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M. M. Shahria intervista Carlo Gariglio – 01/05/2018

L’intervista che segue è stata pubblicata in lingua inglese su alcune piattaforme Facebook dedicate al mondo Islamico:

https://www.facebook.com/notes/renovation-mind/only-religion-that-i-do-not-accept-is-the-jewish-one/670263603305836/

A seguire pubblico la versione in lingua italiana.

Carlo Gariglio

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Dear Carlo Gariglio

Possa La pace essere con te. Saluti dal Bangladesh.

Il mio nome è M.M.Shahria, sono un musulmano e un giornalista freelance della Islamic Media Platform Renovation Mind, con sede in Bangladesh, con un pubblico in tutto il mondo arabo e musulmano. Non ricordo di aver mai visto un’intervista con un leader fascista nel mondo musulmano da decenni, in particolare non un’intervista con un leader fascista italiano in cui il fascismo era nato come dottrina politica ed economica. Voglio quindi intervistarti, un fascista e segretario nazionale del Partito fascista italiano MFL-PSN. Il colloquio avrà lo scopo di comprendere meglio sia il fascismo che le opinioni e le politiche fasciste, specialmente in questioni che riguardano il mondo musulmano. L’intervista sarà pubblicata sui miei canali online e sarà inviata anche ad altri rappresentanti dei media del mondo musulmano.

FotoIntervista

  1. Vuoi presentare te stesso e il tuo partito al pubblico nel mondo musulmano?

Non voglio sprecare spazio per parlare di me stesso, quindi indico un link al mio blog, ove gli interessati potranno visionare una mia breve biografia: http://lavvocatodeldiavolo.biz/?page_id=2

Il Movimento Fascismo e Libertà nacque il 25 luglio 1991 grazie al fondatore Giorgio Pisanò, all’epoca Senatore del MSIDN. Fin dalla nascita il nostro movimento è stato oggetto di pesanti boicottaggi, in quanto l’Italia, pur fingendo di essere una democrazia, è in realtà un regime illiberale ove si viene puniti e minacciati se ci si definisce Fascisti. E questo dura tuttora, nonostante la Magistratura abbia più volte sentenziato considerando il nostro movimento in regola con le Leggi “democratiche”.

Qualche anno fa, per mia volontà, alla prima denominazione MFL è stato aggiunto il secondo nome “Partito Socialista Nazionale”, al fine di evidenziare una nostra chiusura ai falsi fascismi di destra, ed un ritorno alle origini Socialiste Nazionali.

2.C’è una famosa citazione di Benito Mussolini che afferma che “il fascismo dovrebbe essere correttamente chiamato Corporativismo”. Puoi dirci l’idea fascista del corporativismo nel campo politico ed economico, nonché ciò che significa il corporativismo per la società.

Principio fondatore del corporativismo è la collaborazione tra le varie classi sociali non solo nel campo economico-sociale, ma anche in quello politico-costituzionale. Una via di mezzo quindi fra il liberalismo individualista e il collettivismo socialista con la prospettiva di una solidarietà finalizzata all’interesse della collettività nazionale.

È proprio questo il fulcro dell’Idea Corporativa: il superamento del conflitto di classe per la realizzazione di una «Terza Via» tra stato liberale e stato comunista.

«Chi dice lavoro dice borghesia produttiva e classi lavoratrici delle città e dei campi. Non privilegi alla prima, non privilegi alle ultime, ma tutela di tutti gli interessi che si armonizzano con quelli della produzione e della Nazione»

spiega Mussolini nel suo primo discorso alla Camera, un mese dopo la Marcia su Roma.

2b) Come puoi spiegare il fascismo alla gente del Bangladesh e al di fuori del Bangladesh che crede nella democrazia?

Come ho accennato nella prima risposta, il concetto di democrazia, quanto meno qua in occidente, è una semplice farsa che serve a coprire un regime illiberale che si mostra democratico con tutti gli omologati, ma repressivo e brutale nei confronti di chi non i sottomette al pensiero unico.

Del resto, anche tutta la Storia raccontata dai vincitori del secondo conflitto mondiale è una farsa; il Fascismo viene raccontato come una dittatura, ma nella realtà dei fatti Benito Mussolini venne nominato democraticamente Presidente del Consiglio dei Ministri dal Re, ed ottenne prima la fiducia, poi i pieni poteri, da un Parlamento ove i Fascisti erano una minoranza. Lo stesso Hitler divenne Cancelliere del Reich grazie al voto popolare.

Eppure si parla sempre male del Fascismo e del Nazionalsocialismo, mentre si lodano gli eredi dei criminali comunisti, che non andarono mai al potere democraticamente, ma sempre ed ovunque dopo sanguinari colpi di Stato e successivi massacri per reprimere il dissenso.

Infine, il Fascismo alla gente del Bangladesh e del mondo intero lo spiego così: una forma di Governo che garantisce la collaborazione fra tutte le classi sociali nell’interesse del bene collettivo.

  1. Le persone che credono nel sistema politico democratico credono che il fascismo sia un cattivo sistema politico e che non sia accettabile. Perché credono in questo modo?

Come dicevo prima, la Storia la scrivono i vincitori, quindi i poteri forti che temono la verità si nascondono dietro un mare di menzogne per perpetuare il loro potere e demonizzare l’unica forma di governo, cioè il Socialismo Nazionale, che potrebbe mettere in pericolo i loro interessi, come accadde negli anni che precedettero la Seconda Guerra Mondiale. Così i veri criminali che bombardarono (persino con due bombe atomiche) e bombardano tuttora civili innocenti, sono passati alla Storia come “liberatori” ed esportatori di “democrazia”, mentre quelli che difendevano il diritto dei loro popoli a non essere sfruttati ed affamati dallo strapotere della Lobby finanziaria giudaica sono passati alla Storia come “criminali”.

Hanno persino dovuto mostrare un “olocausto” come una verità storica incontestabile per criminalizzare milioni di innocenti e permettere agli ebrei di costituire il loro “Stato” in Palestina.

Anche il solo porsi delle domande sull’olocausto è contro la Legge nella maggior parte dei Paesi occidentali, e farlo può portare a severe pene detentive.

  1. Qual è la tua posizione sull’Islam?

Faccio una premessa: personalmente non sono molto religioso; sono stato educato come quasi tutti in Italia alla religione cattolica, ma dall’età della ragione ho assunto una posizione dubbiosa sulla questione religiosa. Certo non sono un ateo materialista, credo in qualcosa che vada oltre la nostra vita materiale, ma non abbraccio una religione in particolare. Detto questo, l’Islam, a mio parere, ha tutto il diritto di esistere ed essere predicato dai suoi fedeli, così come qualsiasi altra religione presente nel mondo, ma ogni religione dovrebbe mostrarsi tollerante nei confronti delle altre Fedi, senza integralismi di ogni tipo.

Non a caso, l’unica religione che non accetto è quella ebraica, in quanto nelle loro cosiddette sacre scritture si predica solo e soltanto odio nei confronti di tutti quelli che non sono ebrei.

  1. Pensi che dovrebbero esserci alleanze tra fascisti come quelli di MFL-PSN e del mondo musulmano / arabo in futuro? E perché?

Noi ci rifacciamo soltanto alla Storia, ed essa dimostra come Fascisti e Nazionalsocialisti siano stati alleati dell’Islam nella guerra contro il criminale comunismo e contro gli imperialisti britannici e francesi; non a caso, mentre l’Europa ha vergognosamente dimenticato il Socialismo Nazionale (o lo ricorda soltanto per addebitargli crimini inesistenti), il mondo Arabo e Musulmano ha visto la creazione di molti Stati che si rifacevano al Nazionalsocialismo, come l’Iraq di Saddam Hussein, la Siria ed in parte la Libia di Gheddafi.

Persino in Africa ci sono stati esempi di Nazioni ispirate al Socialismo Nazionale, cosa sconosciuta ai tanti idioti di destra e falsi Fascisti che predicano uno stupido razzismo in stile americano.

  1. Puoi per favore spiegare la tua visione riguardo al mondo musulmano? Perché il mondo musulmano dovrebbe cooperare / allearsi con te e come potrebbe il mondo musulmano cooperare / allearsi con te?

Parlare di mondo musulmano come se fosse una cosa unica è difficile, in quanto, come accade nel mondo cosiddetto cristiano, esistono all’interno divisioni religiose e politiche che spesso hanno portato e portano alla guerra.

Noi ci rivolgiamo a mondo musulmano tollerante, che ripudia il terrorismo e che accetta di collaborare con chiunque condivida le stesse idee politiche e sociali, pur abbracciando una diversa religione.

Diciamo che il migliore esempio che posso citare sono le Waffen SS, ovvero un esercito composto da volontari di tutto il mondo e di tutte le religioni, che combatterono fianco a fianco (purtroppo senza fortuna), contro la bestialità dei comunisti e degli imperialisti anglo-americani manovrati dalla lobby ebraica.

  1. C’è stata un’alleanza tra il fascismo, il socialismo nazionale e vaste parti del mondo musulmano fino alla fine della seconda guerra mondiale. Sembra che i fascisti e i partiti socialisti nazionali oggi abbiano dimenticato questa alleanza? Perché?

Questo accade per due motivi: il primo è la forte ignoranza di quanti si credono Fascisti, ma si comportano all’opposto; il secondo sono i poteri forti che creano falsi movimenti Fascisti e Nazionalsocialisti al fine di criminalizzarli e controllare poi il malcontento degli eventuali aderenti.

Non solo in Italia, ma in tutta l’Europa Occidentale ad ogni elezione spuntano partiti definiti “neofascisti”, o “neonazisti”, che però, guarda caso, predicano amore nei confronti delle comunità ebraica, odio contro l’Islam, contro quelli che hanno un diverso colore della pelle e sostengono politiche degne dei gruppuscoli deliranti degli USA, tipo il “white power”.

Occorre distinguere con molta attenzione fra i veri Fascisti, che si rifanno alla loro Storia, e gli impostori che cercano di appropriarsene.

  1. Pensi che l’Islam sia il più grande nemico dell’agenda massonica / satanista? se credi questo perché e come l’Islam sia diventato il più grande e (ultimo?) nemico del programma massonico / satanista?

L’Islam, anche se non tutto, è rimasto praticamente da solo a battersi contro lo strapotere economico e finanziario della lobby ebraica, che controlla l’economia di gran parte del mondo e cerca di assoggettare chiunque ai loro interessi.

Non a caso, gli ultimi Paesi attaccati e riportati ad un livello medioevale dai criminali USA, sono proprio Paesi Islamici moderati e progrediti che si opponevano allo strapotere dello Stato – pirata detto Israele. E per fare questo, è triste dirlo, si sono avvalsi di manovalanza proveniente anche dal mondo Islamico, creando e diffondendo il cosiddetto terrorismo integralista Islamico, di cui l’ISIS è solo l’ultimo esempio.

8b) Qual è l’opinione fascista sulla Massoneria?

La massoneria è un’organizzazione segreta che persegue non gli interessi collettivi, ma quelli dei suoi soli aderenti, con grave danno per tutti gli altri. Questo ci basta per definirla un’organizzazione criminale che andrebbe messa fuorilegge.

  1. Come descriveresti l’attuale situazione politica ed economica all’interno dell’Unione europea?

Quella di oggi non è un’Europa unita sotto un’unica ideologia politica, come avrebbe potuto essere l’Europa di Mussolini ed Hitler, ma un’Europa dei banchieri nata per imporre ai popoli una moneta unica stampata da banche private (naturalmente sotto stretto controllo ebraico), che costa a tutti gli Stati membri una forte componente finanziaria detta “signoraggio”, oltre alla perdita della sovranità nazionale:

La sovranità monetaria sta infatti alla base della sovranità nazionale come affermò William Lyon Macanzie King (1874-1950) Primo Ministro del Canada, che nazionalizzò la Bank of Canada:

«Fino a che il controllo dell’emissione della moneta non sarà ridato al governo e riconosciuto come la sua più grande e sacra responsabilità, tutte le discussioni sulla sovranità del Parlamento e sulla democrazia sono oziose ed inutili. Una volta che una Nazione rinuncia al controllo del suo credito non ha alcuna importanza chi fa le leggi. L’usura, preso il controllo, distruggerà qualsiasi nazione!».

