unita è morto il giorno in cui sono morti Benito Mussolini e Adolf Hitler… Il resto è pattume che interessa solo le banche giudaiche ed i decerebrati di destra e sinistra che oggi vanno per la maggiore.

Quando sento parlare di Francia, il mio pensiero va all’infame Generale Juin, ovvero il criminale francese che, a capo delle truppe africane dette “goumiers”, donò loro 50 ore di libertà di saccheggio e stupro in ciociaria, venendo premiato nel 1952 con il titolo di Maresciallo di Francia… Ecco il testo del volantino diffuso a suo tempo e tradotto in francese ed arabo:

«Soldati! Questa volta non è solo la libertà delle vostre terre che vi offro se vincerete questa battaglia. Alle spalle del nemico vi sono donne, case, c’è un vino tra i migliori del mondo, c’è dell’oro. Tutto ciò sarà vostro se vincerete. Dovrete uccidere i tedeschi fino all’ultimo uomo e passare ad ogni costo. Quello che vi ho detto e promesso mantengo. Per cinquanta ore sarete i padroni assoluti di ciò che troverete al di là del nemico. Nessuno vi punirà per ciò che farete, nessuno vi chiederà conto di ciò che prenderete».

E se vogliamo restare a tempi più recenti, quando sento parlare di Francia mi viene in mente la cosiddetta dottrina Mitterand, grazie alla quale i lerci francesi hanno protetto per decenni i peggiori brigatisti rossi italiani lì fuggiti.

Quando sento parlare di Gran Bretagna, penso invece ai bombardamenti terroristici sulle città italiane e tedesche, sui civili inermi, nonché ai campi di concentramento che allestirono per sfruttare e fare crepare il maggior numero di italiani e tedeschi, soprattutto
a guerra finita.

Infine, quando sento parlare di Spagna, penso ai vigliacchi franchisti che sfruttarono lo sforzo bellico italiano e tedesco per giungere al potere, salvo poi trasformarsi in una
stupida dittatura clericale e destrorsa che rinnegò totalmente Fascismo e Nazionalsocialismo… Ecco il mio pensiero, scritto nel testamento di Hitler al giorno 10 febbraio 1945:

“Ci saremmo così potuti trovare legati per il meglio o per il peggio a un regime per il quale io ho ora, se possibile, meno simpatia che mai, un regime di profittatori capitalisti, fantocci della cricca clericale! Non perdonerò mai a Franco di non aver riconciliato gli spagnoli una volta terminata la guerra civile, di aver dato l’ostracismo ai Falangisti, a cui la Spagna deve riconoscenza anche per l’aiuto da noi dato, e di aver trattato come banditi gli ex avversari i quali erano ben lungi dall’essere tutti Rossi. Porre la metà di un Paese fuorilegge mentre una minoranza di saccheggiatori si arricchisce con la benedizione del clero, a spese degli altri, non è affatto una soluzione. Io sono certissimo che ben pochi dei cosiddetti Rossi, in Spagna, erano davvero comunisti. Fummo gravemente tratti in inganno, poiché se io avessi saputo qual era la vera situazione, non avrei mai consentito ai nostri aerei di bombardare e distruggere una popolazione affamata, re-insediando al contempo il clero spagnolo in tutti i suoi orribili privilegi”.

Detto in termini più semplici e concisi, se accade qualcosa agli Stati suddetti e ad altri tipo US-raele, non posso dire altro se non che in qualche modo se lo sono meritato, pur provando umana pietà per chi cade per colpa dei regimi nei quali vive, senza avere colpe dirette circa le azioni da essi intraprese.

CIR_Chi_contro_chi

Ma non divaghiamo e torniamo all’ISIS ed al cosiddetto terrorismo “islamico”; più volte nel passato ho dimostrato con semplici dati come questo terrorismo non sia affatto “islamico”, dato che la stragrande maggioranza dei morti sono stati proprio islamici, a fronte dei numerosissimi attentati a moschee Sciite in Africa ed Asia… E dato che ultimamente ho ben poca voglia di scrivere, dato che nessuno capisce nulla dell’argomento (purtroppo anche all’interno del MFLPSN), mi avvarrò di uno scritto trovato in rete che, seppure datato 2015, illustra in modo chiaro ed inequivocabile cos’è l’ISIS e chi si nasconde dietro di esso.

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Chi combatte chi, in medio oriente, e da noi. 09 Giugno 2015 – Scritto da Enrico Carotenuto.

Al di là delle cavolate che ci arrivano dai media di regime, siano essi tv o giornali, le notizie degli ultimi giorni possono rendere finalmente chiaro anche ai meno informati quale sia la realtà del problema ISIS.
Basta infatti esaminare gli schieramenti, ovvero le forze militari in campo, e le alleanze, per vedere come l’occidente, pressochè unito, appoggi senza riserve i sanguinari filo-wahabiti, mentre il mondo islamico “normale”, quello meno legato al blocco occidentale, sta combattendo disperatamente ed in maniera compatta contro l’ISIS.
Di qualche giorno fa, la notizia che l’Iran ha inviato ventimila soldati in Siria, a combattere
al fianco delle forze di Assad. Allo stesso tempo, anche una brigata composta da 4000 palestinesi è arrivata in Siria per aiutare nella difesa di Damasco. Quindi, da una parte abbiamo: Siria, Iran e Palestina (Sunniti normali e Sciiti) che combattono insieme contro una forza per lo più mercenaria che si fa portatrice dei “valori” retrogradi della più retrograda interpretazione dell’Islam, quella Wahabita, ovvero Saudita, che come abbiamo potuto constatare ripetutamente, è ovviamente sostenuta economicamente dall’Arabia Saudita e dal Qatar. ISIS è aiutata più o meno implicitamente, anche da Israele.
Israele? Ma come? Non dovrebbero essere spaventatissimi dall’idea di un califfato retrogrado e sanguinario che cresce indisturbato a pochi km da loro?
Affatto. In realtà sono ben contenti di appoggiarli, in quanto:

a) per pura casualità non hanno mai torto un capello agli “infedeli” israeliani, e invece di avanzare verso Israele, avanzano verso Siria e Iran;

b) sono stati ferocissimi contro gli Hezbollah (Sciiti) e i loro amici palestinesi;

c) La prima cosa che hanno fatto è stata di scatenarsi contro la Siria, da sempre uno dei principali contrappesi allo strapotere militare d’Israele.

d) Sanno che una volta svolto il loro ruolo potranno essere spazzati via facilmente, togliendo loro i finanziamenti dall’Arabia, e bombardandoliper davvero, mica come fanno gli USA…

Insomma, quest’Isis è una mano santa anche per Israele.
L’ultimo tassello nello scacchiere mediorientale è il ruolo della Turchia. A sostegno dell’Isis fin dall’inizio. Infatti è da li che sono passate gran parte delle armi (armi NATO dall’Europa) dirette a quelli che allora si chiamavano i “ribelli” anti-Assad, e che si sono poi trasformati in ISIS. Ed è la Turchia che fa ancora da corriere, quando c’è da mandare le armi, sia attraverso il confine con la Siria, sia spedendole a mo’ di DHL dove servono all’ISIS: per
esempio in Libia.
Se a questi dati uniamo che:

a) Israele, Arabia Saudita e Qatar, nominalmente nemici storici, ormai vanno apertamente a braccetto;

b) che tutte e tre più la Turchia sono emanazioni dirette del blocco occidentale USA-Europa;

c) che Europa e Stati Uniti hanno creato le condizioni per l’esistenza e la sopravvivenza dell’ISIS, abbattendo uno dopo l’altro tutti i regimi che avrebbero fatto da ostacolo: Gheddafi in ibia, Ben Ali in Tunisia, Mubarak in Egitto, e (quasi) Assad in Siria;

d) Che Europa e USA fanno la guerra all’Isis solo a chiacchiere.