E come se non bastasse, ricordiamo anche che questa Europa criminale e giudaica arriva a sanzionare liberi Stati che durante le elezioni hanno visto la vittoria dei partiti di destra, come accadde all’Austria di Jeorg Haider nel 2000.

Ennesima prova del fatto che la democrazia funziona finché vincono loro, mentre non funziona quando a vincere sono altri!

  1. Molti nel mondo musulmano descrivono l’Europa in un processo di declino morale. Ad esempio la promozione e la pubblicità di diritti gay, aborto, il cosiddetto femminismo. Qual è la tua opinione su questi problemi?

Circa i gay, ragionando da laico, non ho nulla contro chi nel suo privato vive questo tipo di rapporti, ma non accetto le pubbliche pagliacciate tipo i “gay pride”, né tanto meno le pretese di adottare figli, i quali spettano soltanto alle coppe eterosessuali.

Sono contrario all’aborto, anche se comprendo come in certi casi (violenze carnali, feti malformati, gravidanze imposte) possa essere una soluzione estrema.

Circa il femminismo, nel mondo occidentale si tratta di una ridicola farsa, spesso manovrata dalla sinistra, visto che i diritti delle donne non sono più in discussione da decenni; anzi, a molte di loro consiglierei di preoccuparsi dei loro doveri, visto che non ne parlano mai!

Diverso è il caso di Nazioni ove le donne sono private di diritti e libertà fondamentali, ed in tal caso non ho nulla contro queste rivendicazioni.

  1. Il mondo musulmano è attualmente in uno stato di incertezza e di lotte intestine, persino guerre civili. Quali pensi che siano le cause di questo? C’è una via d’uscita da questa situazione?

Questo è uno dei motivi che mi portano a non amare molto le religioni in generale; e non parlo solo del mondo Islamico. Cattolici che si battono contro protestanti, sunniti che si battono contro gli sciiti… E soprattutto, Islamici che difendono i diritti del popolo palestinese, a fronte di altri Islamici che sono alleati del terrorismo di USA ed Israele.

Francamente credo che una via d’uscita davanti a guerre religiose che durano da secoli, oltre tutto incancrenite da interessi politici e finanziari, sia molto difficile da trovare, ma credo sia comunque più facile trovarla politicamente che non religiosamente, e che non possa prescindere dalla cacciata dei neo-colonizzatori presenti in gran parte del mondo Islamico.

  1. Internazionalmente islam e musulmani sono visti come terroristi. Perché pensi che sia così e pensi che sia giustificato ritrarre i musulmani come terroristi?

Anche questa visione deriva dall’ignoranza e dalla falsa propaganda di quanti controllano i cosiddetti “media”, ovvero gli ebrei.

Gran parte dell’informazione giornalistica è nelle mani della solita lobby, che ha tutto l’interesse di mostrare i Musulmani (specie quelli che si oppongono ai crimini israeliani) come dei barbari fanatici ed assassini. E’ un po’ la continuazione della farsa dell’olocausto: chi si oppone allo Stato – pirata di Israele è un antisemita, complice dell’olocausto e delle mai esistite camere a gas!

Nella realtà dei fatti, gli unici terroristi del mondo Islamico sono quelli creati da USA ed Israele, come l’ISIS, che guarda caso ha costruito il suo cosiddetto Stato proprio nei territori rasi al suolo da questi criminali e dove prima vivevano regimi Nazionalsocialisti estranei a qualsiasi forma di integralismo e terrorismo.

  1. Abbiamo notato nel mondo musulmano che i partiti politici fascisti insultano costantemente l’Islam? Perché stanno facendo questo?

Perché, come ho già detto, non si tratta di veri Fascisti, ma di infiltrati di destra che fingono di esserlo. Se fossero Fascisti saprebbero che l’Islam fu un nostro alleato, e che a tradirci fu proprio quella Chiesa Cattolica che dapprima usò Hitler e Mussolini per i propri scopi (come l’intervento in Spagna del 1936), salvo poi abbandonarli quando non avevano più nulla da offrire.

  1. Qual è la visione fascista sul sionismo e sulla Palestina / Israele. Ad esempio, HAMAS è ampiamente considerato nella comunità palestinese come combattenti per la libertà contro l’occupazione sionista, mentre la maggior parte nel mondo occidentale vede HAMAS come un’organizzazione terrorista. Qual è la tua opinione su questo?

Il sionismo, come venne definito da una risoluzione ONU poi ritirata, è solo una forma di razzismo. Lo Stato di Israele è uno Stato pirata e genocida, dove vigono l’apartheid ed i cittadini arabi sono praticamente privi di diritti.

Hamas e tutti quelli che si oppongono a questa occupazione criminale sono per noi degli eroici combattenti per la libertà.

Ovviamente, come ho detto più volte, essendo l’Italia una colonia occupata dagli USA fin dal 1945, l’opinione pubblica locale dipinge i criminali israeliani come “democratici”, mentre etichetta come terroristi e barbari quelli che si oppongono alla loro barbarie.

  1. MFL-PSN collabora con qualsiasi Chiesa istituzionalizzata e qual è l’opinione di MFL-PSN sulla Chiesa come istituzione mondana?

Diciamo che il MFL-PSN non ha nulla contro nessuna Chiesa, ad eccezione di quella cattolica, la quale, come ho appena ricordato, prima si schierò con il Fascismo, per poi tradire e passare dalla parte dei cosiddetti “alleati”.

Giova inoltre ricordare che non possiamo accettare una Chiesa che dopo avere predicato per secoli l’antigiudaismo, all’improvviso ha rinnegato tutto per colpa di un Papa polacco, che definì gli ebrei come “fratelli maggiori”. Quello stesso Papa arrivò a definire il Nazi-fascismo come “male assoluto”.

Ecco perché, pur rispettando le credenze di tutti, non posso accettare di collaborare in alcun modo con il mondo cattolico e con quella Chiesa che da decenni si è allontanata dal messaggio religioso.

15b) Qual è l’opinione di MFL-PSN su Religioni in generale?

Purtroppo le religioni, seppure lastricate di buone intenzioni, stanno ormai dividendo l’umanità in una sorta di guerra perenne, ove tutti diventano ora vittime, ora carnefici, rispetto a quelli che hanno un credo diverso.

Proprio per questo motivo ho nostalgia dell’antico mondo pagano, dove ognuno era libero di credere negli Dei della propria tradizione, e nessuno muoveva guerra al prossimo in nome di Dio; mancava la pretesa dell’unicità del proprio Dio e del proprio credo, e non si etichettavano gli altri come “infedeli” o “blasfemi”.

Con l’avvento delle religioni monoteiste, questa tolleranza è venuta sempre meno, e tanti orrendi genocidi del passato hanno visto come fonte ispiratrice proprio la religione.

  1. I musulmani Rohingya vengono rapiti ed espulsi dal loro paese dal governo del Myanmar. Segui questo conflitto nelle notizie o fa rapporto su MFL-PSN nei suoi canali di notizie? Come vedi la domanda?

Sinceramente i nostri maggiori media non hanno mai parlato di questi fatti fino alla fine del 2017, in occasione della visita del Papa in Myanmar; i TG ed i giornali hanno riferito questi fatti, ma più che altro per sottolineare l’ipocrisia della Consigliera e Nobel per la pace Aung San Suu Kyi, che dopo tanto lottare contro le brutalità della giunta militare, non ha mai citato le repressioni subite dai Rohingya. Comunità peraltro mai citata neppure dal Papa, che si è limitato a parlare in generale di pace e tolleranza per tutti.

Personalmente, non essendo molto informato, non posso esprimere un giudizio fondato, ma se veramente queste persone sono oppresse perché musulmane, i miei dubbi sulle religioni in generale (o su chi dice di agire in nome di queste religioni), diventano ancora più fondati, in quanto accade sempre più spesso in molte parti del mondo che alcuni siano perseguitati quando minoranza, ma persecutori quando maggioranza. Ma tutti sono in alcuni casi vittime, in altre carnefici,

  1. Chi vorresti sostenere nel conflitto in Yemen se fossi un fascista in Yemen e chi incolpi del genocidio che si sta verificando attualmente nello Yemen?

La guerra in corso da almeno due anni nello Yemen è uno dei tanti argomenti dimenticati dai media italiani ed occidentali, i quali non trovano nulla di criticabile nei bombardamenti criminali che i Sauditi ed i loro alleati stanno facendo subire alla popolazione civile.

E questa è la solita ipocrisia occidentale, o giudaico – americana: quando a bombardare sono i loro alleati, anche se Islamici, tutto va bene… Ma quando bombardano i Paesi a loro invisi, si tratta di terrorismo e si deve intervenire per fermare questi bombardamenti.

E’ tutto parte della stessa strategia, ovvero incolpare i Paesi Islamici Sciiti di essere fiancheggiatori del terrorismo, mentre i veri fiancheggiatori, come l’Arabia Saudita, non vanno criticati perché alleati degli USA.

Non dimentichiamo che fin dalla prima aggressione all’Iraq del 1991 i Sauditi offrirono appoggio agli USA, concedendo loro le basi in territorio Arabo, e che da sempre questa Nazione Araba viene osannata da tutti i presidenti Americani, Obama o Trump che dir si voglia.

In sintesi, come sempre, il genocidio, pur se commesso materialmente dai Sauditi e dai loro alleati, vede come maggiori colpevoli gli USA ed Israele.

Noi, ovviamente, siamo dalla parte del popolo Yemenita che sta pagando queste sporche politiche di potere sulla sua pelle.

  1. Come spiegheresti l’attuale governance democratica in tutto il mondo e cosa sarebbe diverso per il mondo se in particolare l’Occidente fosse governato dalle amministrazioni fasciste?

Ribadisco, la democrazia è una farsa che serve soltanto a coprire i detentori del vero potere bancario e finanziario; in Europa si vota, ma soltanto per quelli che possono candidarsi ed hanno potere per influenzare i mass media. E tutti i candidati sono esattamente uguali, in quanto, sebbene fingano di avere programmi di destra, sinistra o centro, sono in realtà servi di USA, Israele e delle lobby bancarie ben note e tutti.

Se al Governo ci fossero i Fascisti, sparirebbero tutte le lobbies più o meno sotterranee, la massoneria e qualsiasi organizzazione segreta volta a danneggiare il popolo in favore dei propri membri, e finalmente si tornerebbe a governare per il bene del Paese in primis, e dei cittadini di tutte le classi sociali. Esattamente come avvenne fino allo scoppio della guerra voluta dai banchieri che mal tolleravano i Socialismi Nazionali che li avevano privati dei loro poteri.

  1. Infine, qual è il tuo messaggio nel mondo musulmano?

Io chiedo a tutti i musulmani del mondo di non dimenticare qual è il vero nemico, cioè quello che ha colonizzato e depredato per secoli i popoli di Africa ed Asia, e che ancora oggi pretende di controllare beni e materie prime che non gli appartengono. Ricordatevi che fu Hitler ad opporsi alla colonizzazione della Palestina, sostenuta invece dai britannici, ma soprattutto ricordatevi che Hitler e Mussolini, pur non essendo di religione Islamica, furono grandi amici ed estimatori del vostro mondo, come dimostrano le loro prese di posizione ed i tanti colloqui cordiali con il Gran Muftì di Gerusalemme.

Infine, imparate a comprendere la differenza fra i veri Fascisti e Nazionalsocialisti, senza confonderli con il pattume di estrema destra tanto fedele al mondo ebraico ed americano!

Vi ringrazio e apprezzo che abbiate preso il tempo per questa intervista.

I migliori saluti

M.M.Shahria

Giornalista freelance del Bangladesh

Ringrazio io per lo spazio concessomi.