Non possiamo non giungere alla conclusione che questo “Terrore – Isis” sia un falso nemico, costruito a tavolino e supportato dallo stesso Occidente.
Ma perchè?
Sono anni che su queste pagine anticipiamo cosa sarebbe successo, fin dai tempi della “rivoluzione” egiziana. Ecco, ad esempio, cosa scrivevamo sulla Siria nel 2012, mentre i telegiornali parlavano di Assad-il-cattivone e di ribelli buoni e bravi.
Il perchè non è il controllo delle risorse (quelle erano già in mano agli stessi poteri). Il perchè è il controllo della  popolazione (occidentale ed orientale), quello che conta è avere una scusa credibile per dedicare le risorse planetarie non all’aumento del benessere, all’eliminazione della fame, ed a creare condizioni favorevoli all’ondata di risveglio delle coscienze che riguarda tutto il mondo, ma al suo esatto opposto: creare odio, povertà, disperazione, mantenere la fame nel mondo, distrarre fondi verso gli armamenti, ecc. Una strategia molto chiara per rallentare il risveglio delle coscienze.
Stanno combattendo “noi”. Noi che cerchiamo di essere meglio di come eravamo ieri. Tutti noi. Ragion per cui dobbiamo stare molto attenti, e guardare in faccia la realtà delle cose, senza farci prendere dai vortici di ansia/odio/paura, che sono l’unico scopo vero di queste manovre. Per combattere chi vuole tutto ciò, occorre essere diversi da come ci vorrebbero. Quindi niente paura, informiamoci, approfondiamo su tutto, dalla politica al cibo, dall’arte alla medicina, ma ricordiamoci sempre che quello che noi chiamiamo il risveglio delle coscienze è un fenomeno planetario, che sta crescendo a ritmi incredibili, e che è la grande notizia che nessun telegiornale ci darà mai. Che sono le forze oscure ad essere sulla difensiva e ad organizzare tutti questi disastri per cercare di mantenere la loro stretta sulle nostre menti ed i nostri cuori. Sono loro i primi ad avere paura, e sono loro che ne hanno di più. Per combatterli, basta che noi continuiamo a fare le cose che stiamo facendo, nel piccolo del nostro raggio d’azione. Che continuiamo a migliorare noi stessi, ad occuparci del bene fin dove possiamo arrivare. Che facciamo una piccola azione d’amore in più al giorno.
Magari alleniamoci facendone una piccola, che normalmente non faremmo, magari anche solo un sorriso di cuore al nostro capoufficio antipatico. Dobbiamo unire il cuore alla testa. La cosa che li spaventa di più.

http://coscienzeinrete.net/politica/item/2435-siria-irane-palestina-contro-arabiasaudita-qatar-e-israele

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CIR_Isis_Iran

Capito? Terrorismo islamico che ben se ne guarda dall’attaccare Israele e che, mentre in Africa ed Asia attacca gli islamici sciiti, in Europa spara nel mucchio, senza prendersi la briga di selezionare gli obiettivi. Se proprio volessimo dare un’etichetta a questa specie di
terrorismo targato ISIS, potremmo al massimo definirlo terrorismo sunnita, o meglio ancora, terrorismo Wahabita, non certo islamico tout court, così come della stessa ispirazione religiosa fu il cosiddetto terrorismo capeggiato da Bin Laden, anch’egli principe saudita vicino alla locale famiglia reale.
Ora, lasciamo perdere le tante correlazioni fra i servizi USraeliani ed i vari Bin Laden ed ISIS, e concentriamoci su un solo fatto: mentre il terrorismo arriva dall’Arabia Saudita, che ben se ne guarda dal prenderne le distanze, il mondo occidentale lobotomizzato dalla disinformazione voluta dalla lobby giudaica che controlla i “media”, considera come capi del terrorismo proprio quelli che fin dai tempi di Bin Laden ne presero le condannandolo, cioè l’Iran ed il mondo sciita in generale.
Ed i sauditi? Divenuti ottimi alleati degli USA durante il criminale attacco contro l’Iraq, questi barbari medioevali godono di una sorta di impunità per le tante nefandezze commesse all’interno, ed all’esterno, tanto che, di destra o di sinistra che si dicano, tutti i presidenti USA hanno fatto e fanno a gara per chi scodinzola meglio di fronte alla corte di Ryad; al seguente link potrete vedere l’abbronzato Obama in vista in Arabia Saudita, oltre ad unelenco di altri crimini e criminali:

http://www.controinformazione.info/arabia-saudita-i-criminisilenziosi-del-regime-saud/

U.S. President Barack Obama and first lady Michelle Obama stand with Saudi Arabia's King Salman (R) after arriving at King Khalid International Airport in Riyadh, January 27, 2015. Obama is stopping in Saudi Arabia on his way back to Washington from India to pay his condolences over the death of King Abdullah and to hold bilateral meetings with King Salman. REUTERS/Jim Bourg (SAUDI ARABIA - Tags: POLITICS ROYALS)

U.S. President Barack Obama and first lady Michelle Obama stand with Saudi Arabia’s King Salman (R) after arriving at King Khalid International Airport in Riyadh, January 27, 2015. Obama is stopping in Saudi Arabia on his way back to Washington from India to pay his condolences over the death of King Abdullah and to hold bilateral meetings with King Salman. REUTERS/Jim Bourg (SAUDI ARABIA – Tags: POLITICS ROYALS)

Ma se qualcuno, specie i tanti coglioni nostrani che hanno salutato l’elezione di Trump
con grida di giubilo (insieme agli ebrei più integralisti, guarda caso), crede che sia cambiato qualcosa, vada a leggersi questo altro articolo più recente:

http://www.ilpost.it/2017/05/21/arabia-saudita-trump-foto/

trump-arabia-saudita1Dunque, il cosiddetto terrorismo islamico, che islamico non è, diventa l’alibi da gettare in pasto ai fessi per creare tensioni e distrarre l’opinione pubblica dalle tante porcate realizzate dai soliti noti… Tattica che, a ben vedere, è la stessa che si utilizzò (ed in parte si utilizza ancora) in Italia quando si straparlava di terrorismo “nero”, di bombe di chiara matrice fascista e balle simili. Loro mettevano le bombe, loro montavano i palchi dei comizi dai quali tuonare contro i “fascisti”, e nel frattempo, mentre i fessi sfilavano in corteo contro il “fascismo”, facevano passare Leggi inique, sfruttavano i popoli e magari andavano a “liberare” qualche Stato sovrano che chiedeva soltanto di vivere senza ingerenze giudaico -americane.

Del resto, non è difficile da capire: se nel mondo cristiano la chiesa dei Pentecostali decidesse di darsi al terrorismo, qualcuno accetterebbe la definizione di terrorismo cristiano in generale, oppure si pretenderebbe di precisare che solo un’infima minoranza di questo mondo commette atti terroristici?
Quindi se il terrorismo è sunnita, o meglio, Wahabita, perché mai tutti si affannano a definirlo islamico?
Certo, queste sottili distinzioni non possono certo essere comprese dai cerebrolesi di estrema destra, che hanno eletto la giudea Oriana Fallaci a loro icona, ma fra quelli che hanno l’ardire di definirsi Fascisti e Nazionalsocialisti, ci si aspetterebbe analisi politiche, storiche e religiose un tantino più precise, nonché una netta presa di distanza dagli elementi di cui sopra, i quali cercano miseramente visibilità sfruttando guerre di religione ed occasioni varie legate all’invasione migratoria che stiamo subendo.
A proposito delle ingerenze US-raeliane nel cosiddetto terrorismo, possiamo poi trovare,
con una semplice ricerca in rete, notizie come la seguente:

http://islamshia.org/libia-arrestato-agente-mossad-imam-moscheadellisis/

Libia: arrestato agente del Mossad “Imam” di una moschea e predicatore ISIS

Le autorità libiche hanno arrestato un “Imam” e predicatore di una moschea del gruppo terroristico DAESH (ISIS) che ha poi confessato di essere un agente dei servizi segreti israeliani, il Mossad. Secondo le autorità libiche il vero nome di predicatore Abu Hafs è Benjamin Efraim, un cittadino israeliano che opera in una delle unità speciali del Mossad che conducono operazioni di spionaggio nei paesi arabi e islamici.
Le autorità libiche hanno detto che la spia del Mossad ha iniziato la sua carriera in Libia, guidando un gruppo di 200 membri affiliato dell’ISIS e si poi è trasferito a Bengasi sotto la veste di predicatore.
Stando alle autorità libiche Abu Hafs aveva tentato di infiltrarsi in Egitto e alla guida di questo gruppo terroristico avevano minacciato di esportare la guerra nel paese arabo.
Quando il movimento terroristico di DAESH (ISIS) ha attaccato l’Iraq e conquistato Mosul tre anni fa, numerose fonti hanno parlato del ruolo di agenti del Mossad quali supervisori dei miliziani del gruppo terroristico takfiri.

Ovviamente, delle numerose fonti citate nell’articolo, nessuna è mai giunta fino ai mezzi di comunicazione occidentali, troppo presi dal montare la bufala del terrorismo “islamico”!
E se qualcuno avesse ancora dei dubbi, consiglio la lettura di qualche articolo di Maurizio Blondet, tipo questo:

http://www.maurizioblondet.it/pentagono-pagato-falsivideo-al-qaeda-piu-altrifalsi/

Sullo stesso sito si possono vedere foto di presunti terroristi dell’ISIS ai quali spuntano tatuaggi dell’esercito USA e persino una stella di Davide al collo!