Carlo Gariglio – Segretario Nazionale MFL-PSN

 

SHOAH: LE “FANTA – TESTIMONIANZE” (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Gennaio 2018)

Dato che ormai le fole olocaustiche hanno raggiunto vertici di comicità ed assurdità mai toccati, voglio dedicare questo numero scanzonato alle tante favole che ci vengono propinate come testimonianze “oculari” del presunto sterminio.

Ho trovato una simpatica raccolta di queste testimonianze oculari su un forum online, il cui autore è ovviamente anonimo, ma molto ben informato e documentato. Gli articoli trascritti sono integralmente visibili al seguente indirizzo:

http://www.thephora.net/forum/showthread.php?t=94485

Purtroppo alcuni link indicanti le fonti sono ormai scomparsi, data la tendenza dei nostri amici della lobby giudaica di fare chiudere forum, blog e siti che tentano di divulgare la verità, incarcerandone magari gli autori, ma abbiamo deciso di lasciare comunque il testo originale… Ivi comprese le battute di spirito con le quali l’autore accompagna questa carrellata di assurdità. Assurdità che molti, per stupidità o per paura, continuano a considerare “fatti” storici!

Carlo Gariglio

CameraGas

SHLOMO VENEZIA, IL SONDERKOMMANDO ADDETTO ALLE CAMERE A GAS 

Testimone oculare delle gasazioni omicide – ha deciso di raccontare tutto solo nel 1992 quando ha visto scritte sui muri e naziskin.

Cito il Venezia:

«Per tutti questi anni non abbiamo parlato, neppure col mio amico, sebbene lui sapesse che il padre lavorava dove stavo io, ed è stato ucciso. Non avevamo il coraggio di tornare su questi argomenti. Ma ad un certo punto, di fronte a certi fatti, abbiamo deciso che era necessario. È stato qualche anno fa, quando a Roma hanno segnato le stelle di Davide su alcuni negozi, sono comparse sui muri scritte come “juden raus”, “ebrei ai forni”, e si sono cominciati a vedere i naziskin. Per qualcuno possono essere ragazzate, cose di poco conto, ma per noi che le abbiamo vissute, vedere di nuovo insorgere queste cose è inaccettabile. È stata la spinta per incominciare»

“Un giorno, mentre tutti avevano cominciato a lavorare normalmente all’arrivo di un convoglio, uno degli uomini incaricati di togliere i corpi dalla camera a gas sentì un rumore strano. Non era così raro sentire rumori insoliti; spesso l’organismo delle vittime continuava a liberare gas. Questa volta però sosteneva che il rumore fosse diverso. Ci fermammo per ascoltare, ma nessuno sentì niente e pensammo che avesse avuto un’allucinazione. Qualche minuto più tardi ripeté che questa volta era certo di aver udito un rantolo. Facendo attenzione, anche noi riuscimmo a percepire il rumore, una sorta di vagito. All’inizio i gemiti erano intervallati, poi aumentarono fino a diventare un pianto continuo che tutti identificammo con il pianto di un neonato. L’uomo che se ne era accorto per primo si mise alla ricerca del punto da dove proveniva il rumore e scavalcando i corpi trovò una bambina di due mesi ancora attaccata al seno della madre, che piangeva perché non sentiva più arrivare il latte. L’uomo prese il bebé e lo portò fuori dalla camera a gas.”

Shlomo Venezia – Sonderkommando Auschwitz – Ed. Rizzoli

Il Miracolo Termotecnico di Shlomo Venezia

In un’intervista al Giornale Shlomo Venezia affermò quanto segue:

«Sì, ma la prima notte mi adibirono a questo crematorio all’aperto. Intorno c’era uno scolo in pendenza dove si raccoglieva l’olio che colava dalla pira. Dovevo raccattarlo e ributtarlo sui cadaveri per farli bruciare più in fretta. Lei non ha idea di che combustibile sia il grasso umano»… E nel suo libro:
«Le fosse erano in pendenza; il grasso umano prodotto dai corpi che bruciavano colava lungo il fondo fino a un angolo, dove era stata scavata una specie di conca per raccoglierlo. Quando il fuoco minacciava di spegnersi, gli uomini prendevano un po’ di grasso dalla conca e lo versavano
sui corpi per ravvivare la fiamma. Una cosa del genere l’ho vista solo qui, nelle fosse del Bunker 2»

(Sonderkommando Auschwitz, p. 77)

Come ci spiega Carlo Mattogno, la storiella del magico “grasso collante” ha ricevuto la sua sanzione ufficiale da F. Müller, che l’ha ricamata in modo molto minuzioso. Secondo lui, tuttavia, le presunte “fosse di cremazione” erano provviste di due canaletti larghi 25-30 cm che, dal centro della fossa, correvano in pendenza lungo l’asse centrale e sboccavano in due buche più profonde nelle quali si raccoglieva il grasso umano liquido, che veniva raccolto con un secchio e gettato sul rogo.
Queste storielle sono insensate per il fatto che la temperatura di accensione degli idrocarburi leggeri che si formano dalla gasificazione dei cadaveri è di circa 600°C… La temperatura di accensione dei grassi animali è di 184°C… Perciò in un tale impianto il grasso umano brucerebbe immediatamente.
Anche perché la temperatura di accensione del legno stagionato è di 325-350°C.

Inoltre, se – per qualcuno dei tanti miracoli di cui sono costellate le vite dei “sopravvissuti” del “Sonderkommando” – il grasso umano liquido avesse potuto colare attraverso le fiamme sul fondo della fossa, scorrere sulle braci ardenti e defluire nelle fosse di raccolta laterali, Venezia, insieme a F. Müller, avrebbe dovuto attingerlo sul ciglio di una “fossa di cremazione” in cui c’era un immenso rogo che bruciava ad una temperatura minima di 600°C!

Un’ultima (per il momento) affermazione di Venezia prima di passare ad altro:

«Alcuni sostengono che le SS portassero maschere antigas, ma io non ho mai visto tedeschi portarne, né per versare il gas né per aprire la porta»

ELIE WIESEL: «IL PIÙ AUTOREVOLE TESTIMONE VIVENTE» DELLA SHOAH

Sul fatto che Wiesel sia un IMPOSTORE ci sono davvero pochi dubbi (vedi link alla fine del post), ma vorrei soffermarmi sulla “testimonianza oculare” che ha fatto piangere milioni di persone e che troviamo nel suo libro “La Notte” a pag. 37\38.
Piccola premessa: nel libro La Nuit, nel 1958, egli non fa parola delle camere a gas, però… Attenzione: le camere a gas appaiono all’improvviso nella versione tedesca, Die Nacht zu begraben, Elischa, traduzione di Curt Meyer-Clason, pubblicata dalle edizioni Ullstein; ogni volta che nel testo originale appariva il termine «forno crematorio», Meyer-Clason traduceva con «camere a gas».
Wiesel non ha dunque potuto vedere le camere a gas, non più di quanto ne abbia sentito parlare, altrimenti le avrebbe certo menzionate.

In mancanza delle camere a gas, Wiesel ha visto qualcosa di molto peggio, ma che… a parte lui… Nessun altro essere vivente ha visto:

«Non lontano da noi delle fiamme salivano da una fossa, delle fiamme gigantesche. Vi si bruciava qualche cosa. Un autocarro si avvicinò e scaricò il suo carico: erano dei bambini. Dei neonati! Sì, l’avevo visto. L’avevo visto con i miei occhi… Dei bambini nelle fiamme. […]. Ecco dunque dove andavamo. Un po’ più avanti avremmo trovato un’altra fossa, più grande, per adulti. […]. Continuammo a marciare. Ci avvicinammo a poco a poco alla fossa da cui proveniva un calore infernale. Ancora venti passi. Se volevo darmi la morte, questo era il momento. La nostra colonna non aveva da fare più che una quindicina di passi. Io mi mordevo le labbra perché mio padre non sentisse il tremito delle mie mascelle. Ancora dieci passi. Otto. Sette. Marciavamo lentamente, come dietro un carro funebre, seguendo il nostro funerale. Solo quattro passi. Tre. Ora era là, vicinissima a noi, la fossa e le sue fiamme. Io raccoglievo tutte le mie forze residue per poter saltare fuori dalla fila e gettarmi sui reticolati. In fondo al mio cuore davo l’addio a mio padre, all’universo intero e, mio malgrado, delle parole si formavano e si presentavano in un mormorio alle mie labbra: Yitgaddàl veyitkaddàsh shemé rabbà…Che il Suo Nome sia elevato e santificato…Il mio cuore stava per scoppiare. Ecco: mi trovavo di fronte all’Angelo della morte… No. A due passi dalla fossa, ci ordinarono di girare a sinistra, e ci fecero entrare in una baracca».

Nota mia: che culo!

Oltre che storicamente infondata (non esiste alcuna prova di quanto asserito da Wiesel), la storia è anche assurda: se Elie Wiesel si fosse realmente avvicinato fino a due passi da una vera “fossa di cremazione”, che – per assolvere la sua funzione – avrebbe dovuto avere una temperatura minima di 600\700°C, si sarebbe ustionato mortalmente.

La scena dell’autocarro che scarica bambini in una “fossa di cremazione” fa parte anch’essa dell’armamentario propagandistico del dopoguerra. Essa fu illustrata da David Olère in un quadro del 1947 che poi è servito di ispirazione per i “testimoni oculari” successivi.
Il racconto di Elie Wiesel è dunque falso e assurdo… Ma è anche chiaramente pretestuoso: se egli e suo padre erano stati “selezionati” per il lavoro, perché furono portati in prossimità della “fossa di cremazione”?

Per scoprire il “terribile segreto” di Auschwitz e svelarlo ad altri detenuti in altri campi? Si tratta – evidentemente – di un banale artificio per poter giustificare una “testimonianza oculare” orrida e puramente fittizia.

Per approfondire: 

http://olodogma.com/wordpress/2013/0…-lacqua-calda/

Su Wiesel in Parlamento: 

http://www.focusonisrael.org/2010/01…-antisionismo/

“Illuminanti” le risposte nei commenti ad un oloscettico.

Ultimo appunto: in Legends of Our Time (New York, Avon Books, 1968, pp. 177-78), Elie Wiesel scriveva questo:

«Ogni ebreo, ogni parte di lui, dovrà procurarsi una zona di odio – un odio sano e virile – per ciò che il tedesco personifica e per ciò che è trasmesso nel tedesco. Agire altrimenti sarà tradire i morti».

Nel 1986 Elie Wiesel si vedeva consegnare il premio Nobel per la pace su proposta, come è noto, di 83 deputati del Bundestag. L’attribuzione di questo premio, pensavano i parlamentari, avrebbe costituito un grande incoraggiamento per tutti quelli che si impegnano in favore del processo di riconciliazione.

BELZEC (il campo di sterminio fantasma)

Otto varianti di sterminio sono state “certificate” dai testimoni oculari (fonte: “Olocausto allo Scanner” – di di Jürgen Graf)

Situato in Polonia, il campo di Belzec (da non confondersi con quello di Bergen-Belsen) fu, secondo la storiografia ufficiale, al terzo posto fra i campi di sterminio: 600.000 ebrei vi sarebbero stati gassati.
La storia di Belzec è una versione in miniatura dell’insieme della leggenda dell’Olocausto, per cui vale la pena di presentarla in modo relativamente particolareggiato.
Belzec fu aperto nel marzo 1942. Esso serviva da campo di transito per gli ebrei diretti in Russia. Poco dopo l’apertura del campo corsero voci sui massacri che vi si sarebbero perpetrati. Il revisionista italiano Carlo Mattogno approfondisce queste voci nel suo studio “Il mito dello sterminio ebraico”, Sentinella d’Italia, 1985.

Prima variante: gli ebrei erano spinti in una baracca dove si dovevano tenere in piedi su di una placca metallica attraverso la quale si faceva passare una corrente elettrica mortale (riportato nel dicembre 1942 dal giornale del governo polacco in esilio Polish Fortnightly Review).