ISIS-guy-has-us-army-tattoo-photo

Ma anche volendo prescindere da tutto questo, basterebbe analizzare i tanti attentati compiuti in Europa, per capire che qualcosa non quadra nelle ricostruzioni dei mezzi di “informazione”. Abbiamo già visto che questo terribile Stato Islamico è nato esattamente in quei luoghi rasi al suolo e “liberati” dai criminali USA e dai loro alleati: Iraq, parte della Siria, ed ultimamente Libia; abbiamo anche visto che questi terroristi, stranamente, non attaccano in alcun modo lo Stato di Israele, né le comunità ebraiche sparse in Europa. Infine, abbiamo visto che la presunta guerra santa contro i cristiani viene condotta dall’ISIS non selezionando gli obiettivi in modo da colpire solo cristiani ed occidentali, ma uccidendo a casaccio gente che popola Stati come Francia, Gran Bretagna e Spagna, ovvero esempi di società multirazziali e multiculturali, ove sparare nel mucchio equivale a colpire certamente anche persone africane, asiatiche ed appartenenti a tutte le religioni, ivi compreso quell’Islam che i terroristi dicono di amare.

Riferendomi all’attentato di Nizza, se qualcuno si fosse preso la briga di verificare l’etnia delle vittime, si sarebbe accorto che se non la metà, poco meno di essa era composta da islamici e nordafricani vari, alcuni anche connazionali dello stesso attentatore.

Ora, qualcuno potrebbe spiegarmi perché questo terrorismo islamico fa tantissime vittime proprio fra gli stessi islamici, mentre ne fa poche fra i cristiani e nessuna fra gli ebrei? Infine, qualcuno potrebbe spiegarmi come si può conciliare l’idea di cellule organizzate ed addestrate dall’ISIS, con il dilettantismo dimostrato da quasi tutti i cosiddetti terroristi islamici? Possibile che uno spauracchio così potente ed organizzato utilizzi decerebrati totali, muniti non di armi vere, ma di coltelli da cucina, automezzi regolarmente noleggiati, finte cinture esplosive, pistole ad aria compressa e persino pistole sparachiodi? Qualsiasi delinquente di mezza tacca sa bene come procurarsi un’arma da fuoco, così come chiunque con una banale ricerca su internet potrebbe essere in grado di creare dell’esplosivo… E noi dovremmo credere a cellule organizzate che si recano ad un autonoleggio, con la loro carta di credito, per noleggiare un mezzo con cui realizzare un attentato? E dovremmo credere che non siano neppure in grado di procurarsi una pistola o un fucile, preferendo un coltello da cucina?
In alcuni casi, se non si trattasse comunque di fatti drammatici che hanno portato alla morte di svariate persone, si potrebbe parlare di situazioni esilaranti, tipo quella raccontata in occasione di uno dei recenti attentati: i terroristi volevano noleggiare un enorme camion, ma dato che la carta di credito non garantiva la copertura, hanno optato per un piccolo furgone!
E questi sarebbero gli agenti di un potente e temibile Stato Islamico organizzato? Ma neppure nel film “I soliti ignoti” si possono vedere delle cretinate simili!

Rimane da analizzare le persone di questi attentatori; tutti i mezzi di informazione sono concordi nel descriverli poco o nulla religiosi, alcuni pluripregiudicati per reati comuni, spesso dediti all’alcool (cosa che li renderebbe non Islamici in automatico!) e/o alla droga, appassionati di palestre e discoteche…
Peccato che l’estremista islamico tipico non abbia nulla a che fare con certi profili, i quali, spesso, caratterizzano proprio quegli elementi che i fanatici del Corano giustizierebbero all’istante se li avessero a tiro!
Chi sono questi elementi è presto detto: psicolabili che nulla hanno a che fare con la religione, eccitati da una certa propaganda martellante, che si improvvisano “eroi” dell’Islam per colorire una vita squallida da delinquenti… Falliti di ogni genere e tipo che per motivi più o meno reali hanno dei rancori nei confronti dello Stato che li ospita (o nel quale sono addirittura nati), e che compiono i loro atti criminali senza neppure sapere selezionare gli obiettivi scegliendo i presunti nemici di quell’Islam che fingono di rappresentare. In un paio di occasioni, qualcuno li ha imitati, cercando di investire con l‘auto dei fedeli islamici mentre uscivano da una Moschea… Ma i “media”, con molta rapidità, hanno escluso il terrorismo; si trattava di emulatori eccitati dai precedenti attentati.

Ora, chiedetevi: come mai i primi, che uccidono a casaccio, sono Islamici, mentre i secondi, che hanno selezionato con cura l’obiettivo, sono solo squilibrati?

Rispondete…!

Carlo Gariglio