Seconda variante: gli ebrei venivano fucilati, e quelli che non lo erano venivano gassati o uccisi con l’elettricità (dichiarazione fatta dal comitato d’informazione interalleato il 19 dicembre 1942).

Terza variante: gli ebrei erano uccisi dal calore dentro un forno elettrico. È ciò che afferma Abraham Silberschein (Die Judenausrottung in Polen, Ginevra, agosto 1944).

Quarta variante: descritta da Stefan Szende (vedi link), dottore in filosofia, nel suo libro Der letzte Jude aus Polen (Europa-Verlag Zurich/New York, 1945, p. 290 e segg.):

http://www.stiftung-bg.de/kz-oranien…dex.php?id=440

«La macina per uomini comprende uno spazio di circa sette chilometri di diametro. Questa zona è protetta da filo spinato e da ogni tipo di dispositivo di sicurezza. Nessuno ha il permesso di avvicinarsi a questa zona. Nessuno ha il permesso di lasciare questa zona […]. Si prende loro tutto […] Gli oggetti erano accuratamente classificati, inventariati e naturalmente messi al servizio della razza dei signori. Per sottrarsi a questo lavoro complicato e lungo tutti gli uomini in fila furono lasciati nudi. Gli ebrei nudi venivano condotti in sale gigantesche. Queste sale potevano contenere parecchie migliaia di persone per volta. Esse non avevano finestre, erano in metallo ed il loro pavimento era mobile.
Il pavimento di queste sale scendeva con le migliaia di ebrei dentro un bacino pieno di acqua, posto al di sotto, in modo tale che tuttavia le persone in piedi sulla placca metallica non erano completamente immerse.
Quando tutti gli ebrei in piedi sulla placca metallica avevano già l’acqua ai fianchi, si faceva passare nell’acqua una corrente ad alta tensione. Dopo qualche istante tutti gli ebrei, a migliaia alla volta, erano morti.
Poi il pavimento di metallo si alzava fuori dall’acqua. I cadaveri dei suppliziati
vi giacevano sopra. Un’altra linea elettrica veniva attivata e la placca metallica si trasformava in una bara crematoria, scaldata al calor bianco, fino a che tutti i cadaveri erano ridotti in cenere.
Potenti gru sollevavano allora la gigantesca bara crematoria e si evacuavano le ceneri. Dei grandi camini di officina evacuavano il fumo. Il processo era compiuto.
Il treno seguente attendeva già con i nuovi ebrei davanti all’entrata del tunnel. Ciascun treno portava da 3.000 a 5.000 ebrei, talvolta anche di più. C’erano dei giorni in cui la linea di Belzec aveva portato venti di questi treni ed anche
di più. La tecnica moderna trionfava nella regia nazista. Il problema dell’esecuzione di milioni di uomini era risolto».

Quinta variante: gli ebrei erano fulminati nelle docce elettriche e poi trasformati in sapone.
Questa versione è fornita da Simon Wiesenthal:

«Le persone, schiacciate le une contro le altre, incalzate dalle SS, dei lettoni e degli ucraini, entravano correndo dalla porta aperta nei “bagni”. Questi potevano contenere 500 persone alla volta. Il pavimento dei bagni era in metallo e le docce pendevano dal soffitto. Quando i bagni erano pieni le SS inviavano una corrente ad alta tensione, 5.000 volt, sulla placca metallica. Contemporaneamente le docce spruzzavano acqua. Un grido breve e l’esecuzione era terminata. Un ufficiale medico delle SS, il dottor Schmidt, constatava la morte delle vittime dalla finestrella, si apriva la seconda porta, “la squadra dei cadaveri” entrava e portava via rapidamente i morti. C’era di nuovo il posto per i 500 seguenti» 

(Der neue Weg, Vienna, n· 19-20, 1946).

Secondo Simon Wiesenthal, i cadaveri delle vittime non venivano «ridotti in cenere con delle resistenze di cremazione scaldate al calor bianco» come dichiara Stefan Szende; i carnefici ne facevano del sapone con la marca RIF, «Rein Judisches Fett», «puro grasso ebreo».

(N.B.: RIF significava «Reichsstelle fur industrielle Fettversorgang»: «Servizio di approvvigionamento industriale di materie grasse del Reich»)

«Nell’ultima settimana di marzo (1946), la stampa romena annunciò una notizia straordinaria: nella piccola città di Folticeni si sono solennemente sotterrate al cimitero giudaico, durante una cerimonia di inumazione conforme alle regole, 20 casse di sapone […] Le casse portavano la marca RIF – Rein Judisches Fett […] È alla fine del 1942 che fu pronunciata per la prima volta l’espressione «trasporto di sapone»! Avveniva nel Governatorato Generale e la fabbrica era in Galizia, a Belzec: 900.000 ebrei furono utilizzati come materia prima in questa fabbrica dall’aprile 1942 al maggio 1943 […] Il mondo culturale non può concepire il piacere con il quale i nazisti e le loro donne contemplavano questo sapone. Essi vedevano in ciascun pezzo di sapone un ebreo che era stato fatto sparire per incanto e si era anche impedita la crescita di un secondo Freud, Ehrlich o Einstein. […] L’inumazione del sapone in una cittadina romena ha qualcosa di soprannaturale. Il dolore stregato che alberga in questo piccolo oggetto d’uso quotidiano spacca il cuore già pietrificato dell’uomo del XX secolo. Nell’era atomica, il ritorno alla oscura cacina medioevale delle streghe fa l’effetto che può fare un fantasma. E però è la verità!»

(Der neue Weg, Vienna, n·17/18, 1946).

Sesta variante: gli ebrei erano assassinati mediante la calce viva. Questa versione è dovuta al polacco, non ebreo, Jan Karski (foto), autore del libro Story of a Secret State edito nel 1944 (Houghton Miffling, Boston, The Riverside Press, Cambridge), pubblicato in francese nel 1948 col titolo Mon Témoignage devant le monde (edizioni S.E.L.F., Parigi), dal quale estraiamo il passaggio che segue (cito in R. Faurisson, Réponse à Pierre Vidal-Naquet, 1982, p. 44):

«Il pavimento del treno [che trasportava gli ebrei] era stato ricoperto di uno spesso strato di polvere bianca, calce viva. Tutti sanno quello che succede quando si versa dell’acqua sulla calce […] Stava arrivando il crepuscolo quando i 45 vagoni (io li avevo contati) furono pieni. Il treno con il suo carico di carne torturata vibrava e urlava come fosse indemoniato».

Settima variante: gli ebrei erano uccisi per mezzo dello Zyklon che era introdotto nei locali delle docce grazie ad un sistema di tubi. È questa versione che decise di propendere un tribunale tedesco nel 1965, ai tempi del processo di Belzec, versione seguita anche da Adalbert Rückerl, ex direttore dell’Ufficio Centrale di Ludwigsburg incaricato dell’informazione sui criminali nazisti, nel suo libro Nationalsozialistische Vernichtungslager im Spiegel Deutscher Strafprozesse (Deutscher Taschenbuchverlag, 1977 p.133). Il tribunale e il signor Rückerl precisano che in capo a qualche settimana si è poi passati ai gas di scappamento. É stata necessaria qualche settimana perché le SS si accorgessero che i granuli di Zyklon rifiutavano di passare per i tubi.

Ottava variante: gli ebrei erano assassinati dai gas di scappamento dei motori Diesel. Noi citiamo qui un passaggio del Rapporto Gerstein, rapporto che passa, con la «confessione» di Höss, come la prova più importante dell’Olocausto. L’ufficiale delle SS del Servizio Sanità Kurt Gerstein si arrese alle truppe della Prima Armata Francese che occupavano il Wurttemberg nell’aprile 1945 e, prima di suicidarsi in prigione nel luglio dello stesso anno, rese la sua confessione, o più esattamente le sue sei confessioni, poiché, come il francese Henri Roques [nonché, in precedenza, Carlo Mattogno] ha brillantemente dimostrato nella sua tesi di laurea, non esistono del Rapporto Gerstein meno di sei versioni, che divergono talvolta considerevolmente fra loro. Secondo le sue sei deposizioni, Gerstein visitò Belzec e Treblinka nell’agosto 1942. A suo avviso, secondo una delle versioni della sua «confessione», 25.000.000 di persone[!!??] furono gassate. A Belzec, da 700 a 800 persone si ammucchiavano in una camera a gas di 25 mq, cioè da 28 a 32 persone per metro quadrato (ed è un ingegnere che lo afferma). Il ricordo di un mucchio di scarpe di detenuti assassinati che poteva raggiungere, secondo certe versioni, un’altezza da 35 a 40 metri, corona questa testimonianza, che figura peraltro in pressoché tutti i manuali scolastici ed in tutti i libri di storia. Ecco un estratto di una delle sei confessioni (André Chelain, Faut-il fusiller Henri Roques?, Polémiques, Ogmios Diffusion, 1986, pp. 90-91; il libro di Chelain contiene il testo completo della tesi di Roques Les «confessions» de Kurt Gerstein. Etude comparative des différentes versions. Etude critique):

«Le camere si riempiono, “Caricate bene”, ha ordinato il capitano Wirth. Essi stanno gli uni sui piedi degli altri. Da 700 a 800 esseri umani in 25 mq, in 45 metri cubi […] Le porte si chiudono. Durante questo tempo gli altri attendono fuori nudi […] Ma la macchina diesel non si avvia […]. Wirth arriva. Si vede che gli spiace che ciò succeda proprio oggi quando io sono presente. Si, io vedo tutto ed ascolto tutto! Il mio orologio ha tutto ben registrato, 50 minuti, 70 minuti – il diesel non parte; le persone attendono in queste camere invano. Le si sentono piangere e singhiozzare “come alla sinagoga”, nota il professore Pfannenstiel che ha messo l’orecchio contro la porta di legno […].

Dopo due ore e quarantanove minuti – il mio cronometro lo ha registrato – il diesel parte. Fino a questo momento questi esseri umani vivono nelle camere già riempite: 4 camere per 750 uomini ciascuna, 45 metri cubi ciascuna.

Passano 25 minuti. È vero che molti sono già morti: si vede attraverso la piccola finestrella illuminando un istante la camera con la luce elettrica […].
28 minuti più tardi sono rari quelli che vivono ancora. Infine dopo 32 minuti tutti sono morti; […]»

Per inspiegabili ragioni gli storici preferiscono il Rapporto Gerstein alle altre sette varianti.

Il gas di scappamento dei motori diesel contiene una modesta percentuale di ossido di carbonio (vedere Friedrich Paul Berg, in Ernst Gauss, Grundlagen zur Zeitgeschichte, Grabert, 1994).
I prigionieri nella camera a gas così affollata sarebbero morti asfissiati molto prima che l’ossido di carbonio avesse esercitato i suoi effetti. Si tralascia inoltre di considerare che un motore a benzina sarebbe stato uno strumento di morte molto più efficiente di un motore diesel. In realtà, se avessero voluto gassare persone in grande numero, i tedeschi non avrebbero evidentemente utilizzato un motore, ma uno dei tanti gas tossici di produzione industriale. Ci si trova dunque di fronte ad una flagrante contraddizione: il genio tecnico che si attribuisce ai tedeschi e che doveva loro permettere di uccidere milioni di persone all’insaputa del mondo e senza lasciare la minima traccia è incompatibile con la stupidità di cui avrebbero dato prova nella messa in opera del criminale progetto scegliendo , fra tutte le armi possibili, la meno efficace.
Ma prescindendo dalle «tecniche di sterminio» quali prove abbiamo dell’assassinio di 600.000 persone a Belzec?
Un’ispezione sul sito del vecchio campo di Belzec non è di alcun aiuto poiché non vi si trova che un prato, e niente altro.
Non possediamo un solo documento al riguardo. Si risponde che i nazisti avrebbero sempre trasmesso oralmente gli ordini concernenti gli assassinii.
Non si sono trovate fosse comuni. Si risponde che i nazisti avrebbero bruciato i cadaveri.
Anche i resti delle 600.000 vittime sono però spariti. Si risponde che i nazisti avrebbero disperso le ceneri. Non ci si spiega però che cosa sia avvenuto delle ossa; la maggior parte delle persone ignora che le ossa, e a maggior ragione i denti, non bruciano che parzialmente, e che essi devono essere macinati.

Delle camere a gas non è restata neanche l’ombra. Si risponde che i nazisti avrebbero fatto saltare le camere a gas ed avrebbero sgomberato le macerie.
Belzec è assolutamente assente dalle statistiche del SIR di Arolsen, nelle quali il campo di concentramento di Neuengamme, per esempio, figura esattamente con 5.780 decessi provati – i morti di Belzec non sono stati registrati da nessuna parte.
Non ci sono più testimoni oculari sopravvissuti. Uno solo dei 600.000 ebrei deportati a Belzec, un certo Rudolf Reder, è sopravvissuto nel campo, ma è deceduto negli anni Sessanta.
Quali prove abbiamo allora dei 600.000 assassinati di Belzec?

Nessuna. Non la minima prova.

L’inesistente camera a gas di Buchenwald (la storiografia cosiddetta ufficiale ha accettato da anni il fatto che in Germania non ci furono “campi di sterminio”) certificata dal testimone oculare e “resistente” Abbé Georges Hénocque… a Parigi e in tutta la Francia intitolano vie e piazze a questo bugiardissimo testimone oculare.

Ecco cosa è riuscito ad inventarsi l’abate pinocchio.

Fonte: Abbé Georges Hénocque, Les Antres de la Bête, G. Durassie et Cie, Parigi, 1947, citato da R. Faurisson, Mémoire en Défense, 1980, p. 192 e seg.:

«[…] All’interno i muri erano lisciati, senza fessure e come verniciati. All’esterno si vedevano, al lato dello stipite della porta, 4 bottoni messi uno sopra l’altro, uno rosso, uno giallo, uno verde, uno bianco.
Tuttavia un dettaglio mi preoccupava: non capivo come il gas potesse scendere dai fori del doccino fino in basso. La stanza in cui mi trovavo era costeggiata da un corridoio. Vi entrai e là vidi un enorme tubo che le mie due braccia non arrivavano a contornare completamente e che era ricoperto, per lo spessore di un centimetro circa, di gomma.
A lato, una
manovella che si girava da sinistra a destra, liberava l’arrivo del gas. Con una forte pressione esso discendeva fino a terra così che nessuna vittima poteva sfuggire a quella che i tedeschi chiamavano “la morte lenta e dolce “.

Sotto il punto in cui il tubo faceva gomito per penetrare nella camera a gas, erano sistemati gli stessi pulsanti esistenti nella porta esterna: rosso, verde, giallo, bianco, che servivano evidentemente a dosare la discesa del gas.
Tutto era architettato ed organizzato scientificamente. Il Genio del Male non avrebbe potuto fare di meglio.
Rientrai nuovamente nella camera a gas per cercare di trovare quella del forno crematorio
.

Ciò che fin dal principio colpì il mio sguardo fu una sorta di barella girevole in ferro. Questo congegno perfezionato si manovrava senza fatica e affrontava il contatto bruciante dei forni. Vi si ammucchiavano i cadaveri raccolti nella stanza vicina e lo si portava davanti alla fornace.

Quando io feci questa indimenticabile e inquietante visita, le apparecchiature erano in pieno funzionamento, con il loro carico completo […].
Dopo aver esaminato ancora una volta questo inferno e proseguendo, in uno spesso e pesante silenzio, la mia lugubre passeggiata, aprii la porta di una terza stanza. Era la camera dei… prenotati.

Là erano ammassati i cadaveri di quelli che non si erano potuti bruciare il giorno stesso e che si conservavano per l’indomani. Nessuno potrebbe immaginare, se non l’avesse visto, l’orrore di questa terza scena. In un angolo della stanza, a destra, i morti, nudi, spogliati, gettati alla rinfusa, senza alcun rispetto si ammucchiavano in posizioni bizzarre. Le mascelle erano state spezzate per strapparne le protesi in oro, senza parlare delle «perquisizioni» odiose praticate su quei corpi per assicurarsi che non celassero alcun gioiello capace di aumentare il tesoro dei mostri nazisti […]

Gettando un ultimo sguardo su quel luogo di scandalo e di spavento, lessi, al chiarore delle fiamme che sfuggivano dalla fornace, a 8 o l0 metri d’altezza, la quartina cinica disegnata sull’edificio del crematorio. Eccone la traduzione:
Il verme disgustoso non deve nutrirsi del mio corpo.
La fiamma pura, è lei che deve divorarlo.

Ho sempre amato il calore e la luce. Perciò bruciami e non seppellirmi.

Mi restava, infine, da contemplare lo spettacolo di cui doveva inorgoglirsi la scienza germanica: su più di un chilometro di lunghezza e per un’altezza di quasi un metro e cinquanta, le ceneri accuratamente raccolte nei forni e utilizzate per concimare i campi di carote e cavoli!
È cosi che centinaia di migliaia di esseri, entrati vivi in questo inferno, uscivano come concime…

Ora, grazie alla mia imprudente intrusione, avevo visto tutto quello che volevo vedere.»

P. S.: nessuno di questi sedicenti “testimoni oculari” è MAI stato accusato, giudicato e punito per aver reso falsa testimonianza… Nemmeno quando le loro menzogne hanno portato al patibolo degli innocenti.

LA PRIMA GASAZIONE OMICIDA AD AUSCHWITZ 
Carlo Mattogno ricostruisce il “quadro storico” utilizzando le numerose testimonianze sulla prima gasazione omicida avvenuta ad Auschwitz

Fonte: http://vho.org/aaargh/fran/livres7/CMCappuccetto.pdf (pag. 107)

Un giorno, tra la primavera del 1941 e il novembre-dicembre del 1942, ad Auschwitz, nel vecchio crematorio, o nello scantinato del Block 11, oppure a Birkenau, fu eseguita la prima gasazione di persone. 

Alcune testimonianze menzionano la data esatta: il 14 agosto, o il 15 agosto, il 3 – 5 settembre, o il 5 – 6 settembre, o il 5 – 8 settembre o il 9 ottobre 1941.

La gasazione fu eseguita dopo l’appello serale, durante la chiusura dei blocchi (Blocksperre), in modo che nessun detenuto potesse vedere ciò che avveniva, oppure in pieno giorno, davanti agli occhi dei detenuti oziosamente sdraiati al sole. 

Già in precedenza le finestre dello scantinato erano state murate, o ricoperte di terra, o riempite di sabbia o sbarrate con assi di legno. 

Nel seminterrato del Block 11 furono rinchiusi soltanto prigionieri di guerra russi, che erano solo ufficiali, o ufficiali e sottufficiali, o soldati semplici, o partigiani, o commissari politici, oppure non erano affatto russi, ma polacchi, o erano prigionieri russi e detenuti polacchi.

Le vittime della gasazione furono 60, o 200, o 400, o 500, o 600, o 680, o 700, o 850, o 1.473 prigionieri russi e 100 -150, o 190, o 196, o 200, o 220, o 250, o 257, o 260, o 300, o 400, o 1.000 detenuti polacchi.
Quel che è certo, comunque, è che il loro numero totale fu di 200, o 300, o 320, o 350, o 500, o 696, o 800, o 850, o 857, o 980, o 1.000, o 1.078, o 1.400, o 1.663.

I detenuti malati erano stati selezionati nei blocchi ospedale dal dott. Schwela, o dal dott. Jungen, oppure dal dott. Entress. 

Questi malati furono portati nelle celle del Block 11 dagli infermieri, oppure dai detenuti della compagnia di punizione.
Palitzsch da solo, o insieme a un SS soprannominato “Tom Mix”, o insieme a un altro chiamato lo “strangolatore”, oppure Breitwieser, gettarono nel corridoio, o nelle celle tre barattoli di Zyklon B in tutto, oppure 2 barattoli in ogni cella.

Lo Zyklon B fu introdotto attraverso la porta, o attraverso la presa d’aria di ventilazione (Lüftlungsklappe), o attraverso aperture al di sopra delle porte delle celle. 

La gasazione fu eseguita nelle celle, o in una sola cella, o nel corridoio, o nella “camera a gas” e le porte delle celle erano state chiuse ermeticamente, oppure divelte.

Le vittime morirono immediatamente, oppure erano ancora vive dopo 15 ore. I cadaveri furono evacuati il giorno dopo, o la notte dopo, o 1- 2 giorni dopo, o 2 giorni dopo, o 3 giorni dopo, o il quarto giorno, o il sesto giorno, esclusivamente da infermieri, per l’esattezza oltre 20, o 30, o 80, oppure esclusivamente da 20 detenuti della compagnia di punizione. 

Il lavoro durò un giorno intero, o una notte intera, o 2 notti, o 3 notti. 

I cadaveri furono svestiti nel corridoio del Block 11, o nel cortile esterno, oppure non furono svestiti affatto. I cadaveri delle vittime furono portati al crematorio e cremati, oppure portati a Birkenau e inumati in fosse comuni, oppure parte cremati e parte inumati. (…)

6 MILIONI? Ma nemmeno per sogno! Facciamo 20 milioni?
OK Abraham… Direi che 20 milioni può andare… Se consideriamo i tassi di interesse attuali, 6 milioni nel 1945 possono tranquillamente diventare 20 milioni ai giorni nostri… Anzi… In quasi 70 anni è ancora poco…. Chi offre di più?

(…) “L’olocausto ha cancellato 20 milioni di ebrei in cinque anni, senza un perchè. Ci uccidevano come insetti: non ci riprenderemo mai da quello che abbiamo perso”. (…)

Abraham Yehoshua (scrittore israeliano), Cortina 14 agosto 2010

fonte: http://www.italpress.com/cortina-inc…-insediamenti-

L’ammazzatoio a pedale

Secondo le accuse sovietiche, i tedeschi hanno assassinato nel campo di concentramento di Sachsenhausen non meno di 840.000 prigionieri di guerra russi procedendo come segue:

«Nel piccolo locale c’era un’apertura di circa 50 cm. I prigionieri di guerra si dovevano mettere con la testa all’altezza del buco ed un tiratore che si trovava dietro il buco gli sparava. Ma questo dispositivo era in pratica insufficiente, poiché, spesso, il tiratore non colpiva il prigioniero. In capo ad otto giorni si creò un nuovo dispositivo. Il prigioniero era piazzato, come prima, presso la parete; poi si faceva scendere lentamente una piastra di ferro sulla sua testa. Il prigioniero di guerra aveva l’impressione che si volesse misurare la sua altezza. C’era nella piastra di ferro un chiodo e affondava nella nuca del prigioniero. Questi crollava morto sul pavimento. La piastra di ferro era azionata per mezzo di una leva a pedale che si trovava in un angolo di questo locale.» 

(Processo dei grandi criminali di guerra davanti al tribunale militare internazionale, Norimberga, 14 novembre 1945 – 1 Ottobre 1946 – volume VII, pagg. 416-417).

Secondo l’accusa, i cadaveri di 840.000 prigionieri di guerra assassinati in tal modo erano stati inceneriti in quattro crematori mobili montati sul rimorchio di un camion. Né l’ammazzatoio a pedale, né i crematori mobili capaci di incenerire ciascuno 210.000 cadaveri in un tempo record, né gli innumerevoli altri prodigi tecnici descritti a Norimberga sono stati presentati al tribunale come corpo del reato. Ma l’assenza del corpus delicti è stata largamente controbilanciata dalle dichiarazioni scritte di testimoni che deponevano sotto giuramento.

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VALORI E IDEALI (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Dicembre 2017)

Certamente qualche Camerata o presunto tale, si indignerà per questo articolo e per le fonti che utilizzerò a seguire, ma francamente me ne infischio del giudizio di qualche idiota che ancora non si decide a capire la differenza fra chi fa politica seguendo dei valori e degli ideali, ed i tanti “mercanti del tempio” che si infiltrano nel nostro mondo per i loro tornaconti personali, seppure spacciandosi per Fascisti e Camerati.

Una delle gocce che ha fatto traboccare il vaso della mia pazienza è stato il sentirmi dire di recente che il nostro movimento non ha alcuna possibilità di incidere sul panorama politico italiano, indi, tanto varrebbe sostenere  i falsi Fascisti di Casa Pound Italia, o magari gli ancora più finti Camerati preti mancati di Forza Nuova e pagliacci assortiti alleati con loro… Magari sarà vero, noi non siamo riusciti ad incidere quasi per nulla nella politica italiana, ma non certo per colpa nostra; oddio, magari se i militanti che ci hanno seguiti nel corso degli anni avessero fatto il loro dovere, invece di limitarsi a mettersi in tasca una tessera per poi non farsi mai vedere, né sentire, per un anno intero, le cose sarebbero andate diversamente… Ma il vero problema non consiste nei tesserati più o meno incapaci, ma in quelli che la tessera non l’hanno mai voluta fare, preferendo nascondersi come scarafaggi in attesa di altre formazioni della cosiddetta “area” più propense a spendere soldi in sedi di partito pagate chissà come, in faraoniche quanto inutili campagne elettorali, nonché nel lancio continuo di nuove sigle e nuovi movimenti, il più delle volte composti dai soli fondatori e da qualche amico di costoro.

Si sa, l’italiano medio è una sorta di ritardato mentale privo di cultura e soprattutto vigliacco, indi oltre a non avere dimestichezza con il vero Fascismo, che altro non è se non un diverso modo di definire il Socialismo Nazionale, mai schieratosi a destra e fiero di essere stato alleato della Germania Nazionalsocialista nella guerra del sangue contro l’oro, non ha neppure dimestichezza con i sacrifici necessari per sostenere un’ideale politico contro tutto e tutti, rischiando in proprio e soprattutto contribuendo a questa lotta.

Così, come ho denunciato più volte invano, nel corso degli anni abbiamo visto spuntare per ogni dove gruppuscoli di falsi Fascisti che si sono inventati di tutto, pur di essere accettati dall’opinione pubblica e dalla solita innominabile lobby giudaico – massonica; alcuni, addirittura, a fronte di un falso “antifascismo” di facciata, raccolgono soldi e finanziamenti proprio da questi soggetti che si fingono nemici, tipo servizi segreti, ministero dell’interno e sinagoghe varie.

O Franza o Spagna, purchè se magna, che tradotto significa: “Lecchiamo il culo alla lobby ebraica, agli USA, o magari alla Russia e pure all’Europa dei banchieri, purché ci scappino i soldi per fingerci prodi sostenitori del Fascismo!”

Così abbiamo visto il finto Fascismo integralista cattolico e nemico dell’Islam, che in realtà fu fedele alleato del Nazionalsocialismo, il finto Fascismo che ha mutuato il razzismo volgare nato negli USA ed esportato in Israele, il finto Fascismo di destra e mille altre porcate che hanno ridotto un’area politica storica che ha rischiato di governare tutto il mondo, in una parodia ridicola e patetica messa in piedi da personaggi che in casa propria si esibiscono in saluti romani assortiti, ma che pubblicamente smentiscono qualsiasi rapporto con il Nazionalsocialismo per aderire ad un Fascismo mai esistito e che vorrebbero alleato di USA, Israele e delle varie comunità ebraiche.

Personalmente sono in politica dal lontano 1991 (ed ho tanta voglia di uscirne), e da allora ho visto nascere continuamente movimenti privi di ogni senso: la Fiamma Tricolore, Forza Nuova, i Nazionalpopolari che poi si scissero formando i Nazionalsociali, il Fronte Nazionale, fino poi ad arrivare  a CPI, Fratelli d’Italia (i cui membri, checché ne dica la Meloni, si spacciano per Fascisti!) ed alla atomizzazione rappresentata da decine di “fiammelle” sorte sulle ceneri del fu MSIDN e della stessa Fiamma Tricolore.

Fiammelle

Potrei anche parlare di certi gruppetti microscopici nati con il solo intento di fare danno al MFL-PSN, ma non vorrei dare troppa importanza a questi miserabili falliti, indi evito di citarli.

Quello che è certo è che in tutti questi anni la stragrande maggioranza dei sedicenti Fascisti non ha mai appoggiato in alcun modo il nostro movimento, preferendo in molti casi attaccarci per questioni ideali e/o personali, quasi come se il nemico di questi cialtroni fossimo noi, cioè gli unici veri sostenitori del Fascismo storico e non di una parodia dello stesso.

Decine di sedicenti intellettuali hanno continuato a discutere di questioni di lana caprina senza appoggiarci, centinaia di avvocati si sono affrettati ad aderire a questo o quel gruppuscolo d’area, evitando accuratamente di mostrarci vicinanza (se non per tentare di truffarci spillandoci soldi senza mai combinare nulla di buono), mentre migliaia di potenziali militanti hanno preferito fare i pagliacci a Predappio, in qualche cimitero, in inutili marce commemorativa… Senza dimenticare le curve degli stadi, dove orde di sottosviluppati con bandiere Fasciste buttano tempo e denaro accapigliandosi con altri sedicenti Fascisti, ma sostenitori di squadre diverse!

Oggi, a testimonianza dello squallore che li contraddistingue, migliaia di questi scarafaggi nascosti da anni, spuntano sui famosi social esibendo nelle foto del profilo i simboli di CPI e FN, invitando  votare per loro!

Già, loro incidono sulla politica italiana, non come noi… Ci dicono di essere attivi nel sociale, regalano le tessere, aprono sedi fisiche che perdigiorno e debosciati possono frequentare e addirittura riescono a raccogliere le firme per essere presenti alle elezioni nazionali, mentre fino a ieri non riuscivano neppure a presentarsi nei piccoli Comuni ove ci presentiamo noi da quasi 20 anni.

E allora, cari Fascisti all’amatriciana che siete spuntati dalle vostre tane per sostenere “lorsignori”, fate un viaggio con il sottoscritto in alcune recenti inchieste giornalistiche, così magari capirete quali sono i “valori” perseguiti da certa gente e per quale motivo spesso vi accettano fra le loro braccia senza chiedervi il pagamento di una quota associativa, quota che si paga regolarmente per iscriversi a qualsiasi bocciofila, o circolo ricreativo, ma che tanti sedicenti Fascisti vedono come un furto, se richiesta dal povero MFL-PSN, che non ha mai preso soldi dai servizi, dalle sinagoghe e men che meno dall’Europa.

VOLANTINO

Cominciamo con un simpatico articolo del 25 febbraio scorso, pubblicato su  Repubblica e visibile integralmente a questo indirizzo:

http://www.repubblica.it/esteri/2017/02/25/news/europa_aemn_ultradestra-159224624/

“Ue, così l’estrema destra anti – Europa riesce ad avere soldi da Bruxelles.

Curata da un ex Fiamma tricolore, l’Alleanza europea dei movimenti nazionali raggruppa diversi responsabili della destra xenofoba di tutto il continente e ha ottenuto oltre 2 milioni di euro. In tutto i partiti anti europei all’Europarlamento nel 2017 riceveranno 7 milioni di finanziamenti su un totale di 50”

Capito questi prodi “Fascisti” fieri avversari di Europa ed Euro?

“L’Alleanza europea dei movimenti nazionali, altrimenti detta Aemn, è curata da un italiano, Valerio Cignetti, ex Fiamma tricolore. Società di diritto alsaziano, l’Aemn raggruppa diversi responsabili dell’estrema destra di tutto il continente e dal 2012 è riconosciuta come ‘partito politico europeo’. Statuto grazie al quale ha incassato pù di un milione e mezzo di euro dal Parlamento di Strasburgo che sommati ai denari presi dalla fondazione associata Identità e tradizioni europee, arriva a 2,2 milioni. Senza avere mai eletto un parlamentare. Il trucco consiste nel raccogliere firme di deputati nazionali e regionali di sette Paesi in modo da guadagnare il rango di movimento europeo. Il presidente di Aemn è Bela Kovacs, eurodeputato ungherese di Jobbik, partito noto per le sue derive antisemite, già al centro di un’inchiesta giudiziaria per spionaggio in favore della Russia”. 

E dunque si sono anche inventati i partiti finti per ingrassarsi alla faccia nostra, nonostante non si presentino mai ad un’elezione e non eleggano neppure un cane!

“La compagine per prendere i soldi della Ue ha usato un semplice trucco: ha copiato lo statuto europeista del Partito popolare europeo. Per intenderci, il primo gruppo di Strasburgo, quello della Cdu di Angela Merkel e di Forza Italia. Un trucchetto elementare per aggirare le regole di Strasburgo, che per finanziare i movimenti europei chiede che questi rispettino i principi dell’Unione, libertà, democrazia rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, a partire dallo Stato di diritto”

Non c’è che dire, una raro esempio di riaffermazione dei valori del Fascismo e del Nazionalsocialismo!

“Stesso discorso vale per l’Ukip e i suoi alleati, M5S, Partito popolare danese è il vecchio Movimento per un’Europa delle Libertà e della democrazia, chiuso dopo una serie di accuse di frode. In tutto i partiti anti europei rappresentati all’Europarlamento nel 2017 riceveranno 7 milioni di finanziamenti su un totale di 50. 

Spesso l’Europa è l’unica fonte di entrate per i partiti euroscettici in quanto molti di loro, come Ukip e Fn, in patria faticano ad eleggere parlamentari. E spesso usano i soldi in modo fraudolento, tanto che il Parlamento europeo oltre ad avere chiesto indietro a Marine Le Pen 360 mila euro per l’inchiesta che ha toccato la sua guardia del corpo e il suo capo di gabinetto, pagati per lavorare a Strasburgo ma invece impiegati altrove, in tutto al Front ha chiesto la restituzione di 1,1 milioni. 500 mila euro invece i soldi che dovrà restituire lo Ukip”. 

Chi l’avrebbe mai detto? Questi “partiti” in patria faticano ad eleggere loro rappresentanti!

“Tra i 36 deputati nazionali e regionali che hanno firmato per dare sostegno ai movimenti nazionalisti di estrema destra che hanno potuto accedere ai fondi UE pur senza avere eletti, ci sono anche tre italiani. Secondo Le Monde si tratta di Franco Cardiello e Daniela Ruffino di Forza Italia e Maurizio Marrone di Fratelli d’Italia”. 

Prendete nota: complici di Forza Italia e Fratelli d’Italia altri fulgidi esempi di valori del Fascismo!

Veniamo ora ad un paio di articoli del settimanale “L’Espresso”, entrambi dell’8 novembre 2017; il primo è visibile integralmente al seguente indirizzo:

http://espresso.repubblica.it/inchieste/2017/11/03/news/tutti-i-soldi-e-le-societa-di-casapound-e-forza-nuova-cosi-si-finanziano-i-partiti-neofascisti-1.313304

“Tutti i soldi e le società di CasaPound e Forza Nuova: così si finanziano i partiti neofascisti

I gruppi di estrema destra puntano a entrare in Parlamento. Grazie ai fondi di società e privati in Italia e all’estero. Ecco quali sono, tra esercizi commerciali e misteriosi trust”.

Dio, patria e famiglia. Ma anche ristoranti, catene di abbigliamento, gioiellerie, barberie, franchising di poste private, scuole di lingua, startup di comunicazione, imprese immobiliari, misteriosi trust e qualche strana società offshore.

Dietro la facciata ufficiale dei fascisti del terzo millennio si nasconde una galassia imprenditoriale che dall’Italia si allarga a Francia e Regno Unito. Passando per Cipro e arrivando fino alla Russia di Vladimir Putin. Una multinazionale nera dove gli ideali di purezza del ventennio si intrecciano alle più attuali esigenze dell’economia di mercato. Con imbarazzanti corollari”.

“Latitanze dorate
Forza Nuova e CasaPound, per quanto diverse tra loro, sono unite da una radice comune. Si chiama Terza Posizione, è un movimento neofascista nato nel 1978 e morto ufficialmente quattro anni dopo. Tra i suoi fondatori, all’epoca poco più che ventenni, c’erano Roberto Fiore e Gabriele Adinolfi. Inseguiti dalle indagini giudiziarie sul terrorismo di destra, fra cui l’attentato alla stazione di Bologna, Fiore e Adinolfi scapparono dall’Italia rifugiandosi in Inghilterra, il primo, e in Francia, il secondo. Quarant’anni dopo, con alle spalle processi e condanne, i due ragazzi sono tornati. Fiore è diventato il segretario nazionale di Forza Nuova
, Adinolfi l’intellettuale di CasaPound. Le radici con il passato non si sono però mai interrotte. Almeno quelle degli affari”.

“Fiore segreto.

Londra, 1980. Per capire l’oggi è necessario tornare ancora agli anni di piombo, subito dopo la bomba che uccise 85 persone a Bologna. Quando Fiore arriva in gran segreto nella Londra di Margaret Thatcher insieme a Massimo Morsello e ad altri militanti di Terza Posizione, ad aiutarli – si legge in un rapporto sull’eversione nera firmato dai servizi segreti italiani (Sisde) del 1982 – è la League of Saint George, snodo internazionale della destra europea, di cui fa parte tra gli altri anche l’ex presidente del British National Party Nick Griffin. Anni nebulosi, punto di partenza della carriera imprenditoriale del giovane neofascista italiano. Con un’ombra mai chiarita: «Era un agente dei servizi segreti britannici (MI6) fin dai primi anni Ottanta», scriverà in un documento del 1991 letto da L’Espresso la commissione d’inchiesta sul razzismo e la xenofobia del Parlamento europeo, gettando un’ombra inquietante sul legame tra Fiore e il Regno Unito”.

“Francia connection.

Se dal punto di vista ideologico Forza Nuova è la truppa neofascista più tradizionale, i cugini di CasaPound rappresentano l’evoluzione moderna del cameratismo. Benché i contenuti della propaganda politica siano identici, a mutare sono i metodi. Così mentre Fiore e soci puntano soprattutto ad ampliare la rete dei contatti internazionali (Forza Nuova ha aperto da pochi anni una filiale negli Usa), i leader di CasaPound hanno lanciato l’assalto al cielo dei consensi in patria”.

“Avanguardia fashion.

I pacchi alimentari, i picchetti, le occupazioni. Prima gli italiani. L’azione trascina le masse esauste del degrado delle periferie. Ma c’è un livello di interlocuzione che CasaPound ritiene indispensabile: gli intellettuali. Per fare cultura le tartarughe di Iannone non badano a spese. L’ultima sfida è l’informazione. Da tempo è online il quotidiano “Il Primato Nazionale”, recentemente affiancato dal mensile cartaceo. Periodico sovranista, si definisce”.

Intanto noi poveri pezzenti, ma Fascisti veramente, abbiamo difficoltà a pubblicare regolarmente il nostro misero bollettino interno!

“La società editrice de Il Primato Nazionale è la Sca 2080 e ha un capitale sociale di 100 mila euro. La prima tiratura del mensile è stata di 20 mila copie”.

Per concludere questo viaggio intorno ai “valori” condivisi da questi falsi Fascisti, ecco l’ultimo articolo visibile integralmente al seguente indirizzo:

http://espresso.repubblica.it/inchieste/2017/11/05/news/cosi-casapound-raccoglie-soldi-con-il-5-per-mille-1.313399

Così Casapound prende soldi con il 5 per mille.

Il partito neofascista attraverso una cooperativa riceve i fondi della quota Irpef. Forza Nuova e Fiamma tricolore invece incassano fondi da quell’Europa che criticano continuamente. Ecco come”

“Mamma Europa aiutaci tu. La richiesta è legittima e la avanzano tutti i partiti. Tuttavia è curioso che la richiesta di sostegno economico arrivi dal partito-movimento Apf. Il nome, Alleanza per la pace e la libertà, non tragga in inganno. Non si tratta di un’associazione di pacifisti. L’acronimo Apf è la casa europea dei neofascisti. A guidarla è Roberto Fiore, il leader di Forza Nuova. Lui è il presidente e fondatore di Apf. Del partito-movimento fanno parte nazionalisti britannici, spagnoli, belgi, slovacchi, svedesi. Conta tre rappresentanti, che eletti con i rispettivi partiti nazionali hanno, poi, aderito al progetto di Fiore”.

“Tra i quadri dirigenti di Apf c’è, per esempio, l’amico di una vita, l’inglese Nick Griffin. Ammirano Putin, parteggiano per Assad, sognano l’Euro-exit. Tuttavia nonostante lo scetticismo radicale verso le istituzioni di Bruxelles, il 19 aprile dell’anno scorso hanno aperto una sede nella cittadella europea a soli 4 minuti dal tanto vituperato palazzo del Parlamento. E da due anni li troviamo in coda, come tutti gli altri odiati partiti del “sistema”, a chiedere le sovvenzioni allo stesso Parlamento. Finanziamenti, cioè, che l’istituzione concede da ormai 13 anni ai partiti politici europei e alle fondazione collegate”.

“La galassia neofascista di Fiore drena risorse anche tramite fondazioni “amiche”. Negli ultimi due anni, quelle vicine a Apf, “Europa terra nostra” e Pegasus (sponsorizzata da Coalition pour la vie et la famille, movimento in cui ha avuto un ruolo Stefano Pistilli legato a Fiore) hanno ottenuto 649 mila euro. Dunque, sommando le varie cifre i neofascisti di Apf, e quindi Fiore e Forza Nuova, potrebbero incassare potenzialmente più di 1 milione e 200 mila euro. Non sono tuttavia gli unici nazionalfascisti a chiedere soldi all’Unione europea. A seguire, infatti, troviamo l’Alleanza europea dei movimenti delle nazioni (Aemn). I leader sono gli ungheresi di Jobbik. Ma del gruppo fa parte anche Fiamma Tricolore, con Valerio Cignetti (ex Msi) che ricopre il ruolo di segretario generale. Tra il 2012 e il 2015 l’Aemn ha già incassato dall’Europa poco meno di 1 milione e 200 mila euro, mentre è in attesa di riceverne altri 700 mila già concessi per i successivi anni”.

“Discorso diverso per CasaPound. Se Fiamma Tricolore e Forza Nuova, infatti, succhiano risorse a Bruxelles, il movimento di Iannone ha trovato una soluzione alternativa. Lo fa chiedendo ai contribuenti un aiutino attraverso il 5 per mille. Il codice fiscale da inserire nella dichiarazione dei redditi non è, però, quello di CasaPound, bensì della cooperativa l’Isola delle Tartarughe. La tartaruga è il simbolo dell’organizzazione neofascista guidata da Gianluca Iannone e Simone Di Stefano. Solo che CasaPound è ormai a tutti gli effetti un partito, perciò gli spetterebbe il 2 per mille e non il 5. Gli ultimi dati ufficiali disponibili riguardano il 2015, anno che segna il record di incasso: 41.036 mila euro. A partire dal 2007 è stato un continuo crescendo. E il confronto con i 4 mila e pochi spiccioli di dieci anni fa fotografa la crescita degli eredi di Marinetti e Mussolini.

Sommando sei anni contributivi, a partire dal 2010, si sfonda quota 200 mila. Tesoretto che fa sempre comodo, utile per finanziare feste, banchetti, iniziative, manifesti. A queste entrate vanno aggiunte le contribuzioni libere, i tesseramenti (aumentati di molto), le attività sul territorio. Non c’è che dire, è decisamente cresciuto questo movimento. Un’onda nera di seimila tesserati, con un centinaio di sedi sparse per l’Italia, una web radio, associazioni di vario genere, librerie, società editrici. E con azienda e cooperative di riferimento, come ogni partito che si rispetti”.

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Volge ormai al termine questo squallido viaggio nel mondo di quanti, grazie alle entrate sopra descritte (ed a tante altre), si stanno impadronendo del nostro ideale, attirando a sé i cialtroni che preferiscono appoggiare questi ricchi signori, invece di dare forza e contributi a chi ha dalla sua soltanto idee ed ideali.

Spero che questo scritto serva a qualcuno per evidenziare il livello di coerenza di “lorsignori”, nonché i misteriosi motivi per i quali il nostro piccolo movimento non ha mai attirato avvocati, imprenditori, politici di lungo corso ed uomini delle istituzioni; così come, speriamo sia ora chiaro perché il nostro MFL-PSN non ha Radio, Televisioni, Quotidiani, Settimanali…

E giusto per concludere l’argomento della coerenza ideale di certi personaggi, vi segnalo un altro articolo visibile integralmente a questo indirizzo:

http://genova.repubblica.it/cronaca/2017/12/07/news/genova_il_portavoce_di_casapound_che_inneggia_a_mussolini_ma_prendeva_lo_stipendio_dagli_ebrei-183316597/

“Genova, il portavoce di Casapound che inneggia a Mussolini ma prendeva lo stipendio dagli ebrei”.

“Gabriele Parodi, cinquantenne, manager di primo piano di Messina da un paio di anni dopo esserlo stato presso altre società e altri terminalisti, è un dirigente di casa Pound Genova. Lui stesso il 21 ottobre sul Secolo XIX si definisce “portavoce di Casa Pound” quando annuncia che il suo partito si schiera a fianco dei cittadini di Multedo che boicottano l’accoglienza ai migranti nell’ex asilo Govone.
Ma Parodi è un personaggio particolare che si discosta dalla maggior parte dei simpatizzanti neofascisti che dopo la vittoria in Comune del centro destra sono apparsi, o riapparsi con maggior evidenza, sulla scena
genovese.
Passa infatti dal gessato alla maglietta d’ordinanza della tartaruga nera, disquisisce nelle interviste di traffici portuali, mentre nella sua pagina Facebook oltre a foto con Iannone, leader di Casa Pound, e a proclami a favore dell’italianità e contro lo “ius soli” e l’accoglienza ai migranti, o contro gli operai Fiom, ci sono anche numerosi con post inneggianti a Mussolini. Nulla di strano per un militante di Casa Pound.
Ma il risvolto curioso è che nella sua vita da manager Parodi è stato per otto anni, fino al 2015, un alto dirigente di Zim , la società di shipping dello stato israeliano”.

Ovviamente, gli articoli citati provengono da giornali antifascisti, quindi non hanno alcun interesse ad evidenziare un piccolo particolare: non è che quelli di CPI e soci sono Fascisti che prendono soldi e contributi dalla lobby ebraica, ma se mai costoro non sono affatto Fascisti, ma stipendiati da certi personaggi proprio per ridicolizzare il Fascismo e renderlo sempre meno credibile, Questo è l’unico appunto da fare ai pennivendoli che vorrebbero associarli a noi. Quindi, cari Camerati e presunti tali, correte a marzo a votare questi squallidi individui, e correte ad evidenziare sui vostri inutili profili Facebook il vostro grugno affiancato ai simboli di CPI e/o FN… Tanto con loro non rischiate certo denunce ed ostracismo sul lavoro come evidenziando il nostro simbolo.

Solo, fate un favore al mondo ed a voi stessi: piantatela di definirvi Fascisti, non vi si addice; di “destra” basta ed avanza!

Carlo Gariglio

 

DALL’I.N.F.P.S. ALL’I.N.P.S. (Pubblicato sul mensile “Il Lavoro Fascista” – Novembre 2017)

Capita spesso di leggere qualche sinistro con il tipico cervelletto che li caratterizza,  negare i meriti Fascisti a proposito di Stato sociale; dicono, i poveretti, che non fu il Fascismo a creare il sistema pensionistico… Peccato che chiunque possa verificare online, anche sui siti dell’odierna INPS e di vari Sindacati, quale sia la realtà; in effetti Nel 1898 la previdenza sociale muove i primi passi con la fondazione della Cassa Nazionale di previdenza per l’invalidità e la vecchiaia degli operai, ma si trattava di un’assicurazione volontaria integrata da un contributo di incoraggiamento dello Stato e dal contributo anch’esso libero degli imprenditori. Gli iscritti nel 1899 ammontavano a 978 in tutta Italia (si pensi che il censimento del 1901 valutava i lavoratori di industria ed agricoltura in 12 milioni!).

Ancora nel 1919, anno in cui la previdenza divenne obbligatoria, gli iscritti alla Cassa Nazionale erano a malapena 660 mila…

Rispetto agli occasionali interventi dei precedenti governi, un attento e coordinato studio condusse alla prima codificazione di una serie di provvedimenti legislativi finalizzati a tutelare nel concreto la posizione dei lavoratori e la loro dignità nelle aziende; dalle leggi per la tutela del lavoro di donne e fanciulli (Regio Decreto n° 653 26/04/1923) e di maternità e infanzia (Regio Decreto n° 2277 10/12/1923), passando per l’assicurazione obbligatoria contro la tubercolosi e le esenzioni tributarie per le famiglie numerose, si arrivò all’edificazione dell’INFPS e dell’INFAIL, colossi dello Stato sociale arrivati fino ai nostri giorni, seppure perdendo per strada una “F”.

Citiamo ancora il libretto di lavoro, le integrazioni salariali per i lavoratori sospesi o ad orario ridotto, il TFR e la pensione di reversibilità a favore dei superstiti dell’assicurato e del pensionato.

Quindi, come al solito, la “democrazia” giudeo – partigiana non ha saputo fare altro se non eliminare il termine “Fascista” dalle denominazioni, esattamente come è avvenuto per le opere pubbliche del Fascismo, dalle quali sono state cancellate le scritte d’epoca ed i vari adornamenti di Fasci Littori ed aquile.

Oggi però, ed è ufficiale, scopriamo che l’INPS non è più un istituto che garantisce ai lavoratori italiani una pensione, bensì uno schema di Ponzi! Questo, almeno, stando alle dichiarazioni di un boiardo di nome Tito (c’è il futuro in un nome simile!) Boeri, presidente dell’INPS, che ha recentemente dichiarato:

«Abbiamo sempre più bisogno di immigrati che contribuiscano al finanziamento del nostro sistema di protezione sociale», mentre «il nostro paese ha chiuso molti canali d’ingresso regolare».

Ovvero, in parole più semplici, gli immigrati servirebbero a pagare le nostre pensioni!

Ora, per chi non lo sapesse, ecco cos’è il classico schema Ponzi:

Lo schema Ponzi è un modello economico di vendita truffaldino che promette forti guadagni alle vittime a patto che queste reclutino nuovi “investitori”, a loro volta vittime della truffa.

Lo schema di Ponzi permette a chi comincia la catena e ai primi coinvolti di ottenere alti ritorni economici a breve termine, ma richiede continuamente nuove vittime disposte a pagare le quote. I guadagni derivano infatti esclusivamente dalle quote pagate dai nuovi investitori e non da attività produttive o finanziarie. Il sistema è naturalmente destinato a terminare con perdite per la maggior parte dei partecipanti, perché i soldi “investiti” non danno alcuna vera rendita né interesse, essendo semplicemente incamerati dai primi coinvolti nello schema che li useranno inizialmente per rispettare le promesse. La diffusione della truffa spesso diventa di tale portata da renderla palese, portando alla sua interruzione da parte delle autorità.

 ponzi

Ecco, la differenza sostanziale fra uno schema di Ponzi e l’INPS è riassunta nelle ultime righe appena riportate, ovvero, nessuna autorità perseguirà mai l’INPS per i soldi sottratti ai cittadini con la forza, o con l’inganno, per una previdenza sociale ormai più presunta che reale. Vedrò di spiegarmi meglio; qual è il concetto stesso di previdenza sociale? Diciamo accantonare parte di quello che guadagniamo per poi ritrovarcelo durante i periodi difficili, o la vecchiaia; come funzionano le assicurazioni private, che garantiscono a chi le sottoscrive la cosiddetta previdenza integrativa? Si versa una cifra stabilita, che può essere mensile, o semestrale, ed alla fine del contratto la si ha indietro in un’unica soluzione, o tramite versamenti mensili.

Come vengono usati questi soldi che versiamo? Vengono custoditi ed investiti dalle assicurazioni, che tramite una diversificazione del portafoglio, ottengono dei rendimenti, una parte dei quali ritorna al sottoscrittore, mentre un’altra parte resta alla compagnia assicurativa per pagarsi il “disturbo” di investire e fare fruttare i soldi dei clienti; ovviamente, oltre a questo viene riconosciuta al contraente la rivalutazione del capitale, calcolata in base agli indici ISTAT (altra creatura del Fascismo).

Cosa accade, invece, quando versiamo soldi all’INPS, ovviamente in misura enormemente superiore e non volontariamente?

Dopo 30/35 anni di versamenti, ci sentiamo dire che i soldi non ci sono più e che abbiamo bisogno di più extracomunitari per pagarci le pensioni!

Facciamo un rapido calcolo tutt’altro che preciso, ma che serve almeno a rendere l’idea; un operaio che incassa mille euro al mese di stipendio, costa all’azienda che lo assume un cifra analoga di versamenti INPS… Quindi a nome di ogni operaio, l’azienda versa circa mille euro mensili all’INPS per 35 anni, ovvero qualcosa come 420 mila euro!

Certo, il calcolo, come detto, è molto impreciso, in quanto nel corse dei famosi 35 anni cambiano le retribuzioni, vanno considerate le svalutazioni e magari cambiano anche le mansioni del lavoratore, ma il calcolo di cui sopra serve semplicemente a porre una domanda: che fine hanno fatto i 420 mila euro versati in questa simulazione a nome del lavoratore? E ancora: come mai invece di investire e rivalutare questi soldi, per poi pagare la meritata pensione, l’INPS sostiene che non ci sono fondi e che per non morire di fame dobbiamo sperare nell’arrivo di milioni di extracomunitari regolari, i quali, con i loro contributi finanzieranno le pensioni? Semplice, perché i soldi che ingenui e sventurati versano all’INPS vengono rubati e spesi per tutta una serie di cose che nulla hanno a che fare con la nostra pensione! Da qui la similitudine con lo schema di Ponzi: per pagare i primi “investitori” si usano i soldi di quanti “investono” dopo, fino allo scoppio del sistema ed alla sparizione degli ideatori, con cassa annessa!

Ecco in sintesi la trasformazione da INFPS a INPS! Dalla previdenza sociale voluta dal Fascismo, allo schema di Ponzi voluto dal giudeame “democratico” per arricchire loro stessi e truffare il cittadino!

Intanto, i soldi che versate come tante formichine, vengono spartiti da questi delinquenti, che finanziano così le false pensioni che concedono al Sud come voto di scambio, nonché i loro stipendi e le loro stesse pensioni! Basta dare uno sguardo a certi articoli, per capire dove finiscono i nostri versamenti e perché c’è bisogno di nuovi “adepti” per finanziarsi:

“Roma, 9 marzo 2017 – La metà o quasi dei super burocrati dell’Inps guadagna 239mila 800 euro, appena 200 euro sotto il tetto massimo di legge dei 240mila. Una beffa, rafforzata dall’avere tutti o quasi lo stesso premio di risultato (…) Comunque, mettendo insieme tutte le voci (parte fissa tabellare, retribuzione di posizione fissa e variabile, premio di risultato), scopriamo che nel 2015 risultavano in servizio ben 44 dirigenti di primo livello, con una retribuzione complessiva annua ampiamente sopra i 210 mila euro a testa, con circa venti recordman a quasi 240 mila euro: da Giulio Blandamura a Vincenzo Caridi, da Rosanna Casella ad Antonello Crudo, da Vincenzo Damato ad Antonio De Luca, da Cristina Deidda a Maurizio Manente, da Flavio Marica a Fabrizio Ottavi, da Luca Sabatini a Sergio Saltalamacchia, da Maria Sciarrino a Gabriele Uselli e altri. Ad appena mille euro in meno si trovavano Giovanni Di Monde, Giuliano Quattrone e Gabriella Di Michele, che a febbraio scorso è stata nominata direttore generale dell’Istituto (…) Se dalla dirigenza di prima fascia si passa alla seconda, le retribuzioni restano comunque su livelli elevati. Su oltre 450 dirigenti di questa categoria, tutti (salvo quelli nominati in corso d’anno) si portano a casa stipendi ampiamente oltre i 100mila, con una quota rilevante che oscilla tra i 130 e i 150”.

https://www.quotidiano.net/economia/stipendi-dirigenti-inps-1.2952038

INPS

Chiarito dove finiscono i soldi che gli ingenui credono di versare per la loro previdenza, rimane ancora da evidenziare un punto che dimostra, oltre ogni dubbio, come l’odierna INPS non abbia più nulla a che fare con la previdenza sociale, essendosi trasformata in un’associazione a delinquere dedita all’estorsione nei confronti dei lavoratori.

Torniamo all’esempio della previdenza integrativa; che cosa accade al firmatario del contratto se, per qualsiasi ragione, non può o non vuole proseguire nei suoi versamenti?

Semplice, il cliente comunica di volere recedere dal contratto, ed ha la facoltà di richiedere indietro quanto versato; certamente rimettendoci qualcosa in penali varie, ma ricevendo comunque indietro buona parte dei suoi soldi.

Nella peggiore delle ipotesi, cioè in caso si voglia recedere dal contratto prima di avere versato per un minimo di anni, si possono perdere i soldi versati fino ad allora.

Cosa accade, invece, se non si versano i soldi che l’INPS pretende dai cittadini?

Si entra in una spirale di cartelle esattoriali, ingiunzioni, pignoramenti e quant’altro, nella speranza di estorcere ai lavoratori quanto richiesto, naturalmente con abbondanza di sanzioni, interessi e more che non di rado triplicano gli importi originari!

Ora, vi sembra normale che un ente nato per tutelare la previdenza sociale dei lavoratori si trasformi un uno sbirro pronto a pignorarti la casa e l’automobile se rifiuti di pagare i contributi per la pensione?

vignetta-Inps

Il comportamento logico sarebbe quello di dire: “Non paghi? Bene, non avrai la pensione”. Invece parte la caccia al poveraccio, con la gentile partecipazione di Equitalia, dei suoi eredi e di ufficiali giudiziari assortiti!

E non credete di saldare il contro crepando! Già, perché i “debiti” con INPS, INAIL ed altri enti criminali non si estinguono con la morte, ma vengono girati agli eredi.

Dico la cosa con estrema certezza, dato che quando morì prematuramente mio padre, nel 1997, mi ritrovai pochi giorni dopo la sepoltura uno di questi maiali stipendiati dallo Stato davanti alla porta di casa, il quale pretendeva da me, in quanto erede, il saldo di “debiti” fiscali avuti da mio padre!

Ovviamente congedai con una pedata l’usuraio itinerante e mi recai a sottoscrivere un atto di rinuncia all’eredità!

Io stesso sono in una situazione analoga, in quanto mi sono sempre rifiutato di pagare bollettini INPS non dovuti, dopo un’iscrizione d’ufficio come “artigiano”, cioè una professione che non avevo mai svolto, essendo stato un dipendente mascherato da lavoratore autonomo con partita IVA, grazie ai delinquenti per i quali lavoravo all’epoca.

Evidentemente ai banditi dell’INPS non pareva conveniente attendere l’arrivo di nuovi extracomunitari, preferendo in questo caso torchiare dei poveracci costretti a prendere una partita IVA per non vedersi licenziare!

Proprio di recente gli indegni usurai, con evidente dose di ottimismo ed ironia, mi hanno inviato una serie di cartelle, ammontanti, con interessi e multe varie, a 34 mila euro!

Peccato per loro, il sottoscritto è stato abbastanza astuto da non avere beni intestati, né tanto meno dal mettere al mondo figli che avrebbero potuto diventare “debitori” di queste canaglie appena venuti al mondo.

Carlo Gariglio